Category Archives: Centro e sud America

ISOLA DI SAONA, IL GIOIELLO DELLA REPUBBLICA DOMINICANA

Gennaio 2018

Se siete in sedia a rotelle come me e vi trovate in vacanza nella Repubblica Dominicana non perdetevi l’escursione all’Isola di Saona.

Se non prenotate un tour specifico adatto a persone con mobilità ridotta è difficile arrivarci e girare l’isola in autonomia, ma non impossibile!

Voglio precisare che ho acquistato l’escursione da un beach- boys, ovvero da uno di quei ragazzi del posto che girano per la spiaggia proponendo offerte di escursioni. Ho pagato davvero poco la gita giornaliera, 35 dollari più 5 dollari per l’entrata al parco nazionale, quindi non avevo troppe aspettative riguardo al servizio.                                Invece, nonostante nessuna barca fosse accessibile e la spiaggia dell’isola non è attrezzata con passerelle, sono stata aiutata in ogni modo dal personale dell’escursione.

Per me, che soggiornavo a Bayahibe, la partenza è stata alle 9.00 dal piccolo porto di questo villaggio di pescatori. Il catamarano a disposizione per raggiungere Saona non era munito di pedana per l’accesso ai disabili, quindi il personale di bordo mi ha presa in braccio e mi ha successivamente fatta sedere sulla mia carrozzina una volta salita. Fortunatamente sono leggera e mi faccio trasportare spesso in questo modo quando non ci sono alternative.  Dopo quasi due ore di navigazione tra balli caraibici e cuba libre a volontà, approdiamo alla nostra tanto desiderata Saona. I catamarani non hanno il permesso di avvicinarsi troppo alla riva, quindi siamo stati obbligati a cambiare barca. Anche in questo caso, per passare sull’imbarcazione più piccola, sono stata presa in braccio. Lo stesso è stato per l’operazione di scarico dall’ultima barchetta alla spiaggia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come scritto precedentemente, non vi sono passerelle di nessun tipo e non è presente la seggiolina job sull’isola, quindi faticosamente e sempre facendomi aiutare mi sono fatta portare su una parte di sabbia battuta dove sono riuscita a girare per conto mio. ( ma solo per qualche piccolo spostamento )

I bagni sono poco vicini alla tavola imbandita per il pranzo, ma non c’è la toilette specifica per noi disabili.

Dopo il pranzo a buffet e dopo aver avuto un pò di tempo libero siamo tornati nuovamente sulla barca per recarci alla spiaggia più bella dell’isola: Canto della Playa! Davvero imperdibile!

Il ritorno verso Bayahibe è stato effettuato con una barca veloce, sempre senza accesso per le sedie a rotelle. Anche qui sono stata sollevata e posizionata su un seggiolino. Ho una carrozzina pieghevole che hanno riposto in un angolo. Ma prima di terminare la giornata, all’ora dell’aperitivo, abbiamo fatto tappa alle piscine naturali, luogo scelto per girare alcune riprese del film “Pirati dei Caraibi“. L’acqua è calda e cristallina, e attorniati da varie barche abbiamo nuovamente sorseggiato rum e coca cola mentre il sole iniziava a calare sulle nostre teste.                          L’altezza dell’acqua, in questo punto, è di un metro, per un’ampiezza di 800 mq.

L’iIsola di Saona si trova al largo della punta sud-orientale della Repubblica Dominicana ed è meta ambita di escursione per le sue spiagge orlate da palme altissime, per le mangrovie e per la barriera corallina. Saona occupa un’area di 110 km quadrati e fa parte del Parque Nazionale dell’Este in quanto è zona protetta. Per accedere al suo meraviglioso parco naturale bisogna pagare cinque dollari. Fu scoperta da Michelle Decuneo, membro dell’equipaggio del navigatore Cristoforo Colombo. Decuneo era originario di Savona, città dalla quale l’isola prese il nome. Saona è un vero paradiso terrestre dove rilassarsi o godere appieno della natura ancora incontaminata. Già perché sull’isola di Saona è vietato costruire resort e ogni altro tipo di struttura alberghiera.

 

 

IGUAZU’ E LE SUE CASCATE DA MERAVIGLIA DEL MONDO

25 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Da El Calafate ho volato a Iguazù (via Buenos Aires). Le cascate di Uguazù sono state l’ultima tappa del mio viaggio in Argentina e Patagonia.

Qual’è il lato migliore per vederle? Argentino o brasiliano? Questa è la domanda che si fanno tutti prima di recarsi a Iguazù. I pareri sono discordanti… La mia risposta è: “Sono da vedere entrambi!”

