UN VERO INCUBO ALL’AEROPORTO DI NEW DELHI

Sono appena tornata da un meraviglioso viaggio in India effettuato col tour operator Go4all, col quale collaboro da ormai quattro anni. Ho accompagnato un piccolo gruppo di persone affette da disabilità e nonostante il tour sia andato benissimo, (fortunatamente non c’è stato nessun imprevisto, cosa non rara in questo Paese), il rientro è stato a dir poco angosciante.

Avevamo il volo di ritorno alle 3.05 del mattino dall‘aeroporto internazionale Indira Gandhi di New Delhi. Dopo una lunga giornata di visite e trasferimenti tutto il gruppo era già abbastanza provato tanto che non vedevamo l’ora di arrivare in aeroporto per rilassarci un attimo. Appena scesi dal van ci è venuta incontro l’assistenza aeroportuale comunicandoci che avremmo dovuto immediatamente sostituire la nostra sedia a rotelle con una standard data in dotazione da loro in quanto la nostra non era concessa nell’area di transito aeroportuale. Al check in, una ragazza del mio gruppo in sedia a rotelle come me, riferisce all’addetta dietro al banco che lei avrebbe effettuato il check in all’ultimo momento per stare sulla sua sedia il più tempo possibile. Dovete sapere che per noi paraplegici cambia tantissimo il fatto di avere la nostra carrozzina piuttosto che una enorme e scomoda che, oltre a procurarci mal di schiena, fatichiamo a spostare manualmente anche solo per andare in bagno. Fino a qui va tutto liscio tanto che si convincono a lasciarci la nostra sedia personale fino alla porta dell’aereo.

Il problema è stato imbarcare il ruotino elettrico. No, non pensate alla batteria, per quella stranamente non hanno fatto storie. Non volevano imbarcarci il nostro propulsore, ne avevamo due, senza che venisse imballato a nostre spese. Pagare 400 rupie per stivarlo sarebbe stato il meno dei mali, se non che ci hanno lasciate per due ore e mezza (si, avete letto bene) prima di passare il metal detector. A fare? Un bel nulla! Noi stanche morte e loro in balia dei nostri ruotini non sapendo cosa fossero e come fare ad impacchettarli. A nulla è servito chiamare un responsabile, il tempo è trascorso lentamente ed inesorabile e non abbiamo potuto fare nulla se non alzare la voce!

Stremate dalle litigate col personale, dopo due ore e mezza dal nostro arrivo in aeroporto, abbiamo passato i controlli del metal detector e siamo riuscite al pelo ad andare in bagno prima dell’imbarco (dopo aver sigillato il ruotino con la carta trasparente come si è soliti fare per le valigie, e pagato le 400 rupie a testa). Non è concepibile trattare delle persone, disabili o non, in questo modo vergognoso, neanche fossimo state assassine o ricercate! Credetemi, non è stato possibile agire in nessun altro modo, avevamo un muro davanti a noi!

Finalmente riusciamo ad imbarcarci… Ma prima di attraversare il finger viene fermata un’altra persona del mio gruppo che, come tutti noi del resto, aveva già imbarcato il suo bagaglio al check in. Qui le dicono che in valigia ha un dispositivo elettrico che non è consentito portare… Trattasi della power-bank per ricaricare la batteria del cellulare. Un’assistente l’ha riaccompagnata al check in, mentre noi venivamo caricate in aereo, e le ha fatto togliere la power-bank dalla valigia… Ma non è finita qui! Avrebbe dovuto rifare tutti i controlli per portarla con se nel bagaglio a mano. Ma lei non aveva più tempo, dato che l’imbarco era già iniziato da tempo… Risultato? L’ha dovuta buttare! Tenete presente che tutti gli altri l’avevano nello zaino a mano e nessuno ha fatto storie al metal detector.

Tutto questo per mettervi in guardia… Se volate da Delhi con un propulsore elettrico armatevi di pazienza e portate con voi i guantoni da box:)

Londra-Sydney non stop: via ai test del volo più lungo di sempre

A ottobre Qantas ha in programma tre viaggi prova con 40 persone di equipaggio a bordo. Due staff medici monitoreranno reazioni cerebrali e ritmi circadiani di piloti e staff. Se tutto andrà bene, il vettore australiano conta di offrire la tratta dal 2022. Anche se, al momento, nessun velivolo in produzione può coprire i 17mila km di un volo a pieno carico senza soste

Londra e Sydney sembrano più vicine che mai. Il volo non stop che Qantas ha promesso di mettere in pista un paio di anni, destinato con i suoi oltre 17mila km per 19-20 ore ininterrotte a oltre quota 10mila, verrà molto presto anticipato da tre “ghost flight”, nei quali una quarantina di persone tra personale della compagnia australiana e medici testeranno le reazioni dell’organismo sottoposto a trascorrere in aria la gran parte di un giorno e di una notte.

