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MADABA E LA STRADA DEI RE, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO:AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

La Strada dei Re corre lungo la spina dorsale dell’altopiano centrale della Giordania, interrotto dallo spettacolare Wadi Mujib. Con i suoi luoghi biblici in posizione panoramica, i raffinati mosaici romani e i ben conservati castelli dei crociati, la regione centrale del paese offre un’ampia varietà di siti davvero affascinanti. Madaba, con le sue chiese decorate da mosaici che riflettono la ricca eredità cristiana, costituisce la base ideale per esplorare l’intera zona. Da qui potete partire per visitare il castello di Shobak e il punto da cui si dice che Mosè abbia visto per la prima volta la Terra Promessa sul Terra Promessa.

La cittadina di Madaba è celebre soprattutto per i suoi mosaici di epoca bizantina: il più famoso raffigura una carta geografica che riveste il pavimento della Chiesa di San Giorgio. L’entrata dal cancello di quest’ultima non presenta barriere, mentre per accedere all’interno della chiesa bisogna superare un piccolo gradino. L’ingresso è gratuito per il disabile. Questa chiesa greco-ortodossa del XIX secolo dall’aspetto piuttosto modesto custodisce un tesoro degli arbori della cristianità. Il mosaico in oggetto fu realizzato nel 560 d.C. è corredato da 157 scritte in greco che indicano i principali luoghi biblici del Medio Oriente, dall’Egitto alla Palestina. Il venerdì e la domenica mattina la chiesa apre i battenti alle ore 7.00 per la messa alla quale possono partecipare anche i visitatori. Durante la funzione, però, non è possibile vedere il mosaico.

Il vasto Wadi Mujib è orgogliosamente definito “il Grand Canyon della Giordania” e attraversa il paese dalla Strada del Deserto al Mar Morto per più di 70 km. Oltre che per le sue dimensioni spettacolari, il wadi è degno di nota in quanto storicamente rappresentava il confine tra il regno degli amoriti (a nord) e quello dei moabiti (a sud). La Strada dei Re ne attraversa le propaggini superiori. La gola è profonda 1 km e larga 4 ma occorrono 18 km di tornanti sulla Strada dei Re per scendere lungo la parete del Wadi, superare la diga che si trova in fondo e risalire dall’altra parte. Le vedute più belle si ammirano dal bordo settentrionale del wadi, 3 km dopo la cittadina di Dhiban. Questo è il punto perfetto per scattare alcune fotografie!

Pare che il Monte Nebo sia il luogo da cui Mosè contemplò per la prima volta la Terra Promessa, che non riuscì mai ad aggiungere. Secondo la Bibbia, il patriarca morì all’età di 120 anni e fu sepolto nei pressi del monte, ma gli studiosi non concordano su dove si trovi esattamente la sua tomba. Sulla cima del Siwagha (significa “monastero”) è stato eretto il Memoriale di Mosè, la cui vista spazia sul Mar Morto e oltre, fino a Israele e ai Territori Palestinesi. L’entrata per il disabile è gratuita. C’è una salita piuttosto ripida da percorrere, meglio avere con se un ruotino elettrico. Io col mio Triride non ho avuto problemi. Il Memoriale segna il punto in cui Mosè contemplò la Terra Promessa. Accanto è stata posizionata una croce in bronzo, realizzata da un artista italiano, che simboleggia la sofferenza e la morte di Gesù sulla croce. Nei pressi del Memoriale di Mosè, sulla cima del Monte Nebo, sorge la Chiesa del Memoriale, una basilica che fu eretta nel 597 d.C. intorno alle fondamenta di una chiesa del IV secolo. La chiesa è stata resa accessibile in sedia a rotelle mediante delle rampe, e custodisce mosaici di grande importanza risalenti al 530 d.C. Prima di terminare il giro ci si imbatte nell’ulivo che piantò Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita sul Monte Nebo nell’anno 2000. L’intero percorso esterno non presenta barriere architettoniche.

