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GUIDA ALLA LAPPONIA PIU’ AUTENTICA: SALLA, IN THE MIDDLE OF NOWHERE

Dicembre 2017

A circa 900 km a nord di Helsinki, appena sopra la linea del circolo polare artico e vicino al confine con la Russia, si trova Salla, deliziosa e autentica località della Lapponia Finlandese. Con i suoi 3.500 abitanti, è definita un villaggio tradizionale lappone dove le persone locali vivono ogni giorno la propria vita in armonia con la natura. Con voli Finnair e stopover a Helsinki si raggiunge l’aeroporto di Kuusamo che dista circa 100 km da Salla. Vi assicuro che il lungo tragitto è gratificato dal paesaggio che vi si presenta davanti una volta arrivati a destinazione! Le strade, le foreste circostanti e le case tutte ricoperte da soffice neve bianca la rendono simile ad una cittadina fiabesca descritta nelle favole dei libri dei bambini.

Con Salla è stato amore a prima vista: la pace e la tranquillità di questo luogo mi hanno consentito di rilassarmi nella calma e nel silenzio più totale, senza però farmi annoiare. Già perché chi si reca qui ha la possibilità di effettuare diversi tipi di escursioni restando nel mezzo del nulla!

Una delle esperienze che permette di esplorare la natura più selvaggia è quella di guidare una motoslitta.  Come fare? Facile, basta seguire le istruzioni della guida sul funzionamento del mezzo ed iniziare lo “snowmobile safari” in compagnia di altre motoslitte guidate. Essendo stata la prima volta, ho apprezzato ancora di più questo tour tra i boschi dove il tempo sembra non scorrere mantenendo intatto l’ambiente circostante. E’ stato emozionante, eccitante, coinvolgente… Dietro alla mia motoslitta è stato aggiunto uno slittino multi posto dove sono stata gentilmente adagiata dal personale in loco. Dopodiché sono stata contornata da pelli di animali che, oltre a scaldarmi, mi hanno fatta assomigliare alla regina delle nevi! E’ stato fantastico scivolare veloce sul manto nevoso, e anche molto adrenalinico. Vi sono diversi tipi di “Snowmobile safari”, basta scegliere quello che si preferisce. Durante il viaggio si sosta in una baita nel mezzo della foresta per bere una tazza di cioccolata calda! Il safari include caschi, stivali e tute termiche www.sallatunturi.fi

 

Questo viaggio è stato un crescendo di emozioni con l’ “husky safari” e il “reindeer safari“. Ho sempre amato i cani husky e avere un contatto ravvicinato con loro è stato entusiasmante! Il loro pelo è morbidissimo ed i loro occhioni sembrano dire: “accarezzami”. Le guide li trattano come se fossero dei bambini, coccolandoli e giocando con loro per tutta la durata del safari. Una volta adagiata sullo slittino è iniziata la corsa di questi cani adorabili che mi hanno trainata, con tutta la forza possibile, nel messo della foresta innevata. Ho così avuto l’onore di essere trasportata da sei deliziosi husky di cui due fratello e sorella e altri due mamma e figlio. Le guide mi hanno spiegato che non vengono addestrati fino ai due anni d’età, dopodiché seguono le orme dei più grandi. Gli “husky safari” possono avere una durata da due a sei ore. Durante i safari più lunghi è compreso il pranzo. Per maggiori info www.sallareinderpark.fi/en

 

E’ stato durante il “reindeer safari” che ho ottenuto la patente di guida per aver condotto le renne durante il giro nella foresta. Sono molto orgogliosa di questo! A mio avviso, le renne, sono il non plus ultra della Lapponia! Sono quelle maschio a trasportare i turisti durante il safari, mentre le femmine se ne stanno tranquille a riposo in attesa di partorire in primavera. A metà tragitto ho avuto l’opportunità di nutrire i cuccioli di renna di appena sei mesi. Non hanno avuto paura della mia sedia a rotelle, al contrario si sono avvicinati più volte per prendere il cibo che tenevo in mano. Ad un certo punto sento beccare il mio cappello… Era una renna che aveva scambiato per neve il pelo bianco che attorniava la mia testa! Nel prosieguo di questo strepitoso safari durato tre ore, ci si ferma di nuovo per uno spuntino, questa volta all’interno di una kota. Le kota rappresentano capanne dalla forma esagonale al cui interno si trova un focolare centrale utilizzato per scaldare l’ambiente ma anche per cucinare. Hanno origini millenarie e furono create dalle popolazioni del nord Europa per far fronte al freddo estremo. Davanti al nostro fuoco abbiamo scaldato le teiere di acqua ed arrostito le salsicce. Non sarei più andata via da quel luogo… Per me il fuoco ed il cibo uniti alla compagnia del gruppo simboleggiano la famiglia. Consiglio a tutti di vivere, almeno una volta nella vita, questa esperienza di safari con le renne  www.sallareindeerpark.fi/en

 

