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MIDAD DEL MUNDO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Il mio viaggio in Ecuador inizia da la ” Midad del Mundo“, monumento costruito nel luogo in cui un esploratore francese delineò la linea dell’equatore nel 1736. Si trova a San Antonio de Pichincha a 30,6 km da Quito (ci si impiega circa 50 minuti in auto).

Il monumento “Midad del Mundo” fa di Quito l’esempio più famoso di città divisa tra due emisferi.

Il disabile non paga l’ingresso (presentare fotocopia del certificato d’invalidità). Nei pressi della biglietteria vi sono posteggi per disabili. Dalla biglietteria si accede al grande complesso tramite una rampa. Al suo interno vi sono negozi, bar e ristoranti. Non tutti sono accessibili, qualcuno presenta uno o due gradini all’entrata, altri sono muniti di rampa.

Per arrivare alla linea gialla dell’Equatore, e successivamente al monumento, bisogna prendere la lunga rampa sul lato sinistro della strada. Qui ci si diverte a scattare fotografie con un piede nell’emisfero boreale e l’altro in quello australe. Io mi sono messa con due ruote da una parte e due dall’altra 🙂

E’ possibile salire fino all’osservatorio del monumento tramite un ascensore che conduce al secondo piano da dove è possibile ammirare una panoramica degli emisferi nord e sud. Mentre il museo è posto al primo piano ma l’ascensore non ferma a quel livello, purtroppo raggiungibile solo tramite scale.

In questo luogo singolare sono racchiusi anche fisica e magnetismo, dato che viene mostrato come un uovo stia in piedi da solo sulla linea dell’equatore e come l’acqua scorra da parti opposte (in senso orario e antiorario)nei due differenti emisferi.

Nei pressi del monumento di pietra vi è anche una chiesa dove al suo interno, perfettamente allineata alla linea gialla, è posta una grande croce. La chiesa non è accessibile in sedia a rotelle.

I vari ristoranti che contornano il complesso propongono il cuy, piatto tipico ecuadoriano da assaggiare almeno una volta durante il vostro viaggio. Il cuy è un roditore che pesa circa un kg originario della regione andina. Viene cucinato asado ed accompagnato da patate e riso. Ha un sapore simile al coniglio, anche se il suo aspetto lo compara ad un topo!!

cuy asado

Vi sono servizi pubblici sul tragitto per la Midad del Mundo ma non ho trovato bagni per disabili.

HOTEL HUASI CONTINENTAL QUITO, ECUADOR

Febbraio 2019

NOME Hotel Huasi Continental, tre stelle

LUOGO Quito, Ecuador

INDIRIZZO Flores N1-08 y sucre, Centro Historico

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato nel centro storico di Quito, a pochi passi a piedi da Plaza Grande. E’ raggiungibile in auto seguendo la strada principale che attraversa il centro.

PREMESSA Tutte le strutture scelte per Ecuador e Galapagos sono state prenotate sul sito Booking.com. Ho cercato di contenere i prezzi per abbassare i costi del viaggio quindi non ho prestato molta attenzione alle accessibilità, grazie anche al fatto che c’erano persone con me che sapevo mi avrebbero aiutata senza fatica. Booking dava “servizi per ospiti disabili” tra i suoi servizi ma nessuno di questi hotel ed hostal sono totalmente accessibili. Sono tutti privi di ascensore. Anche le camere a piano terra presentano barriere. Optate per queste strutture ricettive solo se non viaggiate da soli, ma al contrario se avete con voi persone abbastanza forti da potervi aiutare!

ENTRATA Entrata principale con gradino. E’ possibile salire alla reception anche dal garage, (gratuito) situato dietro la struttura, ma solo tramite una scalinata. Per accedere alla reception c’è un gradino. Il personale mette a disposizione una rampa mobile costituita da due pezzi (vedi foto).

