Category Archives: America latina

PARALIMPIADI RIO 2016

Settembre 2016

Il prossimo 7 Settembre prenderanno il via le Paralimpiadi, l’equivalente dei Giochi olimpici ma per atleti con disabilità fisiche. Il nome è dato dalla fusione del prefisso “para”, pensato come Olimpiadi parallele, e dalla parola “Olimpiade” e dai suoi derivati. La prima edizione riconosciuta dei Giochi paralimpici risale al 1960 e si disputò in Italia.agitos

Le Paralimpiadi del 2016 si svolgeranno a Rio de Janeiro, Brasile, dal 7 al 18 Settembre. Questa sarà la quindicesima edizione dove si affronteranno 23 discipline con più di 4.300 atleti provenienti da 176 Paesi del mondo.

Da questa edizione entrano a far parte degli sport paralimpici la canoa ed il Triatlon. Mentre il TAS, tribunale di arbitrato per lo sport, ha escluso gli atleti paralimpici russi dalla rassegna. Il motivo? L’ormai tristemente famoso “doping di Stato“.para

Qualche giorno fa arriva la notizia della scelta, di cattivo gusto, della rivista Vogue Brasile che, per promuovere i Giochi paralimpici, ha deciso di mettere in copertina due modelli non disabili menomandoli con Photoshop. Moltissime le critiche piovute addosso alla famosa rivista. Non era necessario fare tutto ciò, bastava semplicemente scegliere un paio di modelli disabili. Sono pienamente d’accordo! 10483974

Detto questo, faccio tanti in bocca al lupo a tutti gli atleti disabili che parteciperanno a questa edizione dei Giochi paralimpici. Da disabile in sedia a rotelle, e da praticante di sport non a livello agonistico, posso solo avere tanta ammirazione per queste persone che mettono il loro impegno e la loro devozione nello sport.florian_planker_giochi_paralimpici_torino_2006

 

“IL MUSEO DEL DOMANI” DI CALATRAVA A RIO DE JANEIRO

Marzo 2015

Nei prossimi mesi apre “il museo del domani”, progetto presentato nel 2010 dal famoso architetto Calatrava per la città di Rio de Janeiro. Santiago Calatrava è conosciuto in tutto il mondo per il suo design organico che personalmente ho ammirato ne la “Ciudat de les Arts i les Ciencies” a Valencia.

Il nuovo “museo del domani” sarà dedicato alla sostenibilità del futuro e all’ecologia. in portoghese “o Museu du Amanha” segue lo stile dell’architetto spagnolo in cui la concezione visuale dell’architettura interagisce con i principi dell’ingegneria.

Come potete vedere dalle fotografie, la struttura è proiettata verso il mare. 15.000 metri quadrati situati sul molo di Maua. Il museo si sviluppa orizzontalmente su due livelli. Completamente dipinto di bianco è immerso in un parco lussurreggiante di 30.000 metri quadrati attrezzato con piscine, piste ciclabili ed aree ricreative. Inoltre l’edificio sarà dotato di apposite cisterne per catturare l’acqua piovana, mentre le piscine, tramite un sistema di filtraggio, utilizzeranno l’acqua della baia limitrofa. Calatrava ha voluto infatti incorporare nel progetto le risorse naturali del Paese.

Sarà sicuramente una tappa imperdibile in vista anche delle Olimpiadi del 2016. Non stupisce, quindi, che il museo sia già in lista per ottenere una certificazione Leed dal Greeg Building Council Brasil.

Quale occasione migliore per visitare Rio de Janeiro?cal5

GIAMAICA

 Fine Gennaio inizio Febbraio 2015                    GIAMAICA            (viaggio di 9 gg)

Quando Cristoforo Colombo attraccò con le sue caravelle sulle spiagge della Giamaica esordì dicendo di non aver mai visto terre di così tanta bellezza. Appartenente alle Grandi Antille, quest’isola offre davvero moltissimo ai suoi visitatori. E’ selvaggia, molto verde, con un’infinità di fiumi che formano cascate in ogni suo angolo, ha un mare meraviglioso e un clima perfetto. Cosa chiedere di più?

182

Quando scelsi questa meta ero indecisa riguardo al luogo di mare dove appoggiarmi. Per sentito dire sapevo che Negril è la capitale del divertimento e ha il mare più bello, che Kinston, la capitale effettiva, risulta un pò pericolosa, che a Montego Bay ci sono nient’altro che resort ed infine che vicino ad Ocho Rios ci sono le attrazioni che più desideravo vedere. Fui piuttosto indecisa tra quest’ultima e Negril ma alla fine scelsi un hotel proprio a Negril( nel mio blog trovate la mia personale recensione sul Club Riu Negril cercando nella categoria “recensioni”). Ed ora posso dire: ” meno male che scelsi Negril !”

