UN VERO INCUBO ALL’AEROPORTO DI NEW DELHI

Sono appena tornata da un meraviglioso viaggio in India effettuato col tour operator Go4all, col quale collaboro da ormai quattro anni. Ho accompagnato un piccolo gruppo di persone affette da disabilità e nonostante il tour sia andato benissimo, (fortunatamente non c’è stato nessun imprevisto, cosa non rara in questo Paese), il rientro è stato a dir poco angosciante.

Avevamo il volo di ritorno alle 3.05 del mattino dall‘aeroporto internazionale Indira Gandhi di New Delhi. Dopo una lunga giornata di visite e trasferimenti tutto il gruppo era già abbastanza provato tanto che non vedevamo l’ora di arrivare in aeroporto per rilassarci un attimo. Appena scesi dal van ci è venuta incontro l’assistenza aeroportuale comunicandoci che avremmo dovuto immediatamente sostituire la nostra sedia a rotelle con una standard data in dotazione da loro in quanto la nostra non era concessa nell’area di transito aeroportuale. Al check in, una ragazza del mio gruppo in sedia a rotelle come me, riferisce all’addetta dietro al banco che lei avrebbe effettuato il check in all’ultimo momento per stare sulla sua sedia il più tempo possibile. Dovete sapere che per noi paraplegici cambia tantissimo il fatto di avere la nostra carrozzina piuttosto che una enorme e scomoda che, oltre a procurarci mal di schiena, fatichiamo a spostare manualmente anche solo per andare in bagno. Fino a qui va tutto liscio tanto che si convincono a lasciarci la nostra sedia personale fino alla porta dell’aereo.

Il problema è stato imbarcare il ruotino elettrico. No, non pensate alla batteria, per quella stranamente non hanno fatto storie. Non volevano imbarcarci il nostro propulsore, ne avevamo due, senza che venisse imballato a nostre spese. Pagare 400 rupie per stivarlo sarebbe stato il meno dei mali, se non che ci hanno lasciate per due ore e mezza (si, avete letto bene) prima di passare il metal detector. A fare? Un bel nulla! Noi stanche morte e loro in balia dei nostri ruotini non sapendo cosa fossero e come fare ad impacchettarli. A nulla è servito chiamare un responsabile, il tempo è trascorso lentamente ed inesorabile e non abbiamo potuto fare nulla se non alzare la voce!

Stremate dalle litigate col personale, dopo due ore e mezza dal nostro arrivo in aeroporto, abbiamo passato i controlli del metal detector e siamo riuscite al pelo ad andare in bagno prima dell’imbarco (dopo aver sigillato il ruotino con la carta trasparente come si è soliti fare per le valigie, e pagato le 400 rupie a testa). Non è concepibile trattare delle persone, disabili o non, in questo modo vergognoso, neanche fossimo state assassine o ricercate! Credetemi, non è stato possibile agire in nessun altro modo, avevamo un muro davanti a noi!

Finalmente riusciamo ad imbarcarci… Ma prima di attraversare il finger viene fermata un’altra persona del mio gruppo che, come tutti noi del resto, aveva già imbarcato il suo bagaglio al check in. Qui le dicono che in valigia ha un dispositivo elettrico che non è consentito portare… Trattasi della power-bank per ricaricare la batteria del cellulare. Un’assistente l’ha riaccompagnata al check in, mentre noi venivamo caricate in aereo, e le ha fatto togliere la power-bank dalla valigia… Ma non è finita qui! Avrebbe dovuto rifare tutti i controlli per portarla con se nel bagaglio a mano. Ma lei non aveva più tempo, dato che l’imbarco era già iniziato da tempo… Risultato? L’ha dovuta buttare! Tenete presente che tutti gli altri l’avevano nello zaino a mano e nessuno ha fatto storie al metal detector.

Tutto questo per mettervi in guardia… Se volate da Delhi con un propulsore elettrico armatevi di pazienza e portate con voi i guantoni da box:)

CAPITOL HOTEL, BUCAREST

NOME Capitol Hotel

LUOGO Bucarest, Romania

INDIRIZZO Calea Victoriei 29, 010061

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato nel centro della città a pochi passi dal giardino Cismigiu e dal Palazzo del Parlamento. Dista circa 20 minuti di auto dall’aeroporto di Otopeni.

ENTRATA PRINCIPALE Rampa per accesso disabili. Reception totalmente accessibile. Per raggiungere i piani superiori c’è l’ascensore ma non è molto ampio. La carrozzina ci passa ma bisogna staccare il ruotino elettrico.

CAMERA Numero 107 al primo piano. Spazi ampi. Tv a schermo piatto, bollitore, macchinetta del caffè/tè, letto matrimoniale. Pavimentazione: moquette.

BAGNO Spazioso, totalmente accessibile in sedia a rotelle. Wc con maniglioni ma senza doccetta laterale, seggiolino doccia e lavabo vuoto sotto per permettere alle carrozzine di avvicinarsi al meglio. Pavimentazione: piastrelle.

PULIZIE Voto 9

COLAZIONE Non troppo abbondante ma prodotti buoni.

SERVIZI Ristorante, bar, navetta aeroportuale (a pagamento), free wi-fi, parcheggio, animali ammessi.

NOTE Hotel realmente handicap-friendly a soli 300 metri dal centro.

Turismo accessibile, sei mete per tutti

Sono 10 milioni solo in Italia, sono i viaggiatori con esigenze speciali che scelgono di viaggiare. Turisti con disabilità che chiedono ai tour operatori destinazioni più o meno insolite: dalle spiagge incontaminate allo sci d’alta quota, dalla visita alle città d’arte agli sport estremi.

Turismo accessibile, una definizione coniata recentemente per delineare un turismo indirizzato verso viaggiatori con esigenze speciali: persone con disabilità motorie (croniche o temporanee) sensoriali, intellettive e relazionali. Secondo alcune stime in Europa si parla di circa 60 milioni (i numeri variano a seconda dei Paesi a causa dei differenti metodi di catalogazione), la metà dei quali potenziali turisti.

Ognuno di loro solitamente si muove con un accompagnatore o con la famiglia, così da far lievitare il dato fino a 100 milioni, per un indotto stimato di circa 166 miliardi di euro annui. Secondo i dati dell’istituto Doxa (luglio 2015), il mercato del turismo accessibile italiano coinvolge, oggi, 10 milioni di persone, quasi il 16,4 per cento delle famiglie in Italia. Un dato “allargato” che comprende chiunque abbia particolari esigenze in vacanza, dagli ammalati cronici agli anziani: il giro d’affari, secondo le stime, è di 27,8 miliardi di euro. Ma, sempre secondo la ricerca, generalmente le richieste di questi turisti rimangono in gran parte inevase.

Una situazione a cui il Ministero della cultura e del turismo (Mibac) sta cercando di porre rimedio attraverso la commissione per la promozione e il sostegno al turismo accessibile, di cui è presidente Flavia Coccia. “Stiamo lavorando sulla nuova classificazione delle strutture alberghiere”, spiega la presidente. “Ogni albergo per poter accedere alla classificazione da 1 a 5 stelle dovrà rispondere a 10 domande riguardanti i servizi alle persone con disabilità: gli obblighi di legge diamo per scontato che siano stati assolti”. Un’azione culturale che comprende la formazione del personale e la presa di coscienza di problematiche specifiche. “Inoltre la commissione sta stilando alcune linee guida sul turismo accessibile da inserire nel piano strategico che il Mibac dovrebbe pubblicare a luglio”.