A Salla, durante la stagione invernale, è possibile anche praticare la pesca sul lago ghiacciato e sciare lungo i 160 km di piste da sci di fondo o sulle 15 piste posizionate di fronte ad un incredibile scenario con vista sulla confinante Russia. Il Salla Ski resort offre il servizio di noleggio attrezzatura e corsi di sci. Nel 2009 il Salla Ski resort è stato premiato come “miglior stazione sciistica per famiglie” e come “stazione sciistica dell’anno”. In questo periodo, i più fortunati possono godere dell’aurora boreale, spettacolo ottico dell’atmosfera terreste fenomenale a tal punto da togliere il fiato e caratterizzato da bande luminose di forme e colori mutevoli. Io non ho avuto questo privilegio durante il mio soggiorno nella Lapponia Finlandese, ma sono certa ci saranno altre occasioni per provare a rincorrere questo portento della natura.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE Non avevo dubbi riguardo alle accessibilità dei Paesi del Nord Europa. Tutto è a misura di disabile… Il taxi che da Kuusamo mi ha condotta a Salla era munito di pedana per l’accesso delle sedie a rotelle. Tutti i ristoranti da me visitati hanno rampe all’ingresso, bagni per disabili al loro interno e posteggi dedicati al loro esterno. Bagni accessibili si trovano anche alle reception dei vari “safari tour”.

CURIOSITA’ Gli abitanti di Salla si conoscono tutti. La mattina di Natale, prima di ritrovarsi a pranzo, seguono la tradizione di andare con la famiglia a fare la sauna finlandese. A Salla ci sono più renne che abitanti. Durante l’inverno, i pezzi di corna delle estremità cadono a terra, mentre nei mesi estivi ricrescono di due cm al giorno .Le renne che per la prima volta trasportano gli slittini durante i safari vengono posizionate nel mezzo della fila in modo che possano imparare da quelle davanti. Salla è un posto sicuro, nessuno chiude a chiave la macchina o ha la casa recintata. Non vi è delinquenza, i poliziotti usano le loro armi meno di cinque volte l’anno in tutta la Finlandia. Tra la metà di Dicembre e la metà di Gennaio vi sono solo quattro ore di sole, dalle 10 del mattino fino alle 14 e le temperature possono arrivare a toccare i meno 42 gradi, mentre in estate non superano i 24. Dall’aeroporto di Kuusamo, per giungere a Salla, si attraversa in auto la sottile linea che delimita Napapiiri, ovvero il Circolo Polare Artico.

IMPERDIBILE – Salla museum of war and reconstruction, piccolo museo sito in centro che racconta la vita della cittadina prima e dopo la seconda guerra mondiale. La struttura che lo ospita è originaria del 1948 e in passato era abitata dai lavoratori della ferrovia adiacente e dalle loro famiglie. Diverse fotografie e resti antichi mostrano la distruzione di Salla durante la guerra. Dal 1950 sono state ricostruite circa 400 nuove fattorie, diverse scuole e una chiesa. Nel Luglio del 2012, all’interno del museo, è stata aperta una taverna dove fermarsi per uno snack o per bere qualcosa. Il museo ha l’entrata con la rampa e il bagno per disabili all’ingresso.

– Il centro di Salla, appena dieci km da Sallatunturi. E’ il punto dove ci sono più negozi, una farmacia, delle botteghe di artigiani, uno store sportivo, uno di elettronica e l’info point. Girando per il piccolo centro è possibile osservare e partecipare allo stile di vita lappone degli abitanti.

COSA MANGIARE – Vi garantisco che anche il cibo è delizioso. Il salmone che ho assaggiato a Salla non è per nulla equiparabile a quello che si mangia in Italia. Viene cucinato in molti modi: affumicato, fritto o ricoperto di salsa. In Lapponia non mancano le patate, servite come purè o pasticciate con le erbe. Sono molto popolari anche la carne di renna, i formaggi e le verdure. Queste ultime vengono mangiate come entrée prima del piatto principale. Alla base della cultura gastronomica finlandese c’è la karjanlanpiirakka, torta costituita da una sottile sfoglia di segale con ripieno di riso sopra il quale viene spalmato del burro. Come dessert vanno per la maggiore le mousse al cioccolato o i pudding di riso accompagnati da tè e caffè.

Kiela Restaurant, ambiente accomodante e calda atmosfera. Cibo di alta qualità, personale gentile e servizio eccellente.                                Ristorante Revontuli presso l’Holiday Club Salla Revontuli. Propone un buffet con zuppe, verdure, pietanze fredde oltre che pesce e carne cucinati alla finlandese.

Entrambi i ristoranti hanno la rampa per l’accesso delle carrozzine e il bagno per disabili.

DOVE DORMIRE – Holiday Club Salla Revontuli E’ composto da un nucleo centrale dove si trovano la reception, la spa e 25 camere e da 26 appartamenti adiacenti la struttura, ideali per famiglie o per gruppi di amici. Sia le camere che gli appartamenti sono totalmente equipaggiati con tutto il necessario per un soggiorno fantastico. Gli appartamenti dispongono anche di una stufa e di una sauna privata. Adiacente alla reception trovate uno shop dove, oltre ad acquistare souvenir, potete comprare cibo e bevande. Inoltre potete rilassarvi nella spa con vista sulle piste da sci. L’Holiday Club Salla è il posto ideale per vivere una incredibile esperienza nella Lapponia più vera!

Ringrazio VisitFinland e Agenda Viaggi per avermi dato la possibilità di realizzare questo meraviglioso viaggio!

HEIPPA!

 

LA FIABESCA SINTRA

Novembre 2017

Sintra, comune portoghese del distretto di Lisbona, è diventata la più apprezzata gita giornaliera da parte dei visitatori che si recano qualche giorno nella capitale del Portogallo. I suoi scenari, abbelliti da edifici storici, sono comparabili ad una città fiabesca.