In Argentina la cascate sono situate nella provincia di Misiones, mentre in Brasile in quella di Paranà. Sono separate dal fiume Iguazù e sono una delle sette meraviglie del mondo naturale! Non è difficile capire il perché… Sono il paradiso sulla terra, un vero e proprio EDEN dove immergersi per assaporare al meglio le bellezze che la natura offre!

Inizio dal lato argentino. L’entrata è gratuita per il disabile e per l’accompagnatore ma bisogna avere con se il certificato di disabilità. Una volta superata l’entrata si trovano bagni per disabili e bar accessibili in carrozzina. Vi sono tre percorsi, tutti privi di barriere architettoniche e facilmente percorribili con la sedia a rotelle. Il circuito inferiore, da dove si vedono le cascate dal basso e da dove le si può ammirare in tutta la loro maestosità, quello superiore, da dove le si vede dall’alto, e l’ultimo percorso che porta alla Garganta del Diablo, la cascata più bella e più maestosa di tutte! Il giro in barca invece è vietato ai disabili e a tutte le persone che hanno problemi alla colonna vertebrale. Ci si impiega circa sei/sette ore a percorrere i tre circuiti, ma il tempo sembra volare in questo luogo paradisiaco dove il rumore più forte è dato solo dall’acqua che scende ininterrotta tra il verde rigoglioso.

Come ci si sposta da un circuito all’altro? C’è un trenino, incluso nel prezzo dell’entrata del parco, che conduce ai vari percorsi. Fortunatamente è stato reso accessibile alle carrozzine e si può salire in completa autonomia.

Lato brasiliano: il disabile e l’accompagnatore pagano l’intero biglietto. I percorsi sono due e sono più brevi rispetto a quelli del lato argentino, ma io ho apprezzato le cascate anche da questa parte. Il circuito più lungo ti porta direttamente sotto ad una immensa cascata, quindi bisogna prestare attenzione ai cellulari e alle macchine fotografiche. Ma è davvero emozionante uscire tutti bagnati come dei pulcini. Si accede all’inizio del percorso tramite un ascensore e vi sono bagni per disabili. Prendendo un pullman (con pedana) che gira all’interno del parco si accede al percorso più breve, quello superiore. E’ accessibile solo in parte, dopodiché iniziano le scale. Sempre in bus si torna all’entrata del parco. Da questo punto partono diversi pullman, quasi tutti sono stati resi accessibili con la rampa.

Purtroppo il mio viaggio termina qui. Le cascate sono state la ciliegina sulla torta di un viaggio stupendo che mi porterò per sempre nel cuore!

 

EL CALAFATE E I GHIACCIAI PIU’ BELLI DELLA PATAGONIA ARGENTINA

22 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Da Ushuaia ho volato a El Calafate, graziosa cittadina posta sulla sponde del lago Argentino nonché porta d’ingresso dei ghiacciai più famosi della Patagonia Argentina.

Il ghiacciaio più conosciuto e visitato è, senza ombra di dubbio, il Perito Moreno. La sua superficie è superiore a quella della città di Buenos Aires, pensate quindi alla maestosità di questo ghiacciaio che si trova all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares. La sua lingua anteriore si estende per ben cinque km, mentre le sue pareti raggiungono un’altezza massima di 70 metri. Ci sono due modi per osservare questo spettacolo della natura: dalle passerelle o dalla barca. In entrambi i casi bisogna pagare il biglietto d’entrata al parco. Il costo è di 500 pesos argentino, circa 22/23 euro, ma il disabile in possesso del certificato d’invalidità non paga. Una volta arrivati alle passerelle ci si trova dinnanzi a due percorsi, quello nord totalmente accessibile in sedia a rotelle, e quello sud, al contrario inaccessibile a causa dei gradini. Sono rimasta quattro ore ad osservare il ghiacciaio in tutta la sua bellezza, scattando fotografie e attendendo che “cantasse”, ovvero che facesse rumore quando i suoi pezzi di ghiaccio giganteschi cadevano nelle acque sottostanti.

