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UN BELLISSIMO ESEMPIO DI “VIAGGIO PER TUTTI”

Justin e Patrick a Compostela

Justin e Patrick a Compostela

MADRID – Justin Skeesuck, 39 anni, ha aiutato l’amico Patrick Gray a completare il cammino di Santiago de Compostela. I due americani ci hanno messo 35 giorni per fare 800 chilometri e la loro impresa è stata seguita via Internet con un sito ufficiale un account Twitter, tramite i quali hanno chiesto alla gente di dar loro una mano con donazioni. Skeesuck e Gray sono amici sin dall’infanzia e hanno vissuto molte esperienze insieme. Quando Skeesuck è rimasto colpito da una malattia autoimmune che lo ha obbligato su una sedia a rotelle non ha comunque rinunciato a vivere la vita fino in fondo.

RIPORTATO DAL SITO “LEGGO”

COME AFFRONTARE IL JET LAG

Cos’è il jat-lag? Non è altro che quella sensazione di malessere che si avverte dopo un lungo viaggio in aereo quando si cambiano rapidamente diversi fusi orari. Non è pericoloso ma abbastanza fastidioso!

Viaggiando da est verso ovest bisogna tirare indietro il nostro orologio mentre, al contrario, da ovest verso est le lancette vanno tirate in avanti. Tutto ciò scombina il ciclo del nostro orologio biologico.

Come fare? Non risulta per niente facile adattarci ai nuovi schemi di luce e di attività.

SINTOMI: stanchezza, disturbi del sonno, nausea, inappetenza, mal di testa, cambi d’umore e riduzione della concentrazione.

PRIMA DELLA PARTENZA: evitare bevande eccitanti come té e caffè, evitare alcolici e considerare l’ assunzione di melatonia . Pare che aiuti a regolarizzare il nostro ciclo del sonno e a farci abituare ai nuovi cambiamenti.

IN VOLO: durante un volo lungo raggio il sonno è un elemento fondamentale. Munirsi di cuscini, coperte, tappi e mascherina per gli occhi aiuta! Spostate le lancette dell’orologio cercando di abituarvi al nuovo orario. Vestirsi comodi. Muoversi anche in aereo per favorire la circolazione sanguigna. Bere molta acqua: un corpo disidratato grava ancor di più sul sistema immunitario.

Una volta arrivati a destinazione ci si abitua più facilmente al nuovo orario rispetto a quando si torna a casa. Bisogna cercare di assumere il prima possibile gli orari del posto e resistere al sonno e alla stanchezza cercando di mantenere i nuovi orari.

AL RITORNO: Non andare a dormire di giorno! Resistere fino all’ora di coricarsi. Fare pasti leggeri. Fare attività fisica per stancarsi più facilmente.

Al jet-lag non ci si abitua, non conta quante volte si effettua quel determinato viaggio. Il jet-leg è sempre in agguato!jet-lag

SARDEGNA

Agosto 2000                                       SARDEGNA            (vacanza di 15 gg)

Sono trascorsi tanti anni da quando sono stata in Sardegna ma, essendo già in sedia a rotelle, ricordo che non è un’isola attrezzatissima nell’ospitare disabili. Può essere però che qualcosa sia cambiato in questi ultimi anni…  Soggiornai un un bellissimo hotel direttamente sul mare a Baia Santa Reparada, a soli 3 Km da Santa Teresa di Gallura.

Il mare è davvero una favola! Pulito e trasparente come una piscina naturale. Purtroppo, come vi ho anticipato prima, non tutte le spiagge sono accessibili alle sedie a rotelle. La maggior parte, nel nord dell’isola, sono calette e raggiungerle significa attraversare sassi, muretti o scalini. Ho cercato di spostarmi il più possibile accedendo nella maggior parte di esse ma sempre con l’aiuto di persone che gentilmente mi hanno dato una mano.

