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URBINO

Agosto 2013                                      URBINO                        (viaggio di tre gg)

Ho avuto la fortuna di vincere un week end ad Urbino al bellissimo hotel Mamiani, a pochi passi dal centro storico. Sono andata al mare a Fano, nelle Marche, per tanti anni consecutivi senza mai visitare la città di Urbino che sorge a pochi km di distanza… che vergogna! Fortunatamente ho avuto la possibilità di goderla al meglio per tre giorni anche se ho fatto piuttosto fatica in sedia a rotelle. Adagiata in cima ad un monte di media altezza è completamente posizionata su salite e discese molto ripide. Essendo in possesso del tagliando disabili per l’auto, ho registrato la targa in comune che mi ha concesso di accedere con la macchina nel centro pedonale. Questo ha facilitato non solo me ma anche la persona che mi ha aiutata a spingermi dato che, posteggiando all’interno, si raggiungono più facilmente i luoghi che si desidera visitare. Al contrario, non ho incontrato nessuna difficoltà nel soggiornare all’hotel Mamiami, completamente accessibile in sedia a rotelle ospita un favoloso centro termale e un ristorante dove si mangiano solo prodotti tipici della zona in porzioni abbondanti! Fortemente consigliato anche per la calma, la tranquillità e per la vista rilassante sulle colline circostanti. Inoltre il personale è ottimo!

Capoluogo con Pesaro della provincia di Pesaro e Urbino conserva l’eredità architettonica del Rinascimento italiano ed il centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO.

Uno dei luoghi più interessanti è il Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche. Ha l’accesso preferenziale per le carrozzine e i suoi interni meritano di essere visti. Proprio di fianco vi è il bellissimo Duomo realizzato in stile neoclassico. Quest’ultimo è stato una delle attrazioni che più ho apprezzato. L’ho ammirato a lungo pranzando di fronte in una piadineria. Ma Urbino è più famosa per la crescia, tipo di focaccia sfogliata da mangiare con salumi, formaggi e verdure. Buonissima!

crescia
crescia

Percorrendo le viuzze del centro si scovano scorci della città molto particolari da fotografare. Ma il più fotografato della città è il Monastero di Santa Chiara ed è anche il più visibile dato che lo si riesce ad intravvedere da diverse angolazioni. Imponente sovrasta la piazza e l’intera Urbino ed uno dei monumenti principali nonché uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale.

Urbino è giovane e questo è dovuto soprattutto alle numerose università esistenti che la rendono un ateneo simbolo delle città universitarie italiane. E’ ricca di Chiese  e di Oratori. Non tutti hanno l’accesso per disabili ma i marchigiani sono disponibilissimi nell’aiutare a sopperire ogni barriera. Questo mi è accaduto durante la visita alla Casa di Raffaello. Una volta entrata, una lunga e ripida rampa di scale mi si presentava davanti agli occhi. Studenti volontari in loco mi hanno fatto percorrere ogni singolo gradino con la mia sedia a rotelle in modo da rendermi possibile la visita. Ho molti amici nelle Marche e reputo questa Regione accogliente e abitata da persone gentili e molto più disponibili di noi settentrionali. Tornando agli Oratori, sono riuscita a visitare quello di San Giovanni Battista, uno dei principali. L’interno è completamente affrescato lasciando a bocca aperta i suoi visitatori e da una finestra è possibile ammirare il panorama di parte della città.

Raggiungendo la Fortezza Albornoz, si ha la vista dell’intera città. La strada per raggiungere questo luogo è piuttosto sconnessa ma con pazienza vi si arriva anche in sedia a rotelle. In macchina l’accesso è vietato. Zona verde e tranquilla è adatta per passeggiate e picnic.

Non aspettate troppo come ho fatto io, sbrigatevi a visitare Urbino! In più potete aggiungere qualche giorno di sole nelle spiagge vicine. Buona vacanza!

 

FLORIDA

Gennaio 2008                                         FLORIDA                 (viaggio di 12 gg)

Ho apprezzato e adoro tuttora la Florida, come il resto degli Stati Uniti d’America. Gli habitué del mio blog avranno captato questa mia passione per gli USA dato che, tutto quello che vedo e che visito in quelle zone, mi appaga davvero molto. Scelsi di andarci quando in Italia è inverno dato che in Florida il sole splende alto tutto l’anno e in più ero sicura di evitare i mesi monsonici. Dopo undici ore di volo atterro a Miami. Chi non conosce, anche solo per sentito dire, Miami Beach coi suoi svariati km di spiagge e con le sue acque splendide e trasparenti del Mar dei Caraibi!?! Miami Beach è un’isola collegata al sud della Florida da diversi ponti.

