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VALENCIA

Luglio 2014                           Valencia   (viaggio di quattro gg)

Bella città spagnola da consigliare a qualsiasi tipo di persona. Il contrasto tra la parte vecchia e quella nuova la rende particolare e in più si può usufruire delle ampie spiagge situate a soli tre km dal centro. Sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che è completamente a portata di disabile. Dall’interno dell’aereoporto partono diverse linee metropolitane che conducono alle varie parti della città. Durante i quattro giorni di permanenza le ho prese spesso e ho potuto constatare che sono tutte accessibili in sedia a rotelle dato che sono di recente costruzione.  Non ci sono fermate che non permettono l’accesso e ognuna di esse è munita di ascensore e di scale mobili. Anche tutti i pullman hanno la pedana che, uscendo sul marciapiede, permette a persone con difficoltà e a passeggini di salire senza problemi. L’unico punto negativo che ho trovato è che in aereoporto non hanno l’elevatore che raggiunge l’altezza dell’aereo per permettere di salirci. Gli assistenti mi hanno aiutata lo stesso sollevandomi con la carrozzina e facendomi fare le scale in questo modo. Anche le spiagge sono munite di lunghe pedane che consentono l’avvicinarsi alla riva del mare.

Playa Malvarossa
Playa Malvarossa

A Playa Malvarossa c’è uno stabilimento balnerare che ospita disabili aiutandoli addirittura a entrare in acqua. Mi sono rilassata al mare dove, lungo la passeggiata, ho assaporato aperitivi nei numerosi localini a tema che la contornano.

L’unica cosa che non approvo quando vengo in Spagna è il fatto che ritorno a casa sempre con qualche Kg in più! Nei diversi ristoranti  si può assaggiare una gustosissima paella (mariscos, valenciana o di astice) accompagnata da IMG_5399 un’ottima sangria. I tapas bar sono moltissimi, c’è l’imbarazzo della scelta. Quelle che più mi sono piaciute sono, senza dubbio, le tapas di pesce. Dai calamari alle alici, dal polpo ai gamberi. Una sera mi sono sbizzarrita e ho assaggiato delle tapas alle IMG_5396 melanzane in pastella con aggiunta di miele! Che buone!

Veniamo alla parte più futuristica della città, chiamata la Ciudad de las Artes y de la Ciencias, capolavoro di tecnologia e architettura post moderna. Per visitarla occorre un giorno intero visto che si tratta di uno dei maggiori poli attrattivi della città. Ogni zona, a mio avviso, è stupefacente, incrocio di forme e design contornate da vasche di acqua artificiale.

ciudad de las Artes y de la Ciencias
ciudad de las Artes y de la Ciencias

Ho deciso di spendere il mio tempo all’interno dell’Oceanografic, il più grande acquario d’Europa dove sono rappresentati i principali ecosistema marini del pianeta.

Mi sono divertita a osservare squali, pesci sega, mante, trichechi, foche, belughi, pinguini e numerose specie di pesci variopinti. Un’attrazione non solo per adulti ma anche e soprattutto per bambini.

Nel pomeriggio ho assistito a uno spettacolo al delfinario dove i delfini si esibiscono con i loro accompagnatori… Mi sono commossa.193

Il centro storico della città, chiamato Ciutat Vella, è ricco di monumenti e di chiese. Molto carino da visitare girovagando per le piccole vie piene di negozi e di bar. La Cattedrale merita di essere visitata. Al suo interno è conservato il Santo Calice, visibile a occhio nudo tramite una teca. Con l’aggiunta di pochi euro c’è la possibilità di fare la visita guidata. La consiglio!

Proprio nei pressi della Ciutat Vella c’è il famoso Mercato Centrale che è uno dei luoghi più importanti per lo scambio commerciale della città.

Sorge di fronte alla Lonja della Seda ed è una delle cose principali da vedere a Valencia perchè unico e particolare nel suo genere. Bello non solo per turisti ma anche e soprattutto per gli abitanti della città che hanno la possibilità di acquistare diversi generi alimentari in un unico posto. Proprio all’interno del mercato ho comprato del prosciutto Serrano... molto conosciuto da queste parti e buonissimo per il palato! Provare per credere!

prosciutto Serrano
prosciutto Serrano

Attendo i vostri commenti in merito a questa vivace città.

Da visitare il prima possibile!

Se volete più informazioni non esitate e chiedete!

 

BALI

Aprile 2012 BALI (viaggio di 13 gg)

Come mio primo viaggio in Oriente, su suggerimento della mia agente di viaggi, ho scelto di andare nell’isola più famosa dell’arcipelago indonesiano: Bali.
Facente parte delle isole della Sonda, soprannominata anche “isola degli Dei”, Bali è un paradiso che affascina tutti i suoi visitatori. E’ il luogo perfetto per chi desidera una vacanza all’insegna del mare, del sole, del relax, del divertimento, ma anche per chi vuole visitare e conoscere differenti culture. La temperatura media annuale è di 30 gradi, ma è consigliabile visitarla nei mesi che vanno da Aprile ed Ottobre per evitare le forti e lunghe piogge.

Tempio di Mengwi
Tempio di Mengwi

L’oriente, a differenza delle Americhe e dell’Australia, presenta più barriere architettoniche e per un disabile non sempre è facile muoversi, specialmente da solo. Al contrario, secondo la mia opinione, quello che ti lascia dentro l’oriente, rispetto all’occidente, è davvero magico! Accantonando le varie bellezze paesaggistiche che se ne trovano di differenti e di particolari in ogni parte del mondo, la spiritualità che si trova in questi paesi si avvicina al misticismo. Come in India, anche qui ho prenotato da casa una persona del posto che mi ha aiutata a superare tutte le difficoltà. Ho trovato estremamente gentili i balinesi, non facevo in tempo a chiedere che mi venivano in aiuto. Col mio assistente, con una guida parlante italiano e con l’autista del pulmino abbiamo iniziato il nostro tour dell’isola.


Di diverso tipo sono i templi, grande novità per me non essendo mai stata in Asia in passato.
Difficile giudicare quale sia il più bello o il più maestoso, ma il mio preferito in assoluto è stato il Tanah Lot. Affacciato sull’Oceano Indiano, è uno spettacolo per i suoi visitatori che lo ammirano soprattutto al tramonto. Il terreno circostante è molto sconnesso e non è facile da raggiungere in sedia a rotelle. Ma tramite una rampa che raggiunge una piccola terrazza lo si può vedere in tutto il suo splendore dall’alto.


