MEDIAS E BIERTAN, TRANSILVANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Da Sibiu mi dirigo a Medias (55km). Durante tutto il tour, a parte la visita della città di Bucarest, ho noleggiato un auto con autista sul sito web www.eurocars.ro

Medias è un’incantevole piccolo municipio situato nella storica regione della Transilvania. La città si trova lungo il corso del fiume Tarnava Grande. Il suo centro merita una visita anche se breve in quanto basta mezzora per ammirare questa bomboniera caratterizzata da casette a punta e dalla Torre di Trombettieri. Fu costruita nel XIII secolo e raggiunge l’altezza di 70 metri. In mezzo al centro di epoca medioevale la Torre dei Trombettieri, eretta come punto di avvistamento, presenta una caratteristica unica al mondo! All’inizio della via pedonale vi è un posteggio per disabili. Poi lasciatevi trascinare dalla bellezza di questo luogo e fatevi un giro nella piccola piazza. Il suo giardino centrale è visitabile in quanto accessibile tramite rampe. Medias fa parte delle sette più importanti cittadelle fortificate sassoni che diede il nome alla Transilvania.

Da Medias, in 30 minuti di auto (27 km), arrivo a Biertan. L’attrazione principale è la Chiesa Fortificata, costruita in stile gotico tra il 1493 e il 1522. Risulta essere la più grande ed imponente tra le chiese fortificate della Transilvania ed è attorniata da una tripla cerchia di mura fiancheggiata da torri. Non so se consigliarvi la visita se siete in sedia a rotelle. Purtroppo l’accesso avviene soltanto mediante superamento di numerosi gradini. All’ingresso mi hanno suggerito di seguire il perimetro delle mura e di verificare se fosse possibile entrare da un altro ingresso. Ad un certo punto mi sono imbattuta in un sentiero talmente ripido che da sola con mio Triride non sono riuscita a scalare. Magari con l’aiuto di qualcuno avrei potuto scoprire se almeno si sarebbe potuto accedere all’interno della mura… L’unica fotografia che sono riuscita a scattare è questa…

SIBIU, ROMANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Da Curtea de Arges ho raggiunto Sibiu (83 km). Per tutti i quattro gg del mio tour, esclusa la visita di Bucarest, ho noleggiato una macchina con autista sul sito web www.erocars.ro

Elegante e signorile, Sibiu, nel corso dei secoli ha plasmato l’architettura cittadina con la sua presenza sassone, ricca di edifici art nouveau e di chiese dalle raffinate lavorazioni in oro. La splendida struttura di questa cittadina fa da cornice ad un’atmosfera piacevolmente bohémienne. Ho avuto la fortuna di visitarla la sera, con le illuminazioni natalizie già accese, e me ne sono innamorata a prima vista!

Esco con il mio Triride dal Ramada Sibiu Hotel. Se fosse stato possibile attraversare la strada che fronteggia il mio hotel, in due minuti avrei preso la via che conduce al centro storico. Ma come già scritto per Bucarest, spesso ci si imbatte in sottopassaggi che risultano inaccessibili a noi viaggiatori in sedia a rotelle. Quindi allungo il giro prendendo la prima strada a sinistra appena fuori dall’hotel, percorro circa 200 metri e svolto a destra, dove imbocco la salita che mi porta dritta in Piata Mare (o Piazza Grande). Già piena di casette di legno pronte per i mercatini natalizi e con un grande albero acceso nel mezzo, questa piazza non è solo la più grande di Sibiu, ma è quella che ti affascina maggiormente. Trovo chiusa, vista l’ora, la chiesa cattolica in stile barocco sita accanto al museo Btukenthal. Dal lato opposto svettano il Municipio, altri palazzi in stile barocco e alcuni musei.

Mi rincresce abbandonare la piazza e le sue bellezze ma proseguo girando a destra ritrovandomi nella incantevole Piazza Huet dove si ammira la bellissima Chiesa Evangelica di Santa Maria, in stile gotico. Dal torrione principale di questa chiesa luterana si può godere di una visuale a 360 gradi della città di Sibiu. Peccato vi siano solo scalini per salirci.

Passo attraverso un arco di muro e mi ritrovo a Piazza Mica. Da qui si può ammirare, ed anche salire, sul Ponte delle Bugie (io da sola non sono riuscita a salire sul ponte a causa di un gradino piuttosto alto). Questo ponte in ferro risale al 1858 ed è soprannominato “Ponte delle Bugie” in riferimento agli infidi mercanti che erano soliti incontrarsi qui per concludere affari. La leggenda narra che chi dice una bugia mentre è sul ponte è destinato ad essere smascherato in quanto la struttura inizierebbe a scricchiolare.

Ripercorro la via principale per rientrare in hotel, ma prima mi fermo in uno dei tanti ristorantini tipici. Difficile trovare locali che abbiano l’accesso senza barriere e impossibile trovare bagni per disabili. Tutta la pavimentazione stradale di questa zona centrale è composta da larghe pietre lisce e uniformi facilmente percorribili in sedia a rotelle. Sibiu fu eletta capitale europea della cultura nel 2007.

CURTEA DE ARGES, ROMANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Dopo aver visitato Bucarest mi dirigo verso Curtea de Arges (153Km), seconda tappa del mio tour in Romania e Transilvania. Ho noleggiato un’auto con autista sul sito web www.eurocars.ro per tutti i quattro giorni restanti. Nicolai, l’autista, è stato gentilissimo e mi ha accompagnata ovunque cercando di farmi vedere il più possibile nonostante la mia condizione. Unico neo è che non parla l’inglese molto bene ma ci siamo intesi comunque.

