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CONEY ISLAND, LA SPIAGGIA PREFERITA DAI NEWYORKESI

Coney Island, Brooklyn

Raggiungibile in metropolitana da New York, Coney Island è un quartiere residenziale di Brooklyn che d’estate si trasforma in una destinazione adatta al relax e al divertimento.

La metropolitana accessibile a tutte le persone con mobilità ridotta è quella che si trova a Times Square proprio sotto la torre “One Times Square“, che in 45 minuti, senza cambiare, raggiunge Coney Island (fermata di Coney Island-Stillwell Avenue agibile in sedia a rotelle).

La lunga passeggiata che costeggia la spiaggia è raggiungibile mediante delle rampe. Lungo il percorso si incontrano svariati fast food e il famosissimo Luna-Park, inaugurato nel 1903 e aperto da fine Marzo ad Halloween. Tra le numerose attrazioni vi sono Extreme Thrill, la ruota panoramica Wonder Wheel, Moderate Thrill e le montagne russe The Cyclone, le più antiche degli Usa (ma ancora funzionanti) inaugurate nel 1927.

Come accedere alla spiaggia? Lungo la passeggiata vi sono delle rampe che permettono alle carrozzine di raggiungere la sabbia ma poi non vi sono passerelle che conducono alla riva del mare. Nei pressi delle rampe vi sono anche i bagni per disabili.

UN’ISTITUZIONE A CONEY ISLAND: non potete recarvi a Coney Island senza mangiare un hod-dog o un hamburger da “Nathan’s Famous“. Da più di cento anni, in occasione del 4 Luglio, Nathan’s Famous organizza una gara dove i partecipanti si sfidano ad ingoiare quanti più possibili hot-dog in dieci minuti. Le file alla cassa, nel periodo estivo, sono lunghissime, ma mangiare da Nathan’s a Coney Island è una delle tradizioni più consolidate di New York.

L’atmosfera eccentrica di Coney Island con gli artisti da strada, i murales e le spiagge affollate (nonostante l’Oceano Atlantico non sia così cristallino in questa zona) la rende un must per i viaggiatori che si recano nella Grande Mela!

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BATEAUX NEW YORK, IL MODO PIU’ ROMANTICO PER GODERSI IL TRAMONTO SUL FIUME HUDSON

New York City

La città propone diverse mini-crociere e gite in battello per ammirare al meglio lo skyline di Manhattan mentre si naviga sull’Hudson River. Una tra le migliori offerte, con cena inclusa, è il Bateaux New York. Si salpa dal Chelsea Piers, Pier 61 di NY, alle ore 19 (in estate), giusto in tempo per vedere accendersi le lucine della city. Nelle mie sei volte nella big apple non l’avevo mai preso in considerazione, ma una volta provato mi sento di consigliarlo vivamente a tutti quelli che si recano a New York.

Il Bateaux New York è accessibile in sedia a rotelle mediante una serie di rampe che ti permettono di raggiungere l’interno dell’imbarcazione in autonomia. Il bagno per disabili si trova la piano inferiore ma, tramite una sedia appoggiata alla scala (tipo montascale), si accede direttamente all’interno del bagno senza aver bisogno della carrozzina propria. Il personale di bordo aiuta nelle manovre.

Il costo della crociera con cena inclusa è piuttosto costoso, 149 dollari a testa, ma la vista dal battello è impareggiabile ed il cibo di alta qualità. Credo che la sera sia il momento migliore per effettuare questo giro, tenendo in considerazione che si passa sotto i ponti illuminati di Brooklyn e di Manhattan e che alle 21 ci si ferma davanti alla Statua della Libertà che, rischiarata dalle luci e dalla luna è un vero spettacolo per gli occhi!

QUALCHE INFO IN PIU’ SUL BATEAUX NEW YORK

Salite a bordo del Bateaux New York, un Bateaux di ispirazione europea per un’esperienza culinaria elegante, sofisticata e indimenticabile per feste di tutte le dimensioni. Partendo tutto l’anno da Chelsea Piers, gli ospiti potranno godere di una crociera lungo New York Harbor, e deliziarsi in vista libera dell’Empire State Building, Brooklyn Bridge, Statua della Libertà, e altro ancora. Il Bateaux New York propone un raffinato menù preparato a bordo dal nostro Executive Chef, con Mimosa Brunch Cruises, Luxury Sightseeing Lunch Cruises e, A La Carte, Dinner Cruises. L’ensemble di musica dal vivo di Bateaux apporta raffinata raffinatezza al nostro intrattenimento di bordo.