Come potete notare dalle fotografie il mare è caraibico e cristallino! Queste sono tre spiagge di Negril, tutte davvero molto belle ed ognuna con la propria particolarità. Sono stra felice di essere stata a Negril perché, durante i giorni di tour dell’isola, sono rimasta piuttosto delusa da Ocho Rios. Solo grandi resort infilati uno dietro l’altro e nessun segno di vita! Questa ovviamente è l’impressione che ho percepito. Sicuramente non tutti saranno d’accordo con questa mia esclamazione ma scrivo sempre quello che penso! Da Ocho Rios sono vicinissime però, a solo quattro km, le cascate più imponenti di tutta l’intera isola: le Dunn’s River Falls. Non ho potuto risalirle a piedi a causa della mia disabilità ma diverse pedane in legno le accompagnano a fianco per permettere ai più pigri o ai diversamente abili di ammirarle in tutta la sua bellezza.

Questo non è l’unico luogo dove ho trovato rampe, scivoli, bagni e accessi per disabili. Mi sono piacevolmente stupita nell’incontrare cotanta attenzione in un’isola considerata da molte persone ” INDIETRO”, quando invece sono i posti più vicini a noi a non essere adeguati per ospitare persone con mobilità ridotta. Il solo paesino dove ho trovato qualche minima difficoltà è quello di Nine Miles ( cercate l’articolo più dettagliato nella categoria” America Latina”).

Questo piccolo paese situato in collina dista 60 Km da Ocho Rios ed è stato chiamato così perché, in passato, non si trovava un negozio nel raggio di nove miglia. Famigerato e rinomato in tutto il mondo per essere il luogo di nascita del mito del reggae Bob Marley!

Qui l’atmosfera è incredibile e si respira l’aria della “VERA JAMAICA“! Si dice che tutto è rimasto come in origine, ed è questa la cosa più bella. Si è fuori dai grandi hotel, fuori dal turismo e fuori dai luoghi comuni. E’ stato il posto che più ho adorato di tutta l’isola! Lo consiglio vivamente! Come ho scritto anticipatamente, a Nine Miles ho incontrato qualche problemino con la mia sedia a rotelle. Tutto il mausoleo è posto in collina, e ci sono qualche gradino e una salita ripida da percorrere per arrivare fino in cima dove, oltre alla tomba, si trova la casina originale con il letto di Marley. Ma nessun problema! In cambio di una piccola mancia, un ragazzo giamaicano mi ha aiutata a superare il tutto e, in questo modo, sono riuscita a vedere ogni cosa! Voglio sfatare anche il fatto che si dice che i giamaicani sono piuttosto rudi. Non li ho affatto trovati così. Ho incontrato invece un popolo eccezionale, di una gentilezza e con una simpatia estrema.

Tornando alla cittadina di Negril, l’ho trovata allegra e vivace! Ogni sera c’è una festa reggae in spiaggia o, sempre in spiaggia, gruppi musicali suonano tributi al loro mito, specialmente nel periodo quando sono andata io che anticipava il compleanno di Bob Marley che cade il 6 Febbraio. Mi sono molto divertita al party svoltosi sulla spiaggia di Bourbon. Mentre ci tengo a citare due fra i bar più “cool” di Negril. Uno è il ritrovo per bere l’aperitivo al tramonto. Situato su una scogliera a picco sul mare offre un panorama mozzafiato e si assiste a dei tuffi spettacolari nelle sue acque turchesi. Trattasi del Rick’s Cafè.

L’altro è il famoso  Margaritaville, situato sulla bellissima Seven Miles Beach di Negril. Col suo ciringuito di legno sembra, per un istante, di trovarsi a Formentera. Mare, se possibile, ancora più bello, sabbia bianchissima, spiaggia lunga e atmosfera di festa. Spettacolare! Entrambi i bar sono totalmente accessibili in sedia a rotelle.

Altri protagonisti della Giamaica sono i suoi meravigliosi tramonti! Eccone alcuni…

Ricette culinarie da provare assolutamente: la Rasta Pasta e il pollo allo jerk! Meglio ancora se accompagnati dalla birra locale Red Stripe.

Concludo allegando altre fotografie di quest’isola strepitosa. Più di una persona mi ha chiesto se non mi sono mai sentita in pericolo e la mia risposta è no! Non ho mai avuto paura, se si prendono i taxi regolari ( e non quelli abusivi) tutto procede nel verso giusto. Alcuni ghetti vanno evitati la sera, ma questo ovunque, non solo in Giamaica.

Jamaica? NO PROBLEM!

 

 

NINE MILES, IL MITO DI BOB MARLEY

31 gennaio 2015

Ieri ho visitato il villaggio giamaicano di Nine Miles, conosciuto in tutto il mondo per aver dato i natali a Bob MarleyIl mito del reggae ha vissuto con la madre nell’entroterra di questa isola caraibica fino a 13 anni fino a quando decisero di spostarsi nella capitale Kingston.

A parte il mare e le spiagge che sono meravigliosi, questo è stato il luogo che più mi è piaciuto di tutta la Giamaica. A tre ore di pullman da Negril, di cui due ore e mezza di autostrada e l’ultima mezz’ora di strada a curve, si giunge a Nine Miles che oggi è un vero e proprio luogo di pellegrinaggio. Molti turisti da ogni parte del mondo giungono qui per far visita al mausoleo del cantante.

Appena scesa dal pullman mi sembrava di essere in una delle favelas di Rio De Janeiro. Tutto in collina, con case colorate sparse qua e là e gente del posto in strada a fumare e a bere. La casa e la tomba di Bob sono posizionate su una collina ancora più alta e bisogna percorrere delle scale per arrivare. Essendo in sedia a rotelle avrei incontrato alcune difficoltà, quindi decisi di farmi aiutare da un giamaicano in cambio di una piccola mancia.

