Category Archives: Africa

Go World sbarca in Africa: nasce Go Afrique

Ottobre 2017

Una nuova avventura per Go World. Il tour operator lancia Go Afrique, con una programmazione dedicata interamente all’Africa. La programmazione è stata messa a punto da Ludovico Scortichini (nella foto), amministratore di Go World, insieme ad Agostino Pari.

I primi itinerari sono già disponibili sul sito dedicato a Go Afrique. Che punta già alle agenzie di viaggi: sono infatti previsti eventi formativi per il trade, concorsi e anche e-learning, sulla piattaforma Go Academy.

L’idea nasce dalla passione di Scortichini per il Continente Nero, alimentata da “trent’anni di viaggi – spiega il manager – che alla fine hanno fatto crescere in me l’idea di lanciare Go Afrique, perché sento ormai l’Africa come la mia seconda patria”.

Si amplia così il ventaglio delle specializzazioni di Go World, che comprende gli storici GoAsia, Go America, Go Australia e le evoluzioni più recenti come Go Trekking, Go Horse o Go Biker.

Articolo preso dal sito www.ttgitalia.com

Non dimentichiamoci di Go4all, tour operator appartenente a GoWorld, specializzato in viaggi per disabili.

 

CAPO VERDE NO STRESS

Aprile 2017

Premetto che non avrei mai pensato di andare a Capo Verde. Non mi ispirava come destinazione. Mi è sempre stato riferito che il vento tira talmente forte da non riuscire a stare sdraiati in spiaggia.

Poi una settimana di ferie e un pò di stanchezza arretrata mi hanno indotta a pensare a una meta di mare. Dove andare per trovare caldo senza fare troppe ore di volo?

La scelta è ricaduta sull’Isola di Sal, la più turistica di tutto l’arcipelago di Capo Verde.

Devo ammettere che mi sono ricreduta e che ho trascorso una settimana, la prima di Aprile, fantastica! Merito anche del clima caldo e del poco vento che ho trovato che hanno inciso positivamente sulla vacanza. Ho alloggiato in un hotel con formula all inclusive a Santa Maria, paesino pittoresco dove sono situate tutte le strutture turistiche. L’Hotel Creoula è stato adattato per le sedie a rotelle con rampe e scivoli ovunque. Una persona con problemi di disabilità motoria è in grado di muoversi in completa autonomia. Vi sono però alcune mancanze: – la spiaggia senza la presenza di una passerella (siamo in Africa e non possiamo pretendere troppo) – il bagno nelle camere senza maniglioni accanto al wc e con la doccia, ma per accedervi bisogna superare 20 cm di gradino, o la vasca – alcuni gradini per raggiungere il bar della piscina.

Uno dei protagonisti principali dell’Isola di Sal è il mare, da me paragonato a quello dei Caraibi. Le spiagge sono lunghe e ampie come distese di borotalco.

Ma sarebbe un vero peccato limitarsi al mare, l’Isola di Sal offre molto e con un tour di una sola giornata si riesce a visitarla interamente. Ho scelto di non aggregarmi al gruppo organizzato dall’hotel optando per un’escursione privata in pick up con un beach boy. Risultato: maggior tempo a disposizione, soste non programmate per scattare foto e tanto aiuto con la sedia a rotelle sui terreni non sempre consoni.

Siete curiosi di sapere cosa visitare a Sal? Eccovi accontentati:

saline di Pedra de Lume, saline naturali di origine vulcanica ospitate nel cratere di un vulcano spento. Dopo che l’attività del vulcano terminò, l’acqua marina iniziò ad infiltrarsi creando un lago salato naturale. L’effetto ottico è spettacolare! Vi consiglio di portare il costume da bagno per raggiungere la riva ed immergervi nell’acqua densa di sale. Rimarrete a galla come nel Mar Morto. Luogo dotato di rampe e scivoli per disabili.

Palmeira, villaggio di pescatori situato nella parte nord-ovest dell’isola. Colori vivaci e donne senegalesi con in testa cestini colmi di souvenir da vendere animano questo paesino dove si è soliti recarsi per aspettare i pescatori che tornano con le reti piene zeppe di pesce. Impossibile scendere al porto in sedia a rotelle a causa di numerosi gradini.

Espargos, capoluogo dell’Isola. Non vi è nulla di particolare da vedere, ma fatevi portare alle favelas vicine per toccare con mano la crudele realtà di molti abitanti poveri e sfortunati.