L’esperimento si terrà in ottobre e ha un valore pressoché vincolante per il futuro di quello che dovrebbe diventare il volo non stop più lungo del mondo. Entro fine anno, infatti, Qantas deciderà se dare o meno un seguito al suo “Sunrise project” (progetto alba), che prevede l’introduzione di tratte senza scalo tra Sydney, Melbourne e Brisbane da una parte, Londra e New York dall’altra. Se l’esito dell’esperimento sarà positivo, il vettore oceanico conta di addizionare queste e altre tratte Australia-Europa e Australia-Americhe a partire da fine 2022, anche se questo dipenderà in buona parte da quello che i costruttori di aerei saranno in grado di mettere a disposizione. Al momento, infatti, l’aereo capace di trasportare un intero carico di passeggeri e bagagli dall’Oceania orientale all’Europa Nord-occidentale non esiste – i Boeing 787-9 che verranno impiegati nei “ghost flights” viaggeranno di fatto “vuoti”, verosimilmente alleggeriti di materiale non necessario e magari con extra carburante -. Qantas confidava nei futuri 777X-9, il cui progetto sta subendo ritardi, in parte correlati alla remise-en-forme dei 737-8. L’alternativa potrebbe essere un ulteriore step evolutivo degli Airbus A350-1000, il cui range al momento è di poco superiore ai 16 mila km, quanto basta a coprire l’attuale tratta non stop più lunga del mondo, la Singapore-Newark operata da Singapore Airlines. C’è anche un problema di normativa: l’Autorità per la sicurezza dell’aviazione civile australiana non ammette che il personale delle aerolinee trascorra più di 18 ore in aria.

Tornando alla parte strettamente scientifica dell’imminente esperimento, uno staff medico del Charles Perkins Centre di Sydney controlleranno il personale impiegato nei voli di prova attraverso specifici monitor indossabili, grazie ai quali potranno verificare come i ritmi sonno-veglia, la qualità e la frequenza dei pasti e la luce nella cabina influenzeranno orologio biologico e salute. Studiosi della Monash University di Melbourne terranno invece sotto controllo i piloti, attraverso encefalogrammi capaci di tracciare le onde celebrali e misurare i livelli di allerta prima, durante e dopo il volo.

Nonostante tutto questo, Alan Joyce, AD Qantas, si è detto ottimista sul futuro del progetto. Joyce ha sottolineato come i passeggeri del Perth-Londra, introdotto l’anno scorso come apripista del progetto, e ad oggi terzo nella classifica mondiale dei voli più lunghi (circa 14.500 km) abbia il rating di soddisfazione più elevato tra tutte le tratte offerte dalla compagnia. Pur volendo sottolineare la capacità del vettore australiano di offrire servizi di avanguardia sul fronte dei voli a lunga tratta – frutto della grande esperienza che è in stretta relazione con la geografia dell’Oceania – il manager ha dovuto riconoscere che alcune delle perle del progetto alba sono state abbandonate: ad esempio, l’idea di letti a castello per la classe economica.

Curiosa coincidenza (o forse no), l’annuncio dei voli sperimentali cade nel trentennale di quello che può essere considerato il capostipite dei voli fantasma sulle lunghissime tratte. Il 17 agosto del 1989, infatti, un Londra-Sydney senza scalo targato Qantas venne portato a termine con successo. In quel caso, il velivolo impiegato era un 747-400, la cui autonomia si fermava a 14.800 km. In quel caso, venne impiegato un combustibile speciale, capace di incrementare la produzione di energia del 4 per cento – un particolare tenuto a lungo segreto. In quel caso, il personale a bordo era ridotto a sole 23 persone. E verosimilmente non c’erano monitor. Ma se quella era un’impresa di stampo quasi pioneristico, stavolta, anche dal punto di vista del business che il successo dell’esperimento potrebbe portare, si fa sul serio.

Articolo preso dal sito web repubblica.it

Quali sono le mete più sicure per viaggiare?

La classifica delle città più sicura al mondo l’ha stilata l’Economist. Nella top ten, tra le città europee solo Amsterdam e Copenaghen

State organizzando un viaggio e volete sapere quanto il Paese è sicuro? Potete farvi aiutare dal Safe Cities Index, che comprende 60 principali aree urbane e viene rilasciato ogni due anni. Alla sua terza edizione, l’Indice valuta i punti di forza e di debolezza delle principali città del mondo.

