PRAGA

Dicembre 2009                                        PRAGA                   (viaggio di quattro gg)

Nonostante sia piccola e molto raccolta, Praga è la più grande città nonché capitale della Repubblica Ceca. Il suo centro storico, definito culturale e turistico, è stato incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1992. Ricordo di aver pernottato in un hotel nei pressi di Piazza San Venceslao, poco distante dalle maggiori attrazioni.

Piazza San Venceslao
Piazza San Venceslao

Non si tratta di una comune piazza, ma di un largo viale dove si susseguono negozi e grandi magazzini e dove si svolgono abitualmente manifestazioni pubbliche o dimostrazioni di popolo.

Nelle varie piazze di Praga, oltre ai mercatini natalizi, si trovavano delle bancarelle che vendono il TRDLO (manicotto di Boemia), ovvero delizioso dolce di origine Cecoslovacca. Passeggiando non si poteva non essere attirati dal profumo che emana ma anche dalla sua forma cilindrica, inoltre è croccante in superficie e soffice all’interno. Una vera prelibatezza locale! Con gli anni è stato diffuso anche in altre parti dell‘Europa dell’est ovviamente con altri nomi e con delle piccole varianti. Infatti successivamente a questo viaggio lo trovai anche altrove.

Uno dei punti di maggiore interesse della città e il Ponte Carlo che attraversa il fiume Moldava e che è stato costruito in pietra. Temevamo l’attraversata a piedi in quanto normalmente a Dicembre a Praga fa freddo. Contrariamente il clima ci è stato favorevole e ci siamo fermati più di una volta ad ammirare il Castello che spicca dall’alto.

Durante il giorno questo famoso ponte ospita pittori, artisti di strada e musicisti, mentre la notte pare sia il regno delle statue che lo addobbano. Una leggenda dice che di notte queste statue si animano per prendersi cura dei bambini della vicina isola di Kampa… Mistero!

orologio astronomico
orologio astronomico

Altro simbolo rappresentativo della città è l’orologio astronomico, datato più di 600 anni e collocato su una parte del Municipio della Città  Vecchia. Considerato una meraviglia già nel Medioevo, riproduce, al suo suono, la processione degli Apostoli che mostrano il tempo con altre statue mobili. Una calca di persone si forma sotto di esso ogni volta che avviene il cambio dell’ora. Naturalmente c’ero anche io con la macchina fotografica pronta!

Sempre nella Città Vecchia, più precisamente nella piazza, si trova la bellissima Chiesa di Santa Maria del Tyn. A mio avviso è la più affascinante di tutta Praga e regala eleganza e signorilità alla piazza. Nel periodo natalizio i mercatini e le bancarelle sono posizionati ovunque e questo a me porta allegria.

Scrivendo di Praga e delle sue tante chiese non si può non citarne un’altra di rilevante importanza: quella di Santa Maria delle Vittorie che ospita il Bambino Gesù di Praga. Maggiormente conosciuto come Bambin di Praga è una statuetta divenuta un tesoro ammirato da tutto il mondo. Ogni giorno, i fedeli cattolici, si rivolgono a Lui per chiedere grazie o preghiere. Anche se di piccole dimensioni è suggestiva da vedere e da ammirare. Non è stato possibile fotografarla.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Chiesa di Santa Maria della Vittoria

Uno dei luoghi che più mi hanno affascinata è il quartiere ebraico. Purtroppo la sua storia non è molto differente a quelle di altri ghetti dove gli ebrei sono stati costretti a vivere. Il suo nome, Josefov, è dovuto dall’imperatore Giuseppe II che in passato abolì le misure discriminatorie. Non ho ancora accennato nulla riguardo alle accessibilità per disabili. Girando per la città non ho incontrato grossi problemi anche se proprio qui, nel quartiere ebraico, trovai qualche difficoltà nel percorrere con la sedia a rotelle la pavimentazione a ciottoli e un pò sconnessa. Non essendo sola ma avendo con me numerosi amici sono riuscita a visitare il vecchio cimitero ebraico e le sinagoghe di maggior importanza. Mi pare di ricordare che però, all’interno di quest’ultime, ci fossero dei gradini.

Con un taxi raggiungemmo il Castello di Praga, uno degli edifici più sontuosi da dove si ha una meravigliosa visione della città. All’interno di esso vi è la spettacolare Cattedrale di San  Vito in stile gotico che contrasta il barocco della Parte Piccola.

Cattedrale di San Vito
Cattedrale di San Vito

Questa è una parte davvero imperdibile, non scoraggiatevi dalle lunghe code che si formano per visitare gli interni, mettetevi in fila e aspettate… Non ve ne pentirete! Io, in quanto disabile, entrai immediatamente, mentre il resto del gruppo dovette attendere più di mezz’ora. Sul lato destro della cattedrale vi è la Porta d’Oro, una volta ingresso originario. Mentre il suo interno è un susseguirsi di cappelle, tombe imperiali e sculture.

Questo castello è tanto enorme che sembra risultare il più grande del mondo coi i suoi palazzi, cortili, musei e giardini. Un pò difficoltoso da girare in sedia a rotelle a causa delle continue salite e discese. Ma pian piano ce la si può fare.

Che collegamento c’è tra Kafka e Praga? In una delle strade più leggendarie e pittoresche chiamata Vicolo d’Oro, proprio a pochi passi dalla Cattedrale di San Vito, sorge la casa natale dello scrittore praghese. Oggi è diventata un negozio di souvenir per la maggior parte relativi a Franz Kafka. il Vicolo d’Oro è molto particolare ed è caratterizzato da una fila di 11 bassi edifici variopinti. Questa via prende il nome dagli orafi che, in passato, la abitarono. Credo che sia uno dei luoghi più visitati della capitale della Repubblica Ceca.

Le cose che ho citato in questo articolo sono alcune delle principali attrazioni turistiche di Praga. Quello che più ho apprezzato di questa città è di sicuro l’aria che si respira, ovvero ho percepito una sensazione di magia dovuta anche al fatto che l’ho visitata durante il ponte dell’Immacolata Concezione e che tutto era già immerso nel clima natalizio.

Concludo l’articolo citando uno degli edifici più significativi posizionato in centro città. Trattasi della Casa Danzante.

Casa Danzante
Casa Danzante

E’ così soprannominata perché la sua forma sinuosa è ispirata ai ballerini “Ginger e Fred”.

Allora, vi ho convinti a partire?