Miami Beach
Miami Beach

A volte risulta difficile arrivare fino alla riva del mare data l’ampiezza della spiaggia, ma niente paura! Per i più pigri e per i disabili sono disponibili macchinette simili a quelle del gioco del polo che ti portano fino al punto in cui ci si vuole fermare. Inoltre tutte le spiagge sono munite di passerelle di legno che favoriscono l’accesso alle sedie a rotelle, ma non si prolungano fino alla riva dell’oceano.

Passerelle di legno sono posizionate anche alle spalle della spiaggia dove, seguendo la linea del mare, è possibile correre, camminare, andare in bici, pattinare o semplicemente restare in relax a fissare le acque azzurre. Gli abitanti di Miami amano molto lo sport ed è normalissimo vedere persone la mattina presto fare jogging sulla sabbia. Anzi, credo che sia una loro abitudine. Parallela alla spiaggia, dall’altro lato della strada, si incontra la famigerata Ocean Drive piena di hotel e ristoranti tutti in stile Art Deco. E’, infatti, la strada più rappresentativa dell’Art Deco District dove diversi palazzi sono tutelati e riconosciuti dalle lucine al neon colorate. Fra i tanti è nota la ex- villa di Gianni Versace, dove lo stilista risiedeva e dove fu assassinato. Ora pare sia diventata l’ hotel di lusso “The Villa Casuarina

ex-villa Versace
ex-villa Versace

In un punto di questa famosa strada sono state girate alcune scene del film Scarface con Al Pacino così decisi di cenare nell’hotel che ne fu il simbolo, ovvero il Colony (hotel non accessibile in sedia a rotelle).      Le mille luci al led illuminano Ocean Drive dopo il tramontare del sole rendendola frequentata anche e soprattutto la sera. Vi si trovano numerosissimi ristoranti dove poter cenare, dall‘Italiano al Cubano, la scelta del cibo è varia. Buono e fresco è sempre il pesce ma vi consiglio di assaggiare anche l’alligatore fritto, simile al pollo. I cocktail, tenendo conto che viene usato il rum che proviene direttamente dalla vicina Cuba, sono ottimi. Il mojito e il Cuba Libre a Miami sono un MUST!

Abbandonando la zona delle spiagge si raggiunge il downtown della città dove svettano grattacieli e palazzi. Si tratta della zona commerciale e rappresenta il cuore finanziario e moderno di Miami.

Mi costa ammetterlo, ma c’è un quartiere di questa meravigliosa city che proprio non mi è piaciuto. Prende il nome di “Little Havana” ed è posto in una zona residenziale. Abitato da molti immigrati cubani è chiamato così in onore della capitale di Cuba. Nel mio immaginario lo avevo pensato più folkloristico, invece sono rimasta delusa in quanto lo trovai piuttosto trascurato. Il cibo però è delizioso e cucinato nell’originale Cuba style.

Hotel consigliato The Gates Hotel South Beach – A Double Tree by Hilton

Lascio Miami per spostarmi più a sud in direzione delle Everglades. Regione paludosa subtropicale ospita il Parco Nazionale delle Everglades, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. E’ meta di naturalisti provenienti da tutto il mondo per il suo ambiente intatto e per la ricchezza della natura. Iniziai il tour a bordo di una lancia, caratteristico mezzo di trasporto in un ambiente di acqua e paludi per gustare in pieno la bellezza del parco.

airboat-lancia al Parco Nazionale delle Everglades
airboat-lancia al Parco Nazionale delle Everglades

Ricordo la velocità della barca ed il vento che quasi ci offuscava la vista. Ci munirono di un k-way bianco, con disegnati gli alligatori, da indossare per ripararci dall’aria. Su queste imbarcazioni fanno salire disabili senza la propria sedia a rotelle (sono stata presa in braccio in quanto queste imbarcazioni non hanno l’accesso per le sedie a rotelle) e ricordo la mia paura nell’attraversare le acque a tutta velocità seduta su miseri seggiolini di legno senza appoggio per la schiena.  Al termine di questa avventura vengono mostrati dei piccoli alligatori ed io colsi la palla al balzo offrendomi di accarezzarne uno da vicino. Il tour prevede anche una visita al villaggio indiano e al Museo Storico del parco, totalmente accessibile con bagni per disabili. Passeggiando da una zona all’altra mi rendo conto di essere circondata da alligatori di ogni taglia, fortunatamente recintati! Bellissima esperienza questa vissuta alle Everglades, la consiglio a tutti! Anche ai bambini.

