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IL MIO VIAGGIO IN NUOVA ZELANDA

Aprile 2015                                  NUOVA ZELANDA          (viaggio di 20 gg)

ITINERARIO: Wellington – Palmerston NorthPictonKaikouraChristchurchDunedin Te AnauFiordiland National ParkMilford SoundQueenstown AucklandRotorua

KIA ORA!

Dopo 21 anni di viaggi, ho fatto il mio primo tour naturalistico. Si perché questo viaggio a AOTEAROA, ovvero nella “terra della lunga nuvola bianca”, è stato nella natura più totale!

Nella categoria “Oceania” del mio blog trovate altri articoli, che ho scritto mentre ero in viaggio, riguardo a Wellington, Queenstown, la campagna neozelandese, il kiwi birdlife park e alle accessibilità per disabili.

CURIOSITA’:

– il kiwi in Nuova Zelanda è un volatile che in realtà non vola. E’ il simbolo e la vera icona del Paese e da lui prende il nome il frutto, il kiwifruit, e i suoi abitanti. I nativi neozelandesi vengono infatti chiamati affettuosamente “kiwi”.

– Christchurch, la città più grande dell’isola del sud, è stata completamente rasa al suolo dal terremoto del 2011. Sono crollati più di 700 palazzi ed è stata danneggiata anche l’antica Cattedrale che è tuttora in ricostruzione.

– i Maori sono stati i primi ad occupare l’isola tra l’800 ed il 1300. Ho vissuto la fantastica esperienza di visitare un loro villaggio, il Te Puia, a Rotorua, nell’isola del nord. Dopo averci accolti nella loro casa tipica, ci hanno deliziati con danze a canti tradizionali tra i quali l’HAKA. Imperdibile!

– In Nuova Zelanda solo il 5% della popolazione è composta da umani, il resto sono animali.

– Ogni anno vengono registrati circa 400 terremoti.

– Il bunjy-jumping è stato inventato in Nuova Zelanda e più precisamente nella città di Queenstown.

– Non esistono serpenti.

– Wellington è la capitale più a sud del mondo.

SPECIALITA’ CULINARIE: carni di manzo, agnello e pecora. Fish and chips, prediligere i locali con pesce fresco esposto a vista da poter scegliere. Cozze giganti. Vasto assortimento di birre e vini neozelandesi.

LA NATURA PIU’ BELLA: soggettivo dato che la natura qui è tutta incontaminata. Le mie tre attrazioni preferite: Fiordiland National Park con l’accesso a Milford Sound. Trattasi del parco nazionale più grande del Paese con laghi, foreste vergini, cascate e montagne. Da un punto del parco ci si imbarca sulla nave per la crociera sui fiordi di Milford Sound fino a raggiungere il Mar di Tasmania.

Al secondo posto posiziono il centro termale di Whakarewarewa con i suoi fanghi bollenti e i suoi geyser che eruttano più volte al giorno.

Al terzo posto la spiaggia di Muriwai, nei dintorni di Auckland. E’ nera, ventosa, senza fine e patria dei surfisti. Sembra di raggiungere la fine del mondo!

E proprio Auckland è una delle città che più ho apprezzato. Situata a nord dell’isola del nord è l’area metropolitana più grande e popolosa del Paese. Il suo skyline ricorda lo stile americano, dall’alto della Sky City Tower si può ammirare tutta la bellezza della città mentre dal waterfront si possono prendere vari traghetti per le isole circostanti. La via principale è piena di boutique e negozi chic e la sera ci si può sbizzarrire nei vari ristoranti e locali del porto. Ad Auckland è impossibile annoiarsi.

Spero di essere riuscita a raccontarvi e a descrivervi alcuni punti cruciali di questo mio meraviglioso viaggio. Per scoprire meglio i particolari vi consiglio di andarci… al più presto!

SEE YA !