COME ORGANIZZARE IL VIAGGIO DI UN DISABILE

Al giorno d’oggi, fortunatamente, il disabile cerca di vivere una vita il più normale possibile. Lo può e lo riesce a fare soprattutto perché, rispetto al passato, ci sono meno pregiudizi, le barriere architettoniche si sono ridotte e le possibilità di integrarsi nella società sono maggiori. Da quando sono costretta su una sedia a rotelle ho lottato con tutte le mie forze per cercare di rendere la mia vita piacevole, interessante ma soprattutto attiva. Un grande aiuto l’ho tratto dai viaggi, che mi hanno fatta sognare ad occhi aperti e mi hanno sostenuta nel pensare che tutti possono avere la possibilità di girare il mondo. Purtroppo non ogni luogo è completamente accessibile, ma tanto è stato fatto e spero che si farà altrettanto in futuro. L‘Italia è meno attrezzata a ricevere un disabile rispetto all’estero anche se,  dai primi anni dopo il mio incidente, ci sono stati dei miglioramenti.simbolo-disabili

In tanti si chiederanno come procedere nell’organizzazione di un viaggio senza avere problemi e senza trovare sorprese. Io mi sono rivolta spesso ad una agenzia di viaggi fidata che si occupa di ogni particolare. Ma si può fare anche tutto da soli. Partiamo dal volo aereo. Nel mio caso, e per tutte le persone con mobilità ridotta, bisogna richiedere una speciale assistenza consistente in una persona che, all’aeroporto, ci accompagna dal check in al metal detector fino all’imbarco. Da qui veniamo introdotti in aereo con una seggiolina stretta che, passando nel corridoio, ci porta al posto assegnato. Un disabile può viaggiare anche da solo in quanto l’aiuto è assicurato. Come fare la richiesta di assistenza speciale? Ogni sito internet delle compagnie aeree ha una parte dedicata alle prenotazioni disabili, basta leggere e seguire le istruzioni. Dove non la si trova bisogna mandare una e-mail o chiamare. La seggiolina che passa attraverso i corridoi dell’aereo è tenuta a bordo e viene utilizzata in volo dal personale in caso di necessità della toilette. Molte compagnie aeree hanno aggiunto la possibilità di segnalare il ruotino elettrico (con batteria) on line.

Veniamo ora alla prenotazione degli hotel. Ci sono numerosi siti dove prenotare alloggi, dai motel ai resort più lussuosi. Per sapere se l’albergo al quale si è interessati è munito di camere accessibili bisogna inserire il nome in Google e verificare la disponibilità a riguardo.A volte però ci si imbatte in fregature, dato che parecchi siti di prenotazione (tramite il filtro “strutture per ospiti disabili”) spacciano per “accessibile” un bagno che poi si rivela non essere propriamente adeguato ai bisogni di una persona in sedia a rotelle. Sarebbe meglio quindi scrivere direttamente alla struttura e richiedere fotografie del bagno e della camera. Io ho provato più di una volta a trovarmi davanti a bagni inaccessibili per essermi fidata di quelle che c’era scritto ma che non corrispondeva alla realtà. Avere una camera comoda con il bagno adeguato è importantissimo perché ci rende autonomi come quasi se fossimo a casa nostra. Naturalmente qualsiasi agenzia di viaggi è in grado di fornirvi questo servizio.

Se si desidera fare dei tour in giro per il mondo bisogna verificare quindi non solo le accessibilità degli hotel proposti, ma anche quelle dei luoghi intenzionati a vedere. Le Americhe e l’Oceania sono completamente prive di barriere architettoniche. L’Europa si sta adeguando parecchio a riguardo, mentre l’oriente è più difficile da girare ma non impossibile. Come ho scritto in qualche mio articolo contenente nel blog, in oriente è possibile “affittare” una persona che aiuta il disabile negli spostamenti ma soprattutto che lo facilita nella visita dei vari templi e dei siti con i gradini. Io ho provato questa esperienza più di una volta e vi posso assicurare che sono riuscita a vedere ogni singola cosa e a fare tutto ciò che facevano gli altri. Se poi capita di non potere visitare qualche interno o di non salire in cima a un monte pazienza… Bisogna essere capaci di riconoscere i propri limiti. Per maggiori informazioni riguardo i tour per disabili visitate il sito www.go4all.it

Per tutti coloro che non lo sapessero, in Italia il treno è gratuito per l’accompagnatore del viaggiatore disabile. Questo servizio non è però valido all’estero. Anche in questo caso, richiedendo l’assistenza al momento della prenotazione del biglietto, vi verrà fornito l’aiuto necessario per salire e scendere dal mezzo. Purtroppo non tutte le stazioni ferroviarie sono munite dell’elevatore utile specialmente a chi è in sedia a rotelle e questa cosa la reputo molto grave.

Spero di esservi stata utile scrivendo questo mio post. Se avete dubbi o ulteriori domande non esitate a contattarmi!

MALDIVE

Maldive, Malé Sud                 Maggio 2003                        (viaggio di due settimane)

Ora non riuscirei più a stare ferma due settimane consecutive al mare ma, durante questo viaggio fatto più di dieci anni fa, vi assicuro che non mi annoiai. Probabilmente perché sapevo a quello a cui andavo incontro. Chi prenota una vacanza in uno dei tanti atolli che formano queste isole deve essere un’ amante del mare, del sole e anche del relax. E deve sapere che ci si può spostare solo in barca senza avere modo di visitare molto.

Atterrai a Malé, una delle capitali più piccole al mondo dove vi è l’aeroporto, o meglio un’unica pista di atterraggio circondata dall’Oceano Indiano. Da qui partono aliscafi e idrovolanti che portano i turisti sugli isolotti dove hanno scelto di trascorrere le loro vacanze. Io soggiornai al Club Rannalhi, distante 45 minuti di motoscafo. All’arrivo, dalla barca, si è potuto vedere l’isolotto per intero e, mano a mano che ci si avvicinava si scopriva tutta la sua  vegetazione rigogliosa.

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Non decisi di stare in questo resort solamente per la sua bellezza, ma lo scelsi anche per le accessibilità riguardo ai disabili. Il Rannalhi ha camere adatte per le sedie a rotelle, con bagni e docce adeguati. Il mio bungalow era immerso nella foresta ma con l’accesso diretto al mare. E che mare! L’entrata alla camera da letto era facilitata da una piccola rampa, mentre per girare l’isola, che è interamente di sabbia, c’era una carrozzina speciale messa a disposizione dal resort. Mi pare si chiami JOB e, date le sue grosse ruote, aiuta a muoversi sulla sabbia senza problemi. Inoltre è possibile entrare in acqua con tutta la sedia. Davvero utile a noi disabili! Una lunga rampa era posizionata anche per salire al ristorante che si trovava sopra delle palafitte di legno. Non ho incontrato nessuna difficoltà sull’isola, al contrario quasi tutte le sere, al tramonto, amavo fare il giro di tutto l’isolotto per terminare al bar posizionato direttamente sull’Oceano. Verso le 18, proprio mentre assaporavo l’aperitivo, vedevo volare dei pipistrelli volpe sopra la mia testa. Pare siano ospiti giornalieri ma non si avvicinano e non procurano danni. Non posso dire la stessa cosa delle gazze ladre che, al mattino, schernivano i turisti rubandogli le torte e i dolcetti dai tavolini. Stare in mezzo alla natura è bello, bisogna però imparare a convivere anche con i suoi abitanti. Fuori dal bungalow trovavo spessi gechi che si arrampicavano lungo le pareti. Mi facevano sorridere, anche perché sembra che il fatto di vederli sia di buon auspicio.