L’ultima tappa è stato il castello crociato di Shobak, circondato da un paesaggio remoto e selvaggio. Non ho visitato internamente il castello perché le rovine rimaste lo rendono inaccessibile in carrozzina. Fu costruito su un piccolo poggio al limitare di un altopiano e appare particolarmente imponente, soprattutto se visto da lontano. Il Castello di Shobak fu costruito per volere del re crociato Baldovino I nel 1115. Subì numerosi attacchi da parte delle armate di Saladino prima di soccombere nel 1189. Nel XIV secolo venne occupato dai Mamelucchi che lo riedificarono e lo ampliarono.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

AMMAN, LA CAPITALE DELLA GIORDANIA

Aprile 2019          ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA,             JERASH 

Tra le città del Medio Oriente, Amman, sviluppatasi per lo più nel XX secolo, è relativamente giovane. E’ infatti considerata una capitale moderna che ha poco da offrire in termini di vestigia dei grandi imperi. Tuttavia, fra gli edifici di cemento spunta ancora qualche testimonianza dell’antica Filadelfia, in particolare le rovine in cima a Jebel Al Qala’a e il Teatro Romano in centro. L’aspetto più interessante di questa città dal carattere aperto è l’opportunità di fare la conoscenza dei suoi abitanti cosmopoliti, per esempio nei suq del centro. Il mio consiglio è quello di dedicarle almeno mezza giornata per visitare le sue attrazioni principali.

Moschea di re Abdullah, ultimata nel 1989 e dedicata al nonno del defunto re Hussein. Può ospitare fino a 7000 fedeli al suo interno e altri 3000 nel cortile. Vi è una sala preghiera per le donne con solo 500 posti e un’area ancora più piccola riservata alla famiglia reale. L’enorme sala della preghiera principale e riservata agli uomini è a pianta ottagonale sormontata da una splendida cupola azzurra decorata con iscrizioni coraniche. E’ l’unica moschea di Amman aperta ai visitatori non musulmani. Accessibile in sedia a rotelle tramite rampe.

La Cittadella sorge sulla sommità della collina più alta di Amman, Jebel Al Qua’a ed è il sito dell’antica Rabbath_Ammon. Il complesso è cinto da 1700 mt di mura. Tutto il percorso è accessibile in sedia a rotelle. Con un ruotino elettrico anche le parti sterrate sono facilmente percorribili. Tra le cose da non perdere c’è il Tempio di Ercole, di epoca romana. Gli unici resti riconoscibili sono parte del podio e le colonne, visibili da ogni punto della città. Nelle vicinanze si trova un punto panoramico che offre una splendida vista del centro di Amman e del Teatro Romano. Magnificamente restaurato, è la testimonianza più grandiosa della Filadelfia romana ed è considerato la punta di diamante della città. Il complesso di maggiore impatto fra gli edifici storici della Cittadella è quello che si snoda intorno al Palazzo degli Omayyadi, alla spalle del piccolo museo archeologico (quest’ultimo non è accessibile in carrozzina). Vicino al museo sorge la piccola basilica bizantina risalente al VI o VII secolo d.C. ma in gran parte distrutta dai terremoti. L’entrata del complesso è gratuita per il disabile.

Rainbow Street: nonostante sia considerata una meta da non perdere, sia per lo shopping che per la vasta scelta di ristoranti, a me non è piaciuta. I marciapiedi non hanno rampe d’accesso ed è difficile e pericoloso muoversi sulla strada a causa del traffico intenso. Io ho preferito di gran lunga la via sottostante,Hashemi St, quella che conduce alla Moschea di Al Husseiny. Su questa strada si snodano suq colorati e affascinanti, come quello femminile e quello dell’oro, i marciapiedi sono muniti di rampe e vi sono strisce pedonali per attraversare da un lato all’altro.

DOVE MANGIARE Hashem restaurant, su Hashemi St. Non potete dire di sapere com’è un felafel finché non ne avete mangiato uno qui. Questo famosissimo ristorante è in attività da oltre 50 anni ed è talmente apprezzato sia dai visitatori che dalla gente del posto che è difficile trovare un posto libero. Vi sono dei tavolini nella parte iniziale di questo locale all’aperto che sono fruibili da persone in sedia a rotelle.

