COAST TO COAST E HAWAII

Marzo e Aprile 2009 COAST TO COAST E HAWAII ( viaggio di 34 gg )

Itinerario: New York, Niagara, Toronto, Washington, Los Angeles, Scottdale, Montezuma Castle, Sedona, Grand Canyon, Monument Valley, Page-lake Powell, Kanab, Bryce Canyon, Zion National Park, Las Vegas, Dead Valley, Basin Water, Yosemite National Park, San Francisco, Sausalito, Monterey, St. Maria, St. Barbara, St. Monica, Venice beach, Malibù, Los Angeles, Newport, San Diego, Oahu Island Hawaii.

Da anni sognavo questo viaggio che sono riuscita finalmente a realizzare cinque anni fa. Mi sono sentita americana dentro fin da ragazzina, il mito dell’America col suo sogno di libertà e di cambiamento mi ha accompagnata durante tutta la mia vita. A volte credo di essere vissuta proprio in una parte degli USA in una vita precedente, e spero di rinascerci nella vita futura! Attraversando gli States da est a ovest ho avuto modo di constatare quanto differenti siano le due parti con paesaggi che cambiano totalmente. Nella east coast la natura è più simile alla nostra con vari fiumi, boschi e prati. Passando dalla Pensylvania e dal Maryland ho appurato quante case american style modello Forrest Gump ci siano. Sono proprio così, in legno colorato, senza cancello e con grandi giardini attorno. Sono passata anche da un villaggio amish, dove le donne passeggiano per strada con abiti e cuffiette nere in testa, mentre gli uomini portano barba lunga e cappelli sempre rigorosamente neri. Sembravano personaggi appena usciti da un film!

cascate del Niagara
cascate del Niagara

Arrivare a Niagara è stato eccitante, non vedevo l’ora di ammirare le sue famose cascate. Belle ma non da togliere il fiato, a mio parere.

Non molto alte ma, al contrario, piuttosto ampie, offrono uno scenario carino. Soprattutto a Marzo, quando fa ancora freddo e scendono pezzi di ghiaccio enormi.

Washington, a differenza delle altre città degli Stati Uniti, è piena di storia. Mi sono catapultata indietro nel tempo tornando alle scuole quando studiai tutti i personaggi di maggior importanza! Suggestiva è stata la visita al cimitero di Arlington.

Situato nello stato del Virginia, è un cimitero militare creato durante la guerra di secessione sul terreno attiguo alla casa del Generale Lee. Oltre alle 300.000 persone sepolte, vi si trovano anche le tombe di John Kennedy, di sua moglie Jacqueline e del fratello Bob. Con un volo interno da Washington raggiunsi Los Angeles. Girovagando per la California in lungo e in largo mi è sembrato di vivere un film diverso in ogni zona…9 partendo da Hollywood, mecca cinematografica per eccellenza, passando attraverso i parchi nazionali che ricordano film western con Jonh Wayne fino alle ampie spiagge di Baywatch e di Orange County. Ci sarebbe tanto da scrivere avendo percorso l’itinerario completo e attraversato gli Stati dell’Arizona, dello Utah e del Nevada. Molti sono i parchi che offrono scenari diversi ma tutti bellissimi. Quello che, secondo il mio punto di vista, lascia senza parole per la sua immensità e per la sua formazione è il Grand Canyon.

Grand Canyon
Grand Canyon

Le fotografie non gli rendono giustizia. A occhio nudo è possibile vedere tutti i solchi che il vento e la terra hanno formato rendendolo unico e famoso dappertutto. Il paesaggio è simile in tutta la lunghezza del parco ma, nonostante questo, non ci si stanca mai di ammirarlo. Al tramonto lo scenario è stupendo, non per niente è classificato una delle sette meraviglie del mondo. Definirei lunare la valle della morte, col suo strategico Zabrieskie Point. Scenico è di sicuro il Bryce Canyon, naturalistico lo Yosemite, avventurosa la Monument Valley e paesaggistico lo Zion.

Monument Valley
Monument Valley

Poco prima di arrivare alla Dead Valley ho fatto tappa all’Area 51, o meglio, al punto più vicino alla zona militare. Secondo alcune rivelazioni, quest’area serve per lo sviluppo e i test di apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia ma il tutto con la massima segretezza. Pare che, all’interno, facciano esperimenti su alieni anche se la conferma non è mai arrivata. Non ci si può avvicinare alla zona e non è possibile vederla dato che la maggior parte di essa è sotterranea, così mi sono accontentata fare la foto al cartello rappresentate un Ufo che la sponsorizza. 52Eccitante è fare tappa a Las Vegas con i suoi casinò, e le sue wedding chapels. Passeggiando sulla strip si possono visitare i numerosi hotel a tema di lusso…nonostante ce ne siano di migliori il mio preferito è il Bellagio. Non plus ultra lo spettacolo serale delle fontane con sottofondo musicale di Andrea Bocelli. Come non far tappa a Fremont Street? Imperdibile! Meno famosa della strip offre la possibilità di vedere gratuitamente uno spettacolo di luci e colori sotto una tettoia che ospita colorati casinò.