Buracona, piscina naturale dove godersi la vista delle onde che si infrangono sulle rocce. Si visita tramite delle passerelle di legno posizionate sopra la sabbia e gli scogli. Accanto alla natural pool vi è una grotta della profondità di 12 metri dove è possibile scorgere l’Olho Azul, spettacolo unico creato dai raggi del sole quando quest’ultimo si mette allo zenit.

Deserto di Terra Boa, caratterizzato da sabbia chiara mischiata a granelli di terra nera. In mezzo al deserto, quando il sole è a picco, sembra di scorgere in lontananza un lago d’acqua che invece non esiste. Questo fenomeno è chiamato “Il Miraggio“.

– Spiagge visitate: Kite Beach, dove le vele dei kite surf svettano colorate nel cielo blu. Baia di Murdeira situata sulla costa ovest. Spiaggia di Ponta Preta con le onde più alte che abbia mai visto in vita mia! Spiaggia di Santa Maria, a mio avviso la più bella dell’isola, dove spicca il suo vecchio molo, ritrovo di surfisti e pescatori. Shark Bay dove, con un pò di fortuna, si possono incontrare piccoli squali gatto a riva.

CURIOSITA’ L’arcipelago di Capo Verde è situato a 500 km dalle coste del Senegal. L’Isola di Sal inizialmente era conosciuta come Ilha Plana (isola piatta) per poi cambiare il nome in “Isola del Sale” dopo la scoperta dei depositi di sale da cucina. Fu scoperta nel 1460 dai portoghesi e tutt’oggi il mix di culture africane e portoghesi è ben evidente sia nei luoghi che nelle persone.

Concludo il mio articolo confidandovi che mi sono innamorata di quest’isola e che a pochi giorni dal mio ritorno a casa sento una nostalgia fortissima. I capoverdiani sono persone deliziose, capaci di strapparti un sorriso in ogni momento della giornata. Non sono invadenti né appiccicosi. Hanno un solo ed unico difetto: fanno le cose con molta calma… Ma si sa, CAPO VERDE NO STRESS!

SHARM EL SHEIKH

Marzo 1998/ Maggio 2002             SHARM EL SHEIKH           (vacanza di otto gg)

Delle tante località di mare situate sul Mar Rosso conosco solamente Sharm El Sheikh. In questa zona il clima è favorevole tutto l’anno ed il sole caldo e la mancanza di umidità favoriscono l’arrivo dei turisti che affollano le sue spiagge. Il mare è veramente unico con una barriera corallina insuperabile. Conosco dei sub che hanno visitato i fondali marini di tutto il mondo e pare proprio che  uno dei migliori sia proprio quello del Red Sea.img138

Ci sono stata due volte in due villaggi turistici differenti e ho notato che l’accesso al mare non è uguale dappertutto. Mi spiego meglio: in alcune zone, a riva, bisogna entrare con delle scarpette di plastica per non tagliarsi i piedi con i coralli. Per coloro non volessero fare fatica o preferiscono trovare subito l’acqua alta c’è a disposizione una passerella da dove ci si può immergere o da dove ci si può tuffare. In altri luoghi, al contrario, si può entrare in mare scalzi e raggiungere la profondità dell’acqua a piedi o a nuoto. Credo che lo snorkeling e il diving siano le due attività sportive più praticate in queste località.

Naama Bay
Naama Bay

Naama Bay ospita il quartiere moderno nonché commerciale dell’agglomerato urbano di Sharm. A distanza di quattro anni non la riconobbi da tanto era stata costruita. Nuovi centri commerciali, nuovi hotel di lusso e nuovi negozi che, in parte, sostituiscono le numerose bancarelle sparse in ogni via. Gli egiziani sono un po’ insistenti, bisogna farsi l’abitudine. Inoltre vi consiglio di contrattare sempre il prezzo dato che la prima cifra proposta è sempre molto più alta del valore reale. Naama Bay è soprattutto famosa per la sua vita notturna dato che è proprio qui che i turisti giungono la sera per cercare il divertimento. Io preferisco soggiornare fuori da questa zona perché, secondo me, la concentrazione di resort e di villaggi turistici rendono il mare meno cristallino e meno pulito. Meglio godersi il bel mare lontano dal centro e raggiungere questo posto con le navette che i villaggi mettono a disposizione ai loro ospiti.