KIWI BIRDLIFE PARK

Il Kiwi è l’icona della Nuova Zelanda. Da non confondere con il Kiwifruit, il Kiwi è un genere di uccelli inadatti al volo. Il suo nome, infatti, proviene dal greco e ha il significato di “privo di ali”.

Risulta praticamente impossibile da vedere in natura in quanto vive di notte nelle foreste montane neozelandesi. Grande come un pollo ha il becco lungo e flessibile leggermente incurvato verso il basso.

Tutti i viaggiatori che, come me, una volta giunti in Nuova Zelanda desiderano vederlo devono far visita ad uno dei parchi che lo ospitano. Io ho scelto il Kiwi Birdlife Park di Queenstown.

nocturnal house
nocturnal house

I kiwi sono tenuti nelle “nocturnal house“, case notturne dove l’ambiente interno è sempre buio e tranquillo. Sono entrata per assistere al momento della nutrizione ma non ho potuto scattare nessuna foto perché i flash delle macchine fotografiche li spaventano.

CURIOSITA’: non è lui che ha copiato il nome al frutto, ma il contrario. Inoltre questo uccello è talmente popolare in Nuova Zelanda che ha dato il nome a molti prodotti tipici. Gli è debitore anche il “ kiwi dollar“, ovvero il dollaro neozelandese e gli abitanti del Paese che sono affettuosamente chiamati “Kiwi”.

Il parco verde e rigoglioso è tutto da esplorare. Totalmente accessibile in sedia a rotelle si visita seguendo un percorso mappato che porta a laghetti, boschi e giardini fioriti. Ad orari prestabiliti si può assistere allo show delle specie più protette di uccelli neozelandesi.

Altra specie protetta che si trova solo qui è la Tuatara. Il nome, di origine maori, significa “aculei sul dorso”.

Tuatara
Tuatara

 

Consiglio vivamente questa attrazione!

NUOVA ZELANDA SENZA BARRIERE

23/ Aprile/ 2015

Sono rientrata due giorni fa dal mio viaggio in Nuova Zelanda. Prima di partire mi ero documentata riguardo alle accessibilità per le sedie a rotelle e, da quello che avevo letto, sembrava non ci fossero problemi.

In effetti è stato veramente tutto accessibile e non ho riscontrato particolari problemi. Da disabile fa piacere visitare un Paese che ti ospita offrendoti tutti i comfort necessari.

In ognuna delle città che ho visitato ho trovato rampe per salire e scendere dai marciapiedi. Unica pecca delle città neozelandesi è che sono zeppe di salite e discese molto ripide!

In TUTTI i locali, bar e ristoranti che ho frequentato ho trovato toilette per diversamente abili. Questo accorgimento non è da sottovalutare dato che non in ogni posto o città accessibili nelle altre parti del mondo vi sono bagni per disabili nei punti di ristoro.

Mi sono spostata con treni e pullman durante il mio tour. Ogni treno è munito di elevatore interno che permette l’accesso alla carrozza senza nessuna fatica. Riguardo ai pullman ce ne sono di due tipi: quelli per girare la città sono muniti di pedana mentre quelli grand turismo che si utilizzano per spostarsi da una città all’altra non hanno nessun tipo di accesso ai disabili. A Wellington si raggiunge la parte alta della città prendendo il cable car, trenino rosso tipico di San Francisco. Accessibile in sedia a rotelle.

Durante il viaggio ho cambiato diversi motel-lodge e alberghi. C’è una vasta scelta per i portatori di handicap.

Diversi altri luoghi del mondo dovrebbero assomigliare alla Nuova Zelanda per tutti questi aspetti.images

QUEENSTOWN: LA CITTA’ DEGLI SPORT ESTREMI

18/ Aprile/2015

Ieri ho lasciato la città di Queenstown, ultima tappa del mio viaggio nell’isola neozelandese del sud prima di volare ad Auckland. Dagli anni ottanta è famosa per gli sport estremi all’aria aperta. Il Bungee Jumping è stato inventato proprio qui! Ma i più avventurieri si possono sbizzarrire anche col rafting, il climbing, con lo swing, volare col deltaplano o col parapendio e praticare diversi sport acquatici.

