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ANVERSA

Febbraio 2016

Durante il mio viaggio a Bruxelles, decisi di raggiungere Anversa in treno. Nessun problema per noi disabili. Basta recarsi alla stazione di Bruxelles e prenotare l’assistenza alla biglietteria, dopodiché veniamo aiutati dal personale a salire e scendere dal treno tramite delle rampe di acciaio. Tutto molto comodo. Inoltre ci viene assegnata la carrozza adita alle sedie a rotelle con bagno accessibile. Quando arrivate a destinazione, vi consiglio di dedicare qualche minuto alla visita della Stazione Centrale, talmente bella da essere soprannominata “cattedrale ferroviaria”.

Anversa, di indubbia bellezza, coi i suoi 500.000 abitanti è la più importante cittadina delle Fiandre. Situata nel Belgio settentrionale, è collocata sulla riva destra del fiume Schelda, a circa 90 km dal Mare del Nord.

CURIOSITA’: Una leggenda risalente al XV secolo cita che il nome Anversa (Antwerpen) deriva dalla frase “hand werpen” cioè “lanciare la mano”. Si riferisce all’uccisione del gigante Druon Antigoon per mano del soldato romano Silvio Brabone che infine tagliò la mano al gigante e la gettò nella Schelda.

E proprio nella bellissima piazza, cuore della città, Grote Markt (in italiano Mercato Grande) si trova la statua rappresentante il gigante Druon senza una mano. Questa magnifica piazza è l’esempio di architettura rinascimentale fiamminga. Un lato è totalmente occupato dal Municipio, mentre i restanti lati nord, su ed est sono chiusi dalle case delle corporazioni.

Dalla Grote Markt spicca quella che risulta essere la più alta torre della città, appartenente alla cattedrale gotica di Nostra Signora, principale luogo di culto della città. E’ la cattedrale più grande dell’intero Belgio e la sua torre è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità UNESCO. L’entrata è accessibile in sedia a rotelle.

THE RUBENS HOUSE: la casa del pittore Rubens, dopo il restauro, fu aperta al pubblico nel 1946. L’entrata, il piano terra ed il giardino sono accessibili in sedia a rotelle, mentre il primo piano no. All’interno vi sono decine di sue opera d’arte e dipinti tra cui il suo autoritratto.

Sembra strano trovare un castello nelle Fiandre, eppure Anversa ne possiede uno medioevale: Het Steen (la Rocca). E’ il più antico edificio della città e, nel corso degli anni, ha avuto varie funzioni:inizialmente fu la residenza del mangravio di Anversa, poi è divenuto una prigione e, negli ultimi anni fino al 2008 ha ospitato il museo nazionale della navigazione.107

DOVE MANGIARE: ristorante De Bomma, a pochi passi dalla piazza principale. Piatti tipici: cozze, carni e dessert deliziosi.

Anversa è una città da girare a piedi, il suo centro è piccolo e compatto e le sue attrazioni turistiche sono facilmente raggiungibili da un punto all’altro.

BRUXELLES

Febbraio 2016

Bruxelles, capitale del Belgio, è poco considerata come città europea da visitare. Tutti noi la lasciamo per ultimo decidendo di andarci dopo aver visto tante altre capitali d’Europa più importanti e conosciute. E’ ritenuta la “capitale di fatto” dell’Unione Europea perché ospita sedi di alcune delle più importanti istituzioni tra cui la Commissione Europea. Ma Bruxelles ha molto di più ed offre molto di più di questo!

SIMBOLO DELLA CITTA’: statua di bronzo alta circa 50 cm situata nel centro storico di Bruxelles rappresentante un bambino che sta urinando. Il suo nome, Manneken- Pis, in dialetto fiammingo significa proprio “ragazzetto che fa la pipì”. E’ il simbolo dell’indipendenza di spirito degli abitanti di questa città. Il Manneken-Pis viene vestito in base alle occasioni speciali o alle feste tradizionali. Il suo guardaroba vanta 800 abiti.