Proseguendo ancora più a sud, attraversando li lunghissimo ponte sull’oceano Seven Mile Bridge , si accede alle Isole Keys. Bello il viaggio in auto che permette di fermarsi, facendo più tappe, dando modo di conoscere una ad una queste meravigliose isole. Il mare da queste parti ha sfumature che vanno dal blu intenso al verde smeraldo e le spiagge sono circondate da palme ondeggianti e da mangrovie che contraddistinguono il paesaggio tropicale delle Keys. Arrivando da Miami la prima isola che si incontra si chiama Key Largo, famosa per le sue immersioni. Poi Islamorada, rinomata per la pesca sportiva e per le gallerie d’arte. A metà dell’arcipelago troviamo Marathon, isola adatta per famiglie con bambini per via del centro di ricerca di tartarughe e delfini. Arriviamo alla Lower Key dove ogni anno a Luglio ha sede il Festival della Musica Sottomarina. Ed infine si giunge alla perla dell’arcipelago, ovvero la famosissima Key West dove mi fermai tre giorni. Qui visse Ernest Hemingway e tutta l’isola gode del suo riflesso. Quest’isola, situata a metà tra l‘Oceano Atlantico e il Golfo del Messico, è amata da tutti i turisti ma soprattutto dai giovani per via dei bar nei dintorni della centralissima Mallory Square.

Mallory Square, Key West
Mallory Square, Key West

A pochi passi dalla piazza si trova la casa di Hemingway che è possibile visitare pagando un biglietto. Tenuto molto bene il giardino circostante pieno di fiori colorati e di piante. Salendo al piano di sopra (vi si accede tramite una scalinata) sono esposti gli oggetti che lo scrittore adoperò durante la sua lunga carriera. Hemingway influenzò, tra le altre cose, anche un saloon dell’isola che prende il nome di “Sloppy Joe’s“. All’interno, appese alle pareti, numerose fotografie dello scrittore fanno da contorno a questo immenso locale dove il cibo non è niente di speciale, ma l’aria che si respira è veramente particolare. Il locale è accessibile in sedia a rotelle con bagno per disabili.

Key West non è solo spiagge e mare, ma è vita, storia e cultura. Inoltre è rinomata per le chele di granchio e i crostacei. Fidatevi, li ho mangiati più volte e sono davvero deliziosi! Non scegliete l’escursione che, da Miami, vi porta a Key West in giornata, ma decidete di trascorrervi qualche giorno per poterla vivere al meglio!                          Le spiagge di Key West non hanno passerelle di legno per l’accesso alle carrozzine.

Hotel consigliato Hyatt Centric Key West Resort & Spa

Eccomi a chiudere un nuovo articolo e un altro viaggio… Una leggera malinconia mi assale sempre durante la stesura di un viaggio fatto in passato. Ma guardiamo avanti. Quale sarà la prossima meta?

Per viaggi per disabili a Miami e nel resto degli Usa www.go4all.it

AUSCHWITZ, BIRKENAU E CRACOVIA

Maggio 2010                                   POLONIA             (viaggio di quattro gg)

Appena mi è arrivata la e-mail con la proposta di visitare i campi di concentramento più importanti della storia decisi di accettare. Sapevo che sarebbe stata un’esperienza forte e toccante, ma sentivo che avrei dovuto farla. Li avevo studiati a scuola, letti in diversi libri e visti raccontare nei film, ma era arrivato il momento di toccare con mano quella realtà tanto triste e crudele. In questo mio articolo non aggiungerò nessuna fotografia perché mi sembra di cattivo gusto, come di cattivo gusto trovai il fatto di mandare cartoline da Auschwitz e credetemi, persone del mio stesso gruppo le hanno spedite!!!800px-Entrance_Auschwitz_I

