LAGUNA DI QUILOTOA, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quilotoa è un piccolo villaggio situato a 3914 metri di altezza famoso per il suo cratere vulcanico, ormai spento, e la sua spettacolare laguna. In questo luogo, situato nella parte occidentale delle Ande ecuatoriane nella provincia del Cotopaxi, vi abitano solo indigeni con tradizioni ancora radicate che indossano i tipici costumi andini e parlano la lingua quecha. Ho vissuto una bellissima esperienza dormendo in un lodge gestito da questa cordiale e accogliente popolazione.

Da Quito ci sono circa 176 km, e una volta lasciata la Panamerica ci si addentra nell’entroterra rurale dove si susseguono paesaggi mozzafiato: canyon, terrazze verdi coltivate, capanne di agricoltori, greggi di pecore, alpaca e asinelli che gironzolano liberi sulla strada. Quest’ultima è percorsa solo da camion o da autobus presi nella cittadina di Zumbahua, a 17 km più a sud, o nella più comune Latacunca.

Dopo una serie di curve si arriva a Quilotoa. All’ingresso bisogna pagare 2 dollari (per auto) e registrarsi. Ricordatevi di avere con voi il passaporto (va bene anche la fotocopia).

Dopo aver posteggiato proprio davanti alle passerelle (accessibili) che conducono all’osservatorio, attacco il Triride e salgo fino in cima da dove la vista è sbalorditiva! La Laguna di Quilotoa è di colore verde smeraldo e l’immagine che mi si presenta davanti si commenta da sola! Dalle passerelle parte una strada piena di gradini e di discese ripide che conducono al lago. Ovviamente il percorso non è accessibile in sedia a rotelle. Pare che la discesa sia una semplice passeggiata, mentre la risalita risulta davvero difficile a causa dei 500 metri di dislivello. Due miei compagni di viaggio si sono spinti fino alle sponde del lago ma non sono più riusciti a risalire a piedi per via dell’altitudine e delle salite irte. Nonostante non fossero d’accordo hanno dovuto noleggiare l’asinello e il cavallo per tornare in cima.

Consiglio vivamente questa tappa se state organizzando un viaggio in Ecuador! Oltretutto, anche se siete in sedia a rotelle come me, riuscite a vedere ed ammirare la laguna dall’alto in tutte le sue sfumature!

 

LODGE RUNA WASI QUILOTOA, ECUADOR

Febbraio 2019

NOME Runa Wasi Quilotoa

LUOGO Laguna di Quilotoa, Ecuador

INDIRIZZO Via Latacunca-Zumnahua-Quilotoa

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Una volta superata la porta d’accesso alla via principale che conduce alla laguna lo si trova subito sulla sinistra. E’ possibile raggiungere la laguna e i vari ristoranti e bar a piedi.

PREMESSA Tutte le strutture scelte per Ecuador e Galapagos sono state prenotate sul sito Booking.com. Ho cercato di contenere i prezzi per abbassare i costi del viaggio quindi non ho prestato molta attenzione alle accessibilità, grazie anche al fatto che c’erano persone con me che sapevo mi avrebbero aiutata senza fatica. Booking dava “servizi per ospiti disabili” tra i suoi servizi ma nessuno di questi hotel ed hostal sono totalmente accessibili. Sono tutti privi di ascensore. Anche le camere a piano terra presentano barriere. Optate per queste strutture ricettive solo se non viaggiate da soli, ma al contrario se avete con voi persone abbastanza forti da potervi aiutare!

ENTRATA PRINCIPALE Con rampa. Porta d’ingresso pianeggiante. No ascensore per i piani alti.

CAMERA Mi è stata assegnata la prima camera a piano terra entrando sulla destra. La struttura non ha camere particolari adatte ai portatori di handicap, ma solo camere standard tutte uguali. Se desiderate dormire in questa zona dovete accontentarvi di motel, lodge e hosterie tipiche andine (molto caratteristiche) in quanto non vi sono hotel di categoria.

BAGNO Non fruibile in sedia a rotelle. La porta del bagno è posizionata in un angolo stretto dove non si riesce a girare in carrozzina per accedervi. Nemmeno gli interni del bagno sono abbastanza spaziosi da permettere ad una sedia a rotelle di muoversi. Mi sono fatta prendere in braccio dai miei amici per fare la doccia, chiedendo una sedia di plastica.