CAMERA A piano terra. La prima sulla destra dopo la reception. Per accedere alla stanza vi sono prima un gradino, poi tre. Il personale mette a disposizione una rampa (poco sicura) composta da due pezzi (vedi foto). La stanza è piccola, ma la sedia a rotelle passa tra un letto e l’altro. No armadio. Scrivania con sedia. Pavimentazione: legno.

BAGNO Larghezza porta circa 80 cm. La mia carrozzina ci passava a filo, tenendo presente che avevo montato le gomme off-road che sono più spesse di quelle normali. Lavabo classico e wc senza maniglioni né doccetta laterale. Per accedere al box doccia c’è un gradino da superare. Chiedere una sedia di plastica alla reception per fare la doccia. Pavimentazione: piastrelle.

COLAZIONE Viene servita alla terrazza al terzo piano. Nel mio caso me la portavano alla reception. Pane, marmellata e burro, tè, latte, caffè, succhi di frutta e frutta. Semplice ma gustosa.

PULIZIA Voto 7

SERVIZI Free wi-fi, banco escursioni, reception 24h, navetta aeroportuale, quotidiani, camere non fumatori, servizio consierge.

NOTE Senza infamia e senza lode. Uno dei tanti proposti da Booking come “accessibili” ma che non ha nulla di realmente accessibile. Ottimo prezzo considerata la posizione centrale.

 

 

EasyJet offre 30.000 posti con sconto 25%

Gennaio 2019

Una campagna sconti per volare da San Valentino al 5 giugno, su tutte le destinazioni della compagnia low cost. Occasioni per organizzare subito una vacanza, da prenotare ora.

Un totale di 30.000 posti con tariffe scontate fino al 25% . È l’offerta che easyJet lancia a partire da oggi, 24 gennaio e attiva fino al 31 gennaio per voli in partenza dall’Italia dal 14 febbraio al 5 giugno 2019. Che sia per un weekend d’amore (con partenza proprio il giorno di San Valentino), o che sia una vacanza al mare, meglio prenotare subito.

Il network di easyJet offre moltissime possibilità, dal calore di Malaga, alla movida di Tel Aviv, alla suggestione di Praga (collegate da Milano Malpensa), ed ancora Vienna, Amsterdam (collegate da Napoli), Copenaghen, Bordeaux o la italiana Catania (collegata da Venezia).

Tutti i voli sono consultabili e acquistabili sul sito easyJet.com.

immagine presa da Google

Articolo preso dal sito web www.vanityfair.it

DESERTO DI AGAFAY, MAROCCO

Dicembre 2018

A soli 30 km da Marrakech, in direzione del massiccio dell’Atlante, si trova il deserto di Agafay. Questo gioiello della natura si propaga per centinaia di metri, vanta un ambiente naturale perfettamente conservato ed è ancora incontaminato dal turismo di massa.

Il deserto di Agafay è formato da pietra e rocce ed è stato per anni ignorato dai turisti per poi essere riscoperto negli ultimi tempi. Questa distesa di pietra, che varia dal bianco al beige, sembra non finire mai ed è accostata ad un paesaggio lunare. Numerosi accampamenti berberi sono sparsi tra le sue dune rocciose circondate da una rigogliosa vegetazione.

Viene comunemente chiamato anche “deserto di Marrakech” proprio per la sua vicinanza alla città rossa. Nascoste dietro alle tante colline del deserto si trovano delle piccole oasi e degli splendidi canyon scavati dalle violente alluvioni del wadi.

Ho acquistato l’escursione giornaliera per Agafay sul sito http://www.gsn-camp-agafay.ma. Un autista è venuto a prenderci al nostro riad, nel centro della Medina di Marrakech, alle 9.00 del mattino. Dopo circa 40 minuti di auto siamo giunte al campo tendato GSN dove ci è stato servito il tè. L’impatto col paesaggio è surreale: non sembra possibile che a così poca distanza dalla città ci possa essere una meraviglia tale! Il silenzio e la pace che aleggiano nell’aria mi hanno subito colpita. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella bellissima cartolina che mi circondava!