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IL ONE WORLD TRADE CENTER, NOTO COME FREEDOM TOWER, E’ IL SESTO GRATTACIELO PIU’ ALTO DEL MONDO

New York City

La Freedom Tower è stata inaugurata il 3 Novembre 2014 e, con inclusa la sua antenna, raggiunge l’altezza di 541,32 m per un totale di 104 piani. Ad oggi è il sesto grattacielo più alto del mondo ma risulta essere il principale di New York. E’ sita nell’area dove un tempo svettavano le sfortunate Twin Towers, distrutte negli attentati dell’11 Settembre 2001. La posa della prima pietra è avvenuta il 27 Aprile 2006 e la sua costruzione si è conclusa il 30 Giugno 2013 proprio con la collocazione dell’antenna. Si erge in mezzo al New World Trade Center nella lower Manhattan ed il suo osservatorio è uno tra i più visitati ed apprezzati di tutta la città. E’ aperto 7 giorni a settimana dalle 9 alle 20 di sera ma l’ultimo biglietto ( costo 32 dollari) viene venduto alle 19.15. Salire in cima al 102esimo piano è molto emozionante, probabilmente perché ci si immedesima nella ascensione delle vecchie torri. Un velocissimo ascensore propone immagini 3D di una New York dagli anni 20 ad oggi dopodiché, terminato il filmato, la porta si apre e, con il cuore in gola, ci si ritrova all’interno dell’osservatorio. La vista è really breathtaking! Si vedono molto bene i ponti di Brooklyn e di Manhattan, l’Empire e tutto il circondario della punta della città. Bagni per disabili sul piano dell’osservatorio.

Poco distante dalla “Torre One” o “Freedom Tower“, come la si voglia chiamare, è ubicato il toccante National September 11 Memorial & Museum, una collezione di immagini, cimeli e reperti storici riguardanti la tragedia dell’11 Settembre. Il costo del biglietto è di 26 dollari a testa, gli interni sono completamente accessibili in carrozzina e vi sono bagni per disabili. Il museo è stato aperto nel 2014. Prima di allora era possibile visitare solo il 9/11 Tribute Museum, aperto tuttoggi. Trattasi si un’esposizione minore, ma non per questo meno toccante. Anche qui le vittime dell’attentato vengono ricordate attraverso un percorso, accessibile in sedia a rotelle, che fa rivivere istante per istante quel tragico evento. Costo del biglietto 15 dollari. Questo museo/tributo si trova nei pressi del National September 11 Memorial & Museum, della Torre One e delle fontane.

Le fontane rappresentano il fulcro del 9/11 Memorial e non sono altro che due enormi piscine artificiali a pianta quadrata (Reflecting Pools), ricavate da quelle che un tempo erano le fondamenta delle Twin Towers. Sono le uniche attrazioni della zona gratuite, è possibile infatti entrare a visitarle senza pagare nessun biglietto (a differenza dei musei e della Torre One). Tutt’attorno sono stati piantati più di 400 alberi di quercia che rendono questa enorme piazza una delle più ecologiche mai costruite al mondo. Unico sopravvissuto è il “Survivor Tree“, un albero di pera che scampò alla tragedia. Sui pannelli di bronzo che circondano le due vasche sono stati incisi i nomi di tutte le vittime degli attacchi terroristici mentre il rumore dell’acqua che scorre ricorda il vuoto lasciato dalle Torri Gemelle. Reputo questo uno dei luoghi più emozionanti del mondo!

Vi sono dei biglietti combinati che, acquistati direttamente sul sito One World Observatory an experience above, ti permettono di risparmiare qualche dollaro. Non ho mai avuto riduzioni in quanto disabile, nemmeno visitando le altre attrazioni della città.

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INDIA DEL NORD, TRIANGOLO D’ORO: LE ATTRATTIVE DIVENUTE TOTALMENTE ACCESSIBILI IN CARROZZINA DAL 2014 AD OGGI

Questa è stata la mia terza volta in India, Paese che io amo moltissimo e che mi arricchisce ogni volta che lo visito. Sono appena rientrata dal tour del “Golden Triangle“, viaggio già realizzato nel 2014 effettuato col tour operator Go4all .