All’entrata ci imbattiamo in un baretto di legno molto particolare per poi raggiungere una stanza piena di dischi d’oro, chitarre e il suo pianoforte. Percorrendo una rampa piuttosto ripida si accede alla tomba della sua amata madre e, subito sopra, alla sua. Peccato non poterle fotografare.

Proprio sulla cima della collina vi è la pietra dove Bob meditava e scriveva le sue canzoni.

Nell’ultima stanza, la più caratteristica, si trova il letto che il mito del reggae divideva con sua mamma.

Rispetto ad altri luoghi visitati in passato, questo è rimasto originale e poco commerciale. Gli abitanti del luogo dicono che è ancora tutto come negli anni 40. Nonostante qualche barriera architettonica sono riuscita a vedere ogni singola cosa. Trovo i giamaicani molto disponibili e carini nell’aiutate persone che, come me, hanno bisogno di aiuto.

Questo è un luogo che sognavo di vedere da qualche anno. Desiderio realizzato!

Jamaica3  Jamaica4   10841273_10205999759901486_1203441927_n[1]

 

 

 

10957395_10205999760741507_811017095_n[1]   10962249_10205999761421524_735867326_n[1]10904651_10205999761061515_1291363027_n[1]

 

 

 

 

10523914_10205999761821534_1920163346_n[1]   10962168_10205999762981563_1384942253_n[1]   10950971_10205999767621679_617604553_n[1]

 

 

 

 

10943630_10205999768501701_1050956111_n[1]

SANTO DOMINGO

Gennaio 1998                                               PUNTA CANA                (viaggio di nove gg)

La Repubblica Dominicana è stata uno dei miei primi amori. Avevo gia’ volato lungo raggio ma questo è stato il mio primo viaggio in assoluto dopo l’incidente stradale. Viaggiavo già da qualche anno e la paralisi non mi ha fermata in questo. Forse un po’ incosciente pensai di fuggire al caldo dopo aver trascorso l’intera estate in ospedale. Non avevo dubbi sulla meta: Santo Domingo! I miei genitori e le persone a me vicine mi sconsigliarono di andare così lontano a pochi mesi da quello che mi era accaduto, ma io sono cocciuta e caparbia e riuscii ad averla vinta. Erano i primi anni del boom di Santo Domingo, sentivo molta gente che ci andava e la curiosità in me cresceva sempre di più!Punta-Cana-601906 Come immaginavo non rimasi affatto delusa, al contrario, mi innamorai del luogo e della gente. Si perché, a parte le spiagge bianche e il mare cristallino, a Santo Domingo le persone sono di animo gentile, allegre, divertenti e anche fuori di testa nel senso buono del termine. Essendo l’unica ragazza del villaggio in sedia a rotelle fui viziata e coccolata da tutto il personale e dagli animatori. I dominicani amano far festa e animare ogni momento della giornata. Alcuni di voi si chiederanno come mai la mia scelta ricadde su Punta Cana e non sulla più famosa Bayahibe. In realtà non fu una scelta siccome nel 1998 l’aeroporto di La Romana non era ancora aperto e, di conseguenza, i tour operators non mandavano a Bayahibe per i troppi km da fare una volta atterrati a Punta Cana. Poi quando costruirono l’aeroporto a La Romana si sviluppò anche la zona di Bayahibe che è tuttora la più rinomata. Io credo che il servizio nei villaggi turistici sia ottimo ovunque e che si stia bene in ogni luogo, anche in zone meno conosciute  come Puerto Plata o Boca Chica. Ma il mare di Bayahibe dicono sia il migliore!img160

Mi pentii di aver tagliato i capelli prima di questa vacanza perché, arrivata sul posto, vidi che molte ragazze si facevano fare le treccine ai capelli. Ma il mio problema fu risolto! Trascorsi un pomeriggio intero in una spiaggia poco distante al villaggio dove, quattro donne contemporaneamente, hanno lavorato sulla mia testa per allungarmi i capelli e farmi, di conseguenza, le treccine con le perline colorate in fondo. Che dire… Sono fantastici! Una volta tornata a casa sentii molta nostalgia delle persone nonché dei luoghi.

Sono uno spirito libero e non amo particolarmente fermarmi nello stesso luogo per giorni. Amo i tour e voglio conoscere in tutti i modi possibili gli usi ed i costumi dei posti. A volte però, come in questo caso, ho bisogno di rigenerarmi e di fare questo tipo di vacanze. Rimpiango ancora oggi questo viaggio a Santo Domingo e i suoi bellissimi ricordi li porterò sempre con me. Mi riprometto sempre di tornarci ma, quando penso che devo fare dieci ore di volo, decido di visitare un posto nuovo.

img161

Le persone vengono su quest’isola principalmente per fare mare. Ma ci sono delle escursioni molto belle se uno decidesse di muoversi un po’: in primis la capitale con la visita alla Catedral Primada de America. L’isola si Saona che, appartenente alle Antille, è situata all’estremità sud-orientale della Repubblica Dominicana. Raggiungibile in catamarano è bellissima ed è tra le escursioni più richieste dai turisti. Inoltre si può visitare il Manati Park, parco ecologico, oppure avventurarsi con le jeep nell’entroterra per una specie di safari. Il mio consiglio è quello di girare fuori dal villaggio turistico da soli. Non è pericoloso e si può così appurare come vivono le persone locali.