Per addentrarsi nel deserto vi sono due possibilità: utilizzare il quad o salire sul cammello. Data la mia condizione non avrei dovuto fare nessuna delle due cose… Ma il quad mi ha sempre attirata tantissimo e così ho deciso di salirci e di intraprendere il mio cammino tra le dune e i canyon. Il giro è durato circa due ore, con tappa in un accampamento dove un gentile signore berbero ci ha accolte all’interno della sua tenda e ci ha servito il tè accompagnato da frutta secca.

Al nostro ritorno al campo tendato ci è stato servito il pranzo. Ed è proprio qui che ho mangiato il tajine di pollo più buono di tutto il viaggio! Il personale del campo è stato molto gentile e mi ha aiutata in tutti gli spostamenti. Il terreno è sabbioso e in parte sconnesso e non vi è il bagno per disabili all’interno dei servizi igienici.

Credo, ma non ne sono certa, si possa effettuare il tour del deserto anche con un 4X4 ma non con questa escursione. In ogni caso vi sono diverse agenzie che propongono svariate gite all’interno della Medina a Marrakech. Dopo aver atteso le mie compagne di viaggio di ritorno dalla cammellata, l’autista ci ha riportate in città. Ho pagato 120 euro per questa escursione della durata di 7 ore. Si, il prezzo è piuttosto elevato ma si trattava di un tour privato. Inoltre in Marocco i prezzi stanno aumentando… Credo sia per via del numeroso flusso di turisti!

 

Moby, nasce il primo sharing per disabili con sedia a rotelle

Gennaio 2019

L’idea è di Italdesign e ora sta muovendo i primi passi, finalista del concorso Toyota Mobility Foundation

Nasce Moby, primo progetto di condivisione per utilizzatori di sedie a rotelle: l’idea è di Italdesign, arrivata tra i cinque finalisti del concorso Mobility Unlimited Challenge organizzato dalla Toyota Mobility Foundation. L’azienda si aggiudica il premio di 500.000 dollari per lo sviluppo delle prossime fasi.“

Come funziona Moby

Moby, basato sullo stesso principio del bike-sharing, consiste in un servizio di veicoli in condivisione per i cittadini disabili. Nello specifico, si tratta di quadricicli dal design elegante e tecnologico, dotati di una serie di dispositivi completamente elettrici e semiautonomi, a bordo dei quali si può salire direttamente con la propria sedia a rotelle.

Obiettivo? Muoversi in città molto più facilmente e con minor sforzo fisico. Gli apparecchi si potranno prenotare attraverso app, raggiungendo così con calma l’hub di raccolta più vicino. Una volta saliti, poi, un sistema integrato di sensori aiuterà ad evitare collisioni, superando facilmente le barriere architettoniche.

La nascita del progetto

ll concorso da 4 milioni di dollari è stato indetto da Toyota per supportare i miglioramenti e l’indipendenza delle persone con paralisi degli arti inferiori attraverso tecnologie assistite intelligenti

“Abbiamo lavorato a questo progetto per molto tempo in stretta collaborazione con persone sulla sedia a rotelle – ha dichiarato Serena De Mori, Project Manager di Moby – : la loro richiesta principale è stata quella di trovare una soluzione che rendesse più facile e meno faticoso lo spostamento quotidiano in città”. Da qui il progetto finalista, ora in via di definizione.

Articolo preso dal sito web www.today.it

 

 

 

MARRAKECH, ACCESSIBILITA’ E ATTRAZIONI DI UNA CITTA’ MAGICA

Dicembre 2018

Tre giorni pieni a Marrakech, città del Marocco considerata il più importante centro turistico culturale di tutto il nord Africa. Cosa fare?

Marrakech porta con se mille anni di storia che hanno lasciato il segno ed oggi questa meravigliosa città si presenta ai suoi visitatori piena di atmosfera, colori, profumi e sapori. E’ caratterizzata dalla Medina, molto estesa e trafficata, e da una parte nuova in crescita contornata da eleganti complessi ricettivi.