Numerose nell’isola sono le terrazze di riso, visibili in diverse zone. Questi terreni vengono chiamati le “scalinate che portano agli Dei” e le ho potute osservare da vicino pranzando in un ristorante locale che si affaccia su alcune di esse.

terrazze di riso
terrazze di riso

Tra una visita e l’altra, si passa attraverso paesini dove, dal pulmino, si può ammirare la differente vegetazione dell’isola, i mercati lungo le strade e le case con i loro tempietti. Ogni abitazione è infatti munita di un tempio privato per pregare. In tutta Bali ci sono, in questo modo, più templi che case. A proposito di case, la guida ce ne ha fatta visitare una tipica balinese.
E’ un’abitazione fatta di pietra con tetti di paglia dove tutt’ora alcune persone locali ci vivono.
Non ha un unico corpo ma è suddivisa in diverse stanze tutte separate tra loro. L’ingresso, la cucina, la camera dei genitori, quella dei figli, il pozzo, il tempietto e il giardino. Strane alcune loro usanze, come quella di sotterrare la placenta dei figli fuori dalla loro stanza . Visitando la cucina noto che la moglie stava preparando delle offerte coi fiori da donare di fronte ai templi. Usanza tipica locale induista.

casa tipica balinese
casa tipica balinese

Mi piace molto mescolarmi con le persone del posto conoscendo i loro usi e costumi. Per me il viaggio deve soprattutto essere questo.
Ho visitato in lungo e in largo quest’isola da sogno arrivando, talvolta con fatica, in quasi tutti i luoghi.
Ma quello che più ricordo con gioia di questo viaggio è stata la gentilezza delle persone, i saluti con i loro inchini, la loro semplicità nel modo di vivere e la devozione alla religione induista.
Mi sento fortunata nell’aver potuto assistere, tre o quattro volte, ai cortei delle cerimonie funebri che incontravo lungo il tragitto. Le strade restavano bloccate così come noi che, dal nostro van, cercavamo, con molta curiosità, di non perdere nessun movimento.
Una bara fasciata di bianco e posta in alto a un carretto apriva il corteo diretto alla cremazione.
Ad ogni rotonda che si incontrava, facevano girare la bara più volte, in modo che l’anima perdesse la via di casa ed entrasse nella vita successiva senza ricordare nulla di quella precedente.
Gli uomini suonavano tamburi, le donne cantavano accompagnate dalla musica e tutto questo spettacolo non ricordava certo una festa d’addio.
Le spezie sono sicuramente l’elemento che accomuna tutte le zone dell’isola.
Per insaporire piatti gustosissimi vengono utilizzati zenzero, curry, zafferano, peperoncino, basilico, aglio etc. etc.


Ho mangiato diversi piatti tipici locali, tra i più famosi ci sono i Bakmi goreng, spaghettini fritti con verdure e il Nasi goreng, riso fritto con pezzettini di carne fritta, gamberetti e uova.
Non mi è mancata la cucina italiana e non mi sono stancata di quella balinese.
Mi è anche capitato di comprare del pesce fresco al mercato di Jimbaran, piccolo villaggio di pescatori sul mare, per poi farmelo cucinare al momento e gustarlo sulla spiaggia.74 78 79
Bali è molto rinomata anche per lo shopping: oltre alle spezie menzionate qui sopra, si trovano oli profumatissimi per massaggi, creme, saponi e bagni schiuma, borse, ciabattine di perline e batik di diversi tipi e colore. Con questi ultimi si possono far confezionare vestiti su misura nel giro di 48 ore.
Se ne trovano tantissimi nei mercati caratteristici all’aperto o nei vari negozi di stoffe. Non vi sono spiagge e mare caraibici sull’isola, anche se ho trovato località balneari molto carine.
Andando controcorrente rispetto a quello che si dice o che si scrive, mi è piaciuta molto Kuta. Diventata un pò troppo turistica negli ultimi anni, offre mare piuttosto bello, spiaggia larga, negozi, numerosi ristoranti e bar. Patria per surfisti, la animano popolando cosi la spiaggia con le loro tavole colorate col loro stile hippie.


Non ho introdotto ogni singolo posto visitato preferendo scrivere qualche curiosità, sensazione ed emozione.

Commentate e condividete le vostre qui sotto…potrebbero essermi utile nel ricordare particolari di viaggio…

TERRA SANTA

Maggio 2011 TERRA SANTA (viaggio di 8 gg)

Tra le esperienze più belle della mia vita, ritengo che un pellegrinaggio in Terra Santa debba essere compiuto assolutamente durante l’arco di una vita intera. Al di là di ogni credo si vive un’atmosfera irreale in una dimensione differente. Si percepiscono delle presenze e ci si rende conto che qualcosa e qualcuno sono realmente esistiti.

Viaggio sicuramente pieno di difficoltà per un disabile, le rampe sono veramente poche mentre i gradini sono moltissimi. Avendolo fatto con un gruppo di 18 persone, ho trovato cortese disponibilità fra i partecipanti. Risulta impegnativo e con tantissime cose da vedere, tanto è vero che alla fine della settimana quasi non mi ricordavo quello che avevo visto all’inizio!
Gli hotel, al contrario, accettano disabili essendo muniti di camere e di bagni attrezzati.
Sono zone “calde” a causa delle guerre e delle continue manifestazioni che sono sempre dietro l’angolo, ma quando si arriva in loco la paura scompare lasciando il posto a pace e serenità.
Atterro in Israele, più precisamente a Tel Aviv. Situata sulla costa del Mar Mediterraneo, è il centro dell’area metropolitana più grande e popolosa in Israele, nonché centro economico.
Molto vivace e giovanile è anche considerata la località del divertimento. Il detto popolare israeliano dice che Gerusalemme prega e Tel Aviv si diverte.26
Questo pellegrinaggio è iniziato in Israele, proseguito in Palestina e in Cisgiordania per poi concludersi di nuovo ad Israele.
Non mi piace elencare tutti i luoghi visitati e descriverli come se fossi una guida turistica o un tour operator. Preferisco annotare qualche ricordo di esperienza particolare vissuta.
Per esempio, in Galilea, ho visitato per la prima volta un kibbutz, quello di Lavi. Quelli di oggi non sono certamente gli stessi di 100 anni fa, ma il modello di un kibbutz era ed è ancora puramente socialista: i beni sono in comune e il kibbutz provvede ai bisogni dei suoi membri i quali lavorano in esso secondo le proprie capacità. I bisogni sono elementari… cibo, vestiti e abitazione.

Kibbutz di Lavi
Kibbutz di Lavi

Tra i vari servizi condivisi ci sono la mensa, la lavanderia, l’abitazione, l’asilo e la sanità.
L’unica cosa che, per quel che mi riguarda, non sarai mai riuscita a condividere è il marito. Ebbene sì, pare che nei kibbutz bisogna scambiarsi nonché condividere anche quello.
Nazareth mi ha lasciata basita… sembrava fossi tornata indietro nel tempo… le persone e le strade mi parevano simili a quelle descritte nel Vangelo e a quelle che studiai in passato a religione.
Al contrario, hanno costruito basiliche sopra ogni luogo Sacro… credo lo abbiano fatto per accogliere i pellegrini che giungono numerosi da diverse parti del mondo e anche per proteggere dalle intemperie. Se penso alla traversata del lago di Tiberiade mi viene da ridere!

lago di Tiberiade
lago di Tiberiade
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lago di Tiberiad

Mentre eravamo sul traghetto è arrivato un fortissimo acquazzone ma, per non perdermi il paesaggio, decisi di non entrare a ripararmi. Sono arrivata dall’altro lato inzuppata come un pulcino! Molto emozionante è stato rinnovare le promesse battesimali alla sorgente del fiume Giordano. Luogo silenzioso offre ai visitatori cascatelle e verdi cespugli…magico!
Nel mese di Maggio, durante la mia visita, ho trovato ogni luogo fiorito, con tante e diverse qualità di fiori colorati che abbellivano ancora di più il tutto.


I paesaggi cambiavano in continuazione, si passava da vegetazioni abbondanti a deserti, da rocce a campi coltivati. La Cisgiordania, in particolare, ha un outback desertico e ospita parte del famosissimo Mar Morto. Le sue acque sono oleose ed è veritiero che si sta a galla senza saper nuotare. Uno dei siti più conosciuti e visitati in questo Stato è quello di Qumran, vicino a Gerico.