La perla di tutta la California è decisamente San Francisco. Sono orgogliosa di aver percorso in carrozzina tutto il Golden Gate Bridge, essendo stata favorita anche dalle condizioni climatiche. Era una giornata favolosa con cielo blu e zero nebbia! Sono riuscita ad ammirare la baia per intero dall’alto del famigerato ponte rosso.

Dietro ad una delle zone più rinomate della città, ovvero il Pier 39, si possono vedere numerose otarie che riposano in un’area del porto.

otarie
otarie

Davvero molte sono le possibilità di vederle lungo la costa del pacifico da San Francisco a Los Angeles. Uno dei piatti simboli della zona è la buonissima zuppa di vongole, servita in una grande pagnotta scavata con coperchio di pane.

Non ho ancora scritto a proposito delle accessibilità a disabili perché in America le barriere architettoniche non esistono! Parlando di san Francisco devo assolutamente consigliare almeno una corsa sul cable car, così viene chiamato il trenino che va su e giù per la città. Ognuno ha un posto riservato a disabili e per sicurezza non ne fanno salire di più. Basta aspettare la corsa successiva che arriva dopo pochi minuti. Visitare questo Stato significa anche vedere luoghi dove sono stati ambientati famosi film…dalla casa di Mrs Doubtfire a San Francisco alla villa dove hanno girato Basic Instinct a Monterey. Dal punto del Grand Canyon dove è stato girato Thelma and Louise alla zona dove è stato ospitato il set di Erin Brockovich. Da fan di Micheal Jackson è stato importante, per me, passare dal suo Neverland ranch situato tra Santa Barbara e L.A. A proposito di film, a Kanab, su un vecchio set di John Wayne, ho inscenato, col resto del gruppo di turisti del quale facevo parte, un remake di un western.

E’ stato molto divertente travestirsi e prendere parte, come attori protagonisti, a questo “gioco” organizzato per noi. Dopo aver terminato le riprese, se così si può dire, ci è stata offerta una tipica cena cow-boy style a base di carne. Dopo essermi sentita attrice per una sera ho avuto la consapevolezza di “essere” in California e di “viverla” al meglio.

Le spiagge che offre la costa sono ampie e quasi tutte con giostre e palestre a disposizione di chi le frequenta. 82La numero uno è, secondo me, Santa Monica, seguita da Newport Beach. Elegantissime e trendy nello stesso tempo! Delusa invece lo sono stata da Rodeo Drive. A parte i negozi griffatissimi non credo la si possa comparare con la Fifth Avenue di New York City, decisamente migliore e insuperabile. Questo magnifico viaggio nello Stato del sole si conclude a San Diego, cittadina dall’impronta messicana dove ho amato le spiagge della Jolla e assaporato cibo piccante.

Mi trovavo a soli 29 Km da Tijuana, ma non ho avuto più giorni a disposizione per andarci dato che, proprio da San Diego, sono volata alle Hawaii. Le ho scelte pensando fosse un ottimo luogo per riposare dopo le fatiche di questo tour. Decisi di andare sull’isola di Oahu dato che sono cresciuta col mito di Magnum P.I. Honolulu non mi è piaciuta, quasi tutta di impronta cinese e giapponese non ricorda nulla del telefilm cult degli anni ’80. Arrivando poi dagli Stati Uniti e avendo appena visitato le loro città mi è sembrata ancora più triste. La zona di Waikiki beach invece, dove ho soggiornato, ha spiagge stupende e un mare fantastico.

Waikiki beach
Waikiki beach

Dal 29 piano della mia stanza ho ammirato lo scenario marittimo più bello che una località balneare mi abbia offerto fino a quel momento. L’Oceano Pacifico era piatto come una tavola da surf, la temperatura dell’acqua piacevole e la barriera corallina formava colori indescrivibili. Oltre a questo però, Waikiki non ha nulla da offrire. I ristoranti e locali della zona chiudono molto presto la sera e non c’è divertimento. Ritengo che questo tipo di isole siano adatte a viaggi di nozze o a vacanze di coppia. Durante la settimana io mi sono piuttosto annoiata.

Escursione che, al contario, mi ha molto entusiasmata e che consiglio ai visitatori di quest’isola è stata quella a Pearl Harbor. Porto militare nella Contea di Honolulu, è una base della Marina degli Stati Uniti divenuta famosa per l’attacco subito dalle truppe aeronavali giapponesi nel 1941. Traghettando pochi minuti si raggiunge l’Arizona Memorial, resti della nave da battaglia della United States Navy.

Davvero molto interessante! Prima della partenza per questo lungo viaggio avevo già prenotato da casa tutti gli hotel e i voli interni ma credo che non sia per forza necessario farlo. Si incontrano alberghi di tutti i tipi e motel accessibili a disabili in ogni luogo e la disponibilità è ampia. Noleggiando un’auto o prendendo parte a un tour organizzato sono sicura che una persona in carrozzina come me non abbia bisogno di particolare aiuto. Coraggio, non vi resta che partire!