Per tutti coloro volessero andare a Santo Domingo: portate con voi sorrisi e vi saranno dati felicità, gioia, divertimento, spensieratezza, allegria e vivacità! Unico neo: non abbiate fretta… i dominicani non ne hanno e fanno ogni cosa molto lentamente… Portate pazienza ne varrà la pena! Parola di Pamela!

Buon viaggio!Punta-Cana

 

MESSICO

Gennaio 2001                                        MESSICO                (viaggio di due settimane)

La Cucaracha

La Cucaracha, la Cucaracha,

Ya no puede caminar

Porque le falta, porque le falta…               Voglio iniziare con questa famosissima canzone messicana l’articolo sulla terra dei Maya 

Dopo un volo diretto lungo dodici ore atterrai a Cancun. Come località turistica è molto rinomata, sorge sulla penisola dello Yucatan e si affaccia sul golfo del Messico. Ma di messicano ha davvero poco anzi, secondo il mio punto di vista, somiglia molto di più ad una città americana. I numerosi hotel sono composti da grattacieli giganti di ogni forma, le strade sono piuttosto larghe e percorse da auto di grossa cilindrata e di gran numero sono anche i centri commerciali di diverso genere. Girovagando in uno di questi mi imbattei nello store della Warner Bros… La parte messicana arriverà più tardi… dovete aspettare e leggere ancora un pochino a proposito di Cancun e dei suoi locali notturni. Si perché questa città è la regina delle feste e vi offre un’infinità di scelta per andare a bere o a ballare. Io optai per il Coco Bongo, night club dove girarono il film The Mask. In questo locale si balla ovunque, basta lasciarsi andare e scatenarsi. In più, a seconda delle serate, vi sono spettacoli con versioni musical dei film più famosi, sosia dei cantanti più noti ed importanti dj. Imperdibile!!!

Solitamente inserisco le fotografie delle località che descrivo, purtroppo quelle di questo viaggio sono andate perse. :((

I tour in Messico risultano molto complicati per una persone in sedia a rotelle come me. Davvero tante sono le difficoltà da superare ma altrettante sono le meravigliose rovine da vedere. Ci sono due opzioni per un disabile: organizzare un tour nel Chapas e nello Yucatan con diversi aiutanti e accontentarsi di visitare i siti con minor numero di barriere architettoniche oppure stabilirsi in un punto fermo e partire ogni giorno per un’escursione diversa. Io consiglio il tour dato che le escursioni sono davvero molto costose e non credo proprio ne valga la pena.

Il Re del tour è in assoluto Chichén Itza, complesso archeologico maya situato nella penisola dello Yucatan.

Chichén Itza
Chichén Itza

Il sito è stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1988 e comprende numerosi edifici tra i quali spiccano la piramide di Kukulkan, l‘osservatorio astronomico e il Tempio dei Guerrieri.

Queste attrazioni sono visibili solo esternamente da persone in sedia a rotelle poiché le entrate sono formate da cunicoli stretti e da scalini in pietra. All’interno della piramide di Kukulkan ve ne è un’altra che fui impossibilitata a visitare. Mentre i gradini esterni delle quattro facciate sono complessivamente 365, quanti sono i giorni di un anno. Chi salì in cima alla piramide disse di aver avuto una completa visione di tutta l’aria circostante.

Circa 65 km dividono Tulum da Playa del Carmen, favolose località marine con le spiagge più belle. Tulum, oltre ad essere un incredibile sito archeologico, è incorniciato da acque cristalline e sabbia bianca come borotalco. Davvero una splendida combinazione! Ancora più turistica è la cittadina di Playa del Carmen, anch’essa situata sulla costa caraibica. Trattasi di un vecchio villaggio di pescatori che, nel corso degli anni, ha avuto un enorme sviluppo nel turismo. Se Cancun è paragonata ad una piccola Miami e Tulum è più gradita al turismo ecologico, Playa del Carmen è molto bel collegata con qualsiasi sito archeologico e tour della penisola. Qui lo stile è molto giovanile ed informale nonostante ci siano moltissimi villaggi all inclusive di alto livello. Passeggiando per il centro notai i fili dell’elettricità sospesi sopra le case che si intrecciavano tra di loro, tipico dei paesi più poveri. La gente è cordiale e gentile, sempre allegra pronta a sorridere e a cantare. La loro ospitalità non la si può di certo dimenticare.