Santa Teresa di Gallura si trova in provincia di Olbia-Tempio. Ma in questa bellissima cittadina non si viene solo per il mare. Importante e famoso è il sito archeologico di Lu Brandali e della Torre Longonsardo. Il complesso risulta molto articolato e comprende il Nuraghe, il Villaggio e la Tomba dei Giganti. Purtroppo è stato alterato dal passare del tempo ed è difficile da visitare per una persona con mobilità ridotta. Davvero tante sono le barriere architettoniche.

sito archeologico Lu Brandali
sito archeologico Lu Brandali

Non spostandosi troppi km da Santa Teresa di Gallura si arriva alla penisola di Capo Testa. Si affaccia sulle Bocche di Bonifacio ed è collegata alla terraferma da uno stretto lungo il quale si estendono due spiagge. Accedere in questo luogo in sedia a rotelle non è stato faticoso. Da molti anni, Capo Testa, ha avuto uno sviluppo turistico notevole ed è considerata una dei siti più belli di tutta la Gallura. Sul promontorio è presente un faro di fondamentale importanza per la navigazione nel tratto di mare delle Bocche di Bonifacio. Da Capo Testa sono visibili a occhio nudo le Isole di Lavezzi e la parte sud della Corsica.

Visitando le zone nord della Sardegna non ho potuto fare a meno di recarmi a Porto Cervo. E’ considerato il principale centro della Costa Smeralda ed è frequentato dal jet set internazionale. Ricordo i lussuosissimi ed imponenti yatch parcheggiati uno dietro l’altro come se fossero barche anonime. Il lusso a Porto Cervo è proprio di casa e non solo riguardo le barche, ma anche nei ristoranti, nel look dei turisti e attorno alla piazzetta con i suoi eleganti cafè. Piazzetta che non sono riuscita a vedere a causa dei suoi numerosi gradini.

Altro villaggio che rappresenta una delle più importanti realtà del turismo sardo è Porto Rotondo. Molti personaggi televisivi italiani hanno casa qui. Pare inoltre ci sia una certa rivalità tra i “rotondini” ed i “cervini”. Anche qui, come a Porto Cervo, numerosi sono i locali notturni, mentre tre le spiagge spunta la rinomata Punta Volpe.

In Sardegna ho mangiato divinamente bene! Amo mangiare e assaggiare tutte le specialità che offrono i vari luoghi che visito. Il caratteristico antipasto sardo è composto da salumi misti, pecorino, olive e verdure fresche. Non posso non citare gli gnocchetti sardi tra i primi piatti. Tra i secondi, invece, troviamo il caratteristico porchetto allo spiedo che io adoro! Non ho volutamente provato la pecora bollita, altra specialità sarda. I sardi cucinano molto bene anche i dolci prevalentemente preparati con le mandorle, con gli amaretti o con le uvette. E il mirto? Non dimentichiamoci che questo liquore, ottenuto dalla macerazione alcolica delle bacche di mirto, è molto popolare non solo in Sardegna ma anche nel resto dell‘Italia.

Che ne dite, forse è il caso che torni in Sardegna! Ho ancora molto da vedere e mi mancano altri cibi da provare!

CAPODANNO CINESE

19 Febbraio 2015

Nel 2015 la data dell’inizio del Capodanno cinese cade più tardi rispetto agli anni scorsi. I festeggiamenti iniziano proprio oggi, 19 Febbraio, con l’arrivo dell‘Anno della Capra. Noto anche come Nuovo anno lunare o Festa di Primavera è una della più rinomate feste tradizionali cinesi. Si celebra il primo giorno del primo mese del calendario cinese che solitamente corrisponde alla seconda luna nuova che segue il solstizio d’inverno.

Le festività durano per 15 giorni e terminano con la festa delle lanterne. I bambini portano le luci colorate durante una tradizionale parata che corrisponde all’arrivo della Luna Piena. Il culmine dei festeggiamenti si ha però solitamente nei primi due giorni del Capodanno anche se le usanze locale sono differenti nelle varie regioni della Cina.

Il Capodanno cinese è celebrato a livello internazionale specialmente nelle varie Chinatown sparse per il mondo. Nel 2011 mi trovavo a Londra durante i giorni dei festeggiamenti e visitai ancora più piacevolmente del solito il quartiere cinese. Le strade erano addobbate da festoni e da lanterne mentre lungo le strade, donne di origine cinese, distribuivano i biscottini della fortuna. Questi ultimi sembra non esistano in Cina ma sono famosi in tutto il resto del mondo.

In Cina invece i festeggiamenti avvengono con i fuochi d’artificio che simboleggiano il male che esce fuori dalle persone e bruciato. Inoltre balli e celebri danze avvengono tra la folla.

