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LA STORIA DI RICCARDO: VIAGGIATORE SERIALE CON ALL’ATTIVO 136 PAESI VISITATI NONOSTANTE UNA MALATTIA SCOMODA. SEGUITELO NEL SUO SESTO GIRO DEL MONDO!

Luglio 2019.

Ci sono persone che, come me, hanno il viaggio nel DNA. Uno di questi è Riccardo! Appena ho sentito parlare di lui una sana invidia mi ha assalita totalmente: ben 136 Paesi visitati ad oggi! Il mio sogno! E il sogno della maggior parte dei viaggiatori cronici!

Mi sono subito messa in contatto con lui per saperne di più e per scoprire cosa lo spinge a non fermarsi mai! Ecco la storia di Riccardo Calvini!

Nasce a Torino nel 1967 ma dal 2012 vive a Malgrate, una località pittoresca sul lago di Lecco. Alla mia domanda” Com’è nata la tua passione per i viaggi?” risponde così: ” Me la porto da quando ho memoria. Probabilmente perché da piccolino la mia famiglia mi portava in aeroporto ad accompagnare mio papà che partiva per lavoro. Questo fatto mi ha portato anche ad avere un interesse sfrenato per gli aerei, tanto che mi sono laureato in ingegneria aeronautica.”

Riccardo inizia a viaggiare a 14 anni con un Peugeot 103 cinquanta di cilindrata rosso fiammante. In moto si spinge fino in Francia toccando Nizza, Cannes e Tolone. Ma il viaggio più lungo ed interessante di quel periodo lo conduce lungo la valle del Roja ed il tunnel del Tenda, impresa che definisce piuttosto avventurosa e sfidante. A 16 anni la sua fiammante Aprilia 125 gli permette di allargare i suoi orizzonti di viaggio. Ma è al compiere della maggiore età che arriva la sua grande occasione: un tour europeo in tenda che gli permette di visitare la Francia, il Regno Unito, l’Olanda, il Belgio, una parte della Germania e la Svizzera.

Consegue la laura senza aver intrapreso altre importanti avventure e con una crisi di astinenza talmente forte da celebrare l’agognato traguardo con un incredibile viaggio di un mese, con uno dei suoi migliori amici, attraverso gli Usa toccando la Florida, la California, l‘Arizona, lo Utah e il Nevada. Di quel bellissimo on the road ricorda una discesa a piedi nel Grand Canyon durante una rarissima giornata estiva di pioggia terminata con l’apparizione di uno stupefacente doppio arcobaleno tra i due bordi del canyon.

L’inizio della sua carriera lavorativa non ha smorzato la sua passione per il viaggio e con il maggior introito economico ha pianificato sempre più destinazioni con l’obiettivo di fare trekking e immersioni. Ha visitato molte isole caraibiche, la Baja California e sperduti atolli nel Pacifico tra la Polinesia francese e altre isole della Micronesia.

Il primo Febbraio del 2012 gli è stata diagnosticata la SMPP, ovvero la sclerosi multipla in forma primaria progressiva. Questa è la forma meno frequente di questa terribile malattia, ma anche quella purtroppo meno compresa tanto che ad oggi non esistono medicinali in grado di rallentare l’effetto degenerativo. Riccardo vive uno stop mentale forzato che inizialmente lo porta a pensare che la sua vita sia finita. Come dargli torto! Ma Riccardo è un tipo tosto, non si arrende e decide di affrontare la malattia a mente lucida, cercando di apprezzare la vita il più possibile, aiutato dalla curiosità verso tutto ciò che lo circonda. Oggi riesce a percorrere una decina di metri con le stampelle e si sposta per la maggior parte in sedia a rotelle anche se riesce a gestire quest’ultima solo per pochi metri a causa della debolezza delle braccia.

Ovviamente la sclerosi multipla ha modificato la tipologia dei suoi viaggi, non più trekking e immersioni ma visita di luoghi a bordo dei più svariati mezzi di locomozione, dal tuk-tuk all’elicottero. Ma quello che è rimasto immutato è la voglia di pianificare sempre nuovi viaggi!