Da Playa del Carmen raggiunsi Xcaret, paradiso segreto del Messico.E’ un parco in mezzo alla natura circondato dalla bellezza del Mar dei Caraibi dove si possono sperimentare attività acquatiche, attrazioni culturali e spettacoli. Tra le varie attrazioni naturali ci sono il padiglione delle farfalle, l’acquario della barriera corallina, un autentico cimitero messicano ed anche il museo di arte popolare che espone il lavoro degli artigiani messicani. L’entrata è un po’ costosa ma i luoghi sono talmente incontaminati che non ci si pente del prezzo pagato. Proprio qui, per la prima volta in vita mia, ho visto i tapiri, animali erbivori e più grandi mammiferi primitivi esistenti. Non credo si riesca a visitare l’intero parco in una giornata a causa della sua grandezza e per le numerose attrazioni da vedere e cose da fare. E’ possibile nuotare insieme ai delfini, dar da mangiare ai coccodrilli, visitare le tante specie di animali o assistere a curiosi spettacoli. Io mi fermai ad osservare una insolita partita di calcio chiamata “il lancio de la pelota”. Questo gioco ha origini antiche e i giocatori possono usare palette o racchette per colpire la palla oppure si può giocare a mani nude. Si svolse in un campo aperto e mi sembrò di assistere ad una partita di calcio ambientata in un’altra epoca.

La cucina messicana è piccante ed alcuni piatti non sono riuscita a mangiarli! Non amo in modo particolare il cibo piccante ma, anche se potrebbe sembrare una contraddizione, adoro il cibo messicano! La birra del luogo è un’ottima bevanda per accompagnare i pasti mentre la sera, dopo cena, non mancate di ordinare una tequila, famosissima nell’intero Messico.

Tornai a casa soddisfattissima del viaggio ma allo stesso tempo delusa di non aver visto nessuna iguana gigante da vicino. A molte persone può sembrare strano ma ho un debole per le iguane tanto è vero che mi sarebbe piaciuta prenderne una da tenere a casa. Ne ho viste di diverse anche in altre parti del mondo ma il mio desiderio in questo viaggio era quello di trovarmi faccia a faccia con una di notevoli dimensioni… NEXT TIME!

RIO DE JANEIRO

Gennaio 2006                                 RIO DE JANEIRO                   (viaggio di 13 gg)

Se penso al viaggio a Rio de Janeiro, meravigliosa città del Brasile, mi viene in mente una sola cosa: allegria! I carioca, ovvero i nativi di Rio, sono pieni di gioia e la trasmettono a tutti i numerosi turisti che affollano le sue strade e le spiagge. Anche io fui completamente assorbita da questa energia positiva che la città emana e tornai a casa ricaricata ma anche piena di saudade. Scelsi un hotel fronteggiante la spiaggia di Copacabana… la vista dal tredicesimo piano sulla terrazza panoramica era da mozzare il fiato!img042 img044 img041

Per i brasiliani Gennaio è periodo di vacanza, così le spiagge erano pienissime di gente che le animava rendendole ancora più vivaci. Fa parte della cultura della città vedere donne con costumi ridottissimi camminare sulla sabbia bollente, bere birra sotto l’ombrellone, comprare gamberetti crudi per farseli cucinare al momento, acquistare costumi e ciabatte da venditori ambulanti e ascoltare musicisti che passano cantando e suonando tra i turisti.  Copacabana a Gennaio è tutto questo. Ho sentito dire che, durante le nostre ferie estive, chi va a Rio non trova le stesse cose perché da loro è inverno e le spiagge sono deserte! Per me sarebbe stato motivo di tristezza infinita! La sabbia è bianchissima, l’ampiezza della spiaggia notevole ma il mare non è tra i più belli al mondo anche se credo che questo sia irrilevante. Ovvero, chi viene in questa città del Brasile deve sapere prima che non troverà un mare cristallino e piatto anzi, in alcuni giorni era impossibile entrare in acqua dalle enormi onde che si formavano a riva. Ma Le spiagge di Copacabana sono talmente uniche che il mare passa in secondo piano. La sua passeggiata è punteggiata non solo da alberghi ma anche da bar, locali notturni e ristoranti. Il marciapiede ha un motivo tipico di onde che dispiega su entrambi i lati per tutta la lunghezza del quartiere.

pavimentazione Copacabana
pavimentazione Copacabana

Camminando su questa originale pavimentazione ci si imbatte in corridori, ciclisti e anche baretti dove fare un break per sorseggiare bibite fresche. A questo proposito è doveroso citare la Caipirinha, cocktail tipicamente brasiliano a base dell’omonimo liquore, lime, zucchero e rum. Ottima per l’aperitivo, durante e dopo i pasti. Che rilassanti e piacevoli erano i massaggi sulla spiaggia… Insomma a Rio de Janeiro non manca proprio nulla!img048

In città ci sono diverse attrazioni imperdibili! Prima fra tutti il Cristo Redentore, simbolo non solo della città ma dell’intero Brasile. La statua sorge in cima alla montagna Corcovado, all’interno del Parco Nazionale di Tjiuca, e domina tutta la città dall’alto offrendo un fantastico panorama. Uno dei modi più caratteristici per arrivare in cima al monte è quello di prendere il suggestivo treno che parte dal basso, risale la montagna e attraversa la foresta di Tijuca. Ma essendo in sedia a rotelle non ero sicura riguardo all’accessibilità così decisi di arrivarci con un taxi. Anche se non tutte le cose sono accessibili per disabili, i brasiliani fanno in modo che lo diventino. Molto gentili e disponibili mi aiutarono a raggiungere il mare attraversando le larghe spiagge e anche in quest’ultima occasione non persero tempo a farmi salire sulle scale mobili che permettono di avvicinarsi alla statua del Cristo. Inserita fra le sette meraviglie del mondo è di una bellezza davvero singolare.