Viaggio effettuato con www.go4all.it, tour operator dedicato ai viaggi per disabili

 

Go World sbarca in Africa: nasce Go Afrique

Ottobre 2017

Una nuova avventura per Go World. Il tour operator lancia Go Afrique, con una programmazione dedicata interamente all’Africa. La programmazione è stata messa a punto da Ludovico Scortichini (nella foto), amministratore di Go World, insieme ad Agostino Pari.

I primi itinerari sono già disponibili sul sito dedicato a Go Afrique. Che punta già alle agenzie di viaggi: sono infatti previsti eventi formativi per il trade, concorsi e anche e-learning, sulla piattaforma Go Academy.

L’idea nasce dalla passione di Scortichini per il Continente Nero, alimentata da “trent’anni di viaggi – spiega il manager – che alla fine hanno fatto crescere in me l’idea di lanciare Go Afrique, perché sento ormai l’Africa come la mia seconda patria”.

Si amplia così il ventaglio delle specializzazioni di Go World, che comprende gli storici GoAsia, Go America, Go Australia e le evoluzioni più recenti come Go Trekking, Go Horse o Go Biker.

Articolo preso dal sito www.ttgitalia.com

Non dimentichiamoci di Go4all, tour operator appartenente a GoWorld, specializzato in viaggi per disabili.

 

PER L’EXPO 2020 DUBAI STA COSTRUENDO ALTRE DUE ISOLE ARTIFICIALI

Agosto 2017

Dubai rientra spesso nei miei post. E’ una città dai mille volti sempre in continua evoluzione.

Tra l’altro è facilmente visitabile in sedia a rotelle, a parte la zona antica del Creek dove le barriere architettoniche sono ancora evidenti. Non è per nulla difficile trovare hotel handicap-friendly sia nel centro della città che nella zona delle spiagge. Se siete interessati ad un viaggio a Dubai interamente organizzato per disabili motori visitate il sito www.go4all.it

Vi riporto l’articolo preso dal sito web www.turistacurioso.it che racconta i nuovi progetti di costruzione entro il 2020, anno dove a Dubai sarà ospitato l’EXPO.

La capitale degli Emirati Arabi è pronta ad arricchire la propria offerta turistica con due nuove isole artificiali sulle quali verranno realizzati resort di lusso ed attrazioni mozzafiato. Curiosi di conoscerne caratteristiche e data di inaugurazione?

Due nuove isole per ospitare un turismo trasversale
Le isole annunciate dallo sceicco Al Maktoum dovrebbero essere pronte entro il 2020, allorquando Dubai sarà chiamata ad ospitare l’Esposizione Universale. Le due piattaforme artificiali sorgeranno alle spalle del “Burj al Arab”, il celebre grattacielo con l’aspetto di una vela nel quale già da qualche anno è situato uno dei pochissimi alberghi sette stelle al mondo. Le isole dovrebbero chiamarsi “Marsa Al Arab” e faranno da splendida cornice all’imponente struttura. Secondo il progetto potranno ospitare fino a venti milioni di visitatori. Numeri da capogiro che saranno possibili grazie alle strutture extra lusso e alle incredibili attrazioni che renderanno l’offerta turistica della città ancora più appetibile.

Un parco divertimenti ed un’area residenziale
Una delle nuove isole di Dubai sarà dedicata esclusivamente alle vacanze e al divertimento. Ospiterà un grande parco acquatico per tutta la famiglia, alcune enormi vasche all’interno delle quali verranno accolte diverse specie di animali marini ed un teatro con una capienza di oltre 1700 spettatori. L’isola gemella, invece, verrà destinata alla creazione di un’ampia area residenziale dotata di 150 ville, di un eliporto e di una marina nella quale poter attraccare con imbarcazioni e yacht di ogni dimensione. Al centro dell’isola sorgerà anche un grande boutique hotel di lusso, dotato di piscine, aree verdi e di una grande spiaggia privata. Entrambe le isole disporranno di piste ciclabili e sentieri immersi nella natura. In appendice ad una delle isole e collegato tramite un istmo, si eleverà anche un museo dedicato alle perle, con tanto di esposizioni di esemplari rari ed antichi.