Ma non solo sono sempre di più i tour operator che si specializzano anche in questa “fetta di mercato” proponendo destinazioni in Europa, ma anche all’estero come Stati Uniti, Canada, Brasile e tanta, tanta, Africa.

Scopri sei mete rese accessibili!

Fernando de Noronha: il paradiso non ha barriere
“Il paradiso è qui”, si dice abbia esclamato Amerigo Vespucci sbarcando per la prima volta a Fernando de Noronha. Come altro definire chilometri di spiagge dorate lambite da acque turchesi, una fitta vegetazione che si inerpica fin sopra le alture, una fauna marina che attrae appassionati da tutto il mondo? Fernando si trova a 350 chilometri da Recife, in Brasile, un puntino in mezzo all’Atlantico, così ricco di bellezza e attrattive da essere stato inserito nel 2001 nel Patrimonio dell’Umanità. Una natura tanto generosa meritava di essere salvaguardata: l’accesso sull’isola, che dà il nome anche all’arcipelago, infatti è limitato a non più di 420 persone al giorno. Non è raro vedere tra i turisti anche persone con disabilità. Sì, questo paradiso è accessibile a tutti. Lo Stato del Pernambuco ha investito ingenti risorse nel progetto Sem Barreiras per eliminare le barriere architettoniche, costruire rampe e bagni adattati, dotare le spiagge di Sueste, di Porto de Galinhas e di Boa Viagem di una sedia anfibia e di personale qualificato per facilitare l’accesso in acqua. Sono stati creati lungo tutta l’isola itinerari adatti a persone con mobilità ridotta, inserite passerelle in legno sospese, le cosiddette trilhas, che consentono a chiunque di accedere ai punti  panoramici. Gli amanti delle attività subacquee potranno rivolgersi ad Atlantis Divers, che fornisce attrezzature e istruttori per i disabili. Prima di lasciare Fernando de Noronha è d’obbligo una sosta al belvedere di Boldrò per ammirare il tramonto, quando il cielo si tinge di rosso, mentre il sole scompare tra i faraglioni gemelli ribattezzati Dois Irmaos (i due fratelli).
Indirizzi utili: pernambuco.com/turismo/capa_turismo, pousadatriboju.com.br

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A Tenerife tra parapendio e moto d’acqua. La più grande e dinamica delle isole Canarie, che regala giornate di sole tutto l’anno, dista solo 300 chilometri dall’Africa. La mitezza del suo clima, con una media di 24 gradi durante l’inverno, ha portato a un’impennata delle presenze e Tenerife si è attrezzata sempre di più per accogliere turisti con esigenze speciali. Non ci si è limitati però a eliminare le barriere architettoniche dagli hotel: si offre alle persone con disabilità una vacanza ricca di possibilità. A partire dalla fruizione delle spiagge. Ce ne sono molte, specialmente nel sud, come la Playa de las Vistas o del Dunque, dotate di stampelle per la sabbia, di sedie a rotelle in plastica per entrare in acqua, di rampe in legno che consentono alle carrozzine di muoversi agevolmente, di spogliatoi di ampie dimensioni. Sono favoriti anche gli sport. A Puerto Colon, la Power Jet Ski & Boat noleggia moto d’acqua con un’assistenza specifica per chi ha problemi motori. Chi invece preferisce il brivido del volo può rivolgersi alla Fly2Fun: gli istruttori, quasi tutti italiani, sempre presenti nel parapendio in tandem, hanno imbragature specifiche per le persone che non deambulano o hanno protesi agli arti. Il volo, che dura circa un’ora, sorvola la verdeggiante valle dell’Orotava e prevede l’atterraggio sulla spiaggia di Santa Cruz. La partenza è da Izana, nel cuore del Parco Nazionale del Teide, patrimonio dell’Umanità. Un paesaggio straordinario, cesellato dalla lava pietrificata, su cui domina il picco del Teide che, con i suoi 3.718 metri, è il più alto della Spagna. Per osservarlo da vicino si può prendere la teleferica, accessibile ai disabili, così come i due centri per visitatori che dispongono anche di bagni adattati. Vale la pena di prendersi un po’ di tempo per godersi tutti i colori del parco: il nero residuo dell’intensa attività vulcanica, il rosso del tajinaste, arbusto dalla tipica forma a lancia che può raggiungere anche i 2 metri d’altezza. E poi il verde azzurro degli azulejos, formazioni laviche che per la presenza di ossido di ferro assumono questa intensa colorazione. Una colorazione accesa che poi si può rivivere anche nelle cittadine che punteggiano l’isola, dal più tranquillo nord al più modaiolo sud.
Indirizzi utili: Spagna per tutti

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Sestriere no limits Adagiata tra la Val Chisone e la Val di Susa, Sestriere deve la sua fortuna di destinazione turistica a Giovanni Agnelli (1866-1945), che la attrezzò di impianti sportivi e ricettivi già a partire dagli anni Trenta. A quel periodo risalgono le due torri di impostazione razionalistica, sedi di due hotel, che settano sulla cittadina. A Sestriere le persone disabili hanno la possibilità di
vivere la montagna in estate e in inverno praticando gli sport più diversi. Il merito è dell’associazione Free White. “Lo sport è per tutti. Abbiamo reso un ambiente aspro come la montagna accessibile in tutte le stagioni – racconta il presidente, Gianfranco Martin -. Del resto Sestriere si era già attrezzata ospitando nel 2006 i Giochi paraolimpici invernali. Molti degli impianti costruiti per quell’evento sono ancora utilizzabili”. Se d’inverno lo sport più praticato è, naturalmente, lo sci, l’estate offre tante opportunità open air. Le settimane multisport organizzate da Freewhite (quest’anno dal 10 luglio al 26 agosto) prevedono infatti proposte come downhill, bike, handbike, tandem, tennis, ping pong, golf, piscina e tiro con l’arco. Tutte le attività sportive, grazie al contributo di Fiat Autonomy, sono gratuite per i disabili che le praticano per la prima volta; a pagamento c’è solo l’albergo (quello convenzionato è l’Hotel Lago Losetta, 55 € al giorno a persona in pensione completa).