MEZZA PENSIONE Siccome questa zona offre gran poco ai turisti, le strutture propongono la mezza pensione. Colazione con pane, marmellate e succhi fatti in casa. Latte e caffè con cereali. Cena tipica ecuadoriana con zuppa, riso e pollo e dolce preparato con yogurt e frutta.

SERVIZI Free wi-fi nella sala comune dove si mangia, parcheggio gratuito, noleggio biciclette (a pagamento), reception 24h, banco escursioni, deposito babagli, possibilità di colazione in camera, servizio navetta (a pagamento), negozio di souvenir

NOTE Mi sono trovata benissimo in questa struttura, nonostante la camera ed il bagno non fossero handicap-friendly. Le donne andine che la gestiscono sono state deliziose, carine e disponibili! Consigliato agli amanti della natura e a tutti coloro vogliono vivere un’esperienza unica a stretto contatto con la popolazione andina. Le camere sono riscaldate con delle stufe a legna, bisogna azionare la pompa dell’acqua esterna per scaldarla per lavarsi e si cena tutti assieme alle 19 nella sala comune, anch’essa riscaldata con la stufa.

 

QUITO, LA CAPITALE DELL’ECUADOR DIVISA DAI DUE EMISFERI

Febbraio 2018

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quito è situata ai piedi delle Ande ad un’altezza di 2850 metri. E’ possibile ammirare tutta la città dall’alto prendendo il teleferico più alto del mondo. Bisogna raggiungere la zona ovest della città per accedere alla teleferica che, da 2900 metri, raggiunge la Cruz Loma a quota 4100. Appena fuori dalla biglietteria c’è un posteggio gratuito. Il disabile paga il biglietto ridotto e la funicolare è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa mobile che viene posizionata al momento. In dieci minuti si raggiunge la piattaforma di osservazione da dove è possibile vedere le 14 cime dei vulcani che circondano la capitale dell’Ecuador. Da lassù la vista è davvero mozzafiato! Preparatevi ad un possibile calo repentino delle temperature e ad una eventuale faticosa respirazione se non siete abituati a queste altezze.

Il centro storico è interamente percorribile a piedi lungo le strade acciottolate dove sono presenti rampe piuttosto ripide per salire e scendere dai marciapiedi. A pochi passi dal mio hotel si trova Piazza Grande, dove i lustrascarpe attendono i loro clienti e i venditori ambulanti tentano di rifilarti qualche souvenir. E’ la piazza principale della città, tanto da essere contornata dal Palazzo presidenziale, da quello dell’arcivescovado, dal municipio e dalla cattedrale. Quest’ultima è un magnifico esempio di architettura tardo-cinquecentesca spagnola in Sudamerica e vale la pena entrare al suo interno (anche se non vi sono scivoli ma solo gradini) per ammirare le magnifiche navate decorate e una curiosa scena della Natività dove al posto del bue e dell’asinello si trovano un lama e un cavallo!

Dalla Cattedrale di Quito ho proseguito verso la chiesa più suggestiva della capitale: la Compania de Jesus, bellezza barocca nota per i suoi interni intarsiati e dorati. E’ una delle poche chiese di Quito accessibili in carrozzina. Chiedere ad una guarda di farsi aprire i cancelli sul lato sinistro della facciata dove non vi sono gradini. La sua facciata decadente la rende ancora più affascinante!

Da qui si continua verso Sucre in direzione della Piazza dove sorge l’omonimo Convento di San Francisco. E’ un complesso romano-cattolico risalente al sedicesimo secolo. Purtroppo nemmeno questi interni sono visitabili in sedia a rotelle a causa dei tanti gradini. Nelle giornate limpide è possibile vedere il vulcano Pichincha a occhio nudo sullo sfondo. Se si prosegue per Bolivar e si gira a destra in Garcia Moreno si accede alla pittoresca via La ronda, con le casette coloniali con i balconi fioriti, le gallerie e i tanti negozi.