Il Club Rannalhi è formato da lingue di sabbia e da calette, mentre la spiaggia più grande di tutta l’isola era adibita a campo da volleyball e per altri giochi di squadra. Ricordo il dispiacere delle ragazze in viaggio di nozze che venivano lasciate sole al tramonto dai loro neo sposi che preferivano andare a fare una partita con gli amici. Per quanto riguarda le sistemazioni, oltre ai bungalow, vi sono le camere over water, posizionate sull’acqua con parte del pavimento di vetro per la vista dei pesci. Spettacolari! Per gli amanti della barriera corallina c’è da sbizzarrirsi. Il centro diving del resort organizzava uscite subacquee ogni giorno, ma anche per chi si limita a fare snorkeling lo scenario è meraviglioso! Le varie specie di pesci colorati si vedono anche a occhio nudo solamente stando sulla passerella dell’attracco delle barche.img085

Fate attenzione al sole che scotta veramente tanto! Munitevi di crema solare al alta protezione, cappello e maglietta se siete bianchi bianchi. Oltre alle immersioni, al mare cristallino, alla sabbia borotalco e al sole caldo, alle Maldive si può pescare. A giorni prefissati si esce in barca ed il pesce pescato viene cucinato al ristorante del Rannalhi e servito ai loro proprietari. La pesca non è soltanto diurna ma vengono organizzate anche uscite notturne.img086

Con una imbarcazione tipica maldiviana chiamata Dhoni andai in escursione sull’isola di Maafushi. E’ abitata unicamente da pescatori e dalle loro famiglie che ci hanno accolti con molta benevolenza. Appena scesa dalla barca mi attendeva un ragazzo maldiviano che mi accompagnò per tutta l’isola facendomi da assistente. Solamente da questo fatto compresi che questa popolazione è molto accogliente e cordiale. Visitammo il centro con i suoi negozietti per comprare ciabattine di legno, parei e souvenir. Proseguimmo entrando nella casa di un pescatore dove la moglie era ansiosa di accoglierci per farci assaggiare dolcetti fatti in casa. La guida ci fece notare che la casa tipica del pescatore è formata da coralli. Poco distante da qui vi è la scuola e una moschea dove non ci fu permessa l’entrata così mi limitai a curiosare dalla porta principale. Durante questa giornata trascorsa con la gente del posto imparai diverse usanze e tradizioni. Per questo consiglio questa gita a tutti quelli che vanno alle Maldive. Oltre ai bellissimi resort c’è un mondo a parte che merita di essere conosciuto. Qualche anno dopo venni a sapere che, proprio sull’isola di Maafishi, i maldiviani hanno aperto delle Guest House per accogliere ed ospitare i turisti. Bisogna solo  avere delle accortezze come per esempio non bere alcolici e non girovagare in costume da bagno.  Ma credo che per un giorno si possa evitare tutto ciò.

La sera rientrai al Rannalhi più che soddisfatta. Ma dovetti sbrigarmi. La serata pareo ci attendeva al ristorante! Ogni ospite del resort doveva indossare un pareo per la cena tipica maldiviana. Veramente divertente! Il cibo maldiviano è un pò troppo piccante e speziato per i miei gusti, mentre durante il resto del soggiorno fu ottimo con piatti che variavano tra carne, pesce e gustosi primi. Dopo cena ci si ritrovava al bar con la terrazza sull’Oceano da dove vedevamo uscire dall’acqua dei piccoli granchi che si rincorrevano sulla sabbia. Le mie preferite però rimangono le iguanine che attraversavano il cammino durante il nostro passaggio.

Non posso dimenticarmi di scrivere che nel resort vi era anche un piccolo centro massaggi, dove quelli ayurvedici andavano per la maggiore. L’ultima sera trovammo il tavolo apparecchiato in maniera singolare… era il loro modo per salutarci!img104

Cosa desiderare di più?

SOGNI DI VIAGGIATORI

Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che
credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano.
Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso.images

LONDRA

Giugno 2003/Febbraio 2011                                              LONDRA                 (viaggio di 4 gg)

Londra, la città dei pullman doppi rossi, dei taxi neri chiamati CAB, dei reali d’Inghilterra, dello shopping e della vita notturna. L’ho visitata in due stagioni differenti, trovandola sempre un po’ grigia e fredda. Non mi riferisco solo al tempo, ma soprattutto alla gente. Non amo in particolar modo gli inglesi, poi per come sono io, solare e vivace, li trovo l’opposto. Per questo motivo Londra non è la mia città preferita, senza nulla togliere alla sua bellezza e andando così controcorrente rispetto alla maggior parte delle persone che la trovano incantevole. Ci tornerei per fare acquisti da Harrods e a Portobello Road, dove il sabato c’è il suo famosissimo mercatino delle pulci. Questa strada, aggiunta al quartiere di Notting Hill che si trova appena sopra, è la zona che preferisco in assoluto di tutta la città. Case colorate in stile vittoriano si susseguono una all’altra e l’abbondanza di ristoranti e pub la rendono cosmopolita. Come ho scritto qui sopra, il sabato vi è un bellissimo mercato dove prendono parte anche numerosi espositori di antiquariato, mentre verso la parte finale della via si possono degustare specialità multietniche a quello alimentare.

Proprio a Londra, per la prima volta, assaggiai gli scones. Di origine scozzese, sono dolci da accompagnare col tè e da mangiare con o senza l’aggiunta di burro e marmellata. Li trovai ottimi tanto da cercarli ogni volta che vado in quelle zone. Con mio grande stupore venni a conoscenza dell’usanza del tè inglese col latte!!! Già, perché se alle 17 chiedete in un bar un semplice tè vi verrà portato con l’aggiunta di latte e non col limone come invece usiamo berlo noi. Gli inglesi sono davvero strani! Altra specialità tipica sono le jacket potatoes. Trattasi di patate cotte al forno con la buccia che poi vengono farcite con diversi ingredienti a seconda del gusto. Io le provai con la carne, al formaggio e alle verdure, ma per gli amanti della cucina anglosassone si può usare del bacon, il burro o il chili. Servite calde sono un piatto davvero sostanzioso! Vorrei sfatare il detto che all‘estero si mangia male. Sicuramente noi italiani siamo abituati a mangiare divinamente, ma anche fuori dal nostro Paese si possono assaggiare cibi ottimi. Io amo provare tutte le specialità, specialmente quelle che non conosco.

