Natale con la valigia: quest’anno meno regali e più viaggi

Dicembre 2017

Oltre 16 milioni di italiani si concederanno un viaggio nel periodo delle prossime festività invernali

(Teleborsa) – Ogni occasione, si sa, è buona per partire e ricaricare le batterie. Lontani i ricordi dell’estate, insomma, gli italiani non si scoraggiano e minuti di valigia, stavolta invernale, sono pronti a staccare la spina. Più che i regali, insomma, le vacanze. Gli italiani si preparano al Natale 2017 con la valigia in mano: saranno infatti 16,6 milioni i nostri concittadini che si concederanno un viaggio nel periodo delle prossime festività, circa 3,3 milioni in più dello scorso anno.

PIU’ VIAGGI – In crescita anche il budget medio per persona da destinare alle vacanze, che quest’anno si attesta a 715 euro (+7% sul 2016), superando finalmente – dopo dieci anni – il valore registrato nel 2007 (694 euro), ultimo anno prima della crisi, per un giro d’affari complessivo stimabile nel 2017 in 2,3 miliardi di euro in consumi turistici.

MENO REGALI – Meno dinamica, invece, la spesa per i doni: quest’anno ogni italiano spenderà per i regali 307 euro, due euro – o lo 0,7% – in più dello scorso Natale. Ma e’ una media che nasconde forti differenze territoriali: nelle regioni del Sud, infatti, la media per persona è di 298 euro, inferiore del 7,4% ai 320 euro delle regioni del Nord. Tra le grandi città, Milano è quella con la propensione alla spesa più alta, mentre i valori più bassi si rilevano a Palermo. E’ quanto emerge dall’indagine Confesercenti SWG.

Articolo preso dal sito www.teleborsa.it

LA FIABESCA SINTRA

Novembre 2017

Sintra, comune portoghese del distretto di Lisbona, è diventata la più apprezzata gita giornaliera da parte dei visitatori che si recano qualche giorno nella capitale del Portogallo. I suoi scenari, abbelliti da edifici storici, sono comparabili ad una città fiabesca.

Dalla stazione di Lisbona Rossio, ogni 30/40 minuti circa, parte un treno per Sintra. La stazione ha l’accesso per disabili sul lato destro. Tutti i treni hanno un vagone riservato alle sedie a rotelle. Non è necessario fare richiesta di assistenza in anticipo come in Italia, al contrario basta posizionarsi sulla banchina in attesa che un addetto venga a togliere la pedana elettrica per salire e scendere. In tre quarti d’ora di viaggio si giunge alla stazione di Sintra.

Le salite e le discese la accomunano a Lisbona, ma a Sintra basta prendere il bus 434 che parte dalla stazione ed effettua il giro completo delle attrazioni più importanti. Si può quindi salire e scendere a proprio piacimento dove si desidera. Unico neo la rampa del pullman, forse troppo ripida da superare in autonomia.

Attrazioni visitate: Palacio Nacional de Sintra. La biglietteria lo “vende” come accessibile, ma io lo ridefinirei “parzialmente accessibile” per via di qualche gradino che spunta qua e la tra una stanza e l’altra. Oggi, quello che un tempo era il Palazzo Reale, appartiene allo stato portoghese e la sua architettura presenta tracce medioevali. Ha come caratteristica comignoli gemelli bianchi a forma di cono.

strada castelo dos Mouro

Castelo dos Mouro, accessibile solo la strada panoramica molto ripida (percorsa col Triride) che porta alla biglietteria. Da li in poi inaccessibile.

Palacio Nacional de Pena, accessibili sono gli esterni. All’ingresso vi è lo shop col bagno per disabili, mentre al secondo piano, tramite l’ascensore, si accede bar e alla terrazza. Nonostante non sia riuscita ad apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature, questo sontuoso palazzo mi ha incantata coi suoi colori e con le sue forme. La salita che porta all’entrata è ripida, ho fatto fatica ad arrivare in cima nonostante il Triride, ma lo sforzo è stato ripagato dalla bellezza del palazzo/castello che è entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco nel 1995, mentre nel 2007 è stato eletto una delle sette meraviglie del Portogallo.

