UNA STORIA FORTE E DI CORAGGIO: QUELLA DI SIMONA ANEDDA, VIAGGIATRICE SENZA BARRIERE

Novembre 2017

“Sono Simona Anedda, nata a Roma nel 1974 e viaggiare è la mia vocazione. Ho iniziato con un Erasmus in Islanda e, dopo la laurea in Belle Arti, mi sono trasferita a Londra, quindi in Danimarca e in Svezia. Nel 2000 sono stata a New York e, infine, a Chicago.

A 25 anni ho iniziato a lavorare come tour leader per Congressi Medici e a 30 sono partita per un viaggio senza meta, di un anno, in Australia. Al ritorno mi sono trasferita in Germania e ho ripreso la mia attività, lavorando per Finmeccanica e l’Agenzia Spaziale Italiana.

Non parlerò dei miei viaggi in Messico, Martinica, Sud Africa, Francia, Cuba, Usa… ti dirò invece che nel 2012, poco prima di partire per un viaggio nella Guaiana Francese, ho iniziato a stare male e al ritorno, dopo molti accertamenti ed esami, mi è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla.

Un medico mi disse: “È meglio che rimanga a riposo e lontana dal caldo”. E io risposi: “E se partissi per il Brasile, come la vede?”. Insomma, alla notizia ho reagito partendo da sola per un viaggio di due mesi nel mondo carioca, nel gennaio 2013.

Non cammino più, non muovo le braccia, non respiro bene. Ma è inutile piangere. Dal 2014 sono in sedia a rotelle e – tra una terapia e l’altra – ho ripreso a viaggiare e ad essere indipendente, nonostante tutto. Così sono partita per l’Islanda e, a giugno 2016, sono stata a Miami, un viaggio di “allenamento” in vista della mia attuale sfida. Sento che non avrò una vita lunga.”

Con queste frasi Simona si presenta all’interno del suo seguitissimo blog, In viaggio con Simona Avevo già sentito parlare di lei e seguivo le sue attività quando un giorno, un amico in comune, ci mise in contatto. Ho molta stima di questa ragazza che ha voglia di vivere la vita al 100% nonostante le sue condizioni. Diciamo che mi rivedo parecchio in lei, perché anche io sono una combattiva ma soprattutto anche io sono una grande amante dei viaggi!

Quindi ho deciso di dedicarle questo articolo sul mio blog perché da parte mia è sempre tanta la voglia di far conoscere “storie speciali”.

Simona ha iniziato a star male nel 2012, senza capire bene per dieci lunghi mesi cosa le stesse accadendo. Cadeva in continuazione e non si sentiva più padrona del suo corpo comprendendo che qualcosa stava cambiando.  Fu un duro colpo quando ricevette la diagnosi di sclerosi multipla primaria progressiva a evoluzione rapida. Del resto come darle torto, nessuno prenderebbe bene una notizia del genere!

Ma l’indole di Simona è diversa da come si sente lei in quei momenti bui successivi l’accaduto. Simona è una combattente e non ha nessuna intenzione di arrendersi, ma soprattutto non ha nessuna intenzione di smettere di viaggiare. Il viaggio la aiuta a farle dimenticare la sua malattia e la fa sentire viva! Nonostante i medici le consigliarono di stare a riposo, nel Gennaio 2013 parte per il Brasile. Non confessa a nessuno la sua malattia perché ha paura che qualcuno possa mettere fine alla sua esperienza carioca della durata di due mesi. Una ragazza tosta e caparbia, una vera numero uno!

Purtroppo, al rientro dal Brasile, le sue condizioni iniziarono a peggiorare e continuarono a farlo fino a quando la costrinsero ad usare una sedia a rotelle. Difficile accettare una condizione come questa quando non si ha mai voluto stabilire dei contratti nella vita, ma al contrario si ama la libertà a 360 gradi.

All’inizio del 2017 Simona ha coronato uno dei suo sogni: girare l’India, il Nepal e l’Indonesia per un totale di cinque mesi. Tutto questo si è avverato grazie ad un progetto di crowdfunding che ha lanciato con l’aiuto di amici. Nonostante questi paesi non siano ancora del tutto consoni ad ospitare un disabile, soprattutto per così tanto tempo, Simona ha trovato una grande disponibilità nei suoi confronti da parte di queste popolazioni. Tutta questa meravigliosa esperienza è documentata, giorno per giorno, nel suo blog.