Da poco ha acquistato lo scooter high.tech Atto prodotto dall’azienda israeliana Movinglife, che Riccardo ha visitato lo scorso Maggio. Grazie a questo ausilio Riccardo ha riscoperto la libertà di visitare un museo in piena libertà o di “passeggiare” senza fatica in un parco. E ora chi lo ferma più?

Dopo aver visitato 136 nazioni nell’arco di vent’anni dice che è impossibile stabilire quale sia stato il suo viaggio più bello… Riccardo apprezza il meglio di ogni posto che visita! Ha viaggiato e viaggia per la maggior parte da solo, anche perché nessuno pare riuscire a “sopportare” i suoi ritmi!

Che dire… Grande Riccardo! Grazie per avermi/ci raccontato la tua storia e grazie per l’entusiasmo che fai trasparire da ogni tua avventura!

Seguite Riccardo nel suo SESTO giro del mondo worldtour2019riccardo.blogspot.com

 

 

 

LIGURIA: ANCHE A LAVAGNA E’ STATA INAUGURATA UNA SPIAGGIA ACCESSIBILE PER LE PERSONE DISABILI

Luglio 2019

Il Comune di Lavagna lo scorso lunedì 15 Luglio ha inaugurato la spiaggia libera accessibile ai disabili antistante il Parco del Tigullio.

Lavagna inaugura la spiaggia accessibile ai disabili

Il Sindaco Gian Alberto Mangiante ha avviato una convenzione con il Villaggio del Ragazzo e l’Anffas Tigullio Est Onlus. Grazie alla loro esperienza specifica nella gestione di attività turistico-ricettive a carattere assistenziale a favore di persone con difficoltà motorie e sensoriali, garantiranno la presenza di operatori preparati a supportare persone non autosufficienti o con disabilità ed aiutarli nell’utilizzo delle attrezzature a loro disposizione. Le dotazioni che il Comune attualmente garantisce sono due passatoie per raggiungere la battigia, cinque moduli in materiale plastico atti allo stanziamento, quattro sedie da “regista”, altrettante sdraio del tipo rialzato, una sedia “sand&sea” oltre agli ombrelloni e un W.C. chimico mentre sono in corso di acquisizione ulteriori attrezzature.

Il Sindaco si dichiara «particolarmente soddisfatto di essere riuscito in tempi rapidi ad inaugurare la spiaggia, una necessità primaria per la città».

Il servizio di assistenza e apertura della spiaggia sarà garantito tutti i giorni fino al 15 settembre dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30. L’amministrazione della città rivolge i propri ringraziamenti anche all’Associazione NoiHandiamo «che tanto si adopera per creare attività e situazioni che siano accessibili a chi vive situazioni di disabilità o ridotta mobilità».

Articolo preso dal sito web www.ilnuovolevante.it

LAGAZUOI, Una montagna accessibile. Liberi di scoprire la montagna, senza confini, senza barriere.

Luglio 2019

La montagna è naturalmente irta di ostacoli naturali insuperabili per chi ha limitate capacità motorie.

Il monte Lagazuoi invece è accessibile a tutti.

Seppur situato nel cuore del frastagliato territorio dolomitico ora la vetta del monte Lagazuoi è raggiungibile anche alle persone con ridotta mobilità, rendendo disponibile per tutti la bellezza universale delle Dolomiti, il museo all’aperto della Grande Guerra e la galleria espositiva Lagazuoi Expo Dolomiti.

La funivia Lagazuoi è priva di barriere architettoniche dal suo parcheggio al Passo Falzarego fino alla terrazza panoramica accanto alla stazione di arrivo ed è attrezzata, sia a valle sia a monte, con i servizi adatti per accogliere le persone con disabilità motorie.

Gli adiacenti spazi espositivi Lagazuoi EXPO Dolomiti sono attrezzati con rampe e ascensore e sono visitabili con la carrozzina affinché tutti possano vedere le interessantissime mostre temporanee che ospita in estate come in inverno.

Dalla terrazza della funivia Lagazuoi un sentiero percorribile in carrozzina porta alla meravigliosa terrazza del rifugio Lagazuoi. Il Rifugio Lagazuoi, il più alto e più capiente di Cortina d’Ampezzo, famoso in tutto il mondo per il panorama che offre sulle Dolomiti, è attrezzato con montascale e servizi per persone diversamente abili.