Man mano che mi avvicinavo alla cittadina polacca di Auschwitz percepivo un senso di abbandono. Mi spiegarono che costruirono i lager proprio in quella zona dato che era poco abitata e che nessuno poteva vedere quello che accadeva. Quello che rimane di questo luogo è patrimonio dell’umanità dall’UNESCO ed è aperto al pubblico dal 1979. Si respira aria di morte appena si entra dal cancello principale. Ricordo la bravissima guida polacca che si commuoveva durante i racconti. Mi viene ancora la pelle d’oca. Fotografie e gigantografie appese ai muri testimoniano quanto sfruttamento umano ci sia stato e le loro condizioni di lavoro, di esecuzione, di malattie, di fame, di torture, e di esperimenti medici vissute e subite. Ogni luogo è shoccante, ma le camere a gas sono quelle che più mi sono rimaste impresse nella mente assieme ai forni crematori di Birkenau. Sapevo che, in alcune stanze, avevano raccolto valigie, pettini, giocattoli e tutto ciò che gli ebrei avevano con sè al momento del loro arrivo. Ma mi venne un conato di vomito vedendo enormi quantità di capelli ammucchiati al lato di una grande camera. Non è facile visitare questo campo di concentramento in sedia a rotelle perché nelle varie casette di cemento ci sono numerose scalinate. Ho avuto la fortuna di essere parte di un gruppo che mi ha gentilmente aiutata. Nessuno voleva che mi perdessi nulla, nonostante non fosse una normale gita di piacere. Anche la pavimentazione esterna è colma di sassolini che frena il passaggio della sedia a rotelle.

Birkenau, distante tre km, l’ho trovato più distrutto rispetto ad Auschwitz ma anche più enorme. Testimonianze hanno rilevato che i nazisti tentarono di liberarsi dei forni crematori e di parte del campo di concentramento per cancellare le prove. La storia era la stessa anche in questo luogo: i prigionieri inabili al lavoro venivano condotti nelle camere a gas, mentre quelli abili ai lavori forzati. I forni crematori erano addirittura quattro, usati per l’eccesso delle persone che non si riusciva a smaltire. Definire terribile la rampa dei treni all’interno del campo dove arrivavano i convogli dei deportati è poco. Qui visitai le camerate, divise in settori maschili e femminili, dove risiedevano gli ebrei e le latrine che venivano usate come bagno. Per i disabili questo campo è più semplice da visitare e ricordo molto meno scale da percorrere.

A circa un’ora di macchina da qui si arriva alla splendida Cracovia. Non è solo la capitale antica della Polonia, ma è anche la città dell’amatissimo Papa Karol Wojtyla ed il cuore medievale della città è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Giovanni Paolo II non ha mai dimenticato questi luoghi e loro non si sono dimenticati di lui. All’esterno della Cattedrale di Wawel svetta una sua statua in bronzo, mentre all’esterno dei palazzi dove studiò e dove si affacciava durante le sue visite pontificie ci sono degli enormi manifesti che lo rappresentano. Emozionante visitare questi luoghi, soprattutto per quelli come me che sono cresciuti con Papa Woityla. La parte più alla moda e più affascinante della città era, un tempo, il quartiere ebraico. Ancora pieno di sinagoghe, cimiteri e opere d’arte è consigliato per constatare la massiccia presenza ebraica esistita.Tutto è meraviglioso a Cracovia, i polacchi la considerano la capitale culturale del paese ed è facile capirne il motivo. E’ ricca di monumenti e testimonianze storiche, di chiese, di musei, di palazzi ma anche di ristoranti, bar e locali per eventi di ogni tipo. Scelgo di scrivere a proposito di una delle attrazioni che mi è piaciuta di più, la Piazza del Mercato. E’ la più grande piazza medioevale d’Europa attorno alla quale sorgono bellissimi palazzi, la torre civica del Municipio, il grande Mercato dei Tessuti e la Chiesa di Santa Maria. Edificio imponente presenta tre ingressi e la caratteristica più evidente della sua facciata sono le due alte torri asimmetriche e con diverse altezze che la fiancheggiano. Il ricordo più caratteristico che ho di questa piazza sono i fiori. In ogni angolo vi erano fioristi che vendevano composizioni simili  a opere d’arte, molto belli da vedere e da fotografare. Cracovia non è solo questo, è molto di più… Visitatela…

Un tour in Polonia è adatto per i grandi e per i più piccini, luoghi e città che attraggono tutti!