Non so cosa abbia in mente Simona per il futuro, ma non mi stupirei se fosse in partenza per qualche altro posto nuovo tutto da scoprire. Il suo motto è: “Se pensi di avere delle potenzialità segui il tuo sogno senza paura”.

Io e Simona facciamo parte dell’associazione ESSERE’ ONLUS, si tratta di una OdV (organizzazione di volontariato) con oggetto sociale ampio, ma focalizzato  principalmente sull’attività di reinserimento sociale di persone con disabilità e con limitazione della libertà personale.

esserè presentazione 4

 

 

 

CINQUE RAGIONI PER CUI INVESTO IN VIAGGI, NON IN OGGETTI

Novembre 2017

Sono pienamente d’accordo con questa viaggiatrice E voi, come la pensate? Commentate con le vostre opinioni!

Articolo preso dal sito www.huffingtonpost.it

La vita è troppo breve, e le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono le avventure e i bei ricordi

Se mia madre leggesse questo post, probabilmente non mi parlerebbe per molto tempo. Mia suocera ci ha affettuosamente definiti “i maniaci del viaggio”. E lo capisco. Sono sicura che la loro generazione, in generale, sia cresciuta con valori diversi. Casa, macchina, mobili, gioielli e risparmi erano tutti di primaria importanza e un modo per mostrare il proprio status, il successo e i traguardi raggiunti. Non fraintendetemi, tutte queste cose sono ancora importanti (e vorrei che più persone potessero permettersi i piaceri materiali di questa vita senza sacrifici e pianificazione del budget). Tuttavia, la mia generazione inizia gradualmente ad avvicinarsi a un altro tipo di mentalità – dove le esperienze contano più delle cose. Le priorità stanno passando dall’accumulare oggetti all’accumulare esperienze.

o e mio marito siamo solo una coppia qualunque con un reddito medio, che cerca di vivere al massimo e creare dei ricordi che dureranno per sempre. Data la scelta e i limiti di budget, preferirei guidare una semplice utilitaria ma andare in vacanza quattro volte all’anno, anziché dire no ad un viaggio e passare i prossimi dieci anni a pagarmi una Mercedes, solo per fare sfoggio del mio status. Inoltre, abbiamo stabilito fin da subito che preferiremmo spendere un occhio della testa in un ristorante tre stelle Michelin, anziché sprecare soldi per scambiarci dei regali.

Penserete che la mia sia un’ossessione, e forse avete anche ragione. Io preferisco definirla passione. In entrambi i casi, i sintomi sono chiari: mi sento soffocare se resto nello stesso posto per più di tre mesi; ho bisogno delle mie fughe durante il weekend (vicine o lontane); pianifico le vacanze per uno o due anni; mi dedico ad una ricerca meticolosa e preparo itinerari dettagliati per ogni viaggio; CondeNast Traveler, Culture Trip, National Geographic e Travel + Leisure sono diventati le mie bibbie; frequento anche siti come booking.com solo per sognare ad occhi aperti tutte quelle meravigliose destinazioni sparse per il mondo.

Dunque, perché ho deciso d’investire nei viaggi e non nelle cose? I motivi sono semplici:

AMPLIARE LA MIA PROSPETTIVA

Come disse giustamente Mark Twain, il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale. Due anni di incarico diplomatico ad Haiti mi hanno aperto la mente su un piano completamente diverso. Certo, si possono vedere le difficoltà dei paesi in via di sviluppo in TV, ma finché non le tocchi con mano, non potrai mai comprendere davvero le battaglie quotidiane di quella gente. Per fortuna, le nostre condizioni di vita ad Haiti non avevano nulla a che vedere con quelle di chi vive nella povertà più assoluta. Tuttavia, lì iniziai ad apprezzare anche le cose più semplici come le strade asfaltate, i semafori, i supermercati, i cinema e i centri commerciali – in pratica, tutto ciò che prima davo per scontato.

FARE NUOVE AMICIZIE

Ammirare le principali attrazioni del luogo non è abbastanza per me. Resto sempre a bocca aperta quando penso a quelle persone che, pur vivendo da anni in un altro paese, non hanno amici del posto. Non credo si possa imparare qualcosa su una nazione e sulla sua cultura senza interagire con la gente del luogo. Il coinvolgimento multiculturale è la chiave per capire la bellezza di questo mondo, ed avere tanti amici sparsi per il pianeta mi fa sentire ricca. Oltre a permetterti di conoscere le persone del paese ospitante, il viaggio ti offre anche l’opportunità d’interagire con altre nazionalità e scoprire qualcosa in più sulla loro cultura. Ricorda, ogni persona che incontri durante i tuoi viaggi ha una storia da raccontare.