Expo 2020
Per prepararsi al meglio ed ospitare l’Esposizione Universale del 2020, Dubai oggi si presenta come un enorme cantiere, ricco di progetti in divenire ed opere di dimensioni faraoniche. Insieme alle nuove isole artificiali, verrà realizzato anche l’ampliamento della metropolitana ed un nuovo aeroporto pensato per servire un traffico aereo in grande espansione. Entro la data in questione dovrebbero sorgere anche altri due chilometri di spiagge, in grado di rendere la costa della capitale degli Emirati ancora più godibile. Ad oggi Dubai è una delle città più visitate del mondo, capace di incrementare gli arrivi ad un ritmo pari al 12% annuo. Nel 2020 potrebbe guidare definitivamente questa classifica.

ASHRAM INDIANI E LA MIA VISITA IN QUELLO DI SRI AUROBINDO GHOSE

Dicembre 2016

Sono una persona ambiziosa. Mio papà lo era ed io ho preso da lui. Non sono però dominata dalla smaniosa ambizione di affermarmi, ma da quella di viaggiare in continuazione visitando più luoghi possibile! Sono in costante ricerca di nuove terre da scoprire dalle quali trarre insegnamento. Per me viaggiare è vita, il cuore continua a battermi e mi sento viva! Quando rientro da un nuovo viaggio mi sento appagata, completa, soddisfatta, felice…

E tra i tanti sogni che ho ancora nel cassetto in ambito di esplorazioni, vi è quello di stare un mese in un ashram in India. Che cos’è l’ashram? Il termine sanscrito Asrama indica, nella tradizione indiana, un luogo di meditazione e di romitaggio per ciascuno dei quattro stadi della vita. I saggi vivono in pace in mezzo alla natura e i residenti eseguono giornalmente varie forme di pratiche spirituali, di meditazione e di yoga. Gli ashram sono solitamente guidati da un mistico, un capo religioso o un maestro spirituale.

Nonostante abbiano origini molto antiche, i più appassionati sapranno che gli ashram sono divenuti molto conosciuti dopo l’uscita del film “Mangia prega ama” dove una bravissima Julia Roberts si ritira in un ashram indiano per ritrovare se stessa. Un paio di settimane fa, durante il mio tour nel sud dell’India, ho avuto modo di visitarne uno, realizzando in parte il mio desiderio. Mi trovavo a Pondicherry, nella regione del Tamil Nadu, e mi sono recata nell’ashram di Sri Aurobindo Ghose. Il racconto completo del mio viaggio lo trovate nelle categoria “Asia” e “Go4all” del mio blog.

bellissima esperienza all'interno di questo ashram
bellissima esperienza all’interno di questo ashram

Ero emozionata, molto emozionata! Potevo entrare a visitare un ashram nel sud dell’India, nella regione più spirituale dell’intero Paese! Prima regola: vietato scattare fotografie all’interno. Seconda regola: togliere le scarpe. Regola principale: osservare il silenzio assoluto. Dopo aver varcato l’entrata, lungo la parte sinistra del corridoio esterno, ammiro gli splendidi fiori e l’orticello dell’ashram. Subito risalta all’occhio la cura e l’amore con i quali vengono trattati. L’aria che respiro è di pace, di serenità, di tranquillità, e vi assicuro che non mi sono fatta suggestionare!

L’attrazione principale dell’ashram è la tomba del suo guro, Sri Aurobindo, dove centinaia di fedeli al giorno si recano a portare fiori, offerte e a pregare. Io ho potuto allungare una mano sulla tomba, prestando però attenzione che la mia sedia a rotelle, ritenuta impura, non toccasse le pareti della lapide. Tutt’attorno persone di razze ed etnie diverse erano sedute nella posizione di loto a meditare e a pregare. Sarai rimasta in quel luogo all’infinito.