Sharm, in questo ultimo decennio, è stato paragonato a Riccione per i tanti divertimenti che vengono offerti. Tra le diverse discoteche spicca “La Dolce Vita”, situata in mezzo al deserto e ben collegata dai tanti taxi e navette degli hotel. Altrettanto gettonato è lo Smaila Sharm Coral Bay, locale ospitato dal villaggio Domina Coral Bay dove ci si scatena a cantare e a ballare con Umberto Smaila. Di diverso genere sono i tantissimi bar dove, seduti su cuscini per terra, si può fumare il narghilè gustando un cocktail.sharm-el-sheikh

Da Sharm, ma anche dalle altre località egiziane, si possono fare diverse escursioni: Il Cairo, Luxor, Petra, Monte Sinai, Monastero di Santa Caterina, jeep safari nel deserto, cammellata con cena beduina, parchi nazionali dova effettuare il safari blu. Ce n’è proprio per tutti i gusti!

Peccato che, negli ultimi anni, queste zone non risultino più tranquille come un tempo. Mi piacerebbe fare la crociera sul Nilo ma sono costretta a rimandarla per i continui tafferugli. Le zone della costa invece sembrano meno in pericolo infatti i turisti continuano ad andarci.

In pochi non hanno ancora visitato Sharm el Sheikh, Hurghada, Marsa Alam o Berenice. Sono destinazione che fanno tutti almeno una volta nella vita.

Voi quale preferite?

ZANZIBAR

Febbraio 2007                                ZANZIBAR               (viaggio di nove gg)

L’isola di Zanzibar, facente parte della Repubblica Unita della Tanzania e bagnata dall’Oceano Indiano, unisce il blu profondo delle sue acque a bianche spiagge ricche di vegetazione. Una delle parti più divertenti del viaggio è l’aeroporto dell’isola. Piccolino, con una minuscola tettoia che ripara dall’eventuale pioggia, senza aria condizionata, senza nastro per i bagagli e con la dogana da superare dopo lunghe code. Da questa mia descrizione sembrerebbe un’incubo, invece per me è stata un’esperienza nuova che mi ha fatto sorridere. Le valigie vengono sistemate su un bancone e il personale legge a voce alta il nome del proprietario. Può capitare che ti aprono il bagaglio lasciandoti proseguire il viaggio previo mancia. A me è successo al ritorno ed ho dovuto regalare una pashmina alla donna controllore perché mi lasciasse andare. Nei paesi poveri queste cose, purtroppo, accadono frequentemente. Il tragitto al pulmino che porta al villaggio non è facile dato che si viene attorniati da ragazzi locali che propongono l’acquisto di oggetti vari, ma questo è il primo contatto con la vera realtà di Zanzibar. Dal finestrino del pullman ci si accorge della povertà che regna sovrana sull’isola. Capanne adibite ad abitazioni, bambini che giocano per la strada e donne che portano anfore piene d’acqua sulla loro testa. Purtroppo l’acqua è un elemento mancante per loro, che la considero molto importante, fonte principale per cucinare e anche per lavarsi. Oltre alla mancanza di acqua sono privi di elettricità, quindi la sera sono costretti a vivere al buio. Non ero mai stata in Africa ma la prima impressione è stata proprio quella di trovarmi all’interno di un documentario visto in televisione riguardante il continente nero.tanzania_9qwdt.T0

Completamente l’opposto sono i numerosi villaggi turistici posizionati su spiagge borotalco che offrono ogni comfort possibile ed immaginabile. Scelsi di soggiornare nella parte sud-est dell’isola, al Karafuu Beach Resort, proprio di fronte alla barriera corallina. Durante la bassa marea, è possibile raggiungere a piedi una piscina naturale ed avvicinarsi alla barriera. Dalla spiaggia vi è una passerella di legno, percorribile anche i sedia a rotelle, da dove ci si può immergere. Fortemente consigliato il ristorante di pesce a pagamento, dove mangiai delle freschissime aragoste.