CONOSCERE NUOVE CULTURE

Potrebbe essere una festa alle Hawaii, una visita alla Grande Muraglia cineseuna notte trascorsa in un tempio buddista in Giappone, un’immersione a Saint Kittsun torneo di sumo a Tokyo, un safari nel deserto a Dubai: le possibilità d’immergersi nella cultura locale della meta prescelta sono infinite. L’emozione di vedere da vicino come vivono i popoli di altre nazioni, e provare le stesse esperienze che fanno battere i loro cuori, è incomparabile. Mentre giri per il mondo alla ricerca di nuovi odori, panorami e suoni, la comprensione profonda del mondo e delle nuove culture, così diverse dalla tua, ti apre la mente e ti arricchisce.

SCOPRIRE NUOVE PERLE CULINARIE.

Non è un segreto che amo il buon cibo e m’impegno sempre a provare la cucina locale ovunque io vada. Per quanto si tenti di ricreare le ricette originali, le pietanze non saranno mai buone come nel paese d’origine, semplicemente perché i prodotti locali e le spezie non possono essere riprodotti dappertutto. Il Khachapuri non sarà mai buono come quello preparato nella cucina di mia madre a Tblisi, il cibo thai non avrà mai lo stesso sapore che ha in Thailandia, e quello indiano non ti farà mai venire l’acquolina in bocca come in India. Ricordo ancora il nostro “food tour” da capogiro a San Juan, dove gustammo le specialità locali girando per le strade acciottolate. La nostra esperienza più recente è stata provare la cucina del Sichuan in un piccolo chiosco alla buona di uno sconosciuto villaggio cinese, sulla strada verso la Città Proibita. Era economico, semplice, ma strepitoso.

PER NON GUARDARMI INDIETRO E CHIEDERMI: “E SE…?”

La vita è troppo breve e, alla fin fine, le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono tutte le avventure vissute e i bei ricordi condivisi con le persone amate. Non voglio rimandare niente che non possa fare oggi, questo mese o quest’anno. Non voglio guardarmi indietro e avere dei rimpianti o pensare “Vorrei essere stata lì, aver fatto questo, ecc…”. A dirla tutta, non credo che questa passione per i viaggi mi abbandonerà mai. Avrò sempre quel desiderio di fare le valigie e prenotare un volo per una destinazione esotica. Non credo esistano risposte giuste o sbagliate sul modo di vivere la propria vita. Fare ciò che ci sembra giusto in un momento preciso è la risposta migliore probabilmente, perché non sappiamo cosa ci riserverà il domani.

E voi cosa ne pensate della sfida viaggi contro oggetti? Cosa scegliereste?

Mezzi pubblici in viaggio? Ecco le città più comode: Milano 18esima, Roma solo 40esimaMezzi pubblici in viaggio? Ecco le città più comode: Milano 18esima, Roma solo 40esima

Novembre 2017

SI MENZIONA ANCHE DI MEZZI PUBBLICI ACCESSIBILI A DISABILI

Leggi l’articolo preso dal sito www.repubblica.it

D’altronde la mobilità è un elemento essenziale del buon funzionamento di una città. Sia per chi la abita che per chi la visita come turista o per affari. Il Sustainable Cities Mobility Index mette dunque sotto la performance globale dei sistemi di mobilità di cento città del mondo, a loro volta selezionate tramite 23 criteri di valutazione. Ciò che ne è uscito consente di fornire una classifica indicativa di ciascuna di esse nonché la durabilità delle loro infrastrutture. Al vertice globale, neanche a dirlo, c’è Hong Kong davanti a Zurigo e Parigi.

Mezzi pubblici in viaggio? Ecco le città più comode: Milano 18esima, Roma solo 40esima

Roma. Metro B1

E l’Italia come se la cava? Milano sembra riuscire a tenersi agganciata al treno delle migliori, preceduta da Amsterdam, Copenaghen, Tokyo, Monaco, Lione, Pechino ed Edimburgo alla 18esima piazza. Per trovare Roma, al contrario, bisogna scorrere non poco: la Capitale spunta alla 40esima posizione, è preceduta da Bruxelles, Birmingham e Macao e seguita da Atene, Washington D.C. e dall’inglese Bristol. Il rapporto, che piazza alle ultime posizioni la vietnamita Hanoi, Kuala Lumpur e Il Cairo, non prende in considerazione altre città tricolori.