Cosa è cambiato da allora? Ho piacevolmente ritrovato totalmente accessibili in sedia a rotelle un paio di attrazioni che lo erano in parte. Non è però così difficile trovare accessibili le bellezze incluse in questo tour, tenendo anche presente che questa è una delle zone più turistiche dell’intera India.

Il complesso del Tempio Sikh Sri Bangla Sahib Gurudwara nel 2014 era raggiungibile solo mediante una lunga scalinata. Oggi invece ho trovato una rampa di fianco! Mi spiace non averla potuta fotografare, ma c’era un cartello che indicava il divieto di scattare foto proprio all’entrata del tempio, dove vi è anche la sua porta d’ingresso. Poco male, l’importante è che non servono più tre/quattro uomini costretti a sollevarti di peso per condurti in cima! Bangla Sahib è uno dei più importanti Sikh gurdwara, o casa di culto sick di New Delhi. Accanto al tempio vi è la piscina di purificazione nota come il “Savorar” (rampa anche per accedere al piano della vasca). L’entrata al tempio avviene solo superando tre gradini, ma a noi rotellati non importa, dato che la nostra “sedia impura” non può contagiare il pavimento di questo luogo sacro. Nella parte posteriore del tempio è possibile invece entrare in carrozzina, oltrepassando un solo gradino, e stare su un piccolo tappeto messo a disposizione per noi “contaminati” 🙂 Bisogna avvolgere il capo con una sciarpa per visitare l’intero complesso.

Tempio Sikh Bangla Sahib
Tempio Sikh Bangla Sahib

Accanto a questo suggestivo tempio c’è la sua mensa, completamente accessibile in sedia a rotelle e visitabile senza nessun tipo di biglietto aggiuntivo. La mensa comune del Gurudwanda Bangla Sahib serve pasti a circa 3.000 persone ogni giorno e, nonostante ciò, non c’è traccia di caos! Il cibo è gratuito per tutti gli indiani, senza distinzioni. A mio avviso la visita della mensa è imperdibile, per toccare con mano una realtà a noi sconosciuta, per visitare la gigante cucina dove pentoloni di dimensioni impressionanti cuociono cibi a tutte le ore del giorno e per provare ad impastare il buonissimo pane Naan come una vera indiana!

Mensa del tempio
Mensa del tempio

Da New Delhi ad Agra col suo bellissimo Taj Mahal, il mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shan Jahan in memoria della moglie preferita morta di parto dando alla luce il quattordicesimo figlio. Nel 2014, questa meraviglia del mondo, era parzialmente accessibile in sedia a rotelle. Le rampe di scale più importanti erano già state ricoperte da passerelle, mentre qualche piccolo gradino qua e la rimaneva scoperto. Nel 2019 l’ho trovato totalmente a misura di disabile, con scivoli ovunque. Vi è anche una lunga rampa per accedere ai bagni, ma non vi sono servizi igienici per disabili al suo interno. Gli interni del Taj Mahal, dove vi sono solo le due tombe, quella dell’imperatore e della moglie, rimangono tuttoggi inaccessibili causa scala stretta a tortuosa. Quando vi recate alla biglietteria specificate se intendete visitare anche gli interni del mausoleo oppure no, c’è una differenza di 200 rupie a testa.

ACCESSIBILITA’ DELLE ATTRAZIONI VISITATE

NEW DELHI – Complesso di Qutb, accessibile – Gateway of India Mumb, accessibile – Palazzo del Parlamento, visitabile solo esternamente -Tomba di Humayun, accessibile – Akshardham Temple, scale per accedervi – Lotus Temple, accessibile – Raj Ghat, accessibile

OLD DELHI (Shahajahanabad) – Moschea Jama Masjid, inaccessibile – Giro della città sul minimetro, mezzo di trasporto simile a un tuk-yuk. Bisogna farsi aiutare per salire

AGRA – Taj Mahal (chiuso il venerdì), accessibile – Forte Rosso, accessibile – Mausoleo di I’timad-ud-Daulah, accessibile

FATEPURSIKRI, accessibile

POZZO CHAND BAORI AD ABHANERI, accessibile

JAIPUR – Forte di Amber, accessibile per la maggior parte. Qualche gradino nell’ultima zona ma nel complesso facilmente visitabile – City Palace, accessibile – Osservatorio Jantar Mantar, accessibile – Hawa Mahal, si può ammirare solo la facciata dalla strada – Mercato di Jaipur, accessibile