Covent Garden
Covent Garden

Per cenare prediligo scegliere un ristorante nel distretto di Covent Garden dove in passato sorgeva l’orto di un convento. Successivamente divenne luogo di mercato ed ora vi sono numerosi ristoranti, musei, negozi e bancarelle. Oggi la zona è animata anche da artisti di strada che aiutano a definire Covent Garden una delle attrazioni turistiche principali, oltre che per la presenza di numerosi teatri. La prima volta che andai a Londra vidi uno spettacolo teatrale conosciuto e prodotto in tutto il mondo: FAME! I balletti e le musiche erano talmente coinvolgenti che anche chi non capisce l’inglese avrebbe compreso la trama.

Nonostante sia stata due volte in questa città, non sono mai riuscita a visitare il British Musem. A Londra è un’istituzione ed è talmente immenso che non basta una giornata per girarlo completamente. L’entrata è gratuita e, per sentito dire, merita di essere visto.

Quando tornai a Londra nel Febbraio del 2011, Kate e William si sarebbero sposati da lì a pochi mesi. Nei negozi c’era quindi un ‘esposizione continua di souvenir con le loro facce dipinte sopra. Quale miglior occasione se non quella di visitare Kensington Palace, dove visse Lady D e dove oggi risiedono proprio William e Kate. Le aree aperte al pubblico sono diverse e molto rilassante è passeggiare nei suoi giardini.

Questa metropoli ha diversi spazi verdi dove potersi rilassare, dove passeggiare tra gli scoiattoli, lungo i laghetti o dove sostare per riposarsi e per mangiare qualcosa. Tra il più conosciuto Hide Park, il Greenwich Park ed il St. James’s Park io preferisco quest’ultimo. E’ situato accanto a Buckingham Palace e appartiene ai Parchi Reali. Dal lago, che prende l’omonimo nome, si vede la London Eye e il Foreign and Commonwealth Office.

La London Eye è la ruota panoramica più bella rispetto a quelle delle altre città europee. Gira talmente lentamente che sembra ferma, ma in questo modo offre la possibilità ai turisti di ammirare il panorama con calma dall’alto permettendo inoltre di scattare meravigliose fotografie come quella al parlamento col suo famigerato Big Ben.

Big Ben
Big Ben

Londra è molto all’avanguardia sulle accessibilità per disabili. Già nel 2003 notai i marciapiedi con le rampe, i cab che trasportano disabili facendoli salire con le  proprie carrozzine evitando di fare il passaggio sul sedile e toilette attrezzate. I bus sono muniti di pedana mentre non tutte le stazioni della metropolitana hanno l’ascensore per scendere al piano della ferrovia. Credo che sia stata una delle prima città dell’Europa a collegare gli aeroporti al centro con le linee metropolitane.

Tower Bridge
Tower Bridge

Oltre a tutto ciò che ho già menzionato vi sono altre belle attrazioni da vivere a Londra. Ecco qualche mio consiglio: attraversare a piedi il Tower Bridge, visitare l’interno dell’abazia di Westminster, assistere al  cambio della guardia a Buckingham Palace, andare alla St. Paul’s Cathedral, fare un giro in battello sul Tamigi, girare per i mercatini di Camden Town e recarsi nella vivace Picadilly Circus. C’è stato un avvenimento però che mi ha dato enorme piacere, ovvero il fatto di assistere al Capodanno Cinese nel quartiere storico di Chinatown. Si svolge tra la fine di Gennaio e la metà di Febbraio nelle zone tra Trafalgar Square, Leicester Square, Chinatown e Shatfesbury Avenue. Molto spettacolare e suggestivo prevede esibizioni di arti cinesi, draghi, fuochi d’artificio e specialità gastronomiche. Se vi recate a Londra in questo periodo non dimenticatevi di questa festa davvero particolare!

Goodbay London!

CIPRO

Agosto 2005                                          CIPRO              (viaggio di otto gg)

Isola situata nel Mar Mediterraneo, Cipro è divisa in due: la maggior parte della superficie è sotto il controllo della Repubblica di Cipro, quindi greca, mentre la zona nord fa parte della Turchia. Le poche fotografie che sono riuscita a recuperare non le rendono giustizia, Cipro è molto più bella, con un mare cristallino e tante attrazioni interessanti da vedere.img069

Quando visitai la capitale, Nicosia, mi resi conto della bellezza delle chiese bizantine dove l’accesso è consentito solo con pantaloni lunghi e spalle coperte. Dei foulard appesi all’esterno venivano prestati ai turisti che non erano vestiti in modo consono. Ricordo molto bene il museo bizantino e l’interno delle chiese tappezzate con icone d’oro e lampadari preziosi. Dentro l’Arcivescovato ortodosso si trovano la Cattedrale di San Giovanni e il museo che ripercorre la storia della città. Con la mia amica e compagna in questo viaggio raggiunsi il confine turco che divide non solo l’isola ma anche la stessa Nicosia. Non potemmo oltrepassarlo perché bisognava possedere un visto speciale, non sò se ancora oggi è così o qualcosa è cambiato. Ma salendo in cima ad un osservatorio riuscimmo a vedere la parte turca.

Quest’isola offre parecchio ai suoi visitatori, purtroppo però molte attrazioni non sono accessibili a disabili quindi non riuscii a vedere tutto quello che avrei voluto. Per gli spostamenti usai i taxi o i pullman anche se questi ultimi non sono muniti di pedana. Fortunatamente i ciprioti mi aiutarono gentilmente a salire e a scendere dai mezzi pubblici. Proprio in bus raggiungemmo Larnaca, importante centro balneare e turistico sulla costa meridionale dell’isola. Come prima cosa passeggiammo sul lungomare attorniato da palme, con spiagge affollate e con il solito mare super bello, caratteristica di Cipro. Proseguimmo con la visita alla chiesa di San Lazzaro e con la vicina Moschea Hala Sultan Tekkesi. Parte di quest’ultima ha l’accesso per le sedie a rotelle. A Larnaca vi è il Forte, fortino eretto dai Turchi che, prima dell’invasione, divideva il quartiere greco da quello turco. Ospita grandi cannoni e dall’interno si può ammirare il lungomare.