Questa è ovviamente la classifica generale, quella che mescola i tre aspetti principali selezionati da Arcadis: Persone, Pianeta e Profitto. Nel primo caso si tratta di quanto il sistema dei trasporti incida sulla qualità della vita delle persone, quindi anche dei viaggiatori. Per capirci, dai collegamenti con gli aeroporti agli orari di apertura delle linee di metropolitana passando per le infrastrutture per la disabilità. Nel secondo si prende invece in considerazione il dato tecnico: quanto, cioè, il parco mezzi sia moderno ed efficiente, quali siano le emissioni in base a diverse misurazioni e così via. Ma anche spazi verdi, mobilità su due ruote ed elettrica. L’ultimo, invece, tocca un aspetto più economico: sottolinea quanto un buon sistema di trasporti possa favorire la crescita economica, anche sotto il profilo turistico. Se prendendo il terzo parametro le italiane salgono al 14esimo e 16esimo posto. La brutta notizia è che, considerando il primo elemento, quello cioè dell’impatto sulle persone, Milano e Roma fanno un salto indietro: la prima scivola al 28esimo posto e la seconda addirittura al 53esimo. Non un grande biglietto da visita per chi voglia decollare alla volta della Capitale o del capoluogo lombardo.

APRE IL LOUVRE DI ABU DHABI, IL MUSEO CHE SFIDA IL DESERTO

Novembre 2017

Il museo di Jean Nouvel aprirà i battenti l’11 novembre. Dieci anni di gestazione, 5 più del previsto tra crisi economica e controversie, non ultima quella sulla possibilità di conservare capoloavori in un clima estremo. Costo, 1 miliardo. Per l’inaugurazione arriva da Parigi la Dama di Leonardo.

E’ ufficiale. Il Louvre di Abu Dhabi, dopo dieci anni di attesa e cinque anni di ritardi e rallentamenti, dovuti alla crisi e al calo dei prezzi del greggio, e in parte alle pesanti critiche sulle condizioni di lavoro degli addetti, aprirà finalmente i battenti il prossimo 11 novembre. La struttura, disegnata da Jean Nouvel, sorge sull’isola Saadiyat, non lontano dal cuore finanziario della capitale degli Emirati eppure ancora in gran parte deserta.
Ha le sembianze di un’enorme cupola (180 metri di diametro), sul tetto della quale posano figure geometriche in stile arabeggiante, composte da 8 strati di acciaio disposti in modo tale da filtrare la potente luce del giorno, in modo da proiettare dentro e fuori fasci luminosi a stella, diversi a seconda dell’ora e della stagione. All’interno delle sue 23 gallerie permanenti (per un’estensione totale di 8.600 metri quadrati), saranno esposte 600 opere d’arte, 300 delle quali saranno concesse in prestito per il primo anno da 13 musei francesi. Tra queste, ci sono il Ritratto di Dama di Leonardo (dal Louvre), il Bonaparte che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David (Versailles) e l’Autoritratto di Vincent Van Gogh da Orsay.
La maggior parte delle opere, comunque, avrà come oggetto la storia delle grandi civiltà umane e delle religioni. Ci sarà una pagina del Corano Blu di Kairouan, storica edizione del testo sacro islamico che risale ai secoli IX-X, la cui parte più voluminosa è custodita al Bardo di Tunisi, una Bibbia gotica, una Torà e libri buddisti o taoisti. “L’idea è quella di mandare un messaggio di tolleranza”,  ha detto il presidente dell’Autorità del turismo e della cultura di Abu Dhabi, Mohamed Khalifa Al-Mubarak annunciando la data. Tra gli altri pezzi della collezione permanente, un set funerario egizio del Decimo secolo a. C., una Madonna di Giovanni Bellini e un dipinto turco del 1878, di Osama Hamdy Bey, che ritrae Un giovane emiro dedito allo studio. Saranno rappresentate epoche che spaziano dalla preistoria alla contemporaneità, opere d’arte di origine medio-orientale e lavori di artisit come Gauguin, Picasso o Cy  Twombly.