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JERASH, LA POMPEI DELLA GIORDANIA

Aprile 2019 ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH 

Le rovine di Jerash, descritte come la “Pompei dell’Asia“, sono una delle principali attrazioni della Giordania del nord. Quando si giunge nella moderna città, con le sue strade di provincia e i piccoli orti dove si vendono frutta e verdura, è difficile sospettare l’illustre passato. Ma non appena si attraversa l’imponente Arco di Adriano, che segna il confine tra la parte antica della città e quella nuova, si capisce immediatamente che non era un semplice centro di provincia ma una città prospera e potente.

Ho visitato Jerash muovendomi in sedia a rotelle con l’aggiunta del mio Triride ma, col senno di poi, non credo lo rifarei. Non alludo alla bellezza del luogo, quella è indiscutibile, ma alla difficoltà del percorso. La visita delle rovine in carrozzina, che impiega almeno tre ore, può sembrare semplice all’inizio, ma diventa sempre più difficoltosa mano a mano che si prosegue. Si accede alla biglietteria tramite un classico suq arabo, dove è anche possibile rifocillarsi in un bar all’aperto. L’entrata per il disabile è gratuita. A destra della biglietteria vi è la rampa d’accesso per raggiungere l’Arco di Adriano, alto 13 metri e costruito per commemorare la visita dell’imperatore. Si prosegue verso il Tempio di Artemide, della della caccia e della fertilità. Tramite rampe e percorsi più o meno sterrati si arriva al Foro, una piazza dall’insolita forma ellittica delimitata da colonne slanciate. Attraverso una porta di legno tra gli archi si accede al Teatro Sud. Dal basso è visibile il Tempio superiore di Zeus, non raggiungibile in sedia a rotelle. Fino a qui nessun problema (col ruotino elettrico). Poi la pavimentazione si fa sempre più sconnessa e rotta, e alterna buche a zone di saliscendi dove ho rischiato più volte di ribaltare. Attraversare il Cardo Massimo è stata un’impresa! Questa superba via colonnata lunga 800 metri è stata davvero un incubo per me! Ho terminato alla Porta Sud, dopodiché bisogna obbligatoriamente tornare dallo stesso percorso.

Nonostante sia stato davvero molto faticoso visitarle, le rovine di Jerash costituiscono il sito romano più vasto e interessante della Giordania e richiamano frotte di turisti.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

 

MAR MORTO, IL PUNTO PIU’ BASSO DELLA TERRA

Aprile 2019  ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

A volte bisogna scendere molto in basso per trovare qualcosa di veramente speciale. Il Mar Morto ne è una riprova, dato che si trova letteralmente nel punto più basso del pianeta. Qui il concetto stesso di fare il bagno acquista un nuovo significato, perché la sua acqua satura di sali vi terrà a galla come un tappo di sughero, consentendovi al massimo qualche bracciata. Il fango del Mar Morto poi è un famoso prodotto di bellezza naturale della pelle; potete beneficiare delle sue proprietà anche con dei trattamenti in una delle tante spa sulla costa.

Ed è proprio sulla costa nord-orientale che si trovano i resort più lussuosi dove regalarvi trattamenti e ammirare i bagliori del tramonto sull’acqua, abbracciando con lo sguardo la Cisgiordania e le luci di Gerusalemme sulla sponda opposta.

Non perdetevi l’occasione di galleggiare nel punto più basso della terra, 398 metri sotto il livello del mare! Sarà un’esperienza davvero unica!

Io ho soggiornato al Ramada Resort Dead Sea, totalmente privo di barriere architettoniche quindi completamente accessibile in sedia a rotelle, se non per raggiungere la spa dove per accedervi bisogna superare sette/otto gradini. L’altro problemino l’ho incontrato in spiaggia, accessibile in sedia a rotelle tramite una navetta gratuita che ogni cinque minuti parte dal resort. La navetta ti lascia davanti ai lettini riservati per gli ospiti dell’hotel, ma poi per raggiungere il mare ci sono circa 200 metri di sabbia e sassi. Per fortuna il bagnino mi ha gentilmente aiutata a raggiungere la riva con la carrozzina, altrimenti non sarei stata in grado di farlo da sola.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

 