Ma il bello deve ancora venire. Nello stesso punto dove fu sotterrato Sri Aurobindo Ghose, in passato vennero calate anche le spoglie di una donna francese, Mirra Riccardo conosciuta a tutti come ” La Mère”.Nel 1914 si recò a Pondicherry col marito col quale si stabilì definitivamente nel 1920. La Mère divenne una seguace di Aurobindo considerandolo suo padre spirituale. Quando Sri Aurobindo si ritirò in solitudine lasciò a lei la gestione dell’ashram e di tutta la comunità di loro discepoli.

Quello che non sapevo ancora era che, oltre alla tomba in condivisione col suo guru, la Mére aveva anche una stanza privata in questo ashram, che oggi è meta di pellegrinaggio. Mentre ero in contemplazione nei pressi della tomba mi si avvicinò un indiano chiedendomi se desideravo visitare proprio la camera della Mère. Mi guardai attorno e notai che le camere erano tutte posizionate a piano terra, che il percorso era pianeggiante e che non ci sarebbero state troppe barriere per la mia sedia a rotelle. Così accettai.

Mi sbagliavo. La camera da letto della Mère era al secondo piano di un edificio interno. Come fare? Ero pronta a rifiutare, essendo già molto contenta e soddisfatta di quello che avevo vissuto. Poi ad un certo punto mi bloccai: all’improvviso vidi una serie di persone anziane, disabili e con difficoltà nei movimenti che venivano fatte sedere su una pesante sedia di legno per poi essere trasportate a braccia da volontari e fedeli indiani. Ma le scale erano davvero ripide ed i gradini infiniti! Il mio senso di colpa venne subito a farsi sentire così decisi di tornare indietro. Fui bloccata dalla stessa persona che mi domandò se fossi interessata a visitare la stanza da letto della francese divenuta famosa quanto il guru. Mi mise in fila e, quando venne il mio turno, fui trasportata con la pesante sedia di legno su per le scale. I volontari erano visibilmente stanchi e fradici di sudore ma nessuno e niente potevano fermarli. Quella era la loro missione, il loro dovere. Mia madre arrivò a commuoversi. Mi fece notare la fede autentica di quelle persone che svolgono la loro attività all’interno dell’ashram senza farlo pesare a nessuno ma soprattutto senza volere nulla in cambio.

Questa è stata la mia piccola esperienza in un ashram dell’India. Ci tenevo a condividerla con voi. Non so quale sia la vostra opinione riguardo agli ashram, e con questo post non ho nessuna intenzione di farvela cambiare, qualunque essa sia. Il mio intento è quello di enfatizzare quanto sia possibile viaggiare e visitare luoghi desiderati in sedia a rotelle. In India le barriere architettoniche, che sono tante, sembrano non esistere. Le persone del luogo farebbero di tutto pur di farti realizzare i tuoi sogni. Io di sogni ne ho ancora molti, e l’India ne fa ancora parte…img_6359

IL MIO VIAGGIO IN INDIA DEL SUD ATTRAVERSO LE REGIONI DEL TAMIL NADU E DEL KERALA

Novembre 2016                          viaggio di 12 gg

ITINERARIO: Chennai, Pondicherry, Tanjore, Trichy, Madurai, Periyar, Kumarakom, Cochin, Kovalam

Quando si tratta di parlare o di scrivere a proposito dell’India sono come un fiume in piena. I sentimenti e le emozioni che provo viaggiando in India sono talmente tanti e differenti che non mi basterebbe una vita per descriverli. Amo l’India, è stato amore a prima vista due anni e mezzo fa quando, nel Febbraio 2014, mi recai per la prima volta. Feci il tour del nord, il triangolo d’oro e Calcutta. Trovate la recensione di questo viaggio nella categoria “Asia” del mio blog.