Dal Rifugio Lagazuoi il vecchio sentiero della Grande Guerra permette di raggiungere la croce di vetta del Piccolo Lagazuoi a 2778 m.
È questo un percorso in sterrato con caratteristiche che lo rendono idoneo a essere affrontato da persone con ridotta mobilità o anche con una carrozzina. Ma non bisogna dimenticare che si tratta di un sentiero di alta montagna senza protezioni,  perciò si raccomanda di far sempre prevalere il buon senso.
L’utilizzo è a proprio rischio e pericolo.

Questo percorso è stato restaurato dai volontari della sezione A.N.A. di Treviso.

Per la salita al monte Lagazuoi si consiglia di valutare l’elevata altitudine dell’arrivo nonché la velocità e il dislivello di salita (da 2.100 m a 2.752 m in 3 minuti). 

Articolo e fotografie prese dal sito web www.lagazuoi.it

BARBADOS: il ministro del turismo sta migliorando l’accessibilità dell’isola per i disabili

Luglio 2019, Barbados Tourism Marketing Inc ha recentemente annunciato la nuova campagna di marketing e comunicazione legata al concetto del Good Living.

Il focus della campagna è il lifestyle degli abitanti di Barbados, nell’isola dove è bello vivere, dove è assicurato un sistema educativo gratuito, una copertura sanitaria e dove si celebra un festival o un evento ogni mese.

Il ministro del turismo di Barbados sta cercando di migliorare anche l’accessibilità dell’isola ai turisti disabili e per i locali

Kerrie D. Symmonds, ministro del turismo e dei trasporti internazionali di Barbados, ha detto a TravelPulse in una recente intervista che l’isola sta valutando diverse iniziative per migliorare il soggiorno dei turisti disabili durante le vacanze sull’isola, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita dei disabili locali.

Durante la Caribbean Week di New York, organizzata dall’Organizzazione per il Turismo dei Caraibi (CTO), con Mr Symmond abbiamo appreso di più su ciò che Barbados sta facendo per trarre vantaggio dall’ accessibile mercato dei viaggi e allo stesso tempo per aiutare la propria gente.

“È un enorme vantaggio soddisfare i bisogni delle persone con disabilità”, ha detto Symmonds, che ha assunto la carica di ministro nel maggio dell’anno scorso. “Per poter conquistare questo mercato bisogna facilitare i loro spostamenti. Ma prima di tutto, è necessario rispondere a tutte le esigenze di mercato”. Fonte: TravelPulse

Per maggiori informazioni sul tuo prossimo viaggio a Barbados visita: www.visitbarbados.org/it,  www.facebook.com/BarbadosItalia, www.twitter.com/Barbados e www.instagram.com/visitbarbados.

«In acqua non abbiamo barriere»: a Ischia le immersioni dei disabili

Luglio 2019

«In acqua non abbiamo barriere»: a Ischia le immersioni dei disabili

«Solo in acqua non abbiamo barriere con nessuno e siamo veramente liberi», così Giovanni, paraplegico, racconta l’esperienza di immergersi in mare. Insieme ad altre persone con disabilità ha esplorato le acque che bagnano Ischia in occasione della tre giorni di #ZeroBarriere, manifestazione organizzata da HSA ItaliaArea Marina Protetta Regno di Nettuno, ANS Diving e Fidas. L’iniziativa ha voluto lanciare un forte messaggio di sensibilizzazione per l’inclusione dei disabili nelle attività ricreative e culturali legate al mare dell’isola verde.

All’iniziativa hanno preso parte due paraplegici, sette tra ipovedenti e non vedenti (provenienti dall’istituto Colosimo Naples) e nove ragazzi dell’associazione Genitori autismo Ischia.

In particolare, è stato sviluppato un corso di formazione per assistenti alle attività in mare per disabili, cui hanno preso parte sette fra istruttori ed accompagnatori, che hanno approfondito le varie tecniche di approccio in acqua con persone con disabilità di diverso grado e tipologia. In particolare, è stato sviluppato un corso di formazione per assistenti alle attività in mare per disabili, cui hanno preso parte sette fra istruttori ed accompagnatori, che hanno approfondito le varie tecniche di approccio in acqua con persone con disabilità di diverso grado e tipologia.