Prima in classifica per la terza volta è Tokyo con altre sei città dell’Asia nella top ten, insieme a Singapore (al secondo posto), Osaka (terzo posto), Sydney (quinto posto), Seoul (ottavo posto) e Melbourne (decimo posto). Due le città europee che fanno parte di questo gruppo: Amsterdam (4°) e Copenaghen (8°), mentre due sono in America: Toronto (6°) e Washington, DC (7 °).

COME FUNZIONA IL SAFE CITIES INDEX
L’Indice Safe Cities 2019, prodotto da The Economist Intelligence Unit, ha classificato 60 città principali, esaminando 57 indicatori, dai tassi di criminalità e sicurezza stradale alla sicurezza digitale e alla qualità dell’assistenza sanitaria.  Tokyo è rimasta al primo posto per il terzo anno consecutivo con un punteggio complessivo di 92. Delle quattro categorie principali, è arrivata prima per sicurezza digitale, seconda per sicurezza sanitaria e quarta per sicurezza personale e sicurezza delle infrastrutture.

PERCHÈ L’ASIA È PIÙ SICURA
Le città della top ten hanno le giuste basi: facile accesso all’assistenza sanitaria di alta qualità, team dedicati alla sicurezza informatica, pattugliamento della polizia locale. Melbourne è stata classificata la quinta più sicura nel 2017, ma quest’anno è scesa al decimo. Sydney ha superato Melbourne per la sicurezza personale e la sicurezza sanitaria, mentre erano uguali in termini di sicurezza delle infrastrutture e sicurezza digitale. Amsterdam è salita dal sesto nel 2017  al quarto di quest’anno, con Toronto che è scesa invece al sesto.

E LE ALTRE CITTÀ EUROPEE?
Sono 14 le città europee prese in considerazione. Dopo Amsterdam e Copenaghen troviamo Stoccolma al 12° posto, Londra al 14° (salita di sei posizioni) e Francoforte al 16°. Roma è stata classificata come la città meno sicura in Europa al 30°, seguita da Milano (29), Barcellona (26), Madrid (25), Bruxelles (24) e Parigi (23).

All’ultimo posto della lista troviamo Lagos, che è stato valutato il meno sicuro in assoluto con un punteggio di 38,1, per salute e sicurezza personale. Dietro Lagos Caracas, la capitale del Venezuela (che è scesa dal 53 ° nel 2017 al 59 ° quest’anno).

Articolo preso dal sito web vanityfair.it

L’Arabia Saudita apre al turismo: niente velo per le donne ma resta il divieto di alcol

Con uno dei soliti annunci a sorpresa del giovane e ancora inesperto principe ereditario Mohammed bin Salman, ormai noto come MbS, l’Arabia Saudita ha deciso di aprirsi al turismo. Ai cittadini di 49 paesi del mondo, i consolati sauditi garantiranno in sette minuti un visto turistico valido 90 giorni

Cercate su Twitter @VisitSaudiNow e le immagini di un drone vi mostreranno un’isoletta incastonata in un mare cobalto, con l’annuncio «Queste non sono le Maldive»; poi le rocce del deserto disegnate dal vento: «Questo non è lo Utah»; e un antico villaggio in cima a una collina: «Questa non è l’Italia». No, è l’Arabia Saudita, famosa per il suo petrolio, le ambizioni geopolitiche e le sue inutili guerre, la brutalità e l’oscurantismo del suo regime, non per le sue bellezze naturali e storiche. Ancor meno per apparire come una meta turistica.

Le meraviglie del paese
Eppure sotto questo punto di vista apparentemente improprio, il regno saudita ha cose fantastiche da mostrare. Il cratere del vulcano al-Wahbah a Nord Est di Jeddah; le rovine nabatee di Madain Salih sull’antica via delle spezie, e di Al-Ula nel Nord Ovest del paese, in linea d’aria non molto lontano dalla giordana Petra. In quella regione il deserto è bellissimo, è la prosecuzione di quello che vedreste a Wadi Rum, sempre in Giordania, dove girarono Lawrence d’Arabia: forse il più bel deserto del mondo.