Molti giovani la popolano perché attirati da tutto questo!

Ma Queenstown è anche una bella cittadina da percorre a piedi fino ad arrivare al suo lungolago circondato dalle Remarkables Mountains.

Proseguendo la camminata dal lago si accede ai bellissimi giardini botanici dove potersi rilassare all’ombra di alberi secolari.

A pochi passi dal centro si arriva alla Skyline Gondola, una specie di funicolare che sale in cima ad una collina da dove si ammira la bellissima vista della baia. Accessibile in sedia a rotelle come il resto delle attrazioni neozelandesi.

Davvero incantevole questa citta’. Assolutamente da visitare se si è in tour nell’isola sud della Nuova Zelanda.

Consiglio culinario: provate gli hamburger di Ferge Burger! La lunga coda di quasi cinquanta minuti ci ripagherà! Nulla a che vedere con la carne delle catene di fast food.

Ai prossimi aggiornamenti sulla Nuova Zelanda!

LA SELVAGGIA NUOVA ZELANDA

13 Aprile 2015

Sono partita dall’Italia piu’ di una settimana fa ma non mi sono ancora resa conto di essere in Nuova Zelanda. Ci chiederete il perche’… Il motivo è che mi sembra di vivere in più Paesi contemporaneamente. L’isola del sud e’ molto verde, la natura sembra un fitto incrocio tra la Scozia, l‘Irlanda e il Canada. L’ unico aspetto che non ho apprezzato fino a questo momento è il clima, troppo piovoso per i miei gusti.

Le città sono incantevoli, di stile europeo. La più particolare fino ad ora è stata Dunedin, soprannominata la ” Edimburgo del Pacifico“. Anche Wellington richiama le caratteristiche delle città del nord Europa.

Le spiagge sono per la maggior parte scure, di origine vulcaniche che fanno contrasto con le acque cristalline dell‘Oceano Pacifico.

Ma questo e’ solo un piccolo assaggio del mio viaggio e sono solo a metà percorso…

Vi posto qualche foto in attesa dei miei prossimi spostamenti!

DUE GIORNI NELLA CAPITALE NEOZELANDESE

Wellington, oltre ad essere, come ho già scritto, la capitale più a sud del mondo è anche una città molto carina. Non avevo grosse aspettative dato che, per sentito dire, non risultava essere di grande bellezza. Invece mi sono dovuta ricredere. Quello che ho apprezzato maggiormente sono le case in stile anni 20 che ho visto anche a  San Francisco.Jpeg

Danno un tocco di retrò a mio parere molto modaiolo.

Una delle zone che più mi e’ piaciuta è quella residenziale che contorna la Oriental Bay.

Alle spalle della spiaggia vi è il Monte Victoria che domina l’intera baia.

Wellington è inoltre totalmente accessibile in sedia a rotelle: rampe per salire e scendere dai marciapiedi, toilette ovunque, mezzi pubblici con pedane. Sono inoltre riuscita a prendere il cable car, tipico trenino rosso uguale a quelli usati per muoversi in città a San Francisco.Jpeg

La corsa termina su una collina da dove la vista della città è completa. Da qui è iniziata la mia visita ai giardini botanici, con entrata gratuita. Davvero molto bello il giardino delle rose! Unica difficoltà, se così la si può chiamare, sono le strade piuttosto ripide.

Jpeg

Ai turisti che raggiungono la capitale delle Nuova Zelanda consiglio vivamente di visitare il museo Te Papa. Interessantissimo, gratuito e pieno di informazioni sulle tradizioni del popolo maori. Inoltre è una fantastica attrazione per i bambini che possono giocare nelle aree a tema posizionate tra un padiglione e l’altro. All’interno del museo hanno ricostruito una casa dove, una volta fatte entrare le persone, hanno simulato un terremoto. Che paura! Il mio pensiero è subito andato ai terremotati che lo hanno subito veramente!