Introdotta da una prima giornata di corso e prove nella piscina comunale, la tre giorni si è poi articolata in due sessioni nell’azzurro del mare del Regno di Nettuno: sedute di snorkeling presso gli scogli di Sant’Anna e il Ninfeo sommerso, dove i non vedenti hanno potuto esplorare in piena sicurezza le meraviglia dell’antica Aenaria; immersione presso la secca della Formiche di Vivara, uno dei luoghi più straordinari dell’intera area marina protetta, con i paraplegici; snorkeling con i ragazzi autistici.

Tra i momenti più toccanti di #Zerobarriere la nuotata solidale “Un abbraccio al Castello Aragonese”, organizzata dalla Fidas con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle donazioni di sangue.

Articolo preso dal sito www.ilmessaggero.it

CHE ONORE! IL CORRIERE DELLA SERA SI E’ INTERESSATO ALLA MIA STORIA!

I viaggi senza barriere di Pamela

Paraplegica da 22 anni a causa di un incidente, si è anche lanciata dal paracadute. Ha aperto un blog per stimolare chi ha difficoltà di movimento a uscire di casa
Marta Ghezzi

Li ha contati, uno per uno. Sono cinquantasei. Cinquantasei Paesi dove è stata. Sorridendo dice che «manca ancora una bella fetta di mondo, per esempio la vera Africa, e poi pezzi di Sudamerica e Medio Oriente». La passione del viaggio, racconta Pamela Cazzaniga, 43 anni, di Valmadrera in provincia di Lecco, c’è sempre stata. «Sognavo guardando il mappamondo», ricorda. Fino alla maggiore età però il suo unico viaggio era stata una settimana di follie ad Ibiza. Poi è arrivato il terribile incidente stradale. Bang, tutto nero. Al risveglio, le gambe non rispondono più. Riassume quel risveglio in dieci parole: «Paraplegica. Si è fermato tutto. Vita e sogni di viaggi». Era il 20 aprile 1997.

IL GRANDE AIUTO I nove mesi successivi passano fra ospedale e centro di riabilitazione. «Quando ho ripreso controllo del corpo ho avvertito il desiderio di caldo, di mare, un assaggio dell’estate persa. Sono volata a Santo Domingo». Solo che la vita non riparte subito. Il lavoro precedente – la signora gestiva una cartoleria – è un capitolo chiuso e ci sono tante ore vuote e buie in casa. Ci vuole tempo per accettare, per adeguarsi, per decidere di riprendere a sorridere. «Sono sempre stata solare e allegra, non mi riconoscevo più». Pamela svela che il grande aiuto è arrivato dall’analisi. «Lunga, costruttiva. Mi ha ridato forza e mi ha spinto a guardare il mondo con occhi nuovi». La voglia di viaggi covava da tempo. Perché no, si è detta.
All’inizio soprattutto città, scelte fra le più facili, quelle di cui si conosce l’accessibilità e l’attenzione verso la disabilità: Londra, Stoccolma, Berlino, New York («lì c’è il cuore, ci sono stata cinque volte, e a parte qualche fermata di metro impossibile, l’ho girata tutta senza problemi»). Poi si lancia verso mete più avventurose: Thailandia, India, Nuova Zelanda. Viaggia e racconta l’esperienza, le emozioni e le piccole disavventure, nel suo blog che ha intitolato ilmondodipamela.it. Un blog che non passa inosservato. La seguono, la cercano, le chiedono consigli. Arriva la prima collaborazione. Una rubrica in una testata di turismo. Poi la radio, qualche passaggio televisivo e il grande salto: la richiesta di Go4all, brand di GoWorld specializzato in viaggi inclusivi. Per loro la signora Cazzaniga testa la fruibilità e accessibilità di luoghi, hotel e pacchetti di viaggio. «In avanscoperta per vedere cosa funziona e cosa no, e per lanciare nuovi itinerari». Da cinque anni è il nuovo lavoro.