Dopo circa due ore di tragitto in auto l’autista mi lascia in un posteggio nei pressi della Cattedrale e del Monastero di Curtea de Arges (sono praticamente posizionati uno accanto all’altro). La strada è coperta di sassi alternati a ghiaia ma col mio ruotino elettrico Triride riesco a farmi il giro delle due bellissime attrazioni da sola. Questo complesso è considerato uno dei siti religiosi più importanti della Romania. Il monastero è un’importante necropoli reale, al suo interno vi sono numerose lapidi tra cui quelle in marmo bianco di Re Carlo I e della moglie Elisabetta. Al primo colpo d’occhio sembra accessibile in sedia a rotelle visto che su entrambi i lati del monastero vi sono le rampe. Ma una volta superata la rampa ci si imbatte in due gradini per entrare.

A pochi metri di distanza, attraversando una via piena di sassi, si arriva alla cattedrale. La chiesa originale fu costruita per volere di Neagoe Basarab, regnante dal 1512 al 1521 ed è ricca di marmi e mosaici provenienti da Costantinopoli. Mentre l’edificio odierno fu realizzato nel 1875, quando l’architetto francese André Lecomte du Nouy venne chiamato a salvare il monastero ormai in procinto di crollare. Inaccessibile in sedia a rotelle internamente.

L’ultima visita a Curtea de Arges è stata alla Corte Principesca dove al centro sorge l’attrattiva principale: la Chiesa di San Nicola. Conserva molti affreschi originali visibili ad occhio nudo dall’esterno. La corte è visitabile in carrozzina mentre l’accesso alla chiesa avviene solo mediante superamento di scalini.

Curtea de Arges fu una delle prime capitali della Valacchia, è di una bellezza modesta ma gradevole ed i suoi pregevoli edifici risalenti al XIV secolo meritano di sicuro una visita se vi trovate nei dintorni.

RAMADA SIBIU HOTEL

NOME Ramada Sibiu Hotel

LUOGO Sibiu, Romania

INDIRIZZO Str Emil Cioran Nr2, 550025

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato sulla strada principale a 50 metri dalla zona pedonale del centro storico e dalla Piazza Grande.

ENTRATA PRINCIPALE Rampa e accesso disabili. Reception priva di barriere architettoniche con due ascensori che collegano i vari piani.

CAMERA Numero 313 al terzo piano. Abbastanza spaziosa, letto matrimoniale, scrivania, armadio e tv schermo piatto. Pavimentazione: moquette.

BAGNO Spazioso, con wc con maniglioni ma senza doccetta laterale, seggiolino doccia troppo basso (a mio parere ovviamente) e lavandino adatto per potersi avvicinare al meglio con la sedia a rotelle.

PULIZIA voto 10

COLAZIONE Ampia scelta di prodotti da forno dolci, cibi salati e vario assortimento di bevande.

SERVIZI Ristorante interno, free-wifi, centro conferenze, due bar, reception h24, servizio navetta per l’aeroporto (a pagamento), parcheggio e animali ammessi.

NOTE Posizione centralissima! Ottimo hotel!

COME VISITARE BUCAREST IN SEDIA A ROTELLE

Novembre 2019

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA.

Ho raggiunto la capitale della Romania con un volo della Ryanair partito da Orio al Serio e atterrato a Otopeni. Il servizio navetta del Capitol Hotel, dove ho soggiornato, mi è venuto a prendere con un’auto al costo di 25 euro.

Premetto che non è stato semplicissimo girare a Bucarest in sedia a rotelle (senza prendere alcun mezzo di trasporto) perché alcuni marciapiedi presentano rampe molto molto ripide, altre hanno l’asfalto rotto, davanti ad alcuni attraversamenti pedonali vi è addirittura il gradino da superare e spesso bisogna fare dei giri lunghissimi per raggiungere il luogo prestabilito in quanto non vi sono strisce pedonali sulle strade ma solo sottopassaggi inaccessibili a causa dei numerosi gradini. Nonostante tutto questo e nonostante il fatto che fossi sola me la sono cavata bene. Merito sicuramente del mio Triride, diventato insostituibile nei miei viaggi e anche dell’aiuto delle persone davvero gentili che ho incrociato sulla mia strada che si sono rese disponibili nell’aiutarmi.

IL MIO ITINERARIO DURATO CIRCA 8 ORE.

Esco dal Capitol Hotel e mi dirigo al Giardino Cismigiu (700 mt) dove passo sentieri ombreggiati, un laghetto centrale e tanti alberi e fiori che circondano il tutto. I vari sentieri sono accessibili in carrozzina.

Dal giardino si intravvede il Palazzo del Parlamento dove ho prenotato anticipatamente una visita guidata. Per prenotare una visita nella lingua che desiderate dovete telefonare (in inglese) al numero 0040 0733-558102. Il disabile non paga. Il Palazzo del Parlamento di Bucarest risulta essere il secondo edificio amministrativo del mondo per estensione dopo il Pentagono. E’ ritenuta la creazione più tristemente nota del dittatore Nicolae Ceausescu. L’ingresso si trova sul lato nord dell’edificio in B-dul Natiunile Unite ed è munito di rampa. All’interno vi sono un bar e i servizi igienici (no bagno per disabili). Una volta mostrato il documento d’identità e passato il metal detector si inizia la visita. I primi numerosi scalini vengono evitati grazie a un montascale dove però non c’è spazio per il ruotino elettrico. Tutto il resto del Palazzo è collegato tramite ascensori. Inaccessibile in sedia a rotelle solo la terrazza ed i cunicoli sotterranei che in realtà non sono visitabili perché appartenenti ai Servizi Segreti. Nonostante lo sfarzo, i marmi ed il lusso utilizzato per abbellire il Palazzo ho sentito un senso di vuoto e tanta tanta freddezza. Ma vi consiglio di effettuare lo stesso la visita per approfondire e conoscere una buona parte di storia della Romania di quegli anni.

Da qui mi sposto verso il cuore della città (1,8 km), conosciuto come quartiere Lipscani, un intrico di strade dove vi sono negozi, bar, ristoranti e gallerie d’arte. In centro si incontra la Vecchia Corte Principesca, visitabile solo esternamente. Fu fatta costruire da Vlad Tepes (il personaggio letterario di Dracula) nel XV secolo. Accanto trovate la graziosa Curtea Veche, chiesa accessibile in carrozzina mediante rampa. I suoi interni sono impreziositi da icone d’oro.

