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MESSICO

Gennaio 2001                                        MESSICO                (viaggio di due settimane)

La Cucaracha

La Cucaracha, la Cucaracha,

Ya no puede caminar

Porque le falta, porque le falta…               Voglio iniziare con questa famosissima canzone messicana l’articolo sulla terra dei Maya 

Dopo un volo diretto lungo dodici ore atterrai a Cancun. Come località turistica è molto rinomata, sorge sulla penisola dello Yucatan e si affaccia sul golfo del Messico. Ma di messicano ha davvero poco anzi, secondo il mio punto di vista, somiglia molto di più ad una città americana. I numerosi hotel sono composti da grattacieli giganti di ogni forma, le strade sono piuttosto larghe e percorse da auto di grossa cilindrata e di gran numero sono anche i centri commerciali di diverso genere. Girovagando in uno di questi mi imbattei nello store della Warner Bros… La parte messicana arriverà più tardi… dovete aspettare e leggere ancora un pochino a proposito di Cancun e dei suoi locali notturni. Si perché questa città è la regina delle feste e vi offre un’infinità di scelta per andare a bere o a ballare. Io optai per il Coco Bongo, night club dove girarono il film The Mask. In questo locale si balla ovunque, basta lasciarsi andare e scatenarsi. In più, a seconda delle serate, vi sono spettacoli con versioni musical dei film più famosi, sosia dei cantanti più noti ed importanti dj. Imperdibile!!!

Solitamente inserisco le fotografie delle località che descrivo, purtroppo quelle di questo viaggio sono andate perse. :((

I tour in Messico risultano molto complicati per una persone in sedia a rotelle come me. Davvero tante sono le difficoltà da superare ma altrettante sono le meravigliose rovine da vedere. Ci sono due opzioni per un disabile: organizzare un tour nel Chapas e nello Yucatan con diversi aiutanti e accontentarsi di visitare i siti con minor numero di barriere architettoniche oppure stabilirsi in un punto fermo e partire ogni giorno per un’escursione diversa. Io consiglio il tour dato che le escursioni sono davvero molto costose e non credo proprio ne valga la pena.

Il Re del tour è in assoluto Chichén Itza, complesso archeologico maya situato nella penisola dello Yucatan.

Chichén Itza
Chichén Itza

Il sito è stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1988 e comprende numerosi edifici tra i quali spiccano la piramide di Kukulkan, l‘osservatorio astronomico e il Tempio dei Guerrieri.

Queste attrazioni sono visibili solo esternamente da persone in sedia a rotelle poiché le entrate sono formate da cunicoli stretti e da scalini in pietra. All’interno della piramide di Kukulkan ve ne è un’altra che fui impossibilitata a visitare. Mentre i gradini esterni delle quattro facciate sono complessivamente 365, quanti sono i giorni di un anno. Chi salì in cima alla piramide disse di aver avuto una completa visione di tutta l’aria circostante.

Circa 65 km dividono Tulum da Playa del Carmen, favolose località marine con le spiagge più belle. Tulum, oltre ad essere un incredibile sito archeologico, è incorniciato da acque cristalline e sabbia bianca come borotalco. Davvero una splendida combinazione! Ancora più turistica è la cittadina di Playa del Carmen, anch’essa situata sulla costa caraibica. Trattasi di un vecchio villaggio di pescatori che, nel corso degli anni, ha avuto un enorme sviluppo nel turismo. Se Cancun è paragonata ad una piccola Miami e Tulum è più gradita al turismo ecologico, Playa del Carmen è molto bel collegata con qualsiasi sito archeologico e tour della penisola. Qui lo stile è molto giovanile ed informale nonostante ci siano moltissimi villaggi all inclusive di alto livello. Passeggiando per il centro notai i fili dell’elettricità sospesi sopra le case che si intrecciavano tra di loro, tipico dei paesi più poveri. La gente è cordiale e gentile, sempre allegra pronta a sorridere e a cantare. La loro ospitalità non la si può di certo dimenticare.

Da Playa del Carmen raggiunsi Xcaret, paradiso segreto del Messico.E’ un parco in mezzo alla natura circondato dalla bellezza del Mar dei Caraibi dove si possono sperimentare attività acquatiche, attrazioni culturali e spettacoli. Tra le varie attrazioni naturali ci sono il padiglione delle farfalle, l’acquario della barriera corallina, un autentico cimitero messicano ed anche il museo di arte popolare che espone il lavoro degli artigiani messicani. L’entrata è un po’ costosa ma i luoghi sono talmente incontaminati che non ci si pente del prezzo pagato. Proprio qui, per la prima volta in vita mia, ho visto i tapiri, animali erbivori e più grandi mammiferi primitivi esistenti. Non credo si riesca a visitare l’intero parco in una giornata a causa della sua grandezza e per le numerose attrazioni da vedere e cose da fare. E’ possibile nuotare insieme ai delfini, dar da mangiare ai coccodrilli, visitare le tante specie di animali o assistere a curiosi spettacoli. Io mi fermai ad osservare una insolita partita di calcio chiamata “il lancio de la pelota”. Questo gioco ha origini antiche e i giocatori possono usare palette o racchette per colpire la palla oppure si può giocare a mani nude. Si svolse in un campo aperto e mi sembrò di assistere ad una partita di calcio ambientata in un’altra epoca.

La cucina messicana è piccante ed alcuni piatti non sono riuscita a mangiarli! Non amo in modo particolare il cibo piccante ma, anche se potrebbe sembrare una contraddizione, adoro il cibo messicano! La birra del luogo è un’ottima bevanda per accompagnare i pasti mentre la sera, dopo cena, non mancate di ordinare una tequila, famosissima nell’intero Messico.