WADI RUM, IL DESERTO DI LAWRENCE D’ARABIA

Aprile 2019 ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

Il Wadi Rum corrisponde perfettamente all’idea che tutti hanno del deserto: estremo caldo torrido in estate e rigide temperature in inverno. Grazie alla presenza di numerosi pozzi e sorgenti, il Wadi Rum è abitato fin dall’epoca preistorica. Sono circa 30.000 le iscrizioni che decorano le sue pareti di arenaria e pare che le più antiche siano state tracciate da tribù provenienti dall’Arabia Saudita. Ad esse si aggiungono quelle dei nabatei, che si insediarono nel Wadi Rum attorno al IV secolo. La regione deve però la sua notorietà all’intrepido Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia, che vi abitò nel 1917 durante la Rivolta Araba

Siete in sedia a rotelle e desiderate effettuare un tour nel deserto di Wadi Rum? Nessun problema, se non quello di farvi aiutare a salire sul pick up (a fianco del guidatore). Tutti i tour giornalieri vengono effettuati con dei pick up e la carrozzina viene posizionata nel cassone dietro. Ci tengo anche a specificare che non si prende nessun colpo alla schiena in quanto il tragitto non è formato da dune ma da sabbia battuta. Portatevi un cappello, una crema solare ad alta protezione e tanta acqua!

Il Wadi Rum è abitato dalla popolazione beduina e ogni tour viene svolto da un loro abitante che si cala perfettamente nel ruolo del cicerone. Dal centro visitatori si prosegue per 7 km su strada asfaltata fino al villaggio di Rum, situato ai piedi di torreggianti formazioni rocciose tipiche dell’insediamento nomade. Poi, sempre col fuoristrada, si inizia a percorrere le varie piste sterrate che conducono ai numerosi punti d’interesse. Il mio primo step è stato alla casa dell’autista dove mi è stato gentilmente offerto il tè. Mi ha spiegato che vive con la sua numerosa famiglia (13 fratelli e le tre mogli di suo padre) dove viene condiviso tutto. Da lì si è proseguito verso le spettacolari Dune di Hasany, che con la loro sabbia rossa si accumulano a ridosso delle pendici del Jebel Umm Ulaydiyya. Se camminate potete arrampicarvi fino alla cresta.

La tappa successiva è stata in un accampamento beduino dove mi è stato offerto un altro tè. Io sono rimasta nella tenda da dove avevo uno scenario mozzafiato sui canyon circostanti. La mia compagna di viaggio è riuscita a salire e ad entrare nelle loro gole. Nel tour di quattro ore del deserto è compreso anche il pranzo al sacco. Quattro ore sembrano molte ma vi assicuro che il tempo è volato e che sarei rimasta ancora un pò ad ammirare quello spettacolo della natura. Spero che le mie fotografie riescano ad esprimere il fascino e la bellezza di quel luogo!

Altro posto imperdibile è la “sorgente di Lawrence“, situata all’inizio del percorso. Questa sorgente che porta il suo nome ne fa una suggestiva descrizione nel libro “I sette pilastri della saggezza“. Il flusso d’acqua cade in un verde “paradiso largo un metro e mezzo” che permise al Rum di diventare un importante luogo di sosta per le carovane in viaggio tra la Siria e l’Arabia. Resta ben poco invece di Al Qsair, ovvero la casa di Lawrence d’Arabia, costruita sui ruderi nabatei di una cisterna per la raccolta dell’acqua. La leggenda narra che Lawrence visse qui durante la Rivolta Araba, il che ne fa una meta fissa delle escursioni in fuoristrada. Nei pressi dell’edificio si trova un’iscrizione nabatea in cui è menzionato l’antico nome della zona, Iram. La posizione isolata e la magnifica vista sulle dune di sabbia rossa sono i principali richiami del luogo.

casa Lawrence d’Arabia

Nel tour di quattro ore è compresa anche la visita del piccolo e del grande arco. Si sono creati tra le formazioni rocciose e risultano essere tra i punti d’interesse più toccati dalle varie escursioni.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

PETRA E PICCOLA PETRA, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

Petra, la magnifica Città Antica seminascosta nel paesaggio spazzato dal vento della Giordania meridionale, è uno dei più celebri siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Proclamata una delle “Sette Nuove Meraviglie del Mondo” da un sondaggio popolare nel 2007, ha conservato intatto il suo fascino nonostante i momenti difficili di cui la regione circostante è stata teatro.