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Vienna con le ruote Era il 21 novembre 1916. In una fredda serata invernale si spegneva per le complicanze di una polmonite, all’età di 86 anni, l’imperatore Francesco Giuseppe, dopo aver regnato ininterrottamente per ben 68 anni. Vienna celebra il centenario della sua morte con la mostra itinerante Franz Joseph 1830-1916, ma anche con eventi culturali, rappresentazioni teatrali, concerti. È l’occasione giusta per conoscere la capitale austriaca, che molto ha fatto in questi anni perché tutti potessero godere delle sue bellezze e dei suoi tesori. A partire dai trasporti, con l’intera rete metropolitana accessibile a chi è in sedia a rotelle. L’ente del turismo inoltre ha raccolto sul sito wien.info le strutture alberghiere, i musei, i locali, i bagni accessibili presenti in città e i nomi delle guide turistiche specializzate in tour per visitatori con esigenze speciali. Alla reggia di Schönbrunn, dove l’imperatore nacque e morì, in occasione della mostra per la prima volta saranno visitabili le stanze del piano terra, che sono sempre rimaste chiuse. I locali dove Francesco Giuseppe lavorava e viveva rivelano la sua sobrietà, i suoi gusti semplici, quasi spartani. Unica eccezione all’essenzialità degli arredi sono le tante foto di famiglia, che ritraggono la moglie Elisabetta e i quattro figli in momenti felici e spensierati.  Se si vuole conoscere più a fondo la quotidianità dell’imperatore occorre recarsi al Museo del mobile Hofmobiliendepot, una delle più grandi collezioni di mobili del
mondo, con i suoi 165 mila pezzi. Qui si trovano tutti gli arredi utilizzati dalla corte imperiale, ma anche oggetti personali, troni da viaggio… In una delle stanze si può ammirare lo splendido letto intagliato nel legno dove morì, nella tenuta di Mayerling nel 1889, Rodolfo, l’unico figlio maschio di Francesco Giuseppe. Da allora nulla fu più come prima: Elisabetta si vestì a lutto per tutta la vita e cercò di svagarsi con numerosi viaggi; l’imperatore dal canto suo, sempre più solo, non perse mai quel velo di tristezza che gli offuscava lo sguardo.

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Il punto di partenza? Saint Jean Pied de Port, l’ultimo paese francese prima della catena dei Pirenei: da qui si percorrono 820 chilometri fino a Santiago de Compostela. Occorre circa un mese, con tappe di 30 chilometri al giorno. Il nord della Spagna regala paesaggi, borghi antichi, eccellenze gastronomiche: si inizia dalla Navarra e dalla frenesia di Pamplona, per proseguire con la regione della Rioja per un assaggio dei suoi vini più famosi, e poi la Cantabria, con le sue spiagge di sabbia fine e, ancora, l’antica Burgos in Castiglia. Da Burgos il panorama diventa
più piatto: per circa 180 chilometri si viaggia nell’altopiano Meseta, a 900 metri d’altezza, con un caldo torrido di giorno e un freddo intenso di notte, l’orizzonte come unica compagnia. Si arriva nella bellissima città di León, dopo aver raggiunto la Cruz de Hierro e la successiva salita al monte Cebreiro, da cui si entra in Galizia. Cambia nuovamente il paesaggio: boschi millenari, querce, grandi distese di eucalipto. La cultura galiziana è stata segnata dal passaggio delle civiltà celtiche, romane e cristiane. Ma è lo stile di vita della popolazione che più rimane impresso: dal rapporto con gli animali alla vita di mare. Con le forze che rimangono, ci si trascina sino all’ultima tappa: la Plaza Do Obradoiro, a Santiago De Compostela. Qui l’immensità della Cattedrale permette di raccogliersi, di mettere ordine nel turbinio di emozioni e riavvolgere il filo dei ricordi.
Indirizzi utiliFree Wheels Onlus.

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Nella pace della Sacra di San Michele
Austera e inaccessibile per secoli, la Sacra di San Michele è un luogo mistico di rara bellezza. Appoggiata come il nido di un’aquila su uno sprone roccioso a quasi mille metri di altezza, è stata per secoli crocevia e difesa lungo un percorso di pellegrini che collegava tra loro due luoghi di culto di San Michele, il principe degli angeli fedeli a Dio. Così intimamente legata a Sacra di San Michele e al Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, così tanto distante dai fasti e dal clamore di quei luoghi. Si trova quasi esattamente al centro del percorso. Un “miracolo” considerato che la fondazione del convento che si erge sulla sommità del monte Pirchiriano è stato fondato sul finire del 900 dai Benedettini che lo edificarono su un preesistente castrum romano. Un luogo di pace in cui sognare tempi lontani, magari bui come il primo e il tardo medioevo. Un po’ come fece Umberto Eco ne Il nome della rosa. E forse non è un caso che Eco soggiornò proprio alle pendici di questo monte. Se penso a Guglielmo da Baskerville, non posso che immaginarmelo a dorso di un mulo inerpicarsi lungo le parte della montagna fino alla sommità. Vi ricordate l’incipit del libro? EccoloEra una bella mattina di fine novembre. Nella notte aveva nevicato un poco, ma il terreno era coperto di un velo fresco non più alto di tre dita. Al buio, subito dopo le laudi, avevamo ascoltato la messa in un villaggio a valle. Poi ci eravamo messi in viaggio verso le montagne, allo spuntar del sole. Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l’abbazia”. Oggi ne possiamo ammirare sono una parte, l’antica biblioteca fu trasformata in bastione difensivo e cannoneggiata da Napoleone nella sua discesa in Italia. E la si può ammirare grazie a tre ascensori costruiti per le paralimpiadi di Torino (serve però un’energica spinta per superare un dislivello di una ventina di metri).È meglio telefonare per pianificare la visita http://www.sacradisanmichele.com/ita/

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Insieme, a Santiago
Se per alcuni la vacanza è sinonimo di sole, relax e cocktail a bordo piscina, per altri è il terreno di prova per misurare la propria capacità di sopportare le difficoltà e la fatica. È l’occasione per mettersi in strada, come facevano i pellegrini, per esplorare nuove terre, ma anche conoscere più a fondo sé stessi. Un’esperienza che sembra preclusa a un disabile, ma che in realtà è pienamente fattibile, come testimonia Pietro Scidurlo  nel suo libro Guida al cammino di Santiago per tutti (ed.Terre di Mezzo, 20 €). L’autore, paraplegico, ha ideato due itinerari adatti sia a chi si muove in sedia a rotelle (con un ausilio per le strade sterrate), sia a chi utilizza l’handbike. La guida è corredata da mappe, altimetrie, accessibilità dei luoghi da visitare e delle strutture ricettive.

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Articolo tratto dal sito web viaggi.corriere.it

Il progetto Dappertutto sull’accessibilità montana in provincia di Sondrio

Articolo tratto dalla conferenza stampa del 29 Ottobre 2019

IN MONTAGNA E IN CITTÀ: LE PERSONE FRAGILI POSSONO ESSERE DAPPERTUTTO

Non portare dappertutto, ma dare la possibilità di essere dappertutto.

La nostra società si sta abituando a fare a meno delle persone con fragilità e questo è un rischio perché le persone fragili hanno un ruolo importante all’interno della società, quello di equilibratore valoriale che mette le persone di fronte ai propri limiti e alle proprie fragilità. Questo permette a ciascuno di noi di capire che tante cose che abbiamo e che diamo per scontate invece non lo sono, ma, soprattutto, ci aiuta a capire che possiamo fare qualcosa di utile per gli altri. Le persone con fragilità, quindi, contribuiscono a mantenere in equilibrio i valori della società, valori che rischieremmo altrimenti di perdere”.

Walter Fumasoni, presidente dell’associazione Tecnici Senza Barriere, ha spiegato così il senso del progetto dappertutto.

Essere dappertutto vuol dire favorire le relazioni e l’incontro tra il 90% della popolazione “sano” e il 10% fragilee darsi l’opportunità di cambiare il proprio punto di vista e la propria visione di vita”.