I massimi rappresentanti della cultura francese hanno confermato, oltre alla completa assenza di veti in materia di rappresentazioni delle divinità di ogni religione e provenienza, il Louvre Abu Dhabi sarà esente da ogni divieto di rappresentazione del nudo, nella pittura o nella scultura, sacre o meno. “Abbamo carta bianca in tutti i campi – ha assicurato Jean-François Charnier, direttore scientifico dell’Agence France Museum. “Mettendo vicino un lavoro cinese a uno islamico – ha continuato – mostreremo i legami e le similitudini tra le varie culture. L’obiettivo è far vedere che nella storia ci sono più collegamenti e ponti che muraglie”.

Franchise dell’icona parigina da cui prende il nome (al pari del Louvre Lens, ma si tratta di una prima assoluta fuori dei confini) il nascente museo, per il cui progetto Abu Dhabi ha sborsato quasi 1 miliardo di euro (400 milioni solo per poter usare il marchio, 582 per edificare la struttura), si propone a sua volta come simbolo del principato del Golfo Persico e della sua volontà di diversificare la propria economia, anche stimolando la propria vocazione turistica. La ancora desolata isola, dopo il Louvre, dovrebbe veder nascere altri due musei, Guggenheim (anche se ad oggi la Fondazione newyorkese nega che sia stato firmato alcun contratto con gli Emirati, per costruire l’edificio, pensato nel 2006 da Frank O. Gehry) e Zayed, assieme a ville residenziali, alberghi e negozi. Un vero e proprio quartiere museale, come a Berlino o a Washington, a Amsterdam o a Vienna, tra mare e sabbia. L’obiettivo è quello di portare ad Abu Dhabi 8,5 milioni di turisti annui entro il 2020. E per differenziarsi dalla vicina Dubai, che è già diventata una delle grandi capitali del turismo mondiale, puntando sul divertimento oltreché sul lusso, e da Doha, che ha puntato sullo sport (leggasi Mondiali di Calcio 2022), ha scelto la strada della cultura.

La nascita del Louvre Abu Dhabi aveva immancabilmente creato polemiche anche in Francia, dove molti contestavano la mercificazione, e all’estero, di un marchio tanto nobile. Polemiche poi sopite, tanto che oggi il direttore dell’istituzione parigina parla di “prima volta” e di “progetto eccezionale”. Altro tema di controversie, apparentemente superato, quello concernente la trasferta, il trasporto e la conservazione di simili capolavori in un ambiente estremo dal punto di vista climatico. Mubarak ha assicurato che “la protezione è vitale, e noi ci siamo assicurati di poter offrire i sistemi richiesti”, citando specificamente il controllo di temperatura e umidità in un ambiente all’esterno del quale la temperaturà supererà i 40 gradi per diversi mesi l’anno.

Tutto sembra dunque essere pronto per la grande prima. Molto probabilmente Emmanuel Macron ci sarà.

Articolo preso dal sito www.repubblica.it

STOCCOLMA: ATTRAZIONI IMPERDIBILI E ACCESSIBILITA’

Ottobre 2017

Il mio viaggio inizia da Milano Malpensa. Volo su Stoccolma con atterraggio all’aeroporto di Arlanda. Come raggiungere il centro città? Vi sono diversi modi, io ho scelto Arlanda Express, treno con fermate tutte accessibili in sedia a rotelle che in una ventina di minuti conduce nel cuore della capitale svedese. E’ la soluzione più veloce ma anche la più costosa:circa 28 euro a testa con biglietto gratuito per l’accompagnatore della persona disabile.

Arlanda Express

Alloggio all’hotel Comfort Stockholm, struttura handicap-friendly situata proprio accanto alla fermata dell’Arlanda Express e a soli 200 metri dalla stazione centrale da dove si possono prendere bus (tutti accessibili con pedana) e la metropolitana, anch’essa priva di barriere architettoniche in ogni fermata. Persino i bus Hop-on Hop-off, quelli rossi che effettuano il sightseeing della città, sono agibili in carrozzina.