E come turismo d’avventura cosa ci può essere di più ardito di un’escursione in cammello nel Rub al Khali, “il Quarto vuoto”: dopo cielo, terra e mare, l’indistinguibile nulla di sabbia. E poi c’è Taif, in direzione della Mecca, la montagna di 1.900 metri, dove la nobiltà e i ricchi trascorrono le estati torride: quando non si trasferiscono nel Sud della Francia. E ancora la magnifica oasi di Diriyah, la prima capitale della dinastia saudita dove 250 anni fa, per consolidare il loro potere, gli al-Saud si allearono con Sheikh Muhammad ibn Abdul Wahab, l’uomo di fede, fondatore della versione più oscura, intollerante e brutale dell’Islam: il wahabismo che continua a permeare la vita del regno. Ci sarebbero anche Mecca e Medina ma quelle sono vietate ai non musulmani.

Visto in sette minuti
Con uno dei soliti annunci a sorpresa del giovane e ancora inesperto principe ereditario Mohammed bin Salman, ormai noto come MbS, l’Arabia Saudita ha deciso di aprirsi al turismo. Ai cittadini di 49 paesi del mondo, i consolati sauditi garantiranno in sette minuti un visto turistico valido 90 giorni; alle donne non sarà più imposto d’indossare l‘abaya, la lunga veste nera che portano le saudite; verrà solo chiesto di vestire “con modestia”. Nell’ansia di modernizzazione più nevrotica che frenetica, MbS vuole portare la voce economica del turismo dall’attuale 3% del Pil (garantito dai pellegrinaggi dell’Hajj e dell’Umrah, a Mecca e Medina: 2.5 milioni di fedeli nel 2019) al 10 entro il 2030.

DIssidenti in carcere
Chiunque abbia mai chiesto un visto saudita senza essere musulmano, non può che restare sorpreso pensando ai sette minuti necessari per averne uno turistico. Stupore e anche scetticismo, pensando al wahabismo che regola la vita e i comportamenti dei sauditi e di chiunque visiti il loro paese. C’è un certo contrasto fra la celerità con la quale una turista può ottenere il visto e i lunghi 17 mesi fino ad ora passati in prigione da Loujain al-Hathloul, l’attivista per i diritti delle donne, torturata e rinchiusa in carcere a tempo indeterminato, con un’altra dozzina di giovani donne. Loujain era stata arrestata per aver guidato l’auto una settimana prima che MbS eliminasse questo stupido divieto. Ma la giovane non è stata scarcerata: è diventata il prezzo che il principe ha pagato volentieri perché il potente clero wahabita avallasse la sua nuova legge.

Mancato rispetto dei diritti umani
E mentre decideremo l’itinerario fra deserto, bellissime montagne e costa del Mar Rosso dove MbS conta di costruire 50 resort, riusciremo a dimenticare come è stato ucciso un altro oppositore, Jamal Khashoggi? Giornalista e studioso, Jamal era stato attirato al consolato saudita di Istanbul, strangolato e fatto a pezzi. Il mandante, secondo una commissione d’inchiesta delle Nazione Unite, è il principe Mohammed.

Per la seconda volta in sei mesi, una settimana prima delle aperture turistiche il Consiglio Onu dei diritti umani, a Ginevra, ha condannato l’Arabia Saudita. Torture, detenzioni illegali e processi dall’esito preordinato sono la quotidianità praticata dal suo regime. Commentando le aperture turistiche appena annunciate, qualche esperto del settore ha voluto sottolineare alcune criticità: l’impossibilità di bere alcolici, la chiusura di una società dotata di smartphone e Mercedes ma profondamente medievale. In realtà queste sono interessanti attrattive per un turismo colto.

Dieci giorni senza alcol non può che far bene. Ed è un esperimento sociale visitare prima Riyad in mezzo al deserto e poi Jeddah sul Mar Rosso. E notare quanto, in quel contesto, la seconda sia più aperta e tollerante dell’oscura Riyad, nonostante siano due metropoli dello stesso paese. La vera perplessità dovrebbe invece essere un’altra, prima di pianificare la prossima vacanza: quanto un paese così brutale con i suoi cittadini può essere ospitale con i suoi turisti?

Articolo preso dal sito web ilsole24ore.com

NEW YORK: QUALI MUSEI VISITARE?

New York City

Quanti sono i musei di New York? Quali prediligere? Ma soprattutto, con quale criterio sceglierli?

Difficile quantificare i musei presenti nella grande mela. Inizio con descrivervi i tre da me visitati.

MOMA, Museum of Modern Art. Il Museo di Arte Moderna si trova a Midtown sulla 53a strada tra la Quinta e la Sesta Avenue. La collezione di questo museo presenta un’esposizione di arte moderna e contemporanea mondiale mentre la sua biblioteca e gli archivi raccolgono oltre 300.000 libri e le schede personali di oltre 70.000 artisti. Tra la sua collezione, definita uno dei capolavori di arte moderna nel mondo, vi sono opere di Paul Cézanne, Salvador Dali, Claude Monet, Pablo Picasso, Vincent van Gogh e Vasily Kandinsky, sono per citarne alcuni. Inoltre il MoMa possiede una collezione di fotografie d’arte nota in tutto il mondo.