GRAND PLACE: altra icona della città… Bellissima piazza centrale, maestosa e circondata da case e palazzi delle corporazioni. E’ entrata nella lista del patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1988 ed è considerata una delle piazze più belle del mondo. Ogni due anni, durante il mese di Agosto, viene posizionato un magnifico tappeto di fiori multicolore della grandezza di 188 mq. Vengono impiegati  un milione di fiori freschi lavorati da decine di artigiani.  Questa bellezza particolare può essere ammirata dal balcone del Municipio che viene aperto per l’occasione ai visitatori.

Salendo a piedi verso il Palazzo Reale si scovano scorci meravigliosi. Casette colorate a punta, giardini curatissimi, botteghe di artigianato e, sul lato sinistro, la Cattedrale di Notre Dame. Il panorama dall’alto, al tramonto, è sensazionale!

ATOMIUM: simbolo di Expo Bruxelles 1958. Si trova in periferia, nel parco Heysel vicino allo stadio. E’ una costruzione in acciaio che rappresenta i nove atomi di un cristallo di ferro in riferimento alle scienze e agli usi dell’atomo. Ascensore interno per accedere ai singoli atomi, che oggi ospitano musei, e all’osservatorio in cima.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: la pavimentazione è quasi tutta a ciottoli risultando faticosa da percorrere. Ma il resto è accessibile. Non ho riscontrato troppe barriere architettoniche e sono stata felice di constatare che i mezzi pubblici hanno quasi tutti l’accesso per il trasporto dei disabili. Da Bruxelles si raggiungono in treno Anversa e Bruges. Direttamente alla biglietteria delle stazione si può richiedere l’assistenza per salire e scendere dai treni.

SPECIALITA’ CULINARIE: cosa mangiare in Belgio? Il piatto più gettonato sono le cozze, proposte da tutti i ristoranti della città. In ogni angolo ci si imbatte anche nelle “friterie”, le patatine fritte sono un’invenzione belga. Molto rinomati anche gli stufati di carne. Assolutamente da provare la birra bianca, a mio avviso molto buona. Altra istituzione di Bruxelles sono le praline di cioccolato, si ingrassa alla sola vista. Dolce da street food il waffle caldo servito con gelato, con cioccolato o con frutta fresca.

Considero Bruxelles una città vivibile. Bello anche solo passeggiare per ammirare le persone che girano la città in bicicletta, le luci delle facciate delle case che cambiano col passare della giornata e le diverse piazzette dove si concentrano i bar e i ristoranti.

DIMENTICAVO: per gli amanti dello shopping consiglio le Gallerie Reali! Prezzi alti per prodotti eccellenti e all’ultima moda!

COPENAGHEN

Ottobre 2015                                     COPENAGHEN         (viaggio di 4 gg)

Copenaghen è la capitale nonché la città più popolosa della Danimarca. La scelta di visitarla nei primi giorni di Ottobre è stata ottima, in quanto il clima è ancora mite e si riesce a girare senza patire freddo. E’ una città ventosa dato che è situata sulle isole Sjaelland e Amager e la bassa pressione proveniente dall’Oceano Atlantico influenza il clima che è spesso instabile.

Credo sia la città delle biciclette per eccellenza. Pensavo che il primato fosse attribuito ad Amsterdam, ma a Copenaghen ne ho viste molte ma molte di più. La bici è il mezzo più usato in assoluto sia dagli abitanti del posto che dai turisti che la scelgono per visitare la città e per sentirsi veri danesi! Consiglio di fare molta attenzione camminando a piedi perché le biciclette sfrecciano da ogni lato e si rischia di essere travolti. Inoltre bisogna dar loro la precedenza, stando attenti anche a non occupare le numerose piste ciclabili che costeggiano le strade.

La parte più conosciuta, visitata e riprodotta in foto della città è quella appartenente al canale di Nyhavn. Lo reputo un luogo molto pittoresco , un tempo fu il porto vecchio della città ed è sempre stato rifugio di marinai e scrittori. E proprio qui vi abito’ anche il famosissimo Andersen. Tutto il flusso turistico giunge a Nyhavn per ammirare le coloratissime case in stile danese che si affacciano sulle rive del canale e gli edifici settecenteschi che ospitano taverne e ristoranti. Pranzare e cenare qui costa di più rispetto che negli altri quartieri. Suggerisco di effettuare il giro sul battello che naviga il canale. La barca non è accessibile in sedia a rotelle, e per accedervi si incontrano alcuni scalini. Io ho avuto la fortuna si essere stata aiutata dai miei compagni di viaggio. La navigazione del canale è molto bella ed interessante anche per vedere meglio il Teatro dell’Opera, il sottomarino nero, alcune barche mercantili e per scorgere dettagli impossibili da captare da terra.