 

Mi reco subito a Gamla Stan, parte vecchia di Stoccolma che personalmente ho adorato molto nonostante abbia detestato la pavimentazione acciottolata caratteristica dei centri storici perché fatico parecchio a muovermi con la mia sedia a rotelle. Questa zona pittoresca è piena di salite e di discese ma, nonostante questo, finivo sempre per cenare lì la sera. La scelta dei ristoranti e locali tipici è abbondante, ma fate attenzione ai prezzi! Purtroppo a Gamla Stan ho ricevuto la mia prima delusione: la sua famosa cattedrale non ha la rampa ma solo scale e per accedere al suo interno mi hanno dovuta aiutare i miei compagni di viaggio. Mi chiesi come sia possibile che una città del nord europa così all’avanguardia possa mancare proprio in questo. Fortunatamente il Palazzo Reale non presenta questi problemi. Spingetevi fino a Piazza Stortorget, che ospita tra l’altro il Museo del Nobel, per respirare l’atmosfera medioevale di questo centro città molto ben conservato.

Scendendo a piedi da Gamla Stan ci si trova di fronte all’isola di Kungsholmen da dove spicca il Municipio di Stoccolma che si affaccia maestoso sulle acque del Lago Malaren. Il suo interno ospita uffici, sale da cerimonia ed un ristorante di lusso dove pare avvenga il banchetto dei premi Nobel. Il landscape è davvero suggestivo, complice l’ora del tramonto quando gli ultimi raggi di sole illuminano le casette tipiche colorate che circondano la costa dell’isola.

Dicono che il modo migliore per vedere Stoccolma sia effettuare il tour dell’arcipelago in battello. In effetti è proprio così! Dall’acqua la città risulta splendere ancora di più! Peccato che non tutti i battelli siano accessibili in sedia a rotelle. Vi sono diverse proposte di navigazione suddivise in “isole da visitare” e in “tempo di permanenza”. Io ho scelto un’escursione di 50 minuti. Al molo di Nybrokajen, da dove sono partita, mi è stato detto che i battelli che navigano le isole in 50 minuti sono tutti inaccessibili, mentre quelli della durata di due ore e mezza hanno la pedana, ma non posso confermarlo dato che non l’ho potuto appurare.

IMPERDIBILI Per chi, come me, si ferma a Stoccolma quattro giorni consiglio vivamente queste quattro attrazioni che, a mio avviso, sono veramente irrinunciabili! – MUSEO SKANSEN situato sull’isola di Djurgarden. Il traghetto che conduce all’isola è accessibile tramite pedana. Skansen è il museo all’aperto più antico del mondo dove sono state trasportate delle case svedesi e delle botteghe del secolo scorso per far comprendere meglio come si svolgeva la vita in passato. E’ possibile entrare nelle abitazioni, acquistare prodotti artigianali nei negozi e scattare fotografie con persone vestite con abiti d’epoca intente a svolgere le attività di allora. Ma Skansen ospita anche gli animali nordici quali orsi bruni, lupi grigi, linci, foche, alci, barbagianni e molti altri. Il percorso è totalmente accessibile in sedia a rotelle anche se a volte si incontrano salite e discese piuttosto impervie e sulla strada si trovano bagni per disabili.

MUSEO DEGLI ABBA sito anch’esso sull’isola di Djurgarden. E’ divertente ed interattivo, espone gli abiti da scena della band e gli oggetti, mostra filmati ed interviste. Durante la visita è possibile cantare, ballare e perfino registrare una performance. Davvero imperdibile per gli amanti dello storico e famigerato gruppo svedese! Totalmente accessibile in sedia a rotelle con bagni per disabili!

CIMITERO NEL BOSCO il suo vero nome è Skogskyrkogarden, si trova nel quartiere di Enskede a sud della città ed è facilmente raggiungibile in metropolitana. Questo parco enorme ospita un cimitero divenuto sito Unesco per la sua bellezza e peculiarità. Fu disegnato agli inizi del ‘900 dagli architetti Asplund e Lewerentz e proprio qui riposa la diva Greta Garbo. Il percorso è accessibile ma per arrivare davanti alla lapide della Garbo bisogna superare dei gradini.

TUNNELBANA Il tour delle metropolitane (linee rossa, blu e verde) di Stoccolma. Oltre ad essere considerate una vera e propria opera d’arte, racchiudono un unico democratico pensiero, quello di rendere l’arte accessibile a tutti, disabili compresi. Ho visitato nove fermate ricche di sculture, mosaici, incisioni, dipinti e bassorilievi, ma non credo basti una giornata per vederle tutte. Quelle che più mi sono piaciute: Stadion, Radhuset, T-centralen e Solna Centrum.