ATENE

Capodanno 2014                                        ATENE                 (viaggio di 4 gg)

Sono stata in alcune isole della Grecia negli anni passati, ma mai ad Atene. E’ sempre stata una capitale che mi ha attirata per la sua antichità e storia. Credo sia stata ottima la scelta di visitarla nel periodo invernale per evitare la calura estiva, ma soprattutto per trovare la città pulita in quanto sembra che in Luglio e in Agosto i troppi turisti lascino residui di spazzatura ovunque. Al primo colpo d’occhio mi è parsa duramente colpita dalla crisi, dato che diversi negozi e ristoranti avevano chiuso definitivamente i battenti. Sono invece rimasta piacevolmente colpita dalle accessibilità per disabili,  visto che hanno reso Atene a portata di sedia a rotelle una decina di anni fa in occasione delle olimpiadi. La parte che ho apprezzato di più è quella vecchia, composta dall’Acropoli, dall’Agorà e dai quartieri della Plaka e di Monastiraki.

L'Acropoli
L’Acropoli

La salita all’Acropoli è stata divertente, ma anche leggermente da panico. Attaccato alla roccia, appeso a picco, hanno aggiunto una specie di montacarichi che permette di arrivare in cima evitando la scalinata. Non ero molto convinta di sopravvivere e di raggiungere sana e salva la vetta, ma non avevo altra scelta. Dall’alto la vista merita, si intravedono le casette bianche tipiche greche, la Stoà di Attalo, i resti del tempio di Zeus, quello ben conservato di Efeso, il teatro di Dioniso (il più antico teatro stabile di tutto il mondo classico) e parte del paesaggio sottostante.

veduta dall'Acropoli
veduta dall’Acropoli

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, l’Acropoli è sicuramente considerata la più rappresentativa di tutte quelle greche. Ci si impiega almeno mezza giornata per ammirare tutte le bellezze che la compongono e che circondano il Partenone. Quest’ultimo la fa da padrone per importanza e per grandezza.

Ho trovato molto economici i vari ristoranti specializzati nella cucina locale. La Plaka è piena di localini tipici ed è bello pranzare o cenare avendo la vista sull’Acropoli che, imponente, padroneggia sulla rocca sovrastante. Vi consiglio di assaggiare la Moussaka, tipo di lasagna con carne d’agnello, le melanzane e il formaggio. Bere l’Ouzo a fine pasto come digestivo è d’obbligo.

la Plaka
la Plaka

Adiacente alla Plaka  si trova il quartiere di Monastiraki che ho apprezzato tantissimo per la sua allegria, per la chiesetta di Agios Filippos dove bancarelle e negozi si affacciano intorno ad essa formando un insieme di vicoli e stradine.

La piazza principale di Atene prende il nome di Sintagma. Illuminata e addobbata per Natale è molto suggestiva e caratteristica. Proprio qui ho deciso di brindare al nuovo anno. Le lucine blu e bianche contornavano alberi e monumenti, in più, proprio rimanendo sulla piazza, si sono potuti vedere i fuochi d’artificio lanciati sopra il Partenone. Dietro piazza Sintagma c’è il palazzo del Governo, dove avviene il cambio della guardia attorno al monumento al milite ignoto situato alla base del palazzo.  Gli “Evzones“, guardie d’onore in costume tradizionale greco, danzano il passo dell’oca che prevede di elevare la gamba distesa fino a farle raggiungere una posizione orizzontale.

Girovagando per il resto della città non è difficile imbattersi in siti architettonici come l’arco di Adriano, il tempio di Zeus, il teatro antico, e molto altro. Una delle parti più moderne è invece il Pireo, composto da più porti sviluppati nelle insenature naturali della penisola. Non è solo il porto più grande della Grecia, ma è anche il maggiore d’Europa per numero di passeggeri e il terzo del mondo.  Vasta la scelta di ristoranti e taverne greche dove gustare piatti di carne o di pesce in questa zona.

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teatro di Dioniso
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vista panoramica Belvedere dall’Acropoli
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arco di Adriano
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piazza Sintagma
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giardini Nazionali
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Partenone
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nell’Agorà
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Moschea di Monastiraki
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tempio di Efeso
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tempio di Atena
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Pireo
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giardini Nazionali
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tempio di Atena
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tempio di Atena
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Monastiraki
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tempio di Zeus
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Acropoli vista dalla Plaka
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Monastiraki by night
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Pireo
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vista dall’Acropoli
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resti ospitati nel museo della Stoà di Attalo
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teatro antico
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tempio di Efeso
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vista dall’Acropoli
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cambio della guardia
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piazza Sintagma
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piazza Sintagma
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Partenone
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Partenone
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la Plaka
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cambio della guardia
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giardini Nazionali
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tempio di Zeus
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discesa dalla roccia dell’Acropoli
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Agorà
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Agorà
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la Plaka
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colonne di Adriano
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colonne di Adriano
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Agorà
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Monastiraki
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cambio della guardia
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monte Licabetto
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giardini Nazionali

Concludo ammettendo che la mia esperienza nella città di Atene è stata positiva, sia come viaggiatrice che come disabile!