Imperdibile la visita guidata al Parlamento, gratuita tra l’altro. Devo ammettere che i primi due giorni sono stati intensi ma il meglio deve ancora venire. La Nuova Zelanda, ovvero “terra della lunga nuvola bianca” ha magnifiche attrazioni e luoghi incantati in mezzo alla natura da far conoscere ai suoi visitatori. Quindi leggetemi al più presto!

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MILANO-WELLINGTON 30 ORE

Buongiorno a tutti!

ieri, dopo un viaggio lungo 30 ore, sono atterrata nella capitale più a sud del mondo: Wellington!

Adesso qui e’ già mattina del GG 7… Seguitemi che prossimamente vi descrivero’ meglio la città’!

Pamela

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AUSTRALIA

Agosto 2012 AUSTRALIA (viaggio di tre settimane)

Itinerario: Sydney – Bondi beach – Melbourne – Great Ocean Road – Adelaide – kangaroo island – Uluru, Ayers Rock – Mount Olgas – Devil marbles – Mataranka – Kathrine – Kakadu National Park – Litchfield National Park – Darwin – Cairns – Port Douglas

Parlare dell’Australia in un solo testo è praticamente impossibile…talmente è la sua vastità e talmente sono tante, forse troppe, le cose da vedere, non basterebbe una vita intera per visitarla.
Quasi completamente accessibile a disabili, a parte qualche sentiero ispido, offre l’opportunità a persone come me, in sedia a rotelle, di arrivare dappertutto. Questo è molto importante per un invalido, che si sente al pari degli altri visitatori. Ho inoltre notato che quasi tutti i ristoranti e i bar sono forniti di cibi gluten free.
Parto da uno dei simboli che la rendono conosciuta in tutto il mondo, l’Opera House di Sydney.1 2 3
Si affaccia imponente sulla splendida baia che la ospita, regalandone un tocco signorile.
Mi sono divertita a fotografarla da ogni angolazione! La notte illumina la zona circostante ricca di locali, ritrovo per turisti e abitanti del posto.
Io e la mia amica Anna avremmo voluto indossare un abito da sera e partecipare a un concerto in una delle sale principali ma lo spettacolo andava prenotato con largo anticipo…
Rimane perciò un progetto che abbiamo accantonato momentaneamente…ma non si può mai sapere cosa riserva il futuro e confidiamo di poterci ritornare!
I ristoranti a Sydney, come in tutto il resto dell’Australia, chiudono presto la sera. Capitava quindi di cenare alle 18.30.
Non è sempre scontato andare d’accordo tra compagni di viaggio, anche se ci si conosce da tempo, tenendo conto, in questo caso, della lunga durata del percorso.
Con noi c’era Massimo, la macchietta del gruppo. Non solo ci ha aiutato guidando in parte la macchina, ma ci ha soprattutto fatte spanciare dalle risate con le sue battute.
Non passava giorno che non annotassi le sue frasi celebri…uscivano dalla sua bocca come un fiume in piena! Ha reso questo viaggio ancora più grandioso!

Riguardo alla svariate attrazioni, tutto è bello e merita di essere visto.
In particolare, secondo il mio gusto, sono imperdibili i 12 Apostoli al tramonto.
Situati sulla Great Ocean Road appartengono al Campbell National Park.30 31
Si tratta di faraglioni di roccia calcarea che si sono staccati dalla costa.
I protagonisti principali di quest’avventura sono però gli animali, numerosi e di diverse specie.
E’ stato fantastico accarezzare i koala e giocare coi kanguri nel Koala Park Sanctuary situato a una trentina di km da Sydney. Questi tipi di animali si trovano soltanto in Australia, ed è per questo che creano emozione quando si ha un contatto con loro. Soltanto nello stato del Queensland è permesso prendere un braccio il koala, quindi ci siamo accontentate di toccane qualcuno e di nutrirli con l’eucalipto.19 20 22 36
Kangaroo island raggiungibile traghettando da Adelaide, ospita tutti questi animali e molti altri, dai leoni marini ai wallaby, dal casuario a svariati tipi di uccelli.
Ci si considera viaggiatori soltanto dopo aver percorso, almeno una volta nella vita, il Red Center, meglio conosciuto come deserto rosso australiano.
Qui padroneggia maestoso l’Ayers Rock, monolito sacro per gli aborigeni che cambia colore a seconda del tramontare o del sorgere del sole.
Per vederlo nella sua completa trasformazione abbiamo vissuto con lui sia l’alba che il tramonto.43 44
Stupefacente in entrambi i casi!