Qumran
Qumran

E’ diventato famoso per la scoperta delle Sacre Scritture. Numerosi infatti sono stati i ritrovamenti dei testi di traduzioni apocrife ed alcuni sono appesi e visibili al passaggio.
Ai piedi di questo sito vi sono delle rovine considerate resti di una fortificazione romana. Tutta questa parte è munita di pedane in legno e di varie rampe, rendendola accessibile anche in sedia a rotelle senza bisogno di aiuto. Da una collinetta è possibile vedere il Mar Morto a occhio nudo e anche le coste della Giordania.
Passando da Gerico è impossibile non comprare dei pompelmi…sono enormi e gustosissimi!

Qumran
Qumra

A volte capita di vedere posti che pare aver già visto in altre parti del mondo.
Per me è stato così passando attraverso il deserto di Giuda. Zona arida e quasi completamente disabitata rifugiò Gesù durante i 40 giorni. Si consiglia di portare con sé dell’acqua.
E’ molto simile alla Dead Valley del Nevada. Alcune foto scattate sembrano confondere le due attrazioni. Questo deserto ospita anche alcuni accampamenti beduini, interessanti da visitare. In una parte invece sorge il Monastero di San Giorgio, situato a strapiombo su un canyon.

Natività
Natività

Arrivare a Betlemme è stato come vedere un presepio vivente. La sera specialmente, non si potevano non notare le luci delle tante case poste se delle collinette sparse qua e là.
Ho trovato molto povera la Palestina rispetto agli altri Stati visitati e ancora diversi sono i pastori che la abitano. Tra le diverse cose meravigliose spicca la Basilica e la Grotta della Natività.
Quest’ultima con la mangiatoia di fianco fa rivivere il momento della nascita di Gesù.
Dopo averla visitata abbiamo pranzato a Casa Nova, convitto francescano.
Col gruppo abbiamo simulato il giorno di Natale, pranzando tutti insieme e scambiandoci dei regali.
Non mi sembrava vero di vivere esperienze così toccanti!
Non tralascio di scrivere riguardo tutti gli altri luoghi perché meno belli, emozionanti o importanti, ma non basterebbero 20/30 fogli di Word per farlo. Aggiungo numerose foto, in questo modo è possibile capire maggiormente tutto il percorso con i siti visitati.
La ciliegina sulla torta di questo tour è stata senza dubbio Gerusalemme, capitale dello stato di Israele. E’ una meta mistica, culturale, particolare e dai mille aspetti.

Muro del pianto
Muro del pianto

Le sensazioni crescono sempre di più alla visita di ogni cosa: dal muro del pianto all’orto del Getzemani, al Monte degli Olivi al Cenacolo, dalla Spianata del tempio con la sua Moschea di Omar alla via Crucis. E’ stato davvero parecchio complicato per me partecipare a tutte le Stazioni della via Crucis in quanto le strade sono tutte in salita e tutte formate da gradini.
D’altro canto è imperdibile proprio per la sua importanza e il suo valore. Qui, più che in ogni luogo, ho avuto bisogno di numerosi aiutanti che si sono dati il cambio per permettermi di arrivare in cima.

Sono riuscita così a visitare anche la Basilica della Resurrezione che ospita il Santo Sepolcro.
Questo luogo mi ha dato le emozioni più forti di tutto il viaggio. Entrando ho sentito profumo di fiori e sono uscita stordita, come se la mia mente si fosse azzerata.

Come avrete intuito, le emozioni non mancano. Vi resta solo di partire e di condividere con me le vostre sensazioni al vostro ritorno…

COAST TO COAST E HAWAII

Marzo e Aprile 2009 COAST TO COAST E HAWAII ( viaggio di 34 gg )

Itinerario: New York, Niagara, Toronto, Washington, Los Angeles, Scottdale, Montezuma Castle, Sedona, Grand Canyon, Monument Valley, Page-lake Powell, Kanab, Bryce Canyon, Zion National Park, Las Vegas, Dead Valley, Basin Water, Yosemite National Park, San Francisco, Sausalito, Monterey, St. Maria, St. Barbara, St. Monica, Venice beach, Malibù, Los Angeles, Newport, San Diego, Oahu Island Hawaii.

Da anni sognavo questo viaggio che sono riuscita finalmente a realizzare cinque anni fa. Mi sono sentita americana dentro fin da ragazzina, il mito dell’America col suo sogno di libertà e di cambiamento mi ha accompagnata durante tutta la mia vita. A volte credo di essere vissuta proprio in una parte degli USA in una vita precedente, e spero di rinascerci nella vita futura! Attraversando gli States da est a ovest ho avuto modo di constatare quanto differenti siano le due parti con paesaggi che cambiano totalmente. Nella east coast la natura è più simile alla nostra con vari fiumi, boschi e prati. Passando dalla Pensylvania e dal Maryland ho appurato quante case american style modello Forrest Gump ci siano. Sono proprio così, in legno colorato, senza cancello e con grandi giardini attorno. Sono passata anche da un villaggio amish, dove le donne passeggiano per strada con abiti e cuffiette nere in testa, mentre gli uomini portano barba lunga e cappelli sempre rigorosamente neri. Sembravano personaggi appena usciti da un film!

cascate del Niagara
cascate del Niagara

Arrivare a Niagara è stato eccitante, non vedevo l’ora di ammirare le sue famose cascate. Belle ma non da togliere il fiato, a mio parere.

Non molto alte ma, al contrario, piuttosto ampie, offrono uno scenario carino. Soprattutto a Marzo, quando fa ancora freddo e scendono pezzi di ghiaccio enormi.

Washington, a differenza delle altre città degli Stati Uniti, è piena di storia. Mi sono catapultata indietro nel tempo tornando alle scuole quando studiai tutti i personaggi di maggior importanza! Suggestiva è stata la visita al cimitero di Arlington.

Situato nello stato del Virginia, è un cimitero militare creato durante la guerra di secessione sul terreno attiguo alla casa del Generale Lee. Oltre alle 300.000 persone sepolte, vi si trovano anche le tombe di John Kennedy, di sua moglie Jacqueline e del fratello Bob. Con un volo interno da Washington raggiunsi Los Angeles. Girovagando per la California in lungo e in largo mi è sembrato di vivere un film diverso in ogni zona…9 partendo da Hollywood, mecca cinematografica per eccellenza, passando attraverso i parchi nazionali che ricordano film western con Jonh Wayne fino alle ampie spiagge di Baywatch e di Orange County. Ci sarebbe tanto da scrivere avendo percorso l’itinerario completo e attraversato gli Stati dell’Arizona, dello Utah e del Nevada. Molti sono i parchi che offrono scenari diversi ma tutti bellissimi. Quello che, secondo il mio punto di vista, lascia senza parole per la sua immensità e per la sua formazione è il Grand Canyon.

Grand Canyon
Grand Canyon

Le fotografie non gli rendono giustizia. A occhio nudo è possibile vedere tutti i solchi che il vento e la terra hanno formato rendendolo unico e famoso dappertutto. Il paesaggio è simile in tutta la lunghezza del parco ma, nonostante questo, non ci si stanca mai di ammirarlo. Al tramonto lo scenario è stupendo, non per niente è classificato una delle sette meraviglie del mondo. Definirei lunare la valle della morte, col suo strategico Zabrieskie Point. Scenico è di sicuro il Bryce Canyon, naturalistico lo Yosemite, avventurosa la Monument Valley e paesaggistico lo Zion.