Da La Ronda ho girato a sinistra per giungere alla Piazza di Santo Domingo dove sorge l’omonima chiesa con le sue cupole settecentesche. Oltre alla famosa iglesia, anch’essa inaccessibile in sedia a rotelle, non c’è molto da vedere in questa piazza che però brulica di gente a tutte le ore del giorno. Sono molti anche i banchetti di street food. Da Piazza Santo Domingo si procede a nord lungo la via Flores fino a raggiungere Piazza del Teatro. Non ho visitato il teatro internamente.

Da questa vivace piazza ho continuato a piedi fino alla Basilica del Voto National,chiesa monumentale del XIX secolo in stile neogotico elaborato con torri a vista sulla città. L’ingresso per disabili è sul lato sinistro della facciata principale. La rampa d’accesso è piuttosto ripida. Questa basilica è considerata la più grande chiesa neo-gotica del mondo ed è uno spettacolo di bellezza già dall’esterno!

La mia ultima tappa per concludere la visita della Città Vecchia di Quito è Piazza di San Biagio, la mia preferita. Ho avuto la fortuna di capitare proprio il 3 Febbraio, in occasione della festa patronale. I canti e i balli che si sono svolti nella piazza sono stati molto folkloristici ed originali. Nemmeno questa chiesa ha l’accesso per le sedie a rotelle.

E’ possibile effettuare tutto l’itinerario in una intera giornata. Da molti punti della città è ben visibile la statua dell’angelo situata su El Panecillo, collina di origine vulcanica alta 200 metri situata tra la parte sud ed il centro di Quito.

 

 

 

CASCADA DE PEGUCHE, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Otavalo non è solo conosciuta e visitata per il suo grande mercato artigianale… Molti turisti fanno tappa qui per ammirare la cascata Peguche, che dista appena tre km dal centro città.

Le indicazioni stradali conducono all’entrata principale, ma poi bisogna proseguire circa 15 minuti a piedi per raggiungere questa cascata molto bella che si trova a 18 m di altezza ed è formata dalle acque del fiume omonimo. Io ed i miei compagni di viaggio non siamo riusciti a raggiungere il posteggio da dove parte il cammino. Abbiamo chiesto più volte ai pochi abitanti della zona ma nessuno ha saputo indicarci esattamente il posto dove lasciare l’auto. Alcuni mi hanno detto che, dal parcheggio, ci sono dei gradini per raggiungere l’inizio del sentiero ma non ne sono sicura dato che non ho potuto constatarlo.

Quindi, dopo aver posteggiato il nostro mezzo al lato di una salita (sottostante la cascata) dove la strada è sconnessa e sterrata (molto faticosa da percorrere in carrozzina nonostante il Triride, sia per l’entità della salita e sia per le buche e la strada sabbiosa), ci siamo avviati verso il sentiero. Dopo pochi minuti di salita siamo giunti su una strada principale, asfaltata, dove non passano le auto e dove, su entrambi i lati, vi sono bancarelle di souvenirs. Nei pressi vi è un bagno ma non per disabili.

Alla fine di questa via inizia il sentiero (la prima parte presenta un acciottolato molto impegnativo), dopodiché si può scegliere tra due percorsi: uno più breve ma tutto acciottolato (sempre con ciottoli importanti e scomposti) e l’altro più lungo ma con strada sterrata fattibile in carrozzina. Ho optato per il secondo, ammirando così anche gli alberi e la natura che circonda questo tratto. Le gomme Dynamic utilizzate per questo viaggio mi hanno permesso di percorrere più facilmente certe parti off-road incontrate sul mio cammino.

Quando i due sentieri si ricongiungono la strada torna ad essere piena di ciottoli, con alcune salite e discese scivolose, e continua così fino al ponte da dove si può contemplare la cascata in tutto il suo splendore. Le persone in sedia a rotelle come me devono fermarsi poco prima. La cascata Peguche è visibile quasi interamente, ma purtroppo i quattro gradini di ciottoli che conducono sul ponte non sono percorribili in carrozzina.

gradini per raggiungere il ponte

L’atmosfera è comunque surreale… Tutt’attorno c’è la foresta e qualche casa di legno dove i nativi non rinunciano a vivere nella tranquillità più totale! La pace e la serenità che aleggia in questo luogo merita davvero una visita!

IL MERCATO ARTIGIANALE DI OTAVALO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Dopo aver lasciato la Midad del Mundo mi sono recata a Otavalo (94 km, circa due ore in auto), città della provincia dell’Imbabura situata a 100 km a nord di Quito.