Per quanto riguarda la navigazione del Perito Moreno vi sono, anche qui, diverse possibilità. La prima è quella di prendere la barca che effettua solo il giro di questo ghiacciaio. Il punto di partenza si trova sulla destra poco prima di raggiungere le passerelle. Oppure, come ho fatto io, si può compiere una crociera di nove ore attorno ai bracci del lago Argentino dove ci si ferma davanti ai ghiacciai più importanti. Si parte da Puerto Bandera col catamarano Maria Turquesa, che dispone di una passerella accessibile in carrozzina per salire e bagno per disabili a bordo. Tra i vari ghiacciai spicca lo Spegazzini, che ha preso il nome da un biologo italiano e che ha le pareti più alte tra tutti i ghiacciai di questo lago, e l’Upsala, il più vasto di tutti per dimensioni. Attraversando il canale di Upsala si passa accanto ad un gigantesco iceberg. In ultimo si arriva fin sotto la parete nord del Perito Moreno.

Ma a e da El calafate è possibile fare altre escursioni. Il mio consiglio è quello di visitare una estancia, ovvero una fattoria tipica sudamericana dove allevano il bestiame. La più famosa è la Estancia Cristina, mentre io mi sono recata alla Estancia 25 de Mayo. E’ divertente assistere alla tosatura di una pecora o guardare i cuccioli di animali mentre vengono nutriti col biberon.

Dove mangiare a El Calafate: ristorante Mako, sulla via principale e ristorante El Pichion da dove si ammira la città dall’alto.

Ultima tappa cascate di Iguazù

TERRA DEL FUOCO: USHUAIA, LA FIN DEL MUNDO!

21 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Dopo Buenos Aires e La Penisola di Valdés, il mio viaggio in Argentina prosegue nella punta più a sud della Patagonia, a Ushuaia, dove finisce il mondo!

Ushuaia è la città più a sud del mondo, dopodiché il nulla, se non la Penisola Antartica. La punta più estrema della Patagonia argentina è chiamata “Terra del fuoco” perché Magellano, quando la intravvide dalla barca, scorse della terra col fuoco acceso. La mia emozione è stata tanta, già dall’aereo mi scoppiava il cuore durante il momento dell’atterraggio in questo luogo incantato sperduto tra le Ande.

Irrinunciabile scattare una fotografia col cartello della fine del mondo situato al porto, da dove partono le imbarcazioni per l’Antartide e per la navigazione del Canale di Beagle. Ho acquistato due escursioni in internet sul sito www.argentina4u.com, agenzia argentina più economica rispetto a tante altre. Nello stesso giorno ho esplorato il Parco Nazionale della Terra del Fuoco e navigato il Canale di Beagle. Argentina4u mi ha consigliato di effettuare un’escursione privata del parco (155 dollari a testa), per essere maggiormente seguita data la mia sedia a rotelle. Abbiamo raggiunto i punti principali del parco con un’auto spaziosa scendendo ad ogni tappa. All’interno del parco vi è un piccolo pontile di legno dove marchiano il passaporto con il timbro della fin del mundo! Immaginatevi la fila di persone che c’è ogni giorno! Io ed i miei compagni di viaggio abbiamo effettuato anche il giro col treno della fin del mundo. Il biglietto è escluso dal prezzo del tour e lo si può acquistare direttamente alla stazione. Per il disabile e l’accompagnatore c’è una riduzione sul prezzo. Le carrozze del treno non sono quelle originali, ma sono state ben ricostruite. Inoltre ne hanno aggiunte alcune adattate alle sedie a rotelle con la rampa per salire e scendere.La mia carrozzina però non è riuscita a passare attraverso la porta del treno in quanto troppo stretta. Questo è il treno più australe del mondo ed ha una storia molto triste alle sue spalle. A cavallo tra l’800 e il 900 la Terra del Fuoco era popolata da diversi aborigeni, anche se in questa zona si erano già insediate alcune missioni. Nel 1883 il presidente Julio Argentino Roca presenta presso il Congresso della Nazione un progetto di legge al fine di creare una colonia penale al sud della Repubblica. Successivamente, nel 1896, in uno stabilimento precario, fatto di zinco e legno, si inaugura il Carcere dei Recidivi. Tra il 1909 e il 1910 si hanno registri dei primi movimenti ferroviari. Dalla città partiva il carico di prigionieri che giungeva all’interno di quello che oggi è il parco. I carcerati erano costretti a tagliare moltissimi alberi ed a caricare i vagoni con la legna che venivano utilizzati per scaldare gli ambienti ma anche per generare elettricità. Oggi si possono effettuare solo gli ultimi 7 km di quel percorso, il giro dura un’ora ed il panorama è davvero incantevole! Vi consiglio di prendere prima il treno e poi di visitare il parco in tutta calma. Vi sono diversi punti di ristoro dove si trovano anche bagni per disabili. In alcune zone il terreno del parco risulta sabbioso o sconnesso quindi difficile da percorrere in sedia a rotelle.