Lungomare Larnaca
Lungomare Larnaca

Tutti coloro che amano il mare, come me del resto, possono visitare diverse spiagge che sono una più bella dell’altra. La parte nord dell’isola è meno turistica risultando così molto più tranquilla. Per i giovani e per le persone che vogliono invece divertirsi e che cercano anche una vita notturna consiglio di recarsi ad Ayia Napa, sulla costa meridionale. E’ proprio qui che pernottai perché , specialmente quando ero più giovane, amavo far tardi la sera e mescolarmi in mezzo al casino. Ad Ayia Napa ci sono moltissimi bar e locali a tema davvero di ogni genere e per tutti i gusti. Di italiani ce sono davvero pochi, in questa zona si incontrano soprattutto inglesi. I cocktail sono ottimi e costano poco rispetto che in Italia.

uno dei locali a tema di Ayia Napa
uno dei locali a tema di Ayia Napa

Oggi mi sentirei fuori luogo, ma nove anni fa mi divertii tantissimo. Tornando alle spiagge, quella di Ayia Napa è lunga e color borotalco. Ricordo le piacevoli dormite post pranzo sotto l’ombrellone dopo essermi abbuffata di pesce e dopo aver bevuto l’ouzo. Trattasi di distillato ad alta gradazione alcolica. Lo si trova da ogni parte in Grecia. Se decidete di andare a Cipro optate per un bed and breakfast o per un hotel nel trattamento di sola prima colazione in quanto si mangia divinamente ovunque ad una cifra irrisoria. Una delle migliori spiagge è Nissi Beach dove è possibile fare sport acquatici e dove il bar Napa Beach delizia la vostra permanenza con party sulla sabbia e musica alta. Unico punto negativo è la calca di ragazzini che disturbano la tranquillità e che lasciano lattine e bottiglie vuote da ogni parte. In Agosto le spiagge sono sicuramente più caotiche rispetto agli altri mesi estivi.

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Una sera ci fermammo in hotel per assistere a dei balletti tipici grechi. Ragazzi e ragazze con costumi locali hanno intrattenuto gli ospiti con spettacoli folkloristici e canti tradizionali.

W la Grecia e tutte le sue fantastiche isole!

Me ne mancano ancora molte all’appello, in futuro vedrò di rimediare.

FIRENZE E SIENA

Chi non è mai stato nel capoluogo della Toscana? Firenze, importante centro universitario e patrimonio dell’umanità UNESCO, è considerata  il luogo d’origine del Rinascimento nonché riconosciuta come città dell’arte e dell’architettura grazie ai suoi numerosi monumenti e musei. La visitai a Pasqua dell’anno 2008 riuscendo ad assistere al tradizionale Lancio della Colombina con lo  Scoppio del Carro che avviene in Piazza del Duomo. Durante la Messa di mezzogiorno, il Prete che la celebra accende un razzo a forma di colomba che viene sparato attraverso un filo che arriva fino al carro imbottito di fuochi d’artificio. L’assordante scoppio rappresenta la distribuzione del fuoco benedetto a tutta la città. Ricordo la folla di persone che gremiva la piazza e gli applausi allo scoppio del carro. Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, è un vero e proprio capolavoro  che incanta chiunque la osservi. Il biglietto permette l’accesso ai vari monumenti del complesso: Cupola di Brunelleschi, Campanile di Giotto, Battistero di San Giovanni, Santa Reparata e Museo dell’opera. Non tutto è accessibile in sedia a rotelle, per esempio dovetti rinunciare a salire in cima al Campanile di Giotto. Come tutte le città antiche, di barriere architettoniche se ne incontrano parecchie, ma la cosa che mi rimase più impressa fu la pavimentazione stradale. Composta da grossi ciottoli irregolari non aiuta il disabile negli spostamenti, in più bucai per la prima  volta una ruota della mia carrozzina. Fu abbastanza faticoso girare per la città ma ce la feci lo stesso con l’aiuto degli amici. Di firenze mi è piaciuta ogni singola cosa, da Palazzo Pitti al Giardino di Boboli fino al Ponte Vecchio.

Ponte Vecchio
Ponte Vecchio

Quest’ultimo è uno dei ponti più famosi al mondo dove sotto scorre l’altrettanto famigerato fiume Arno. Passeggiando sopra di esso ci si imbatte in bellissime botteghe orafe ed imperdibile è attraversarlo la sera quando, col calare del sole, l’atmosfera diventa ancora più suggestiva e romantica. Essendo disabile ho avuto la fortuna, se così la vogliamo chiamare, di evitare le lunghe code all’esterno della Galleria degli Uffizi. La sicurezza mi permise l’ingresso immediato con le altre due compagne di viaggio, così ci godemmo in pieno la visione di opere d’arte uniche come la Primavera di Botticelli o la Venere di Urbino. Mentre nella Galleria dell’Accademia ho ammirato la statua del David di Michelangelo, opera che porta fama a questo luogo che la ospita. Ma arriviamo a uno dei momenti più belli di un viaggio…La cena! Impossibile non mangiare la fiorentina, bistecca con l’osso che viene servita in tutte le trattorie, ristoranti ed osterie della città. C’è un altro piatto tipicamente toscano che assaggiai per la prima volta proprio a Firenze… Trattasi della ribollita: tipica zuppa di pane raffermo e verdure. Gustosissima!

Ma veniamo a Siena. La conosco meno rispetto a Firenze dato che vi trascorsi solo una giornata. La città è conosciuta principalmente per il Palio che, se devo essere sincera, non ho mai amato particolarmente. Piazza del Campo, dove si svolge quest’ultimo, è molto caratteristica e la si può ammirare interamente solo dall’alto della Torre del Mangia. Ma vi assicuro che è molto bella anche visitandola dal basso visto che, essendo un punto di passaggio obbligato, è colma di negozietti e ristoranti.  Le stradine della cittadina sono un continuo saliscendi però ricordo che la pavimentazione ha un ciottolato più sottile e facilmente percorribile in sedia a rotelle rispetto a quella di Firenze. Proseguendo da Piazza del Campo si arriva al Duomo di Siena,

Duomo
Duomo

altra bellezza maestosa con la sua facciata dove prevalgono i colori del bianco e del nero. L’interno è un susseguirsi di simboli tradizionali di importante valore. Percorrendo a piedi le viuzze è impossibile non notare i negozi e le boutique tutti all’ultima moda! Da fare strage di shopping! I senesi sono carinissimi, come del resto tutti gli abitanti della Toscana. La loro parlata mi diverte e la loro simpatia mi piace! Altro luogo dove il cibo è motivo di immenso piacere, si può gustare dalla chianina ai pici fino ai fagioli all’uccelletto per concludere con dolci come i ricciarelli e i cantucci. L‘Italia è il numero uno per la cucina, e la Toscana è una delle Regioni dove si mangia meglio e in modo semplice. Adoro accompagnare gli aperitivi e le cene con un buon bicchiere di vino rosso come il Brunello di Montalcino o il Chianti. Ecco altri validi motivi per visitare la Toscana!