Il mio racconto di viaggio inizia proprio dalla Medina, cuore geografico e spirituale dalla città rossa. Ho deciso di pernottare in uno dei tanti riad sparsi nel suo intrinseco di vie. La Medina è un vero e proprio museo a cielo aperto che si estende per 700 ettari e che è entrata a far parte del Patrimonio UNESCO. Non è facile orientarsi al suo interno: le stradine sembrano tutte uguali, non sono segnalate e sono davvero pochissimi i cartelli che indicano le attrazioni della zona. La sua pavimentazione è acciottolata, a tratti rotta o con terreno sabbioso, ma non è impossibile percorrerla in sedia a rotelle anche se sarebbe meglio essere muniti di ruotino elettrico. All’interno della Medina non vi sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi e quasi tutti i negozi e bar presenti hanno un gradino da superare all’entrata. Nonostante ciò è bellissimo perdersi nei coloratissimi souk, pieni di spezie, oli di Argan, tessuti, tappeti, orecchini e abiti tradizionali. Gli acquisti sono d’obbligo ma ricordatevi di contrattare… SEMPRE! Il simbolo della Medina è senza dubbio la Moschea della Kutubiyya(quattro gradini all’ingresso), principale edificio religioso della città, col suo minareto decorato che raggiunge i 69 metri d’altezza. I giardini e gli esterni della moschea non presentano barriere architettoniche. Altro luogo imperdibile è la famosa Piazza Jemaa el Fna, considerata il centro vitale di Marrakech. Ospita numerosi banchetti dove assaggiare lo street-food, giocolieri e incantatori di serpenti attirano i tanti turisti con i loro spettacoli, tatuatrici di henné propongono disegni da imprimere sulla pelle e venditori ambulanti cercano di guadagnarsi la giornata richiamando a se più persone possibile. I serpenti e le scimmiette, per chi fosse interessato, sono situati nella zona della piazza che conduce al viale della Moschea Kutubiyya. La piazza da il meglio di se al tramonto, quando il sole la illumina di arancio! Per ammirare al meglio questo spettacolo della natura bisogna salire su una delle tante terrazze dei bar che fanno da cornice alla piazza. Purtroppo nessun locale è munito di ascensore quindi bisogna trovare qualcuno che sia disponibile a portarti su di peso. Nei pressi di Jemaa el Fna si trova la kashbah fortificata simboleggiata dall’imponente porta a ferro di cavallo Bab Agnaou. Dietro la Moschea Moulay El-Yazid si trovano le meravigliose tombe Sa’diane, sepolcri reali custoditi in stanze con stucchi e mosaici ricercati. L’ingresso per il disabile è gratuito. Per accedervi vi è un corridoio piuttosto stretto ma fruibile con la carrozzina. Per visitare le tombe dei reali bisogna superare un gradino, mentre per ammirare le lapidi della servitù non vi sono barriere. Nei pressi di questo complesso vi sono i famosi palazzi El Badi e El Bahia ma purtroppo non ho potuto constatare le loro accessibilità in quanto sono arrivata alla biglietteria in prossimità della chiusura (ore17).

La Medina di Marrakech è incomparabile… E’ caotica, sporca, polverosa, rumorosa, ma tanto tanto affascinante! Non puoi fare a meno di perderti nelle sue vie e non riesci a smettere di visitarla… Se sei in sedia a rotelle devi prestare molta attenzione ai carretti e alla biciclette che sfrecciano a tutta velocità a tutte le ore del giorno! Bisogna viaggiare sempre sul lato destro della strada altrimenti si rischia di scontrarsi con qualcuno!