Dalla stazione di Lisbona Rossio, ogni 30/40 minuti circa, parte un treno per Sintra. La stazione ha l’accesso per disabili sul lato destro. Tutti i treni hanno un vagone riservato alle sedie a rotelle. Non è necessario fare richiesta di assistenza in anticipo come in Italia, al contrario basta posizionarsi sulla banchina in attesa che un addetto venga a togliere la pedana elettrica per salire e scendere. In tre quarti d’ora di viaggio si giunge alla stazione di Sintra.

Le salite e le discese la accomunano a Lisbona, ma a Sintra basta prendere il bus 434 che parte dalla stazione ed effettua il giro completo delle attrazioni più importanti. Si può quindi salire e scendere a proprio piacimento dove si desidera. Unico neo la rampa del pullman, forse troppo ripida da superare in autonomia.

Attrazioni visitate: Palacio Nacional de Sintra. La biglietteria lo “vende” come accessibile, ma io lo ridefinirei “parzialmente accessibile” per via di qualche gradino che spunta qua e la tra una stanza e l’altra. Oggi, quello che un tempo era il Palazzo Reale, appartiene allo stato portoghese e la sua architettura presenta tracce medioevali. Ha come caratteristica comignoli gemelli bianchi a forma di cono.

strada castelo dos Mouro

Castelo dos Mouro, accessibile solo la strada panoramica molto ripida (percorsa col Triride) che porta alla biglietteria. Da li in poi inaccessibile.

Palacio Nacional de Pena, accessibili sono gli esterni. All’ingresso vi è lo shop col bagno per disabili, mentre al secondo piano, tramite l’ascensore, si accede bar e alla terrazza. Nonostante non sia riuscita ad apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature, questo sontuoso palazzo mi ha incantata coi suoi colori e con le sue forme. La salita che porta all’entrata è ripida, ho fatto fatica ad arrivare in cima nonostante il Triride, ma lo sforzo è stato ripagato dalla bellezza del palazzo/castello che è entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco nel 1995, mentre nel 2007 è stato eletto una delle sette meraviglie del Portogallo.

 

Un vero peccato visitare Lisbona senza recarsi a Sintra…

LISBONA

Novembre 2017

Week end a Lisbona a fine Novembre. Mai avrei pensato di trovare 24 gradi! Sole e caldo come in primavera…

Inoltre questo è stato il mio primo viaggio col Triride, ruotino elettrico da attaccare alla sedia a rotelle. Mai più senza! Comodissimo per girare la città, superare le salite e le discese caratteristiche della capitale portoghese e sovrastare l’acciottolato tipico dei centri storici.

Nonostante questo ausilio indispensabile ho trovato difficoltà a muovermi da un luogo all’altro.I mezzi pubblici non sono tutti accessibili in sedia a rotelle tanto che a volte bisogna effettuare percorsi tortuosi, cambiando pullman per trovare quelli con la rampa, per giungere alla meta prevista. Le metropolitane hanno un piano treno alto circa 10 cm che si può superare tranquillamente con aiuto, ma non sempre gli ascensori posizionati nella stazioni definite “accessibili” funzionano. Per questo motivo prendere la metro è un terno al lotto. I tram storici che girano in città sono inaccessibili. Vi consiglio quindi di studiare bene il percorso di ogni itinerario.

Detto questo ho apprezzato molto Lisbona, città davvero incantevole! Ho pernottato in centro, proprio accanto all’Elevador de Santa Justa (accessibile), e da qui ho raggiunto il Barrio Alto senza prendere nessun mezzo. Devo ammettere che ho fatto fatica anche col Triride per via delle salite impervie e delle strade mezze rotte. Ma una volta raggiunta la cima la vista della città è davvero impagabile! La Cattedrale del Sé non ha la rampa all’ingesso ma solo gradini..

Da qui sono scesa col Triride ed ho raggiunto i quartieri di Baxia e Alfama. Le viette, tutte acciottolate, sono piene zeppe di negozi e pasticcerie. Almeno una tappa è d’obbligo per assaggiare i Pasteles de Nata, pasticcini portoghesi a base di pasta sfoglia e uova. Sempre senza utilizzare mezzi pubblici mi sono spostata a Praca Do Comercio che si affaccia sul fiume Tago. Un tempo, sulla piazza, ergeva il Palazzo Reale Ribeira ma, nel 1755 fu distrutto dal terremoto. Molto frequentata in città è anche Piazza Del Rossio, centro nevralgico di Lisbona che confina col parte del quartiere Baixa. La pavimentazione ad onde bianche e grigie della piazza mi ha ricordato il lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro.

L’appartamento Design Chiado dove mi sono appoggiata per questo week end confina con il Convento do Carmo, posizionato tra il quartiere Rossio e il Castelo de Sao Jorge. Gli interni del convento sono stati resi accessibili tramite un monta scale posizionato all’ingresso. Peccato che il giorno che mi sono recata per visitarlo ho trovato il monta scale rotto! Per un disabile è importantissimo, anzi fondamentale, trovare ascensori, rampe elettriche e monta carichi in funzione! Purtroppo non è sempre così…