CURACAO

Gennaio 2011 CURACAO (viaggio di nove gg)

BON BINI ! Significa benvenuto in Papiamento, un misto di spagnolo e portoghese, lingua parlata nelle Antille Olandesi.
E’ proprio qui che si trova Curacao, la più grande delle tre isole che formano l’arcipelago caraibico appartenente al gruppo delle Piccole Antille.
Situata di fronte al Venezuela, a sud del mar dei Caraibi, è una delle destinazioni molto interessanti da scoprire.
Premetto che amo molto le isole caraibiche perché ritengo allegre le persone che le popolano e anche perché permettono di godersi il caldo nei nostri mesi invernali.
La scelta è caduta su Curacao anziché sulla più nota Aruba perché credo che la prima sia meno turistica, ancora molto selvaggia e meno costruita.5
Pochi sono i villaggi turistici, più numerosi invece gli hotel.
Totalmente accessibile in sedia a rotelle è il Breezes Curacao resort spa and casinò, dove ho trascorso la mia vacanza trovandomi divinamente bene.
Le spiagge dell’isola sono formate da sabbia importata o da coralli frantumati, ma questo non offusca la loro bellezza e naturalezza.
Girovagando l’isola ne ho scoperte di meravigliose con acque verde smeraldo: la numero uno è certamente Playa Kenepa. Circondata da scogliere è raggiungibile attraverso una scalinata dal posteggio delle auto. Proprio il posteggio ospita una terrazza dalla quale la si può ammirare dall’alto intutto il suo splendore e la si può fotografare interamente!

La vegetazione rigogliosa che sta alle sue spalle testimonia quanto sia ancora poco sfruttata la costruzione di mattoni in questa zona.

Serve aiuto per poter scendere, le scala è di legno e la discesa non è per niente facile.
Accessibile ai disabili senza nessuna barriera, anche se non è munita di passerella, è invece Playa Cas Abao.Sembra uscita da una cartolina con la sua sabbia bianchissima e il mare cristallino ideale per lo snorkeling. Attrezzata con lettini e ombrelloni e circondata da alte palme ospita un baretto dove, oltre a rifocillarsi,vi si trovano spogliatoi e docce.
Il bello delle spiagge, comprese queste, è che non sono mai troppo affollate.
Ci si diverte molto a fare il bagno nelle calde acque di Curacao e non ci si sente mai soli.
Diversi gruppi di pesci colorati ti accompagnano dalla riva fino al largo facendoti nuotare in un grande acquario variopinto! Da tenere presente che ci sono più di 60 punti di immersione da scegliere e non ci sono periodi preferiti per optare per questa meta.
Essendo collocata al di sotto dalle zone degli uragani, la temperatura annuale è di 28 gradi che la rende così gradevole in ogni momento dell’anno.

La capitale dell’isola, Willemstad, di influenza olandese, assomiglia ad Amsterdam, ma molto più colorata. Gli edifici sono di colore blu brillante, arancione, giallo, rosso e verde.
Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ospita diversi negozi di grandi firme che vantano porto franco. Lo shopping è garantito!
Non si può non visitarla almeno una volta! Ci sono diversi musei, il mercato galleggiante di frutta e di pesce e diversi bar che la rendono ancora più caratteristica.
La capitale è divisa in due parti dal ponte più alto di tutti i Caraibi: quello della Regina Juliana.

Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Emma
Ponte Regina Emma

A piedi ho invece attraversato il floating bridge Regina Emma. Si tratta di un ponte mobile che si apre al passare delle barche e che si può percorrere a piedi per raggiungere il lato opposto della cittadina. Giornata trascorsa in maniera curiosa nel centro storico di questa capitale!
All’interno di quest’isola c’è molta savana arida dove crescono cactus molto alti.
Se ne trovano tanti ai lati delle strade. Abitatori frequenti sono le iguane che talvolta raggiungono dimensioni notevoli. Il bello di tutte le isole è che cambiano panorama a seconda di dove ti muovi.9
Spostandomi verso nord incontro zone rocciose battute dal vento e dalle onde dell’oceano che risuonano facendo eco. Nei pressi di Willibrordus ci sono numerosi fenicotteri rosa che si muovono liberi nel lago.17
E’ stata una destinazione azzeccatissima per me che amo il mare, ma non solo quello…ho così avuto la possibilità di girare l’isola, di conoscere nuove lingue, di visitare la capitale simile a quella olandese e anche di gustare frutta freschissima ogni giorno.
La sera mi sbizzarrivo a provare i diversi cocktail che i barman proponevano, ma il più gettonato è senza dubbio il liquore Curacao, ricavato dalle scorze di laraha che è una varietà di arancia tipica dell’isola!
Insomma, a Curacao non ci si annoia mai!