Dopo quattro ore trascorse nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco tra laghi e montagne innevate, la guida ci accompagna al porto. Da qui ci imbarchiamo per la navigazione del Canale di Beagle (73 dollari a testa costo dell’escursione). La navigazione avviene con dei piccoli catamarani che non hanno la pedana accessibile, bisogna superare un grosso gradino per salirci sopra e non dispongono di bagni per disabili a bordo. Il personale navale aiuta negli spostamenti. Il giro dura tre ore e, durante la rotta, si possono vedere da vicino cormorani e leoni marini felicemente spiaggiati su delle rocce che emergono dalle acque. Il faro bianco e rosso “Les Eclaireus” è l’attrazione principale di questa escursione. Segna il punto di separazione tra la Patagonia argentina e quella cilena ed è il punto d’incontro tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico.

Dove mangiare a Ushuaia: ristorante da Isabel, cocina al disco. Questo locale molto chic e raffinato ha la vista sul porto. La sua specialità e la cucina al disco, ovvero la carne o il pesce prescelti vengono cucinati all’interno di una pentola che ha la forma di un vecchio disco di vinile.

La mia prossima tappa? I ghiacciai di El Calafate

Penisola di Valdés, PATAGONIA

18 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Da Buenos Aires, mia prima tappa in Argentina, ho volato a Trelew. Ho effettuato tutti i voli, intercontinentali ed interni, con Aerolinas Argentina. Da Trelew a Puerto Madryn, dove avevo l’hotel, ci sono circa 65 km. In aeroporto, con i miei compagni di viaggio, ho noleggiato una macchina per raggiungere la destinazione. (il costo del noleggio equivale al prezzo del taxi. Vi è anche un servizio bus ma i pullman non sono accessibili in sedia a rotelle)

Puerto Madryn appartiene alla Patagonia argentina del nord. E’ una cittadina di mare non molto frequentata dai turisti, che sono soliti appoggiarsi qui solo per visitare la vicina Penisola di Valdès. Al contrario, le sue spiagge piuttosto scure e il suo mare non proprio cristallino, sono affollate dalla gente del posto. Il suo lungomare è pieno di bar e locali sulla spiaggia. Tutta la strada che costeggia il litorale è provvista di rampe per salire e scendere dai larghi marciapiedi pedonali. Per un aperitivo servito direttamente sulla sabbia recatevi al Coral Resto y Cafeteria.

 

Ho acquistato l’escursione della Penisola di Valdés in internet direttamente a questo sito www.argentina4u.com al prezzo di 99 dollari a testa. Sono molto soddisfatta di questa agenzia argentina che mi ha consigliata molto bene riguardo alle escursioni da effettuare e mi ha dato delle dritte in quanto viaggiatrice in sedia a rotelle. L’entrata della riserva naturale di Valdés, esclusa dal pacchetto dell’escursione, è risultata gratuita per me e per l’accompagnatore. Bisogna però portare con se dall’Italia il certificato di invalidità.

La riserva naturale della Penisola di Valdès è molto importante a livello faunistico ed è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1999. La visita viene effettuata con un van (non accessibile in sedia a rotelle, ma sono stata aiutata a salire e a scendere dal mezzo dall’autista) e si fa tappa ad ogni attrazione prevista dall’itinerario. Non credevo saremmo riusciti a visitare tutta Valdès, invece l’escursione è durata circa 12 ore e abbiamo girato la penisola in lungo e in largo. Ho avuto la fortuna di vedere i guanaco, camelidi diffusi in gran parte del Sudamerica. Ha le sembianze di uno struzzo ma il colore del suo pelo lo compara ad un cervo senza corna. Oltre ai guanaco sono davvero molti gli animali ed i mammiferi marini che si possono apprezzare trascorrendo un’intera giornata a Valdès: armadilli, pinguini di Magellano, leoni marini sudamericani, foche sudamericane, elefanti marini. Da Maggio a Novembre si può effettuare il whale-watching.

Tramite passerelle di legno ci si può avvicinare loro il più possibile, senza toccarli ovviamente,e si possono scattare divertenti selfie insieme. La natura è meravigliosa in questa penisola situata di fronte a Puerto Madryn e le sue coste sono spettacolari tanto che le fotografie che ho scattato sembrano cartoline!

L’ultima tappa è stata la visita al piccolo nucleo abitato Puerto Piràmides, dove è possibile acquistare qualche souvenirs o bere una birra guardando l’oceano.