Da quassù si vede ad occhio nudo il rinomato stadio Maracanà. Rimasi colpita nel vedere neo mamme portare i loro bambini davanti alla statua per farli benedire. Sono stata più di due ore ad ammirare il Cristo Redentore non avendo la minima voglia di andarmene via.

In città la vista la si può ammirare anche dal Pan di Zucchero, colle che si estende su una penisola  dall’estremo di una baia che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Secondo la mia opinione è molto meglio il Corcovado.

Pan di Zucchero
Pan di Zucchero

L’erscursione che ho apprezzato moltissimo e che scelsi di fare con una visita guidata a causa della possibile pericolosità fu quella fatta all’interno della favela di Rocinha. Per chi non lo sapesse, le favelas sono tipiche zone con le abitazioni delle persone più povere. Quella di Rocinha è la più grande del Brasile e forma un quartiere a sud della città di Rio. Partimmo in otto a bordo di una jeep cabrio e ci inoltrammo in questa “grande città” nella città che merita di essere visitata non come un’attrazione turistica, ma come un lato del Brasile che è giusto conoscere. Non ha senso andare a Rio e vedere solo spiagge, panorami e le altre bellezze che il luogo offre. La favela è una parte integrante e va vissuta. La guida ci disse di non dare soldi a nessuno, ma di comprare dei souvenir per aiutare queste persone a vivere più dignitosamente. E così feci. Ricordo di aver comprato un  cd musicale con canzoni tipiche brasiliane e delle ciabatte. Portai sacchetti di caramelle da distribuire ai vari bambini che ti corrono incontro circondandoti. Il degrado delle case salta subito all’occhio, i tanti fili della luce scoperti, murales a ogni lato delle strade e polvere dappertutto. Visitammo la scuola ed anche il mercato che probabilmente fu la cosa che più mi shoccò. Carni appese all’aperto con mosche appiccicate sopra e frutta mezza marcia che maturava ulteriormente al sole. Non mi sentii per niente in pericolo, anche se durante questo tour la guida non sempre ci permise di scendere dalla jeep. Probabilmente loro conoscono questi luoghi molto bene e sanno quali sono i punti di maggior pericolo. Ripeto, non consiglio di andarci da soli ma auguro alle persone di vivere un’esperienza simile per comprendere e vivere lo stato d’animo di questa gente tanto cordiale. A distanza di otto anni da Rocinha, lo scorso Febbraio andai in India e mi fermai quattro giorni anche a Calcutta. Rispetto alla prima, Calcutta è 1000 volte peggio. Credo che come l’India non ci sia nulla di paragonabile, ma credo anche che vedere e toccare con mano luoghi di questo tipo aiuti sempre a far comprendere la fortuna che abbiamo.

Scendendo dalla favela ci portarono a visitare una scuola di samba. Stavano lavorando per il famosissimo carnevale che si sarebbe svolto il mese dopo e così ebbi la fortuna di vedere e toccare i meravigliosi costumi che avrebbero indossato le ballerine. Per i brasiliani il ballo è un culto, come anche il calcio. Prima di rientrare da questa gita giornaliera passammo davanti allo stadio dove Ronaldo iniziò la sua carriera calcistica.  Sono molto orgogliosi dei calciatori brasiliani che hanno successo nel mondo.

Nei pressi di un’altra rinomatissima spiaggia, quella di Ipanema, si trova un caratteristico mercatino di artigianato hippie. Davvero molto carino e colorato ma obbligatoria è la contrattazione.

mercatino hippie Ipanema
mercatino hippie Ipanema

Ipanema è una delle zone più ricche della città carioca e le sue spiagge sono animate e cariche di vivacità come quelle della vicina Copacabana, anche se sono ritenute più chic.

Ultima non certo per importanza, è la scalinata Selaron, opera architettonica decorata da un artista cileno come tributo al popolo brasiliano. Di diversi colori è meta scelta soprattutto per scattare fotografie.

Concludo questo mio articolo su Rio de Janeiro scrivendo a proposito del cibo. Ho mangiato divinamente durante tutta la mia permanenza variando tra pesce e carne. Le churrascherie sono da includere nel viaggio. Le migliori sono abbastanza care ma mangerete una enorme quantità di carne da fare indigestione. Ne ho provate diverse, ma le  top della città sono la Porcao Rio Flamengo e la Marius Churrascaria. Si inizia la cena con un buffet di pesce crudo freschissimo… dalle ostriche ai gamberetti fino al sushi,  il tutto accompagnato da verdure per proseguire con  spade di carne di ogni tipo. Ricordo di essere tornata da questo viaggio con una pancia gonfissima. Ma cosa c’è di meglio che associare una fantastica vacanza al buon cibo?