In Italia ci sono 5 milioni di persone con fragilità permanente più 1 milione con fragilità temporanea quindi un 10% della popolazione.

I residenti della città di Sondrio sono circa 20.000, questo vuol dire che dovremmo incontrare per strada 2000 persone con fragilità.

È davvero così? Dove sono? Perché non le vediamo?

La rete dappertutto vuole infrangere la sensazione di isolamento che hanno le persone con disabilità facendo loro capire che hanno un ruolo sociale importante ed è giusto che si sentano parte attiva di questa società che è fatta non da tante persone normali, ma da tante persone diverse. Occorre dunque re-inserirle nella società. Come? Eliminando le barriere architettoniche per rendere accessibili e accoglienti le città e riportandole dappertutto, anche nell’ambiente montano che è peculiare della nostra provincia perché insieme si può arrivare in cima.Una persona con fragilità può riprendersi la propria vita e andare avanti solamente con l’aiuto di altre persone”.

Massimo Pinciroli del Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio ha sottolineato l’orgoglio e l’importanza di far parte della rete dappertutto: “Questo progetto non poteva che nascere in una Valle come la nostra circondata dalle montagne, i nostri beni più preziosi– ha sottolineato – che, richiamando la Dichiarazione di Norcia, devono essere messi a disposizione di tutti, compatibilmente con i limiti che ciascuno porta”.

Il progetto, che si rivolge a persone disabili, anziani, bambini, giovani, nel corso degli anni è cresciuto e ha ricevuto diversi finanziamenti, tra i quali quelli dei Bandi Volontariato 2018 e 2019 di Regione Lombardia con una rete di soggetti che si è andata via via allargando andando a toccare diversi ambiti: sociale, culturale, ambientale…

Il messaggio che stiamo cercando di diffondere è molto contagioso e va dalla mappatura dei sentieri percorribili anche con la joëlette o carrozzina da montagna ad azioni culturali per superare stigma e pregiudizi e trovare il coraggio di uscire allo scoperto. In Alta Valle abbiamo coinvolto i giovani facendogli fare delle gite in joëlette e realizzando con loro un video”.

Nell’ultimo anno sono state effettuate 20 uscite con lajoëlette in tutto il territorio della provincia, da Livigno alla Valchiavenna e anche al di fuori, come Bergamo e Milano.

La joëlettenon è solo un pezzo di ferro – ha aggiuntoFumasoni – è un pezzo di ferro che esprime un valore altissimo, attorno al quale si concretizzano tanti buoni propositi, aiuto reciproco, il godere delle bellezze delle nostre montagne. Un pezzo di ferro che aggrega e sfonda tanti muri, che fa cultura e che vogliamo portare dappertutto”.

Tra i progetti futuri c’è anche la realizzazione di una Casetta dell’Accessibilità in media Valtellina (il luogo individuato è ad Albosaggia, sul Sentiero Valtellina) che funga come punto base di riferimento e info point per tutte le persone con fragilità che vogliono andare in montagna. Lì si potrà avere in maniera gratuita una o più joëlette, formarsi per la sua conduzione e percorrere uno dei sentieri accessibili della nostra provincia fino ad arrivare ad un rifugio alpino, che sarà appositamente dotato di una carrozzina.

Il progetto dappertutto ha ottenuto il Marchio Valtellina per la diversificazione dell’offerta turistica del territorio e l’accessibilità per tutti.

Vanno in questa direzione, come ha spiegato il volonatarioDario Fanoni, la mappatura di 20 sentieriaccessibili nei 5 mandamenti della nostra provincia che si possono trovare all’indirizzo dappertutto.org/percorsi, realizzata grazie al portale wikiloc (potete scaricare l’app gratuita e seguire la mappa direttamente dal cellulare), e la possibilità per le strutture ricettive valtellinesi e valchiavennasche di segnalare la propria accessibilità tramite un apposito form presente sul sito dappertutto.org.

La prima volta che ho visto la joelette mi sono detta proviamo e adesso non la mollo più perché è un’importante opportunità di socializzare e conoscere tante gente – ha detto Francesca Rognaprima vedevo la montagna solo dal basso e invece adesso posso vivere dentro la montagna. Faccio anche un appello agli albergatori della nostra provincia perché segnalino l’accessibilità delle loro strutture”.

Per essere definiti accessibili sia gli alberghi che i sentieri devono possedere determinati requisiti: i volontari e i tecnici del dappertutto sono a disposizione per fornire alle persone e agli esercenti interessati tutte le informazioni.

Luciano Bertolina, presidente del Coordinamento delle sezioni valtellinesi del CAI, ha raccontato come l’associazione che per eccellenza fa conoscere e conosce le montagne in tutti i suoi aspetti abbia sposato il progetto dappertutto e il portare in montagna le persone con disabilità: “Lo facciamo da 40 anni e siamo orgogliosi di dare una mano e di portare più gente possibile, anche da fuori provincia, il Parco Nazionale dello Stelvio acquisterà una decina di joëlette e le metterà a disposizione del territorio e abbiamo coinvolto anche le Comunità montane per sistemare i sentieri e farli diventare accessibili a tutti”.

I TESTIMONIAL DEL PROGETTO

Saverio Monti, runner, ha condiviso l’esperienza della Go in Up, circuito di gare a scopo benefico che si è tenuta in Bassa Valle con la partecipazione del TEAM JOËLETTE: “Abbiamo raccolto soddisfazioni per quanto realizzato sia da parte dei joëlettatoriche delle persone che sono salite sulla joëlette: un’esperienza significativa che sicuramente rimarrà nella memoria, ma anche una dimostrazione di coraggio e fiducia. Abbiamo creato un bel gruppo: gente che vive la montagna in maniera agonistica ha riscoperto il valore della condivisione e del fare fatica insieme. Gente che non si conosceva e che passava le serate in solitudine si è trovata parte di un gruppo.Anche chi non faceva sport da molto tempo si è rimesso in gioco “con la scusa” di aiutare altre persone. Le relazioni sono migliorate per tutti”.

Alice Gaggi, campionessa di corsa in montagna, ha espresso la sua stima per “questi progetti che permettono a tutti di avvicinarsi alla montagna e di poterla godere. In quanto atleta spesso mi accorgo di vivere la montagna in maniera sempre un po’ veloce e frenetica. Ci sono invece tanti aspetti davvero speciali della montagna che possono essere scoperti percorrendola e vivendola nella lentezza del quotidiano”.