Nell’isola sono presenti bagni per disabili nei vari punti d’osservazione.

Nel mio prossimo articolo vi porterò a Ushuaia

BUENOS AIRES

16 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Il mio tour in Argentina non può che iniziare dalla sua capitale Buenos Aires. E’ una città piena di fascino che mi ha entusiasmata moltissimo. Dall’aeroporto al mio hotel, sito nel cuore della città, esattamente nel Microcentro (circa 30 km), ho contattato Uber, servizio di trasporto automobilistico privato che si richiede attraverso un’app sul cellulare e che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti permettendo al cliente di spendere molto meno rispetto al taxi. Il problema è stato quello di far entrare tre persone, tre valigie, la mia sedia a rotelle e il Triride. Ma ce l’abbiamo fatta. Durante la prenotazione bisogna specificare che si necessita di un’auto spaziosa.

Credo non basti una vita per assaporare al meglio Buenos Aires, dato che ogni angolo di questa città offre scorci che vale la pena di fermarsi ad ammirare. Io ho avuto a disposizione solo due giornate intere, ma ho cercato di visitare il più possibile sfruttando tutte le ore a disposizione. Buenos Aires detiene il primato di città con la strada più larga al mondo: l’Avenida 9 de Julio. E’ lunga 1 km, larga 140 metri, fu inaugurata nel 1937 e per la sua costruzione furono demoliti cinque isolati nel centro della città. Questa strada prende il nome dal giorno della dichiarazione dell’Indipendenza dell’Argentina. E’ stato divertente attraversarla in sedia a rotelle… In ogni corsia ci sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi.

Le facilità per i disabili non mancano nell’intera Buenos Aires… A parte le strade rotte ed i marciapiedi non sempre regolari (facilmente percorribili col Triride), ho trovato rampe ovunque. Devo ammettere che gli argentini sono molto attenti ai bisogni dei diversamente abili. L’unica cosa strana è l’accesso ai pullman: tutti hanno il simbolo della sedia a rotelle ma nessuno di loro ha la pedana. Come salire? L’autista del bus abbassa il mezzo per facilitare la salita della carrozzina, ma senza rampa bisogna comunque farsi dare una mano ad impennare la sedia e a superare il gradino. Una volta all’interno c’è lo spazio riservato alla sedia a rotelle.

Ogni quartiere mi ha lasciato un pezzo di se… Iniziamo proprio dal Microcentro, dove Plaza de Mayo e la Casa Rosada fanno da padrone all’intera zona. Su questa piazza si affaccia la Cattedrale (accessibile in sedia a rotelle tramite rampe), la sede del Governo Cittadino e il banco de la Nacion Argentina. In una delle vie che conducono alla piazza si trova il Cafè Tortoni, (entrata con rampa)dove è obbligo fare tappa. Questo luogo è un must di Buenos Aires non solo per gustare un ottimo caffè, ma anche per vedere tutte le foto, le tappezzerie e le decorazioni di questo bar che rientra tra i dieci più belli del mondo. Aprì i battenti nel 1858 e fu visitato da molti personaggi illustri tra i quali Re Juan Carlo I di Spagna. Tra le varie sale vi è anche quella dove poter assistere ad un “Tango Show“, ovvero uno spettacolo di tango. Io lo spettacolo di tango l’ho prenotato direttamente a Buenos Aires (si trovano varie proposte in hotel, nelle agenzie turistiche o addirittura per strada). Ho scelto quello con la cena a base di empanadas e carne al Cafè de los  Angelitos (entrata senza barriere poi un gradino per accedere alla sala dove si cena. No bagno per disabili). Prezzo circa 40 euro a testa ma vi assicuro che solo lo spettacolo vale il costo del biglietto. Non ho mai visto nessuno ballare in quel modo! Credo che il tango sia uno dei balli più sensuali e coinvolgenti del mondo.

La foto migliore che ho scattato è quella con la B e la A , iniziali della città riprodotte in formato gigante e composte con l’erba del prato. Simboleggiano i giochi olimpici giovanili estivi che si terranno a Buenos Aires dal 6 al 18 Ottobre di quest’anno.