COSA MANGIARE A STOCCOLMA  Salmone, fish and chips, merluzzo, baccalà e crostacei. Il pesce fresco non manca mai! Zuppe con orzo, piselli, maiale e patate. Salsicce di maiale fritte o bollite. E come dessert la tradizionale spettkaka, torta di mele delle dimensioni di un metro fatta con molte uova cotte allo spiedo.

Reputo la capitale della Svezia un pochino cara rispetto ad altre città d’Europa. Detto questo, vi consiglio di visitarla. In autunno i colori delle foglie le attribuiscono un fascino particolare. Ma credo che la sua bellezza si evinca in ogni stagione.

Viaggi accessibili per tutti — La storia di Jay Abdullahi

Vi racconto la testimonianza di una donna coraggiosa che ha sconfitto viaggiando la sua disabilità.

La dolce londinese Jay Abdullahi, originaria della Nigeria, si è trasferita nella capitale britannica da bambina. Essendo cresciuta invalida per via della polio contratta durante l’infanzia, Jay ha colto ogni opportunità che le si è presentata per esplorare il mondo, documentando i suoi viaggi pieni di vita attraverso il suo sito web, Jay on Life.

Ha anche scritto svariati testi su come viaggiare con una disabilità ed è una delle voci più autorevoli a favore di un settore dei viaggi più accessibile per tutti. Jay sostiene inoltre l’operato di organizzazioni benefiche come l’ONG britannica Able Child Africa, che occupa un posto d’onore nel suo cuore in virtù dei suoi sforzi nell’aiutare i bambini disabili in Africa.

Che cosa ti ispira a viaggiare?

“Incredibilmente, la mia disabilità mi ispira a viaggiare. La vita e la buona salute sono spesso date per scontato dalla maggior parte delle persone. Avendo vissuto con la mia disabilità sin dai primi mesi di vita, afferro ogni opportunità che mi si presenta per esplorare il mondo. Non si sa davvero mai che cosa potrebbe succedere domani, quindi bisognerebbe cercare di vivere al meglio oggi e ogni giorno”.

Secondo Jay, il dover vivere in una grande città dai ritmi frenetici e talvolta insensibile, dove è stata “perlopiù lasciata a se stessa”, l’ha costretta a prosperare. “Andare avanti e imparare a essere autosufficiente” sono due delle risposte di Jay alla sua vita a Londra, entrambe competenze che è felice di aver acquisito.

Articolo preso dal sito www.momondo.it 

 

L’ERMITAGE BEL AIR PREMIATO A RIMINI COME MIGLIOR HOTEL ITALIANO PER IL TURISMO ACCESSIBILE

Ottobre 2017

Il Resort termale e riabilitativo di Abano è risultato il “numero uno” in Italia

per la  qualità dell’ospitalità e per i servizi offerti, accessibili alle persone con deficit motori

e limitazioni della capacità di movimento aggiudicandosi:

l’Award 2017 nella sezione “Mobility”

alla manifestazione “Village for All Awards 2017” svoltasi durante l’Hospitality Day,

che ha anticipato il TTG di Rimini

 

L’Ermitage Bel Air Medical Hotel è la migliore struttura alberghiera italiana nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie. L’11 ottobre scorso, nel corso dell’Hospitality Day svoltosi al TTG di Rimini, il complesso alberghiero-termale euganeo gestito dalla famiglia Maggia si è visto attribuire il primo premio nella sezione “Mobility” del “Village for All Awards”. Il prestigioso riconoscimento, che premia anni di impegno appassionato e professionale in questo settore particolare, è stato consegnato al proprietario dell’Ermitage Marco Maggia e al Capo Ricevimento dell’hotel Michela Selmin.

V4All è il marchio di qualità italiano leader nella identificazione di strutture del settore turismo e ospitalità pienamente accessibili, capaci cioè di garantire un offerta ed una esperienza turistica davvero per tutti. Dopo due lustri di attività nell’ identificazione e nella certificazione delle strutture accessibili della penisola, dopo aver pubblicato la più completa Guida italiana dedicata al turismo accessibile, V4all ha deciso di premiare da quest’anno le eccellenze italiane del settore.

I “Village for All Awards” hanno premiato le strutture del club di prodotto Village for All che più si sono impegnate nel miglioramento strutturale dell’albergo, nella formazione di dipendenti e collaboratori, nel potenziamento dei servizi e degli strumenti di comunicazione orientati al mercato dell’accessibilità.

