GUAYAQUIL, LA PORTA SUL PACIFICO

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Alcuni la considerano soltanto un punto di passaggio prima di raggiungere le meravigliose isole Galapagos ma Santiago de Guayaquil, nota solo come Guayaquil, è ritenuta una delle realtà più importanti dell’Ecuador. Da molti anni è divenuta un porto di spicco di tutto il Sudamerica e si è ritagliata un posto di tutto rispetto nel mercato del turismo rivelandosi una delle destinazione emergenti da tenere d’occhio.

biblioteca

E’ nota anche come “La porta del Pacifico” per la sua posizione che la vede affacciarsi sull’Oceano Pacifico ed il suo clima favorevole rende ogni visita piacevole! Dal mio hotel raggiungo il Malecon 2000, passeggiata di circa tre km in riva al fiume Guayas, dove si susseguono giostre, ristoranti, negozi e bancarelle. Tutto il percorso è accessibile in sedia a rotelle. E’ risultato difficile trovare un posteggio nei paraggi (anche a pagamento) a causa del tanto traffico cittadino.

Malecon 2000

A rapire lo sguardo sono anche La Bahia, mercato che comprende interi isolati di locali dove si possono acquistare articoli a prezzi scontati, ed ancora il monumento al poeta José Joaquin de Olmedo. Spostandosi più a nord si approda al Cerro Sant’Ana. Dalla strada sembra una colorata favela brasiliana. Accanto, sempre in cima alla collina, sorge l’imperdibile quartiere coloniale Las Penas che, grazie ad un progetto di riqualificazione urbana, si è lasciato alle spalle la fama di realtà degradata e pericolosa per divenire una tappa di grande appeal. I suoi edifici colorati, le strade acciottolate e le chiese riccamente decorate la rendono unica ed intrigante! Purtroppo gli oltre 400 gradini non permettono la visita di questi due quartieri alle persone che come me si muovono in sedia a rotelle. Mi sono dovuta accontentare di ammirare le case coloniali colorate dal basso!

Dal lato opposto si snoda il centro storico, dove svettano chiese con guglie appuntite come la Cattedrale Metropolitana (accessibile in sedia a rotelle), sede dell’arcidiocesi di Guayaquil. La facciata è molto bella e curata, mentre gli interni lasciano un pò a desiderare. Di fronte alla cattedrale vi è il Parco Seminario conosciuto da tutti come “parco delle iguane” per via delle tante giganti iguane terrestri che vi abitano. L’entrata è gratuita e non vi sono barriere architettoniche. E’ severamente vietato toccare le iguane ma ci si può divertire scattando fotografie insieme!

Cattedrale

A pochi passi da qui si può ammirare il Palazzo Municipale e visitare il Museo Antropologico e di Arte Contemporanea. Molto bella e multicolor è anche la biblioteca della città, sempre nei dintorni della cattedrale.

Guayaquil è la tappa ideale anche per coloro che, come me, dall’Ecuador desiderano volare alle Galapagos… Nei miei prossimi articoli vi racconterò tutto sul vero paradiso terrestre…

 

 

 

 

ECUADOR: HOTEL CORONA REAL, GUAYAQUIL

Febbraio 2019

NOME Hotel Corona Real, tre stelle

LUOGO Guayaquil, Ecuador

INDIRIZZO Enrique de Grau Ruiz Mz.11, Solar 12

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Non si trova in posizione centrale, ma è facilmente raggiungibile dato che si affaccia sulla strada principale che porta nel centro storico distante circa 7 Km.

PREMESSA  Tutte le strutture scelte per Ecuador e Galapagos sono state prenotate sul sito Booking.com. Ho cercato di contenere i prezzi per abbassare i costi del viaggio quindi non ho prestato molta attenzione alle accessibilità, grazie anche al fatto che c’erano persone con me che sapevo mi avrebbero aiutata senza fatica. Booking dava “servizi per ospiti disabili” tra i suoi servizi ma nessuno di questi hotel ed hostal sono totalmente accessibili. Sono tutti privi di ascensore. Anche le camere a piano terra presentano barriere. Optate per queste strutture ricettive solo se non viaggiate da soli, ma al contrario se avete con voi persone abbastanza forti da potervi aiutare!