Cosa c’entra lo stilista parigino Yves Saint Laurent con Marrakech? Durante un viaggio nel lontano 1966, YSL ed il suo compagno scoprirono un complesso di giardini botanici progettati dall’artista Jacques Majorelle nel 1931. Se ne innamorarono e decisero di acquistarli insieme alla villa presente all’interno. Oggi “Le Jardin de Majorelle” attira più di 600.000 visitatori l’anno. Le ceneri di YSL sono state cosparse nel roseto della villa ed il 3 Dicembre 2011 è stato inaugurato il museo berbero. L’entrata per disabili è accanto alla biglietteria. Il disabile e l’accompagnatore non pagano (meglio essere muniti di fotocopia del certificato d’invalidità). Gli interni sono accessibili. Nonostante vi sia qualche gradino sparso qua e là, le lunghe e lisce stradine permettono ai visitatori in sedia a rotelle di arrivare dappertutto. Il blu de Majorelle mischiato alle piante che addobbano i giardini formano un tripudio di eleganza e raffinatezza!

Circa 200 metri più avanti dei giardini si trova il Museo YSL, inaugurato nel Settembre 2017. Il biglietto lo si acquista alla biglietteria de “Le Jardin de Majorelle”. Se siete amanti della moda vi consiglio una tappa anche qui, dove potete ripercorrere la vita e la carriera del famigerato stilista. Il museo è totalmente accessibile in carrozzina con ascensore e bagno per disabili. Questa zona è più nuova, presenta rampe per salire e scendere dai marciapiedi e le strade sono meno rotte. Non ho trovato né qui né altrove locali con bagni per disabili.

Dove e cosa mangiare a Marrakech? Quando sono all’estero mi piace sperimentare, quindi assaggio tutto quello che mi viene proposto. Un MUST in Marocco è sicuramente il cous cous, servito con verdure e/o con carne. Altro piatto che ho adorato è il tajine di pollo, pietanza tradizionale che prende il nome dal piatto di terracotta in cui avviene la cottura. Nel Riad Dar Mamouni, dove ho pernottato, ho assaggiato la pastille, sostanzioso sformato di carne e verdure servito solitamente come antipasto. Consiglio vivamente la cena reale presso il riad Al Kadar, gestito dall’italiano Michele. Dopo una serie di antipasti di verdure viene servito lo sfa, piatto unico composto da spaghetti fini fini, uvette e pollo! Impossibile non mangiare il loro buonissimo pane,il Batbout, servito caldo con salse e/o marmellate.

 

RIAD DAR MAMOUNI, MARRAKECH

Dicembre 2018

NOME Riad Dar Mamouni

LUOGO Marrakech, Marocco 

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato nella parte nord della Medina non è facilissimo da trovare dato che, come molti altri riad, sono nascosti nelle stradine che si susseguono in tutta la zona. Inoltre le vie sono poco segnalate.

PREMESSA Non è possibile trovare un riad handicap-friendly, sono tutti pieni di gradini. Io ho scelto di pernottare in un riad per vivere un’autentica esperienza marocchina pur sapendo che avrei riscontrato diversi problemi di accessibilità. Ma il punto di forza di questo riad è il gestore, Mr Jamal, che col suo personale presta aiuto a tutte le ore del giorno e della notte.

ENTRATA PRINCIPALE Presenta un paio di gradini piuttosto alti. Per superarli bisogna farsi sollevare da un paio di persone. Il personale è sempre presente e disponibile nell’aiutare.

portone d’ingresso del riad

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAMERA Inizialmente mi era stata assegnata una camera al piano terra, raggiungibile mediante un piccolo gradino. Ma la stanza era una doppia, troppo piccola per noi che eravamo in tre più la mia sedia a rotelle. Allora il gentilissimo Mr Jamal, mi ha proposto una camera più spaziosa al primo piano offrendosi di farmi salire e scendere (sollevandomi) per la rampa di scale ogni giorno il mattino quando uscivo e la sera quando rientravo.

BAGNO In sedia a rotelle si gira abbastanza bene, anche se lo spazio non è molto ampio. Naturalmente il wc non ha i maniglioni e nemmeno la docetta laterale. La doccia è raso terra ma non c’è il seggiolino. Chiedere una sedia di plastica. Il lavabo ha l’armadietto sotto e non permette di avvicinarsi al meglio con la carrozzina.