Monument Valley
Monument Valley

Poco prima di arrivare alla Dead Valley ho fatto tappa all’Area 51, o meglio, al punto più vicino alla zona militare. Secondo alcune rivelazioni, quest’area serve per lo sviluppo e i test di apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia ma il tutto con la massima segretezza. Pare che, all’interno, facciano esperimenti su alieni anche se la conferma non è mai arrivata. Non ci si può avvicinare alla zona e non è possibile vederla dato che la maggior parte di essa è sotterranea, così mi sono accontentata fare la foto al cartello rappresentate un Ufo che la sponsorizza. 52Eccitante è fare tappa a Las Vegas con i suoi casinò, e le sue wedding chapels. Passeggiando sulla strip si possono visitare i numerosi hotel a tema di lusso…nonostante ce ne siano di migliori il mio preferito è il Bellagio. Non plus ultra lo spettacolo serale delle fontane con sottofondo musicale di Andrea Bocelli. Come non far tappa a Fremont Street? Imperdibile! Meno famosa della strip offre la possibilità di vedere gratuitamente uno spettacolo di luci e colori sotto una tettoia che ospita colorati casinò.

La perla di tutta la California è decisamente San Francisco. Sono orgogliosa di aver percorso in carrozzina tutto il Golden Gate Bridge, essendo stata favorita anche dalle condizioni climatiche. Era una giornata favolosa con cielo blu e zero nebbia! Sono riuscita ad ammirare la baia per intero dall’alto del famigerato ponte rosso.

Dietro ad una delle zone più rinomate della città, ovvero il Pier 39, si possono vedere numerose otarie che riposano in un’area del porto.

otarie
otarie

Davvero molte sono le possibilità di vederle lungo la costa del pacifico da San Francisco a Los Angeles. Uno dei piatti simboli della zona è la buonissima zuppa di vongole, servita in una grande pagnotta scavata con coperchio di pane.

Non ho ancora scritto a proposito delle accessibilità a disabili perché in America le barriere architettoniche non esistono! Parlando di san Francisco devo assolutamente consigliare almeno una corsa sul cable car, così viene chiamato il trenino che va su e giù per la città. Ognuno ha un posto riservato a disabili e per sicurezza non ne fanno salire di più. Basta aspettare la corsa successiva che arriva dopo pochi minuti. Visitare questo Stato significa anche vedere luoghi dove sono stati ambientati famosi film…dalla casa di Mrs Doubtfire a San Francisco alla villa dove hanno girato Basic Instinct a Monterey. Dal punto del Grand Canyon dove è stato girato Thelma and Louise alla zona dove è stato ospitato il set di Erin Brockovich. Da fan di Micheal Jackson è stato importante, per me, passare dal suo Neverland ranch situato tra Santa Barbara e L.A. A proposito di film, a Kanab, su un vecchio set di John Wayne, ho inscenato, col resto del gruppo di turisti del quale facevo parte, un remake di un western.

E’ stato molto divertente travestirsi e prendere parte, come attori protagonisti, a questo “gioco” organizzato per noi. Dopo aver terminato le riprese, se così si può dire, ci è stata offerta una tipica cena cow-boy style a base di carne. Dopo essermi sentita attrice per una sera ho avuto la consapevolezza di “essere” in California e di “viverla” al meglio.

Le spiagge che offre la costa sono ampie e quasi tutte con giostre e palestre a disposizione di chi le frequenta. 82La numero uno è, secondo me, Santa Monica, seguita da Newport Beach. Elegantissime e trendy nello stesso tempo! Delusa invece lo sono stata da Rodeo Drive. A parte i negozi griffatissimi non credo la si possa comparare con la Fifth Avenue di New York City, decisamente migliore e insuperabile. Questo magnifico viaggio nello Stato del sole si conclude a San Diego, cittadina dall’impronta messicana dove ho amato le spiagge della Jolla e assaporato cibo piccante.

Mi trovavo a soli 29 Km da Tijuana, ma non ho avuto più giorni a disposizione per andarci dato che, proprio da San Diego, sono volata alle Hawaii. Le ho scelte pensando fosse un ottimo luogo per riposare dopo le fatiche di questo tour. Decisi di andare sull’isola di Oahu dato che sono cresciuta col mito di Magnum P.I. Honolulu non mi è piaciuta, quasi tutta di impronta cinese e giapponese non ricorda nulla del telefilm cult degli anni ’80. Arrivando poi dagli Stati Uniti e avendo appena visitato le loro città mi è sembrata ancora più triste. La zona di Waikiki beach invece, dove ho soggiornato, ha spiagge stupende e un mare fantastico.

Waikiki beach
Waikiki beach

Dal 29 piano della mia stanza ho ammirato lo scenario marittimo più bello che una località balneare mi abbia offerto fino a quel momento. L’Oceano Pacifico era piatto come una tavola da surf, la temperatura dell’acqua piacevole e la barriera corallina formava colori indescrivibili. Oltre a questo però, Waikiki non ha nulla da offrire. I ristoranti e locali della zona chiudono molto presto la sera e non c’è divertimento. Ritengo che questo tipo di isole siano adatte a viaggi di nozze o a vacanze di coppia. Durante la settimana io mi sono piuttosto annoiata.

Escursione che, al contario, mi ha molto entusiasmata e che consiglio ai visitatori di quest’isola è stata quella a Pearl Harbor. Porto militare nella Contea di Honolulu, è una base della Marina degli Stati Uniti divenuta famosa per l’attacco subito dalle truppe aeronavali giapponesi nel 1941. Traghettando pochi minuti si raggiunge l’Arizona Memorial, resti della nave da battaglia della United States Navy.

Davvero molto interessante! Prima della partenza per questo lungo viaggio avevo già prenotato da casa tutti gli hotel e i voli interni ma credo che non sia per forza necessario farlo. Si incontrano alberghi di tutti i tipi e motel accessibili a disabili in ogni luogo e la disponibilità è ampia. Noleggiando un’auto o prendendo parte a un tour organizzato sono sicura che una persona in carrozzina come me non abbia bisogno di particolare aiuto. Coraggio, non vi resta che partire!

CURACAO

Gennaio 2011 CURACAO (viaggio di nove gg)

BON BINI ! Significa benvenuto in Papiamento, un misto di spagnolo e portoghese, lingua parlata nelle Antille Olandesi.
E’ proprio qui che si trova Curacao, la più grande delle tre isole che formano l’arcipelago caraibico appartenente al gruppo delle Piccole Antille.2
Situata di fronte al Venezuela, a sud del mar dei Caraibi, è una delle destinazioni molto interessanti da scoprire.
Premetto che amo molto le isole caraibiche perché ritengo allegre le persone che le popolano e anche perché permettono di godersi il caldo nei nostri mesi invernali.
La scelta è caduta su Curacao anziché sulla più nota Aruba perché credo che la prima sia meno turistica, ancora molto selvaggia e meno costruita.5
Pochi sono i villaggi turistici, più numerosi invece gli hotel.
Totalmente accessibile in sedia a rotelle è il Breezes Curacao resort spa and casinò, dove ho trascorso la mia vacanza trovandomi divinamente bene.
Le spiagge dell’isola sono formate da sabbia importata o da coralli frantumati, ma questo non offusca la loro bellezza e naturalezza.
Girovagando l’isola ne ho scoperte di meravigliose con acque verde smeraldo: la numero uno è certamente Playa Kenepa. Circondata da scogliere è raggiungibile attraverso una scalinata dal posteggio delle auto. Proprio il posteggio ospita una terrazza dalla quale la si può ammirare dall’alto in tutto il suo splendore e la si può fotografare interamente!