ADRENALINA E a volte si aggiunge un nuovo capitolo. In agosto Pamela – appena rientrata da una favolosa avventura alle isole Galapagos – accompagnerà per la prima volta due gruppi di persone disabili. Il primo a New York, il secondo in India. Lei minimizza, dice solo: «Ho scelto destinazioni che amo e conosco bene, anche in India sono stata diverse volte, sia nel nord sia nel sud del Paese». Poi però aggiunge: «Il mio obiettivo è stimolare le persone in carrozzina o con difficoltà di movimento a uscire di casa e a muoversi liberamente per il mondo. La mia esperienza è che a qualsiasi latitudine c’è sempre qualcuno pronto a darti una mano. A volte ti devi fermare davanti a un tempio, oppure ti devi accontentare di ammirare una rovina archeologica da lontano, mi è successo ad Angkor, in Cambogia, ma sono molte di più le cose che si riescono a fare!». Adrenalina. Ammette: «Non mi limito più». Racconta di quel lancio con il paracadute, da quattromila metri di altitudine, alle porte di Cremona. «Il momento più brutto è stato quando si è spento il motore dell’aereo e hanno aperto il portellone, poi magia pura. Volavo, libera. Per due notti di fila ero così carica che non sono riuscita a dormire!».

 

UNA COLLEGA BLOGGER MI HA INTERVISTATA… LEGGI L’ARTICOLO A SEGUIRE

 

PAMELA CAZZANIGA, VIAGGIARE SENZA BARRIERE…E FRONTIERE!

E’ una forza della natura Pamela, paraplegica da oltre venti anni a causa di un incidente stradale. Viaggia in lungo e in largo dimostrando a tutti che non esistono barriere che non possano essere abbattute e limiti che non possano essere superati.

Ho conosciuto una tipa fantastica. Se avessi soltanto la metà del suo coraggio e della sua forza di volontà sarei già un mostro sacro. Ho avuto il piacere di intervistarla e adesso tocca a voi conoscerla. Non perdetevela!

Pamela, sei ormai una affermatissima travelblogger. Una donna speciale che ha sfidato la propria disabilità e superato ogni limite per dimostrare a se stessa e agli altri che la vita è bella, in qualsiasi condizione. Come ci si rialza dopo tanta sofferenza? Quale è stata la tua forza? Da cosa si ricomincia?

Avevo 21 anni. Un incidente stradale mi ha tolto l’uso delle gambe. A causa della mia giovane età è stata dura. L’accettazione è stata quasi immediata, ma non riuscivo a trovare il mio posto nel mondo. Non capivo perché mi fossi salvata da quel maledetto incidente.
La mia famiglia è stata fondamentale, senza di loro non ce l’avrei fatta. Dopo dieci anni di “sopravvivenza” (perché vivere è un’altra cosa) ho deciso però che qualcosa doveva cambiare. Ho intrapreso un percorso di analisi, un viaggio pazzesco dentro me stessa, che mi ha permesso di sconfiggere i miei demoni e rialzarmi davvero. Sono diventata più forte e positiva di prima. Considero questa come l’esperienza di viaggio più importante della mia vita.

Cos’è per te il viaggio? Una fuga, una scoperta…insomma perché viaggiare?

Gli anni successivi all’incidente viaggiavo per scappare dalla mia nuova realtà, alla quale non riuscivo ad adattarmi. Oggi viaggio per scoprire la bellezza del mondo e per conoscere nuove culture. Viaggiare per me è linfa vitale, è respirare, è vivere! Viaggio per nutrirmi di nuove emozioni!

Ormai sei una “viaggiatrice seriale”, hai visitato 56 paesi nel mondo. La paraplegia non ti ha fermata ed anzi è diventata la tua sfida personale. Quando e come hai capito che potevi trasformare una sofferenza in una opportunità?

Ho ripreso a viaggiare appena nove mesi dopo l’incidente. Sono una tosta,
se mi prefisso un obiettivo devo realizzarlo. Poi qualche anno fa degli amici mi hanno consigliato di aprire il mio blog (www.ilmondodipamela.it) per condividere le mie esperienze in sedia a rotelle con altre persone che,
come me, hanno problemi di mobilità. L’ho lanciato nel 2014. Racconto tutti i miei viaggi facendo ovviamente riferimento alla accessibilità per la sedia a rotelle. Posto fotografie e recensioni delle strutture ricettive che mi ospitano, ma anche curiosità o innovazioni sul mondo del viaggio legato alla disabilità! Dal mio blog sono nate due bellissime collaborazioni: la prima con Agenda Viaggi, per la quale curo la rubrica “Viaggi senza barriere” e la seconda con Go4all, tour operator di Ancona specializzato in viaggi per disabili. Le opportunità sono arrivate viaggiando e condividendo la mia esperienza attraverso contenuti utili e di qualità.