Il quartiere che ho preferito è, senza dubbio, quello de La Boca. Il suo nome deriva dal fatto che il quartiere sorge sulla “bocca” del Rio Riachuelo nel punto dove si immette nel Rio de la Plata. Quando alla fine del XIX secolo gli immigrati italiani iniziarono ad arrivare a Buenos Aires, La Boca era un semplice porto e tutti si fermavano lì. La sua peculiarità sono le casette colorate, dipinte con la pittura avanzata per dipingere le barche. La via più famosa de La Boca, e anche quella più percorsa dai turisti, prende il nome di “Caminito“. Difficile immaginare un quartiere più vivace e colorato di questo! Io l’ho adorato. Inoltre vi consiglio di fare shopping qui dato che i souvenirs costano molto meno rispetto alle altre parti della città. Le case pittoresche di questo quartiere sono state trasformate in ristoranti, bar e negozi ed è consuetudine spendere tante ore passeggiando in questa zona. Le strade sono ridotte piuttosto male a causa di ciottoli irregolari e di pezzi rotti (non ho fatto fatica in sedia solo perché ho utilizzato il Triride). A pochi passi da il Caminito vi è lo stadio de La Bombonera, dove gioca la squadra del Boca Junior. Diego Armando Maradona e altri giocatori famosi argentini hanno iniziato proprio qui la loro carriera.

Un quartiere che, secondo il mio punto di vista, è sopravvalutato da molte persone è quello di Palermo. Sicuramente più chic e raffinato rispetto a La Boca, con tanti locali dove fare serata e con un vasto mercatino dove acquistare prodotti artigianali di ogni genere. Ma non mi ha esaltata molto.

Molto caratteristico invece è San Telmo, dove oltre al suo mercatino d’antiquariato La Feria, è possibile assistere ai ballerini di tango che si esibiscono per strada e nella piazza. La piazza in questione prende il nome Plaza Dorrego ed è possibile percorrerla in sedia a rotelle superando una rampa.

Altra zona dove trascorrere interi pomeriggi sdraiati sui suoi prati verdi è Recoleta, uno dei quartieri residenziali della città. E’ famoso soprattutto per il suo cimitero, Cemeterio della Recoleta, una specie di Pere-Lachaise di Buenos Aires dove riposano molti personaggi storici. Il cimitero ha varie entrate ma nessuna ha l’accesso per l carrozzine.

Ultimo, ma non per importanza, è il vecchio porto abbandonato Puerto Madero, che oggi è stato rimpiazzato da grattacieli e da loft costosissimi che lo rendono uno dei quartieri più cool di Buenos Aires. L’ho visitato di sera, tutto illuminato da luci al neon, tanto da assomigliare ad una città americana. Qui ho cenato al ristorante Siga La Vaca, super consigliato agli amanti di carne. In questa griglieria si può mangiare tutta la carne che si desidera, accompagnata da un buffet di torte salate e di verdure, al costo di circa 20 euro a testa compresa una bottiglia di vino a persona!

Mentre se si desidera mangiare le empanadas più buone di tutta Buenos Aires vi consiglio di recarvi al ristorante Los Inmortales. Le empanadas sono una pietanza tipica argentina, panzerotti di pasta ripieni di carne, verdure o prosciutto e formaggio.

Da Buenos Aires è tutto, ma non perdete il mio prossimo articolo riguardante la Penisola di Valdés.

 

 

PARALIMPIADI RIO 2016

Settembre 2016

Il prossimo 7 Settembre prenderanno il via le Paralimpiadi, l’equivalente dei Giochi olimpici ma per atleti con disabilità fisiche. Il nome è dato dalla fusione del prefisso “para”, pensato come Olimpiadi parallele, e dalla parola “Olimpiade” e dai suoi derivati. La prima edizione riconosciuta dei Giochi paralimpici risale al 1960 e si disputò in Italia.agitos

Le Paralimpiadi del 2016 si svolgeranno a Rio de Janeiro, Brasile, dal 7 al 18 Settembre. Questa sarà la quindicesima edizione dove si affronteranno 23 discipline con più di 4.300 atleti provenienti da 176 Paesi del mondo.

Da questa edizione entrano a far parte degli sport paralimpici la canoa ed il Triatlon. Mentre il TAS, tribunale di arbitrato per lo sport, ha escluso gli atleti paralimpici russi dalla rassegna. Il motivo? L’ormai tristemente famoso “doping di Stato“.para

Qualche giorno fa arriva la notizia della scelta, di cattivo gusto, della rivista Vogue Brasile che, per promuovere i Giochi paralimpici, ha deciso di mettere in copertina due modelli non disabili menomandoli con Photoshop. Moltissime le critiche piovute addosso alla famosa rivista. Non era necessario fare tutto ciò, bastava semplicemente scegliere un paio di modelli disabili. Sono pienamente d’accordo! 10483974