IMPERDIBILE: – La sirenetta, anche se piccola di dimensioni rimane il simbolo di Copenaghen. – Il cambio della guardia all’esterno dei Palazzi Reali. Tutti i giorni a mezzogiorno! – Castello di Rosenborg con i suoi giardini. Gli interni sono inaccessibili in sedia a rotelle. – I Giardini di Tivoli, famoso parco dei divertimenti. Ogni anno chiude dopo l’estate e riapre nel mese di Ottobre. – Quartiere di Christiansborg col palazzo sede del parlamento danese, degli uffici del primo ministro e della corte suprema di Danimarca. – Rundetarn, o torre rotonda da dove si ammira la vista completa della città. – La Cattedrale di Marmo.

ACCESSIBILITA’ GENERALE IN SEDIA A ROTELLE: sono rimasta piacevolmente stupita di constatare che tutti i mezzi pubblici sono accessibili a disabili. I treni sono comodi, puntuali e non vi sono barriere per accedervi. Anche i pullman che girano in città sono muniti di pedana rialzante. Contrariamente sono rimasta delusa riguardo i marciapiedi, tutti o quasi senza rampa. Particolare che non passa inosservato in quanto, per attraversare le strade, ogni volta dovevo superare o scendere il gradino con la carrozzina. I locali come bar e ristoranti sono tutti caratteristici e datati, difficile quindi trovare rampe d’accesso o bagni per disabili.

COSA MANGIARE: da assaggiare assolutamente i panini aperti, versione danese del sandwich. Nella loro lingua si chiamano Smorrebrod e vengono preparati con una sola fetta di pane, solitamente si segale, dove vengono appoggiati tutti gli ingredienti. Altro piatto tipico danese è composto dalle Frikadeller, polpette di carne dal sapore particolare. Come dolce ordinate un Wienerbrod, buono e sfizioso la cui ricetta è stata importata dall‘Austria.

A tutti gli amanti della birra consiglio di recarsi al Museo della Birra Carlsberg. Ad ogni visitatore vengono date due pinte di birra, una all’entrata e l’altra prima di uscire. Vero e proprio monumento della birra, il Museo permette di scoprire le tecniche di produzione antiche e moderne.

Città pulita e ordinata che spicca in Danimarca come simbolo di felicità!

ITINERARI TURISTICI SENZA BARRIERE IN TOSCANA

 

All’Expo di Milano, lo scorso 21 Settembre, si è tenuto un evento riguardante la “Sostenibilità e l’accessibilità nell’offerta turistica”. La Regione Toscana ha fatto da protagonista raccontando, attraverso numerosi interventi, tre nuovi progetti riconosciuti come eccellenze di rilievo internazionale.

– Il primo prevede la scoperta della Toscana attraverso percorsi turistici per le persone diversamente abili. Tutti i percorsi sono stati creati, testati ed approvati dall’Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti (UNCI).

– Il secondo consiste in un prodotto della robotica e dell’innovazione tecnologica creato per essere messo a servizio delle persone non vedenti.

– Il terzo è l’associazione “Handy Superabile”, una onlus d’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo per il suo impegno nel miglioramento della mobilità delle persone affette da disabilità motorie e sensoriali.