Il nome Petra è indissolubilmente legato a quello dei nabatei, la tribù nomade proveniente dall’Arabia occidentale cui si deve gran parte dei monumenti della Città Antica giunti fino a noi. Questo popolo tuttavia non fu il primo ad abitare la regione. Nei wadi (valli o letti fluviali formati da corsi d’acqua) e sulle colline nei dintorni di Petra sono state rinvenute testimonianze di villaggi neolitici risalenti al 7000 a.C.

Cosa vedere a Petra: ci sono oltre 800 siti classificati, di cui circa 500 tombe, ma i più interessanti sono facili da trovare e da raggiungere, anche in sedia a rotelle! Sinceramente pensavo fosse più difficile accedere al “Tesoro” perché mi è sempre stato detto che il sito non era molto accessibile in carrozzina. Invece col mio Triride non ho riscontrato particolari problemi, al contrario mi sono piacevolmente stupita nel constatare la facilità del percorso. Se avete un’intera giornata a vostra disposizione e se siete muniti di un ruotino elettrico potete percorrere senza problemi l’intero Siq passando attraverso le pareti strette delle gole che serpeggiano verso la città nascosta. Tecnicamente il siq, con le sue pareti alte 200 m, non è un canyon ma bensì una faglia geologica prodotta da forze tettoniche. In vari punti si può vedere come le venature della roccia su una parete siano speculari a quelle della parete opposta. Sono tuttora visibili gli antichi canali scavati nella pietra per portare l’acqua a Petra. Alcuni storici ritengono che la funzione primaria del Siq fosse simile a quella della Via Sacra degli antichi greci e romani. La pavimentazione è formata da grandi ciottoli che risultano fastidiosi se vi muovete solo con la carrozzina manuale e da parti lisce più facilmente percorribili. Se invece, come me, avete solo mezza giornata a disposizione potete recarvi al Petra Visitor Centre e “noleggiare” una macchinetta da polo (con autista) che vi permetterà di raggiungere il “Tesoro” in breve tempo, facendo diverse soste per scattare fotografie e per ammirare le nicchie, le tombe e le gole rosastre che conducono al “Treasury“, la tomba che maggiormente incanta i visitatori.

La facciata ellenistica del “Tesoro” è un capolavoro di maestria. Sebbene scavato in una parete di arenaria ferrosa per ospitare la tomba del re nabateo Aretas III, il Tesoro deve il nome alla leggenda secondo il quale un faraone egizio nascose qui il suo tesoro mentre seguiva gli israeliti. Tutta la zona circostante ha una pavimentazione formata da sabbia (in alcuni tratti battuta ed in altri più soffice) e da sassi.Il momento migliore per fotografare il tesoro è dalle 9 alle 11 del mattino, quando la facciata è completamente esposta al sole. Sempre col mio Triride sono riuscita a raggiungere le altre tombe, anch’esse scavate nella roccia, ed a visitarne un paio internamente. Ho concluso il mio tour di Petra arrivando fino al Teatro, costruito dai nabatei più di 2000 anni fa. La cavea aveva in origine 3000 posti a sedere distribuiti su 45 file. L’orchestra era scavata nella roccia mentre il fondale era costruito in tre ordini di nicchie affrescate e colonne di marmo. Il biglietto d’ingresso al complesso è gratuito per il disabile.

A 14 km di distanza da Petra, attraverso strade curvanti e panorami mozzafiato, sorge Siq Al Barid (Gola Fredda), comunemente chiamata Piccola Petra. Qui ho riscontrato maggiori difficoltà  a causa della tanta sabbia soffice  presente e dei numerosi sassi che rallentano, a volte stoppando, anche il ruotino elettrico. Con una persona che aiuta nella spinta ce la si può fare. Il Siq di Al Barid è lungo 400 m. Nel primo slargo c’è un tempio, mentre nel secondo si trovano quattro triclini, uno a sinistra e tre a destra, che probabilmente erano adibiti a sale da pranzo per rifocillare i mercanti più affamati. Circa 50 m più avanti si incontra la Casa Dipinta, un’altra piccola sala da pranzo cui si accede tramite alcuni gradini esterni. Di fronte si trova una grande cisterna scavata nella roccia. In alcuni punti del Siq si possono vedere anche alcuni canali per l’acqua, ormai erosi. Passando attraverso una gola stretta, ma accessibile in carrozzina, si arriva a Al Beidha, con le sue rovine neolitiche che risalgono a 9000 anni fa. Son particolarmente significativi i resti di circa 65 strutture a pianta circolare che segnano il momento di transizione dalla stile di vita nomade, basato sulla caccia e sulla raccolta, a quello sedentario con lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame. Anche qui l’ingresso è gratuito al disabile.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che realizza viaggi per disabili.