E’ stato complicato raggiungere due luoghi molto visitati e riconosciuti come i simboli della città: il quartiere di Belém ed il ponte 25 de Abril, considerato la copia del Golden Gate Bridge di San Francisco.                                Il monastero di Jeronimos a Belém è sul lato destro della strada, quindi l’ho raggiunto facilmente con un bus preso a Praca do Comercio. Il monastero è accessibile solo a piano terra, dopodiché ci sono solo scale per salire al primo piano. Mentre la torre di Belém, il Padrao dos Descobrimentos ed il ponte (situati tutti nella stessa zona) si trovano sul lato opposto, quello del fiume. Non ci crederete ma è stato difficilissimo raggiungerli. In mezzo alla strada passa il treno e non vi è nessun modo di oltrepassare i binari in sedia a rotelle. Per i normodotati è molto più semplice, basta arrivare al Museo Maat e attraversare a piedi i numerosi gradini che sovrastano la strada sottostante. Ma per noi disabili nemmeno un ascensore… Strano ma vero! Come fare? L’unico modo possibile è quello di prendere la metropolitana a Cais do Sodré in direzione mare e scendere ad Algés, dove c’è il sottopassaggio con rampa, per poi tornare a piedi fino alle attrazioni di Belém. Se avete voglia di fare una lunga passeggiata arriverete fino al ponte rosso. La torre e il Padrao dos Descobrimentos non sono accessibili internamente.

Se vi avanza del tempo e avete voglia di riprendere la metro vi consiglio di visitare Parque das Nacoes, situato nella zona orientale di Lisbona e costruito in occasione di Expo 1998. E’ sicuramente la zona più moderna della capitale dove sorge la bellissima stazione Oriente, progettata da Calatrava, una funivia, l’Oceanario, un lussuoso hotel 5 stelle e delle esposizioni sull’acqua posizionate tra i vari giardini. Quest’area è totalmente pianeggiante anche se a tratti la strada è parecchio dissestata. Alla fine della passeggiata si scorge il nuovissimo ponte Vasco da Gama, che con i suoi 12,3 km risulta essere il più lungo d’Europa.

Lisbona è una città abbastanza economica rispetto ad altre capitali europee, il cibo è buono (consiglio di provare il bacalao) e la vita notturna di certo non manca… Dovrebbero renderla più accessibile a tutti,ma confido nel futuro…

STOCCOLMA: ATTRAZIONI IMPERDIBILI E ACCESSIBILITA’

Ottobre 2017

Il mio viaggio inizia da Milano Malpensa. Volo su Stoccolma con atterraggio all’aeroporto di Arlanda. Come raggiungere il centro città? Vi sono diversi modi, io ho scelto Arlanda Express, treno con fermate tutte accessibili in sedia a rotelle che in una ventina di minuti conduce nel cuore della capitale svedese. E’ la soluzione più veloce ma anche la più costosa:circa 28 euro a testa con biglietto gratuito per l’accompagnatore della persona disabile.

Arlanda Express

Alloggio all’hotel Comfort Stockholm, struttura handicap-friendly situata proprio accanto alla fermata dell’Arlanda Express e a soli 200 metri dalla stazione centrale da dove si possono prendere bus (tutti accessibili con pedana) e la metropolitana, anch’essa priva di barriere architettoniche in ogni fermata. Persino i bus Hop-on Hop-off, quelli rossi che effettuano il sightseeing della città, sono agibili in carrozzina.

 

Mi reco subito a Gamla Stan, parte vecchia di Stoccolma che personalmente ho adorato molto nonostante abbia detestato la pavimentazione acciottolata caratteristica dei centri storici perché fatico parecchio a muovermi con la mia sedia a rotelle. Questa zona pittoresca è piena di salite e di discese ma, nonostante questo, finivo sempre per cenare lì la sera. La scelta dei ristoranti e locali tipici è abbondante, ma fate attenzione ai prezzi! Purtroppo a Gamla Stan ho ricevuto la mia prima delusione: la sua famosa cattedrale non ha la rampa ma solo scale e per accedere al suo interno mi hanno dovuta aiutare i miei compagni di viaggio. Mi chiesi come sia possibile che una città del nord europa così all’avanguardia possa mancare proprio in questo. Fortunatamente il Palazzo Reale non presenta questi problemi. Spingetevi fino a Piazza Stortorget, che ospita tra l’altro il Museo del Nobel, per respirare l’atmosfera medioevale di questo centro città molto ben conservato.

Scendendo a piedi da Gamla Stan ci si trova di fronte all’isola di Kungsholmen da dove spicca il Municipio di Stoccolma che si affaccia maestoso sulle acque del Lago Malaren. Il suo interno ospita uffici, sale da cerimonia ed un ristorante di lusso dove pare avvenga il banchetto dei premi Nobel. Il landscape è davvero suggestivo, complice l’ora del tramonto quando gli ultimi raggi di sole illuminano le casette tipiche colorate che circondano la costa dell’isola.

Dicono che il modo migliore per vedere Stoccolma sia effettuare il tour dell’arcipelago in battello. In effetti è proprio così! Dall’acqua la città risulta splendere ancora di più! Peccato che non tutti i battelli siano accessibili in sedia a rotelle. Vi sono diverse proposte di navigazione suddivise in “isole da visitare” e in “tempo di permanenza”. Io ho scelto un’escursione di 50 minuti. Al molo di Nybrokajen, da dove sono partita, mi è stato detto che i battelli che navigano le isole in 50 minuti sono tutti inaccessibili, mentre quelli della durata di due ore e mezza hanno la pedana, ma non posso confermarlo dato che non l’ho potuto appurare.