A soli 350 mt ci si imbatte nella piccola ma affascinante chiesa ortodossa Stavropoles che ha resistito nel tempo i diversi terremoti. Essendo situata a solo un isolato di distanza da alcune vie principali, al primo colpo d’occhio sembra un pò fuori luogo. Il cortile esterno, costellato di lapidi, è accessibile, mentre gli interni della chiesa no.

Proseguendo per circa 800 mt arrivo davanti alla chiesa Cretulescu, situata in un angolo di Piazza della Rivoluzione. Costituita da mattoni rossicci risale al 700 ed è inaccessibile in sedia a rotelle a causa di numerosi gradini. Continuando ancora per 800 trovo sulla sinistra il Teatro Nazionale di Bucarest, uno dei più grandi d’Europa. Questo teatro ha sostituito quello vecchio distrutto durante la seconda guerra mondiale. Di fronte all’ingresso vi è un curioso gruppo di statue.

Ho lasciato per ultimo la visita alla Cattedrale Patriarcale nonché fulcro della fede ortodossa, distante 1,8 km dal teatro, per vederla illuminata di sera. Sorge su una piccola collina, è di origine seicentesca e presenta mosaici sia sulla facciata esterna che su quella interna. Accessibile mediante una rampa collocata sul lato destro.

Nonostante non abbia preso nessun mezzo pubblico ho notato che tutti i pullman che passano in città hanno il simbolo delle sedie a rotelle quindi presumo siano accessibili mediante pedana.

CAPITOL HOTEL, BUCAREST

NOME Capitol Hotel

LUOGO Bucarest, Romania

INDIRIZZO Calea Victoriei 29, 010061

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato nel centro della città a pochi passi dal giardino Cismigiu e dal Palazzo del Parlamento. Dista circa 20 minuti di auto dall’aeroporto di Otopeni.

ENTRATA PRINCIPALE Rampa per accesso disabili. Reception totalmente accessibile. Per raggiungere i piani superiori c’è l’ascensore ma non è molto ampio. La carrozzina ci passa ma bisogna staccare il ruotino elettrico.

CAMERA Numero 107 al primo piano. Spazi ampi. Tv a schermo piatto, bollitore, macchinetta del caffè/tè, letto matrimoniale. Pavimentazione: moquette.

BAGNO Spazioso, totalmente accessibile in sedia a rotelle. Wc con maniglioni ma senza doccetta laterale, seggiolino doccia e lavabo sospeso per permettere alle carrozzine di avvicinarsi al meglio. Pavimentazione: piastrelle.

PULIZIE Voto 9

COLAZIONE Non troppo abbondante ma prodotti buoni.

SERVIZI Ristorante, bar, navetta aeroportuale (a pagamento), free wi-fi, parcheggio, animali ammessi.

NOTE Hotel realmente handicap-friendly a soli 300 metri dal centro.

Turismo accessibile, sei mete per tutti

Sono 10 milioni solo in Italia, sono i viaggiatori con esigenze speciali che scelgono di viaggiare. Turisti con disabilità che chiedono ai tour operatori destinazioni più o meno insolite: dalle spiagge incontaminate allo sci d’alta quota, dalla visita alle città d’arte agli sport estremi.

Turismo accessibile, una definizione coniata recentemente per delineare un turismo indirizzato verso viaggiatori con esigenze speciali: persone con disabilità motorie (croniche o temporanee) sensoriali, intellettive e relazionali. Secondo alcune stime in Europa si parla di circa 60 milioni (i numeri variano a seconda dei Paesi a causa dei differenti metodi di catalogazione), la metà dei quali potenziali turisti.

Ognuno di loro solitamente si muove con un accompagnatore o con la famiglia, così da far lievitare il dato fino a 100 milioni, per un indotto stimato di circa 166 miliardi di euro annui. Secondo i dati dell’istituto Doxa (luglio 2015), il mercato del turismo accessibile italiano coinvolge, oggi, 10 milioni di persone, quasi il 16,4 per cento delle famiglie in Italia. Un dato “allargato” che comprende chiunque abbia particolari esigenze in vacanza, dagli ammalati cronici agli anziani: il giro d’affari, secondo le stime, è di 27,8 miliardi di euro. Ma, sempre secondo la ricerca, generalmente le richieste di questi turisti rimangono in gran parte inevase.

Una situazione a cui il Ministero della cultura e del turismo (Mibac) sta cercando di porre rimedio attraverso la commissione per la promozione e il sostegno al turismo accessibile, di cui è presidente Flavia Coccia. “Stiamo lavorando sulla nuova classificazione delle strutture alberghiere”, spiega la presidente. “Ogni albergo per poter accedere alla classificazione da 1 a 5 stelle dovrà rispondere a 10 domande riguardanti i servizi alle persone con disabilità: gli obblighi di legge diamo per scontato che siano stati assolti”. Un’azione culturale che comprende la formazione del personale e la presa di coscienza di problematiche specifiche. “Inoltre la commissione sta stilando alcune linee guida sul turismo accessibile da inserire nel piano strategico che il Mibac dovrebbe pubblicare a luglio”.

Ma non solo sono sempre di più i tour operator che si specializzano anche in questa “fetta di mercato” proponendo destinazioni in Europa, ma anche all’estero come Stati Uniti, Canada, Brasile e tanta, tanta, Africa.

Scopri sei mete rese accessibili!