PULIZIA voto 9.

COLAZIONE Ogni mattina ci è stata servita la colazione in camera: pane marocchino, marmellate fate in casa, frutta, spremuta, tè, caffè e latte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZI Terrazza panoramica, free wi-fi, serivizio ristorante a la carte, animali ammessi, banco escursioni, navetta aeroportuale (a pagamento), massaggi (a pagamento), Hammam (a pagamento)

NOTE Ho cenato divinamente bene qui. Piatti abbondanti e curati. Ringrazio Jamal e Karim che si sono fatti in quattro per me. La loro gentilezza non la scorderò mai. Ottimo rapporto qualità/prezzo.

In sedia a rotelle, lungo l’Inca Trail: l’impresa di Álvaro e Isabel

Dicembre 2018

Uno straordinario viaggio in Perù, verso il Machu Picchu: due ragazzi cileni sono stati protagonisti di un’incredibile avventura

Undici chilometri lungo l’iconico Inca Trail, con la loro sedia a rotelle e il cuore colmo di gioia: sono due viaggiatori speciali, i cileni Álvaro Silberstein e Isabel Aguirre.

La loro è stata davvero un’impresa epica: nessun quadriplegico e nessun paraplegico lo aveva percorso questo itinerario, prima di loro. Con coraggio, con ottimismo e con una gigantesca voglia di scoprire e di emozionarsi, Álvaro e Isabel sono partiti alla volta di quell’itinerario che conduce sino al Machu Picchu e che, in una sezione, è stato modificato proprio per diventare accessibile a tutti. Sedie a rotelle comprese. Così, con un gruppo di 14 persone, i due hanno deciso di prendere parte ad un tour di 8 giorni nel cuore del Perù, tra Cusco e la Valle sacra degli Incas.

Fondatore e AD di Wheel the World, una compagnia di viaggio accessibile, Silberstein ha organizzato il tour insieme al tour operator PEAK DMC. Un tour sensazionale, che comprendeva la salita di 320 gradini “pericolosamente” verticali vicino alle rovine di Wiñay Wayna. Ed è stata questa, la parte più difficile della spedizione. Anche se, poi, ne è valsa davvero la pena. «Completare l’Inca Trail in un giorno è stato sia bello che duro: in molti momenti eravamo esausti, e ci siamo chiesti se saremmo mai arrivati fino in fondo. Ma raggiungere l’Inti Punku (il Cancello del Sole) e vedere Machu Picchu dall’alto è stato probabilmente il momento più bello della mia vita», ha dichiarato Álvaro.

foto presa dal sito www.siviaggia.it

Oltre al tratto di 11 chilometri lungo l’Inca Trail, il tour scelto dai due ragazzi includeva dieci chilometri di pedalata lungo la Valle sacra degli Incas, un’uscita in kayak sulla Laguna Piuray e un’escursione alle rovine di Sacsayhuaman. Attività, queste, rese possibili grazie all’utilizzo di strumentazioni speciali come la sedia a rotelle Joëlette, fornita da Wheel the World e ora a disposizione dei futuri viaggiatori.

«La nostra missione è quella di consentire alle persone con disabilità di poter esplorare ogni angolo del globo: per questo eravamo entusiasti di collaborare con PEAK DMC, per fare del turismo in Perù un turismo accessibile. PEAK DMC è il tour operator perfetto per le persone disabili: non solo offre esperienze uniche, ma mette a disposizione dei viaggiatori uno straordinario team d’esperti e di compagni di viaggio», ha commentato Álvaro. Nella speranza di ripetere presto l’esperienza.