Messaggio di Viviana, una delle persone trasportate con la joëlette:

“Essere vincente per me significa creare nuove opportunità alla mia difficile esistenza e quando un sogno diventa realtà la vita cambia ed è vero !!! una settimana fa il duro verdetto non sarai mai più in grado di alzarti ne’ tantomeno di camminare , non vi dico l’ amarezza dopo anni di duro impegno e di costanti terapie , però grazie agli amici runners durante il Roncaiolavertical ho potuto correre alla pari… è stata una gara emozionante dove 9 cuori battevano all’ unisono , così tanto che alla fine anche io sulla joëlette avevo il fiatone come se avessi compiuto lo stesso sforzo del mio eccezionale ed indomito team. Poter correre dopo 30 anni un’emozione che mi ha fatto piangere di gioia e mi ha donato nuova forza e rinnovato coraggio per non smettere di lottare perché niente è impossibile… l’importante è non perdere la speranza. Un dono che ho ricevuto da una promessa mantenuta che Andrea mi ha fatto un anno fa. Il risultato valeva l’attesa non ho solo corso quella sera ma con il cuore ho ripreso a volare alto. Grazie di ❤ al mio team resterete tutti impressi nella mia anima per sempre, un batti 5 a tutti i miei eroici campioni per la generosità a 360° che mi hanno dimostrato. Spero ci ritroveremo ancora insieme per altre avventure sportive. Grazie per questa vittoria personale che vale milioni di trofei, un grazie anche agli amici Alpini per l’ ottimo panino con salsiccia annaffiato da buona birra, vvb cari amici runners” 

www.dappertutto.org

Black Friday: offerte voli e biglietti low cost per il weekend del 29 novembre 2019

Manca ancora un po’ al Black Friday 2019, ma è utile iniziare a farsi un’idea su quando cade e quali saranno i sconti per programmare le vacanze dei prossimi mesi. In vista del prossimo venerdì nero, il 29 novembre 2019  novembre, le compagnie inizieranno a vendere biglietti aerei (e non solo) a prezzi molto scontati

Grazie a queste promozioni potrete iniziare a programmare i vostri viaggi low cost in vista dei ponti 2020.

BLACK FRIDAY OFFERTE VOLI 29 NOVEMBRE 2019

Le compagnie aeree si preparano al famoso venerdì di sconti folli, il Black Friday 2019. In attesa della folle giornata di sconto, che avverà il prossimo 29 novembre, le compagnie prepareranno la lista dei biglietti per viaggiare in Europa per tutto il 2019 e per i primi mesi del nuovo anno. Ad aderire alle offerte ci saranno numerose compagnie aeree tra cui Ryanair, Volotea ed easyJet che, per tutto il finesettimana, offriranno voli a tariffe vantaggiosissime per tutta Europa. 

Anche eDreams aderisce al Black Friday con offerte voli + hotel che partiranno allo scoccare della mezzanotte del 29 novembre. Controllate il sito ufficiale per trovare la promozione che fa per voi. Le offerte di Expedia invece partiranno invece dalle 9.00 del 29 novembre, con soluzioni volo+hotel nelle principali capitali del mondo. Aderisce alla Giornata di sconti anche Logitravel, con offerte imbattibili per 24 ore. Potrete trovare sconti anche sugli alloggi, Hotels.com applicherà forti sconti a chi prenota il 29 novembre.

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MIGLIORI OFFERTE VOLI PER IL BLACK FRIDAY 2019

Qui trovate una tabella con una selezione di offerte per il Black Friday

  • Ryanair da 4.99 euro – Milano – Barcellona
  • Ryanair da 4,99 euro – Milano – Belfast  
  • easyJet da 30 euro a/r – Napoli – Spalato
  • easyJet da 27 euro a/r – Milano – Ibiza
  • Ryanair da 16 euro – Roma – Porto 
  • Ryanair da 4,99 euro – Roma – Malta
  • easyJet da 19 euro a/r  – Milano – Cracovia 
  • easyJet da 40 euro a/r – Napoli – Ginevra
  • easyJet da 39 euro – Milano Madrid

RYANAIR BLACK FRIDAY

Il Black Friday di Ryanair prevede sconti fortissimi sui prezzi dei biglietti. Gli sconti inizieranno a mezzanotte di giovedì 28 novembre e dureranno per 24 ore, ma se non vi accontentate potrete sempre approfittare anche degli sconti del Cyber Monday, il lunedì successivo.
Si vola a Bruxelles, Berlino, Londra, Barcellona, Sofia, Siviglia, Lisbona a prezzi che vanno dai 4,99€ fino a 16,99€ a tratta. In questa settimana non è impossibile trovare offerte vantaggiose per volare a 6 euro a tratta anche nel weekend. Consultate il sito della compagnia per verificare le offerte aggiornate giornalmente.  Sono previsti inoltre sconti del 20% sui bagagli acquistati nella settimana del Black Friday. L’offerta è valida su tutti i voli acquistati dal 20 al 29 novembre per viaggiare tra dicembre 2019 e giugno 2020.

GUARDA ANCHE: CAPODANNO 2020

BLACK FRIDAY EASYJET

Easyjet offre sconti del 30% per tutta la settimana. Fino al 30 novembre troverete promozioni su oltre 50000 biglietti aerei. Potrete volare da tutta Italia a Barcellona, Londra, Parigi, Spalato, oppure scegliere le isole della Grecia e le Isole Baleari. Potrete volare a prezzi vantaggiosi fino a settembre 2020. Visitate il sito ufficiale della compagnia per scoprire tutte le offerte giornaliere. In offerta ci saranno anche i pacchetti di viaggio “Volo + hotel”. 

BLACK FRIDAY ALITALIA

Ancora non ci sono notizie ufficiali sulle offerte di Alitalia per il Black Friday. Sul sito potete trovare una sezione dedicata alle offerte di viaggio per tutto il mese. Qui il link con le migliori promozioni.

BLACK FRIDAY VOLOTEA

Volotea ancora non ha annunciato la sua adesione al Black Friday. Lo scorso anno la compagnia offrì voli per tutta Europa a partire da 14,99 euro. 

BLACK FRIDAY NORWEGIAN

Non perdete le offerte di Norwegian il prossimo 29 novembre 2019. Nelle 24 ore potrete prenotare voli economici per le capitali europee, gli Stati Uniti, Singapore e Bangkok.

Articolo preso dal sito web zingarate.com

Amsterdam ha la tassa di soggiorno più cara d’Europa: stangata per i turisti

Amsterdam è diventata vittima del suo stesso successo. Per evitare l’invasione di turisti, dal primo gennaio prossimo la capitale olandese pretenderà dal visitatore straniero 3 euro per notte a persona, più il 7% della tariffa della camera.

Per molti italiani, soprattutto quelli più giovani, Amsterdam è una delle prime tappe di un viaggio fuori dai confini. La capitale delle bici, dei musei, delle stradine, delle case oblique, dei quartieri a luci rosse e dei mille canali è una delle mete più popolari in Europa. Tuttavia, sta lottando contro un turismo di massa che le sta rovinando l’immagine, compromettendo l’identità e violentando le consuetudini locali. La piaga si chiama overtourism: anche qui, infatti, il numero di turisti ha decisamente oltrepassato la soglia fisiologica di accettazione. Qualche cifra? La città conta circa 850.000 abitanti, ma lo scorso anno è stata invasa da più di 20 milioni di turisti (nel 2005 erano la metà). E il trend sembra destinato salire: secondo le stime, nel 2025 si prevedono quasi 30 milioni di arrivi.

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A partire dal 1° gennaio 2020, Amsterdam aumenterà le tasse di soggiorno per tutti coloro che dormono in albergo, affittano case private o bed and breakfast. E per i turisti sarà una stangata. Già adesso la capitale olandese non è tra le più economiche del Vecchio Continente. Dall’anno prossimo, avrà pure la tassa di soggiorno più cara d’Europa. I visitatori pagheranno in più 3 euro a notte a persona, oltre al 7% della tariffa della camera. A titolo di confronto: Berlino applica una tassa di soggiorno del 5% sul prezzo netto dei pernottamenti; a Roma può arrivare fino a 7 euro, a seconda della categoria di stelle. Ad Amsterdam, invece, si dovranno sborsare quasi 16 euro in più.