CURACAO

Gennaio 2011 CURACAO (viaggio di nove gg)

BON BINI ! Significa benvenuto in Papiamento, un misto di spagnolo e portoghese, lingua parlata nelle Antille Olandesi.
E’ proprio qui che si trova Curacao, la più grande delle tre isole che formano l’arcipelago caraibico appartenente al gruppo delle Piccole Antille.2
Situata di fronte al Venezuela, a sud del mar dei Caraibi, è una delle destinazioni molto interessanti da scoprire.
Premetto che amo molto le isole caraibiche perché ritengo allegre le persone che le popolano e anche perché permettono di godersi il caldo nei nostri mesi invernali.
La scelta è caduta su Curacao anziché sulla più nota Aruba perché credo che la prima sia meno turistica, ancora molto selvaggia e meno costruita.5
Pochi sono i villaggi turistici, più numerosi invece gli hotel.
Totalmente accessibile in sedia a rotelle è il Breezes Curacao resort spa and casinò, dove ho trascorso la mia vacanza trovandomi divinamente bene.
Le spiagge dell’isola sono formate da sabbia importata o da coralli frantumati, ma questo non offusca la loro bellezza e naturalezza.
Girovagando l’isola ne ho scoperte di meravigliose con acque verde smeraldo: la numero uno è certamente Playa Kenepa. Circondata da scogliere è raggiungibile attraverso una scalinata dal posteggio delle auto. Proprio il posteggio ospita una terrazza dalla quale la si può ammirare dall’alto in tutto il suo splendore e la si può fotografare interamente!


La vegetazione rigogliosa che sta alle sue spalle testimonia quanto sia ancora poco sfruttata la costruzione di mattoni in questa zona.

Serve aiuto per poter scendere, le scala è di legno e la discesa non è per niente facile.
Accessibile ai disabili senza nessuna barriera è invece Playa Cas Abao.

Plata Cas Abao
Plata Cas Abao

Sembra uscita da una cartolina con la sua sabbia bianchissima e il mare cristallino ideale per lo snorkeling. Attrezzata con lettini e ombrelloni e circondata da alte palme ospita un baretto dove, oltre a rifocillarsi,vi si trovano spogliatoi e docce.
Il bello delle spiagge, comprese queste, è che non sono mai troppo affollate.
Ci si diverte molto a fare il bagno nelle calde acque di Curacao e non ci si sente mai soli.
Diversi gruppi di pesci colorati ti accompagnano dalla riva fino al largo facendoti nuotare in un grande acquario variopinto! Da tenere presente che ci sono più di 60 punti di immersione da scegliere e non ci sono periodi preferiti per optare per questa meta.
Essendo fuori dalle zone degli uragani, la temperatura annuale è di 28 gradi che la rende così gradevole in ogni momento dell’anno.


La capitale dell’isola, Willemstad, di influenza olandese, assomiglia ad Amsterdam, ma molto più colorata. Gli edifici sono di colore blu brillante, arancione, giallo, rosso e verde.
Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ospita diversi negozi di grandi firme che vantano porto franco. Lo shopping è garantito!
Non si può non visitarla almeno una volta! Ci sono diversi musei, il mercato galleggiante di frutta e di pesce e diversi bar che la rendono ancora più caratteristica.
La capitale è divisa in due parti dal ponte più alto di tutti i Caraibi: quello della Regina Juliana.

Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Emma
Ponte Regina Emma

A piedi ho invece attraversato il floating bridge Regina Emma. Si tratta di un ponte mobile che si apre al passare delle barche e che si può percorrere a piedi per raggiungere il lato opposto della cittadina. Giornata trascorsa in maniera curiosa nel centro storico di questa capitale!
All’interno di quest’isola c’è molta savana arida dove crescono cactus molto alti.
Se ne trovano tanti ai lati delle strade. Abitatori frequenti sono le iguane che talvolta raggiungono dimensioni notevoli. Il bello di tutte le isole è che cambiano panorama a seconda di dove ti muovi.9
Spostandomi verso nord incontro zone rocciose battute dal vento e dalle onde dell’oceano che risuonano facendo eco. Nei pressi di Willibrordus ci sono numerosi fenicotteri rosa che si muovono liberi nel lago.17
E’ stata una destinazione azzeccatissima per me che amo il mare, ma non solo quello…ho così avuto la possibilità di girare l’isola, di conoscere nuove lingue, di visitare la capitale simile a quella olandese e anche di gustare frutta freschissima ogni giorno.
La sera mi sbizzarrivo a provare i diversi cocktail che i barman proponevano, ma il più gettonato è senza dubbio il liquore Curacao, ricavato dalle scorze di laraha che è una specie di arancia tipica dell’isola!
Insomma, a Curacao non ci si annoia mai!

ISTANBUL

Ottobre 2013           Istanbul ( viaggio di quattro gg)

Vivace, divertente, magica, dal fascino orientale, questa città ,conosciuta come la vecchia Costantinopoli,è l’unica metropoli al mondo appartenente a due continenti.

Divisa in due parti dallo stretto del Bosforo,si appoggia per  metà in Europa e  per l’altra metà in Asia.

in battello sul Bosforo
in battello sul Bosforo

E’ così soprannominata la porta d’oriente. Non è facile da visitare per un disabile il quale incontrerà diverse barriere. Partiamo dalle metropolitane che, essendo il mezzo di trasposto più recente della città, sono quasi tutte accessibili in sedia a rotelle. Non trovando grossi problemi, ho praticamente raggiunto tutti i luoghi con questo mezzo.