Tornai a casa soddisfattissima del viaggio ma allo stesso tempo delusa di non aver visto nessuna iguana gigante da vicino. A molte persone può sembrare strano ma ho un debole per le iguane tanto è vero che mi sarebbe piaciuta prenderne una da tenere a casa. Ne ho viste di diverse anche in altre parti del mondo ma il mio desiderio in questo viaggio era quello di trovarmi faccia a faccia con una di notevoli dimensioni… NEXT TIME!

PARIGI

Dicembre 2008                                               PARIGI                        (viaggio di cinque gg)

La città dell’amore per eccellenza nota in tutto il mondo come la Ville Lumière. Sto parlando naturalmente di Parigi, capitale francese situata sulle rive della Senna. Pare sia la città più visitata al mondo nonché una delle più care. Da ragazzina sognavo di visitare Parigi per due motivi ben precisi: il primo per salire sulla famosissima Tour Eiffel ed il secondo per andare in visita alla tomba di Jim Morrison, uno dei miei miti dell’epoca. A distanza di parecchi anni riuscii ad esaudire entrambi questi miei desideri adolescenziali.

Tour Eiffel
Tour Eiffel

Essendo disabile ho avuto la precedenza per salire sulla Tour Eiffel, evitando così la lunga coda che si era formata all’ingresso. Con gli ascensori salii fino al secondo piano dove, da una terrazza all’aperto, si ammira il fantastico panorama della città. Era sera inoltrata e la visuale era contornata da un insieme di luci che rendevano il tutto, se possibile, ancora più bello. Fui impossibilitata a raggiungere la cima della torre in quanto, per accedere agli ascensori successivi, vi era una rampa di scale. Ma il mio obbiettivo era stato raggiunto dato che, sia dal secondo livello che dalla cima, il panorama visibile è lo stesso. Più fatica ho dovuto invece fare per raggiungere la tomba di Jim Morrison custodita al cimitero antico di Père-Lachaise. Prima di tutto è enorme, talmente grande da usare una mappa per raggiungere le tombe desiderate. Questo cimitero è noto in tutto il mondo per i personaggi famosi che vi sono sepolti tra cui Oscar Wilde, Modigliani, Chopin, Callas, Balzac e molti altri. La pavimentazione è secolare e formata da grossi ciottoli irregolari che mi fecero fare una fatica enorme percorrendola in sedia a rotelle. Ma non avevo altra scelta perché desideravo arrivare fino alla tomba del mio mito giovanile del rock… Chi la dura la vince.

Non basterebbe un solo articolo per scrivere a proposito delle numerose attrazioni di Parigi, quindi mi limiterò a descrivere quelle che ho apprezzato maggiormente. Non dimenticherò mai la serata trascorsa al Moulin Rouge! E’ uno dei locali più rinomati della città situato nel quartiere a luci rosse di Pigalle vicino a Montmartre. Il prezzo del biglietto vale l’intera cifra pagata dato che gli spettacoli durano due ore senza interruzioni lasciando il pubblico a bocca aperta. Rimasi estasiata nel vedere quelle bellissime ballerine sfoggiare costumi pittoreschi e danzare a gambe all’aria coreografie sfarzose insieme a mitiche gonne cancan. Peccato non si sia potuto fotografare. Il ricordo è rimasto e rimarrà sempre vivido nella mia mente!

Parigi fa parte delle città d’arte, quindi è ricca di musei e monumenti. Impossibile visitarli tutti assieme, bisogna fare una scelta. Tra il Centro Pompidou , il Musee National Picasso, il Museo d’Orsay e tanti altri decisi di entrare nel più celebre della città francese, ovvero il Louvre. Il palazzo che lo ospita è maestoso e imponente risultando bello da vedere anche soltanto esternamente. La mia curiosità, come credo quella della maggior parte dei visitatori, fu quella di vedere la Gioconda di Leonardo da Vinci. Mi misi in fila e, quando arrivò il mio turno, non rimasi delusa nell’appurare che la tela non è molto grande perché lo è di intensità.230012_1048522101708_5556_n

Il sorriso impercettibile della Monna Lisa è il più famoso in assoluto anche se il quadro è oggetto di infinite parodie e sberleffi. Per visitare l’intero Museo del Louvre non basta una settimana. Ci sono diversi itinerari consigliati e scelti a seconda del proprio piacimento. Io e le mie compagne di viaggio decidemmo di gustarci la parte egizia.

Rimanendo sul tema dell’arte non si può non citare alcune delle chiese più importanti della città. In primis la Cattedrale di Notre-Dame, principale luogo di culto cattolico e sede vescovile dell’arcidiocesi di Parigi. Alla sua facciata spettacolare era stato aggiunto un albero di Natale dato che mi trovavo lì a Dicembre. Altra basilica cattolica è quella del Sacro Cuore che troneggia sulla città ed è visibile un po’ ovunque. Quest’ultima è situata nel particolarissimo quartiere di Montmartre , uno dei miei preferiti. Zona collinare nella Parigi nord attira un sacco di turisti nonostante non sia grandissima. Nella piazza vi sono diversi artisti di strada pronti a farvi un ritratto e, dall’alto della collina, si può vedere il quartiere a luci rosse di Pigalle e il Mouline Rouge. Non è stato facile salire in cima a Monmartre in sedia a rotelle perché la pavimentazione è sconnessa e le salite sono molto ripide. Vi si accede anche in pullman o con un taxi. Tornando alle chiese vorrei consigliare una visita anche all’interno della Sainte Chapelle, capolavoro dell‘architettura gotica francese.

Proprio a Parigi hanno mosso i primi passi le più grandi firme della moda internazionale, la città è assai influente in questo settore ed è così soprannominata la “capitale della moda”. I negozi di lusso e le boutique più conosciute si snodano lungo gli Champs Elysees, viale rinomato per fascino ed eleganza che costituisce una delle passeggiate più celebri al mondo. Inoltre ospita cinema, cafés e teatri. Il mio consiglio è quello di percorrerli a piedi per non perdervi davvero nulla! Nel periodo natalizio, all’inizio del viale, c’erano dei mercatini tipici che, tra le tante cose, servivano il vin brulé che mi aiutò a scaldare le ossa prima di iniziare la passeggiata. Gli Champs Elysees si conscludono con l’ Arch de Triomph, simbolo parigino nonché importante monumento della città.