Al seguito alcune foto della strada che da Petra conduce a Piccola Petra:

 

MADABA E LA STRADA DEI RE, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO:AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

La Strada dei Re corre lungo la spina dorsale dell’altopiano centrale della Giordania, interrotto dallo spettacolare Wadi Mujib. Con i suoi luoghi biblici in posizione panoramica, i raffinati mosaici romani e i ben conservati castelli dei crociati, la regione centrale del paese offre un’ampia varietà di siti davvero affascinanti. Madaba, con le sue chiese decorate da mosaici che riflettono la ricca eredità cristiana, costituisce la base ideale per esplorare l’intera zona. Da qui potete partire per visitare il castello di Shobak e il punto da cui si dice che Mosè abbia visto per la prima volta la Terra Promessa sul Terra Promessa.

La cittadina di Madaba è celebre soprattutto per i suoi mosaici di epoca bizantina: il più famoso raffigura una carta geografica che riveste il pavimento della Chiesa di San Giorgio. L’entrata dal cancello di quest’ultima non presenta barriere, mentre per accedere all’interno della chiesa bisogna superare un piccolo gradino. L’ingresso è gratuito per il disabile. Questa chiesa greco-ortodossa del XIX secolo dall’aspetto piuttosto modesto custodisce un tesoro degli arbori della cristianità. Il mosaico in oggetto fu realizzato nel 560 d.C. è corredato da 157 scritte in greco che indicano i principali luoghi biblici del Medio Oriente, dall’Egitto alla Palestina. Il venerdì e la domenica mattina la chiesa apre i battenti alle ore 7.00 per la messa alla quale possono partecipare anche i visitatori. Durante la funzione, però, non è possibile vedere il mosaico.

Il vasto Wadi Mujib è orgogliosamente definito “il Grand Canyon della Giordania” e attraversa il paese dalla Strada del Deserto al Mar Morto per più di 70 km. Oltre che per le sue dimensioni spettacolari, il wadi è degno di nota in quanto storicamente rappresentava il confine tra il regno degli amoriti (a nord) e quello dei moabiti (a sud). La Strada dei Re ne attraversa le propaggini superiori. La gola è profonda 1 km e larga 4 ma occorrono 18 km di tornanti sulla Strada dei Re per scendere lungo la parete del Wadi, superare la diga che si trova in fondo e risalire dall’altra parte. Le vedute più belle si ammirano dal bordo settentrionale del wadi, 3 km dopo la cittadina di Dhiban. Questo è il punto perfetto per scattare alcune fotografie!

Pare che il Monte Nebo sia il luogo da cui Mosè contemplò per la prima volta la Terra Promessa, che non riuscì mai ad aggiungere. Secondo la Bibbia, il patriarca morì all’età di 120 anni e fu sepolto nei pressi del monte, ma gli studiosi non concordano su dove si trovi esattamente la sua tomba. Sulla cima del Siwagha (significa “monastero”) è stato eretto il Memoriale di Mosè, la cui vista spazia sul Mar Morto e oltre, fino a Israele e ai Territori Palestinesi. L’entrata per il disabile è gratuita. C’è una salita piuttosto ripida da percorrere, meglio avere con se un ruotino elettrico. Io col mio Triride non ho avuto problemi. Il Memoriale segna il punto in cui Mosè contemplò la Terra Promessa. Accanto è stata posizionata una croce in bronzo, realizzata da un artista italiano, che simboleggia la sofferenza e la morte di Gesù sulla croce. Nei pressi del Memoriale di Mosè, sulla cima del Monte Nebo, sorge la Chiesa del Memoriale, una basilica che fu eretta nel 597 d.C. intorno alle fondamenta di una chiesa del IV secolo. La chiesa è stata resa accessibile in sedia a rotelle mediante delle rampe, e custodisce mosaici di grande importanza risalenti al 530 d.C. Prima di terminare il giro ci si imbatte nell’ulivo che piantò Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita sul Monte Nebo nell’anno 2000. L’intero percorso esterno non presenta barriere architettoniche.