L’unico punto negativo è che sono sempre troppo piene di gente, specialmente la mattina quando la popolazione si sposta per andare al lavoro. Può capitare di attendere diversi minuti prima di riuscire a salire su una metro mezza vuota.

Il quartiere più conosciuto e più frequentato è quello di Sultanahmet. A mio avviso è anche quello che offre le più belle attrazioni. Non si può non citare la Moschea Blu, 

Moschea blu
Moschea blu

la più importante di Istanbul con all’interno magnifiche piastrelle di ceramica turchese inserite nelle pareti e nella cupola!

interno Moschea blu
interno Moschea blu

La grande sala della preghiera è ricoperta dalle famose maioliche di Iznir che la rendono una vera o propria opera d’arte.

Molto bella è anche la Basilica di Hagia Sophia che è situata di fronte alla immensa moschea divisa da un giardino fiorito e da una grande fontana. Da non perdere la visita al Palazzo Topkapi, talmente grande da impiegarci un giorno intero per vedere tutte le sue stanze bellissime e dorate.

Hagia Sophia
Hagia Sophia

Tutto quello che ho descritto fino a questo momento è accessibile a disabili. Essendo le parti più visitate sono state munite di pedane e di rampe. Ultima, ma non per importanza, è la Basilica Cisternina. Anch’essa posta nella zona di Sultanahmet, è la più suggestiva di tutte. Vi si accede tramite una lunga scala ma c’è un montacarichi posizionato sopra di essa per la discesa in carrozzina.

Basilica Cisternina
Basilica Cisternina

Si tratta della più grande cisterna sotterranea ancora conservata dove si respira un’aria di mistero e dove si ammirano le 336 colonne che la rendono un capolavoro dell’architettura.

Essendo andata ad Istanbul con un gruppo di amici che mi hanno aiutata parecchio sono riuscita a visitare anche le zone meno conosciute e non accessibili.

Mi sono piaciute molto Galata, con la sua famosa torre ed Eminonu. In queste parti della città le attrazioni sono raggiungibili solo da lunghe scalinate.

Questi due quartieri sono divisi dal Corno d’Oro e le ho percorse a piedi attraversando il ponte di Galata.

La cosa che più è piaciuta a tutto il gruppo è stato fare il tour del Bosforo in battello. Si vedono sia la costa europea che quella asiatica e il rientro al tramonto è stato mozzafiato!

tramonto sul Bosforo
tramonto sul Bosforo

E’ una città meravigliosa che offre moltissimo… Per lo shopping consiglio di visitare il Grand Bazaar e il Bazaar delle spezie.

Non si può tornare a casa senza prima aver acquistato spezie, thè, saponi, pashmine, dolci e souvenir.

Quando sono all’estero amo provare cibi del posto e bibite caratteristiche. Ci sono molte qualità di thè, che è la bevanda tipica. Dal thè alla mela a quello al melograno.

Buono da assaporare alle 17 con un dolce turco. La Baklava mi è piaciuto molto.

Baklava
Baklava

Dolce turco ricco di zucchero, miele e frutta secca. Non sono riuscita ad assaggiare invece il caffè turco, troppo scuro ed intenso per i miei gusti! Cibo assolutamente da mangiare è il kebab, cucinato in tutti i modi e con tutti i tipi di carne.

Ne ho provati talmente tanti piatti in tutte le salse che alla fine ne ero quasi nauseata! Ci sono molti ristorantini tipici ed economici in tutte le zone della città, talvolta si ha l’imbarazzo della scelta.

Verso le 17/17.30 di ogni giorno, mentre passeggiavamo per la città, udivamo il Muezzin che “cantava” dal minareto della moschea più vicina. E’ incaricato di salmodiare più volte al giorno il richiamo che serve ad effettuare la preghiera islamica.

Curioso è stato anche assistere a un balletto turco. Un pomeriggio abbiamo fatto sosta per ammirare quest’uomo vestito di bianco che ruotava continuamente su se stesso senza fermarsi e senza cadere… Fenomenale!

Ho trovato questa città molto attraente, pulita e per nulla pericolosa anche se i venditori turchi risultano spesso assillanti.

L’ultimo giorno mi sono spinta sulla parte asiatica. Ho preso uno dei tanti traghetti che fanno la spola da una sponda all’altra ma la si può raggiungere anche con la metropolitana.

Decisamente meno bella di quella europea, non offre molto da visitare. E’ sufficiente fare un giro lungo le vie per capire l’impronta dell’Asia. Le persone sono vestite in modo diverso e nei negozi non parlano inglese. Da questo si percepisce che non è turistica e credo nemmeno troppo percorsa dal turismo.

Definendo Istanbul con diversi aggettivi scriverei: entusiasmante, emozionante, inebriante… Insomma città dai mille volti che va assolutamente vista!

Il prima possibile!