Il Karafuu Beach Resort ospita disabili essendo tutto posizionato su una superficie piana ed avendo come camere dei bunglaw di 65 mq con letti a baldacchino, bagni enormi e sono munite inoltre di cabine armadio. Non ho incontrato nessuna difficoltà in sedia a rotelle, tranne che per uno o due gradini per l’accesso alla piscina. Questo villaggio è completamente sorvegliato dai Masai, che evitano l’avvicinarsi di estranei sia durante il giorno ma soprattutto la notte. Difficile interagire con loro dato che non parlano inglese ma solo lo swahili. Invece il personale africano che lavora all’interno della struttura spiaccica anche qualche parola di italiano. Per me fu piacevole  imparare delle parole in swahili come Jambo (ciao), hakuna matata ( non c’è problema) e pole pole (con calma, piano piano). Quest’ultima veniva spesso usata dagli zanzibarini che sono abituati a svolgere le loro mansioni senza nessuna fretta. Sono persone straordinarie di una gentilezza e simpatia che non incontri dappertutto. Una sera prenotai una tipica cena Masai un un piccolo villaggio vicino al mio resort. Tavoli di legno erano apparecchiati all’aperto, sopra di noi il cielo buio e stellato, sotto una tenda i Masai cucinavano carni e verdure… esperienza fantastica!

cena Masai
cena Masai

Per tutti coloro volessero interagire con questa popolazione ed immergersi nel completo clima africano consiglio di partecipare ad una serata di questo tipo. Si possono prenotare direttamente dal villaggio turistico.

Quando vado in un posto mi piace girare in continuazione per vedere il più possibile. Questo è viaggiare, scoprire nuove culture e imparare usi e costumi. Desidero tornare a casa con il mio bagaglio arricchito. Purtroppo durante questo viaggio non mi sono mossa spesso dal villaggio dato che era un periodo molto triste e particolare della mia vita e non avevo lo spirito giusto. Ma le persone che vengono a Zanzibar, oltre ad avere la possibilità di girare numerose spiagge e baie, possono anche visitare Stone Town, ovvero la parte vecchia della capitale, il Mnarani Marine Turtle Conservation Pond, laguna naturale dove dei pescatori assistono con cura le tartarughe, la Casa delle Meraviglie, un tempo palazzo del sultano e la Foresta di Jozani dove si va principalmente per vedere una specie di scimmia chiamata colobo rosso di Kirk che vive solo sull’isola. Ci si deve inoltre addentrare nei vari mercati con le loro bancarelle colorate che vendono ogni tipo di oggetto di artigianato. Io comprai delle statue Masai ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Anche collane ed orecchini in legno sono molto carini e particolari.

Portate delle magliette, matite e quaderni da regalare ai ragazzini, saranno felicissimi.

Ultimo, non certo per importanza, non dimenticate di bere almeno uno zanzibarino, tipico cocktail locale a base di frutta poco alcolico.

LIKIZO NZUR!

ZANZIBAR

 

A CENA CON KOROGOCHO

 

Da qualche anno ho il desiderio di fare un’esperienza di volontariato all’estero. Purtroppo nelle mie condizioni non è facile, dato che sono praticamente inesistenti luoghi dove è possibile essere indipendenti in sedia a rotelle, soprattutto perchè si tratta di frequentare e vivere in zone difficili da percorrere anche per chi cammina.

Sabato sera sono stata invitata a una cena di beneficenza a Villaguardia. Il ricavato andrà alla comunità di Korogocho, una delle 200 baraccopoli di Nairoby, in Kenia.IMG_5490

I circa 100.000 abitanti vivono in 1,5 km quadrati seguiti da una piccola comunità di missionari Comboniani che sono presenti dal 1990. Tra i vari progetti che i padri missionari hanno avviato ne spiccano due in particolare: la scuola di St. John e il Napenda Kuishi Home, ovvero un centro di riabilitazione per ragazzi di strada dipendenti da alcool e da droga. In questi paesi l’istruzione è molto importante, come importante è la disintossicazione e il recupero dei ragazzi. Si può sostenere questi progetti inviando contributi tramite “Pamoja Tunaweza-Insieme possiamo” , ovvero un gruppo di persone legate a Korogocho.  Per maggiori informazioni potete scrivere una mail a kochinsiemepossiamo@gmail.com oppure contattare l’associazione in facebook : korogochopamojatunawezainsiemepossiamo.

Durante la serata sono state proiettate immagini riguardanti questa comunità, per poi proseguire con l’aperitivo a base di succo di guaranà e torte salate. La cena è iniziata con primi piatti seguiti da carne e da ottimi dolci.

 

Un gruppo composto da tre africani ha animato la serata con canti e balli.IMG_5496

Spero di realizzare presto questo mio desiderio, nel frattempo continuerò a frequentare associazioni di volontariato con la speranza di dare il mio piccolo contributo in qualche modo!