La vegetazione rigogliosa che sta alle sue spalle testimonia quanto sia ancora poco sfruttata la costruzione di mattoni in questa zona.

Serve aiuto per poter scendere, le scala è di legno e la discesa non è per niente facile.
Accessibile ai disabili senza nessuna barriera è invece Playa Cas Abao.

Plata Cas Abao
Plata Cas Abao

Sembra uscita da una cartolina con la sua sabbia bianchissima e il mare cristallino ideale per lo snorkeling. Attrezzata con lettini e ombrelloni e circondata da alte palme ospita un baretto dove, oltre a rifocillarsi,vi si trovano spogliatoi e docce.
Il bello delle spiagge, comprese queste, è che non sono mai troppo affollate.
Ci si diverte molto a fare il bagno nelle calde acque di Curacao e non ci si sente mai soli.
Diversi gruppi di pesci colorati ti accompagnano dalla riva fino al largo facendoti nuotare in un grande acquario variopinto! Da tenere presente che ci sono più di 60 punti di immersione da scegliere e non ci sono periodi preferiti per optare per questa meta.
Essendo fuori dalle zone degli uragani, la temperatura annuale è di 28 gradi che la rende così gradevole in ogni momento dell’anno.


La capitale dell’isola, Willemstad, di influenza olandese, assomiglia ad Amsterdam, ma molto più colorata. Gli edifici sono di colore blu brillante, arancione, giallo, rosso e verde.
Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ospita diversi negozi di grandi firme che vantano porto franco. Lo shopping è garantito!
Non si può non visitarla almeno una volta! Ci sono diversi musei, il mercato galleggiante di frutta e di pesce e diversi bar che la rendono ancora più caratteristica.
La capitale è divisa in due parti dal ponte più alto di tutti i Caraibi: quello della Regina Juliana.

Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Emma
Ponte Regina Emma

A piedi ho invece attraversato il floating bridge Regina Emma. Si tratta di un ponte mobile che si apre al passare delle barche e che si può percorrere a piedi per raggiungere il lato opposto della cittadina. Giornata trascorsa in maniera curiosa nel centro storico di questa capitale!
All’interno di quest’isola c’è molta savana arida dove crescono cactus molto alti.
Se ne trovano tanti ai lati delle strade. Abitatori frequenti sono le iguane che talvolta raggiungono dimensioni notevoli. Il bello di tutte le isole è che cambiano panorama a seconda di dove ti muovi.9
Spostandomi verso nord incontro zone rocciose battute dal vento e dalle onde dell’oceano che risuonano facendo eco. Nei pressi di Willibrordus ci sono numerosi fenicotteri rosa che si muovono liberi nel lago.17
E’ stata una destinazione azzeccatissima per me che amo il mare, ma non solo quello…ho così avuto la possibilità di girare l’isola, di conoscere nuove lingue, di visitare la capitale simile a quella olandese e anche di gustare frutta freschissima ogni giorno.
La sera mi sbizzarrivo a provare i diversi cocktail che i barman proponevano, ma il più gettonato è senza dubbio il liquore Curacao, ricavato dalle scorze di laraha che è una specie di arancia tipica dell’isola!
Insomma, a Curacao non ci si annoia mai!

ISTANBUL

Ottobre 2013           Istanbul ( viaggio di quattro gg)

Vivace, divertente, magica, dal fascino orientale, questa città ,conosciuta come la vecchia Costantinopoli,è l’unica metropoli al mondo appartenente a due continenti.

Divisa in due parti dallo stretto del Bosforo,si appoggia per  metà in Europa e  per l’altra metà in Asia.

in battello sul Bosforo
in battello sul Bosforo

E’ così soprannominata la porta d’oriente. Non è facile da visitare per un disabile il quale incontrerà diverse barriere. Partiamo dalle metropolitane che, essendo il mezzo di trasposto più recente della città, sono quasi tutte accessibili in sedia a rotelle. Non trovando grossi problemi, ho praticamente raggiunto tutti i luoghi con questo mezzo.

L’unico punto negativo è che sono sempre troppo piene di gente, specialmente la mattina quando la popolazione si sposta per andare al lavoro. Può capitare di attendere diversi minuti prima di riuscire a salire su una metro mezza vuota.

Il quartiere più conosciuto e più frequentato è quello di Sultanahmet. A mio avviso è anche quello che offre le più belle attrazioni. Non si può non citare la Moschea Blu, 

Moschea blu
Moschea blu

la più importante di Istanbul con all’interno magnifiche piastrelle di ceramica turchese inserite nelle pareti e nella cupola!

interno Moschea blu
interno Moschea blu

La grande sala della preghiera è ricoperta dalle famose maioliche di Iznir che la rendono una vera o propria opera d’arte.

Molto bella è anche la Basilica di Hagia Sophia che è situata di fronte alla immensa moschea divisa da un giardino fiorito e da una grande fontana. Da non perdere la visita al Palazzo Topkapi, talmente grande da impiegarci un giorno intero per vedere tutte le sue stanze bellissime e dorate.

Hagia Sophia
Hagia Sophia

Tutto quello che ho descritto fino a questo momento è accessibile a disabili. Essendo le parti più visitate sono state munite di pedane e di rampe. Ultima, ma non per importanza, è la Basilica Cisternina. Anch’essa posta nella zona di Sultanahmet, è la più suggestiva di tutte. Vi si accede tramite una lunga scala ma c’è un montacarichi posizionato sopra di essa per la discesa in carrozzina.

Basilica Cisternina
Basilica Cisternina

Si tratta della più grande cisterna sotterranea ancora conservata dove si respira un’aria di mistero e dove si ammirano le 336 colonne che la rendono un capolavoro dell’architettura.

Essendo andata ad Istanbul con un gruppo di amici che mi hanno aiutata parecchio sono riuscita a visitare anche le zone meno conosciute e non accessibili.

Mi sono piaciute molto Galata, con la sua famosa torre ed Eminonu. In queste parti della città le attrazioni sono raggiungibili solo da lunghe scalinate.

Questi due quartieri sono divisi dal Corno d’Oro e le ho percorse a piedi attraversando il ponte di Galata.

La cosa che più è piaciuta a tutto il gruppo è stato fare il tour del Bosforo in battello. Si vedono sia la costa europea che quella asiatica e il rientro al tramonto è stato mozzafiato!

tramonto sul Bosforo
tramonto sul Bosforo

E’ una città meravigliosa che offre moltissimo… Per lo shopping consiglio di visitare il Grand Bazaar e il Bazaar delle spezie.

Non si può tornare a casa senza prima aver acquistato spezie, thè, saponi, pashmine, dolci e souvenir.

Quando sono all’estero amo provare cibi del posto e bibite caratteristiche. Ci sono molte qualità di thè, che è la bevanda tipica. Dal thè alla mela a quello al melograno.

Buono da assaporare alle 17 con un dolce turco. La Baklava mi è piaciuto molto.

Baklava
Baklava

Dolce turco ricco di zucchero, miele e frutta secca. Non sono riuscita ad assaggiare invece il caffè turco, troppo scuro ed intenso per i miei gusti! Cibo assolutamente da mangiare è il kebab, cucinato in tutti i modi e con tutti i tipi di carne.

Ne ho provati talmente tanti piatti in tutte le salse che alla fine ne ero quasi nauseata! Ci sono molti ristorantini tipici ed economici in tutte le zone della città, talvolta si ha l’imbarazzo della scelta.