 

Un vero peccato visitare Lisbona senza recarsi a Sintra…

LISBONA

Novembre 2017

Week end a Lisbona a fine Novembre. Mai avrei pensato di trovare 24 gradi! Sole e caldo come in primavera…

Inoltre questo è stato il mio primo viaggio col Triride, ruotino elettrico da attaccare alla sedia a rotelle. Mai più senza! Comodissimo per girare la città, superare le salite e le discese caratteristiche della capitale portoghese e sovrastare l’acciottolato tipico dei centri storici.

Nonostante questo ausilio indispensabile ho trovato difficoltà a muovermi da un luogo all’altro.I mezzi pubblici non sono tutti accessibili in sedia a rotelle tanto che a volte bisogna effettuare percorsi tortuosi, cambiando pullman per trovare quelli con la rampa, per giungere alla meta prevista. Le metropolitane hanno un piano treno alto circa 10 cm che si può superare tranquillamente con aiuto, ma non sempre gli ascensori posizionati nella stazioni definite “accessibili” funzionano. Per questo motivo prendere la metro è un terno al lotto. I tram storici che girano in città sono inaccessibili. Vi consiglio quindi di studiare bene il percorso di ogni itinerario.

Detto questo ho apprezzato molto Lisbona, città davvero incantevole! Ho pernottato in centro, proprio accanto all’Elevador de Santa Justa (accessibile), e da qui ho raggiunto il Barrio Alto senza prendere nessun mezzo. Devo ammettere che ho fatto fatica anche col Triride per via delle salite impervie e delle strade mezze rotte. Ma una volta raggiunta la cima la vista della città è davvero impagabile! La Cattedrale del Sé non ha la rampa all’ingesso ma solo gradini..

Da qui sono scesa col Triride ed ho raggiunto i quartieri di Baxia e Alfama. Le viette, tutte acciottolate, sono piene zeppe di negozi e pasticcerie. Almeno una tappa è d’obbligo per assaggiare i Pasteles de Nata, pasticcini portoghesi a base di pasta sfoglia e uova. Sempre senza utilizzare mezzi pubblici mi sono spostata a Praca Do Comercio che si affaccia sul fiume Tago. Un tempo, sulla piazza, ergeva il Palazzo Reale Ribeira ma, nel 1755 fu distrutto dal terremoto. Molto frequentata in città è anche Piazza Del Rossio, centro nevralgico di Lisbona che confina col parte del quartiere Baixa. La pavimentazione ad onde bianche e grigie della piazza mi ha ricordato il lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro.

L’appartamento Design Chiado dove mi sono appoggiata per questo week end confina con il Convento do Carmo, posizionato tra il quartiere Rossio e il Castelo de Sao Jorge. Gli interni del convento sono stati resi accessibili tramite un monta scale posizionato all’ingresso. Peccato che il giorno che mi sono recata per visitarlo ho trovato il monta scale rotto! Per un disabile è importantissimo, anzi fondamentale, trovare ascensori, rampe elettriche e monta carichi in funzione! Purtroppo non è sempre così…

E’ stato complicato raggiungere due luoghi molto visitati e riconosciuti come i simboli della città: il quartiere di Belém ed il ponte 25 de Abril, considerato la copia del Golden Gate Bridge di San Francisco.                                Il monastero di Jeronimos a Belém è sul lato destro della strada, quindi l’ho raggiunto facilmente con un bus preso a Praca do Comercio. Il monastero è accessibile solo a piano terra, dopodiché ci sono solo scale per salire al primo piano. Mentre la torre di Belém, il Padrao dos Descobrimentos ed il ponte (situati tutti nella stessa zona) si trovano sul lato opposto, quello del fiume. Non ci crederete ma è stato difficilissimo raggiungerli. In mezzo alla strada passa il treno e non vi è nessun modo di oltrepassare i binari in sedia a rotelle. Per i normodotati è molto più semplice, basta arrivare al Museo Maat e attraversare a piedi i numerosi gradini che sovrastano la strada sottostante. Ma per noi disabili nemmeno un ascensore… Strano ma vero! Come fare? L’unico modo possibile è quello di prendere la metropolitana a Cais do Sodré in direzione mare e scendere ad Algés, dove c’è il sottopassaggio con rampa, per poi tornare a piedi fino alle attrazioni di Belém. Se avete voglia di fare una lunga passeggiata arriverete fino al ponte rosso. La torre e il Padrao dos Descobrimentos non sono accessibili internamente.