E’ sempre bello assaporare, anche solo leggendo, le tradizioni degli altri Paesi!images

VIAGGIO VECCHIO O VIAGGIO NUOVO?

“Tutto il pathos e l’ironia di lasciarsi alle spalle la giovinezza è implicita in ogni momento gioioso di un viaggio: si sa che la prima gioia non potrà mai essere recuperata ed il viaggiatore saggio impara a non ripetere i vecchi successi ma andrà sempre alla ricerca di nuovi luoghi”

                                                                                                                        PAUL FUSSEL

Sono d’accordo a metà con questa citazione: sicuramente le emozioni e le sensazioni che si provano la prima volta che si vive un viaggio non saranno più le stesse se si decide di scegliere la stessa meta per la seconda volta. Nonostante io sia assetata di conoscere nuovi luoghi credo però di avere destinazioni preferite che mi piacerebbe ripetere… Che non sia ancora una saggia viaggiatrice?images (1)

50 SFUMATURE DI VIAGGIO

12/02/2015

Oggi esce in tutte le sale cinematografiche italiane il tanto atteso e discusso film “50 Sfumature di grigio” tratto dalla trilogia della scrittrice inglesesfumature E. L. James.

Secondo voi ci possono essere delle sfumature inerenti ad un viaggio? Se si, quali?

Per quanto mi riguarda le sfumature di un viaggio possono essere più di 50… Molte di più!

Pamela

GIAMAICA

 Fine Gennaio inizio Febbraio 2015                    GIAMAICA            (viaggio di 9 gg)

Quando Cristoforo Colombo attraccò con le sue caravelle sulle spiagge della Giamaica esordì dicendo di non aver mai visto terre di così tanta bellezza. Appartenente alle Grandi Antille, quest’isola offre davvero moltissimo ai suoi visitatori. E’ selvaggia, molto verde, con un’infinità di fiumi che formano cascate in ogni suo angolo, ha un mare meraviglioso e un clima perfetto. Cosa chiedere di più?

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Quando scelsi questa meta ero indecisa riguardo al luogo di mare dove appoggiarmi. Per sentito dire sapevo che Negril è la capitale del divertimento e ha il mare più bello, che Kinston, la capitale effettiva, risulta un pò pericolosa, che a Montego Bay ci sono nient’altro che resort ed infine che vicino ad Ocho Rios ci sono le attrazioni che più desideravo vedere. Fui piuttosto indecisa tra quest’ultima e Negril ma alla fine scelsi un hotel proprio a Negril( nel mio blog trovate la mia personale recensione sul Club Riu Negril cercando nella categoria “recensioni”). Ed ora posso dire: ” meno male che scelsi Negril !”

Come potete notare dalle fotografie il mare è caraibico e cristallino! Queste sono tre spiagge di Negril, tutte davvero molto belle ed ognuna con la propria particolarità. Sono stra felice di essere stata a Negril perché, durante i giorni di tour dell’isola, sono rimasta piuttosto delusa da Ocho Rios. Solo grandi resort infilati uno dietro l’altro e nessun segno di vita! Questa ovviamente è l’impressione che ho percepito. Sicuramente non tutti saranno d’accordo con questa mia esclamazione ma scrivo sempre quello che penso! Da Ocho Rios sono vicinissime però, a solo quattro km, le cascate più imponenti di tutta l’intera isola: le Dunn’s River Falls. Non ho potuto risalirle a piedi a causa della mia disabilità ma diverse pedane in legno le accompagnano a fianco per permettere ai più pigri o ai diversamente abili di ammirarle in tutta la sua bellezza.

Questo non è l’unico luogo dove ho trovato rampe, scivoli, bagni e accessi per disabili. Mi sono piacevolmente stupita nell’incontrare cotanta attenzione in un’isola considerata da molte persone ” INDIETRO”, quando invece sono i posti più vicini a noi a non essere adeguati per ospitare persone con mobilità ridotta. Il solo paesino dove ho trovato qualche minima difficoltà è quello di Nine Miles ( cercate l’articolo più dettagliato nella categoria” America Latina”).