E proprio il presidente di quest’ultima associazione www.handysuperabile.org , Stefano Paolicchi, che ho contattato ed intervistato personalmente, spiega che sono partiti nel 2006 con il progetto “Mare senza barriere”, dalla località con sede a Follonica.postazioni ombrellone Sono state realizzate delle piazzole di sosta con bagni per disabili sulle spiagge libere non solo di Follonica, ma anche su quelle di Massa e Carrara. Hanno acquistato numerose sedie job, adatte per trasportare un disabile sulla sabbia e perfino in acqua! A seguire, dopo il successo riscosso, è nato, sempre in Regione, “Turismo SuperAbile” per fornire informazioni su tutta la filiera turistica di una vacanza accessibile, dai trasferimenti da e per gli hotel, fino alla fruibilità dei servizi turistici realizzando reportage fotografici delle strutture alberghiere e dei ristoranti e crea itinerari turistici su misura. Un’organizzazione a 360 gradi per sordi, ciechi, disabili e per chi soffre di intolleranze alimentari. Inoltre, dal 2010, Alpitour e Francorosso, due tour operator di rilievo, sostengono l’associazione con lo scopo di rendere ancora più credibili le informazioni sull’accessibilità delle strutture in Italia e nel mondo. Una persona affetta da disabilità può scegliere uno dei villaggi turistici messi a disposizione sul sito di handysuperabile per trascorrere una vacanza in totale relax senza incontrare il minimo problema. Tutte queste strutture sono state testate da persone disabili che hanno appurato in loco l’assenza di barriere architettoniche e hanno migliorato e sensibilizzato dove necessario. Handysuperabile ha verificato in totale 500 stabilimenti balneari, 40 itinerari turistici e 10 itinerari turistici nella sola Toscana.

Nel Settembre 2006 “Mare senza barriere” ha ricevuto il premio Italia Turismo Accessibile. Mentre “Turismo SuperAbile” ha ricevuto, nel 2013, una menzione speciale “accessibile è meglio” dalla Fondazione Spadolini. Entrambi i progetti furono presentati dalla decima commissione parlamentare del turismo 2007.

Il Presidente Paolicchi, parlando di futuro, anticipa di un progetto di formazione sempre con Alpitour e Francorosso, legato all’accoglienza delle persone dall’agenzia di viaggi fino in loco. Secondo il loro punto di vista il turismo accessibile deve essere formato da tre componenti: sistema d’informazione, accoglienza positiva, barriere architettoniche.foto progetto turismo superabil copia

Da disabile in sedia a rotelle reputo interessantissimo l’argomento e personalmente suggerisco alle altre Regioni italiane di copiare e creare tutti i progetti messi in opera dalla Toscana. In Italia sono sei milioni le persone diversamente abili, pari al 13%. Spesso queste persone rinunciano a viaggiare per mancanza di corretta informazione, carenza di servizi accessibili, rapporto qualità/prezzo alto, paura. Ma un disabile ha diritto di viaggiare e lo può fare tranquillamente.

Parola di Pamela!

 

IL QATAR ALL’EXPO DI MILANO

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TEMA DEL PADIGLIONE: “Seminare sostenibilità, soluzioni innovative per un cibo sostenibile.”

Il Padiglione del Qatar vuole celebrare, con questo sito espositivo, le loro tradizioni. I suoi abitanti, consapevoli di vivere in un Paese arido, desertico e con mancanza di acqua, cercano in continuazione di contrastare la mancanza di quest’ultima.

PER DISABILI: entrata laterale con rampa per evitare le scale antistanti.

Nella prima sessione del sito espositivo ci si trova di fronte ad una vera e propria tavola imbandita con prodotti tipici. Questo per far capire l’importanza delle tradizioni alimentari per i qatarioti.  “Tu sei quello che mangi.”

Il piatto più mangiato e caratteristico del Qatar è riso basmati con pollo, che può essere sostituito da pesce con riso di dattero in agrodolce. Il riso, l’alimento più consumato di questo paese, viene importato dall’India o dal Pakistan. I pasti vengono consumati con le mani, seduti su tappeti con stuoia intrecciata a palma di dattero. Anche il 90% dei prodotti alimentari vengono importati. Per concludere si beve del caffè spaziato accompagnato da acqua di rose e da un amaro seguito da alcuni datteri.

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Proseguendo lungo il primo piano del sito ci si imbatte nel “giardino botanico del Corano“, che ospita tutte le piante citate nel Libro Sacro.  “Bisogna prendersi cura delle necessità presenti e future.”

Tramite l’ascensore si raggiunge il secondo piano dove il visitatore si catapulta in un viaggio attraverso la “palma virtuale”.