Detto questo, faccio tanti in bocca al lupo a tutti gli atleti disabili che parteciperanno a questa edizione dei Giochi paralimpici. Da disabile in sedia a rotelle, e da praticante di sport non a livello agonistico, posso solo avere tanta ammirazione per queste persone che mettono il loro impegno e la loro devozione nello sport.florian_planker_giochi_paralimpici_torino_2006

 

PIG BEACH, BAHAMAS

Gennaio 2015

Chi non conosce, anche solo per sentito dire, le isole Bahamas? Questo stato insulare dell’America centrale e’ composto da un arcipelago di circa 700 isole adagiate sull‘Oceano Atlantico. Solo trenta di loro risultano abitate e le principali sono: Grande Bahama, Abaco, Eleuthera, New Providence, Andros, Cat, Exuma, Long, Acklins, Great Inagua, Mayaguana, San Salvador.

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Quest’oggi, col mio nuovo articolo, vi voglio parlare di un’isoletta delle Bahamas abitata solamente da maiali. Come è possibile? Pare che alcuni marinai lasciarono questi maiali su una delle isole deserte con l’intenzione di ritornare per cucinarli. Ma, non essendo tornato nessuno a reclamarli, si sono impossessati Big Mayor Cay, oggi conosciuta come “Pig Island“. Bella vita, non credete?

Per tutti coloro volessero nuotare o semplicemente visitare quest’isola alquanto singolare possono pernottare al Royal Plantation Island di Fowl Cay e prendere una barca che li conduca direttamente a Pig Island!

“IL MUSEO DEL DOMANI” DI CALATRAVA A RIO DE JANEIRO

Marzo 2015

Nei prossimi mesi apre “il museo del domani”, progetto presentato nel 2010 dal famoso architetto Calatrava per la città di Rio de Janeiro. Santiago Calatrava è conosciuto in tutto il mondo per il suo design organico che personalmente ho ammirato ne la “Ciudat de les Arts i les Ciencies” a Valencia.

Il nuovo “museo del domani” sarà dedicato alla sostenibilità del futuro e all’ecologia. in portoghese “o Museu du Amanha” segue lo stile dell’architetto spagnolo in cui la concezione visuale dell’architettura interagisce con i principi dell’ingegneria.

Come potete vedere dalle fotografie, la struttura è proiettata verso il mare. 15.000 metri quadrati situati sul molo di Maua. Il museo si sviluppa orizzontalmente su due livelli. Completamente dipinto di bianco è immerso in un parco lussurreggiante di 30.000 metri quadrati attrezzato con piscine, piste ciclabili ed aree ricreative. Inoltre l’edificio sarà dotato di apposite cisterne per catturare l’acqua piovana, mentre le piscine, tramite un sistema di filtraggio, utilizzeranno l’acqua della baia limitrofa. Calatrava ha voluto infatti incorporare nel progetto le risorse naturali del Paese.

Sarà sicuramente una tappa imperdibile in vista anche delle Olimpiadi del 2016. Non stupisce, quindi, che il museo sia già in lista per ottenere una certificazione Leed dal Greeg Building Council Brasil.

Quale occasione migliore per visitare Rio de Janeiro?cal5

GIAMAICA

 Fine Gennaio inizio Febbraio 2015                    GIAMAICA            (viaggio di 9 gg)

Quando Cristoforo Colombo attraccò con le sue caravelle sulle spiagge della Giamaica esordì dicendo di non aver mai visto terre di così tanta bellezza. Appartenente alle Grandi Antille, quest’isola offre davvero moltissimo ai suoi visitatori. E’ selvaggia, molto verde, con un’infinità di fiumi che formano cascate in ogni suo angolo, ha un mare meraviglioso e un clima perfetto. Cosa chiedere di più?

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Quando scelsi questa meta ero indecisa riguardo al luogo di mare dove appoggiarmi. Per sentito dire sapevo che Negril è la capitale del divertimento e ha il mare più bello, che Kinston, la capitale effettiva, risulta un pò pericolosa, che a Montego Bay ci sono nient’altro che resort ed infine che vicino ad Ocho Rios ci sono le attrazioni che più desideravo vedere. Fui piuttosto indecisa tra quest’ultima e Negril ma alla fine scelsi un hotel proprio a Negril( nel mio blog trovate la mia personale recensione sul Club Riu Negril cercando nella categoria “recensioni”). Ed ora posso dire: ” meno male che scelsi Negril !”