 

RIO DE JANEIRO

Gennaio 2006                                 RIO DE JANEIRO                   (viaggio di 13 gg)

Se penso al viaggio a Rio de Janeiro, meravigliosa città del Brasile, mi viene in mente una sola cosa: allegria! I carioca, ovvero i nativi di Rio, sono pieni di gioia e la trasmettono a tutti i numerosi turisti che affollano le sue strade e le spiagge. Anche io fui completamente assorbita da questa energia positiva che la città emana e tornai a casa ricaricata ma anche piena di saudade. Scelsi un hotel fronteggiante la spiaggia di Copacabana… la vista dal tredicesimo piano sulla terrazza panoramica era da mozzare il fiato!img042 img044 img041

Per i brasiliani Gennaio è periodo di vacanza, così le spiagge erano pienissime di gente che le animava rendendole ancora più vivaci. Fa parte della cultura della città vedere donne con costumi ridottissimi camminare sulla sabbia bollente, bere birra sotto l’ombrellone, comprare gamberetti crudi per farseli cucinare al momento, acquistare costumi e ciabatte da venditori ambulanti e ascoltare musicisti che passano cantando e suonando tra i turisti.  Copacabana a Gennaio è tutto questo. Ho sentito dire che, durante le nostre ferie estive, chi va a Rio non trova le stesse cose perché da loro è inverno e le spiagge sono deserte! Per me sarebbe stato motivo di tristezza infinita! La sabbia è bianchissima, l’ampiezza della spiaggia notevole ma il mare non è tra i più belli al mondo anche se credo che questo sia irrilevante. Ovvero, chi viene in questa città del Brasile deve sapere prima che non troverà un mare cristallino e piatto anzi, in alcuni giorni era impossibile entrare in acqua dalle enormi onde che si formavano a riva. Ma Le spiagge di Copacabana sono talmente uniche che il mare passa in secondo piano. La sua passeggiata è punteggiata non solo da alberghi ma anche da bar, locali notturni e ristoranti. Il marciapiede ha un motivo tipico di onde che dispiega su entrambi i lati per tutta la lunghezza del quartiere.

pavimentazione Copacabana
pavimentazione Copacabana

Camminando su questa originale pavimentazione ci si imbatte in corridori, ciclisti e anche baretti dove fare un break per sorseggiare bibite fresche. A questo proposito è doveroso citare la Caipirinha, cocktail tipicamente brasiliano a base dell’omonimo liquore, lime, zucchero e rum. Ottima per l’aperitivo, durante e dopo i pasti. Che rilassanti e piacevoli erano i massaggi sulla spiaggia… Insomma a Rio de Janeiro non manca proprio nulla!img048

In città ci sono diverse attrazioni imperdibili! Prima fra tutti il Cristo Redentore, simbolo non solo della città ma dell’intero Brasile. La statua sorge in cima alla montagna Corcovado, all’interno del Parco Nazionale di Tjiuca, e domina tutta la città dall’alto offrendo un fantastico panorama. Uno dei modi più caratteristici per arrivare in cima al monte è quello di prendere il suggestivo treno che parte dal basso, risale la montagna e attraversa la foresta di Tijuca. Ma essendo in sedia a rotelle non ero sicura riguardo all’accessibilità così decisi di arrivarci con un taxi. Anche se non tutte le cose sono accessibili per disabili, i brasiliani fanno in modo che lo diventino. Molto gentili e disponibili mi aiutarono a raggiungere il mare attraversando le larghe spiagge e anche in quest’ultima occasione non persero tempo a farmi salire sulle scale mobili che permettono di avvicinarsi alla statua del Cristo. Inserita fra le sette meraviglie del mondo è di una bellezza davvero singolare.

Da quassù si vede ad occhio nudo il rinomato stadio Maracanà. Rimasi colpita nel vedere neo mamme portare i loro bambini davanti alla statua per farli benedire. Sono stata più di due ore ad ammirare il Cristo Redentore non avendo la minima voglia di andarmene via.

In città la vista la si può ammirare anche dal Pan di Zucchero, colle che si estende su una penisola  dall’estremo di una baia che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Secondo la mia opinione è molto meglio il Corcovado.

Pan di Zucchero
Pan di Zucchero

L’erscursione che ho apprezzato moltissimo e che scelsi di fare con una visita guidata a causa della possibile pericolosità fu quella fatta all’interno della favela di Rocinha. Per chi non lo sapesse, le favelas sono tipiche zone con le abitazioni delle persone più povere. Quella di Rocinha è la più grande del Brasile e forma un quartiere a sud della città di Rio. Partimmo in otto a bordo di una jeep cabrio e ci inoltrammo in questa “grande città” nella città che merita di essere visitata non come un’attrazione turistica, ma come un lato del Brasile che è giusto conoscere. Non ha senso andare a Rio e vedere solo spiagge, panorami e le altre bellezze che il luogo offre. La favela è una parte integrante e va vissuta. La guida ci disse di non dare soldi a nessuno, ma di comprare dei souvenir per aiutare queste persone a vivere più dignitosamente. E così feci. Ricordo di aver comprato un  cd musicale con canzoni tipiche brasiliane e delle ciabatte. Portai sacchetti di caramelle da distribuire ai vari bambini che ti corrono incontro circondandoti. Il degrado delle case salta subito all’occhio, i tanti fili della luce scoperti, murales a ogni lato delle strade e polvere dappertutto. Visitammo la scuola ed anche il mercato che probabilmente fu la cosa che più mi shoccò. Carni appese all’aperto con mosche appiccicate sopra e frutta mezza marcia che maturava ulteriormente al sole. Non mi sentii per niente in pericolo, anche se durante questo tour la guida non sempre ci permise di scendere dalla jeep. Probabilmente loro conoscono questi luoghi molto bene e sanno quali sono i punti di maggior pericolo. Ripeto, non consiglio di andarci da soli ma auguro alle persone di vivere un’esperienza simile per comprendere e vivere lo stato d’animo di questa gente tanto cordiale. A distanza di otto anni da Rocinha, lo scorso Febbraio andai in India e mi fermai quattro giorni anche a Calcutta. Rispetto alla prima, Calcutta è 1000 volte peggio. Credo che come l’India non ci sia nulla di paragonabile, ma credo anche che vedere e toccare con mano luoghi di questo tipo aiuti sempre a far comprendere la fortuna che abbiamo.