Dal momento esatto in cui rientrai a casa ho sognato di tornarci. E questo mio sogno l’ha realizzato go4all, tour operator dedicato ai viaggi per disabili col quale collaboro. All’interno del sito web www.go4all.it  sono state inserite tutte destinazioni testate da me personalmente con la mia sedia a rotelle. Questo per verificare come sono le accessibilità o le varie barriere architettoniche che si possono trovare negli hotel e durante il tour. Viaggiare in Asia con la carrozzina non è facile, gli ostacoli ci sono, ma non è impossibile! Con gli aiuti giusti ce la si può fare tranquillamente. Se ci riesco io perché non dovrebbero riuscire gli altri? Go4all mette a disposizione un assistente in loco che aiuta la persona disabile a superare i gradini o le altre eventuali barriere e a salire e a scendere dal pulmino in quanto quest’ultimo non ha l’accesso adeguato. Per maggiori informazioni contattatemi o scrivete direttamente sul sito.go4all-cmyk

Ma torniamo all’argomento principale di questo articolo: la mia amata India! I contrasti e le contraddizioni sono davvero molte, forse la si predilige  anche per questo. L’India è un mix di culture, è rabbia e felicità, è ricchezza e povertà, mostra ciò che ci sia di più bello e tutto quello che esiste di più brutto. Dopo due giorni di viaggio nella regione del Tamil Nadu mi sono resa conto di quanto questa zona sia più spirituale rispetto al nord. Non fraintendetemi, il viaggio nel nord dell’India mostra meraviglie e attrazioni che lasciano senza fiato, lo consiglio assolutamente a tutti, ma probabilmente è diventato turistico a tal punto da non far più percepire i valori spirituali.

I templi all’interno di porte colorate e disegnate a mano con statue dalle mille forme non si possono fotografare. Ed è proprio lì che si respira la spiritualità maggiore. Si entra a piedi nudi ed in silenzio, e si ammirano questi bramini (sacerdoti indiani) che nella loro massima concentrazione esercitano riti spirituali. Mi è capitato di essere benedetta più volte, senza nemmeno chiederlo. Ma l’esperienza più forte l’ho vissuta sulle rive del fiume Kaveri, uno dei cinque fiumi sacri dell’India. Tutt’attorno ai ghat, scalinate che accedono al fiume, vi sono numerosi bramini che, per terra, praticano vari riti, da quelli funebri passando per quelli matrimoniali fino a quelli purificatori. Qui ho chiesto se potevo parteciparne ad uno, nonostante non fossi di religione indù, per scacciare gli spiriti negativi. Il ricordo di questa esperienza me lo porterò con me per sempre.

Anche dopo questo mio secondo tour concordo nel dire che, chi si reca nel Paese delle contraddizioni, non vive solo un viaggio ma un’autentica esperienza di vita. La regione del Tamil Nadu offre templi maestosi e bellissimi, totalmente differenti da quelli che si trovano nel nord. Ma quello che più mi è rimasto dentro sono i sorrisi delle persone, la loro gentilezza, i loro inchini, la loro voglia di aiutarti, la loro fede infinita… Già, perché in India chi è fedele lo è al 1000 per 1000. Senza bisogno di farsi vedere o di pregare per obbligo. Mi sono vergognata di essere cattolica a mio modo e di credere di essere una buona praticante. Davanti a loro mi sono sentita ridicola, mi sono sentita senza fede…

Questo mio fantastico ed emozionante viaggio è proseguito nella Regione del Kerala con i suoi verdissimi campi da tè, le palme altissime che svettano nel cielo, la riserva di animali di Periyar, i canali con le case galleggianti (backwaters) e le spiagge infinite. Ma il bellissimo Kerala non è la vera India, ma l’altra faccia dell’India. Quella ricca, piena di vegetazione, dove la gente sembra non pregare più nonostante le numerose chiese cattoliche e dove i turisti si rilassano sulle spiagge assolate in cerca di trattamenti ayurvedici. Nonostante ciò mi è piaciuta molto, l’ho trovata rilassante ed i suoi paesaggi mi hanno fatta sognare.