 

 

 

 

CUBA

Marzo 2010 CUBA ( viaggio di 15 gg )

Itinerario: Avana, Santa Clara, Trinidad, Cienfuegos, Varadero

Come canta il grande Jovanotti, Cuba è l’ombelico del mondo!
L’ho scelta come mio primo viaggio oltreoceano nel 1996, per poi tornare dopo 14 anni.
La bellezza dell’isola è sconvolgente, ma chi viene a Cuba ha la possibilità di incontrare persone vivaci, di mangiare dell’ottimo cibo, di ballare salsa e merengue e di sorseggiare il mojito più buono del mondo! La prima volta che ci sono stata ho assaggiato le banane fritte, troppo buone!
Ne avrei mangiate a quintali! Ricordo l’accoglienza dei proprietari della casa particular che avevo affittato e non posso scordare il succo di papaia che mi offrirono all’arrivo.
Ho avuto modo di vivere accanto a loro, gustando la cucina tipica e imparando le usanze locali.


Adesso che sono in sedia a rotelle mi risulta difficile ripetere quel tipo di esperienza.
Le case particular sono di differenti tipi e se ne trovano anche di molto belle e pulite, ma non sono per nulla accessibili a disabili.
Durante il secondo viaggio in quest’isola mi sono appoggiata ad alberghi che mi hanno ospitata con i comfort a me necessari.

Avana
Avana

Non si può venire a Cuba senza stare due/tre giorni all’Avana. Per me Cuba è l’Avana!
Ricca di storia propone diversi edifici in vecchio stile coloniale dai colori pastello che sembrano caderti addosso quando ci passi di fianco.

Qui non fanno ristrutturazioni, ma il bello sta anche in questo. Dopo aver rivisto Plaza della Catedral all’Avana vecchia ero stupita, quasi non riconoscevo la cattedrale talmente era in decadenza ma vi assicuro che tutto ciò crea un fascino misterioso che accompagna questi luoghi.

La Bodeguita del Medio
La Bodeguita del Medio

Di fianco alla piazza si trova la Bodeguita del Medio, rinomatissimo per il Mojito e non solo.
Si tratta di un ristorante- bar storicamente frequentato da personaggi famosi del passato, da Pablo Neruda a Salvador Allende fino a Ernest Hemingway. Sulle pareti sono visibili foto, firme e graffiti che rappresentano il loro passaggio in questo ristorante-bar. E’ un locale frequentatissimo dai turisti quindi c’è sempre coda ma vi consiglio di non demordere e di assaggiare qualcosa accompagnandolo con un ottimo mojito.
In tutta l’isola si ha la possibilità di mangiare l’aragosta a un prezzo irrisorio.


Diversi sono i ristoranti che la propongono ed è fresca dappertutto.
All’Avana ci sono molte discoteche e locali da ballo bellissimi dove sarete travolti dalla musica che fa da sottofondo non solo nelle serate, ma anche durante il vostro viaggio.
I cubani amano la musica, ce l’hanno nel sangue e la trasmettono ai visitatori che non riescono a non farsi travolgere. Ho comprato diversi cd musicali che tutt’oggi ascolto e che mi mettono allegria!35
Il locale per eccellenza di tutta l’isola è di sicuro il Tropicana. Si trova all’Avana ed è l’icona della danza e della musica cubana nel mondo. Ho cenato all’aperto di fronte al palco per poi ammirare lo spettacolo assaporando un Cuba Libre. E’ piuttosto grande e propone spettacoli suggestivi con ballerini strepitosi, grandi scenografie e coloratissimi costumi.
Consiglio vivamente di prendere almeno una volta il taxi, ovvero macchine americane degli anni 50/60 che sono state lasciate sull’isola dai loro proprietari e che, con pochi soldi, offrono un buon servizio. Di diversi colori e dimensioni rendono divertente il giro della città.


L’Avana non deve essere solamente visitata, l’Avana deve essere assolutamente vissuta!
La cittadina di Santa Clara è famosa per ospitare il Mausoleo Che Guevara che è davvero interessante. Diviso in due parti ospita, da un lato, la tomba di Ernesto Guevara e dei suo compagni caduti insieme a lui in Bolivia. Non si possono fare foto alle tombe.38
L’altro lato invece contiene la fotocronistoria del Che dalla sua infanzia alla sua attività di medico fino al periodo trascorso con Fidel Castro.

Trinidad è stata soprannominata la città museo di Cuba per essere stata preservata al meglio con i suoi palazzi coloniali, le piazze di forma irregolare, le strade pittoresche e per l’aria che si respira passeggiando tra di esse. Dichiarata Sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO offre un paesaggio da cartolina. Difficile girare per questa città in sedia a rotelle a causa della pavimentazione originaria fatta di sassi tondi che creano diverse difficoltà. Inoltre, essendo situata tra le montagne e la costa caraibica, ha diverse salite e discese che la rendono ancora più difficile da percorrere a un disabile.


Durante le mie due visite a Cuba non ho frequentato molto le spiagge quindi posso darvi solo qualche consiglio sulle due dove sono stata.
La prima si trova a circa 25 Km dall’Avana e si chiama Playa del Este.
Scenario perfetto per rilassarsi e per abbronzarsi offre spiagge bianche, palme e mare turchese.
La brezza tropicale è abbastanza forte in questa zona perciò l’Oceano è quasi sempre mosso.

Varadero
Varadero

Come una tavola è invece il mare di Varadero. Qui le spiagge sono ancora più ampie e il mare più cristallino. Per chi vuole una vacanza alla sola insegna del relax è il posto ideale anche se l’ho trovata troppo turistica.