Fernando de Noronha: il paradiso non ha barriere
“Il paradiso è qui”, si dice abbia esclamato Amerigo Vespucci sbarcando per la prima volta a Fernando de Noronha. Come altro definire chilometri di spiagge dorate lambite da acque turchesi, una fitta vegetazione che si inerpica fin sopra le alture, una fauna marina che attrae appassionati da tutto il mondo? Fernando si trova a 350 chilometri da Recife, in Brasile, un puntino in mezzo all’Atlantico, così ricco di bellezza e attrattive da essere stato inserito nel 2001 nel Patrimonio dell’Umanità. Una natura tanto generosa meritava di essere salvaguardata: l’accesso sull’isola, che dà il nome anche all’arcipelago, infatti è limitato a non più di 420 persone al giorno. Non è raro vedere tra i turisti anche persone con disabilità. Sì, questo paradiso è accessibile a tutti. Lo Stato del Pernambuco ha investito ingenti risorse nel progetto Sem Barreiras per eliminare le barriere architettoniche, costruire rampe e bagni adattati, dotare le spiagge di Sueste, di Porto de Galinhas e di Boa Viagem di una sedia anfibia e di personale qualificato per facilitare l’accesso in acqua. Sono stati creati lungo tutta l’isola itinerari adatti a persone con mobilità ridotta, inserite passerelle in legno sospese, le cosiddette trilhas, che consentono a chiunque di accedere ai punti  panoramici. Gli amanti delle attività subacquee potranno rivolgersi ad Atlantis Divers, che fornisce attrezzature e istruttori per i disabili. Prima di lasciare Fernando de Noronha è d’obbligo una sosta al belvedere di Boldrò per ammirare il tramonto, quando il cielo si tinge di rosso, mentre il sole scompare tra i faraglioni gemelli ribattezzati Dois Irmaos (i due fratelli).
Indirizzi utili: pernambuco.com/turismo/capa_turismo, pousadatriboju.com.br

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A Tenerife tra parapendio e moto d’acqua. La più grande e dinamica delle isole Canarie, che regala giornate di sole tutto l’anno, dista solo 300 chilometri dall’Africa. La mitezza del suo clima, con una media di 24 gradi durante l’inverno, ha portato a un’impennata delle presenze e Tenerife si è attrezzata sempre di più per accogliere turisti con esigenze speciali. Non ci si è limitati però a eliminare le barriere architettoniche dagli hotel: si offre alle persone con disabilità una vacanza ricca di possibilità. A partire dalla fruizione delle spiagge. Ce ne sono molte, specialmente nel sud, come la Playa de las Vistas o del Dunque, dotate di stampelle per la sabbia, di sedie a rotelle in plastica per entrare in acqua, di rampe in legno che consentono alle carrozzine di muoversi agevolmente, di spogliatoi di ampie dimensioni. Sono favoriti anche gli sport. A Puerto Colon, la Power Jet Ski & Boat noleggia moto d’acqua con un’assistenza specifica per chi ha problemi motori. Chi invece preferisce il brivido del volo può rivolgersi alla Fly2Fun: gli istruttori, quasi tutti italiani, sempre presenti nel parapendio in tandem, hanno imbragature specifiche per le persone che non deambulano o hanno protesi agli arti. Il volo, che dura circa un’ora, sorvola la verdeggiante valle dell’Orotava e prevede l’atterraggio sulla spiaggia di Santa Cruz. La partenza è da Izana, nel cuore del Parco Nazionale del Teide, patrimonio dell’Umanità. Un paesaggio straordinario, cesellato dalla lava pietrificata, su cui domina il picco del Teide che, con i suoi 3.718 metri, è il più alto della Spagna. Per osservarlo da vicino si può prendere la teleferica, accessibile ai disabili, così come i due centri per visitatori che dispongono anche di bagni adattati. Vale la pena di prendersi un po’ di tempo per godersi tutti i colori del parco: il nero residuo dell’intensa attività vulcanica, il rosso del tajinaste, arbusto dalla tipica forma a lancia che può raggiungere anche i 2 metri d’altezza. E poi il verde azzurro degli azulejos, formazioni laviche che per la presenza di ossido di ferro assumono questa intensa colorazione. Una colorazione accesa che poi si può rivivere anche nelle cittadine che punteggiano l’isola, dal più tranquillo nord al più modaiolo sud.
Indirizzi utili: Spagna per tutti

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Sestriere no limits Adagiata tra la Val Chisone e la Val di Susa, Sestriere deve la sua fortuna di destinazione turistica a Giovanni Agnelli (1866-1945), che la attrezzò di impianti sportivi e ricettivi già a partire dagli anni Trenta. A quel periodo risalgono le due torri di impostazione razionalistica, sedi di due hotel, che settano sulla cittadina. A Sestriere le persone disabili hanno la possibilità di
vivere la montagna in estate e in inverno praticando gli sport più diversi. Il merito è dell’associazione Free White. “Lo sport è per tutti. Abbiamo reso un ambiente aspro come la montagna accessibile in tutte le stagioni – racconta il presidente, Gianfranco Martin -. Del resto Sestriere si era già attrezzata ospitando nel 2006 i Giochi paraolimpici invernali. Molti degli impianti costruiti per quell’evento sono ancora utilizzabili”. Se d’inverno lo sport più praticato è, naturalmente, lo sci, l’estate offre tante opportunità open air. Le settimane multisport organizzate da Freewhite (quest’anno dal 10 luglio al 26 agosto) prevedono infatti proposte come downhill, bike, handbike, tandem, tennis, ping pong, golf, piscina e tiro con l’arco. Tutte le attività sportive, grazie al contributo di Fiat Autonomy, sono gratuite per i disabili che le praticano per la prima volta; a pagamento c’è solo l’albergo (quello convenzionato è l’Hotel Lago Losetta, 55 € al giorno a persona in pensione completa).