Altro shopping sfrenato lo si può fare alle Galeries Lafayette, spaziosissimo grande magazzino dove ogni desiderio diventa realtà. Una mia amica e compagna in questo viaggio si fece fare le french alle unghie nel reparto estetico. Visitare questo posto significa ammirare anche gli interni e le decorazioni. Oggi le Gallerie Lafayette sono un’icona dell’eleganza francese nel mondo.

Mi sento di consigliare questa bellissima città a tutti: agli innamorati, alle compagnie di amici e ai bambini… Parigi riesce ad unire i gusti di ogni singola persona!

Unica nota stonata, a mio parere naturalmente, è il quartiere de la Défense, cuore di ghiaccio della città che, coi suoi palazzi futuristici di acciaio, rende la zona estranea al contesto parigino al quale mi ero abituata. Tutto troppo moderno in una città antica!

Qui sotto altre fotografie di splendidi luoghi parigini…

AU REVOIR PARIS

LECCO

Ho lanciato questo mio blog lo scorso Luglio con lo scopo di aiutare le persone a viaggiare prendendo spunto proprio dai miei viaggi ma soprattutto per incitare i disabili a non rimanere a casa perché il mondo è anche per loro. Sto aggiungendo articoli sui vari luoghi che ho visitato fino ad ora senza mai citare la città dove vivo. Lecco, situata sull’omonimo lago e capoluogo di provincia, non ha nulla da invidiare ad altre città italiane.78165_croce_monte_erna_lecco

“Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti…” Alessandro Manzoni scriveva così nei Promessi Sposi…  Proprio a Lecco nel quartiere Caleotto si trova Villa Manzoni, residenza di famiglia dello scrittore dove trascorse l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza. Fa parte dei Musei Civici di Lecco con Palazzo Belgioioso e la Torre Viscontea. Incito tutti i turisti che vengono nella zona a visitare queste importanti attrazioni. In Villa Manzoni, oltre alle sale della casa paterna è possibile visitare anche la cappella e le cantine. Gli ambienti del piano terra contengono gli arredamenti originali del 1818, quando lo scrittore vendette la villa. Il Palazzo Belgioioso contiene il Museo di Storia Naturale, il Museo Archeologico, quello storico e il Planetario. La Torre Viscontea è invece l’unica parte delle fortificazioni di origine viscontea rimasta integra agli abbattimenti del XVIII secolo.34253_lake_view_lecco

Quest’ultima si trova nel centro della città. I migliori negozi, ristoranti e bar si snodano qui intorno così i residenti e i turisti si trovano a passeggiare lungo queste viette. A pochi passi vi è il lago con la sua splendida vista delle montagne che lo incorniciano. Ho diversi amici che vengono da Milano proprio per gustare la tranquillità del lago e la visuale che esso offre. Milano dista soltanto una cinquantina di km da Lecco, quindi è possibile raggiungere i luoghi dell’expò che si terrà il prossimo anno proprio nel capoluogo della moda lombarda.

Lecco offre molto nel periodo estivo, quando è ancora più bello navigare il lago coi vari battelli che fanno staffetta da una sponda all’altra. Molto carini sono i locali all’aperto situati proprio sulle rive del lago. Peccato che il clima al nord non è sempre favorevole neppure in estate e sono così poco sfruttati. Nei mesi di Giugno e di Luglio i negozi del centro sono aperti il giovedì sera fino alle 11 permettendo alle persone di fare shopping a tarda ora per poi proseguire il giro gustando un cocktail con gli amici.

35662_lecco_historic_building Il principale luogo di culto cattolico di Lecco è rappresentato nella foto qui a fianco. Si tratta della Basilica di San Nicolò, sede del prevosto dedicata al patrono dei naviganti San Nicolò. Domina la città dall’alto offrendo una splendida vista ed è molto gettonata per i matrimoni. Accanto alla basilica vi è un antico e rinomato negozio di oggetti religiosi. Lo storico negozio della famiglia Ferranti è molto conosciuto non solo in città ma anche nei dintorni dato che molti arrivano dai paesi limitrofi per acquistare icone, rosari, presepi e articoli regalo di vario genere. Davvero un peccato non entrarci anche solo per dare un’occhiata!

La città di Lecco si può girare benissimo anche in bicicletta e sempre più numerose sono le piste ciclabili che permettono ai più sportivi di viverla al meglio. Per chi ama le montagne e la natura Lecco offre davvero tanto. Una delle più famose località montane sono I Piani d’Erna, sovrastati dal Monte Resegone. Tramite una funivia si arriva in Erna in soli cinque minuti dove, oltre ad un panorama mozzafiato, si trovano rifugi e punti di ristoro. Durante i mesi invernali, quando la neve cade in abbondanza, ci si diverte a percorrere le discese con bob, slittini e ciaspole. In più, per il divertimento dei più piccoli vi è un parco avventura. In un’altra stagione, più precisamente a Giugno, si corre la RESEGUP, 24 km di pura adrenalina! Trattasi di gara di corsa lecchese che parte dalla Piazza Cermenati in centro fino in cima al Resegone e ritorno. Questo evento diventa ogni anno sempre più importante e con sempre un numero maggiore di concorrenti.

57555_lecco_al_tramonto_lecco Lecco è tutto questo e molto di più! Voglio enfatizzare il fatto che vivo in zone meravigliose e voglio incitare le persone a venire a conoscere Lecco e i suoi dintorni. Spero di esserci riuscita!

TURISTA O VIAGGIATORE?

Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni.
(Paul Bowles)travel-1024x716

KOS

Agosto 2006                                            KOS                      (viaggio di 15 gg)

Kos,  seconda isola dell’arcipelago del Dodecaneso è solare, gioiosa e colorata con un paesaggio che alterna calette d’acqua turchese, brulle rocce bianche, verdi vallate e spazi aridi. Vorrei iniziare proprio scrivendo a proposito delle spiagge di sabbia fine circondate da un incantevole mare cristallino.img107

La parte settentrionale dell’isola è meta preferita dai surfisti che, grazie a un vento costante, cavalcano le onde a grande velocità. Mentre la zona meridionale, dove scelsi di soggiornare, è consigliata alle famiglie e agli amanti del mare calmo e piatto. Lungo la costa si può scegliere la tipologia di spiaggia che si desidera: sabbiosa, con ciottoli, libera e incontaminata per gli amanti della natura oppure organizzata con ombrellone e lettini.

Limnionas beach
Limnionas beach

Una delle mie preferite è quella di Limnionas, situata sulla costa nord nei pressi del paesino di Kefalos. Semi deserta e quindi molto tranquilla, è patria di pescatori. Facilmente si trova pesce fresco da comprare e gustare in spiaggia e vi si può accedere anche con il motorino o la macchina. Le isole greche sono difficilmente prive di barriere architettoniche e un disabile come me in sedia a rotelle deve organizzarsi ed informarsi prima di raggiungere il luogo stabilito.

baia di Limnionas
baia di Limnionas

Spiaggia sabbiosa e dorata la si trova a Paradise Beach, che ospita ottimi ristorantini tipici e bar. All’estremità di questa spiaggia vi è un promontorio roccioso che si immerge in mare e da dove ci si può tuffare per esplorarlo con maschera e pinne. Ho trovato questa zona rilassante nonostante la presenza di famiglie con bambini.

Di fronte alla spiaggia di Kefalos si trova la splendida isola di Kastri, totalmente rocciosa  e contornata da una folta vegetazione. Sulla cima della roccia vi sono i resti di un vecchio castello usato in passato per controllare e proteggere la baia dall’attacco dei pirati. L’isoletta è raggiungibile a nuoto oppure con la barca. E’ una location ideale per celebrare matrimoni.

Di tutt’altro genere è Therma Beach, la spiaggia termale di Kos. Trattasi di una spa a cielo aperto dove, dalle rocce, sgorgano sorgenti di acqua termale. In riva al mare è stata inoltre creata una vasca delimitata da rocce dove ci si può immergere per godere dell‘acqua solforosa miscelata con quella marina. Nonostante il caldo si trova beneficio in queste acque che raggiungono le temperature tra i 30 e i 40 gradi. Il tutto è completamente gratuito. Sarebbe un peccato non usufruirne! L’unico neo è che vi si accede tramite una ripida salita quindi ai disabili serve aiuto.

Per girare le spiagge e tutto il resto dell’isola noleggiammo una macchina. Con le mie due compagne di viaggio, nonostante la calura del mese di Agosto, arrivai fino alle rovine antiche di Kos Città. Si può iniziare il giro dall’antica agorà fino al museo archeologico per terminare agli scavi occidentali, i più interessanti e ricchi di storia.

scavi occidentali nella Kos Città
scavi occidentali nella Kos Città

Proseguendo il nostro tour in macchina ci imbattemmo in un paesino davvero caratteristico chiamato Zia. Trattasi di un villaggio tradizionale greco di circa 200 abitanti dove i turisti vengono per ammirare il tramonto per poi  proseguire le notti greche nelle numerose taverne.

Un’attrazione molto pittoresca di quest’isola è senza dubbio la foresta di Plaka. E’ facilmente raggiungibile anche in bicicletta ed è completamente accessibile a disabili in quanto si estende su una superficie pianeggiante. Il Parco è ricco di fauna ed ospita numerose specie di uccelli. Ci sono angoli freschi ideali per pause riposanti o per picnic e vari sono i percorsi in mezzo alla natura.

L’isola di Kos è talmente ben posizionata da consentire splendide escursioni in barca alle isole vicine. Con il traghetto raggiungemmo le coste turche di Bodrum. Partendo dal porto di Kos ci si impiega soltanto un’ora di navigazione. La mia prima impressione nell’arrivare a Bodrum fu quella di trovarmi in una cittadina attiva e popolata da turisti. Dopo un iniziale giro della città, tra mulini e spiagge, trascorremmo l’intero pomeriggio nel centro dove ci sono tantissimi negozi che vendono ogni tipo di suovenir. Ma la cosa migliore, soprattutto per noi donne, è stata quella di percorrere il bazar per acquistare, contrattando, borse, vestiti, tessuti e tappeti. C’è da perdersi e non si sa più cosa comprare. Naturalmente trattasi di falsi ma, controllando accuratamente, si trovano delle ottime imitazioni. Se vi trovate in un’isola greca che vi permette di trascorrere la giornata a Bodrum andateci… Non perdete questa occasione! La consiglio anche agli amanti del mare dato che le sue acque sono molto azzurre e cristalline.

Termino questo mio articolo greco lasciandovi ammirare le fotografie…

Al prossimo viaggio!

HIA’-CHARA’

PRAGA

Dicembre 2009                                        PRAGA                   (viaggio di quattro gg)

Nonostante sia piccola e molto raccolta, Praga è la più grande città nonché capitale della Repubblica Ceca. Il suo centro storico, definito culturale e turistico, è stato incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1992. Ricordo di aver pernottato in un hotel nei pressi di Piazza San Venceslao, poco distante dalle maggiori attrazioni.

Piazza San Venceslao
Piazza San Venceslao

Non si tratta di una comune piazza, ma di un largo viale dove si susseguono negozi e grandi magazzini e dove si svolgono abitualmente manifestazioni pubbliche o dimostrazioni di popolo.