Otavalo ospita il mercato artigianale più grande del Sudamerica e la sua popolazione è composta prevalentemente da indigeni kichwa degli Otavalos, famosi per la loro abilità nel settore tessile e commerciale. Buona parte della città (Plaza de los Ponchos) è bloccata al traffico perché questo enorme mercato all’aperto occupa numerose vie dove i visitatori vengono risucchiati da odori, colori e lingue che si mischiano diventando un tutt’uno.

Il sabato questo mercato assume dimensioni eccezionali (con centinaia di bancarelle) ed io l’ho inserito nell’itinerario proprio di sabato, riuscendo a fatica a visitarlo tutto! La prima cosa che mi colpisce sono loro, gli Otavalos, che vestono ancora abiti tradizionali e indossano cappelli neri a tesa larga. Questa etnia amerindia ha saputo imporsi, grazie al duro lavoro e al senso del commercio, sull’infame destino che ha causato la sottomissione e la scomparsa delle popolazioni autoctone americane. Non vogliono essere fotografati, se non dietro alla ricompensa di un dollaro. Quindi prima di immortalarli nelle vostre fotografie siete pregati di chiedere sempre il permesso!

Non si sa da che parte iniziare il giro dato che le coloratissime bancarelle sembrano chiamarti a se ogni volta si passa davanti ad una di loro. I prodotti esposti sono davvero vari e variegati: cappelli, tappeti, sciarpe di alpaca, coperte, ponchos, maglioni, soprammobili in legno, calzature tipiche, caramelle alla coca (per combattere l’altitudine) e altro ancora. I prezzi sono ottimi, ma vi consiglio di contrattare sempre e comunque!

Le strade che ospitano questo mercato sono asfaltate ma spesso e volentieri vi sono buche non segnalate o tratti dove lo sterrato esce dall’asfalto. Sono poche le rampe presenti per salire e scendere dai marciapiedi e la maggior parte di esse sono occupate dalle bancarelle. Nonostante questo si riesce a passare in mezzo alle vie e tra un banchetto e l’altro in sedia a rotelle. Non vi sono bagni per disabili nei paraggi. Se dovete posteggiare la macchina vi sono dei parcheggi nei pressi delle vie del mercato (no per disabili).

 

 

MIDAD DEL MUNDO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Il mio viaggio in Ecuador inizia da la ” Midad del Mundo“, monumento costruito nel luogo in cui un esploratore francese delineò la linea dell’equatore nel 1736. Si trova a San Antonio de Pichincha a 30,6 km da Quito (ci si impiega circa 50 minuti in auto).

Il monumento “Midad del Mundo” fa di Quito l’esempio più famoso di città divisa tra due emisferi.

Il disabile non paga l’ingresso (presentare fotocopia del certificato d’invalidità). Nei pressi della biglietteria vi sono posteggi per disabili. Dalla biglietteria si accede al grande complesso tramite una rampa. Al suo interno vi sono negozi, bar e ristoranti. Non tutti sono accessibili, qualcuno presenta uno o due gradini all’entrata, altri sono muniti di rampa.

Per arrivare alla linea gialla dell’Equatore, e successivamente al monumento, bisogna prendere la lunga rampa sul lato sinistro della strada. Qui ci si diverte a scattare fotografie con un piede nell’emisfero boreale e l’altro in quello australe. Io mi sono messa con due ruote da una parte e due dall’altra 🙂

E’ possibile salire fino all’osservatorio del monumento tramite un ascensore che conduce al secondo piano da dove è possibile ammirare una panoramica degli emisferi nord e sud. Mentre il museo è posto al primo piano ma l’ascensore non ferma a quel livello, purtroppo raggiungibile solo tramite scale.

In questo luogo singolare sono racchiusi anche fisica e magnetismo, dato che viene mostrato come un uovo stia in piedi da solo sulla linea dell’equatore e come l’acqua scorra da parti opposte (in senso orario e antiorario)nei due differenti emisferi.

Nei pressi del monumento di pietra vi è anche una chiesa dove al suo interno, perfettamente allineata alla linea gialla, è posta una grande croce. La chiesa non è accessibile in sedia a rotelle.