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Facciamo un esempio pratico: se una stanza in camera doppia ad Amsterdam in un hotel (con una buona recensione su Booking.com) costa 132,50 euro a notte, la tassa di soggiorno sarà complessivamente di 15,97  euro, ossia 9,97 euro più 3 euro ad occupante. I bambini sotto i 16 anni sono esenti dalla nuova tassa, mentre i campeggi sono in parte risparmiati con un supplemento di 1 euro a notte per adulto. Sarà anche più caro affittare casa attraverso il portale Airbnb: l’imposta esistente verrà aumentata del 10%. Invariata rimane invece la tassa di arrivo di 8 euro per chi raggiunge la capitale in barca. Già da diverso tempo le autorità di Amsterdam stanno discutendo varie misure per contrastare il turismo di massa e quello mordi-e-fuggi. Dallo scorso marzo, ad esempio, le visite guidate attraverso il quartiere a luci rosse sono vietate dalle 19 in poi. Dall’anno prossimo verranno bandite completamente.

Articolo preso dal sito web viaggi.corriere.it

Glossario del viaggiatore: 9 parole che non potete ignorare

Scoprite se siete dei veri giramondo: avete padronanza del glossario del viaggiatore? Si tratta di una terminologia in continua evoluzione, che sovente si contamina con parole inglesi dalla dubbia traduzione in italiano. In realtà se siete degli esploratori incalliti non potete ignorarne il significato. Ecco nove parole che non possono mancare nel vostro vocabolario di traveler!

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BACKPACKER

Si riferisce a chi viaggia con lo zaino (backpack) in spalla ed è sempre in cerca di avventure. Non ama i luoghi turistici, predilige i viaggi lunghi e si accontenta di soggiornare negli ostelli. Per lui viaggiare è una neccessità e il suo obiettivo è quello di esplorare il più possibile, per questo è pronto (quasi) a tutto.

BOUTIQUE HOTEL

Si tratta di alberghi solitamente indipendenti, dotati di poche stanze gioiello e il loro punto forte è il design, hanno sempre uno stile unico e inconfondibile. Spesso le loro tariffe sono inferiori a quelle dei famosi luxury hotel, tuttavia offrono qualità e lusso quasi allo stesso livello, col vantaggio di trovarsi in una struttura intima. Si trovano nelle grandi città e nei luoghi turistici.

COUCHSURFING

Letteralmente ‘fare surf su un divano’, è una moda imperante negli ultimi anni in molti paesi del mondo: consiste nel sostare per qualche giorno (o anche solo per un pomeriggio) sul divano (o letto) di sconosciuti, che lo mettono a disposizione dei turisti. Un’ottima idea per visitare posti nuovi a costi contenuti e conoscere anche gente nuova!

ECOTURISMO

E’ un nuovo modo di viaggiare più responsabile nei confronti della natura: il turista è attento all’impatto ambientale provocato dal proprio soggiorno. Gli eco-viaggiatori prediligono i mezzi di trasporto meno inquinanti, optano sempre per mete naturalistiche e soggiornano in luoghi ecofrilendy, per questo la tenda è la loro inseparabile compagna di viaggio!

FREQUENT FLYER

E’ una persona che passa buona parte del suo tempo viaggiando a bordo di un aereo. Grazie all’assidua frequenza di voli beneficia di sconti e regali da parte delle compagnie aeree. Accumulando miglia si ottengono notevoli vantaggi, quali ad esempio voli gratuiti, priorità di prenotazione e l’accesso alle aree lounge.

GAP YEAR

Stiamo parlando del famoso anno sabbatico, ovvero quell’anno di pausa che i giovani studenti si prendono per girare il mondo, in totale libertà, prima di iniziare l’università. Questa moda nata nei lontani anni ’60in Inghilterra, impazza ancora oggi in molti paesi del mondo.

RTW (ROUND-THE-WORLD TICKET)

E’ un unico biglietto che consente di viaggiare intorno al mondo ad un costo relativamente contenuto, grazie a particolari accordi tra compagnie aeree. I prezzi solitamente variano dai 3000 e i 5000 dollari, con un numero di fermate che può oscillare tra le 5 e le 16, distribuite sui cinque continenti.

THROWAWAY TICKETING

Spesso succede che un viaggio di sola andata costi di più di uno andata e ritorno. Per questo esiste un trucchetto, ovvero comprare il ticket A/R pur sapendo che si userà solo l’andata: ecco svelato cos’è il Throwway ticketing. Attenzione però, il giochetto non funziona al contrario, ovvero difficilmente potrete usare il ritorno gettando via l’andata!

WANDERLUST

Se siete degli autentici viaggiatori non potete ignorare il significato della parola Wanderlust. Si tratta di un termine inglese, dal suono magico, che si utilizza per indicare quel bisogno irrefrenabile di viaggiare, il moto continuo che spinge le persone a spostarsi continuamente, per conoscere sempre posto nuovi. Originariamente deriva da due termini germanici: ‘wandern’, ovvero ‘escursione’ (trasformatosi poi in ‘wander’ in inglese, ovvero ‘vagare’) e ‘lust’ che significa ‘desiderio’, ‘passione’.

Articolo preso dal sito web www.viaggi.nanopress.it

Londra-Sydney non stop: via ai test del volo più lungo di sempre

A ottobre Qantas ha in programma tre viaggi prova con 40 persone di equipaggio a bordo. Due staff medici monitoreranno reazioni cerebrali e ritmi circadiani di piloti e staff. Se tutto andrà bene, il vettore australiano conta di offrire la tratta dal 2022. Anche se, al momento, nessun velivolo in produzione può coprire i 17mila km di un volo a pieno carico senza soste

Londra e Sydney sembrano più vicine che mai. Il volo non stop che Qantas ha promesso di mettere in pista un paio di anni, destinato con i suoi oltre 17mila km per 19-20 ore ininterrotte a oltre quota 10mila, verrà molto presto anticipato da tre “ghost flight”, nei quali una quarantina di persone tra personale della compagnia australiana e medici testeranno le reazioni dell’organismo sottoposto a trascorrere in aria la gran parte di un giorno e di una notte.