Verso le 17/17.30 di ogni giorno, mentre passeggiavamo per la città, udivamo il Muezzin che “cantava” dal minareto della moschea più vicina. E’ incaricato di salmodiare più volte al giorno il richiamo che serve ad effettuare la preghiera islamica.

Curioso è stato anche assistere a un balletto turco. Un pomeriggio abbiamo fatto sosta per ammirare quest’uomo vestito di bianco che ruotava continuamente su se stesso senza fermarsi e senza cadere… Fenomenale!

Ho trovato questa città molto attraente, pulita e per nulla pericolosa anche se i venditori turchi risultano spesso assillanti.

L’ultimo giorno mi sono spinta sulla parte asiatica. Ho preso uno dei tanti traghetti che fanno la spola da una sponda all’altra ma la si può raggiungere anche con la metropolitana.

Decisamente meno bella di quella europea, non offre molto da visitare. E’ sufficiente fare un giro lungo le vie per capire l’impronta dell’Asia. Le persone sono vestite in modo diverso e nei negozi non parlano inglese. Da questo si percepisce che non è turistica e credo nemmeno troppo percorsa dal turismo.

Definendo Istanbul con diversi aggettivi scriverei: entusiasmante, emozionante, inebriante… Insomma città dai mille volti che va assolutamente vista!

Il prima possibile!

 

 

 

 

CUBA

Marzo 2010 CUBA ( viaggio di 15 gg )

Itinerario: Avana, Santa Clara, Trinidad, Cienfuegos, Varadero

Come canta il grande Jovanotti, Cuba è l’ombelico del mondo!
L’ho scelta come mio primo viaggio oltreoceano nel 1996, per poi tornare dopo 14 anni.
La bellezza dell’isola è sconvolgente, ma chi viene a Cuba ha la possibilità di incontrare persone vivaci, di mangiare dell’ottimo cibo, di ballare salsa e merengue e di sorseggiare il mojito più buono del mondo! La prima volta che ci sono stata ho assaggiato le banane fritte, troppo buone!
Ne avrei mangiate a quintali! Ricordo l’accoglienza dei proprietari della casa particular che avevo affittato e non posso scordare il succo di papaia che mi offrirono all’arrivo.
Ho avuto modo di vivere accanto a loro, gustando la cucina tipica e imparando le usanze locali.


Adesso che sono in sedia a rotelle mi risulta difficile ripetere quel tipo di esperienza.
Le case particular sono di differenti tipi e se ne trovano anche di molto belle e pulite, ma non sono per nulla accessibili a disabili.
Durante il secondo viaggio in quest’isola mi sono appoggiata ad alberghi che mi hanno ospitata con i comfort a me necessari.

Avana
Avana

Non si può venire a Cuba senza stare due/tre giorni all’Avana. Per me Cuba è l’Avana!
Ricca di storia propone diversi edifici in vecchio stile coloniale dai colori pastello che sembrano caderti addosso quando ci passi di fianco.

Qui non fanno ristrutturazioni, ma il bello sta anche in questo. Dopo aver rivisto Plaza della Catedral all’Avana vecchia ero stupita, quasi non riconoscevo la cattedrale talmente era in decadenza ma vi assicuro che tutto ciò crea un fascino misterioso che accompagna questi luoghi.

La Bodeguita del Medio
La Bodeguita del Medio

Di fianco alla piazza si trova la Bodeguita del Medio, rinomatissimo per il Mojito e non solo.
Si tratta di un ristorante- bar storicamente frequentato da personaggi famosi del passato, da Pablo Neruda a Salvador Allende fino a Ernest Hemingway. Sulle pareti sono visibili foto, firme e graffiti che rappresentano il loro passaggio in questo ristorante-bar. E’ un locale frequentatissimo dai turisti quindi c’è sempre coda ma vi consiglio di non demordere e di assaggiare qualcosa accompagnandolo con un ottimo mojito.
In tutta l’isola si ha la possibilità di mangiare l’aragosta a un prezzo irrisorio.


Diversi sono i ristoranti che la propongono ed è fresca dappertutto.
All’Avana ci sono molte discoteche e locali da ballo bellissimi dove sarete travolti dalla musica che fa da sottofondo non solo nelle serate, ma anche durante il vostro viaggio.
I cubani amano la musica, ce l’hanno nel sangue e la trasmettono ai visitatori che non riescono a non farsi travolgere. Ho comprato diversi cd musicali che tutt’oggi ascolto e che mi mettono allegria!35
Il locale per eccellenza di tutta l’isola è di sicuro il Tropicana. Si trova all’Avana ed è l’icona della danza e della musica cubana nel mondo. Ho cenato all’aperto di fronte al palco per poi ammirare lo spettacolo assaporando un Cuba Libre. E’ piuttosto grande e propone spettacoli suggestivi con ballerini strepitosi, grandi scenografie e coloratissimi costumi.
Consiglio vivamente di prendere almeno una volta il taxi, ovvero macchine americane degli anni 50/60 che sono state lasciate sull’isola dai loro proprietari e che, con pochi soldi, offrono un buon servizio. Di diversi colori e dimensioni rendono divertente il giro della città.


L’Avana non deve essere solamente visitata, l’Avana deve essere assolutamente vissuta!
La cittadina di Santa Clara è famosa per ospitare il Mausoleo Che Guevara che è davvero interessante. Diviso in due parti ospita, da un lato, la tomba di Ernesto Guevara e dei suo compagni caduti insieme a lui in Bolivia. Non si possono fare foto alle tombe.38
L’altro lato invece contiene la fotocronistoria del Che dalla sua infanzia alla sua attività di medico fino al periodo trascorso con Fidel Castro.

Trinidad è stata soprannominata la città museo di Cuba per essere stata preservata al meglio con i suoi palazzi coloniali, le piazze di forma irregolare, le strade pittoresche e per l’aria che si respira passeggiando tra di esse. Dichiarata Sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO offre un paesaggio da cartolina. Difficile girare per questa città in sedia a rotelle a causa della pavimentazione originaria fatta di sassi tondi che creano diverse difficoltà. Inoltre, essendo situata tra le montagne e la costa caraibica, ha diverse salite e discese che la rendono ancora più difficile da percorrere a un disabile.


Durante le mie due visite a Cuba non ho frequentato molto le spiagge quindi posso darvi solo qualche consiglio sulle due dove sono stata.
La prima si trova a circa 25 Km dall’Avana e si chiama Playa del Este.
Scenario perfetto per rilassarsi e per abbronzarsi offre spiagge bianche, palme e mare turchese.
La brezza tropicale è abbastanza forte in questa zona perciò l’Oceano è quasi sempre mosso.

Varadero
Varadero

Come una tavola è invece il mare di Varadero. Qui le spiagge sono ancora più ampie e il mare più cristallino. Per chi vuole una vacanza alla sola insegna del relax è il posto ideale anche se l’ho trovata troppo turistica.

Dal 1996 hanno costruito un resort dietro l’altro e non è difficile incontrare italiani in uno di loro. Per chi ama luoghi più selvaggi e incontaminati non la consiglio anche perché l’isola offre di meglio. Diversi e bellissimi sono i Cayo dell’isola. Tutti da scoprire!
Buen Viaje!