L’ultima tappa è stato il castello crociato di Shobak, circondato da un paesaggio remoto e selvaggio. Non ho visitato internamente il castello perché le rovine rimaste lo rendono inaccessibile in carrozzina. Fu costruito su un piccolo poggio al limitare di un altopiano e appare particolarmente imponente, soprattutto se visto da lontano. Il Castello di Shobak fu costruito per volere del re crociato Baldovino I nel 1115. Subì numerosi attacchi da parte delle armate di Saladino prima di soccombere nel 1189. Nel XIV secolo venne occupato dai Mamelucchi che lo riedificarono e lo ampliarono.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

AMMAN, LA CAPITALE DELLA GIORDANIA

Aprile 2019          ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA,             JERASH 

Tra le città del Medio Oriente, Amman, sviluppatasi per lo più nel XX secolo, è relativamente giovane. E’ infatti considerata una capitale moderna che ha poco da offrire in termini di vestigia dei grandi imperi. Tuttavia, fra gli edifici di cemento spunta ancora qualche testimonianza dell’antica Filadelfia, in particolare le rovine in cima a Jebel Al Qala’a e il Teatro Romano in centro. L’aspetto più interessante di questa città dal carattere aperto è l’opportunità di fare la conoscenza dei suoi abitanti cosmopoliti, per esempio nei suq del centro. Il mio consiglio è quello di dedicarle almeno mezza giornata per visitare le sue attrazioni principali.

Moschea di re Abdullah, ultimata nel 1989 e dedicata al nonno del defunto re Hussein. Può ospitare fino a 7000 fedeli al suo interno e altri 3000 nel cortile. Vi è una sala preghiera per le donne con solo 500 posti e un’area ancora più piccola riservata alla famiglia reale. L’enorme sala della preghiera principale e riservata agli uomini è a pianta ottagonale sormontata da una splendida cupola azzurra decorata con iscrizioni coraniche. E’ l’unica moschea di Amman aperta ai visitatori non musulmani. Accessibile in sedia a rotelle tramite rampe.

La Cittadella sorge sulla sommità della collina più alta di Amman, Jebel Al Qua’a ed è il sito dell’antica Rabbath_Ammon. Il complesso è cinto da 1700 mt di mura. Tutto il percorso è accessibile in sedia a rotelle. Con un ruotino elettrico anche le parti sterrate sono facilmente percorribili. Tra le cose da non perdere c’è il Tempio di Ercole, di epoca romana. Gli unici resti riconoscibili sono parte del podio e le colonne, visibili da ogni punto della città. Nelle vicinanze si trova un punto panoramico che offre una splendida vista del centro di Amman e del Teatro Romano. Magnificamente restaurato, è la testimonianza più grandiosa della Filadelfia romana ed è considerato la punta di diamante della città. Il complesso di maggiore impatto fra gli edifici storici della Cittadella è quello che si snoda intorno al Palazzo degli Omayyadi, alla spalle del piccolo museo archeologico (quest’ultimo non è accessibile in carrozzina). Vicino al museo sorge la piccola basilica bizantina risalente al VI o VII secolo d.C. ma in gran parte distrutta dai terremoti. L’entrata del complesso è gratuita per il disabile.

Rainbow Street: nonostante sia considerata una meta da non perdere, sia per lo shopping che per la vasta scelta di ristoranti, a me non è piaciuta. I marciapiedi non hanno rampe d’accesso ed è difficile e pericoloso muoversi sulla strada a causa del traffico intenso. Io ho preferito di gran lunga la via sottostante,Hashemi St, quella che conduce alla Moschea di Al Husseiny. Su questa strada si snodano suq colorati e affascinanti, come quello femminile e quello dell’oro, i marciapiedi sono muniti di rampe e vi sono strisce pedonali per attraversare da un lato all’altro.

DOVE MANGIARE Hashem restaurant, su Hashemi St. Non potete dire di sapere com’è un felafel finché non ne avete mangiato uno qui. Questo famosissimo ristorante è in attività da oltre 50 anni ed è talmente apprezzato sia dai visitatori che dalla gente del posto che è difficile trovare un posto libero. Vi sono dei tavolini nella parte iniziale di questo locale all’aperto che sono fruibili da persone in sedia a rotelle.

Viaggio effettuato con www.go4all.it, tour operator dedicato ai viaggi per disabili