ENTRATA PRINCIPALE Con rampa

CAMERA Situata a piano terra a sinistra dietro il bancone della reception. Non ci sono vere e proprie camere handicap-friendly. La camera assegnatami era molto spaziosa, con tre letti singoli di una piazza e mezza. Spazio letto-muro a sufficienza per passare con la sedia a rotelle. Scrivania, televisione a schermo piatto.

BAGNO Il bagno non è adatto a ospitare un disabile. Il wc non ha né maniglioni né doccetta laterale e per accedere al box doccia bisogna superare un gradino. Set da bagno inclusi.

SERVIZI Parcheggio gratuito, free wi-fi, navetta aeroportuale a pagamento, bar, ristorante, deposito bagagli, banco escursioni, reception h24, area fumatori, area condizionata, no ascensore, animali non ammessi.

NOTE Hotel carino e buon rapporto qualità/prezzo.

CUENCA, LA CITTA’ DELL’ECUADOR RINOMATA PER IL CAPPELLO PANAMA

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Dalla Laguna di Quilotoa ho raggiunto Cuenca attraversando il Parque National El Cajas, distante 35 km dalla famosa cittadina ecuatoriana. E’ situato a 4000 metri sul livello del mare, il suo paesaggio è simile a quello della steppa asiatica e il suo pàramo andino è considerato uno degli ecosistemi più particolari del Paese. Il paesaggio è molto affascinante con colori che variano dal verde al beige fino alle sfumature più tenui del grigio. Nonostante l’aspetto arido del parco c’è una grande abbondanza di acqua, dovuta alle pioggerelline frequenti, che si raccoglie in splendide lagune chiamate “cajas“. Lungo il percorso mi sono fermata a fotografare i lama, famosi camelidi originari del Sudamerica, che giravano indisturbati tra le lagune e lungo la strada. Se siete in auto fate attenzione a non investirli mentre attraversano la strada davanti a voi!

Cuenca sorge a 2500 metri s.l.m. ed il suo centro storico, dal tipico aspetto coloniale e ancora ben conservato, è stato inserito nei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. E’ ricco di chiese, edifici storici e musei, anche se una delle cose più piacevoli da fare a Cuenca è passeggiare nelle viuzze acciottolate, sedersi in una delle tante piazze e rilassarsi. Dal mio hotel in pochi minuti raggiungo la piazza principale, Parque Calderon, dominata dalla Cattedrale dell’Immacolata Concezione conosciuta anche con il nome di “cattedrale nuova”. Le sue enormi cupole di colore azzurro risaltano rispetto ai mattoni dell’edificio. Non vi è la rampa d’accesso per le sedie e rotelle, ma solo gradini. Al suo esterno c’erano due guardie ecuadoriane che si sono offerte di alzarmi di peso e di farmi visitare la chiesa internamente. Sul lato opposto sorge quella che era la vecchia cattedrale, El Sagrario. Di colore bianca fu costruita nel 1557 durante la fondazione della città. Ora l’edificio ospita un museo di arte sacra e una sala concerti ma io l’ho trovata chiusa. Nella piazza ci sono spesso bancarelle di libri usati o altri banchetti con oggetti d’antiquariato.

cattedrale nuova

A soli due isolati dalla cattedrale si trova un’altra bellissima iglesia, quella di San Francisco. Dall’entrata principale della cattedrale nuova bisogna girare l’angolo subito a destra e poi a sinistra alla prima traversa. La chiesa cattolica di San Francisco, in stile neoclassico con la torre in stile barocco si affaccia sull’omonima piazza dove spicca in rosso la scritta “Cuenca”. Tutt’attorno vi sono negozietti e bancarelle di souvenirs. Sia la chiesa che la piazza sono accessibili in sedia a rotelle. L’altare della chiesa è ricoperto di foglie d’oro.

le cupole blu della cattedrale nuova

Proseguendo sul lato sinistro si giunge ad un’altra incantevole piccola piazza dove svetta bianca la chiesa di San Sebastian, accessibile in sedia a rotelle. E’ una delle chiese più antiche della città e nella piazzetta in antichità si svolgevano le corride dei tori. A pochi passi da qui si trova il Museo di Arte Moderna.