CURACAO

Gennaio 2011 CURACAO (viaggio di nove gg)

BON BINI ! Significa benvenuto in Papiamento, un misto di spagnolo e portoghese, lingua parlata nelle Antille Olandesi.
E’ proprio qui che si trova Curacao, la più grande delle tre isole che formano l’arcipelago caraibico appartenente al gruppo delle Piccole Antille.2
Situata di fronte al Venezuela, a sud del mar dei Caraibi, è una delle destinazioni molto interessanti da scoprire.
Premetto che amo molto le isole caraibiche perché ritengo allegre le persone che le popolano e anche perché permettono di godersi il caldo nei nostri mesi invernali.
La scelta è caduta su Curacao anziché sulla più nota Aruba perché credo che la prima sia meno turistica, ancora molto selvaggia e meno costruita.5
Pochi sono i villaggi turistici, più numerosi invece gli hotel.
Totalmente accessibile in sedia a rotelle è il Breezes Curacao resort spa and casinò, dove ho trascorso la mia vacanza trovandomi divinamente bene.
Le spiagge dell’isola sono formate da sabbia importata o da coralli frantumati, ma questo non offusca la loro bellezza e naturalezza.
Girovagando l’isola ne ho scoperte di meravigliose con acque verde smeraldo: la numero uno è certamente Playa Kenepa. Circondata da scogliere è raggiungibile attraverso una scalinata dal posteggio delle auto. Proprio il posteggio ospita una terrazza dalla quale la si può ammirare dall’alto in tutto il suo splendore e la si può fotografare interamente!


La vegetazione rigogliosa che sta alle sue spalle testimonia quanto sia ancora poco sfruttata la costruzione di mattoni in questa zona.

Serve aiuto per poter scendere, le scala è di legno e la discesa non è per niente facile.
Accessibile ai disabili senza nessuna barriera è invece Playa Cas Abao.

Plata Cas Abao
Plata Cas Abao

Sembra uscita da una cartolina con la sua sabbia bianchissima e il mare cristallino ideale per lo snorkeling. Attrezzata con lettini e ombrelloni e circondata da alte palme ospita un baretto dove, oltre a rifocillarsi,vi si trovano spogliatoi e docce.
Il bello delle spiagge, comprese queste, è che non sono mai troppo affollate.
Ci si diverte molto a fare il bagno nelle calde acque di Curacao e non ci si sente mai soli.
Diversi gruppi di pesci colorati ti accompagnano dalla riva fino al largo facendoti nuotare in un grande acquario variopinto! Da tenere presente che ci sono più di 60 punti di immersione da scegliere e non ci sono periodi preferiti per optare per questa meta.
Essendo fuori dalle zone degli uragani, la temperatura annuale è di 28 gradi che la rende così gradevole in ogni momento dell’anno.


La capitale dell’isola, Willemstad, di influenza olandese, assomiglia ad Amsterdam, ma molto più colorata. Gli edifici sono di colore blu brillante, arancione, giallo, rosso e verde.
Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ospita diversi negozi di grandi firme che vantano porto franco. Lo shopping è garantito!
Non si può non visitarla almeno una volta! Ci sono diversi musei, il mercato galleggiante di frutta e di pesce e diversi bar che la rendono ancora più caratteristica.
La capitale è divisa in due parti dal ponte più alto di tutti i Caraibi: quello della Regina Juliana.

Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Emma
Ponte Regina Emma

A piedi ho invece attraversato il floating bridge Regina Emma. Si tratta di un ponte mobile che si apre al passare delle barche e che si può percorrere a piedi per raggiungere il lato opposto della cittadina. Giornata trascorsa in maniera curiosa nel centro storico di questa capitale!
All’interno di quest’isola c’è molta savana arida dove crescono cactus molto alti.
Se ne trovano tanti ai lati delle strade. Abitatori frequenti sono le iguane che talvolta raggiungono dimensioni notevoli. Il bello di tutte le isole è che cambiano panorama a seconda di dove ti muovi.9
Spostandomi verso nord incontro zone rocciose battute dal vento e dalle onde dell’oceano che risuonano facendo eco. Nei pressi di Willibrordus ci sono numerosi fenicotteri rosa che si muovono liberi nel lago.17
E’ stata una destinazione azzeccatissima per me che amo il mare, ma non solo quello…ho così avuto la possibilità di girare l’isola, di conoscere nuove lingue, di visitare la capitale simile a quella olandese e anche di gustare frutta freschissima ogni giorno.
La sera mi sbizzarrivo a provare i diversi cocktail che i barman proponevano, ma il più gettonato è senza dubbio il liquore Curacao, ricavato dalle scorze di laraha che è una specie di arancia tipica dell’isola!
Insomma, a Curacao non ci si annoia mai!

CUBA

Marzo 2010 CUBA ( viaggio di 15 gg )

Itinerario: Avana, Santa Clara, Trinidad, Cienfuegos, Varadero

Come canta il grande Jovanotti, Cuba è l’ombelico del mondo!
L’ho scelta come mio primo viaggio oltreoceano nel 1996, per poi tornare dopo 14 anni.
La bellezza dell’isola è sconvolgente, ma chi viene a Cuba ha la possibilità di incontrare persone vivaci, di mangiare dell’ottimo cibo, di ballare salsa e merengue e di sorseggiare il mojito più buono del mondo! La prima volta che ci sono stata ho assaggiato le banane fritte, troppo buone!
Ne avrei mangiate a quintali! Ricordo l’accoglienza dei proprietari della casa particular che avevo affittato e non posso scordare il succo di papaia che mi offrirono all’arrivo.
Ho avuto modo di vivere accanto a loro, gustando la cucina tipica e imparando le usanze locali.