I vari ristoranti che contornano il complesso propongono il cuy, piatto tipico ecuadoriano da assaggiare almeno una volta durante il vostro viaggio. Il cuy è un roditore che pesa circa un kg originario della regione andina. Viene cucinato asado ed accompagnato da patate e riso. Ha un sapore simile al coniglio, anche se il suo aspetto lo compara ad un topo!!

cuy asado

Vi sono servizi pubblici sul tragitto per la Midad del Mundo ma non ho trovato bagni per disabili.

HOTEL HUASI CONTINENTAL QUITO, ECUADOR

Febbraio 2019

NOME Hotel Huasi Continental, tre stelle

LUOGO Quito, Ecuador

INDIRIZZO Flores N1-08 y sucre, Centro Historico

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE Situato nel centro storico di Quito, a pochi passi a piedi da Plaza Grande. E’ raggiungibile in auto seguendo la strada principale che attraversa il centro.

PREMESSA Tutte le strutture scelte per Ecuador e Galapagos sono state prenotate sul sito Booking.com. Ho cercato di contenere i prezzi per abbassare i costi del viaggio quindi non ho prestato molta attenzione alle accessibilità, grazie anche al fatto che c’erano persone con me che sapevo mi avrebbero aiutata senza fatica. Booking dava “servizi per ospiti disabili” tra i suoi servizi ma nessuno di questi hotel ed hostal sono totalmente accessibili. Sono tutti privi di ascensore. Anche le camere a piano terra presentano barriere. Optate per queste strutture ricettive solo se non viaggiate da soli, ma al contrario se avete con voi persone abbastanza forti da potervi aiutare!

ENTRATA Entrata principale con gradino. E’ possibile salire alla reception anche dal garage, (gratuito) situato dietro la struttura, ma solo tramite una scalinata. Per accedere alla reception c’è un gradino. Il personale mette a disposizione una rampa mobile costituita da due pezzi (vedi foto).

CAMERA A piano terra. La prima sulla destra dopo la reception. Per accedere alla stanza vi sono prima un gradino, poi tre. Il personale mette a disposizione una rampa (poco sicura) composta da due pezzi (vedi foto). La stanza è piccola, ma la sedia a rotelle passa tra un letto e l’altro. No armadio. Scrivania con sedia. Pavimentazione: legno.

BAGNO Larghezza porta circa 80 cm. La mia carrozzina ci passava a filo, tenendo presente che avevo montato le gomme off-road che sono più spesse di quelle normali. Lavabo classico e wc senza maniglioni né doccetta laterale. Per accedere al box doccia c’è un gradino da superare. Chiedere una sedia di plastica alla reception per fare la doccia. Pavimentazione: piastrelle.

COLAZIONE Viene servita alla terrazza al terzo piano. Nel mio caso me la portavano alla reception. Pane, marmellata e burro, tè, latte, caffè, succhi di frutta e frutta. Semplice ma gustosa.

PULIZIA Voto 7

SERVIZI Free wi-fi, banco escursioni, reception 24h, navetta aeroportuale, quotidiani, camere non fumatori, servizio consierge.

NOTE Senza infamia e senza lode. Uno dei tanti proposti da Booking come “accessibili” ma che non ha nulla di realmente accessibile. Ottimo prezzo considerata la posizione centrale.

 

 

EasyJet offre 30.000 posti con sconto 25%

Gennaio 2019

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Tutti i voli sono consultabili e acquistabili sul sito easyJet.com.

immagine presa da Google

Articolo preso dal sito web www.vanityfair.it

DESERTO DI AGAFAY, MAROCCO

Dicembre 2018

A soli 30 km da Marrakech, in direzione del massiccio dell’Atlante, si trova il deserto di Agafay. Questo gioiello della natura si propaga per centinaia di metri, vanta un ambiente naturale perfettamente conservato ed è ancora incontaminato dal turismo di massa.

Il deserto di Agafay è formato da pietra e rocce ed è stato per anni ignorato dai turisti per poi essere riscoperto negli ultimi tempi. Questa distesa di pietra, che varia dal bianco al beige, sembra non finire mai ed è accostata ad un paesaggio lunare. Numerosi accampamenti berberi sono sparsi tra le sue dune rocciose circondate da una rigogliosa vegetazione.