San Sebastian

In pochi sanno che il famoso cappello Panama, che prende il nome dalla cittadina del centro America, in realtà è commercializzato a Cuenca. Viene prodotto a Montecristi, vicino a Cuenca, ma porta il nome della città di Panama perché per secoli è stata il suo principale scalo commerciale. Simbolo del caldo e dei Tropici è nato come copricapo per ripararsi dal sole cocente per poi essere reso immortale dallo scrittore Hernest Hemingway. Nel 2012 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Cuenca ha dedicato un vero a proprio quartiere a questo cappello: El vado. Quest’ultimo ha caratteristiche bohémienne con gallerie d’arte, piccoli caffè e botteghe artigianali che riparano o vendono il Panama. Questa zona, a mio avviso, non è tenuta benissimo e non sempre si trovano rampe per salire e scendere dai marciapiedi.

El Vado

Se volete acquistare il Panama, o semplicemente conoscere la sua storia o come viene assemblato vi consiglio vivamente una visita guidata alla fabbrica di Homero Ortega. Questo famosissimo laboratorio artigianale mette a disposizione gratuitamente del personale che ti segue durante la visita spiegandoti tutto, dal materiale usato, alla tintura dei colori fino alle variegate forme che gli vengono date. Alla fine del giro è d’obbligo acquistare almeno un cappello… Peccato non avere molto spazio in valigia, mi sarei persa lì dentro! La struttura viene resa totalmente accessibile in sedia a rotelle tramite delle rampe mobili che vengono posizionate sopra i gradini al momento della visita. La fabbrica non si trova nel centro di Cuenca ma leggermente in periferia.

da Homero Ortega

Dal quartiere El Vado mi spingo verso l’ultima tappa di questa graziosa cittadina. Scendo il marciapiede fino ad arrivare al Rio Tomebamba, il fiume che scorre nel centro città contornato dagli edifici coloniali. Il suo “paseo” non mi ha entusiasmata molto, tra l’altro il percorso è in parte sterrato ed in parte acciottolato con salite e discese piuttosto ripide…

Cuenca è un vero gioiello coloniale dell’Ecuador… Vivace e attiva mi ha affascinata moltissimo!

 

 

 

 

ECUADOR: SIENA HOTEL, CUENCA

Febbraio 2019

NOME Siena Hotel, tre stelle

LUOGO Cuenca, Ecuador

INDIRIZZO Hermano Miguel 5-84-y Juan Jaramillo

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato nel centro storico di Cuenca, a pochi minuti a piedi dalla Nuova Cattedrale e a soli 200 metri dal Museo delle Culture Aborigene.

PREMESSA  Tutte le strutture scelte per Ecuador e Galapagos sono state prenotate sul sito Booking.com. Ho cercato di contenere i prezzi per abbassare i costi del viaggio quindi non ho prestato molta attenzione alle accessibilità, grazie anche al fatto che c’erano persone con me che sapevo mi avrebbero aiutata senza fatica. Booking dava “servizi per ospiti disabili” tra i suoi servizi ma nessuno di questi hotel ed hostal sono totalmente accessibili. Sono tutti privi di ascensore. Anche le camere a piano terra presentano barriere. Optate per queste strutture ricettive solo se non viaggiate da soli, ma al contrario se avete con voi persone abbastanza forti da potervi aiutare!

ENTRATA PRINCIPALE Bisogna superare un gradino all’ingresso per accedere alla reception. Dalla reception c’è un altro gradino che conduce al piano terra dove vi sono alcune stanze.

entrata principale

CAMERA Una delle camere a piano terra (le stanze sono tutte identiche). Gradino per entrare. Due letti singoli con spazio largo tra i due per avvicinarsi in carrozzina. I letti occupano quasi tutta l’area della camera. Si riesce a girare in sedia a rotelle ma con fatica. In fondo al corridoio, sul lato destro della stanza, c’è l’armadio ed il bagno. Tv a schermo piatto, aria condizionata, cassaforte.

BAGNO Risulta faticoso entrare dalla porta del bagno in carrozzina a causa della sua posizione sull’angolo del corridoio. Si raggiunge il lavabo (pieno sotto) e il wc con maniglione laterale ma senza doccetta. Il box doccia è inaccessibile per via di un gradino ed anche perché non c’è spazio a sufficienza per arrivarci in sedia.

COLAZIONE La sala dove viene servita la prima colazione intercontinentale è al piano terra ma bisogna superare un gradino per accedervi.

SERVIZI Reception h24, servizio navetta (a pagamento), wi-fi gratis, servizio di ristorazione, servizio lavanderia (a pagamento), banco escursioni, quotidiani, deposito bagagli.

PULIZIA Voto 8

NOTE Ottimo prezzo tenendo conto della sua posizione centrale. La struttura non è handicap-friendly.