Nelle varie piazze di Praga, oltre ai mercatini natalizi, si trovavano delle bancarelle che vendono il TRDLO (manicotto di Boemia), ovvero delizioso dolce di origine Cecoslovacca. Passeggiando non si poteva non essere attirati dal profumo che emana ma anche dalla sua forma cilindrica, inoltre è croccante in superficie e soffice all’interno. Una vera prelibatezza locale! Con gli anni è stato diffuso anche in altre parti dell‘Europa dell’est ovviamente con altri nomi e con delle piccole varianti. Infatti successivamente a questo viaggio lo trovai anche altrove.

Uno dei punti di maggiore interesse della città e il Ponte Carlo che attraversa il fiume Moldava e che è stato costruito in pietra. Temevamo l’attraversata a piedi in quanto normalmente a Dicembre a Praga fa freddo. Contrariamente il clima ci è stato favorevole e ci siamo fermati più di una volta ad ammirare il Castello che spicca dall’alto.

Durante il giorno questo famoso ponte ospita pittori, artisti di strada e musicisti, mentre la notte pare sia il regno delle statue che lo addobbano. Una leggenda dice che di notte queste statue si animano per prendersi cura dei bambini della vicina isola di Kampa… Mistero!

orologio astronomico
orologio astronomico

Altro simbolo rappresentativo della città è l’orologio astronomico, datato più di 600 anni e collocato su una parte del Municipio della Città  Vecchia. Considerato una meraviglia già nel Medioevo, riproduce, al suo suono, la processione degli Apostoli che mostrano il tempo con altre statue mobili. Una calca di persone si forma sotto di esso ogni volta che avviene il cambio dell’ora. Naturalmente c’ero anche io con la macchina fotografica pronta!

Sempre nella Città Vecchia, più precisamente nella piazza, si trova la bellissima Chiesa di Santa Maria del Tyn. A mio avviso è la più affascinante di tutta Praga e regala eleganza e signorilità alla piazza. Nel periodo natalizio i mercatini e le bancarelle sono posizionati ovunque e questo a me porta allegria.

Scrivendo di Praga e delle sue tante chiese non si può non citarne un’altra di rilevante importanza: quella di Santa Maria delle Vittorie che ospita il Bambino Gesù di Praga. Maggiormente conosciuto come Bambin di Praga è una statuetta divenuta un tesoro ammirato da tutto il mondo. Ogni giorno, i fedeli cattolici, si rivolgono a Lui per chiedere grazie o preghiere. Anche se di piccole dimensioni è suggestiva da vedere e da ammirare. Non è stato possibile fotografarla.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Chiesa di Santa Maria della Vittoria

Uno dei luoghi che più mi hanno affascinata è il quartiere ebraico. Purtroppo la sua storia non è molto differente a quelle di altri ghetti dove gli ebrei sono stati costretti a vivere. Il suo nome, Josefov, è dovuto dall’imperatore Giuseppe II che in passato abolì le misure discriminatorie. Non ho ancora accennato nulla riguardo alle accessibilità per disabili. Girando per la città non ho incontrato grossi problemi anche se proprio qui, nel quartiere ebraico, trovai qualche difficoltà nel percorrere con la sedia a rotelle la pavimentazione a ciottoli e un pò sconnessa. Non essendo sola ma avendo con me numerosi amici sono riuscita a visitare il vecchio cimitero ebraico e le sinagoghe di maggior importanza. Mi pare di ricordare che però, all’interno di quest’ultime, ci fossero dei gradini.

Con un taxi raggiungemmo il Castello di Praga, uno degli edifici più sontuosi da dove si ha una meravigliosa visione della città. All’interno di esso vi è la spettacolare Cattedrale di San  Vito in stile gotico che contrasta il barocco della Parte Piccola.

Cattedrale di San Vito
Cattedrale di San Vito

Questa è una parte davvero imperdibile, non scoraggiatevi dalle lunghe code che si formano per visitare gli interni, mettetevi in fila e aspettate… Non ve ne pentirete! Io, in quanto disabile, entrai immediatamente, mentre il resto del gruppo dovette attendere più di mezz’ora. Sul lato destro della cattedrale vi è la Porta d’Oro, una volta ingresso originario. Mentre il suo interno è un susseguirsi di cappelle, tombe imperiali e sculture.

Questo castello è tanto enorme che sembra risultare il più grande del mondo coi i suoi palazzi, cortili, musei e giardini. Un pò difficoltoso da girare in sedia a rotelle a causa delle continue salite e discese. Ma pian piano ce la si può fare.

Che collegamento c’è tra Kafka e Praga? In una delle strade più leggendarie e pittoresche chiamata Vicolo d’Oro, proprio a pochi passi dalla Cattedrale di San Vito, sorge la casa natale dello scrittore praghese. Oggi è diventata un negozio di souvenir per la maggior parte relativi a Franz Kafka. il Vicolo d’Oro è molto particolare ed è caratterizzato da una fila di 11 bassi edifici variopinti. Questa via prende il nome dagli orafi che, in passato, la abitarono. Credo che sia uno dei luoghi più visitati della capitale della Repubblica Ceca.

Le cose che ho citato in questo articolo sono alcune delle principali attrazioni turistiche di Praga. Quello che più ho apprezzato di questa città è di sicuro l’aria che si respira, ovvero ho percepito una sensazione di magia dovuta anche al fatto che l’ho visitata durante il ponte dell’Immacolata Concezione e che tutto era già immerso nel clima natalizio.

Concludo l’articolo citando uno degli edifici più significativi posizionato in centro città. Trattasi della Casa Danzante.

Casa Danzante
Casa Danzante

E’ così soprannominata perché la sua forma sinuosa è ispirata ai ballerini “Ginger e Fred”.

Allora, vi ho convinti a partire?