L’esperimento si terrà in ottobre e ha un valore pressoché vincolante per il futuro di quello che dovrebbe diventare il volo non stop più lungo del mondo. Entro fine anno, infatti, Qantas deciderà se dare o meno un seguito al suo “Sunrise project” (progetto alba), che prevede l’introduzione di tratte senza scalo tra Sydney, Melbourne e Brisbane da una parte, Londra e New York dall’altra. Se l’esito dell’esperimento sarà positivo, il vettore oceanico conta di addizionare queste e altre tratte Australia-Europa e Australia-Americhe a partire da fine 2022, anche se questo dipenderà in buona parte da quello che i costruttori di aerei saranno in grado di mettere a disposizione. Al momento, infatti, l’aereo capace di trasportare un intero carico di passeggeri e bagagli dall’Oceania orientale all’Europa Nord-occidentale non esiste – i Boeing 787-9 che verranno impiegati nei “ghost flights” viaggeranno di fatto “vuoti”, verosimilmente alleggeriti di materiale non necessario e magari con extra carburante -. Qantas confidava nei futuri 777X-9, il cui progetto sta subendo ritardi, in parte correlati alla remise-en-forme dei 737-8. L’alternativa potrebbe essere un ulteriore step evolutivo degli Airbus A350-1000, il cui range al momento è di poco superiore ai 16 mila km, quanto basta a coprire l’attuale tratta non stop più lunga del mondo, la Singapore-Newark operata da Singapore Airlines. C’è anche un problema di normativa: l’Autorità per la sicurezza dell’aviazione civile australiana non ammette che il personale delle aerolinee trascorra più di 18 ore in aria.

Tornando alla parte strettamente scientifica dell’imminente esperimento, uno staff medico del Charles Perkins Centre di Sydney controlleranno il personale impiegato nei voli di prova attraverso specifici monitor indossabili, grazie ai quali potranno verificare come i ritmi sonno-veglia, la qualità e la frequenza dei pasti e la luce nella cabina influenzeranno orologio biologico e salute. Studiosi della Monash University di Melbourne terranno invece sotto controllo i piloti, attraverso encefalogrammi capaci di tracciare le onde celebrali e misurare i livelli di allerta prima, durante e dopo il volo.

Nonostante tutto questo, Alan Joyce, AD Qantas, si è detto ottimista sul futuro del progetto. Joyce ha sottolineato come i passeggeri del Perth-Londra, introdotto l’anno scorso come apripista del progetto, e ad oggi terzo nella classifica mondiale dei voli più lunghi (circa 14.500 km) abbia il rating di soddisfazione più elevato tra tutte le tratte offerte dalla compagnia. Pur volendo sottolineare la capacità del vettore australiano di offrire servizi di avanguardia sul fronte dei voli a lunga tratta – frutto della grande esperienza che è in stretta relazione con la geografia dell’Oceania – il manager ha dovuto riconoscere che alcune delle perle del progetto alba sono state abbandonate: ad esempio, l’idea di letti a castello per la classe economica.

Curiosa coincidenza (o forse no), l’annuncio dei voli sperimentali cade nel trentennale di quello che può essere considerato il capostipite dei voli fantasma sulle lunghissime tratte. Il 17 agosto del 1989, infatti, un Londra-Sydney senza scalo targato Qantas venne portato a termine con successo. In quel caso, il velivolo impiegato era un 747-400, la cui autonomia si fermava a 14.800 km. In quel caso, venne impiegato un combustibile speciale, capace di incrementare la produzione di energia del 4 per cento – un particolare tenuto a lungo segreto. In quel caso, il personale a bordo era ridotto a sole 23 persone. E verosimilmente non c’erano monitor. Ma se quella era un’impresa di stampo quasi pioneristico, stavolta, anche dal punto di vista del business che il successo dell’esperimento potrebbe portare, si fa sul serio.

Articolo preso dal sito web repubblica.it

Quali sono le mete più sicure per viaggiare?

La classifica delle città più sicura al mondo l’ha stilata l’Economist. Nella top ten, tra le città europee solo Amsterdam e Copenaghen

State organizzando un viaggio e volete sapere quanto il Paese è sicuro? Potete farvi aiutare dal Safe Cities Index, che comprende 60 principali aree urbane e viene rilasciato ogni due anni. Alla sua terza edizione, l’Indice valuta i punti di forza e di debolezza delle principali città del mondo.

Prima in classifica per la terza volta è Tokyo con altre sei città dell’Asia nella top ten, insieme a Singapore (al secondo posto), Osaka (terzo posto), Sydney (quinto posto), Seoul (ottavo posto) e Melbourne (decimo posto). Due le città europee che fanno parte di questo gruppo: Amsterdam (4°) e Copenaghen (8°), mentre due sono in America: Toronto (6°) e Washington, DC (7 °).

COME FUNZIONA IL SAFE CITIES INDEX
L’Indice Safe Cities 2019, prodotto da The Economist Intelligence Unit, ha classificato 60 città principali, esaminando 57 indicatori, dai tassi di criminalità e sicurezza stradale alla sicurezza digitale e alla qualità dell’assistenza sanitaria.  Tokyo è rimasta al primo posto per il terzo anno consecutivo con un punteggio complessivo di 92. Delle quattro categorie principali, è arrivata prima per sicurezza digitale, seconda per sicurezza sanitaria e quarta per sicurezza personale e sicurezza delle infrastrutture.

PERCHÈ L’ASIA È PIÙ SICURA
Le città della top ten hanno le giuste basi: facile accesso all’assistenza sanitaria di alta qualità, team dedicati alla sicurezza informatica, pattugliamento della polizia locale. Melbourne è stata classificata la quinta più sicura nel 2017, ma quest’anno è scesa al decimo. Sydney ha superato Melbourne per la sicurezza personale e la sicurezza sanitaria, mentre erano uguali in termini di sicurezza delle infrastrutture e sicurezza digitale. Amsterdam è salita dal sesto nel 2017  al quarto di quest’anno, con Toronto che è scesa invece al sesto.

E LE ALTRE CITTÀ EUROPEE?
Sono 14 le città europee prese in considerazione. Dopo Amsterdam e Copenaghen troviamo Stoccolma al 12° posto, Londra al 14° (salita di sei posizioni) e Francoforte al 16°. Roma è stata classificata come la città meno sicura in Europa al 30°, seguita da Milano (29), Barcellona (26), Madrid (25), Bruxelles (24) e Parigi (23).

All’ultimo posto della lista troviamo Lagos, che è stato valutato il meno sicuro in assoluto con un punteggio di 38,1, per salute e sicurezza personale. Dietro Lagos Caracas, la capitale del Venezuela (che è scesa dal 53 ° nel 2017 al 59 ° quest’anno).

Articolo preso dal sito web vanityfair.it

L’Arabia Saudita apre al turismo: niente velo per le donne ma resta il divieto di alcol

Con uno dei soliti annunci a sorpresa del giovane e ancora inesperto principe ereditario Mohammed bin Salman, ormai noto come MbS, l’Arabia Saudita ha deciso di aprirsi al turismo. Ai cittadini di 49 paesi del mondo, i consolati sauditi garantiranno in sette minuti un visto turistico valido 90 giorni

Cercate su Twitter @VisitSaudiNow e le immagini di un drone vi mostreranno un’isoletta incastonata in un mare cobalto, con l’annuncio «Queste non sono le Maldive»; poi le rocce del deserto disegnate dal vento: «Questo non è lo Utah»; e un antico villaggio in cima a una collina: «Questa non è l’Italia». No, è l’Arabia Saudita, famosa per il suo petrolio, le ambizioni geopolitiche e le sue inutili guerre, la brutalità e l’oscurantismo del suo regime, non per le sue bellezze naturali e storiche. Ancor meno per apparire come una meta turistica.