Dal 1996 hanno costruito un resort dietro l’altro e non è difficile incontrare italiani in uno di loro. Per chi ama luoghi più selvaggi e incontaminati non la consiglio anche perché l’isola offre di meglio. Diversi e bellissimi sono i Cayo dell’isola. Tutti da scoprire!
Buen Viaje!

AUSTRALIA

Agosto 2012 AUSTRALIA (viaggio di tre settimane)

Itinerario: Sydney – Bondi beach – Melbourne – Great Ocean Road – Adelaide – kangaroo island – Uluru, Ayers Rock – Mount Olgas – Devil marbles – Mataranka – Kathrine – Kakadu National Park – Litchfield National Park – Darwin – Cairns – Port Douglas

Parlare dell’Australia in un solo testo è praticamente impossibile…talmente è la sua vastità e talmente sono tante, forse troppe, le cose da vedere, non basterebbe una vita intera per visitarla.
Quasi completamente accessibile a disabili, a parte qualche sentiero ispido, offre l’opportunità a persone come me, in sedia a rotelle, di arrivare dappertutto. Questo è molto importante per un invalido, che si sente al pari degli altri visitatori. Ho inoltre notato che quasi tutti i ristoranti e i bar sono forniti di cibi gluten free.
Parto da uno dei simboli che la rendono conosciuta in tutto il mondo, l’Opera House di Sydney.1 2 3
Si affaccia imponente sulla splendida baia che la ospita, regalandone un tocco signorile.
Mi sono divertita a fotografarla da ogni angolazione! La notte illumina la zona circostante ricca di locali, ritrovo per turisti e abitanti del posto.
Io e la mia amica Anna avremmo voluto indossare un abito da sera e partecipare a un concerto in una delle sale principali ma lo spettacolo andava prenotato con largo anticipo…
Rimane perciò un progetto che abbiamo accantonato momentaneamente…ma non si può mai sapere cosa riserva il futuro e confidiamo di poterci ritornare!
I ristoranti a Sydney, come in tutto il resto dell’Australia, chiudono presto la sera. Capitava quindi di cenare alle 18.30.
Non è sempre scontato andare d’accordo tra compagni di viaggio, anche se ci si conosce da tempo, tenendo conto, in questo caso, della lunga durata del percorso.
Con noi c’era Massimo, la macchietta del gruppo. Non solo ci ha aiutato guidando in parte la macchina, ma ci ha soprattutto fatte spanciare dalle risate con le sue battute.
Non passava giorno che non annotassi le sue frasi celebri…uscivano dalla sua bocca come un fiume in piena! Ha reso questo viaggio ancora più grandioso!

Riguardo alla svariate attrazioni, tutto è bello e merita di essere visto.
In particolare, secondo il mio gusto, sono imperdibili i 12 Apostoli al tramonto.
Situati sulla Great Ocean Road appartengono al Campbell National Park.30 31
Si tratta di faraglioni di roccia calcarea che si sono staccati dalla costa.
I protagonisti principali di quest’avventura sono però gli animali, numerosi e di diverse specie.
E’ stato fantastico accarezzare i koala e giocare coi kanguri nel Koala Park Sanctuary situato a una trentina di km da Sydney. Questi tipi di animali si trovano soltanto in Australia, ed è per questo che creano emozione quando si ha un contatto con loro. Soltanto nello stato del Queensland è permesso prendere un braccio il koala, quindi ci siamo accontentate di toccane qualcuno e di nutrirli con l’eucalipto.19 20 22 36
Kangaroo island raggiungibile traghettando da Adelaide, ospita tutti questi animali e molti altri, dai leoni marini ai wallaby, dal casuario a svariati tipi di uccelli.
Ci si considera viaggiatori soltanto dopo aver percorso, almeno una volta nella vita, il Red Center, meglio conosciuto come deserto rosso australiano.
Qui padroneggia maestoso l’Ayers Rock, monolito sacro per gli aborigeni che cambia colore a seconda del tramontare o del sorgere del sole.
Per vederlo nella sua completa trasformazione abbiamo vissuto con lui sia l’alba che il tramonto.43 44
Stupefacente in entrambi i casi!

L’Australia è piena di spiagge meravigliose e di mari cristallini… Darwin è stata la cittadina balneare che più mi ha colpita per le sue acque azzurrissime… Peccato non aver potuto fare il bagno a causa delle Jellyfish, pericolose meduse. Bisogna fare attenzione ai vari cartelli di divieto che, in questo continente, sono piuttosto numerosi.