IMPERDIBILI Per chi, come me, si ferma a Stoccolma quattro giorni consiglio vivamente queste quattro attrazioni che, a mio avviso, sono veramente irrinunciabili! – MUSEO SKANSEN situato sull’isola di Djurgarden. Il traghetto che conduce all’isola è accessibile tramite pedana. Skansen è il museo all’aperto più antico del mondo dove sono state trasportate delle case svedesi e delle botteghe del secolo scorso per far comprendere meglio come si svolgeva la vita in passato. E’ possibile entrare nelle abitazioni, acquistare prodotti artigianali nei negozi e scattare fotografie con persone vestite con abiti d’epoca intente a svolgere le attività di allora. Ma Skansen ospita anche gli animali nordici quali orsi bruni, lupi grigi, linci, foche, alci, barbagianni e molti altri. Il percorso è totalmente accessibile in sedia a rotelle anche se a volte si incontrano salite e discese piuttosto impervie e sulla strada si trovano bagni per disabili.

MUSEO DEGLI ABBA sito anch’esso sull’isola di Djurgarden. E’ divertente ed interattivo, espone gli abiti da scena della band e gli oggetti, mostra filmati ed interviste. Durante la visita è possibile cantare, ballare e perfino registrare una performance. Davvero imperdibile per gli amanti dello storico e famigerato gruppo svedese! Totalmente accessibile in sedia a rotelle con bagni per disabili!

CIMITERO NEL BOSCO il suo vero nome è Skogskyrkogarden, si trova nel quartiere di Enskede a sud della città ed è facilmente raggiungibile in metropolitana. Questo parco enorme ospita un cimitero divenuto sito Unesco per la sua bellezza e peculiarità. Fu disegnato agli inizi del ‘900 dagli architetti Asplund e Lewerentz e proprio qui riposa la diva Greta Garbo. Il percorso è accessibile ma per arrivare davanti alla lapide della Garbo bisogna superare dei gradini.

TUNNELBANA Il tour delle metropolitane (linee rossa, blu e verde) di Stoccolma. Oltre ad essere considerate una vera e propria opera d’arte, racchiudono un unico democratico pensiero, quello di rendere l’arte accessibile a tutti, disabili compresi. Ho visitato nove fermate ricche di sculture, mosaici, incisioni, dipinti e bassorilievi, ma non credo basti una giornata per vederle tutte. Quelle che più mi sono piaciute: Stadion, Radhuset, T-centralen e Solna Centrum.

COSA MANGIARE A STOCCOLMA  Salmone, fish and chips, merluzzo, baccalà e crostacei. Il pesce fresco non manca mai! Zuppe con orzo, piselli, maiale e patate. Salsicce di maiale fritte o bollite. E come dessert la tradizionale spettkaka, torta di mele delle dimensioni di un metro fatta con molte uova cotte allo spiedo.

Reputo la capitale della Svezia un pochino cara rispetto ad altre città d’Europa. Detto questo, vi consiglio di visitarla. In autunno i colori delle foglie le attribuiscono un fascino particolare. Ma credo che la sua bellezza si evinca in ogni stagione.

MONASTERO DI RILA, BULGARIA

Giugno 2017

Da Sofia, capitale della Bulgaria (il mio racconto riguardante Sofia è nella categoria “Europa” del blog), in un paio d’ore si raggiunge il Monastero di Rila.

Ho optato per un’escursione giornaliera organizzata in pulmino (non accessibile in sedia a rotelle), con guida parlante inglese ed audio guida a bordo con spiegazioni in italiano. Sono stata gentilmente aiutata negli spostamenti su e giu’ dal minibus dall’autista. www.traventuria.com Prezzo 27 euro esclusa l’audio guida e l’entrata al monastero.

Partenza alle 9.00 dalla Cattedrale di A. Nevskij alla volta della Chiesa di Boyana. Boyana è un quartiere situato a otto km a sud della capitale e la piccola chiesa medievale omonima è un bene protetto dall’UNESCO dal 1979. Al primo colpo d’occhio sembra una semplice casetta di pietra. Ma la piccola chiesa deve la sua fama ai notevoli affreschi che contiene. La strada che porta alla chiesa è a ciottoli irregolari e l’entrata ha due gradini.

Ripartiamo da qui proseguendo per oltre un’ora e mezza di viaggio. Una volta giunti al Monastero di Rila si rimane a bocca aperta. Vale sicuramente una visita! Dalle fotografie non si riesce a comprende la grandezza e la maestosità di questo monastero. E’ il più grande di tutta la Bulgaria, è posizionato tra i monti del massiccio di Rila ed anche lui appartiene all’UNESCO World Heritage dal 1983. Fu fondato nel X secolo dal monaco eremita Ivan Rilski. Venne distrutto da un incendio nel 1833, ma venne completamente ricostruito grazie alle donazioni delle famiglie bulgare più ricche. La maggior parte del monastero si snoda su un terreno pianeggiante ma difficile da percorrere in sedia a rotelle a causa di grosse mattonelle asimmetr. L’esterno della Chiesa della Natività è totalmente ricoperto di affreschi dorati. Per accede al suo interno vi sono un paio di gradini. Ma vale la pena di superarli dato che la chiesa rimane la parte più visitata ed anche quella di maggiore bellezza. L’opera d’arte di pregio conservata al suo interno è l’iconostasi dorata, ovvero una parete divisoria decorata con icone sacre che separa la navata dal presbiterio abbellita con 36 scene bibliche- La Torre Hreliova adiacente al complesso è inaccessibile a causa di numerose scale. Anche i musei all’interno del grande monastero ed il refettorio presentano delle barriere architettoniche.