COME ORGANIZZARE IL VIAGGIO DI UN DISABILE

Al giorno d’oggi, fortunatamente, il disabile cerca di vivere una vita il più normale possibile. Lo può e lo riesce a fare soprattutto perché, rispetto al passato, ci sono meno pregiudizi, le barriere architettoniche si sono ridotte e le possibilità di integrarsi nella società sono maggiori. Da quando sono costretta su una sedia a rotelle ho lottato con tutte le mie forze per cercare di rendere la mia vita piacevole, interessante ma soprattutto attiva. Un grande aiuto l’ho tratto dai viaggi, che mi hanno fatta sognare ad occhi aperti e mi hanno sostenuta nel pensare che tutti possono avere la possibilità di girare il mondo. Purtroppo non ogni luogo è completamente accessibile, ma tanto è stato fatto e spero che si farà altrettanto in futuro. L‘Italia è meno attrezzata a ricevere un disabile rispetto all’estero anche se,  dai primi anni dopo il mio incidente, ci sono stati dei miglioramenti.simbolo-disabili

In tanti si chiederanno come procedere nell’organizzazione di un viaggio senza avere problemi e senza trovare sorprese. Io mi sono rivolta spesso ad una agenzia di viaggi fidata che si occupa di ogni particolare. Ma si può fare anche tutto da soli. Partiamo dal volo aereo. Nel mio caso, e per tutte le persone con mobilità ridotta, bisogna richiedere una speciale assistenza consistente in una persona che, all’aeroporto, ci accompagna dal check in al metal detector fino all’imbarco. Da qui veniamo introdotti in aereo con una seggiolina stretta che, passando nel corridoio, ci porta al posto assegnato. Un disabile può viaggiare anche da solo in quanto l’aiuto è assicurato. Come fare la richiesta di assistenza speciale? Ogni sito internet delle compagnie aeree ha una parte dedicata alle prenotazioni disabili, basta leggere e seguire le istruzioni. Dove non la si trova bisogna mandare una e-mail o chiamare. La seggiolina che passa attraverso i corridoi dell’aereo è tenuta a bordo e viene utilizzata in volo dal personale in caso di necessità della toilette. Molte compagnie aeree hanno aggiunto la possibilità di segnalare il ruotino elettrico (con batteria) on line.

Veniamo ora alla prenotazione degli hotel. Ci sono numerosi siti dove prenotare alloggi, dai motel ai resort più lussuosi. Per sapere se l’albergo al quale si è interessati è munito di camere accessibili bisogna inserire il nome in Google e verificare la disponibilità a riguardo.A volte però ci si imbatte in fregature, dato che parecchi siti di prenotazione (tramite il filtro “strutture per ospiti disabili”) spacciano per “accessibile” un bagno che poi si rivela non essere propriamente adeguato ai bisogni di una persona in sedia a rotelle. Sarebbe meglio quindi scrivere direttamente alla struttura e richiedere fotografie del bagno e della camera. Io ho provato più di una volta a trovarmi davanti a bagni inaccessibili per essermi fidata di quelle che c’era scritto ma che non corrispondeva alla realtà. Avere una camera comoda con il bagno adeguato è importantissimo perché ci rende autonomi come quasi se fossimo a casa nostra. Naturalmente qualsiasi agenzia di viaggi è in grado di fornirvi questo servizio.

Se si desidera fare dei tour in giro per il mondo bisogna verificare quindi non solo le accessibilità degli hotel proposti, ma anche quelle dei luoghi intenzionati a vedere. Le Americhe e l’Oceania sono completamente prive di barriere architettoniche. L’Europa si sta adeguando parecchio a riguardo, mentre l’oriente è più difficile da girare ma non impossibile. Come ho scritto in qualche mio articolo contenente nel blog, in oriente è possibile “affittare” una persona che aiuta il disabile negli spostamenti ma soprattutto che lo facilita nella visita dei vari templi e dei siti con i gradini. Io ho provato questa esperienza più di una volta e vi posso assicurare che sono riuscita a vedere ogni singola cosa e a fare tutto ciò che facevano gli altri. Se poi capita di non potere visitare qualche interno o di non salire in cima a un monte pazienza… Bisogna essere capaci di riconoscere i propri limiti. Per maggiori informazioni riguardo i tour per disabili visitate il sito www.go4all.it

Per tutti coloro che non lo sapessero, in Italia il treno è gratuito per l’accompagnatore del viaggiatore disabile. Questo servizio non è però valido all’estero. Anche in questo caso, richiedendo l’assistenza al momento della prenotazione del biglietto, vi verrà fornito l’aiuto necessario per salire e scendere dal mezzo. Purtroppo non tutte le stazioni ferroviarie sono munite dell’elevatore utile specialmente a chi è in sedia a rotelle e questa cosa la reputo molto grave.

Spero di esservi stata utile scrivendo questo mio post. Se avete dubbi o ulteriori domande non esitate a contattarmi!

MALDIVE

Maldive, Malé Sud                 Maggio 2003                        (viaggio di due settimane)

Ora non riuscirei più a stare ferma due settimane consecutive al mare ma, durante questo viaggio fatto più di dieci anni fa, vi assicuro che non mi annoiai. Probabilmente perché sapevo a quello a cui andavo incontro. Chi prenota una vacanza in uno dei tanti atolli che formano queste isole deve essere un’ amante del mare, del sole e anche del relax. E deve sapere che ci si può spostare solo in barca senza avere modo di visitare molto.

Atterrai a Malé, una delle capitali più piccole al mondo dove vi è l’aeroporto, o meglio un’unica pista di atterraggio circondata dall’Oceano Indiano. Da qui partono aliscafi e idrovolanti che portano i turisti sugli isolotti dove hanno scelto di trascorrere le loro vacanze. Io soggiornai al Club Rannalhi, distante 45 minuti di motoscafo. All’arrivo, dalla barca, si è potuto vedere l’isolotto per intero e, mano a mano che ci si avvicinava si scopriva tutta la sua  vegetazione rigogliosa.