A Darwin ci siamo rilassati godendoci le spiagge, facendo numerose passeggiate, visitando il Giardino Botanico e gustando cene di pesce al tramonto sulla spiaggia.71 73 80,5
A proposito di cibo, nel ristorante del Crocodile Park di Darwin ho mangiato per la prima volta in vita mia la carne di coccodrillo. Di colore biancastra ha un gusto simile al pollo.
Gli ultimi giorni li abbiamo trascorsi nel Queensland, più precisamente a Port Douglas e a Cairns. Più umide rispetto al nord e al centro offrono escursioni spettacolari.
Una di queste, da fare in barca, permette la veduta di balene in mezzo all’Oceano.87 88
Non ne avevo mai viste a occhio nudo, sono gigantesche ed è stato divertente vederle uscire dall’acqua per saltare.
L’altra escursione giornaliera molto caratteristica che abbiamo scelto si è svolta nella Daintree Forest.
Foresta pluviale tra le più grandi della zona e Patrimonio dell’umanità, è stata presa spunto dagli sceneggiatori del film Avatar. Ospita la più grande varietà di specie di flora e di fauna della terra.
Abbiamo attraversato il fiume Daintree con una barca-lancia scorgendo coccodrilli e passando anche tra le mangrovie. Nella parte nord la foresta incontra la grande barriera corallina, unico posto nel mondo dove due siti Patrimonio dell’umanità si uniscono, dando nome alla spiaggia di Cape Tribulation dove Captain Cook affondò col suo vascello. Siccome proprio su questa grande barriera corallina iniziarono le tribolazioni di James Cook, il luogo prese il nome di Cape Tribulation.84 83 85 86
Che dire… è stato un viaggio memorabile! Non ho mai avuto la sensazione di essere troppo lontano da casa nonostante mi trovassi dall’altra parte del mondo.
I km macinati con l’auto sono stati tanti, tre i voli interni, tante le levatacce mattuttine…
E’ senza dubbio un viaggio impegnativo, ma la stanchezza, seppur relativa, viene appagata completamente!

Ho prenotato via mail le escursioni fatte nel Queensland. La persone che si muovono per il mondo sono sempre molte e non è scontato trovare posto nelle gite alle quali si è interessati al momento dell’arrivo in un luogo. Dall’Italia ho prenotato anche tutti gli hotel del tour perché avevo timore di non trovare camere accessibili disponibili. Le camere negli hotel per disabili sono piuttosto costose, a differenza di altri posti dove si può risparmiare un po’ qui non è stato possibile.
E’ un viaggio consigliato agli amanti della natura, a chi piace stare a stretto contatto con gli animali e alle persone che amano i tour avventurosi.
Nel Kakadu National Park ho visto da molto vicino una cicogna, giusto per citare un altro esempio di specie rara incontrata.
La magia che ha lasciato questo viaggio rimarrà per sempre dentro di me e credo anche dentro ai miei compagni di viaggio che ancora ringrazio per aver reso passibile tutto questo!
Senza di loro non ce l’avrei mai fatta!

INDIA

Febbraio 2014 INDIA DEL NORD E CALCUTTA (viaggio di 15 gg)

Itinerario: New Delhi, Old Delhi, Agra, Sikandra, Abaneri, Fatepur Sikri, Jaipur, Galta Ji, Calcutta

Ho fatto molti viaggi in questi anni, visitando luoghi incantati e mari incontaminati, ma quest’ultimo mi ha regalato emozioni forti ed indescrivibili.
Solo chi va in India può capire lo stato d’animo che si prova, nessuna foto e nessun racconto può far lontanamente immaginare le sensazioni provate.  Da qualche anno avevo il desiderio di andarci, ma ho atteso un pochino fino al momento che mi sono sentita pronta. Pronta per cosa? Per affrontare l’impatto che un paese come l’India ti lascia dentro, marcandosi indelebilmente nella testa e nel cuore.

tuk- tuk
tuk- tuk
strade di New Delhi
strade di New Delhi
piccole slum lungo la srada
piccole slum lungo la strada

 

 

 

 

 

Sono partita con due compagne di viaggio alla volta di New Delhi. Ero elettrizzata all’idea di atterrare in territorio indiano. New Delhi è una cittadina, la metropoli più grande di tutta l’India, quindi piuttosto pulita, senza troppi odori in giro per le strade. Diversa dagli altri luoghi visitati successivamente ma non per questo meno bella. Ricca di storia e di bei templi.
Per questo viaggio ci siamo prese un autista e una guida del posto parlante italiano che, oltre ad aiutarmi con le barriere architettoniche che in India non sono poche, ci ha fatto conoscere usi e costumi locali che non avremmo mai imparato se ci fossimo munite di una semplice guida cartacea.
Persona straordinaria dall’animo sensibile ci ha fatto amare l’India fin dal primo giorno!
Lasciata New Delhi ci è sembrato di toccare con mano la “vera India”: strade sterrate, bambini più sporchi con occhi grandi che ti richiamano a loro, carretti trainati da asinelli, mucche libere per la strada…insomma ci siamo sentite in un film di Bollywood!

Ashkardan Temple
Ashkardan Temple

4,8

10

ceneri di Gandhi
ceneri di Gandhi

7

Tempio di Loto, New Delhi
Tempio di Loto, New Delhi
Tempio di Birla, New Delhi
Tempio di Birla, New Delhi
mensa indiana
mensa indiana

4,3

4,4

Di attrazioni ce ne sono davvero molte in questa parte del nord e del Rajasthan: dal Taj Mahal, una delle sette meraviglie del mondo simbolo dell’amore che non muore mai al palazzo dei venti di Jaipur, dai templi di Galta Ji alla città fantasma di Fatepur Sikri, dal palazzo del Maharaja al forte di Amber e così via. Potrei continuare l’elenco all’infinito ma voglio soffermarmi di più sulle persone e sui bambini che sono semplicemente meravigliosi. In questi luoghi mi sono sentita al sicuro, amata e coccolata dalla gente del posto. Sono bastati i loro sorrisi e inchini a farmi capire che sono autentici e che ti accolgono benevolmente. Portare dolci e matite da regalare è stata una buona idea, eravamo sempre circondate da onde di bambini. Sembrava dessimo loro chissà cosa, alla fine sono stati loro a donare tanto a noi! Abbiamo scattato diverse foto con le loro macchine fotografiche e cellulari che avrebbero poi conservato come trofei da mostrare ad amici e parenti in quanto immortalati con persone dalla pelle chiara.