Se vi avanza del tempo e avete voglia di riprendere la metro vi consiglio di visitare Parque das Nacoes, situato nella zona orientale di Lisbona e costruito in occasione di Expo 1998. E’ sicuramente la zona più moderna della capitale dove sorge la bellissima stazione Oriente, progettata da Calatrava, una funivia, l’Oceanario, un lussuoso hotel 5 stelle e delle esposizioni sull’acqua posizionate tra i vari giardini. Quest’area è totalmente pianeggiante anche se a tratti la strada è parecchio dissestata. Alla fine della passeggiata si scorge il nuovissimo ponte Vasco da Gama, che con i suoi 12,3 km risulta essere il più lungo d’Europa.

Lisbona è una città abbastanza economica rispetto ad altre capitali europee, il cibo è buono (consiglio di provare il bacalao) e la vita notturna di certo non manca… Dovrebbero renderla più accessibile a tutti,ma confido nel futuro…

APPARTAMENTO DESIGN CHIADO LISBONA

DATA Novembre 2017

NOME Design Chiado Flats

LUOGO Lisbona

INDIRIZZO Rua do Carmo 69, Santa Maria Maior, 1200-093 Lisbona, Portogallo

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Gli appartamenti Design Chiado sorgono nel cuore della capitale portoghese, a pochi minuti a piedi da Piazza Rossio dove vi è la fermata della metropolitana accessibile in sedia a rotelle. Distano a meno di 9 km dall’aeroporto e sono situati tra Avenida de Libertade ed il quartiere di Barrio Alto.

Sono insolita soggiornare negli appartamenti perché difficilmente se ne trovano di accessibili. Infatti,anche in questo caso ho trovato diverse barriere. L’host contattato tramite il sito Booking.com mi aveva segnalato solo un gradino per accedere al bagno. Invece, una volta arrivata davanti al portone d’ingresso, me ne sono trovata un altro di fronte e nemmeno tanto basso.

gradino all’entrata del complesso

La piccola reception è in piano dopodiché, per accedere all’appartamento assegnatomi al primo piano, c’è l’ascensore.

L’appartamento è spazioso e devo ammettere che non ho riscontrato problemi ma, al contrario, ho girato comodamente con la mia carrozzina. Purtroppo il bagno, fondamentale per i portatori di handicap, non e’ per niente accessibile. A parte il gradino segnalatomi dal proprietario, non dispone di maniglioni accanto al wc e nemmeno di doccetta. C’è la vasca da bagno e non la doccia. Inoltre se si entra con la sedia a rotelle bisogna uscire in retro perché impossibile girare. Troppo stretto. Un disabile in carrozzina da solo non ce l’avrebbe fatta!

Gli asciugamani sono forniti dal proprietario.

L’appartamento è di quattro posti letto. C’è un letto a castello nella zona soggiorno e un letto matrimoniale in camera. La cucina è equipaggiata con tutto il necessario per cucinare. In sala vi è un divano, un tavolo, tv a schermo piatto, impianto stereo con docking station per I-pod, wi-fi gratuito in tutta la struttura.

Non consiglio questo appartamento a chi cerca strutture handicap-friendly. Lo raccomando a coloro non hanno problemi di mobilità ridotta per la posizione ed il prezzo. Unica nota negativa potrebbe essere il frastuono delle persone che affollano la via anche di notte.

Il viaggio del futuro? Senza passaporto e con l’aiuto dei robot

Novembre 2017

Come viaggeremo nei prossimi dieci o vent’anni? Ecco qualche novità ancora in cantiere, che sembra prestata dalla fantascienza, ma che diventerà realtà.

Nel 2016 il turismo mondiale, con oltre 1,2 miliardi di arrivi internazionali, ha vissuto l’ennesimo anno record mentre le prime previsioni per il 2017 indicano che i flussi proseguiranno con un trend di crescita compreso tra il 3 e il 4 per cento. Questo nonostante fattori destabilizzanti, dagli attentati terroristici alle tensioni geopolitiche, abbiano rischiato di mettere in crisi il settore dei viaggi.