GUGGENHEIM Il Solomon R. Guggenheim Museum è un museo di arte moderna e contemporanea sito al numero 1071 della Quinta Strada. La sua sede, considerata tra le più importanti archittetture del XX secolo, è un’opera di Frank Lloyd Wright. La sua particolare forma a spirale capovolta è, per Lloyd Wright, il simbolo di continuità assoluta e può essere vista come una Torre di Babele rovesciata. Tra i pittori di maggior importanza troviamo Amedeo Modigliani, Renoir, Degas e Gauguin. Spesso ospita mostre permanenti come quella che visitai a capodanno 2012 dell’artista Maurizio Cattelan.

AMERICAN MUSEUM OF NATURAL HISTORY , visitato nel mese di Agosto 2019. E’ considerato uno dei principali musei di New York situato nell’Upper West Side della Central Park West tra la 79esima Strada ed il parco. Avete mai visto i dinosauri nella Big Apple? Questo è il posto che fa per voi! Un’esperienza esilarante che vi farà tornare un po bambini, una specie di Jurassic Park con una gloriosa storia americana. Il complesso si sviluppa su cinque piani, tutti molto interattivi! Nel 2006 hanno ambientato il famoso film “Una notte al museo” che ha poi avuto ben due sequel!

Questi tre musei di NYC, come mi auguro anche tutti gli altri, sono accessibili in sedia a rotelle tramite rampe e ascensori e hanno bagni per disabili distribuiti su diversi piani.

Quali altri musei avete visitato? E quali mi consigliereste di visitare la prossima volta che mi recherò nella grande mela?

A FOLLONICA LA PISTA CICLABILE DI PLASTICA RICICLATA DA TESTARE IN SEDIA A ROTELLE

Toscana.

La prima pista ciclopedonale realizzata in Italia con le bottiglie di plastica riciclata ha visto la luce a Follonica, località turistica del grossetano

Una pista ciclabile realizzata in plastica riciclata? Oggi è realtà, e lo è in Italia. Più precisamente a Follonica, ventimila abitanti  nel cuore delle Colline Metallifere grossetane, al centro dell’omonimo golfo.

L’ispirazione arriva dall’Olanda: qui, nella cittadina di Zwolle, nel 2018 ha visto la luce il primo tratto di percorso ciclabile al mondo realizzato proprio in plastica riciclata. Un esempio virtuoso, che ha spianato la strada (letteralmente) alla municipalità di Follonica. All’inizio di settembre, la celebre località turistica toscana ha installato i primi venti metri della sua pista ciclabile green, nel passaggio che collega il ponte sul Petraia e la Biblioteca della Ghisa, nell’area Ex Ilva.

immagine scaricata da Google

«Si tratta di una piccola rivoluzione. Abbiamo deciso di sostituire i primi 20 metri del camminamento interno all’Ex Ilva con il materiale in plastica riciclata che avevamo disponibile in cantiere, per valutarne la resistenza al passaggio quotidiano delle biclette. Follonica sarà, quindi, il primo comune ad avere una pista ciclopedonale in plastica riciclata», ha commentato il vicesindaco Andrea Pecorini.

Mentre Mirjam Giorgieri, assessore all’ambiente, ha spiegato: «Utilizzare la plastica riciclata per gli arredi urbani e per camminamenti e piste ciclabili dimostra come fare la raccolta differenziata porti benefici diretti, anche in prodotti che usiamo per migliorare il decoro della città. Si stima, infatti, che per produrre i listelli per questi primi 20 metri di camminamento ciclopedonale siano servite 60.000 bottiglie. Quindi possiamo dire che è grazie all’impegno di chi ogni giorno ricicla e separa correttamente i propri rifiuti che abbiamo questa nuova passerella».

L’obiettivo del progetto? Migliorare il decoro urbano, e spingere i cittadini ad impegnarsi ancor di più nel corretto riciclo dei rifiuti. Grazie alla nuova pista ciclabile in plastica riciclata, quello che prima era solamente un vialetto è oggi tre metri più largo, divenendo a tutti gli effetti una pista ciclopedonale adatta anche alle raccolta differenziata  persone con disabilità, e alle famiglie coi bambini che qui possono pedalare ma anche passeggiare con passeggini e carrozzine.