Secondo me la guida turistica aiuta parecchio alla riuscita o meno di un buon viaggio. In entrambi i miei viaggi in India sono stata FORTUNATISSIMA con le guide. Samin, che mi ha accompagnata durante questo tour, mi ha fatto adorare, se possibile, ancora di più l’India. Da subito ha capito che mi piaceva mescolarmi con la gente del luogo e così ha inserito delle tappe che non erano previste nell’itinerario. Non ha aggiunto ulteriori templi, ma visite a persone e a strutture come una scuola materna, dove ho giocato con i bambini, una lavanderia, dove mi sono cimentata a provare a stirare e in ultimo alla casa dei suoi parenti. Che dire, ero al settimo cielo! Queste sono le emozioni che voglio da un viaggio, queste sono le esperienze più significative di un viaggio!

E per la seconda volta nella vita mi trovo a scrivere: non sarà un addio, ma un arrivederci!

CIAO INDIA!

THAILANDIA, IL PAESE DEL SORRISO

Ottobre 2016

Sono rientrata da qualche giorno in Italia dopo aver trascorso un meraviglioso viaggio in Thailandia, nel sud-est asiatico. Per maggiori informazioni e dettagli cercate il mio diario di viaggio giornaliero nelle categorie “Asia” e “go4all” di questo blog. Troverete tutte le descrizioni dettagliate del tour.

Non è facile visitare l’Asia in sedia a rotelle, le barriere architettoniche e gli ostacoli sono sempre molti. Ma in Thailandia, a mio avviso, sono stati minori. Con questo non voglio scrivere che non ho incontrato nessuna difficoltà, anzi sono necessari degli aiuti per facilitarci il viaggio. Per questo www.go4all.it, tour operator specializzato in viaggi per disabili, mette a disposizione un’assistente in loco che accompagna e segue la persona disabile aiutandola a superare gradini e barriere, oltre che a salire a a scendere dai mezzi di trasporto. Detto questo, rispetto ad altri paesi d’oriente, ho trovato i siti e le attrazioni thailandesi più accessibili in carrozzina. La maggior parte di essi si snodano su un terreno pianeggiante con pochissimi piccoli dossi da superare. E molti altri sono stati resi totalmente accessibili tramite l’aggiunta di rampe e di ascensori.

La Thailandia è soprannominata “Il Paese del Sorriso“… Concordo pienamente! Le persone del posto, prevalentemente di religione buddista, incantano con i loro sorrisi e i loro inchini di saluto. Ho incontrato gente eccezionale, sempre pronta ad aiutarmi e sempre gentile nei modi. I thailandesi ti fanno innamorare del loro Paese! Unica pecca è che non tutti conoscono la lingua inglese.

La vita in Thailandia costa davvero poco rispetto alla nostra. Si mangia con pochi euro negli street food delle città, lungo le numerose bancarelle dei mercati e nei ristoranti locali che propongono svariati piatti di pesce tra cui l’aragosta. Uno dei piatti tipici locali sono le tagliatelle di riso condite con salsa di soia con l’aggiunta di pollo o gamberetti. Davvero deliziose!

IMPERDIBILE: il mercato notturno di Chiang Mai, aperto fino a mezzanotte. Lo Sky Bar al 64esimo piano del Lebua Tower a Bangkok, da dove si ammira il meraviglioso panorama della città. Andateci la sera, quando le luci dei grattacieli illuminano la Manhattan della Thailandia. Il villaggio di Mae Sai, sul confine col Myanmar. Si vede a occhio nudo il confine che delimita la fine della Thailandia e l’inizio del Myanmar.

Se siete interessati a visitare la Thailandia e avete problemi di mobilità ridotta visitate il sito internet www.go4all.it e troverete il tour che ho testato personalmente con la mia sedia a rotelle. Tutti gli hotel proposti sono totalmente accessibili e adatti ad ospitare disabili.

Sognavo questo viaggio da molti, moltissimi anni, ma per varie peripezie l’ho sempre rimandato. Io credo però che nella vita ci sia un momento per tutto, e questo è stato il mio momento giusto per visitare la Thailandia. Sono tornata soddisfatta e appagata da questa esperienza fantastica nel Paese del sorriso. Il bagaglio culturale che ti regala un viaggio te lo porti con te per tutta la vita!