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Vienna con le ruote Era il 21 novembre 1916. In una fredda serata invernale si spegneva per le complicanze di una polmonite, all’età di 86 anni, l’imperatore Francesco Giuseppe, dopo aver regnato ininterrottamente per ben 68 anni. Vienna celebra il centenario della sua morte con la mostra itinerante Franz Joseph 1830-1916, ma anche con eventi culturali, rappresentazioni teatrali, concerti. È l’occasione giusta per conoscere la capitale austriaca, che molto ha fatto in questi anni perché tutti potessero godere delle sue bellezze e dei suoi tesori. A partire dai trasporti, con l’intera rete metropolitana accessibile a chi è in sedia a rotelle. L’ente del turismo inoltre ha raccolto sul sito wien.info le strutture alberghiere, i musei, i locali, i bagni accessibili presenti in città e i nomi delle guide turistiche specializzate in tour per visitatori con esigenze speciali. Alla reggia di Schönbrunn, dove l’imperatore nacque e morì, in occasione della mostra per la prima volta saranno visitabili le stanze del piano terra, che sono sempre rimaste chiuse. I locali dove Francesco Giuseppe lavorava e viveva rivelano la sua sobrietà, i suoi gusti semplici, quasi spartani. Unica eccezione all’essenzialità degli arredi sono le tante foto di famiglia, che ritraggono la moglie Elisabetta e i quattro figli in momenti felici e spensierati.  Se si vuole conoscere più a fondo la quotidianità dell’imperatore occorre recarsi al Museo del mobile Hofmobiliendepot, una delle più grandi collezioni di mobili del
mondo, con i suoi 165 mila pezzi. Qui si trovano tutti gli arredi utilizzati dalla corte imperiale, ma anche oggetti personali, troni da viaggio… In una delle stanze si può ammirare lo splendido letto intagliato nel legno dove morì, nella tenuta di Mayerling nel 1889, Rodolfo, l’unico figlio maschio di Francesco Giuseppe. Da allora nulla fu più come prima: Elisabetta si vestì a lutto per tutta la vita e cercò di svagarsi con numerosi viaggi; l’imperatore dal canto suo, sempre più solo, non perse mai quel velo di tristezza che gli offuscava lo sguardo.

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Il punto di partenza? Saint Jean Pied de Port, l’ultimo paese francese prima della catena dei Pirenei: da qui si percorrono 820 chilometri fino a Santiago de Compostela. Occorre circa un mese, con tappe di 30 chilometri al giorno. Il nord della Spagna regala paesaggi, borghi antichi, eccellenze gastronomiche: si inizia dalla Navarra e dalla frenesia di Pamplona, per proseguire con la regione della Rioja per un assaggio dei suoi vini più famosi, e poi la Cantabria, con le sue spiagge di sabbia fine e, ancora, l’antica Burgos in Castiglia. Da Burgos il panorama diventa
più piatto: per circa 180 chilometri si viaggia nell’altopiano Meseta, a 900 metri d’altezza, con un caldo torrido di giorno e un freddo intenso di notte, l’orizzonte come unica compagnia. Si arriva nella bellissima città di León, dopo aver raggiunto la Cruz de Hierro e la successiva salita al monte Cebreiro, da cui si entra in Galizia. Cambia nuovamente il paesaggio: boschi millenari, querce, grandi distese di eucalipto. La cultura galiziana è stata segnata dal passaggio delle civiltà celtiche, romane e cristiane. Ma è lo stile di vita della popolazione che più rimane impresso: dal rapporto con gli animali alla vita di mare. Con le forze che rimangono, ci si trascina sino all’ultima tappa: la Plaza Do Obradoiro, a Santiago De Compostela. Qui l’immensità della Cattedrale permette di raccogliersi, di mettere ordine nel turbinio di emozioni e riavvolgere il filo dei ricordi.
Indirizzi utiliFree Wheels Onlus.

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Nella pace della Sacra di San Michele
Austera e inaccessibile per secoli, la Sacra di San Michele è un luogo mistico di rara bellezza. Appoggiata come il nido di un’aquila su uno sprone roccioso a quasi mille metri di altezza, è stata per secoli crocevia e difesa lungo un percorso di pellegrini che collegava tra loro due luoghi di culto di San Michele, il principe degli angeli fedeli a Dio. Così intimamente legata a Sacra di San Michele e al Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, così tanto distante dai fasti e dal clamore di quei luoghi. Si trova quasi esattamente al centro del percorso. Un “miracolo” considerato che la fondazione del convento che si erge sulla sommità del monte Pirchiriano è stato fondato sul finire del 900 dai Benedettini che lo edificarono su un preesistente castrum romano. Un luogo di pace in cui sognare tempi lontani, magari bui come il primo e il tardo medioevo. Un po’ come fece Umberto Eco ne Il nome della rosa. E forse non è un caso che Eco soggiornò proprio alle pendici di questo monte. Se penso a Guglielmo da Baskerville, non posso che immaginarmelo a dorso di un mulo inerpicarsi lungo le parte della montagna fino alla sommità. Vi ricordate l’incipit del libro? EccoloEra una bella mattina di fine novembre. Nella notte aveva nevicato un poco, ma il terreno era coperto di un velo fresco non più alto di tre dita. Al buio, subito dopo le laudi, avevamo ascoltato la messa in un villaggio a valle. Poi ci eravamo messi in viaggio verso le montagne, allo spuntar del sole. Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l’abbazia”. Oggi ne possiamo ammirare sono una parte, l’antica biblioteca fu trasformata in bastione difensivo e cannoneggiata da Napoleone nella sua discesa in Italia. E la si può ammirare grazie a tre ascensori costruiti per le paralimpiadi di Torino (serve però un’energica spinta per superare un dislivello di una ventina di metri).È meglio telefonare per pianificare la visita http://www.sacradisanmichele.com/ita/

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Insieme, a Santiago
Se per alcuni la vacanza è sinonimo di sole, relax e cocktail a bordo piscina, per altri è il terreno di prova per misurare la propria capacità di sopportare le difficoltà e la fatica. È l’occasione per mettersi in strada, come facevano i pellegrini, per esplorare nuove terre, ma anche conoscere più a fondo sé stessi. Un’esperienza che sembra preclusa a un disabile, ma che in realtà è pienamente fattibile, come testimonia Pietro Scidurlo  nel suo libro Guida al cammino di Santiago per tutti (ed.Terre di Mezzo, 20 €). L’autore, paraplegico, ha ideato due itinerari adatti sia a chi si muove in sedia a rotelle (con un ausilio per le strade sterrate), sia a chi utilizza l’handbike. La guida è corredata da mappe, altimetrie, accessibilità dei luoghi da visitare e delle strutture ricettive.