Le meraviglie del paese
Eppure sotto questo punto di vista apparentemente improprio, il regno saudita ha cose fantastiche da mostrare. Il cratere del vulcano al-Wahbah a Nord Est di Jeddah; le rovine nabatee di Madain Salih sull’antica via delle spezie, e di Al-Ula nel Nord Ovest del paese, in linea d’aria non molto lontano dalla giordana Petra. In quella regione il deserto è bellissimo, è la prosecuzione di quello che vedreste a Wadi Rum, sempre in Giordania, dove girarono Lawrence d’Arabia: forse il più bel deserto del mondo.

E come turismo d’avventura cosa ci può essere di più ardito di un’escursione in cammello nel Rub al Khali, “il Quarto vuoto”: dopo cielo, terra e mare, l’indistinguibile nulla di sabbia. E poi c’è Taif, in direzione della Mecca, la montagna di 1.900 metri, dove la nobiltà e i ricchi trascorrono le estati torride: quando non si trasferiscono nel Sud della Francia. E ancora la magnifica oasi di Diriyah, la prima capitale della dinastia saudita dove 250 anni fa, per consolidare il loro potere, gli al-Saud si allearono con Sheikh Muhammad ibn Abdul Wahab, l’uomo di fede, fondatore della versione più oscura, intollerante e brutale dell’Islam: il wahabismo che continua a permeare la vita del regno. Ci sarebbero anche Mecca e Medina ma quelle sono vietate ai non musulmani.

Visto in sette minuti
Con uno dei soliti annunci a sorpresa del giovane e ancora inesperto principe ereditario Mohammed bin Salman, ormai noto come MbS, l’Arabia Saudita ha deciso di aprirsi al turismo. Ai cittadini di 49 paesi del mondo, i consolati sauditi garantiranno in sette minuti un visto turistico valido 90 giorni; alle donne non sarà più imposto d’indossare l‘abaya, la lunga veste nera che portano le saudite; verrà solo chiesto di vestire “con modestia”. Nell’ansia di modernizzazione più nevrotica che frenetica, MbS vuole portare la voce economica del turismo dall’attuale 3% del Pil (garantito dai pellegrinaggi dell’Hajj e dell’Umrah, a Mecca e Medina: 2.5 milioni di fedeli nel 2019) al 10 entro il 2030.

DIssidenti in carcere
Chiunque abbia mai chiesto un visto saudita senza essere musulmano, non può che restare sorpreso pensando ai sette minuti necessari per averne uno turistico. Stupore e anche scetticismo, pensando al wahabismo che regola la vita e i comportamenti dei sauditi e di chiunque visiti il loro paese. C’è un certo contrasto fra la celerità con la quale una turista può ottenere il visto e i lunghi 17 mesi fino ad ora passati in prigione da Loujain al-Hathloul, l’attivista per i diritti delle donne, torturata e rinchiusa in carcere a tempo indeterminato, con un’altra dozzina di giovani donne. Loujain era stata arrestata per aver guidato l’auto una settimana prima che MbS eliminasse questo stupido divieto. Ma la giovane non è stata scarcerata: è diventata il prezzo che il principe ha pagato volentieri perché il potente clero wahabita avallasse la sua nuova legge.

Mancato rispetto dei diritti umani
E mentre decideremo l’itinerario fra deserto, bellissime montagne e costa del Mar Rosso dove MbS conta di costruire 50 resort, riusciremo a dimenticare come è stato ucciso un altro oppositore, Jamal Khashoggi? Giornalista e studioso, Jamal era stato attirato al consolato saudita di Istanbul, strangolato e fatto a pezzi. Il mandante, secondo una commissione d’inchiesta delle Nazione Unite, è il principe Mohammed.

Per la seconda volta in sei mesi, una settimana prima delle aperture turistiche il Consiglio Onu dei diritti umani, a Ginevra, ha condannato l’Arabia Saudita. Torture, detenzioni illegali e processi dall’esito preordinato sono la quotidianità praticata dal suo regime. Commentando le aperture turistiche appena annunciate, qualche esperto del settore ha voluto sottolineare alcune criticità: l’impossibilità di bere alcolici, la chiusura di una società dotata di smartphone e Mercedes ma profondamente medievale. In realtà queste sono interessanti attrattive per un turismo colto.

Dieci giorni senza alcol non può che far bene. Ed è un esperimento sociale visitare prima Riyad in mezzo al deserto e poi Jeddah sul Mar Rosso. E notare quanto, in quel contesto, la seconda sia più aperta e tollerante dell’oscura Riyad, nonostante siano due metropoli dello stesso paese. La vera perplessità dovrebbe invece essere un’altra, prima di pianificare la prossima vacanza: quanto un paese così brutale con i suoi cittadini può essere ospitale con i suoi turisti?

Articolo preso dal sito web ilsole24ore.com

NEW YORK: QUALI MUSEI VISITARE?

New York City

Quanti sono i musei di New York? Quali prediligere? Ma soprattutto, con quale criterio sceglierli?

Difficile quantificare i musei presenti nella grande mela. Inizio con descrivervi i tre da me visitati.

MOMA, Museum of Modern Art. Il Museo di Arte Moderna si trova a Midtown sulla 53a strada tra la Quinta e la Sesta Avenue. La collezione di questo museo presenta un’esposizione di arte moderna e contemporanea mondiale mentre la sua biblioteca e gli archivi raccolgono oltre 300.000 libri e le schede personali di oltre 70.000 artisti. Tra la sua collezione, definita uno dei capolavori di arte moderna nel mondo, vi sono opere di Paul Cézanne, Salvador Dali, Claude Monet, Pablo Picasso, Vincent van Gogh e Vasily Kandinsky, sono per citarne alcuni. Inoltre il MoMa possiede una collezione di fotografie d’arte nota in tutto il mondo.

GUGGENHEIM Il Solomon R. Guggenheim Museum è un museo di arte moderna e contemporanea sito al numero 1071 della Quinta Strada. La sua sede, considerata tra le più importanti archittetture del XX secolo, è un’opera di Frank Lloyd Wright. La sua particolare forma a spirale capovolta è, per Lloyd Wright, il simbolo di continuità assoluta e può essere vista come una Torre di Babele rovesciata. Tra i pittori di maggior importanza troviamo Amedeo Modigliani, Renoir, Degas e Gauguin. Spesso ospita mostre permanenti come quella che visitai a capodanno 2012 dell’artista Maurizio Cattelan.

AMERICAN MUSEUM OF NATURAL HISTORY , visitato nel mese di Agosto 2019. E’ considerato uno dei principali musei di New York situato nell’Upper West Side della Central Park West tra la 79esima Strada ed il parco. Avete mai visto i dinosauri nella Big Apple? Questo è il posto che fa per voi! Un’esperienza esilarante che vi farà tornare un po bambini, una specie di Jurassic Park con una gloriosa storia americana. Il complesso si sviluppa su cinque piani, tutti molto interattivi! Nel 2006 hanno ambientato il famoso film “Una notte al museo” che ha poi avuto ben due sequel!

Questi tre musei di NYC, come mi auguro anche tutti gli altri, sono accessibili in sedia a rotelle tramite rampe e ascensori e hanno bagni per disabili distribuiti su diversi piani.

Quali altri musei avete visitato? E quali mi consigliereste di visitare la prossima volta che mi recherò nella grande mela?