LAGUNA DI QUILOTOA, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quilotoa è un piccolo villaggio situato a 3914 metri di altezza famoso per il suo cratere vulcanico, ormai spento, e la sua spettacolare laguna. In questo luogo, situato nella parte occidentale delle Ande ecuatoriane nella provincia del Cotopaxi, vi abitano solo indigeni con tradizioni ancora radicate che indossano i tipici costumi andini e parlano la lingua quecha. Ho vissuto una bellissima esperienza dormendo in un lodge gestito da questa cordiale e accogliente popolazione.

Da Quito ci sono circa 176 km, e una volta lasciata la Panamerica ci si addentra nell’entroterra rurale dove si susseguono paesaggi mozzafiato: canyon, terrazze verdi coltivate, capanne di agricoltori, greggi di pecore, alpaca e asinelli che gironzolano liberi sulla strada. Quest’ultima è percorsa solo da camion o da autobus presi nella cittadina di Zumbahua, a 17 km più a sud, o nella più comune Latacunca.

Dopo una serie di curve si arriva a Quilotoa. All’ingresso bisogna pagare 2 dollari (per auto) e registrarsi. Ricordatevi di avere con voi il passaporto (va bene anche la fotocopia).

Dopo aver posteggiato proprio davanti alle passerelle (accessibili) che conducono all’osservatorio, attacco il Triride e salgo fino in cima da dove la vista è sbalorditiva! La Laguna di Quilotoa è di colore verde smeraldo e l’immagine che mi si presenta davanti si commenta da sola! Dalle passerelle parte una strada piena di gradini e di discese ripide che conducono al lago. Ovviamente il percorso non è accessibile in sedia a rotelle. Pare che la discesa sia una semplice passeggiata, mentre la risalita risulta davvero difficile a causa dei 500 metri di dislivello. Due miei compagni di viaggio si sono spinti fino alle sponde del lago ma non sono più riusciti a risalire a piedi per via dell’altitudine e delle salite irte. Nonostante non fossero d’accordo hanno dovuto noleggiare l’asinello e il cavallo per tornare in cima.

Consiglio vivamente questa tappa se state organizzando un viaggio in Ecuador! Oltretutto, anche se siete in sedia a rotelle come me, riuscite a vedere ed ammirare la laguna dall’alto in tutte le sue sfumature!

 

LODGE RUNA WASI QUILOTOA, ECUADOR

Febbraio 2019

NOME Runa Wasi Quilotoa

LUOGO Laguna di Quilotoa, Ecuador

INDIRIZZO Via Latacunca-Zumnahua-Quilotoa

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Una volta superata la porta d’accesso alla via principale che conduce alla laguna lo si trova subito sulla sinistra. E’ possibile raggiungere la laguna e i vari ristoranti e bar a piedi.

PREMESSA Tutte le strutture scelte per Ecuador e Galapagos sono state prenotate sul sito Booking.com. Ho cercato di contenere i prezzi per abbassare i costi del viaggio quindi non ho prestato molta attenzione alle accessibilità, grazie anche al fatto che c’erano persone con me che sapevo mi avrebbero aiutata senza fatica. Booking dava “servizi per ospiti disabili” tra i suoi servizi ma nessuno di questi hotel ed hostal sono totalmente accessibili. Sono tutti privi di ascensore. Anche le camere a piano terra presentano barriere. Optate per queste strutture ricettive solo se non viaggiate da soli, ma al contrario se avete con voi persone abbastanza forti da potervi aiutare!

ENTRATA PRINCIPALE Con rampa. Porta d’ingresso pianeggiante. No ascensore per i piani alti.

CAMERA Mi è stata assegnata la prima camera a piano terra entrando sulla destra. La struttura non ha camere particolari adatte ai portatori di handicap, ma solo camere standard tutte uguali. Se desiderate dormire in questa zona dovete accontentarvi di motel, lodge e hosterie tipiche andine (molto caratteristiche) in quanto non vi sono hotel di categoria.

BAGNO Non fruibile in sedia a rotelle. La porta del bagno è posizionata in un angolo stretto dove non si riesce a girare in carrozzina per accedervi. Nemmeno gli interni del bagno sono abbastanza spaziosi da permettere ad una sedia a rotelle di muoversi. Mi sono fatta prendere in braccio dai miei amici per fare la doccia, chiedendo una sedia di plastica.