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Articolo tratto dal sito web viaggi.corriere.it

Il progetto Dappertutto sull’accessibilità montana in provincia di Sondrio

Articolo tratto dalla conferenza stampa del 29 Ottobre 2019

IN MONTAGNA E IN CITTÀ: LE PERSONE FRAGILI POSSONO ESSERE DAPPERTUTTO

Non portare dappertutto, ma dare la possibilità di essere dappertutto.

La nostra società si sta abituando a fare a meno delle persone con fragilità e questo è un rischio perché le persone fragili hanno un ruolo importante all’interno della società, quello di equilibratore valoriale che mette le persone di fronte ai propri limiti e alle proprie fragilità. Questo permette a ciascuno di noi di capire che tante cose che abbiamo e che diamo per scontate invece non lo sono, ma, soprattutto, ci aiuta a capire che possiamo fare qualcosa di utile per gli altri. Le persone con fragilità, quindi, contribuiscono a mantenere in equilibrio i valori della società, valori che rischieremmo altrimenti di perdere”.

Walter Fumasoni, presidente dell’associazione Tecnici Senza Barriere, ha spiegato così il senso del progetto dappertutto.

Essere dappertutto vuol dire favorire le relazioni e l’incontro tra il 90% della popolazione “sano” e il 10% fragilee darsi l’opportunità di cambiare il proprio punto di vista e la propria visione di vita”.

In Italia ci sono 5 milioni di persone con fragilità permanente più 1 milione con fragilità temporanea quindi un 10% della popolazione.

I residenti della città di Sondrio sono circa 20.000, questo vuol dire che dovremmo incontrare per strada 2000 persone con fragilità.

È davvero così? Dove sono? Perché non le vediamo?

La rete dappertutto vuole infrangere la sensazione di isolamento che hanno le persone con disabilità facendo loro capire che hanno un ruolo sociale importante ed è giusto che si sentano parte attiva di questa società che è fatta non da tante persone normali, ma da tante persone diverse. Occorre dunque re-inserirle nella società. Come? Eliminando le barriere architettoniche per rendere accessibili e accoglienti le città e riportandole dappertutto, anche nell’ambiente montano che è peculiare della nostra provincia perché insieme si può arrivare in cima.Una persona con fragilità può riprendersi la propria vita e andare avanti solamente con l’aiuto di altre persone”.

Massimo Pinciroli del Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio ha sottolineato l’orgoglio e l’importanza di far parte della rete dappertutto: “Questo progetto non poteva che nascere in una Valle come la nostra circondata dalle montagne, i nostri beni più preziosi– ha sottolineato – che, richiamando la Dichiarazione di Norcia, devono essere messi a disposizione di tutti, compatibilmente con i limiti che ciascuno porta”.

Il progetto, che si rivolge a persone disabili, anziani, bambini, giovani, nel corso degli anni è cresciuto e ha ricevuto diversi finanziamenti, tra i quali quelli dei Bandi Volontariato 2018 e 2019 di Regione Lombardia con una rete di soggetti che si è andata via via allargando andando a toccare diversi ambiti: sociale, culturale, ambientale…

Il messaggio che stiamo cercando di diffondere è molto contagioso e va dalla mappatura dei sentieri percorribili anche con la joëlette o carrozzina da montagna ad azioni culturali per superare stigma e pregiudizi e trovare il coraggio di uscire allo scoperto. In Alta Valle abbiamo coinvolto i giovani facendogli fare delle gite in joëlette e realizzando con loro un video”.

Nell’ultimo anno sono state effettuate 20 uscite con lajoëlette in tutto il territorio della provincia, da Livigno alla Valchiavenna e anche al di fuori, come Bergamo e Milano.

La joëlettenon è solo un pezzo di ferro – ha aggiuntoFumasoni – è un pezzo di ferro che esprime un valore altissimo, attorno al quale si concretizzano tanti buoni propositi, aiuto reciproco, il godere delle bellezze delle nostre montagne. Un pezzo di ferro che aggrega e sfonda tanti muri, che fa cultura e che vogliamo portare dappertutto”.

Tra i progetti futuri c’è anche la realizzazione di una Casetta dell’Accessibilità in media Valtellina (il luogo individuato è ad Albosaggia, sul Sentiero Valtellina) che funga come punto base di riferimento e info point per tutte le persone con fragilità che vogliono andare in montagna. Lì si potrà avere in maniera gratuita una o più joëlette, formarsi per la sua conduzione e percorrere uno dei sentieri accessibili della nostra provincia fino ad arrivare ad un rifugio alpino, che sarà appositamente dotato di una carrozzina.

Il progetto dappertutto ha ottenuto il Marchio Valtellina per la diversificazione dell’offerta turistica del territorio e l’accessibilità per tutti.

Vanno in questa direzione, come ha spiegato il volonatarioDario Fanoni, la mappatura di 20 sentieriaccessibili nei 5 mandamenti della nostra provincia che si possono trovare all’indirizzo dappertutto.org/percorsi, realizzata grazie al portale wikiloc (potete scaricare l’app gratuita e seguire la mappa direttamente dal cellulare), e la possibilità per le strutture ricettive valtellinesi e valchiavennasche di segnalare la propria accessibilità tramite un apposito form presente sul sito dappertutto.org.