Per chi volesse è possibile pernottare nel Monastero di Rila, anche se pare che le celle siano molto scomode ed ovviamente non hanno l’accesso per le sedie a rotelle.

Di fianco al monastero ci sono solo due ristoranti che sono sempre colmi di turisti. Il mio consiglio è di recarsi subito dopo la visita al monastero senza perdere troppo tempo a guardarsi in giro per non rischiare di perdere il bus del rientro.

SOFIA,BULGARIA

Giugno 2017

Pochi sanno che Sofia, capitale della Bulgaria, con i suoi 1.200.000 abitanti è la terza città più antica d’Europa dopo Atene e Roma. I resti della vecchia città sono tuttora ben visibili.

Dall’aeroporto al centro città si passa attraverso la grigia periferia con i suoi palazzoni a più piani che intristiscono al solo colpo d’occhio. Purtroppo ci troviamo nell’Europa dell’est in un Paese uscito da pochi anni dal comunismo e questo fattore incide tutt’oggi su diversi aspetti.

Il cuore della città non è mantenuto benissimo: marciapiedi rotti, case diroccate e palazzi decadenti. Inoltre non vi è nulla, ma proprio nulla, accessibile in sedia a rotelle. Un marciapiede giallo, detto “miglio giallo” per via del colore della pavimentazione, indica l’itinerario dove si snodano le principali attrazioni cittadine.

Il simbolo religioso della città e anche della liberazione attuata dai russi a sfavore della dominazione turca è la Cattedrale di Aleksandar Nevskij. Sarei stata ore ed ore ad ammirare questo gioiello le cui cupole placate in oro, le cinque navate ed il campanile con 12 campane attirano turisti provenienti da tutto il mondo. Fu eretta nei primi del Novecento e risulta essere la cattedrale ortodossa più grande della regione dei Balcani. E’ in stile bizantino e solo la sua visita merita l’intero viaggio! Per entrare bisogna superare dieci scalini posti davanti l’entrata. Non vi sono rampe né scivoli.

Ma Sofia è piena di chiese: Da quella di Santa Sofia che da il nome alla città, alla chiesa russa, uno splendido esempio di arte bizantina circondata da giardini floreali. Nessuna ha l’accesso per le sedie a rotelle.

chiesa russa

La capitale bulgara è una città ricca di arte, con numerosi musei sparsi in ogni angolo della città. L’unico che mi è parso accessibile in carrozzina è l’History Museum raggiungibile dalla strada tramite un ascensore.

Mangiare in Bulgaria è veramente economico. Non vi è una vasta scelta, ma i piatti sono buoni e non si spende più di 7 euro a testa per una porzione di carne con patate accompagnata da birra locale. Vi consiglio di assaggiare le torte a più strati esposte nelle vetrine delle pasticcerie. Lungo Vitosha Boulevard si trovano non solo molti negozi, ma anche diversi ristoranti e locali per mangiare e bere.

Nonostante la sua adesione all’Unione Europea nel 2007, la Bulgaria ha conservato la propria moneta nazionale: il lev bulgaro. Io ho cambiato direttamente in aeroporto al mio arrivo. Il tasso di cambio si aggira a 1,95 lev per un euro.

I taxi sono poco costosi, prestate attenzione però alle truffe. Sono in molti ad approfittare del fatto che si è turisti. Meglio prenotare il taxi o navetta 7 posti direttamente all’hotel. Sembrerà strano ma si spende meno!

Nonostante tutto quello che ho scritto e nonostante le numerose barriere architettoniche devo ammettere che Sofia non mi è dispiaciuta. Non consiglio però di spendere più di un giorno per visitarla. Se vi recate qui avete anche la possibilità di effettuare escursioni in bellissime località vicine.

DOVE DORMIRE trovate la recensione dell’hotel Eart & People and SPA di Sofia della categoria “recensioni” del blog.

 

MALTA E LE SUE BELLEZZE

Maggio 2017

Sono appena tornata da un week end a Malta, principale e più estesa isola dell’arcipelago omonimo. Mi ero fatta un’idea sbagliata riguardo le accessibilità in sedia a rotelle di questa bellissima perla del Mediterraneo. Credevo erroneamente di dover fare molta più fatica con la mia carrozzina, invece gli aiuti necessari sono stati davvero pochi.

Tre giorni bastano per visitarla? Direi proprio di si, a patto che si noleggi un’auto. L’isola è piccolina, la maggiore distanza lungo l’asse sud-est/nord è di 27 km in lunghezza mentre la massima in larghezza è di circa 14 km. Il problema è che, nonostante tutti i bus siano muniti di pedana risultando quindi accessibili, bisogna pazientemente attendere le coincidenze rischiando di perdere parecchio tempo. Avendo solo pochi gg a disposizione la scelta di prendere una macchina è la più azzeccata!