«Speriamo che questa sperimentazione si concluda positivamente in modo da poter sostituire l’intero vialetto con listelli in plastica riciclata, che si integrano perfettamente nell’ambiente naturale del Parco della Petraia, e poter collegare la scuola dell’Ilva con il ponte sul Petraia», ha concluso il vicesindaco.

Articolo preso dal sito web www.siviaggia.it


CONEY ISLAND, LA SPIAGGIA PREFERITA DAI NEWYORKESI

Coney Island, Brooklyn

Raggiungibile in metropolitana da New York, Coney Island è un quartiere residenziale di Brooklyn che d’estate si trasforma in una destinazione adatta al relax e al divertimento.

La metropolitana accessibile a tutte le persone con mobilità ridotta è quella che si trova a Times Square proprio sotto la torre “One Times Square“, che in 45 minuti, senza cambiare, raggiunge Coney Island (fermata di Coney Island-Stillwell Avenue agibile in sedia a rotelle).

La lunga passeggiata che costeggia la spiaggia è raggiungibile mediante delle rampe. Lungo il percorso si incontrano svariati fast food e il famosissimo Luna-Park, inaugurato nel 1903 e aperto da fine Marzo ad Halloween. Tra le numerose attrazioni vi sono Extreme Thrill, la ruota panoramica Wonder Wheel, Moderate Thrill e le montagne russe The Cyclone, le più antiche degli Usa (ma ancora funzionanti) inaugurate nel 1927.

Come accedere alla spiaggia? Lungo la passeggiata vi sono delle rampe che permettono alle carrozzine di raggiungere la sabbia ma poi non vi sono passerelle che conducono alla riva del mare. Nei pressi delle rampe vi sono anche i bagni per disabili.

UN’ISTITUZIONE A CONEY ISLAND: non potete recarvi a Coney Island senza mangiare un hod-dog o un hamburger da “Nathan’s Famous“. Da più di cento anni, in occasione del 4 Luglio, Nathan’s Famous organizza una gara dove i partecipanti si sfidano ad ingoiare quanti più possibili hot-dog in dieci minuti. Le file alla cassa, nel periodo estivo, sono lunghissime, ma mangiare da Nathan’s a Coney Island è una delle tradizioni più consolidate di New York.

L’atmosfera eccentrica di Coney Island con gli artisti da strada, i murales e le spiagge affollate (nonostante l’Oceano Atlantico non sia così cristallino in questa zona) la rende un must per i viaggiatori che si recano nella Grande Mela!

Viaggio per disabili effettuato con www.go4all.it

BATEAUX NEW YORK, IL MODO PIU’ ROMANTICO PER GODERSI IL TRAMONTO SUL FIUME HUDSON

New York City

La città propone diverse mini-crociere e gite in battello per ammirare al meglio lo skyline di Manhattan mentre si naviga sull’Hudson River. Una tra le migliori offerte, con cena inclusa, è il Bateaux New York. Si salpa dal Chelsea Piers, Pier 61 di NY, alle ore 19 (in estate), giusto in tempo per vedere accendersi le lucine della city. Nelle mie sei volte nella big apple non l’avevo mai preso in considerazione, ma una volta provato mi sento di consigliarlo vivamente a tutti quelli che si recano a New York.

Il Bateaux New York è accessibile in sedia a rotelle mediante una serie di rampe che ti permettono di raggiungere l’interno dell’imbarcazione in autonomia. Il bagno per disabili si trova la piano inferiore ma, tramite una sedia appoggiata alla scala (tipo montascale), si accede direttamente all’interno del bagno senza aver bisogno della carrozzina propria. Il personale di bordo aiuta nelle manovre.

Il costo della crociera con cena inclusa è piuttosto costoso, 149 dollari a testa, ma la vista dal battello è impareggiabile ed il cibo di alta qualità. Credo che la sera sia il momento migliore per effettuare questo giro, tenendo in considerazione che si passa sotto i ponti illuminati di Brooklyn e di Manhattan e che alle 21 ci si ferma davanti alla Statua della Libertà che, rischiarata dalle luci e dalla luna è un vero spettacolo per gli occhi!

QUALCHE INFO IN PIU’ SUL BATEAUX NEW YORK

Salite a bordo del Bateaux New York, un Bateaux di ispirazione europea per un’esperienza culinaria elegante, sofisticata e indimenticabile per feste di tutte le dimensioni. Partendo tutto l’anno da Chelsea Piers, gli ospiti potranno godere di una crociera lungo New York Harbor, e deliziarsi in vista libera dell’Empire State Building, Brooklyn Bridge, Statua della Libertà, e altro ancora. Il Bateaux New York propone un raffinato menù preparato a bordo dal nostro Executive Chef, con Mimosa Brunch Cruises, Luxury Sightseeing Lunch Cruises e, A La Carte, Dinner Cruises. L’ensemble di musica dal vivo di Bateaux apporta raffinata raffinatezza al nostro intrattenimento di bordo.