CURIOSITA’: esternamente il Padiglione richiama la forma del “Jefeer“, il celebre cesto di foglie di palma che viene usato dai qatarini per portare o scambiare merci.  Mentre internamente, nei suoi percorsi arabeggianti, sembra far visita ad un souq, ovvero ad uno dei mercati tradizionali.IMG_9366

Tecnologie moderne , cibo sano e soluzioni ecologicamente sostenibili: il Qatar punta in alto!

Nello spazio del padiglione è possibile, a volte, assistere ad uno spettacolo interattivo oppure farsi tatuare con l’ hennè.

EXPO MILANO: PADIGLIONE MALESIA

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Quello malesiano non è uno dei più grandi padiglioni all’Expo di Milano ma è strutturato molto bene ed attira la curiosità dei suoi visitatori. A me è piaciuto molto.

Tema della partecipazione: “Verso un ecosistema alimentare sostenibile”.

PER DISABILI: entrata pianeggiante e rampa che collega i due piani del sito.

La forma del padiglione è stata ispirata ad un seme della foresta pluviale. Il seme è considerato un simbolo di crescita ed indica l’inizio di un percorso. Quattro sono i grandi semi costruiti con il “Glulam” , o legno lamellare, che formano il Padiglione Malesia.

Nella prima parte i visitatori vengono fatti sedere attorno ad un mega schermo di forma esagonale posizionato sul pavimento dal quale si evincono immagini del Paese, della cultura, dell’alta qualità dei suoi cibi e dell’agricoltura.

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Dopodiché si entra in una grande stanza dove è stata ricostruita una foresta pluviale. Questa è la parte migliore del padiglione, dove ci si perde in mezzo agli alberi e alle piante mentre degli schermi giganti multimediali proiettano fotografie della natura in Malesia.

La visita si completa col bar ed il ristorante dai sapori tipici .

Scienza, innovazione, cibo, cultura e cooperazione sono i temi che si incrociano visitando il sito espositivo malese. Per la Malesia il futuro è adesso!

EXPO 2015: PADIGLIONE KUWAIT

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Il Padiglione Kuwait è stato progettato dallo studio di Italo Rota  che presenta tende a forma di vela sospese in aria e sabbia per terra in rappresentanza delle imbarcazioni kuwaitiane.

PER DISABILI: entrata con rampa esterna e collegato da altre rampe all’interno.

Prima di entrare  nel sito espositivo il visitatore viene accolto da una fontana che, dall’alto, getta acqua verso il pavimento occupando tutta una parete. Delle gocce d’acqua formano, di volta in volta, frasi significative che scorrono veloci scendendo una dietro l’altra. Una di queste è:” L’acqua è necessaria per la sopravvivenza”.IMG_9725

Nella prima sala, tramite un video posizionato sul soffitto, si scoprono l’habitat quotidiano, le caratteristiche del territorio e quelle del clima del Kuwait.

Nella seconda sala viene simulato un temporale come riconoscimento dell’importanza dell’acqua nel Paese. Nel deserto l’acqua è un vero miracolo!

Poi ci si sposta nella terza sala, quella più spaziosa, dove un plastico mostra non solo alcune parti della città, ma anche l’allevamento dei gamberi, l’impianto di desalinizzazione, un futuro parco eolico, un centro di ricerca scientifico e un impianto di energia solare.IMG_9726

Scendendo per mezzo di una lunga rampa si viene a conoscenza di alcune storie di famiglie kuwaitiane che hanno ricevuto benefici dai fondi del Kuwait.IMG_9728

Alla fine della rampa c’è un grande acquario che simboleggia il Kuwait che fu fondato principalmente in funzione di porto.

Nell’ultima parte ci si può immergere nella cultura del Paese attraversando lo shop addobbato con lanterne, spezie, pentole, tappeti e coi loro abiti tradizionali. Il ristorante chiude il sito espositivo del Kuwait preparando piatti tipici per tutti i visitatori che intendono assaggiare le loro specialità.

Il Kuwait è nato nel deserto ma è riuscito a ricavare la propria ricchezza!