Questo piccolo paese situato in collina dista 60 Km da Ocho Rios ed è stato chiamato così perché, in passato, non si trovava un negozio nel raggio di nove miglia. Famigerato e rinomato in tutto il mondo per essere il luogo di nascita del mito del reggae Bob Marley!

Qui l’atmosfera è incredibile e si respira l’aria della “VERA JAMAICA“! Si dice che tutto è rimasto come in origine, ed è questa la cosa più bella. Si è fuori dai grandi hotel, fuori dal turismo e fuori dai luoghi comuni. E’ stato il posto che più ho adorato di tutta l’isola! Lo consiglio vivamente! Come ho scritto anticipatamente, a Nine Miles ho incontrato qualche problemino con la mia sedia a rotelle. Tutto il mausoleo è posto in collina, e ci sono qualche gradino e una salita ripida da percorrere per arrivare fino in cima dove, oltre alla tomba, si trova la casina originale con il letto di Marley. Ma nessun problema! In cambio di una piccola mancia, un ragazzo giamaicano mi ha aiutata a superare il tutto e, in questo modo, sono riuscita a vedere ogni cosa! Voglio sfatare anche il fatto che si dice che i giamaicani sono piuttosto rudi. Non li ho affatto trovati così. Ho incontrato invece un popolo eccezionale, di una gentilezza e con una simpatia estrema.

Tornando alla cittadina di Negril, l’ho trovata allegra e vivace! Ogni sera c’è una festa reggae in spiaggia o, sempre in spiaggia, gruppi musicali suonano tributi al loro mito, specialmente nel periodo quando sono andata io che anticipava il compleanno di Bob Marley che cade il 6 Febbraio. Mi sono molto divertita al party svoltosi sulla spiaggia di Bourbon. Mentre ci tengo a citare due fra i bar più “cool” di Negril. Uno è il ritrovo per bere l’aperitivo al tramonto. Situato su una scogliera a picco sul mare offre un panorama mozzafiato e si assiste a dei tuffi spettacolari nelle sue acque turchesi. Trattasi del Rick’s Cafè.

L’altro è il famoso  Margaritaville, situato sulla bellissima Seven Miles Beach di Negril. Col suo ciringuito di legno sembra, per un istante, di trovarsi a Formentera. Mare, se possibile, ancora più bello, sabbia bianchissima, spiaggia lunga e atmosfera di festa. Spettacolare! Entrambi i bar sono totalmente accessibili in sedia a rotelle.

Altri protagonisti della Giamaica sono i suoi meravigliosi tramonti! Eccone alcuni…

Ricette culinarie da provare assolutamente: la Rasta Pasta e il pollo allo jerk! Meglio ancora se accompagnati dalla birra locale Red Stripe.

Concludo allegando altre fotografie di quest’isola strepitosa. Più di una persona mi ha chiesto se non mi sono mai sentita in pericolo e la mia risposta è no! Non ho mai avuto paura, se si prendono i taxi regolari ( e non quelli abusivi) tutto procede nel verso giusto. Alcuni ghetti vanno evitati la sera, ma questo ovunque, non solo in Giamaica.

Jamaica? NO PROBLEM!

 

 

CLUB RIU NEGRIL

NOME: Club Riu Negril  5stelle[1] ( 5 stelle)

LUOGO: Posizionato direttamente sulla Bloody Bay beach di Negril

INDIRIZZO: Norman Manley Boulevard, Negril. Jamaica.

RAGGIUNGIBILITA’:  A 71 km dall’aeroporto di Montego Bay. Ci si impiega circa un’ora di pullman se non c’è traffico, un paio d’ore nei momenti di punta. Autostrada bella e senza buche. Il resort è facilmente rintracciabile data la sua posizione sulla via principale per Negril.

ACCOGLIENZA ALL’ARRIVO: Voto 9. Il personale era pronto ad accoglierci con dei cocktails di benvenuto, mentre gli impiegati della reception ci hanno distribuito gentilmente e velocemente le chiavi delle camere. Dettaglio da non sottovalutare vista la stanchezza del viaggio.

ACCESSIBILITA’ GENERALE IN SEDIA A ROTELLE: Voto 10 e lode. Tutto il club si snoda in piano lungo la spiaggia. Non si incontrano barriere architettoniche. Alcune rampe sono state posizionate per evitare scale e gradini. Anche l’accesso alla spiaggia avviene attraverso un dolce scivolo che termina con una piccola rampa.