Scendendo dalla favela ci portarono a visitare una scuola di samba. Stavano lavorando per il famosissimo carnevale che si sarebbe svolto il mese dopo e così ebbi la fortuna di vedere e toccare i meravigliosi costumi che avrebbero indossato le ballerine. Per i brasiliani il ballo è un culto, come anche il calcio. Prima di rientrare da questa gita giornaliera passammo davanti allo stadio dove Ronaldo iniziò la sua carriera calcistica.  Sono molto orgogliosi dei calciatori brasiliani che hanno successo nel mondo.

Nei pressi di un’altra rinomatissima spiaggia, quella di Ipanema, si trova un caratteristico mercatino di artigianato hippie. Davvero molto carino e colorato ma obbligatoria è la contrattazione.

mercatino hippie Ipanema
mercatino hippie Ipanema

Ipanema è una delle zone più ricche della città carioca e le sue spiagge sono animate e cariche di vivacità come quelle della vicina Copacabana, anche se sono ritenute più chic.

Ultima non certo per importanza, è la scalinata Selaron, opera architettonica decorata da un artista cileno come tributo al popolo brasiliano. Di diversi colori è meta scelta soprattutto per scattare fotografie.

Concludo questo mio articolo su Rio de Janeiro scrivendo a proposito del cibo. Ho mangiato divinamente durante tutta la mia permanenza variando tra pesce e carne. Le churrascherie sono da includere nel viaggio. Le migliori sono abbastanza care ma mangerete una enorme quantità di carne da fare indigestione. Ne ho provate diverse, ma le  top della città sono la Porcao Rio Flamengo e la Marius Churrascaria. Si inizia la cena con un buffet di pesce crudo freschissimo… dalle ostriche ai gamberetti fino al sushi,  il tutto accompagnato da verdure per proseguire con  spade di carne di ogni tipo. Ricordo di essere tornata da questo viaggio con una pancia gonfissima. Ma cosa c’è di meglio che associare una fantastica vacanza al buon cibo?

AMSTERDAM E I PAESI DEL NORD

Capodanno 2010                                       PAESI BASSI        (viaggio di sei gg)

Ma quanto è bella l’Olanda?! E’ una meta che ho apprezzato parecchio e che vorrei rifare, magari in primavera per non patire il freddo gelido dell’inverno e per ammirare i campi di tulipani variopinti. Questo mio viaggio inizia da Amsterdam, capitale nonché maggiore città dei Paesi Bassi. Davvero moltissimi sono i luoghi di interesse da visitare. Primo fra tutti, veramente imperdibile, è il Museo Van Gogh, uno tra i più belli che abbia visto! Contiene la più grande collezione di opere del celebre pittore olandese. Ricordo che, col resto degli amici, prenotammo i biglietti on line da casa per evitare le lunghe code che si formano ogni giorno fuori dall’entrata.

Museo Van Gogh
Museo Van Gogh

La città è famosissima per i suoi canali, circa 165 tra i principali e i secondari. Molto belli da vedere e da fotografare mentre si passeggia lungo le vie e i corsi che si incontrano e si intrecciano facendoli apparire tutti simili tra di loro. I canali sono i simboli assoluti di Amsterdam, di grande valore culturale e storico contribuiscono all’aggiunta di fascino tanto da farle guadagnare l’appellativo di “Venezia del nord”. Ogni canale è costellato da almeno un ponte, circa 1300 in totale! Sono molto differenti uno dall’altro, alcuni sono romantici, altri sono opere ingegneristiche e altri ancora semplicemente strani. La sera, illuminati, regalano un fascino particolare.

L’Olanda è il paese delle biciclette per eccellenza, credo che nessuna città al mondo possa vantare un numero così alto di ciclisti. Questo mezzo di trasporto consente di spostarsi liberamente attraverso le strade e i ponti del centro. Purtroppo, data la mia disabilità, non ho potuto usufruirne, però devo ammettere che è stato facile girare in sedia a rotelle. Non ho trovato particolari barriere architettoniche e sono riuscita a visitare tutto ciò che mi interessava. L’unica attrazione dove non sono potuta accedere all’interno è stata la casa di Anna Frank, dove la ragazza scrisse il diario e si nascose assieme alla sua famiglia per più di due anni. Mi sono dovuta accontentare di vederla dall’esterno dati i numerosi gradini interni. Oggi è diventata una specie di museo con fotografie, oggetti personali e citazioni del suo famoso diario.

la Casa di Anna Frank nel centro di Amsterdam
la Casa di Anna Frank nel centro di Amsterdam

Avendo scelto di trascorrere il Capodanno in questa fantastica città, eravamo dubbiosi sul fatto di festeggiarlo in Piazza Dam, una delle principali e vero e proprio centro di Amsterdam. Molto bella, con nel mezzo la statua del Museo Nazionale commemorativa della Seconda Guerra Mondiale, la ritenemmo pericolosa in quanto avevamo sentito dire di lanci di bottiglie di vetro vuote e atti vandalici. Scegliemmo così di passare la notte più famosa dell’anno nella più piccola Piazza Rembrandt. Tutto attorno la vita pullula, sia di giorno che di notte essendo un connubio di ristoranti, club, discoteche e negozi. Mi è piaciuto davvero tanto sia per la compagnia che per il luogo in sé.

Durante queste meravigliose giornate pernottai in uno splendido hotel proprio di fronte al Mercato Dei Fiori. Bulbi, fiori di ogni genere e piante riempiono le numerose bancherelle che, in ogni periodo dell’anno, hanno sempre fiori freschi di stagione. Una meraviglia per gli occhi! Comprai diverse buste di bulbi di tulipani olandesi dai colori variopinti che sbocciarono però soltanto una stagione. Sarà stata colpa del clima o molto probabilmente del mio pollice che non è poi così verde!

Mercato dei Fiori
Mercato dei Fiori

Nonostante la neve ed il clima davvero rigido ricordo di aver attraversato a piedi il Vondelpark, parco in stile inglese in posizione centrale vicino ai musei. Non ci soffermammo molto ad osservare le varie attrazioni che erano, tra le altre cose, completamente innevate.

Molto curiose e strane sono le barche galleggianti. I canali sono strapieni di questo tipo di abitazione davvero particolare. Mi sarebbe piaciuto visitarne una ma non hanno l’accesso per le sedie a rotelle. Per tutti coloro che sono alla ricerca di una sistemazione diversa dal solito c’è la possibilità di prenotarle per pernottare sull’acqua.