IL PADIGLIONE DELLA FEDERAZIONE RUSSA ALL’EXPO DI MILANO

 

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All’esterno del Padiglione della Federazione Russa, prima dell’entrata principale, sono stati posizioni tre simpatici orsi che simboleggiano il Paese e che sono così diventati la mascotte di questo sito espositivo. I loro nomi sono Mishka, Mishka mother e Mishka father e la loro base è tondeggiante, quasi a ricordare una matrioska, altro simbolo della Russia.

Tema della partecipazione:”Crescere per il Pianeta. Coltivare per il futuro”.

L’intero sito si snoda su tre piani. PER DISABILI: entrata pianeggiante, ascensore interno.

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A piano terra uno schermo mostra le Terre russe, spiega quanto siano fertili e quanto siano vaste le distese di cereali e di molte altre agro culture grazie alla più grande riserva d’acqua nel mondo. E per mezzo di quattro elementi quali l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra la Russia ha la più grande varietà dei climi del pianeta.

Proseguendo si accede alla sala più grande di tutto il padiglione. Una enorme esposizione è stata dedicata allo scienziato russo N.I.Vavilov che fu il fondatore della più vasta collezione mondiale di semi. Attorno alle pareti vi sono raffigurati 323 mila campioni di piante appartenenti alla raccolta ma oltre il 30% sono già scomparse. E mescolando queste piante che crescono dal Caucaso alla Kamchatka con l’acqua delle aree ecologicamente pulite si ottengono le bevande tradizionali nazionali. Queste ultime vengono gentilmente offerte a tutti i visitatori che si recano all’acqua bar- laboratorio presente in questa stanza.

Subito dopo il bar, sulla parete sinistra, è stata posta la tabella periodica degli alimenti che fu creata da un altro grande scienziato russo, D.I.Mendeleev, nel 19esimo secolo.

Sulla destra invece è stata riprodotta una cucina a vista tipa russa a sottolineare che questo Paese ha grandi tradizioni culinarie. 180 popoli di 11 regioni russe differenti sono il risultato di una ricca varietà culinaria.IMG_9702

Tutti i presenti vengono omaggiati con un assaggio di zuppa con grano saraceno e funghi.

Al secondo piano, tramite fotografie, descrizioni e filmati, è possibile imparare di più sulle tradizioni del Paese e sui risultati raggiunti dalle regioni russe nel campo della sicurezza alimentare. Vi sono inoltre esposti dei quadri e delle sculture di donne mezzobusto.

Si possono assaggiare specialità tipiche nel ristorante a tema “Il vagone”.

Il padiglione russo ha ricorso a un design innovativo e multifunzionale  e a materiali sostenibili che lo hanno reso dinamico e la sua forma svetta verso il cielo.

 

 

PADIGLIONE MAROCCO EXPO 2015

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Il Marocco ha voluto ricostruire, nel suo padiglione, una cittadella araba fortificata. Nella sua semplicità risulta magnifico e le ricchezze dei suoi sapori e colori avvolgono il  visitatore.

Tema della partecipazione: “Marocco, un viaggio di sapori”.

PER DISABILI: il sito si snoda tutto su un piano completamente pianeggiante.

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All’interno di un enorme area, il Padiglione Marocco è stato suddiviso in cinque parti: quella che si affaccia sul Mediterraneo, il Centro, l’Atlas, le coste sull’Atlantico ed il Grande Sud.

Prima di iniziare il percorso viene mostrato un video dove le immagini di persone, cibi e luoghi marocchini fanno da padrone.

MEDITERRANEO: sono stati riprodotti due alberi finti. Il primo di clementine, dato che nella regione di Berkane le sue coltivazioni sono abbondanti tutto l’anno tanto da rendere il Marocco la “regina degli agrumi”. Il secondo albero rappresenta un mandorlo. Grazie anche al clima favorevole questa zona del Mediterraneo produce il tartufo che cresce sugli altipiani della Regione orientale. Il Marocco detiene inoltre il quinto posto al mondo come produttore di mandorle ed il decimo come esportatore di frutti di bosco.

CENTRO: il centro è considerato il bacino idraulico del Paese. Un grande schermo presenta la politica idroagricola. Il Marocco è il quarto produttore mondiale di olio d’oliva ma, da questa zona, arrivano anche i famosi capperi di Safi, i fichi e l’uva.