MEZZA PENSIONE Siccome questa zona offre gran poco ai turisti, le strutture propongono la mezza pensione. Colazione con pane, marmellate e succhi fatti in casa. Latte e caffè con cereali. Cena tipica ecuadoriana con zuppa, riso e pollo e dolce preparato con yogurt e frutta.

SERVIZI Free wi-fi nella sala comune dove si mangia, parcheggio gratuito, noleggio biciclette (a pagamento), reception 24h, banco escursioni, deposito babagli, possibilità di colazione in camera, servizio navetta (a pagamento), negozio di souvenir

NOTE Mi sono trovata benissimo in questa struttura, nonostante la camera ed il bagno non fossero handicap-friendly. Le donne andine che la gestiscono sono state deliziose, carine e disponibili! Consigliato agli amanti della natura e a tutti coloro vogliono vivere un’esperienza unica a stretto contatto con la popolazione andina. Le camere sono riscaldate con delle stufe a legna, bisogna azionare la pompa dell’acqua esterna per scaldarla per lavarsi e si cena tutti assieme alle 19 nella sala comune, anch’essa riscaldata con la stufa.

 

QUITO, LA CAPITALE DELL’ECUADOR DIVISA DAI DUE EMISFERI

Febbraio 2018

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quito è situata ai piedi delle Ande ad un’altezza di 2850 metri. E’ possibile ammirare tutta la città dall’alto prendendo il teleferico più alto del mondo. Bisogna raggiungere la zona ovest della città per accedere alla teleferica che, da 2900 metri, raggiunge la Cruz Loma a quota 4100. Appena fuori dalla biglietteria c’è un posteggio gratuito. Il disabile paga il biglietto ridotto e la funicolare è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa mobile che viene posizionata al momento. In dieci minuti si raggiunge la piattaforma di osservazione da dove è possibile vedere le 14 cime dei vulcani che circondano la capitale dell’Ecuador. Da lassù la vista è davvero mozzafiato! Preparatevi ad un possibile calo repentino delle temperature e ad una eventuale faticosa respirazione se non siete abituati a queste altezze.

Il centro storico è interamente percorribile a piedi lungo le strade acciottolate dove sono presenti rampe piuttosto ripide per salire e scendere dai marciapiedi. A pochi passi dal mio hotel si trova Piazza Grande, dove i lustrascarpe attendono i loro clienti e i venditori ambulanti tentano di rifilarti qualche souvenir. E’ la piazza principale della città, tanto da essere contornata dal Palazzo presidenziale, da quello dell’arcivescovado, dal municipio e dalla cattedrale. Quest’ultima è un magnifico esempio di architettura tardo-cinquecentesca spagnola in Sudamerica e vale la pena entrare al suo interno (anche se non vi sono scivoli ma solo gradini) per ammirare le magnifiche navate decorate e una curiosa scena della Natività dove al posto del bue e dell’asinello si trovano un lama e un cavallo!

Dalla Cattedrale di Quito ho proseguito verso la chiesa più suggestiva della capitale: la Compania de Jesus, bellezza barocca nota per i suoi interni intarsiati e dorati. E’ una delle poche chiese di Quito accessibili in carrozzina. Chiedere ad una guarda di farsi aprire i cancelli sul lato sinistro della facciata dove non vi sono gradini. La sua facciata decadente la rende ancora più affascinante!

Da qui si continua verso Sucre in direzione della Piazza dove sorge l’omonimo Convento di San Francisco. E’ un complesso romano-cattolico risalente al sedicesimo secolo. Purtroppo nemmeno questi interni sono visitabili in sedia a rotelle a causa dei tanti gradini. Nelle giornate limpide è possibile vedere il vulcano Pichincha a occhio nudo sullo sfondo. Se si prosegue per Bolivar e si gira a destra in Garcia Moreno si accede alla pittoresca via La ronda, con le casette coloniali con i balconi fioriti, le gallerie e i tanti negozi.

Da La Ronda ho girato a sinistra per giungere alla Piazza di Santo Domingo dove sorge l’omonima chiesa con le sue cupole settecentesche. Oltre alla famosa iglesia, anch’essa inaccessibile in sedia a rotelle, non c’è molto da vedere in questa piazza che però brulica di gente a tutte le ore del giorno. Sono molti anche i banchetti di street food. Da Piazza Santo Domingo si procede a nord lungo la via Flores fino a raggiungere Piazza del Teatro. Non ho visitato il teatro internamente.