Con chi viaggi di solito?

Amici, sempre diversi. Alcuni li incontro proprio viaggiando. Viaggiare è sempre un incontro con altre persone. Scopri punti di vista nuovi ed impensabili attraverso persone e luoghi.

Il viaggio o l’esperienza più pazza che hai fatto?

Il viaggio in Patagonia, un sogno che inseguivo da qualche anno. Ma tra le tante cose pazzesche che mi sono capitate di sperimentare c’è sicuramente la traversata di un ponte tibetano in Vietnam in spalla alla guida. E poi ci sarebbe il lancio con il paracadute da 4000 metri.

Pazzesco davvero, Pamela sei fantastica. E la tua meta preferita?

Adoro New York, è la mia città del cuore. Li mi sento a casa. Ma è L’India
che mi ha rapita, un viaggio che mi ha lasciato moltissimo a livello umano e dove ho lasciato un pezzo del mio cuore. Ci tornerò ad agosto per lavoro per la terza volta.

Che messaggio lasceresti a chi vive la tua stessa condizione?

Lo scopo dei miei racconti è stimolare le persone come me a muoversi, viaggiare. A volte pensiamo di avere dei limiti, ma siamo soltanto noi a porceli. Sono convinta di dover dare un esempio. Quando ho avuto l’incidente sono stata la prima ad abbattermi, a non credere che potesse esserci una rivincita. Credevo che la mia vita fosse finita. E’ per questo che devo essere proprio io a trasmettere questo messaggio di speranza. Non è facile dire “non abbatterti” a chi vive una condizione come la mia. Tuttavia se a dirlo è una persona nelle tue stesse condizioni allora puoi capire come tutto cambi. Ci vuole forza di volontà e coraggio. Inoltre non bisogna mai rinunciare a realizzare i propri sogni. Non sono le gambe a portarti in giro, ma la tua volontà.

Hai scritto un libro, come è nato il tuo progetto editoriale?

Si tratta di un progetto di beneficenza. Nel libro mi sono messa completamente a nudo, senza tralasciare nessuna mia sofferenza o episodio tragico della mia vita. Lo scopo è far capire alle persone che la vita offre sempre una seconda possibilità. Se ce l’ho fatta io ce la possono fare tutti. “La mia seconda vita” è acquistabile e scaricabile dalla homepage del mio blog.Q

Il tuo prossimo viaggio?

Credo in Namibia.

Qual è il posto nel quale non ritorneresti tra le tue mete di viaggio?

Rifarei ogni singolo viaggio.

La chiusura di questo post non c’è bisogno di pensarla. Pamela mi ha fornito un assist che non ammette repliche. Rifarei ogni singolo viaggio è la frase di una donna spezzata a metà, che osserva il mondo dall’altezza della vita con due occhi assetati di emozioni. Senza rimpianti e con tanta voglia di avventura.

Grazie Pamela

www.ithappens.it

Gli Oscar di Skytrax: ecco la migliore compagnia aerea al mondo del 2019

Luglio 2019

In occasione dell’Air Show di Parigi sono stati annunciati gli Skytrax Airline Awards 2019, premi che si basano sulle valutazioni espresse da oltre 21 milioni passeggeri. La migliore compagnia aerea al mondo non è europea e nemmeno americana ed ha vinto per il quinto anno di seguito. 