Viaggio per disabili effettuato col tour operator www.go4all.it

IL ONE WORLD TRADE CENTER, NOTO COME FREEDOM TOWER, E’ IL SESTO GRATTACIELO PIU’ ALTO DEL MONDO

New York City

La Freedom Tower è stata inaugurata il 3 Novembre 2014 e, con inclusa la sua antenna, raggiunge l’altezza di 541,32 m per un totale di 104 piani. Ad oggi è il sesto grattacielo più alto del mondo ma risulta essere il principale di New York. E’ sita nell’area dove un tempo svettavano le sfortunate Twin Towers, distrutte negli attentati dell’11 Settembre 2001. La posa della prima pietra è avvenuta il 27 Aprile 2006 e la sua costruzione si è conclusa il 30 Giugno 2013 proprio con la collocazione dell’antenna. Si erge in mezzo al New World Trade Center nella lower Manhattan ed il suo osservatorio è uno tra i più visitati ed apprezzati di tutta la città. E’ aperto 7 giorni a settimana dalle 9 alle 20 di sera ma l’ultimo biglietto ( costo 32 dollari) viene venduto alle 19.15. Salire in cima al 102esimo piano è molto emozionante, probabilmente perché ci si immedesima nella ascensione delle vecchie torri. Un velocissimo ascensore propone immagini 3D di una New York dagli anni 20 ad oggi dopodiché, terminato il filmato, la porta si apre e, con il cuore in gola, ci si ritrova all’interno dell’osservatorio. La vista è really breathtaking! Si vedono molto bene i ponti di Brooklyn e di Manhattan, l’Empire e tutto il circondario della punta della città. Bagni per disabili sul piano dell’osservatorio.

Poco distante dalla “Torre One” o “Freedom Tower“, come la si voglia chiamare, è ubicato il toccante National September 11 Memorial & Museum, una collezione di immagini, cimeli e reperti storici riguardanti la tragedia dell’11 Settembre. Il costo del biglietto è di 26 dollari a testa, gli interni sono completamente accessibili in carrozzina e vi sono bagni per disabili. Il museo è stato aperto nel 2014. Prima di allora era possibile visitare solo il 9/11 Tribute Museum, aperto tuttoggi. Trattasi si un’esposizione minore, ma non per questo meno toccante. Anche qui le vittime dell’attentato vengono ricordate attraverso un percorso, accessibile in sedia a rotelle, che fa rivivere istante per istante quel tragico evento. Costo del biglietto 15 dollari. Questo museo/tributo si trova nei pressi del National September 11 Memorial & Museum, della Torre One e delle fontane.

Le fontane rappresentano il fulcro del 9/11 Memorial e non sono altro che due enormi piscine artificiali a pianta quadrata (Reflecting Pools), ricavate da quelle che un tempo erano le fondamenta delle Twin Towers. Sono le uniche attrazioni della zona gratuite, è possibile infatti entrare a visitarle senza pagare nessun biglietto (a differenza dei musei e della Torre One). Tutt’attorno sono stati piantati più di 400 alberi di quercia che rendono questa enorme piazza una delle più ecologiche mai costruite al mondo. Unico sopravvissuto è il “Survivor Tree“, un albero di pera che scampò alla tragedia. Sui pannelli di bronzo che circondano le due vasche sono stati incisi i nomi di tutte le vittime degli attacchi terroristici mentre il rumore dell’acqua che scorre ricorda il vuoto lasciato dalle Torri Gemelle. Reputo questo uno dei luoghi più emozionanti del mondo!

Vi sono dei biglietti combinati che, acquistati direttamente sul sito One World Observatory an experience above, ti permettono di risparmiare qualche dollaro. Non ho mai avuto riduzioni in quanto disabile, nemmeno visitando le altre attrazioni della città.

Viaggio per disabili effettuato col tour operator www.go4all.it

INDIA DEL NORD, TRIANGOLO D’ORO: LE ATTRATTIVE DIVENUTE TOTALMENTE ACCESSIBILI IN CARROZZINA DAL 2014 AD OGGI

Questa è stata la mia terza volta in India, Paese che io amo moltissimo e che mi arricchisce ogni volta che lo visito. Sono appena rientrata dal tour del “Golden Triangle“, viaggio già realizzato nel 2014 effettuato col tour operator Go4all .