ATLAS: l‘Atlante è una zona con pianure e catene montuose dove sono situati diversi villaggi del Maghreb. E proprio ai piedi dell’Alto Atlante si trova la “Valle delle rose” che, irrigata dai fiumi Asif M’Goun e Kelaar M’Gouna, offre uno spettacolo mozzafiato ai suoi visitatori risultando uno dei principali siti turistici del Marocco. Ma, come si evince dalle mie descrizioni, questo Paese detiene una ricchezza straordinaria e sono molti altri i prodotti che derivano da questa Regione e quindi dal Marocco stesso. Basti pensare all’olio di Argan, in questo lato del padiglione vi è uno schermo che mostra la sua preparazione, al miele di euforbia con le sue proprietà terapeutiche e il suo aroma floreale ed il melograno Sefri.

ATLANTICO: le coste marocchine situate sull’Oceano Atlantico sono tra le più pescose al mondo. Diverse fotografie esibiscono gli allevamenti delle ostriche di Dakhla nonché la pesca marittima di polpi e sardine. Inoltre, sempre frutto del clima e di questa zona posta sull’Atlantico, i visitatori vengono a conoscenza che il Marocco è uno dei maggiori esportatori mondiali di pomodoro marocco e del fagiolino extra fino.

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IL GRANDE SUD: all’entrata di questa ultima area dei ventilatori soffiano aria calda per far comprendere il clima che si vive nel sud del Marocco. Come si può notare dalla foto a fianco, è stata riprodotta una duna del deserto con dei datteri appoggiati su sassi ed una palma dipinta sulla parete retrostante. Dei video mostrano filmati di latte di cammello col suo sapore acidulo, mentre accanto viene raccontata la ricerca dell’acqua attraverso le falde per risanare le oasi.

Nell’ultima parte del padiglione trovate lo shop ed il ristorante take away con tutte le delizie marocchine. Appena fuori vi è un rigoglioso giardino mediterraneo con palme, olivi ed aranci.

Non sono mai stata in Marocco e il suo padiglione all’Expo di Milano mi ha fatto conoscere parecchio su questo paese fantastico che è tutto da scoprire!

IL PADIGLIONE URUGUAY ALL’EXPO

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Piccolo ma carino e sostanziale il Padiglione dell’Uruguay partecipa all’esposizione di Milano col tema “La vita cresce in Uruguay“.

PER DISABILI: entrata pianeggiante e ascensore interno.

Nella prima sala il pubblico riceve delle informazioni sull’Uruguay. Schermi e voci mostrano diversi tipi di scenografie e di rumori: da quello del mare fino a quello della natura passando attraverso lo scoppiettio del fuoco.

Ma è la seconda sala che offre al visitatore lo spettacolo migliore. Qui viene proiettato un cortometraggio su schermi giganti tenuti da braccia meccaniche che avanzano e indietreggiano di fronte al pubblico. La storia racconta di un bambino che arriva in Uruguay nel lontano passato quando i tempi erano semplici e le persone lavoravano nei campi attorniati dal bestiame e si divertivano col ballo e col calcio. Pian piano si arriva ai giorni nostri con le energie alternative che rendono il Paese più sostenibile e col cambiamento anche nel settore del cibo. Ci sono nuove tecnologie che seguono il percorso alimentare partendo dal luogo d’origine fino ad arrivare alla tavola. Oggi si conoscono quali sono e dove sono le ricchezze della terra.

CURIOSITA’: l’educazione pubblica in Uruguay è gratuita per tutti e ad ogni bambino viene consegnato un laptop. Inoltre è il primo Paese al mondo a fornire il pc nelle scuole elementari. L’Uruguay vuole migliorare le tradizioni attraverso la tecnologia.

Così l’Uruguay partecipa per la prima volta all’Expo con un padiglione proprio progettato da architetti uruguaiani.

Il messaggio che passa è quello di un Paese autentico e genuino capace di convivere con la natura raggiungendo buoni traguardi puntando sulla qualità dei prodotti e della vita!

Al ristorante uruguaiano si assaggiano specialità tipiche e carni alla griglia.