La prima volta che ho visto la joelette mi sono detta proviamo e adesso non la mollo più perché è un’importante opportunità di socializzare e conoscere tante gente – ha detto Francesca Rognaprima vedevo la montagna solo dal basso e invece adesso posso vivere dentro la montagna. Faccio anche un appello agli albergatori della nostra provincia perché segnalino l’accessibilità delle loro strutture”.

Per essere definiti accessibili sia gli alberghi che i sentieri devono possedere determinati requisiti: i volontari e i tecnici del dappertutto sono a disposizione per fornire alle persone e agli esercenti interessati tutte le informazioni.

Luciano Bertolina, presidente del Coordinamento delle sezioni valtellinesi del CAI, ha raccontato come l’associazione che per eccellenza fa conoscere e conosce le montagne in tutti i suoi aspetti abbia sposato il progetto dappertutto e il portare in montagna le persone con disabilità: “Lo facciamo da 40 anni e siamo orgogliosi di dare una mano e di portare più gente possibile, anche da fuori provincia, il Parco Nazionale dello Stelvio acquisterà una decina di joëlette e le metterà a disposizione del territorio e abbiamo coinvolto anche le Comunità montane per sistemare i sentieri e farli diventare accessibili a tutti”.

I TESTIMONIAL DEL PROGETTO

Saverio Monti, runner, ha condiviso l’esperienza della Go in Up, circuito di gare a scopo benefico che si è tenuta in Bassa Valle con la partecipazione del TEAM JOËLETTE: “Abbiamo raccolto soddisfazioni per quanto realizzato sia da parte dei joëlettatoriche delle persone che sono salite sulla joëlette: un’esperienza significativa che sicuramente rimarrà nella memoria, ma anche una dimostrazione di coraggio e fiducia. Abbiamo creato un bel gruppo: gente che vive la montagna in maniera agonistica ha riscoperto il valore della condivisione e del fare fatica insieme. Gente che non si conosceva e che passava le serate in solitudine si è trovata parte di un gruppo.Anche chi non faceva sport da molto tempo si è rimesso in gioco “con la scusa” di aiutare altre persone. Le relazioni sono migliorate per tutti”.

Alice Gaggi, campionessa di corsa in montagna, ha espresso la sua stima per “questi progetti che permettono a tutti di avvicinarsi alla montagna e di poterla godere. In quanto atleta spesso mi accorgo di vivere la montagna in maniera sempre un po’ veloce e frenetica. Ci sono invece tanti aspetti davvero speciali della montagna che possono essere scoperti percorrendola e vivendola nella lentezza del quotidiano”.

Messaggio di Viviana, una delle persone trasportate con la joëlette:

“Essere vincente per me significa creare nuove opportunità alla mia difficile esistenza e quando un sogno diventa realtà la vita cambia ed è vero !!! una settimana fa il duro verdetto non sarai mai più in grado di alzarti ne’ tantomeno di camminare , non vi dico l’ amarezza dopo anni di duro impegno e di costanti terapie , però grazie agli amici runners durante il Roncaiolavertical ho potuto correre alla pari… è stata una gara emozionante dove 9 cuori battevano all’ unisono , così tanto che alla fine anche io sulla joëlette avevo il fiatone come se avessi compiuto lo stesso sforzo del mio eccezionale ed indomito team. Poter correre dopo 30 anni un’emozione che mi ha fatto piangere di gioia e mi ha donato nuova forza e rinnovato coraggio per non smettere di lottare perché niente è impossibile… l’importante è non perdere la speranza. Un dono che ho ricevuto da una promessa mantenuta che Andrea mi ha fatto un anno fa. Il risultato valeva l’attesa non ho solo corso quella sera ma con il cuore ho ripreso a volare alto. Grazie di ❤ al mio team resterete tutti impressi nella mia anima per sempre, un batti 5 a tutti i miei eroici campioni per la generosità a 360° che mi hanno dimostrato. Spero ci ritroveremo ancora insieme per altre avventure sportive. Grazie per questa vittoria personale che vale milioni di trofei, un grazie anche agli amici Alpini per l’ ottimo panino con salsiccia annaffiato da buona birra, vvb cari amici runners” 

www.dappertutto.org

Black Friday: offerte voli e biglietti low cost per il weekend del 29 novembre 2019

Manca ancora un po’ al Black Friday 2019, ma è utile iniziare a farsi un’idea su quando cade e quali saranno i sconti per programmare le vacanze dei prossimi mesi. In vista del prossimo venerdì nero, il 29 novembre 2019  novembre, le compagnie inizieranno a vendere biglietti aerei (e non solo) a prezzi molto scontati

Grazie a queste promozioni potrete iniziare a programmare i vostri viaggi low cost in vista dei ponti 2020.

BLACK FRIDAY OFFERTE VOLI 29 NOVEMBRE 2019

Le compagnie aeree si preparano al famoso venerdì di sconti folli, il Black Friday 2019. In attesa della folle giornata di sconto, che avverà il prossimo 29 novembre, le compagnie prepareranno la lista dei biglietti per viaggiare in Europa per tutto il 2019 e per i primi mesi del nuovo anno. Ad aderire alle offerte ci saranno numerose compagnie aeree tra cui Ryanair, Volotea ed easyJet che, per tutto il finesettimana, offriranno voli a tariffe vantaggiosissime per tutta Europa. 