E si viaggerà ancora di più, perché farlo sarà sempre più facile e alla portata di tutti. Grazie soprattutto alle nuove tecnologie: blockchain, intelligenza artificiale, realtà aumentata, big data renderanno l’esperienza di viaggio sempre più immediata. Niente più code, documenti, lunghi controlli. Assistenti digitali ci accoglieranno ovunque, in aeroporto, in hotel e nei musei. Per prenotare basterà un click e i siti di prenotazione ci suggeriranno tutto ciò che ci interessa e ci piace di più. In un mondo che ci “conosce” sempre più da vicino, saranno le aziende a proporci al momento giusto servizi o attrazioni.

Articolo preso da viaggi.corriere.it

ECCO LA NUOVA SUPER SUITE DELL’AIRBUS A380

Novembre 2017

Dieci anni fa, l’Airbus A380, il bolide dei cieli a due piani, decollava per il suo primo volo commerciale, da Singapore a Sydney. Ora Singapore Airlines, la prima compagnia a utilizzare il gigante dei cieli, ha presentato i nuovi interni: dal letto matrimoniale al guardaroba, dal televisore HD al bagno di lusso.

Svegliarsi in un comodissimo letto matrimoniale nella propria suite e osservare l’alba sopra l’Oceano, tra le nuvole, dall’oblò dell’aereo: a partire da metà dicembre decollerà il primoAirbus A380 della compagnia Singapore Airlines con gli interni completamente rinnovati. Il fiore all’occhiello sono le sei suite di circa 4,6 metri quadrati poste nella sezione frontale del piano superiore che garantiscono ai passeggeri un’esperienza di viaggio esclusiva e caratterizzata dalla massima privacy. La comodità è garantita da letti matrimoniali, due bagni, il wifi, un televisore HD, la poltrona in pelle reclinabile e un guardaroba personale. 

Singapore Airlines di A380 ne ha 19. Ci sono voluti quattro anni di sviluppo e un investimento pari a 730 milioni di euro. Cinque velivoli saranno pronti per dicembre, i restanti 14 entro il 2020. Il prezzo per questa esperienza tra le nuvole? 5.500 euro per un volo andata/ritorno da Singapore a Sydney.

 

 

Articolo preso da viaggi.corriere.it

UNA STORIA FORTE E DI CORAGGIO: QUELLA DI SIMONA ANEDDA, VIAGGIATRICE SENZA BARRIERE

Novembre 2017

“Sono Simona Anedda, nata a Roma nel 1974 e viaggiare è la mia vocazione. Ho iniziato con un Erasmus in Islanda e, dopo la laurea in Belle Arti, mi sono trasferita a Londra, quindi in Danimarca e in Svezia. Nel 2000 sono stata a New York e, infine, a Chicago.

A 25 anni ho iniziato a lavorare come tour leader per Congressi Medici e a 30 sono partita per un viaggio senza meta, di un anno, in Australia. Al ritorno mi sono trasferita in Germania e ho ripreso la mia attività, lavorando per Finmeccanica e l’Agenzia Spaziale Italiana.

Non parlerò dei miei viaggi in Messico, Martinica, Sud Africa, Francia, Cuba, Usa… ti dirò invece che nel 2012, poco prima di partire per un viaggio nella Guaiana Francese, ho iniziato a stare male e al ritorno, dopo molti accertamenti ed esami, mi è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla.

Un medico mi disse: “È meglio che rimanga a riposo e lontana dal caldo”. E io risposi: “E se partissi per il Brasile, come la vede?”. Insomma, alla notizia ho reagito partendo da sola per un viaggio di due mesi nel mondo carioca, nel gennaio 2013.

Non cammino più, non muovo le braccia, non respiro bene. Ma è inutile piangere. Dal 2014 sono in sedia a rotelle e – tra una terapia e l’altra – ho ripreso a viaggiare e ad essere indipendente, nonostante tutto. Così sono partita per l’Islanda e, a giugno 2016, sono stata a Miami, un viaggio di “allenamento” in vista della mia attuale sfida. Sento che non avrò una vita lunga.”