Dall’aeroporto mi sono subito recata al La Valletta, capitale dell’isola da poco stata dichiarata Città Europea Capitale della Cultura 2018. Questo prestigioso titolo riflette la vasta eredità culturale di questo gioiello barocco. Vanta tre chiese parrocchiali (due di queste sono la chiesa del Naufragio di San Paolo e quella di Nostra Signora delle Vittorie), ma il primo posto va senza dubbio alla Cattedrale di San Giovanni, dove la semplicità della facciata contrasta col il suo sontuoso interno. La Valletta è abbellita anche da varie piazze, da St. John’s Square a Republic Square, quest’ultima famosa per i cocktails bar all’aperto. Vi consiglio di trascorrere almeno mezza giornata girovagando tra le stradine caratterizzate da case con terrazzi colorati e punti di osservazione dove immortalare i vari landskape. Le vie sono piuttosto ripide, soprattutto da percorrere in sedia a rotelle, ma è possibile evitare le scale optando per percorsi senza barriere. Imperdibile l’entrata principale della capitale ridisegnata da Renzo Piano col suo progetto “City Gate“, porta d’accesso che immette direttamente sul corso. Fate attenzione a mangiare a La Valletta, i ristorantini tipici attirano per le loro peculiarità ma i prezzi sono molto più elevati rispetto a tante altre zone.

Dalla nuova alla vecchia capitale di Malta: Mdina, conosciuta anche come “città vecchia”. In passato gli Arabi divisero la città romana di Melita in due parti: la “cittadella” che chiamarono Mdina e il resto dell’insediamento, Rabat, nomi con cui sono conosciute ancora oggi. In questo piccolo forte ci sono molti begli edifici e monumenti tra cui il Palazzo Vilhena, che oggi ospita il Museo di Storia Naturale, gli eleganti palazzi di Villegaignon Street e, chiaramente, l’imponente cattedrale. Ho definito Mdina la “città silente” per via della pace e della tranquillità che si percepisce al suo interno. Anche qui le strade sono su e giù, ma non vi sono barriere architettoniche particolari da superare. Perdersi nei vicoli di Mdina respirando un’aria arabeggiante è spettacolare, soprattutto quando il blu del cielo si fonde nel beige delle costruzioni…

SPIAGGE: ve ne sono di tutti i tipi, da quelle sabbiose a quelle prettamente rocciose. La chic St. George, il rifugio per turisti St. Paul’s Bay, la vicina al terminal dei traghetti di Cirkewwa Paradise Bay, quella di Mellieha dove si trova il tratto più lungo di spiaggia… Non tutte sono però accessibili in sedia a rotelle. Ma se volete tuffarvi in un mare caraibico vi consiglio di recarvi a Comino, piccola isoletta a nord di Malta che prende il nome dal cumino, pianta che cresce sulla terra ciottolosa. Col la barca, non accessibile in sedia a rotelle ma fattibile con degli aiuti, in 15 minuti si raggiunge Blu Lagoon dove vi attendono una piccola spiaggia bianca bagnata da un meraviglioso mare cristallino! L’imbarco è a nord dell’isola, più precisamente a Crikewwa. Un vero paradiso sulla terra!

Non perdetevi il porto a sud-est dell’isola, oggi pittoresca insenatura dove sono ancorate coloratissime barche da pesca. A Marsaxlokk vi è ancora il mercato del pesce noto per la varietà e la freschezza. Qui il tramonto è spettacolare e si può cenare al porto, ottimo pesce e buon rapporto qualità-prezzo.

DIVERTIMENTO: siete alla ricerca di locali notturni? Sliema e St. Julian offrono ogni tipo di svago tra i numerosi ristoranti, negozi, pub e discoteche!

LE TRE CITTA’: conosciute come le Tre Città, sono tre cittadine vicine al porto che, in realtà, hanno nomi differenti sebbene Birgu, Bormia e Isla siano i più comuni. Yatch di lusso fanno sa sfondo a panorami da cartolina lungo le strade di queste tre meraviglie. Non tutti i marciapiedi dell’intera isola sono muniti di rampa per salire e scendere con la sedia a rotelle.

DOVE DORMIRE: ho pernottato al Club Salina Wharf a Qawra, distretto di St. Paul’s Bay nel nord-est dell’isola. Sebbene la zona sia priva di spiaggia sono in molti a fare il bagno tra le rocce e lungo la costa è possibile effettuare sport acquatici. Il Club Salina Wharf è totalmente privo di barriere architettoniche. L’appartamento che ho scelto è molto spazioso con un bagno enorme. Unica pecca la mancanza di maniglioni attorno al wc e alla doccia.

 

ACCESSIBILITA’ E CURIOSITA’ SUL TRENINO ROSSO DEL BERNINA

Maggio 2017

Ritengo sia uno dei periodi migliori, per chi soffre il freddo come me, per approfittare di raggiungere Sankt Moritz col trenino del Bernina Express.

Visto i costi elevati del biglietto del famoso trenino rosso, ho optato per una gita organizzata di un giorno. Partenza da Lecco alle 7.00 di domenica 21 Maggio, arrivo a Tirano un paio di ore dopo, sosta per la colazione, due ore e mezzo da Tirano per raggiungere la bellissima St. Moritz in treno, due ore e mezzo libere per visita della città e pranzo, ritorno in pullman a Lecco con sosta a Chiavenna. Prezzo 69 euro a testa. Per maggiori info www.grignaexpress.it

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE voto 10! Il pullman che da Lecco ci ha condotti a Tirano, con ritorno da St. Moritz, è accessibile a disabili tramite una pedana elettrica. Molto difficile trovare pullman granturismo accessibili. Una volta saliti a bordo si ha il posto riservato alla carrozzina. www.spreaficobus.it  Anche il famoso trenino del Bernina ha una carrozza riservata ai diversamente abili con bagno attrezzato di fianco. Basta richiedere l’assistenza al momento della prenotazione e si viene aiutati a salire e a scendere tramite un elevatore.