Articolo preso dal sito web www.siviaggia.it

articolo preso dal sito www.siviaggia.it

MUSICA E TURISMO, QUANDO IL VIAGGIO “SUONA BENE”

Dicembre 2018

foto presa da Google

Se amate la musica, avete almeno tre buoni motivi per salire sul primo treno per Montreux. Se siete fan dei Queen è probabile che abbiate già visto Bohemian Rhapsody, biopic firmato da Bryan Singer sulla vita di Freddie Mercury, nelle sale da giovedì. Il film non dice che il cantante dei Queen trascorse gli ultimi, drammatici anni di vita a Montreux, nella suggestiva “duck house” sul lago di Ginevra. A pochi metri da dove ora svetta una statua che lo celebra, esultante com’era al Live at Wembley.

Se siete fedeli al culto di Frank Zappa, martedì 4 dicembre ricorre il 47esimo anniversario del leggendario rogo al Casinò della cittadina svizzera, appiccato da «qualche stupido con un lanciarazzi» proprio in occasione del concerto delle Mothers of Invention. E quest’ultimo episodio vi sarà ancora più caro se i vostri idoli musicali sono i Deep Purple, perché il «fumo sull’acqua» e il «fuoco nel cielo» che si svilupparono a seguito di esso furono trasformati da Ritchie Blackmore e soci nell’epica di Smoke on the Water, probabilmente il brano hard rock con il riff di chitarra più famoso di tutti i tempi. In tutti e tre i casi, non sarete i soli: Montreux è infatti una delle grandi capitali della musica del Novecento e attira visitatori per il prestigioso Jazz Festival che da mezzo secolo organizza a luglio, certo, ma anche perché ha scritto e, anno dopo anno, continua a scrivere la storia delle sette note. Per dire: sei anni fa, alla vigilia di un’esibizione, ci è morto un certo Lucio Dalla. Benvenuti nel meraviglioso mondo del turismo musicale, dei concerti e non solo, dei pellegrinaggi sui luoghi sacri in cui fu scritta quella determinata canzone o si formò quella particolare band, un movimento che negli Stati Uniti, secondo l’ultimo report IbisWorld, alimenta un giro da 28 miliardi di dollari l’anno, mentre in Gran Bretagna siamo a quota 3,5 miliardi.

Tema attualissmo: l’Unesco ha appena riconosciuto il reggae patrimonio dell’umanità, consegnando il Bob Marley Mausoleum, a Nine Mile, Giamaica, a flussi ancora più consistenti di visitatori. Ma ce n’è davvero per tutti i gusti, tra vecchio e nuovo continente.

Partiamo da Liverpool, città che negli anni Sessanta il poeta Allen Ginsberg proclamò «centro di coscienza dell’universo umano». E che oggi vive (in parte) grazie ai Beatles e alle memorie di quel decennio memorabile, tra serate al Cavern (ok, non è proprio lo stesso dei Fab Four), passeggiate a Penny Lane e soste commosse a Strawberry Fields. Obbligatorio il giro sul bus del Magical Mystery Tour. A Londra le tracce beatlesiane e floydiane (gli Abbey Road Studios su tutto) si intrecciano con la storia del punk (Kings Road, dove Malcolm McLaren mise su bottega e s’inventò i Sex Pistols), ma la città è troppo viva per guardare al passato. Si fa ancora musica pure agli Hansa Tonstudios di Berlino dove, quando il muro era bello alto, David Bowie ci regalò gemme come Low, Heroes (1977) e Lodger (1979), magia che seppero ripetere gli ultimi grandi U2 del 1991 con Acthung Baby. Proprio il quartetto irlandese, ai tempi di Rattle and Hum (1988), produsse per i propri fan una specie di guida minima al turismo musicale in terra d’America, infilando luoghi memorabili in cui un vero appassionato, prima o poi, deve andare.