AUSTRALIA

Agosto 2012 AUSTRALIA (viaggio di tre settimane)

Itinerario: Sydney – Bondi beach – Melbourne – Great Ocean Road – Adelaide – kangaroo island – Uluru, Ayers Rock – Mount Olgas – Devil marbles – Mataranka – Kathrine – Kakadu National Park – Litchfield National Park – Darwin – Cairns – Port Douglas

Raccontare l’Australia in un solo articolo è praticamente impossibile… Talmente è vasta e talmente sono tante, forse troppe, le cose da vedere, non basterebbe una vita intera per visitarla.
Quasi completamente accessibile a disabili, a parte qualche sentiero ispido e attrazione non fruibile, offre l’opportunità a persone come me, in sedia a rotelle, di arrivare dappertutto. Questo è molto importante per un invalido, che si sente al pari degli altri visitatori. Ho inoltre appurato che quasi tutti i ristoranti e i bar sono forniti di cibi gluten free.

Ho organizzato questo viaggio per conto mio, volando con Emirates (tratta più breve della durata effettiva di 19 ore con un solo scalo a Dubai), e prenotando tutte le escursioni, i voli interni e l’auto in internet.

Parto da uno dei simboli che la rendono conosciuta in tutto il mondo, l’Opera House di Sydney.1 2 3

Si affaccia imponente sulla splendida baia che la ospita, regalandone un tocco signorile.
Mi sono divertita a fotografarla da ogni angolazione! La notte illumina la zona circostante ricca di locali, ritrovo per turisti e abitanti del posto.
Io e la mia amica Anna avremmo voluto indossare un abito da sera e partecipare a un concerto in una delle sale principali ma lo spettacolo andava prenotato con largo anticipo…
Rimane perciò un progetto che abbiamo accantonato momentaneamente…ma non si può mai sapere cosa riserva il futuro e confidiamo di poterci ritornare!
ACCESSIBILITA’ A SYDNEY  Darling Harbour con tutte le passerelle di legno, Royal Botanic Gardens, Circular Quay da dove si ammirano l’Opera House e l’Harbour Bridge in tutto il loro splendore, Sea Life Sydney Aquarium con bagni per disabili al suo interno. PARZIALMENTE ACCESSIBILI The Rocks con le sue stradine storiche dove acquistare street food e abbigliamento artigianale e Bondi Beach, bellissima spiaggia (senza passerelle per disabili) situata a 8 Km dalla città.

Riguardo alla svariate attrazioni, tutto è bello e merita di essere visto.
In particolare, secondo il mio parere, sono imperdibili i 12 Apostoli al tramonto.
Situati sulla Great Ocean Road appartengono al Campbell National Park.30 31
Si tratta di faraglioni di roccia calcarea che si sono staccati dalla costa. Si possono ammirare da passerelle di legno accessibili poste nei pressi di questa attrazione.
I protagonisti principali di quest’avventura sono però gli animali, numerosi e di diverse specie.
E’ stato fantastico accarezzare i koala e giocare coi kanguri nel Koala Park Sanctuary situato a una trentina di km da Sydney. Questi tipi di animali si trovano soltanto in Australia, ed è per questo che creano emozione quando si ha un contatto con loro. (percorsi totalmente accessibili e bagno per disabili) Soltanto nello stato del Queensland è permesso prendere un braccio il koala, quindi ci siamo accontentati di toccane qualcuno e di nutrirli con l’eucalipto.19 20 22 36

Kangaroo island, raggiungibile traghettando da Adelaide (traghetto accessibile con bagno per disabili a bordo), ospita tutti questi animali e molti altri, dai leoni marini ai wallaby, dal casuario a svariati tipi di uccelli. Unica cosa non visitata perché inaccessibile è stata l’Admiral Arch.
Ci si considera viaggiatori soltanto dopo aver percorso, almeno una volta nella vita, il Red Center, meglio conosciuto come deserto rosso australiano.
Qui padroneggia maestoso l’Ayers Rock, monolito sacro per gli aborigeni che cambia colore a seconda del tramontare o del sorgere del sole.
Per vederlo nella sua completa trasformazione abbiamo vissuto con lui sia l’alba che il tramonto.43 44
Stupefacente in entrambi i casi! Si accede fino al recinto percorrendo una strada composta da sabbia rossa. Vi consiglio di acquistare il biglietto delle due entrate (alba e tramonto) in una sola volta, in modo da risparmiare qualcosa.