Anche eDreams aderisce al Black Friday con offerte voli + hotel che partiranno allo scoccare della mezzanotte del 29 novembre. Controllate il sito ufficiale per trovare la promozione che fa per voi. Le offerte di Expedia invece partiranno invece dalle 9.00 del 29 novembre, con soluzioni volo+hotel nelle principali capitali del mondo. Aderisce alla Giornata di sconti anche Logitravel, con offerte imbattibili per 24 ore. Potrete trovare sconti anche sugli alloggi, Hotels.com applicherà forti sconti a chi prenota il 29 novembre.

immagine presa da google

MIGLIORI OFFERTE VOLI PER IL BLACK FRIDAY 2019

Qui trovate una tabella con una selezione di offerte per il Black Friday

  • Ryanair da 4.99 euro – Milano – Barcellona
  • Ryanair da 4,99 euro – Milano – Belfast  
  • easyJet da 30 euro a/r – Napoli – Spalato
  • easyJet da 27 euro a/r – Milano – Ibiza
  • Ryanair da 16 euro – Roma – Porto 
  • Ryanair da 4,99 euro – Roma – Malta
  • easyJet da 19 euro a/r  – Milano – Cracovia 
  • easyJet da 40 euro a/r – Napoli – Ginevra
  • easyJet da 39 euro – Milano Madrid

RYANAIR BLACK FRIDAY

Il Black Friday di Ryanair prevede sconti fortissimi sui prezzi dei biglietti. Gli sconti inizieranno a mezzanotte di giovedì 28 novembre e dureranno per 24 ore, ma se non vi accontentate potrete sempre approfittare anche degli sconti del Cyber Monday, il lunedì successivo.
Si vola a Bruxelles, Berlino, Londra, Barcellona, Sofia, Siviglia, Lisbona a prezzi che vanno dai 4,99€ fino a 16,99€ a tratta. In questa settimana non è impossibile trovare offerte vantaggiose per volare a 6 euro a tratta anche nel weekend. Consultate il sito della compagnia per verificare le offerte aggiornate giornalmente.  Sono previsti inoltre sconti del 20% sui bagagli acquistati nella settimana del Black Friday. L’offerta è valida su tutti i voli acquistati dal 20 al 29 novembre per viaggiare tra dicembre 2019 e giugno 2020.

GUARDA ANCHE: CAPODANNO 2020

BLACK FRIDAY EASYJET

Easyjet offre sconti del 30% per tutta la settimana. Fino al 30 novembre troverete promozioni su oltre 50000 biglietti aerei. Potrete volare da tutta Italia a Barcellona, Londra, Parigi, Spalato, oppure scegliere le isole della Grecia e le Isole Baleari. Potrete volare a prezzi vantaggiosi fino a settembre 2020. Visitate il sito ufficiale della compagnia per scoprire tutte le offerte giornaliere. In offerta ci saranno anche i pacchetti di viaggio “Volo + hotel”. 

BLACK FRIDAY ALITALIA

Ancora non ci sono notizie ufficiali sulle offerte di Alitalia per il Black Friday. Sul sito potete trovare una sezione dedicata alle offerte di viaggio per tutto il mese. Qui il link con le migliori promozioni.

BLACK FRIDAY VOLOTEA

Volotea ancora non ha annunciato la sua adesione al Black Friday. Lo scorso anno la compagnia offrì voli per tutta Europa a partire da 14,99 euro. 

BLACK FRIDAY NORWEGIAN

Non perdete le offerte di Norwegian il prossimo 29 novembre 2019. Nelle 24 ore potrete prenotare voli economici per le capitali europee, gli Stati Uniti, Singapore e Bangkok.

Articolo preso dal sito web zingarate.com

Amsterdam ha la tassa di soggiorno più cara d’Europa: stangata per i turisti

Amsterdam è diventata vittima del suo stesso successo. Per evitare l’invasione di turisti, dal primo gennaio prossimo la capitale olandese pretenderà dal visitatore straniero 3 euro per notte a persona, più il 7% della tariffa della camera.

Per molti italiani, soprattutto quelli più giovani, Amsterdam è una delle prime tappe di un viaggio fuori dai confini. La capitale delle bici, dei musei, delle stradine, delle case oblique, dei quartieri a luci rosse e dei mille canali è una delle mete più popolari in Europa. Tuttavia, sta lottando contro un turismo di massa che le sta rovinando l’immagine, compromettendo l’identità e violentando le consuetudini locali. La piaga si chiama overtourism: anche qui, infatti, il numero di turisti ha decisamente oltrepassato la soglia fisiologica di accettazione. Qualche cifra? La città conta circa 850.000 abitanti, ma lo scorso anno è stata invasa da più di 20 milioni di turisti (nel 2005 erano la metà). E il trend sembra destinato salire: secondo le stime, nel 2025 si prevedono quasi 30 milioni di arrivi.

immagine scaricata da Google

A partire dal 1° gennaio 2020, Amsterdam aumenterà le tasse di soggiorno per tutti coloro che dormono in albergo, affittano case private o bed and breakfast. E per i turisti sarà una stangata. Già adesso la capitale olandese non è tra le più economiche del Vecchio Continente. Dall’anno prossimo, avrà pure la tassa di soggiorno più cara d’Europa. I visitatori pagheranno in più 3 euro a notte a persona, oltre al 7% della tariffa della camera. A titolo di confronto: Berlino applica una tassa di soggiorno del 5% sul prezzo netto dei pernottamenti; a Roma può arrivare fino a 7 euro, a seconda della categoria di stelle. Ad Amsterdam, invece, si dovranno sborsare quasi 16 euro in più.

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Facciamo un esempio pratico: se una stanza in camera doppia ad Amsterdam in un hotel (con una buona recensione su Booking.com) costa 132,50 euro a notte, la tassa di soggiorno sarà complessivamente di 15,97  euro, ossia 9,97 euro più 3 euro ad occupante. I bambini sotto i 16 anni sono esenti dalla nuova tassa, mentre i campeggi sono in parte risparmiati con un supplemento di 1 euro a notte per adulto. Sarà anche più caro affittare casa attraverso il portale Airbnb: l’imposta esistente verrà aumentata del 10%. Invariata rimane invece la tassa di arrivo di 8 euro per chi raggiunge la capitale in barca. Già da diverso tempo le autorità di Amsterdam stanno discutendo varie misure per contrastare il turismo di massa e quello mordi-e-fuggi. Dallo scorso marzo, ad esempio, le visite guidate attraverso il quartiere a luci rosse sono vietate dalle 19 in poi. Dall’anno prossimo verranno bandite completamente.

Articolo preso dal sito web viaggi.corriere.it