Graceland. Foto presa da Google

Vedi Memphis e ti fermi a Graceland, tempio kitsch di sua maestà Elvis Presley, reggia-campionario di genio e vanità. Ma provi pure l’emozione di toccare la console della Sun Records, etichetta in cui il producer Sam Phillips tenne a battesimo “The Pelvis” e Johnny Cash. Poi c’è la Stax, la Mecca della black music, luogo delle prime incisioni di Otis Redding, accompagnato da una sezione ritmica che sarebbe diventata Booker T. & the MG’s. Medina, per restare in metafora, è a Detroit: è la Motown che qualche anno più tardi scoprirà fuoriclasse del calibro di Marvin Gaye. Tutti luoghi un tempo vitali e oggi, era della musica liquida e globalizzata, derubricati a musei. Gli States, però, quando si parla di musica valgono sempre il viaggio, che si tratti di passeggiare per Storyville, l’ex quartiere a luci rosse di New Orleans dove Satchmo, intrattenendo i clienti delle signorine, inventò il jazz, incrociare i cori Gospel di Harlem o assistere all’Amateur Night dell’Apollo Theater. Visitare la Yasgur’s Farm di Woodstock o Haight-Ashbury, insediamento hippie di San Francisco, è già un po’ roba da nostalgici perché risulta piuttosto improbaile trovarci i Grateful Dead di questi tempi, mentre non lo è affatto assistere ai contest di hip hop che scaldano le notti del Bronx. A voi la scelta. Noi a Greenwood, Mississippi,un fiore sulla tomba in cui è sepolto Robert Johnson andremmo a metterlo volentieri. Quel ragazzo pare abbia venduto l’anima al diavolo in cambio di tre accordi. Senza i quali di sicuro non avreste letto questo articolo.

Articolo preso dal sito www.ilsole24ore.com

Msc apre le vendite per la World Cruise del 2021

Dicembre 2018

Un viaggio imperdibile per tutti gli appassionati delle crociere che, in ben 119 giorni, possono fare il giro del mondo!

Articolo preso dal sito www.guidaviaggi.it

Una crociera attorno al mondo, a bordo di Poesia per un viaggio di 119 giorni con partenza il 5 gennaio 2021 da Genova.

Msc Crociere apre le vendite per la World Cruise del 2021. L’esperienza di una crociera attorno al mondo – le cui edizioni 2019 e 2020 sono quasi sold out – vedrà gli ospiti imbarcarsi a bordo di Poesia per un viaggio di 119 giorni con partenza il 5 gennaio 2021 da Genova. La terza World Cruise avrà un itinerario inedito pensato per consentire agli ospiti di scoprire al meglio alcune tra le destinazioni asiatiche più suggestive e molto altro.

Il viaggio di 119 giorni parte dalle città di Genova e Civitavecchia in Italia, Marsiglia in Francia e Barcellona in Spagna e porta gli ospiti in tutto il mondo in un unico viaggio. Andando verso Ovest, la prima tappa attraversa l’Atlantico verso le isole dei Caraibi e, attraverso il Canale di Panama, naviga lungo la costa occidentale del continente (Costa Rica, Nicaragua, Guatemala e Messico) fino a San Francisco. La seconda tappa visita Maui e le vulcaniche Hawaii, Samoa, Fiji, Auckland in Nuova Zelanda, Sydney e la Golden Coast australiana insieme a Cairns e alla Grande barriera corallina, Papua Nuova Guinea e Filippine. Il viaggio prosegue poi in Giappone dove la nave arriverà durante la stagione più bella, quella dei ciliegi in fiore.

Dopo aver visitato Kyoto, Tokyo e Shanghai in Cina, con la terza tappa si raggiunge Hong Kong e da qui Vietnam, Singapore e Malesia permettendo agli ospiti di scoprire al meglio questa parte del continente asiatico. Infine, attraversando l’Oceano Indiano verso lo Sri Lanka e Dubai, gli ospiti possono esplorare l’Oman e la Giordania (Petra) per poi navigare attraverso il Canale di Suez verso il Mediterraneo.

Le vendite saranno inizialmente aperte per un mese ai soli membri di Msc Voyagers Club, mentre l’apertura delle vendite a tutti gli altri ospiti sarà a partire dal 10 gennaio 2019.