Con queste frasi Simona si presenta all’interno del suo seguitissimo blog, In viaggio con Simona Avevo già sentito parlare di lei e seguivo le sue attività quando un giorno, un amico in comune, ci mise in contatto. Ho molta stima di questa ragazza che ha voglia di vivere la vita al 100% nonostante le sue condizioni. Diciamo che mi rivedo parecchio in lei, perché anche io sono una combattiva ma soprattutto anche io sono una grande amante dei viaggi!

Quindi ho deciso di dedicarle questo articolo sul mio blog perché da parte mia è sempre tanta la voglia di far conoscere “storie speciali”.

Simona ha iniziato a star male nel 2012, senza capire bene per dieci lunghi mesi cosa le stesse accadendo. Cadeva in continuazione e non si sentiva più padrona del suo corpo comprendendo che qualcosa stava cambiando.  Fu un duro colpo quando ricevette la diagnosi di sclerosi multipla primaria progressiva a evoluzione rapida. Del resto come darle torto, nessuno prenderebbe bene una notizia del genere!

Ma l’indole di Simona è diversa da come si sente lei in quei momenti bui successivi l’accaduto. Simona è una combattente e non ha nessuna intenzione di arrendersi, ma soprattutto non ha nessuna intenzione di smettere di viaggiare. Il viaggio la aiuta a farle dimenticare la sua malattia e la fa sentire viva! Nonostante i medici le consigliarono di stare a riposo, nel Gennaio 2013 parte per il Brasile. Non confessa a nessuno la sua malattia perché ha paura che qualcuno possa mettere fine alla sua esperienza carioca della durata di due mesi. Una ragazza tosta e caparbia, una vera numero uno!

Purtroppo, al rientro dal Brasile, le sue condizioni iniziarono a peggiorare e continuarono a farlo fino a quando la costrinsero ad usare una sedia a rotelle. Difficile accettare una condizione come questa quando non si ha mai voluto stabilire dei contratti nella vita, ma al contrario si ama la libertà a 360 gradi.

All’inizio del 2017 Simona ha coronato uno dei suo sogni: girare l’India, il Nepal e l’Indonesia per un totale di cinque mesi. Tutto questo si è avverato grazie ad un progetto di crowdfunding che ha lanciato con l’aiuto di amici. Nonostante questi paesi non siano ancora del tutto consoni ad ospitare un disabile, soprattutto per così tanto tempo, Simona ha trovato una grande disponibilità nei suoi confronti da parte di queste popolazioni. Tutta questa meravigliosa esperienza è documentata, giorno per giorno, nel suo blog.

Non so cosa abbia in mente Simona per il futuro, ma non mi stupirei se fosse in partenza per qualche altro posto nuovo tutto da scoprire. Il suo motto è: “Se pensi di avere delle potenzialità segui il tuo sogno senza paura”.

Io e Simona facciamo parte dell’associazione ESSERE’ ONLUS, si tratta di una OdV (organizzazione di volontariato) con oggetto sociale ampio, ma focalizzato  principalmente sull’attività di reinserimento sociale di persone con disabilità e con limitazione della libertà personale.

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CINQUE RAGIONI PER CUI INVESTO IN VIAGGI, NON IN OGGETTI

Novembre 2017

Sono pienamente d’accordo con questa viaggiatrice E voi, come la pensate? Commentate con le vostre opinioni!

Articolo preso dal sito www.huffingtonpost.it

La vita è troppo breve, e le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono le avventure e i bei ricordi

Se mia madre leggesse questo post, probabilmente non mi parlerebbe per molto tempo. Mia suocera ci ha affettuosamente definiti “i maniaci del viaggio”. E lo capisco. Sono sicura che la loro generazione, in generale, sia cresciuta con valori diversi. Casa, macchina, mobili, gioielli e risparmi erano tutti di primaria importanza e un modo per mostrare il proprio status, il successo e i traguardi raggiunti. Non fraintendetemi, tutte queste cose sono ancora importanti (e vorrei che più persone potessero permettersi i piaceri materiali di questa vita senza sacrifici e pianificazione del budget). Tuttavia, la mia generazione inizia gradualmente ad avvicinarsi a un altro tipo di mentalità – dove le esperienze contano più delle cose. Le priorità stanno passando dall’accumulare oggetti all’accumulare esperienze.

o e mio marito siamo solo una coppia qualunque con un reddito medio, che cerca di vivere al massimo e creare dei ricordi che dureranno per sempre. Data la scelta e i limiti di budget, preferirei guidare una semplice utilitaria ma andare in vacanza quattro volte all’anno, anziché dire no ad un viaggio e passare i prossimi dieci anni a pagarmi una Mercedes, solo per fare sfoggio del mio status. Inoltre, abbiamo stabilito fin da subito che preferiremmo spendere un occhio della testa in un ristorante tre stelle Michelin, anziché sprecare soldi per scambiarci dei regali.