I premi sono suddivisi in macro-categorie e riguardano hotel, villaggi e campeggi, oltre a strutture del comparto extra-ricettivo. La scelta dei vincitori è stata meritocratica e basata su un complesso sistema di valutazione del punteggio, derivato direttamente dal software brevettato che viene utilizzato per la rilevazione delle strutture aderenti al circuito e che consente a Village for All di mantenere la leadership assoluta in questo segmento. Un mercato, quello dell’accessibilità, che permette alle aziende ricettive di ottenere significativi margini di crescita e miglioramento.

“Questo award – commenta Marco Maggia – è una graditissima sorpresa per noi. Un riconoscimento importante, che premia il grande lavoro fatto in questi ultimi anni per rendere l’Ermitage Bel Air Medical Hotel una struttura completamente accessibile a tutti. L’essere stati ritenuti un’eccellenza italiana in questo settore di significativa rilevanza sociale ci onora e ci sprona a migliorare ancora di più la qualità della nostra proposta nei confronti delle persone con deficit o disabilità motorie e di continuare a garantire un’accoglienza degna di questo premio a tutti i nostri ospiti”.

• Per informazioni: Ermitage Bel Air – Medical Hotel

Via Monteortone, 50 – 35031 Abano – Teolo (PD)

Tel +39 049 8668111 – Fax +39 049 8630166

ermitage@ermitageterme.it  – www.ermitageterme.it

 

Ermitage Medical Hotel: www.medicalhotel.it

Blog: www.ricettedelbenessere.it

Responsabilità sociale: www.ilsognodieleonora.it

 

Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Bel Air Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l’ospitalità, è uno degli alberghi storici dell’area termale euganea (la più importante d’Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un’ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca effettuata con importanti istituti italiani e stranieri e sotto la guida di studiosi di fama internazionale, quali i professori Arsenio Veicsteinas (Ordinario di Fisiologia e Presidente della Commissione Scientifica della Federazione Medico Sportiva Italiana) e Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione). Dal 2010 Ermitage Bel Air è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto “Il Sogno di Eleonora” (www.ilsognodieleonora.it), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti al fine di garantire a loro e alle loro famiglie programmi riabilitativi intensivi e residenziali a titolo completamente gratuito.

 

HOTEL COMFORT STOCKHOLM

NOME Hotel Comfort Stockholm

LUOGO Stoccolma, Svezia

INDIRIZZO Kungsbron 1, 111 22 Stoccolma

TELEFONO +46 8 – 566 222 00

INDIRIZZO EMAIL co.stockholm@choice.se

SITO WEB www.nordicchoicehotels.se

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE posizione ottima accanto all’entrata della navetta aeroportuale Arlanda Express e a soli 200 metri dalla stazione centrale.

ENTRATA PRINCIPALE senza nessuna barriera, con porta che si apre automaticamente. Le aree comuni sono accessibili, per accedere al bancone della reception c’è la rampa e sulla sinistra vi è il bagno per disabili.

CAMERA Non è semplice trovare una camera spaziosa con bagno adeguato ad un buon prezzo nelle città del nord Europa. Solitamente vengono venduti loculi senza finestra dove è difficile muoversi in carrozzina e dove non risulta esserci nulla di veramente accessibile. La camera assegnatami in questo hotel, la numero 425 al quarto piano, è invece abbastanza grande ma anch’essa senza finestra. Dispone di due letti singoli con spazio letto muro sufficientemente largo per avvicinarsi con la sedia a rotelle. Tv, mini comodino accanto ai letti, telefono, no armadio ma solo appendiabiti al muro, smoke alarm, aria condizionata. Pavimentazione:parquet.

BAGNO Bagno spazioso, con maniglioni accanto al wc e doccia con seggiolino (non fisso) e maniglione. Manca la doccetta vicino al wc. Lavabo vuoto sotto per permettere alla carrozzina di avvicinarsi al meglio. Sapone liquido accanto al lavandino e alla doccia. Phon. Pavimentazione:piastrelle.

rampa per accedere all’ascensore

SERVIZI free wi-fi, banco escursioni, ristorante solo per la prima colazione, bar alla reception, porter service 24 ore su 24, ascensore

COLAZIONE abbondante con prodotti da forno e marmellate, yoghurt, latte e bibite. Niente dolci disponibili. Cibi salati.

PULIZIA voto 9

NOTE buon rapporto qualità prezzo tenendo conto che si è in Svezia, circa 50 euro a notte a testa in pernottamento e prima colazione. Cortesia del personale. Posizione strategica.