Ma veniamo al protagonista principale della gita: il trenino Bernina Express. La linea del Bernina fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2008. Fu ultimata nel 1910 e collega la graziosa cittadina di Tirano (429mt.) alla famosa località turistica St. Moritz (1775mt.) passando per il punto più alto di Ospizio Bernina a 2253 mt. Ha pendenze fino al 70%, supera ponti, gallerie, viadotti e giri elicoidali.

Un vero spettacolo per gli occhi! Ho avuto la fortuna di trovare una giornata soleggiata e limpida dove ho scattato foto da cartolina! Il treno effettua diverse fermate ma la più suggestiva è sicuramente quella dell’Ospizio Bernina dove si hanno 20 minuti di tempo per scendere ad ammirare il paesaggio circostante.

La natura è meravigliosa ed il Lago Bianco, bacino artificiale alimentato dalle acque del ghiacciaio del Cambrena, mi ha lasciata a bocca aperta. La sua colorazione lattiginosa dovuta alla “farina glaciale” è prodotta per abrasione delle rocce da parte del ghiacciaio.

SANKT MORITZ Che dire… Chic, elegante, raffinata, costosa… Davvero incantevole! I prezzi sono notevoli, basta pensare che un panino costa 7,50 euro ed una bottiglietta d’acqua 7 euro. Ma ne vale la pena! Le sue vie sono ripide quindi risultano leggermente faticose da percorrere in sedia a rotelle. Nel centro si susseguono le boutique delle griffe più cool e hotel a 5 stelle. Tappa imperdibile alla pasticceria F. Hanselmann’s Erben dove trovate un menù vastissimo di dolci e non solo… Ma una volta giunti in centro è semplicissimo scendere al lago: vi sono delle scale mobili e un ascensore che in pochi minuti conducono nella parte inferiore della città direttamente sulle sponde del lago omonimo.

Giornata perfetta e nessuna barriera da superare con la mia sedia a rotelle. La consiglio a tutti!

LA CITTA’ DOVE SI VIVE MEGLIO

Maggio 2017

Se pensate a Vienna cosa vi viene in mente?

A me viene in mente la torta Sacher, le “palle di Mozart” (deliziosi cioccolatini), il “bacio di Klimt” e la ruota panoramica del Prater.

Secondo una famosa ricerca, Vienna risulta essere la città dove si vive meglio al mondo. I motivi? La sua posizione centrale, i numerosi servizi offerti, le tante attività culturali che offre ed infine i differenti svaghi per ogni età.

La capitale austriaca conserva monumenti conosciuti e ricordati in tutto il mondo come il Duomo di Santo Stefano, la Hofburg ed il museo Kunsthistorisches.

Ho avuto il piacere di visitare Vienna qualche anno fa in autunno. Se avete voglia di leggerlo ho riportato il link del mio articolo http://ilmondodipamela.it/?p=1290

Molti sono gli eventi culturali in programma nei prossimi mesi: – la “Festa del Danubio” dal 23 al 25 Giugno. Trattasi del festival all’aperto più grande d’Europa e l’ingresso è gratuito. – Dal 23 Giugno al 2 Luglio si svolgeranno le “Giornate del Teatro Musicale di Vienna“. – Dal 28 Giugno al 10 Luglio i luoghi più belli della città ospiteranno il festival del jazz “Jazz Fest Wien

IN GIRO PER L’EUROPA CON L’AMICO DISABILE

Aprile 2017

La storia che state per leggere, oltre ad essere molto commovente, è d’esempio per molte persone.

Kevan Chadler è uno scrittore americano di 29 anni affetto da atrofia muscolare spinale, dolorosa mattia degenerativa che provoca debolezza ai muscoli ed assenza di movimento. Nonostante si muova con una sedia a rotelle molto pesante, Kevan ha il sogno di girare il mondo. Ognuno di noi ha il diritto di sognare, lo dice una persona che in carrozzina ha cercato di superare barriere insormontabili. Sono solita ripetere questa frase: “Le barriere maggiori sono quelle della mente!”

Gli amici di Kevan stavano pianificando un tour di 19 giorni in giro per l’Europa, viaggio itinerante che sarebbe piaciuto moltissimo a Kevan ma che pensava non fosse adatto alla sua condizione. Attraversando Inghilterra, Irlanda e Francia avrebbero visitato monasteri, catacombe e soprattutto paesaggi naturali, luoghi molto spesso inaccessibili ad una persona con problemi di modalità ridotta.

E’ qui che scende in campo la vera amicizia, quella con la A MAIUSCOLA! Gli amici di Kevan hanno progettato e ideato uno zaino con spalliera imbottita con cui il loro amico potesse viaggiare. Durante il loro tragitto, a turni, i ragazzi avrebbero trasportato sulle spalle Kevan che, a causa della sua malattia, aveva raggiunto i 30 kg di peso. Tanto di cappello a questi ragazzi, veri amici di kevan, quelli che nessuno vorrebbe farsi scappare dalle loro vite!

L’intero viaggio è stato documentato su Instagram all’account WeCarryKevan.

kevan, al suo rientro, ha rilasciato questa riflessione:” In ogni passo ero accompagnato dalla mia famiglia, dagli amici e da Dio. Sappiate che da lì viene la mia forza”.

Una bella storia che fa comprendere quanto, dopo ogni caduta, si ha la forza di rialzarsi!