Penserete che la mia sia un’ossessione, e forse avete anche ragione. Io preferisco definirla passione. In entrambi i casi, i sintomi sono chiari: mi sento soffocare se resto nello stesso posto per più di tre mesi; ho bisogno delle mie fughe durante il weekend (vicine o lontane); pianifico le vacanze per uno o due anni; mi dedico ad una ricerca meticolosa e preparo itinerari dettagliati per ogni viaggio; CondeNast Traveler, Culture Trip, National Geographic e Travel + Leisure sono diventati le mie bibbie; frequento anche siti come booking.com solo per sognare ad occhi aperti tutte quelle meravigliose destinazioni sparse per il mondo.

Dunque, perché ho deciso d’investire nei viaggi e non nelle cose? I motivi sono semplici:

AMPLIARE LA MIA PROSPETTIVA

Come disse giustamente Mark Twain, il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale. Due anni di incarico diplomatico ad Haiti mi hanno aperto la mente su un piano completamente diverso. Certo, si possono vedere le difficoltà dei paesi in via di sviluppo in TV, ma finché non le tocchi con mano, non potrai mai comprendere davvero le battaglie quotidiane di quella gente. Per fortuna, le nostre condizioni di vita ad Haiti non avevano nulla a che vedere con quelle di chi vive nella povertà più assoluta. Tuttavia, lì iniziai ad apprezzare anche le cose più semplici come le strade asfaltate, i semafori, i supermercati, i cinema e i centri commerciali – in pratica, tutto ciò che prima davo per scontato.

FARE NUOVE AMICIZIE

Ammirare le principali attrazioni del luogo non è abbastanza per me. Resto sempre a bocca aperta quando penso a quelle persone che, pur vivendo da anni in un altro paese, non hanno amici del posto. Non credo si possa imparare qualcosa su una nazione e sulla sua cultura senza interagire con la gente del luogo. Il coinvolgimento multiculturale è la chiave per capire la bellezza di questo mondo, ed avere tanti amici sparsi per il pianeta mi fa sentire ricca. Oltre a permetterti di conoscere le persone del paese ospitante, il viaggio ti offre anche l’opportunità d’interagire con altre nazionalità e scoprire qualcosa in più sulla loro cultura. Ricorda, ogni persona che incontri durante i tuoi viaggi ha una storia da raccontare.

CONOSCERE NUOVE CULTURE

Potrebbe essere una festa alle Hawaii, una visita alla Grande Muraglia cineseuna notte trascorsa in un tempio buddista in Giappone, un’immersione a Saint Kittsun torneo di sumo a Tokyo, un safari nel deserto a Dubai: le possibilità d’immergersi nella cultura locale della meta prescelta sono infinite. L’emozione di vedere da vicino come vivono i popoli di altre nazioni, e provare le stesse esperienze che fanno battere i loro cuori, è incomparabile. Mentre giri per il mondo alla ricerca di nuovi odori, panorami e suoni, la comprensione profonda del mondo e delle nuove culture, così diverse dalla tua, ti apre la mente e ti arricchisce.

SCOPRIRE NUOVE PERLE CULINARIE.

Non è un segreto che amo il buon cibo e m’impegno sempre a provare la cucina locale ovunque io vada. Per quanto si tenti di ricreare le ricette originali, le pietanze non saranno mai buone come nel paese d’origine, semplicemente perché i prodotti locali e le spezie non possono essere riprodotti dappertutto. Il Khachapuri non sarà mai buono come quello preparato nella cucina di mia madre a Tblisi, il cibo thai non avrà mai lo stesso sapore che ha in Thailandia, e quello indiano non ti farà mai venire l’acquolina in bocca come in India. Ricordo ancora il nostro “food tour” da capogiro a San Juan, dove gustammo le specialità locali girando per le strade acciottolate. La nostra esperienza più recente è stata provare la cucina del Sichuan in un piccolo chiosco alla buona di uno sconosciuto villaggio cinese, sulla strada verso la Città Proibita. Era economico, semplice, ma strepitoso.