AUSTRALIA

Agosto 2012 AUSTRALIA (viaggio di tre settimane)

Itinerario: Sydney – Bondi beach – Melbourne – Great Ocean Road – Adelaide – kangaroo island – Uluru, Ayers Rock – Mount Olgas – Devil marbles – Mataranka – Kathrine – Kakadu National Park – Litchfield National Park – Darwin – Cairns – Port Douglas

Parlare dell’Australia in un solo testo è praticamente impossibile…talmente è la sua vastità e talmente sono tante, forse troppe, le cose da vedere, non basterebbe una vita intera per visitarla.
Quasi completamente accessibile a disabili, a parte qualche sentiero ispido, offre l’opportunità a persone come me, in sedia a rotelle, di arrivare dappertutto. Questo è molto importante per un invalido, che si sente al pari degli altri visitatori. Ho inoltre notato che quasi tutti i ristoranti e i bar sono forniti di cibi gluten free.
Parto da uno dei simboli che la rendono conosciuta in tutto il mondo, l’Opera House di Sydney.1 2 3
Si affaccia imponente sulla splendida baia che la ospita, regalandone un tocco signorile.
Mi sono divertita a fotografarla da ogni angolazione! La notte illumina la zona circostante ricca di locali, ritrovo per turisti e abitanti del posto.
Io e la mia amica Anna avremmo voluto indossare un abito da sera e partecipare a un concerto in una delle sale principali ma lo spettacolo andava prenotato con largo anticipo…
Rimane perciò un progetto che abbiamo accantonato momentaneamente…ma non si può mai sapere cosa riserva il futuro e confidiamo di poterci ritornare!
I ristoranti a Sydney, come in tutto il resto dell’Australia, chiudono presto la sera. Capitava quindi di cenare alle 18.30.
Non è sempre scontato andare d’accordo tra compagni di viaggio, anche se ci si conosce da tempo, tenendo conto, in questo caso, della lunga durata del percorso.
Con noi c’era Massimo, la macchietta del gruppo. Non solo ci ha aiutato guidando in parte la macchina, ma ci ha soprattutto fatte spanciare dalle risate con le sue battute.
Non passava giorno che non annotassi le sue frasi celebri…uscivano dalla sua bocca come un fiume in piena! Ha reso questo viaggio ancora più grandioso!

Riguardo alla svariate attrazioni, tutto è bello e merita di essere visto.
In particolare, secondo il mio gusto, sono imperdibili i 12 Apostoli al tramonto.
Situati sulla Great Ocean Road appartengono al Campbell National Park.30 31
Si tratta di faraglioni di roccia calcarea che si sono staccati dalla costa.
I protagonisti principali di quest’avventura sono però gli animali, numerosi e di diverse specie.
E’ stato fantastico accarezzare i koala e giocare coi kanguri nel Koala Park Sanctuary situato a una trentina di km da Sydney. Questi tipi di animali si trovano soltanto in Australia, ed è per questo che creano emozione quando si ha un contatto con loro. Soltanto nello stato del Queensland è permesso prendere un braccio il koala, quindi ci siamo accontentate di toccane qualcuno e di nutrirli con l’eucalipto.19 20 22 36
Kangaroo island raggiungibile traghettando da Adelaide, ospita tutti questi animali e molti altri, dai leoni marini ai wallaby, dal casuario a svariati tipi di uccelli.
Ci si considera viaggiatori soltanto dopo aver percorso, almeno una volta nella vita, il Red Center, meglio conosciuto come deserto rosso australiano.
Qui padroneggia maestoso l’Ayers Rock, monolito sacro per gli aborigeni che cambia colore a seconda del tramontare o del sorgere del sole.
Per vederlo nella sua completa trasformazione abbiamo vissuto con lui sia l’alba che il tramonto.43 44
Stupefacente in entrambi i casi!

L’Australia è piena di spiagge meravigliose e di mari cristallini… Darwin è stata la cittadina balneare che più mi ha colpita per le sue acque azzurrissime… Peccato non aver potuto fare il bagno a causa delle Jellyfish, pericolose meduse. Bisogna fare attenzione ai vari cartelli di divieto che, in questo continente, sono piuttosto numerosi.

A Darwin ci siamo rilassati godendoci le spiagge, facendo numerose passeggiate, visitando il Giardino Botanico e gustando cene di pesce al tramonto sulla spiaggia.71 73 80,5
A proposito di cibo, nel ristorante del Crocodile Park di Darwin ho mangiato per la prima volta in vita mia la carne di coccodrillo. Di colore biancastra ha un gusto simile al pollo.
Gli ultimi giorni li abbiamo trascorsi nel Queensland, più precisamente a Port Douglas e a Cairns. Più umide rispetto al nord e al centro offrono escursioni spettacolari.
Una di queste, da fare in barca, permette la veduta di balene in mezzo all’Oceano.87 88
Non ne avevo mai viste a occhio nudo, sono gigantesche ed è stato divertente vederle uscire dall’acqua per saltare.
L’altra escursione giornaliera molto caratteristica che abbiamo scelto si è svolta nella Daintree Forest.
Foresta pluviale tra le più grandi della zona e Patrimonio dell’umanità, è stata presa spunto dagli sceneggiatori del film Avatar. Ospita la più grande varietà di specie di flora e di fauna della terra.
Abbiamo attraversato il fiume Daintree con una barca-lancia scorgendo coccodrilli e passando anche tra le mangrovie. Nella parte nord la foresta incontra la grande barriera corallina, unico posto nel mondo dove due siti Patrimonio dell’umanità si uniscono, dando nome alla spiaggia di Cape Tribulation dove Captain Cook affondò col suo vascello. Siccome proprio su questa grande barriera corallina iniziarono le tribolazioni di James Cook, il luogo prese il nome di Cape Tribulation.84 83 85 86
Che dire… è stato un viaggio memorabile! Non ho mai avuto la sensazione di essere troppo lontano da casa nonostante mi trovassi dall’altra parte del mondo.
I km macinati con l’auto sono stati tanti, tre i voli interni, tante le levatacce mattuttine…
E’ senza dubbio un viaggio impegnativo, ma la stanchezza, seppur relativa, viene appagata completamente!

Ho prenotato via mail le escursioni fatte nel Queensland. La persone che si muovono per il mondo sono sempre molte e non è scontato trovare posto nelle gite alle quali si è interessati al momento dell’arrivo in un luogo. Dall’Italia ho prenotato anche tutti gli hotel del tour perché avevo timore di non trovare camere accessibili disponibili. Le camere negli hotel per disabili sono piuttosto costose, a differenza di altri posti dove si può risparmiare un po’ qui non è stato possibile.
E’ un viaggio consigliato agli amanti della natura, a chi piace stare a stretto contatto con gli animali e alle persone che amano i tour avventurosi.
Nel Kakadu National Park ho visto da molto vicino una cicogna, giusto per citare un altro esempio di specie rara incontrata.
La magia che ha lasciato questo viaggio rimarrà per sempre dentro di me e credo anche dentro ai miei compagni di viaggio che ancora ringrazio per aver reso passibile tutto questo!
Senza di loro non ce l’avrei mai fatta!