Non è possibile citare Amsterdam senza spendere qualche riga sul quartiere a luci rosse, più conosciuto come Red Light District. Prende il nome dalle luci al neon delle vetrine dove le prostitute posano in attesa dei clienti. Secondo la mia opinione bisogna fare un giro anche in questa zona, fa comunque parte della città e non è troppo lontana dai principali luoghi d’interesse.

quartiere a luci rosse
quartiere a luci rosse

Da Amsterdam, con un pulmino, ci siamo spinti fino ad alcune città più a nord. Sono felice di esserci andata in pieno inverno per la particolarità dei posti innevati e per aver visto Amsterdam con gli addobbi natalizi, ma il freddo non lo posso proprio dimenticare! A Volendam, villaggio e porto peschereccio sul Mare del Nord che era totalmente ghiacciato, tirava un vento forte e gelido da farci tremare ma, nonostante ciò, abbiamo visitato questo paesino davvero carino! Costruito intorno al porticciolo molto ben conservato ospita case di pescatori, strade strette, viuzze e originali casette con ponti levatoi dove vi sono dei piccoli zoccoli appesi fuori dalla porta. Pranzammo in un ristorante sul lungomare cogliendo così l’occasione di riscaldarci un pò.

Non molto lontano da questa località vi è Edam, anch’essa un tempo porto di pescatori per la caccia delle balene è nota in tutto il mondo per l’omonimo formaggio. Che fatica girare per le strade completamente ricoperte di neve e di ghiaccio. I miei amici avevano paura di scivolare e di cadere mentre io temevo di ribaltarmi. Ma ne è valsa davvero la pena, sembrava di essere nel villaggio di Babbo natale!

Come ho accennato poco sopra, Edam è famosa soprattutto per il suo formaggio “eddammer“. Cogliemmo così l’occasione di visitare un caseificio dove il personale veste con costumi originali e dove danno una dimostrazione professionale della produzione del formaggio ed anche della costruzione di zoccoli in legno. Utilizzando l’attrezzatura necessaria e fornendo una spiegazione dettagliata in diverse lingue, aiutano i turisti a respirare da vicino sia l’arte casearia che l’attività del calzolaio partendo da un tronco fino ad arrivare allo zoccolo.

L’ultima tappa è stata a Zaanse Schans situata sulla banchina del fiume Zaan. In passato fu un’area industriale con più di 700 mulini a vento. Molti di questi sono ancora in ottimo stato e rappresentano una forte attrazione turistica. Bellissimi da vedere, sembrano sfilare uno dietro l’altro.

Non avrei voluto dilungarmi così tanto ma le cose da raccontare erano davvero molte. In ogni caso è sempre meglio andarci di persona per vivere al meglio il tutto.

Arrivederci a presto Olanda!

MADRID

Dicembre 2010                                               MADRID                (viaggio di quattro gg)

Capitale della Spagna e sua città più grande, Madrid offre molto ai suoi visitatori. Il clima, di tipo continentale, ha estati molto calde ma inverni non rigidissimi. Nonostante sia piena zeppa di arte, di palazzi sontuosi, ha una movida frenetica ed offre cibo buonissimo è la città europea che meno mi è piaciuta tra quelle visitate fino ad oggi. Non mi ha lasciato nulla una volta tornata a casa. DE GUSTIBUS NON EST DISPUTANDUM… Io preferisco mille volte Barcellona, ma ovviamente questo è soltanto il mio parere.

E’ stato comunque molto importante far visita nei suoi luoghi di maggior interesse. Uno dei simboli di Madrid è il Museo Nacional del Prado, pinacoteca dove vi sono esposte, tra le altre, opere dei maggiori artisti italiani e spagnoli tra cui Botticelli, Caravaggio, Goya, Rembrant e Velazquez. La tela che mi è piaciuta di più si trova invece esposta nel Museo Nacional de Arte Reina Sofia… Stò parlando del Guernica di Picasso. Imponente e maestoso spicca su una enorme parete bianca. Davvero unico nel suo genere!

Sono convinta che alcune città assumano un tocco in più nel periodo natalizio, che le rende ancora più allettanti. Io visitai Madrid durante il ponte dell’Immacolata Concezione a Dicembre e gli addobbi erano già stati messi attorno ai negozi, nelle vie e nelle piazze per abbellirle. Di belle piazze questa città ne è piena, a partire da Plaza Mayor che simboleggia il cuore della città. Di pianta quadrata ospita edifici colorati che la circondano. All’interno vi erano diversi mercatini di Natale e alcuni personaggi travestiti da cartone animato si aggiravano per far divertire i più piccoli. A pochi passi vi è  Puerta del Sol, che un tempo era il castello e l’ingresso della città. Da questo punto si calcolano le distanze di tutto il Paese e nel suo interno si trova la statua di orso che mangia le bacche di Corbezzolo, simbolo di Madrid.

Tappa d’obbligo è il visitatissimo Palazzo Reale, noto come residenza ufficiale della famiglia reale spagnola, che però risiede nel Palazzo della Zarzuela. Proprio all’interno di esso si tengono tutte le manifestazioni ufficiali e le cerimonie di Stato. Il Palazzo ha più di 3000 stanze ed è amministrato dal Patrimonio Nazionale di Spagna.

Palazzo Reale
Palazzo Reale

Gli interni sono decorati con marmi e stucchi e custodiscono opere preziose. Rimasi impressionata dalla Sala del Trono, davvero bellissima. Avrei voluto sedermi su quel trono, giusto così per provare che effetto mi avrebbe fatto. Se non ricordo male, in alcuni giorni  e in alcune fasce orarie della settimana l’ingresso al Palazzo Reale è gratuito.

Scrivendo a proposito delle accessibilità per disabili, non ricordo di avere incontrato particolari difficoltà. La città si è adeguata molto bene abolendo le barriere esistenti. Durante le visite nei vari musei e palazzi ho avuto modo di constatare che rampe ed ascensori facilitano l’accesso ovunque.

Cosa mangiare a Madrid… sicuramente non morirete mai di fame! Le abbuffate di tapas e paella accompagnate da sangria o da birre sono le cose che ricordo con maggiore piacere. I madrileni mangiano più tardi rispetto agli altri paesi europei. Pranzano tra le 14 e le 15 e cenano tra le 21 e le 22. Le persone amano fare tardi, stare per strada e bere e mangiare con gli amici. Questo fa parte della Movida che cito all’inizio di questo mio articolo. Ci sono anche delle conseguenze sgradevoli a questi fatti, per esempio i locali e i ristoranti sono spesso sporchi e sul pavimento si trova qualsiasi cosa cada dato che non viene raccolta. Pernottai in un hotel sulla Gran Via, strada principale della città, e non la trovai affatto pulita. Nonostante ciò mi piaceva passeggiare in questa lunga via dato che taglia il centro di Madrid in due dando la possibilità di vedere differenti prospettive e scorci eleganti.

Qual’è la vostra opinione riguardo Madrid?