Come potete notare dalle fotografie il mare è caraibico e cristallino! Queste sono tre spiagge di Negril, tutte davvero molto belle ed ognuna con la propria particolarità. Sono stra felice di essere stata a Negril perché, durante i giorni di tour dell’isola, sono rimasta piuttosto delusa da Ocho Rios. Solo grandi resort infilati uno dietro l’altro e nessun segno di vita! Questa ovviamente è l’impressione che ho percepito. Sicuramente non tutti saranno d’accordo con questa mia esclamazione ma scrivo sempre quello che penso! Da Ocho Rios sono vicinissime però, a solo quattro km, le cascate più imponenti di tutta l’intera isola: le Dunn’s River Falls. Non ho potuto risalirle a piedi a causa della mia disabilità ma diverse pedane in legno le accompagnano a fianco per permettere ai più pigri o ai diversamente abili di ammirarle in tutta la sua bellezza.

Questo non è l’unico luogo dove ho trovato rampe, scivoli, bagni e accessi per disabili. Mi sono piacevolmente stupita nell’incontrare cotanta attenzione in un’isola considerata da molte persone ” INDIETRO”, quando invece sono i posti più vicini a noi a non essere adeguati per ospitare persone con mobilità ridotta. Il solo paesino dove ho trovato qualche minima difficoltà è quello di Nine Miles ( cercate l’articolo più dettagliato nella categoria” America Latina”).

Questo piccolo paese situato in collina dista 60 Km da Ocho Rios ed è stato chiamato così perché, in passato, non si trovava un negozio nel raggio di nove miglia. Famigerato e rinomato in tutto il mondo per essere il luogo di nascita del mito del reggae Bob Marley!

Qui l’atmosfera è incredibile e si respira l’aria della “VERA JAMAICA“! Si dice che tutto è rimasto come in origine, ed è questa la cosa più bella. Si è fuori dai grandi hotel, fuori dal turismo e fuori dai luoghi comuni. E’ stato il posto che più ho adorato di tutta l’isola! Lo consiglio vivamente! Come ho scritto anticipatamente, a Nine Miles ho incontrato qualche problemino con la mia sedia a rotelle. Tutto il mausoleo è posto in collina, e ci sono qualche gradino e una salita ripida da percorrere per arrivare fino in cima dove, oltre alla tomba, si trova la casina originale con il letto di Marley. Ma nessun problema! In cambio di una piccola mancia, un ragazzo giamaicano mi ha aiutata a superare il tutto e, in questo modo, sono riuscita a vedere ogni cosa! Voglio sfatare anche il fatto che si dice che i giamaicani sono piuttosto rudi. Non li ho affatto trovati così. Ho incontrato invece un popolo eccezionale, di una gentilezza e con una simpatia estrema.

Tornando alla cittadina di Negril, l’ho trovata allegra e vivace! Ogni sera c’è una festa reggae in spiaggia o, sempre in spiaggia, gruppi musicali suonano tributi al loro mito, specialmente nel periodo quando sono andata io che anticipava il compleanno di Bob Marley che cade il 6 Febbraio. Mi sono molto divertita al party svoltosi sulla spiaggia di Bourbon. Mentre ci tengo a citare due fra i bar più “cool” di Negril. Uno è il ritrovo per bere l’aperitivo al tramonto. Situato su una scogliera a picco sul mare offre un panorama mozzafiato e si assiste a dei tuffi spettacolari nelle sue acque turchesi. Trattasi del Rick’s Cafè.

L’altro è il famoso  Margaritaville, situato sulla bellissima Seven Miles Beach di Negril. Col suo ciringuito di legno sembra, per un istante, di trovarsi a Formentera. Mare, se possibile, ancora più bello, sabbia bianchissima, spiaggia lunga e atmosfera di festa. Spettacolare! Entrambi i bar sono totalmente accessibili in sedia a rotelle.

Altri protagonisti della Giamaica sono i suoi meravigliosi tramonti! Eccone alcuni…

Ricette culinarie da provare assolutamente: la Rasta Pasta e il pollo allo jerk! Meglio ancora se accompagnati dalla birra locale Red Stripe.

Concludo allegando altre fotografie di quest’isola strepitosa. Più di una persona mi ha chiesto se non mi sono mai sentita in pericolo e la mia risposta è no! Non ho mai avuto paura, se si prendono i taxi regolari ( e non quelli abusivi) tutto procede nel verso giusto. Alcuni ghetti vanno evitati la sera, ma questo ovunque, non solo in Giamaica.

Jamaica? NO PROBLEM!