Viene comunemente chiamato anche “deserto di Marrakech” proprio per la sua vicinanza alla città rossa. Nascoste dietro alle tante colline del deserto si trovano delle piccole oasi e degli splendidi canyon scavati dalle violente alluvioni del wadi.

Ho acquistato l’escursione giornaliera per Agafay sul sito http://www.gsn-camp-agafay.ma. Un autista è venuto a prenderci al nostro riad, nel centro della Medina di Marrakech, alle 9.00 del mattino. Dopo circa 40 minuti di auto siamo giunte al campo tendato GSN dove ci è stato servito il tè. L’impatto col paesaggio è surreale: non sembra possibile che a così poca distanza dalla città ci possa essere una meraviglia tale! Il silenzio e la pace che aleggiano nell’aria mi hanno subito colpita. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella bellissima cartolina che mi circondava!

Per addentrarsi nel deserto vi sono due possibilità: utilizzare il quad o salire sul cammello. Data la mia condizione non avrei dovuto fare nessuna delle due cose… Ma il quad mi ha sempre attirata tantissimo e così ho deciso di salirci e di intraprendere il mio cammino tra le dune e i canyon. Il giro è durato circa due ore, con tappa in un accampamento dove un gentile signore berbero ci ha accolte all’interno della sua tenda e ci ha servito il tè accompagnato da frutta secca.

Al nostro ritorno al campo tendato ci è stato servito il pranzo. Ed è proprio qui che ho mangiato il tajine di pollo più buono di tutto il viaggio! Il personale del campo è stato molto gentile e mi ha aiutata in tutti gli spostamenti. Il terreno è sabbioso e in parte sconnesso e non vi è il bagno per disabili all’interno dei servizi igienici.

Credo, ma non ne sono certa, si possa effettuare il tour del deserto anche con un 4X4 ma non con questa escursione. In ogni caso vi sono diverse agenzie che propongono svariate gite all’interno della Medina a Marrakech. Dopo aver atteso le mie compagne di viaggio di ritorno dalla cammellata, l’autista ci ha riportate in città. Ho pagato 120 euro per questa escursione della durata di 7 ore. Si, il prezzo è piuttosto elevato ma si trattava di un tour privato. Inoltre in Marocco i prezzi stanno aumentando… Credo sia per via del numeroso flusso di turisti!

 

Moby, nasce il primo sharing per disabili con sedia a rotelle

Gennaio 2019

L’idea è di Italdesign e ora sta muovendo i primi passi, finalista del concorso Toyota Mobility Foundation

Nasce Moby, primo progetto di condivisione per utilizzatori di sedie a rotelle: l’idea è di Italdesign, arrivata tra i cinque finalisti del concorso Mobility Unlimited Challenge organizzato dalla Toyota Mobility Foundation. L’azienda si aggiudica il premio di 500.000 dollari per lo sviluppo delle prossime fasi.“

Come funziona Moby

Moby, basato sullo stesso principio del bike-sharing, consiste in un servizio di veicoli in condivisione per i cittadini disabili. Nello specifico, si tratta di quadricicli dal design elegante e tecnologico, dotati di una serie di dispositivi completamente elettrici e semiautonomi, a bordo dei quali si può salire direttamente con la propria sedia a rotelle.

Obiettivo? Muoversi in città molto più facilmente e con minor sforzo fisico. Gli apparecchi si potranno prenotare attraverso app, raggiungendo così con calma l’hub di raccolta più vicino. Una volta saliti, poi, un sistema integrato di sensori aiuterà ad evitare collisioni, superando facilmente le barriere architettoniche.

La nascita del progetto

ll concorso da 4 milioni di dollari è stato indetto da Toyota per supportare i miglioramenti e l’indipendenza delle persone con paralisi degli arti inferiori attraverso tecnologie assistite intelligenti

“Abbiamo lavorato a questo progetto per molto tempo in stretta collaborazione con persone sulla sedia a rotelle – ha dichiarato Serena De Mori, Project Manager di Moby – : la loro richiesta principale è stata quella di trovare una soluzione che rendesse più facile e meno faticoso lo spostamento quotidiano in città”. Da qui il progetto finalista, ora in via di definizione.

Articolo preso dal sito web www.today.it