occhi che rapiscono
occhi che rapiscono

Il fatto di essere solo tre persone con una guida privata ci ha favorite, in quanto abbiamo avuto la possibilità di trascorrere più tempo nei luoghi dove desideravamo ed abbiamo inserito cose che non erano nel programma, visto che gestivamo il tempo a nostro piacere. Una di queste è stata la visita ad una mensa comune per i bisognosi accanto al tempio di Bangla Sahib a New Delhi, dove ogni giorno vengono offerti migliaia di pasti gratuiti. Visitando la cucina mi accorgo che tutto è immenso: le pentole, i fornelli, la zona per fare il famoso pane naan dove le donne lo stendono e lo tirano come delle vere panettiere. Accanto alla cucina vi è una sala enorme dove i bisognosi, tutti seduti per terra nella posizione di loto, consumano il loro pasto.
Che meravigliosa esperienza! Mi sarebbe piaciuto rimanere lì ad aiutare, ma il mio viaggio doveva proseguire!


Dopo dieci giorni di tour nel nord del paese, con un volo interno ci siamo spinte a Calcutta. L’impatto è stato fortissimo, come un pugno nello stomaco. Ci siamo trovate davanti ad una realtà triste e molto cruda che noi non siamo abituati a conoscere. Oltre ai vari Ghat sul Gange, dove si vede veramente di tutto, la parte più devastante si trova nella zona vecchia della città e prende il nome di Kalighat, dal tempio della Dea Kalì che sorge in fondo alla via. La gente qui vive per terra, senza un tetto che le protegga, senza cucina e senza bagno. I più fortunati hanno una specie di capanna fatta con teli e bambù dove si riparano la notte. Calcutta è anche “rinomata” per le fogne a cielo aperto, di conseguenza l’igiene è inesistente.
Bambini sporchissimi giocano in mezzo alla strada con cani spelacchiati. Uomini cavallo magrissimi e dall’apparenza vecchissimi aspettano i clienti seduti sui loro carrettini.


La cosa che mi ha colpito ancora di più di tutto questo sono stati i loro volti, rassegnati a vivere quel tipo di vita. Probabilmente perché non conoscono altri modi, o anche perché le caste non gli permettono di vivere in maniera differente. Oltre alla fame, soffrono la mancanza d’amore e vivono l’abbandono. Nonostante questo racconto consiglio di andare a Calcutta, in primis per vivere un’esperienza di vita unica e per rendersi conto della fortuna che abbiamo e che molto spesso non riconosciamo. Molto importante, da non dimenticare, un pellegrinaggio alla tomba di Madre Teresa. Le Sorelle Missionarie della carità sono fantastiche nel portare avanti il loro lavoro con tanto amore a tanta devozione. La Casa Madre è un luogo di pace assoluta. Davanti alla tomba mi sono commossa, Madre Teresa per me è un grande esempio e l’ho seguita fin da piccola. Mi sono sentita molto onorata di poter dire una preghiera nel primo luogo da lei fondato. A pochi metri da qui, sulla stessa via, vi si trova l’orfanotrofio, uno dei primi ad essere fondato, gestito sempre dalle Sorelle e dai volontari che arrivano da tutto il mondo.

Consiglio di visitare l’India nei mesi che vanno da Dicembre a Marzo, quando il clima non è troppo caldo, non c’è umidità e non ci sono monsoni. Ai viaggiatori disabili suggerirei di prendere una persona del posto che faccia da assistente per riuscire a vedere e a visitare il più possibile in quanto, oltre alle spiegazioni, aiuta ad abbattere le barriere architettoniche.
In questo modo io sono riuscita a salire in cima a templi e a palazzi che non avrei visto a causa dei tantissimi scalini.
Per quanto riguarda le strade se ne incontrano di tutte i tipi: asfaltate, sterrate, infangate… anche qui serve aiuto. I marciapiedi sono impraticabili perché occupati dalla gente del posto che ci vive.
Gli hotel vanno scelti accuratamente ma se ne trovano di accessibili con bagni adeguati.
Bisogna avere un po’ di spirito di adattamento, ma tutto quello che si vede, vale assolutamente la pena di viverlo.
Concludo con la consapevolezza di aver vissuto due tipi differenti di viaggio: il primo, nel nord e nel Rajasthan ricco di meraviglie da visitare, pieno di colori e anche di allegria. Il secondo, durato solo quattro giorni, il viaggio nel viaggio, quello a Calcutta, scioccante, rattristante e pieno di diverse emozioni. Si dice che l’India non ti lascia indifferente…o la sia ama o la si odia. Mi sento di ringraziarla per tutto quello che mi ha dato, sono tornata a casa più arricchita che mai.