INDIA

Febbraio 2014 INDIA DEL NORD E CALCUTTA (viaggio di 15 gg)

Itinerario: New Delhi, Old Delhi, Agra, Sikandra, Abaneri, Fatepur Sikri, Jaipur, Galta Ji, Calcutta

Ho fatto molti viaggi in questi anni, visitando luoghi incantati e mari incontaminati, ma quest’ultimo mi ha regalato emozioni forti ed indescrivibili.
Solo chi va in India può capire lo stato d’animo che si prova, nessuna foto e nessun racconto può far lontanamente immaginare le sensazioni provate.  Da qualche anno avevo il desiderio di andarci, ma ho atteso un pochino fino al momento che mi sono sentita pronta. Pronta per cosa? Per affrontare l’impatto che un paese come l’India ti lascia dentro, marcandosi indelebilmente nella testa e nel cuore.

tuk- tuk
tuk- tuk
strade di New Delhi
strade di New Delhi
piccole slum lungo la srada
piccole slum lungo la strada

 

 

 

 

 

Sono partita con due compagne di viaggio alla volta di New Delhi. Ero elettrizzata all’idea di atterrare in territorio indiano. New Delhi è una cittadina, la metropoli più grande di tutta l’India, quindi piuttosto pulita, senza troppi odori in giro per le strade. Diversa dagli altri luoghi visitati successivamente ma non per questo meno bella. Ricca di storia e di bei templi.
Per questo viaggio ci siamo prese un autista e una guida del posto parlante italiano che, oltre ad aiutarmi con le barriere architettoniche che in India non sono poche, ci ha fatto conoscere usi e costumi locali che non avremmo mai imparato se ci fossimo munite di una semplice guida cartacea.
Persona straordinaria dall’animo sensibile ci ha fatto amare l’India fin dal primo giorno!
Lasciata New Delhi ci è sembrato di toccare con mano la “vera India”: strade sterrate, bambini più sporchi con occhi grandi che ti richiamano a loro, carretti trainati da asinelli, mucche libere per la strada…insomma ci siamo sentite in un film di Bollywood!

Ashkardan Temple
Ashkardan Temple

4,8

10

ceneri di Gandhi
ceneri di Gandhi

7

Tempio di Loto, New Delhi
Tempio di Loto, New Delhi
Tempio di Birla, New Delhi
Tempio di Birla, New Delhi
mensa indiana
mensa indiana

4,3

4,4

Di attrazioni ce ne sono davvero molte in questa parte del nord e del Rajasthan: dal Taj Mahal, una delle sette meraviglie del mondo simbolo dell’amore che non muore mai al palazzo dei venti di Jaipur, dai templi di Galta Ji alla città fantasma di Fatepur Sikri, dal palazzo del Maharaja al forte di Amber e così via. Potrei continuare l’elenco all’infinito ma voglio soffermarmi di più sulle persone e sui bambini che sono semplicemente meravigliosi. In questi luoghi mi sono sentita al sicuro, amata e coccolata dalla gente del posto. Sono bastati i loro sorrisi e inchini a farmi capire che sono autentici e che ti accolgono benevolmente. Portare dolci e matite da regalare è stata una buona idea, eravamo sempre circondate da onde di bambini. Sembrava dessimo loro chissà cosa, alla fine sono stati loro a donare tanto a noi! Abbiamo scattato diverse foto con le loro macchine fotografiche e cellulari che avrebbero poi conservato come trofei da mostrare ad amici e parenti in quanto immortalati con persone dalla pelle chiara.

occhi che rapiscono
occhi che rapiscono

Il fatto di essere solo tre persone con una guida privata ci ha favorite, in quanto abbiamo avuto la possibilità di trascorrere più tempo nei luoghi dove desideravamo ed abbiamo inserito cose che non erano nel programma, visto che gestivamo il tempo a nostro piacere. Una di queste è stata la visita ad una mensa comune per i bisognosi accanto al tempio di Bangla Sahib a New Delhi, dove ogni giorno vengono offerti migliaia di pasti gratuiti. Visitando la cucina mi accorgo che tutto è immenso: le pentole, i fornelli, la zona per fare il famoso pane naan dove le donne lo stendono e lo tirano come delle vere panettiere. Accanto alla cucina vi è una sala enorme dove i bisognosi, tutti seduti per terra nella posizione di loto, consumano il loro pasto.
Che meravigliosa esperienza! Mi sarebbe piaciuto rimanere lì ad aiutare, ma il mio viaggio doveva proseguire!


Dopo dieci giorni di tour nel nord del paese, con un volo interno ci siamo spinte a Calcutta. L’impatto è stato fortissimo, come un pugno nello stomaco. Ci siamo trovate davanti ad una realtà triste e molto cruda che noi non siamo abituati a conoscere. Oltre ai vari Ghat sul Gange, dove si vede veramente di tutto, la parte più devastante si trova nella zona vecchia della città e prende il nome di Kalighat, dal tempio della Dea Kalì che sorge in fondo alla via. La gente qui vive per terra, senza un tetto che le protegga, senza cucina e senza bagno. I più fortunati hanno una specie di capanna fatta con teli e bambù dove si riparano la notte. Calcutta è anche “rinomata” per le fogne a cielo aperto, di conseguenza l’igiene è inesistente.
Bambini sporchissimi giocano in mezzo alla strada con cani spelacchiati. Uomini cavallo magrissimi e dall’apparenza vecchissimi aspettano i clienti seduti sui loro carrettini.


La cosa che mi ha colpito ancora di più di tutto questo sono stati i loro volti, rassegnati a vivere quel tipo di vita. Probabilmente perché non conoscono altri modi, o anche perché le caste non gli permettono di vivere in maniera differente. Oltre alla fame, soffrono la mancanza d’amore e vivono l’abbandono. Nonostante questo racconto consiglio di andare a Calcutta, in primis per vivere un’esperienza di vita unica e per rendersi conto della fortuna che abbiamo e che molto spesso non riconosciamo. Molto importante, da non dimenticare, un pellegrinaggio alla tomba di Madre Teresa. Le Sorelle Missionarie della carità sono fantastiche nel portare avanti il loro lavoro con tanto amore a tanta devozione. La Casa Madre è un luogo di pace assoluta. Davanti alla tomba mi sono commossa, Madre Teresa per me è un grande esempio e l’ho seguita fin da piccola. Mi sono sentita molto onorata di poter dire una preghiera nel primo luogo da lei fondato. A pochi metri da qui, sulla stessa via, vi si trova l’orfanotrofio, uno dei primi ad essere fondato, gestito sempre dalle Sorelle e dai volontari che arrivano da tutto il mondo.

Consiglio di visitare l’India nei mesi che vanno da Dicembre a Marzo, quando il clima non è troppo caldo, non c’è umidità e non ci sono monsoni. Ai viaggiatori disabili suggerirei di prendere una persona del posto che faccia da assistente per riuscire a vedere e a visitare il più possibile in quanto, oltre alle spiegazioni, aiuta ad abbattere le barriere architettoniche.
In questo modo io sono riuscita a salire in cima a templi e a palazzi che non avrei visto a causa dei tantissimi scalini.
Per quanto riguarda le strade se ne incontrano di tutte i tipi: asfaltate, sterrate, infangate… anche qui serve aiuto. I marciapiedi sono impraticabili perché occupati dalla gente del posto che ci vive.
Gli hotel vanno scelti accuratamente ma se ne trovano di accessibili con bagni adeguati.
Bisogna avere un po’ di spirito di adattamento, ma tutto quello che si vede, vale assolutamente la pena di viverlo.
Concludo con la consapevolezza di aver vissuto due tipi differenti di viaggio: il primo, nel nord e nel Rajasthan ricco di meraviglie da visitare, pieno di colori e anche di allegria. Il secondo, durato solo quattro giorni, il viaggio nel viaggio, quello a Calcutta, scioccante, rattristante e pieno di diverse emozioni. Si dice che l’India non ti lascia indifferente…o la sia ama o la si odia. Mi sento di ringraziarla per tutto quello che mi ha dato, sono tornata a casa più arricchita che mai.