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Non decisi di stare in questo resort solamente per la sua bellezza, ma lo scelsi anche per le accessibilità riguardo ai disabili. Il Rannalhi ha camere adatte per le sedie a rotelle, con bagni e docce adeguati. Il mio bungalow era immerso nella foresta ma con l’accesso diretto al mare. E che mare! L’entrata alla camera da letto era facilitata da una piccola rampa, mentre per girare l’isola, che è interamente di sabbia, c’era una carrozzina speciale messa a disposizione dal resort. Mi pare si chiami JOB e, date le sue grosse ruote, aiuta a muoversi sulla sabbia senza problemi. Inoltre è possibile entrare in acqua con tutta la sedia. Davvero utile a noi disabili! Una lunga rampa era posizionata anche per salire al ristorante che si trovava sopra delle palafitte di legno. Non ho incontrato nessuna difficoltà sull’isola, al contrario quasi tutte le sere, al tramonto, amavo fare il giro di tutto l’isolotto per terminare al bar posizionato direttamente sull’Oceano. Verso le 18, proprio mentre assaporavo l’aperitivo, vedevo volare dei pipistrelli volpe sopra la mia testa. Pare siano ospiti giornalieri ma non si avvicinano e non procurano danni. Non posso dire la stessa cosa delle gazze ladre che, al mattino, schernivano i turisti rubandogli le torte e i dolcetti dai tavolini. Stare in mezzo alla natura è bello, bisogna però imparare a convivere anche con i suoi abitanti. Fuori dal bungalow trovavo spessi gechi che si arrampicavano lungo le pareti. Mi facevano sorridere, anche perché sembra che il fatto di vederli sia di buon auspicio.

Il Club Rannalhi è formato da lingue di sabbia e da calette, mentre la spiaggia più grande di tutta l’isola era adibita a campo da volleyball e per altri giochi di squadra. Ricordo il dispiacere delle ragazze in viaggio di nozze che venivano lasciate sole al tramonto dai loro neo sposi che preferivano andare a fare una partita con gli amici. Per quanto riguarda le sistemazioni, oltre ai bungalow, vi sono le camere over water, posizionate sull’acqua con parte del pavimento di vetro per la vista dei pesci. Spettacolari! Per gli amanti della barriera corallina c’è da sbizzarrirsi. Il centro diving del resort organizzava uscite subacquee ogni giorno, ma anche per chi si limita a fare snorkeling lo scenario è meraviglioso! Le varie specie di pesci colorati si vedono anche a occhio nudo solamente stando sulla passerella dell’attracco delle barche.img085

Fate attenzione al sole che scotta veramente tanto! Munitevi di crema solare al alta protezione, cappello e maglietta se siete bianchi bianchi. Oltre alle immersioni, al mare cristallino, alla sabbia borotalco e al sole caldo, alle Maldive si può pescare. A giorni prefissati si esce in barca ed il pesce pescato viene cucinato al ristorante del Rannalhi e servito ai loro proprietari. La pesca non è soltanto diurna ma vengono organizzate anche uscite notturne.img086

Con una imbarcazione tipica maldiviana chiamata Dhoni andai in escursione sull’isola di Maafushi. E’ abitata unicamente da pescatori e dalle loro famiglie che ci hanno accolti con molta benevolenza. Appena scesa dalla barca mi attendeva un ragazzo maldiviano che mi accompagnò per tutta l’isola facendomi da assistente. Solamente da questo fatto compresi che questa popolazione è molto accogliente e cordiale. Visitammo il centro con i suoi negozietti per comprare ciabattine di legno, parei e souvenir. Proseguimmo entrando nella casa di un pescatore dove la moglie era ansiosa di accoglierci per farci assaggiare dolcetti fatti in casa. La guida ci fece notare che la casa tipica del pescatore è formata da coralli. Poco distante da qui vi è la scuola e una moschea dove non ci fu permessa l’entrata così mi limitai a curiosare dalla porta principale. Durante questa giornata trascorsa con la gente del posto imparai diverse usanze e tradizioni. Per questo consiglio questa gita a tutti quelli che vanno alle Maldive. Oltre ai bellissimi resort c’è un mondo a parte che merita di essere conosciuto. Qualche anno dopo venni a sapere che, proprio sull’isola di Maafishi, i maldiviani hanno aperto delle Guest House per accogliere ed ospitare i turisti. Bisogna solo  avere delle accortezze come per esempio non bere alcolici e non girovagare in costume da bagno.  Ma credo che per un giorno si possa evitare tutto ciò.

La sera rientrai al Rannalhi più che soddisfatta. Ma dovetti sbrigarmi. La serata pareo ci attendeva al ristorante! Ogni ospite del resort doveva indossare un pareo per la cena tipica maldiviana. Veramente divertente! Il cibo maldiviano è un pò troppo piccante e speziato per i miei gusti, mentre durante il resto del soggiorno fu ottimo con piatti che variavano tra carne, pesce e gustosi primi. Dopo cena ci si ritrovava al bar con la terrazza sull’Oceano da dove vedevamo uscire dall’acqua dei piccoli granchi che si rincorrevano sulla sabbia. Le mie preferite però rimangono le iguanine che attraversavano il cammino durante il nostro passaggio.

Non posso dimenticarmi di scrivere che nel resort vi era anche un piccolo centro massaggi, dove quelli ayurvedici andavano per la maggiore. L’ultima sera trovammo il tavolo apparecchiato in maniera singolare… era il loro modo per salutarci!img104

Cosa desiderare di più?