L’Australia è piena di spiagge meravigliose e di mari cristallini… Darwin è stata la cittadina balneare che più mi ha colpita per le sue acque azzurrissime… Peccato non aver potuto fare il bagno a causa delle Jellyfish, pericolose meduse. Bisogna fare attenzione ai vari cartelli di divieto che, in questo continente, sono piuttosto numerosi.

A Darwin ci siamo rilassati godendoci le spiagge, facendo numerose passeggiate, visitando il Giardino Botanico e gustando cene di pesce al tramonto sulla spiaggia.71 73 80,5
A proposito di cibo, nel ristorante del Crocodile Park di Darwin ho mangiato per la prima volta in vita mia la carne di coccodrillo. Di colore biancastra ha un gusto simile al pollo.
Gli ultimi giorni li abbiamo trascorsi nel Queensland, più precisamente a Port Douglas e a Cairns. Più umide rispetto al nord e al centro offrono escursioni spettacolari.
Una di queste, da fare in barca, permette la veduta di balene in mezzo all’Oceano.87 88
Non ne avevo mai viste a occhio nudo, sono gigantesche ed è stato divertente vederle uscire dall’acqua per saltare.
L’altra escursione giornaliera molto caratteristica che abbiamo scelto si è svolta nella Daintree Forest.
Foresta pluviale tra le più grandi della zona e Patrimonio dell’umanità, è stata presa spunto dagli sceneggiatori del film Avatar. Ospita la più grande varietà di specie di flora e di fauna della terra.
Abbiamo attraversato il fiume Daintree con una barca-lancia scorgendo coccodrilli e passando anche tra le mangrovie. Nella parte nord la foresta incontra la grande barriera corallina, unico posto nel mondo dove due siti Patrimonio dell’umanità si uniscono, dando nome alla spiaggia di Cape Tribulation dove Captain Cook affondò col suo vascello. Siccome proprio su questa grande barriera corallina iniziarono le tribolazioni di James Cook, il luogo prese il nome di Cape Tribulation.84 83 85 86
Che dire… è stato un viaggio memorabile! Non ho mai avuto la sensazione di essere troppo lontano da casa nonostante mi trovassi dall’altra parte del mondo.
I km macinati con l’auto sono stati tanti, tre i voli interni, tante le levatacce mattuttine…
E’ senza dubbio un viaggio impegnativo, ma la stanchezza, seppur relativa, viene appagata completamente!

Ho prenotato via mail le escursioni fatte nel Queensland. La persone che si muovono per il mondo sono sempre molte e non è scontato trovare posto nelle gite alle quali si è interessati al momento dell’arrivo in un luogo. Dall’Italia ho prenotato anche tutti gli hotel del tour perché avevo timore di non trovare camere accessibili disponibili. Le camere negli hotel per disabili sono piuttosto costose, a differenza di altri posti dove si può risparmiare un po’ qui non è stato possibile.
E’ un viaggio consigliato agli amanti della natura, a chi piace stare a stretto contatto con gli animali e alle persone che amano i tour avventurosi.
Nel Kakadu National Park ho visto da molto vicino una cicogna, giusto per citare un altro esempio di specie rara incontrata.
La magia che ha lasciato questo viaggio rimarrà per sempre dentro di me e credo anche dentro ai miei compagni di viaggio che ancora ringrazio per aver reso passibile tutto questo!
Senza di loro non ce l’avrei mai fatta!