CAMERA: Voto 9. Spaziosa, luminosa e con terrazzino o balcone.465

 

 

 

BAGNO: Voto 10 e lode. Doccia con seggiolino per disabili imbottito. Wc rialzato (non si trova quasi da nessuna parte) con maniglioni a fianco e lavandino vuoto sotto per permettere alla carrozzina di posizionarsi comodamente.461 462 464

 

 

 

 

SERVIZI: Wi-fi gratuito 90 minuti al giorno nelle aree comuni – due piscine per adulti e una per bambini – parco giochi per bambini – animazione diurna e serale ( in lingua inglese) – palestra, sauna e jacuzzi gratuite – spa – parrucchiere – due negozi di souvenir – un negozio di alta bigiotteria – discoteca – sala giochi( a pagamento) – all-inclusive 24 ore su 24 con rifornimento minibar e distributore di liquori in camera

PULIZIA: Voto 10

COLAZIONE: Voto 10. Ampia scelta di piatti salati, di dolci, pane di ogni tipo e frutta tropicale.

BAR: Diversi sono i bar dislocati in tutto il resort. Voto 9. bevande non annacquate.

RISTORANTE PRINCIPALE: Voto 10 per la qualità del cibo. Voto 7 per la ripetitività, ma questo credo sia il problema generale di ogni villaggio/club/resort. Stessa votazione per gli altri ristoranti gratuiti su prenotazione.

MARE: Voto 7 per il mare di fronte al resort. Voto 10 per quello che si incontra a 200 metri sulla sinistra del villaggio e per il resto del mare e delle spiagge di Negril.

NOTE: Ogni camera è fornita di set per thè e caffè, di set da stiro e di ombrello in caso di pioggia.

COMMENTI FINALI: Non ho dato voti gratuiti. Ho cercato di essere più obbiettiva possibile. Al Club Riu Negril si stà meravigliosamente bene!images

NINE MILES, IL MITO DI BOB MARLEY

31 gennaio 2015

Ieri ho visitato il villaggio giamaicano di Nine Miles, conosciuto in tutto il mondo per aver dato i natali a Bob MarleyIl mito del reggae ha vissuto con la madre nell’entroterra di questa isola caraibica fino a 13 anni fino a quando decisero di spostarsi nella capitale Kingston.

A parte il mare e le spiagge che sono meravigliosi, questo è stato il luogo che più mi è piaciuto di tutta la Giamaica. A tre ore di pullman da Negril, di cui due ore e mezza di autostrada e l’ultima mezz’ora di strada a curve, si giunge a Nine Miles che oggi è un vero e proprio luogo di pellegrinaggio. Molti turisti da ogni parte del mondo giungono qui per far visita al mausoleo del cantante.

Appena scesa dal pullman mi sembrava di essere in una delle favelas di Rio De Janeiro. Tutto in collina, con case colorate sparse qua e là e gente del posto in strada a fumare e a bere. La casa e la tomba di Bob sono posizionate su una collina ancora più alta e bisogna percorrere delle scale per arrivare. Essendo in sedia a rotelle avrei incontrato alcune difficoltà, quindi decisi di farmi aiutare da un giamaicano in cambio di una piccola mancia.

All’entrata ci imbattiamo in un baretto di legno molto particolare per poi raggiungere una stanza piena di dischi d’oro, chitarre e il suo pianoforte. Percorrendo una rampa piuttosto ripida si accede alla tomba della sua amata madre e, subito sopra, alla sua. Peccato non poterle fotografare.

Proprio sulla cima della collina vi è la pietra dove Bob meditava e scriveva le sue canzoni.

Nell’ultima stanza, la più caratteristica, si trova il letto che il mito del reggae divideva con sua mamma.

Rispetto ad altri luoghi visitati in passato, questo è rimasto originale e poco commerciale. Gli abitanti del luogo dicono che è ancora tutto come negli anni 40. Nonostante qualche barriera architettonica sono riuscita a vedere ogni singola cosa. Trovo i giamaicani molto disponibili e carini nell’aiutate persone che, come me, hanno bisogno di aiuto.

Questo è un luogo che sognavo di vedere da qualche anno. Desiderio realizzato!

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