PER NON GUARDARMI INDIETRO E CHIEDERMI: “E SE…?”

La vita è troppo breve e, alla fin fine, le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono tutte le avventure vissute e i bei ricordi condivisi con le persone amate. Non voglio rimandare niente che non possa fare oggi, questo mese o quest’anno. Non voglio guardarmi indietro e avere dei rimpianti o pensare “Vorrei essere stata lì, aver fatto questo, ecc…”. A dirla tutta, non credo che questa passione per i viaggi mi abbandonerà mai. Avrò sempre quel desiderio di fare le valigie e prenotare un volo per una destinazione esotica. Non credo esistano risposte giuste o sbagliate sul modo di vivere la propria vita. Fare ciò che ci sembra giusto in un momento preciso è la risposta migliore probabilmente, perché non sappiamo cosa ci riserverà il domani.

E voi cosa ne pensate della sfida viaggi contro oggetti? Cosa scegliereste?

Mezzi pubblici in viaggio? Ecco le città più comode: Milano 18esima, Roma solo 40esimaMezzi pubblici in viaggio? Ecco le città più comode: Milano 18esima, Roma solo 40esima

Novembre 2017

SI MENZIONA ANCHE DI MEZZI PUBBLICI ACCESSIBILI A DISABILI

Leggi l’articolo preso dal sito www.repubblica.it

D’altronde la mobilità è un elemento essenziale del buon funzionamento di una città. Sia per chi la abita che per chi la visita come turista o per affari. Il Sustainable Cities Mobility Index mette dunque sotto la performance globale dei sistemi di mobilità di cento città del mondo, a loro volta selezionate tramite 23 criteri di valutazione. Ciò che ne è uscito consente di fornire una classifica indicativa di ciascuna di esse nonché la durabilità delle loro infrastrutture. Al vertice globale, neanche a dirlo, c’è Hong Kong davanti a Zurigo e Parigi.

Mezzi pubblici in viaggio? Ecco le città più comode: Milano 18esima, Roma solo 40esima

Roma. Metro B1

E l’Italia come se la cava? Milano sembra riuscire a tenersi agganciata al treno delle migliori, preceduta da Amsterdam, Copenaghen, Tokyo, Monaco, Lione, Pechino ed Edimburgo alla 18esima piazza. Per trovare Roma, al contrario, bisogna scorrere non poco: la Capitale spunta alla 40esima posizione, è preceduta da Bruxelles, Birmingham e Macao e seguita da Atene, Washington D.C. e dall’inglese Bristol. Il rapporto, che piazza alle ultime posizioni la vietnamita Hanoi, Kuala Lumpur e Il Cairo, non prende in considerazione altre città tricolori.

Questa è ovviamente la classifica generale, quella che mescola i tre aspetti principali selezionati da Arcadis: Persone, Pianeta e Profitto. Nel primo caso si tratta di quanto il sistema dei trasporti incida sulla qualità della vita delle persone, quindi anche dei viaggiatori. Per capirci, dai collegamenti con gli aeroporti agli orari di apertura delle linee di metropolitana passando per le infrastrutture per la disabilità. Nel secondo si prende invece in considerazione il dato tecnico: quanto, cioè, il parco mezzi sia moderno ed efficiente, quali siano le emissioni in base a diverse misurazioni e così via. Ma anche spazi verdi, mobilità su due ruote ed elettrica. L’ultimo, invece, tocca un aspetto più economico: sottolinea quanto un buon sistema di trasporti possa favorire la crescita economica, anche sotto il profilo turistico. Se prendendo il terzo parametro le italiane salgono al 14esimo e 16esimo posto. La brutta notizia è che, considerando il primo elemento, quello cioè dell’impatto sulle persone, Milano e Roma fanno un salto indietro: la prima scivola al 28esimo posto e la seconda addirittura al 53esimo. Non un grande biglietto da visita per chi voglia decollare alla volta della Capitale o del capoluogo lombardo.