L’Australia è piena di spiagge meravigliose e di mari cristallini… Darwin è stata la cittadina balneare che più mi ha colpita per le sue acque azzurrissime… Peccato non aver potuto fare il bagno a causa delle Jellyfish, pericolose meduse. Bisogna fare attenzione ai vari cartelli di divieto che, in questo continente, sono piuttosto numerosi. Non vi sono passerelle di legno per percorrerle in sedia a rotelle.

A Darwin ci siamo rilassati godendoci le spiagge, facendo numerose passeggiate, visitando il Giardino Botanico (accessibile)e gustando cene di pesce al tramonto sulla spiaggia.71 73 80,5

A proposito di cibo, nel ristorante del Crocodile Park (accessibile con bagno per disabli) di Darwin ho mangiato per la prima volta in vita mia la carne di coccodrillo. Di colore biancastra ha un gusto simile al pollo.
Gli ultimi giorni li abbiamo trascorsi nel Queensland, più precisamente a Port Douglas e a Cairns. Più umide rispetto al nord e al centro offrono escursioni spettacolari.
Una di queste, da fare in barca, permette la veduta di balene in mezzo all’Oceano.87 Imbarcazione non accessibile, bisogna farsi aiutare a salire.88
Non ne avevo mai viste a occhio nudo, sono gigantesche ed è stato divertente vederle uscire dall’acqua per saltare.
L’altra escursione giornaliera molto caratteristica che abbiamo scelto si è svolta nella Daintree Forest.
Foresta pluviale tra le più grandi della zona e Patrimonio dell’umanità, è stata presa spunto dagli sceneggiatori del film Avatar. Ospita la più grande varietà di specie di flora e di fauna della terra.
Abbiamo attraversato il fiume Daintree con una barca-lancia (anche questa senza rampa d’accesso) scorgendo coccodrilli e passando anche tra le mangrovie. Nella parte nord la foresta incontra la grande barriera corallina, unico posto nel mondo dove due siti Patrimonio dell’umanità si uniscono, dando nome alla spiaggia di Cape Tribulation dove Captain Cook affondò col suo vascello. Siccome proprio su questa grande barriera corallina iniziarono le tribolazioni di James Cook, il luogo prese il nome di Cape Tribulation.84 L’enorme spiaggia non è munita di passerelle mentre ve ne sono numerose all’interno della foresta.83 85 86

Che dire… è stato un viaggio memorabile! Non ho mai avuto la sensazione di essere troppo lontano da casa nonostante mi trovassi dall’altra parte del mondo.
I km macinati con l’auto sono stati tanti, tre i voli interni, tante le levatacce mattuttine…
E’ senza dubbio un viaggio impegnativo, ma la stanchezza, seppur relativa, viene appagata completamente!

Ho prenotato via mail in internet le escursioni fatte nel Queensland. La persone che si muovono per il mondo sono sempre molte e non è scontato trovare posto nelle gite alle quali si è interessati al momento dell’arrivo in un luogo. Dall’Italia ho prenotato anche tutti gli hotel del tour perché avevo timore di non trovare camere accessibili disponibili. Le camere negli hotel per disabili sono piuttosto costose, a differenza di altri posti dove si può risparmiare un po,’ qui non è stato possibile.
E’ un viaggio consigliato agli amanti della natura, a chi piace stare a stretto contatto con gli animali e alle persone che amano i tour avventurosi.
Nel Kakadu National Park (accessibile tramite passerelle di legno con bagno per disabili) ho visto da molto vicino una cicogna, giusto per citare un altro esempio di specie rara incontrata.
La magia che ha lasciato questo viaggio rimarrà per sempre dentro di me e credo anche dentro ai miei compagni di viaggio che ancora ringrazio per aver reso passibile tutto questo!
Senza di loro non ce l’avrei mai fatta!