Adesso che sono in sedia a rotelle mi risulta difficile ripetere quel tipo di esperienza.
Le case particular sono di differenti tipi e se ne trovano anche di molto belle e pulite, ma non sono per nulla accessibili a disabili.
Durante il secondo viaggio in quest’isola mi sono appoggiata ad alberghi che mi hanno ospitata con i comfort a me necessari.

Avana
Avana

Non si può venire a Cuba senza stare due/tre giorni all’Avana. Per me Cuba è l’Avana!
Ricca di storia propone diversi edifici in vecchio stile coloniale dai colori pastello che sembrano caderti addosso quando ci passi di fianco.

Qui non fanno ristrutturazioni, ma il bello sta anche in questo. Dopo aver rivisto Plaza della Catedral all’Avana vecchia ero stupita, quasi non riconoscevo la cattedrale talmente era in decadenza ma vi assicuro che tutto ciò crea un fascino misterioso che accompagna questi luoghi.

La Bodeguita del Medio
La Bodeguita del Medio

Di fianco alla piazza si trova la Bodeguita del Medio, rinomatissimo per il Mojito e non solo.
Si tratta di un ristorante- bar storicamente frequentato da personaggi famosi del passato, da Pablo Neruda a Salvador Allende fino a Ernest Hemingway. Sulle pareti sono visibili foto, firme e graffiti che rappresentano il loro passaggio in questo ristorante-bar. E’ un locale frequentatissimo dai turisti quindi c’è sempre coda ma vi consiglio di non demordere e di assaggiare qualcosa accompagnandolo con un ottimo mojito.
In tutta l’isola si ha la possibilità di mangiare l’aragosta a un prezzo irrisorio.


Diversi sono i ristoranti che la propongono ed è fresca dappertutto.
All’Avana ci sono molte discoteche e locali da ballo bellissimi dove sarete travolti dalla musica che fa da sottofondo non solo nelle serate, ma anche durante il vostro viaggio.
I cubani amano la musica, ce l’hanno nel sangue e la trasmettono ai visitatori che non riescono a non farsi travolgere. Ho comprato diversi cd musicali che tutt’oggi ascolto e che mi mettono allegria!35
Il locale per eccellenza di tutta l’isola è di sicuro il Tropicana. Si trova all’Avana ed è l’icona della danza e della musica cubana nel mondo. Ho cenato all’aperto di fronte al palco per poi ammirare lo spettacolo assaporando un Cuba Libre. E’ piuttosto grande e propone spettacoli suggestivi con ballerini strepitosi, grandi scenografie e coloratissimi costumi.
Consiglio vivamente di prendere almeno una volta il taxi, ovvero macchine americane degli anni 50/60 che sono state lasciate sull’isola dai loro proprietari e che, con pochi soldi, offrono un buon servizio. Di diversi colori e dimensioni rendono divertente il giro della città.


L’Avana non deve essere solamente visitata, l’Avana deve essere assolutamente vissuta!
La cittadina di Santa Clara è famosa per ospitare il Mausoleo Che Guevara che è davvero interessante. Diviso in due parti ospita, da un lato, la tomba di Ernesto Guevara e dei suo compagni caduti insieme a lui in Bolivia. Non si possono fare foto alle tombe.38
L’altro lato invece contiene la fotocronistoria del Che dalla sua infanzia alla sua attività di medico fino al periodo trascorso con Fidel Castro.

Trinidad è stata soprannominata la città museo di Cuba per essere stata preservata al meglio con i suoi palazzi coloniali, le piazze di forma irregolare, le strade pittoresche e per l’aria che si respira passeggiando tra di esse. Dichiarata Sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO offre un paesaggio da cartolina. Difficile girare per questa città in sedia a rotelle a causa della pavimentazione originaria fatta di sassi tondi che creano diverse difficoltà. Inoltre, essendo situata tra le montagne e la costa caraibica, ha diverse salite e discese che la rendono ancora più difficile da percorrere a un disabile.


Durante le mie due visite a Cuba non ho frequentato molto le spiagge quindi posso darvi solo qualche consiglio sulle due dove sono stata.
La prima si trova a circa 25 Km dall’Avana e si chiama Playa del Este.
Scenario perfetto per rilassarsi e per abbronzarsi offre spiagge bianche, palme e mare turchese.
La brezza tropicale è abbastanza forte in questa zona perciò l’Oceano è quasi sempre mosso.

Varadero
Varadero

Come una tavola è invece il mare di Varadero. Qui le spiagge sono ancora più ampie e il mare più cristallino. Per chi vuole una vacanza alla sola insegna del relax è il posto ideale anche se l’ho trovata troppo turistica.

Dal 1996 hanno costruito un resort dietro l’altro e non è difficile incontrare italiani in uno di loro. Per chi ama luoghi più selvaggi e incontaminati non la consiglio anche perché l’isola offre di meglio. Diversi e bellissimi sono i Cayo dell’isola. Tutti da scoprire!
Buen Viaje!