Nel corso del Salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourgetzionale sono stati assegnati gli “Oscar dell’aviazione”, i premi di Skytrax, la rinomata società britannica che opera nel campo dell’aviazione. Si basano sulle valutazioni espresse da più di 21 milioni di passeggeri appartenenti a oltre 100 paesi tenendo conto dei diversi aspetti dell’esperienza di viaggio, tra cui qualità dei servizi, professionalità dell’equipaggio, comodità e pulizia. Ebbene, ad aggiudicarsi il premio più ambito, ovvero quello di “miglior compagnia a livello globale”, è stata (per il quinto anno consecutivo) Qatar Airways. La compagnia aerea statale, controllata dal Qatar, è nata nel 1993, ha sede a Doha e conta 200 aeromobili e più di 24.000 dipendenti. La top ten è ancora una volta dominata da compagnie asiatiche e mediorientali: in seconda posizione c’è Singapore Airlines, compagnia di bandiera dello Stato di Singapore, mentre sul podio sale anche la giapponese All Nippon Airways. E Alitalia? È settantaduesima. Ha guadagnato tre posizioni dall’anno scorso.

immagine presa da Google

Tra le low cost vince AirAsia

Anche la classifica delle migliori compagnie low cost vede al primo posto una compagnia asiatica, AirAsia, ma in questo caso la presenza europea è decisamente più nutrita: seconda si posiziona easyJet e il terzo posto è di Norwegian. L’irlandese Ryanair si è classificata al nono posto. Tra gli altri premi assegnati da Skytrax: Air Canada (miglior vettore del Nord America); Lufthansa (migliore compagnia in Europa); Qantas (migliore compagnia aerea in Australia); Singapore Airlines (miglior equipaggio di cabina) e l’inglese Virgin Atlantic (migliore premium economy).

Articolo preso dal sito web viaggi.corriere.it

A Marina di Modica e Maganuco scivoli in acqua per disabili

Luglio 2019

Modica – Una grande novità quest’anno riguarda le spiagge di Marina di Modica e Maganuco. I due lidi modicani saranno a misura di disabile grazie all’installazione di due speciali passerelle che portano fin dentro l’acqua. Ogni passerella sarà dotata di due carrozzelle in base alle esigenze dell’utenza.

foto presa da Google

Contestualmente saranno realizzate anche le docce in modo che il disabile possa recarsi direttamente dal mare alla doccia con l’ausilio del personale messo a disposizione dall’ASP e dal Comune di Modica, attraverso il servizio di salvataggio a mare. E’ l’unico esempio di spiaggia senza barriere in provincia di Ragusa. I lavori cominceranno oggi, dopo aver ottenuto l’autorizzazione da parte della Capitaneria di Porto che ha la competenza anche sulle altre passerelle in legno. Per questo motivo le strutture non erano ancora montate nell’arco dell’ultimo fine settimana.

Articolo preso dal sito web www.ragusanews.com

CON LA SEDIA JOELETTE ANCHE I DISABILI POSSONO VISITARE LE GRAVINE IN PUGLIA

Luglio 2019

Si chiama Joelette ed è la nuova arrivata nella famiglia degli “Amici delle Gravine”. E’ il nuovo mezzo di trasporto che consentirà a chi ha difficoltà motorie di poter raggiungere luoghi impervi come le Gravine di Castellaneta. Ad annunciare l’arrivo della carrozzina speciale per portare i disabili sui sentieri naturali è il presidente dell’associazione “Amici delle Gravine di Castellaneta” Rocco Colamonico che con tutti i soci, il Comune di Castellaneta, le scuole, le associazioni del territorio e semplici privati hanno inaugurato la nuova arrivata.

Un’attesa durata quattro anni, e costellata da momenti intensi con un unico obiettivo: quello di regalare un sogno a chi è meno fortunato di noi. Il grande traguardo finalmente è stato raggiunto e a poter usufruire per primo del mezzo di trasporto è stato un giovane castellanetano, Rocco Quarta.

sedia Joelette
foto presa da Google

Dopo la benedizione tenuta da padre Antonio, Rocco grazie alla Joelette per la prima volta ha ammirato la gravina dall’interno. L’emozione di Rocco era evidente a tutti, anche lui finalmente ha potuto riempirsi lo guardo con gli sconfinati orizzonti della maestosa Gravina Grande di Castellaneta, meglio conosciuta come i canyon di Puglia, toccare con mano le piante e la nuda roccia calcarea. Laddove non possono le gambe, interverranno le braccia di chi condurrà la Joelette, perché da sempre gli “Amici delle Gravine di Castellaneta”, mettono al centro la condivisione e la conoscenza del territorio.

Articolo preso dal sito web www.pugliapositiva.it