Cosa è cambiato da allora? Ho piacevolmente ritrovato totalmente accessibili in sedia a rotelle un paio di attrazioni che lo erano in parte. Non è però così difficile trovare accessibili le bellezze incluse in questo tour, tenendo anche presente che questa è una delle zone più turistiche dell’intera India.

Il complesso del Tempio Sikh Sri Bangla Sahib Gurudwara nel 2014 era raggiungibile solo mediante una lunga scalinata. Oggi invece ho trovato una rampa di fianco! Mi spiace non averla potuta fotografare, ma c’era un cartello che indicava il divieto di scattare foto proprio all’entrata del tempio, dove vi è anche la sua porta d’ingresso. Poco male, l’importante è che non servono più tre/quattro uomini costretti a sollevarti di peso per condurti in cima! Bangla Sahib è uno dei più importanti Sikh gurdwara, o casa di culto sick di New Delhi. Accanto al tempio vi è la piscina di purificazione nota come il “Savorar” (rampa anche per accedere al piano della vasca). L’entrata al tempio avviene solo superando tre gradini, ma a noi rotellati non importa, dato che la nostra “sedia impura” non può contagiare il pavimento di questo luogo sacro. Nella parte posteriore del tempio è possibile invece entrare in carrozzina, oltrepassando un solo gradino, e stare su un piccolo tappeto messo a disposizione per noi “contaminati” 🙂 Bisogna avvolgere il capo con una sciarpa per visitare l’intero complesso.

Tempio Sikh Bangla Sahib
Tempio Sikh Bangla Sahib

Accanto a questo suggestivo tempio c’è la sua mensa, completamente accessibile in sedia a rotelle e visitabile senza nessun tipo di biglietto aggiuntivo. La mensa comune del Gurudwanda Bangla Sahib serve pasti a circa 3.000 persone ogni giorno e, nonostante ciò, non c’è traccia di caos! Il cibo è gratuito per tutti gli indiani, senza distinzioni. A mio avviso la visita della mensa è imperdibile, per toccare con mano una realtà a noi sconosciuta, per visitare la gigante cucina dove pentoloni di dimensioni impressionanti cuociono cibi a tutte le ore del giorno e per provare ad impastare il buonissimo pane Naan come una vera indiana!

Mensa del tempio
Mensa del tempio

Da New Delhi ad Agra col suo bellissimo Taj Mahal, il mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shan Jahan in memoria della moglie preferita morta di parto dando alla luce il quattordicesimo figlio. Nel 2014, questa meraviglia del mondo, era parzialmente accessibile in sedia a rotelle. Le rampe di scale più importanti erano già state ricoperte da passerelle, mentre qualche piccolo gradino qua e la rimaneva scoperto. Nel 2019 l’ho trovato totalmente a misura di disabile, con scivoli ovunque. Vi è anche una lunga rampa per accedere ai bagni, ma non vi sono servizi igienici per disabili al suo interno. Gli interni del Taj Mahal, dove vi sono solo le due tombe, quella dell’imperatore e della moglie, rimangono tuttoggi inaccessibili causa scala stretta a tortuosa. Quando vi recate alla biglietteria specificate se intendete visitare anche gli interni del mausoleo oppure no, c’è una differenza di 200 rupie a testa.

ACCESSIBILITA’ DELLE ATTRAZIONI VISITATE

NEW DELHI – Complesso di Qutb, accessibile – Gateway of India Mumb, accessibile – Palazzo del Parlamento, visitabile solo esternamente -Tomba di Humayun, accessibile – Akshardham Temple, scale per accedervi – Lotus Temple, accessibile – Raj Ghat, accessibile

OLD DELHI (Shahajahanabad) – Moschea Jama Masjid, inaccessibile – Giro della città sul minimetro, mezzo di trasporto simile a un tuk-yuk. Bisogna farsi aiutare per salire

AGRA – Taj Mahal (chiuso il venerdì), accessibile – Forte Rosso, accessibile – Mausoleo di I’timad-ud-Daulah, accessibile

FATEPURSIKRI, accessibile

POZZO CHAND BAORI AD ABHANERI, accessibile

JAIPUR – Forte di Amber, accessibile per la maggior parte. Qualche gradino nell’ultima zona ma nel complesso facilmente visitabile – City Palace, accessibile – Osservatorio Jantar Mantar, accessibile – Hawa Mahal, si può ammirare solo la facciata dalla strada – Mercato di Jaipur, accessibile

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