Da questa vivace piazza ho continuato a piedi fino alla Basilica del Voto National,chiesa monumentale del XIX secolo in stile neogotico elaborato con torri a vista sulla città. L’ingresso per disabili è sul lato sinistro della facciata principale. La rampa d’accesso è piuttosto ripida. Questa basilica è considerata la più grande chiesa neo-gotica del mondo ed è uno spettacolo di bellezza già dall’esterno!

La mia ultima tappa per concludere la visita della Città Vecchia di Quito è Piazza di San Biagio, la mia preferita. Ho avuto la fortuna di capitare proprio il 3 Febbraio, in occasione della festa patronale. I canti e i balli che si sono svolti nella piazza sono stati molto folkloristici ed originali. Nemmeno questa chiesa ha l’accesso per le sedie a rotelle.

E’ possibile effettuare tutto l’itinerario in una intera giornata. Da molti punti della città è ben visibile la statua dell’angelo situata su El Panecillo, collina di origine vulcanica alta 200 metri situata tra la parte sud ed il centro di Quito.

 

 

 

CASCADA DE PEGUCHE, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Otavalo non è solo conosciuta e visitata per il suo grande mercato artigianale… Molti turisti fanno tappa qui per ammirare la cascata Peguche, che dista appena tre km dal centro città.

Le indicazioni stradali conducono all’entrata principale, ma poi bisogna proseguire circa 15 minuti a piedi per raggiungere questa cascata molto bella che si trova a 18 m di altezza ed è formata dalle acque del fiume omonimo. Io ed i miei compagni di viaggio non siamo riusciti a raggiungere il posteggio da dove parte il cammino. Abbiamo chiesto più volte ai pochi abitanti della zona ma nessuno ha saputo indicarci esattamente il posto dove lasciare l’auto. Alcuni mi hanno detto che, dal parcheggio, ci sono dei gradini per raggiungere l’inizio del sentiero ma non ne sono sicura dato che non ho potuto constatarlo.

Quindi, dopo aver posteggiato il nostro mezzo al lato di una salita (sottostante la cascata) dove la strada è sconnessa e sterrata (molto faticosa da percorrere in carrozzina nonostante il Triride, sia per l’entità della salita e sia per le buche e la strada sabbiosa), ci siamo avviati verso il sentiero. Dopo pochi minuti di salita siamo giunti su una strada principale, asfaltata, dove non passano le auto e dove, su entrambi i lati, vi sono bancarelle di souvenirs. Nei pressi vi è un bagno ma non per disabili.

Alla fine di questa via inizia il sentiero (la prima parte presenta un acciottolato molto impegnativo), dopodiché si può scegliere tra due percorsi: uno più breve ma tutto acciottolato (sempre con ciottoli importanti e scomposti) e l’altro più lungo ma con strada sterrata fattibile in carrozzina. Ho optato per il secondo, ammirando così anche gli alberi e la natura che circonda questo tratto. Le gomme Dynamic utilizzate per questo viaggio mi hanno permesso di percorrere più facilmente certe parti off-road incontrate sul mio cammino.

Quando i due sentieri si ricongiungono la strada torna ad essere piena di ciottoli, con alcune salite e discese scivolose, e continua così fino al ponte da dove si può contemplare la cascata in tutto il suo splendore. Le persone in sedia a rotelle come me devono fermarsi poco prima. La cascata Peguche è visibile quasi interamente, ma purtroppo i quattro gradini di ciottoli che conducono sul ponte non sono percorribili in carrozzina.

gradini per raggiungere il ponte

L’atmosfera è comunque surreale… Tutt’attorno c’è la foresta e qualche casa di legno dove i nativi non rinunciano a vivere nella tranquillità più totale! La pace e la serenità che aleggia in questo luogo merita davvero una visita!

IL MERCATO ARTIGIANALE DI OTAVALO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Dopo aver lasciato la Midad del Mundo mi sono recata a Otavalo (94 km, circa due ore in auto), città della provincia dell’Imbabura situata a 100 km a nord di Quito.

Otavalo ospita il mercato artigianale più grande del Sudamerica e la sua popolazione è composta prevalentemente da indigeni kichwa degli Otavalos, famosi per la loro abilità nel settore tessile e commerciale. Buona parte della città (Plaza de los Ponchos) è bloccata al traffico perché questo enorme mercato all’aperto occupa numerose vie dove i visitatori vengono risucchiati da odori, colori e lingue che si mischiano diventando un tutt’uno.