SOGNI DI VIAGGIATORI

Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che
credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano.
Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso.images

LONDRA

Giugno 2003/Febbraio 2011                                              LONDRA                 (viaggio di 4 gg)

Londra, la città dei pullman doppi rossi, dei taxi neri chiamati CAB, dei reali d’Inghilterra, dello shopping e della vita notturna. L’ho visitata in due stagioni differenti, trovandola sempre un po’ grigia e fredda. Non mi riferisco solo al tempo, ma soprattutto alla gente. Non amo in particolar modo gli inglesi, poi per come sono io, solare e vivace, li trovo l’opposto. Per questo motivo Londra non è la mia città preferita, senza nulla togliere alla sua bellezza e andando così controcorrente rispetto alla maggior parte delle persone che la trovano incantevole. Ci tornerei per fare acquisti da Harrods e a Portobello Road, dove il sabato c’è il suo famosissimo mercatino delle pulci. Questa strada, aggiunta al quartiere di Notting Hill che si trova appena sopra, è la zona che preferisco in assoluto di tutta la città. Case colorate in stile vittoriano si susseguono una all’altra e l’abbondanza di ristoranti e pub la rendono cosmopolita. Come ho scritto qui sopra, il sabato vi è un bellissimo mercato dove prendono parte anche numerosi espositori di antiquariato, mentre verso la parte finale della via si possono degustare specialità multietniche a quello alimentare.

Proprio a Londra, per la prima volta, assaggiai gli scones. Di origine scozzese, sono dolci da accompagnare col tè e da mangiare con o senza l’aggiunta di burro e marmellata. Li trovai ottimi tanto da cercarli ogni volta che vado in quelle zone. Con mio grande stupore venni a conoscenza dell’usanza del tè inglese col latte!!! Già, perché se alle 17 chiedete in un bar un semplice tè vi verrà portato con l’aggiunta di latte e non col limone come invece usiamo berlo noi. Gli inglesi sono davvero strani! Altra specialità tipica sono le jacket potatoes. Trattasi di patate cotte al forno con la buccia che poi vengono farcite con diversi ingredienti a seconda del gusto. Io le provai con la carne, al formaggio e alle verdure, ma per gli amanti della cucina anglosassone si può usare del bacon, il burro o il chili. Servite calde sono un piatto davvero sostanzioso! Vorrei sfatare il detto che all‘estero si mangia male. Sicuramente noi italiani siamo abituati a mangiare divinamente, ma anche fuori dal nostro Paese si possono assaggiare cibi ottimi. Io amo provare tutte le specialità, specialmente quelle che non conosco.

Covent Garden
Covent Garden

Per cenare prediligo scegliere un ristorante nel distretto di Covent Garden dove in passato sorgeva l’orto di un convento. Successivamente divenne luogo di mercato ed ora vi sono numerosi ristoranti, musei, negozi e bancarelle. Oggi la zona è animata anche da artisti di strada che aiutano a definire Covent Garden una delle attrazioni turistiche principali, oltre che per la presenza di numerosi teatri. La prima volta che andai a Londra vidi uno spettacolo teatrale conosciuto e prodotto in tutto il mondo: FAME! I balletti e le musiche erano talmente coinvolgenti che anche chi non capisce l’inglese avrebbe compreso la trama.

Nonostante sia stata due volte in questa città, non sono mai riuscita a visitare il British Musem. A Londra è un’istituzione ed è talmente immenso che non basta una giornata per girarlo completamente. L’entrata è gratuita e, per sentito dire, merita di essere visto.

Quando tornai a Londra nel Febbraio del 2011, Kate e William si sarebbero sposati da lì a pochi mesi. Nei negozi c’era quindi un ‘esposizione continua di souvenir con le loro facce dipinte sopra. Quale miglior occasione se non quella di visitare Kensington Palace, dove visse Lady D e dove oggi risiedono proprio William e Kate. Le aree aperte al pubblico sono diverse e molto rilassante è passeggiare nei suoi giardini.

Questa metropoli ha diversi spazi verdi dove potersi rilassare, dove passeggiare tra gli scoiattoli, lungo i laghetti o dove sostare per riposarsi e per mangiare qualcosa. Tra il più conosciuto Hide Park, il Greenwich Park ed il St. James’s Park io preferisco quest’ultimo. E’ situato accanto a Buckingham Palace e appartiene ai Parchi Reali. Dal lago, che prende l’omonimo nome, si vede la London Eye e il Foreign and Commonwealth Office.

La London Eye è la ruota panoramica più bella rispetto a quelle delle altre città europee. Gira talmente lentamente che sembra ferma, ma in questo modo offre la possibilità ai turisti di ammirare il panorama con calma dall’alto permettendo inoltre di scattare meravigliose fotografie come quella al parlamento col suo famigerato Big Ben.

Big Ben
Big Ben

Londra è molto all’avanguardia sulle accessibilità per disabili. Già nel 2003 notai i marciapiedi con le rampe, i cab che trasportano disabili facendoli salire con le  proprie carrozzine evitando di fare il passaggio sul sedile e toilette attrezzate. I bus sono muniti di pedana mentre non tutte le stazioni della metropolitana hanno l’ascensore per scendere al piano della ferrovia. Credo che sia stata una delle prima città dell’Europa a collegare gli aeroporti al centro con le linee metropolitane.

Tower Bridge
Tower Bridge

Oltre a tutto ciò che ho già menzionato vi sono altre belle attrazioni da vivere a Londra. Ecco qualche mio consiglio: attraversare a piedi il Tower Bridge, visitare l’interno dell’abazia di Westminster, assistere al  cambio della guardia a Buckingham Palace, andare alla St. Paul’s Cathedral, fare un giro in battello sul Tamigi, girare per i mercatini di Camden Town e recarsi nella vivace Picadilly Circus. C’è stato un avvenimento però che mi ha dato enorme piacere, ovvero il fatto di assistere al Capodanno Cinese nel quartiere storico di Chinatown. Si svolge tra la fine di Gennaio e la metà di Febbraio nelle zone tra Trafalgar Square, Leicester Square, Chinatown e Shatfesbury Avenue. Molto spettacolare e suggestivo prevede esibizioni di arti cinesi, draghi, fuochi d’artificio e specialità gastronomiche. Se vi recate a Londra in questo periodo non dimenticatevi di questa festa davvero particolare!

Goodbay London!