Il sabato questo mercato assume dimensioni eccezionali (con centinaia di bancarelle) ed io l’ho inserito nell’itinerario proprio di sabato, riuscendo a fatica a visitarlo tutto! La prima cosa che mi colpisce sono loro, gli Otavalos, che vestono ancora abiti tradizionali e indossano cappelli neri a tesa larga. Questa etnia amerindia ha saputo imporsi, grazie al duro lavoro e al senso del commercio, sull’infame destino che ha causato la sottomissione e la scomparsa delle popolazioni autoctone americane. Non vogliono essere fotografati, se non dietro alla ricompensa di un dollaro. Quindi prima di immortalarli nelle vostre fotografie siete pregati di chiedere sempre il permesso!

Non si sa da che parte iniziare il giro dato che le coloratissime bancarelle sembrano chiamarti a se ogni volta si passa davanti ad una di loro. I prodotti esposti sono davvero vari e variegati: cappelli, tappeti, sciarpe di alpaca, coperte, ponchos, maglioni, soprammobili in legno, calzature tipiche, caramelle alla coca (per combattere l’altitudine) e altro ancora. I prezzi sono ottimi, ma vi consiglio di contrattare sempre e comunque!

Le strade che ospitano questo mercato sono asfaltate ma spesso e volentieri vi sono buche non segnalate o tratti dove lo sterrato esce dall’asfalto. Sono poche le rampe presenti per salire e scendere dai marciapiedi e la maggior parte di esse sono occupate dalle bancarelle. Nonostante questo si riesce a passare in mezzo alle vie e tra un banchetto e l’altro in sedia a rotelle. Non vi sono bagni per disabili nei paraggi. Se dovete posteggiare la macchina vi sono dei parcheggi nei pressi delle vie del mercato (no per disabili).

 

 

MIDAD DEL MUNDO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Il mio viaggio in Ecuador inizia da la ” Midad del Mundo“, monumento costruito nel luogo in cui un esploratore francese delineò la linea dell’equatore nel 1736. Si trova a San Antonio de Pichincha a 30,6 km da Quito (ci si impiega circa 50 minuti in auto).

Il monumento “Midad del Mundo” fa di Quito l’esempio più famoso di città divisa tra due emisferi.

Il disabile non paga l’ingresso (presentare fotocopia del certificato d’invalidità). Nei pressi della biglietteria vi sono posteggi per disabili. Dalla biglietteria si accede al grande complesso tramite una rampa. Al suo interno vi sono negozi, bar e ristoranti. Non tutti sono accessibili, qualcuno presenta uno o due gradini all’entrata, altri sono muniti di rampa.

Per arrivare alla linea gialla dell’Equatore, e successivamente al monumento, bisogna prendere la lunga rampa sul lato sinistro della strada. Qui ci si diverte a scattare fotografie con un piede nell’emisfero boreale e l’altro in quello australe. Io mi sono messa con due ruote da una parte e due dall’altra 🙂

E’ possibile salire fino all’osservatorio del monumento tramite un ascensore che conduce al secondo piano da dove è possibile ammirare una panoramica degli emisferi nord e sud. Mentre il museo è posto al primo piano ma l’ascensore non ferma a quel livello, purtroppo raggiungibile solo tramite scale.

In questo luogo singolare sono racchiusi anche fisica e magnetismo, dato che viene mostrato come un uovo stia in piedi da solo sulla linea dell’equatore e come l’acqua scorra da parti opposte (in senso orario e antiorario)nei due differenti emisferi.

Nei pressi del monumento di pietra vi è anche una chiesa dove al suo interno, perfettamente allineata alla linea gialla, è posta una grande croce. La chiesa non è accessibile in sedia a rotelle.

I vari ristoranti che contornano il complesso propongono il cuy, piatto tipico ecuadoriano da assaggiare almeno una volta durante il vostro viaggio. Il cuy è un roditore che pesa circa un kg originario della regione andina. Viene cucinato asado ed accompagnato da patate e riso. Ha un sapore simile al coniglio, anche se il suo aspetto lo compara ad un topo!!

cuy asado

Vi sono servizi pubblici sul tragitto per la Midad del Mundo ma non ho trovato bagni per disabili.