INDIA

Febbraio 2014 INDIA DEL NORD E CALCUTTA (viaggio di 15 gg)

Itinerario: New Delhi, Old Delhi, Agra, Sikandra, Abaneri, Fatepur Sikri, Jaipur, Galta Ji, Calcutta

Ho fatto molti viaggi in questi anni, visitando luoghi incantati e mari incontaminati, ma quest’ultimo mi ha regalato emozioni forti ed indescrivibili.
Solo chi va in India può capire lo stato d’animo che si prova, nessuna foto e nessun racconto può far lontanamente immaginare le sensazioni provate.  Da qualche anno avevo il desiderio di andarci, ma ho atteso un pochino fino al momento che mi sono sentita pronta. Pronta per cosa? Per affrontare l’impatto che un paese come l’India ti lascia dentro, marcandosi indelebilmente nella testa e nel cuore.

tuk- tuk
tuk- tuk
strade di New Delhi
strade di New Delhi
piccole slum lungo la srada
piccole slum lungo la strada

 

 

 

 

 

Sono partita con due compagne di viaggio alla volta di New Delhi. Ero elettrizzata all’idea di atterrare in territorio indiano. New Delhi è una cittadina, la metropoli più grande di tutta l’India, quindi piuttosto pulita, senza troppi odori in giro per le strade. Diversa dagli altri luoghi visitati successivamente ma non per questo meno bella. Ricca di storia e di bei templi.
Per questo viaggio ci siamo prese un autista e una guida del posto parlante italiano che, oltre ad aiutarmi con le barriere architettoniche che in India non sono poche, ci ha fatto conoscere usi e costumi locali che non avremmo mai imparato se ci fossimo munite di una semplice guida cartacea.
Persona straordinaria dall’animo sensibile ci ha fatto amare l’India fin dal primo giorno!
Lasciata New Delhi ci è sembrato di toccare con mano la “vera India”: strade sterrate, bambini più sporchi con occhi grandi che ti richiamano a loro, carretti trainati da asinelli, mucche libere per la strada…insomma ci siamo sentite in un film di Bollywood!

Ashkardan Temple
Ashkardan Temple

4,8

10

ceneri di Gandhi
ceneri di Gandhi

7

Tempio di Loto, New Delhi
Tempio di Loto, New Delhi
Tempio di Birla, New Delhi
Tempio di Birla, New Delhi
mensa indiana
mensa indiana

4,3

4,4

Di attrazioni ce ne sono davvero molte in questa parte del nord e del Rajasthan: dal Taj Mahal, una delle sette meraviglie del mondo simbolo dell’amore che non muore mai al palazzo dei venti di Jaipur, dai templi di Galta Ji alla città fantasma di Fatepur Sikri, dal palazzo del Maharaja al forte di Amber e così via. Potrei continuare l’elenco all’infinito ma voglio soffermarmi di più sulle persone e sui bambini che sono semplicemente meravigliosi. In questi luoghi mi sono sentita al sicuro, amata e coccolata dalla gente del posto. Sono bastati i loro sorrisi e inchini a farmi capire che sono autentici e che ti accolgono benevolmente. Portare dolci e matite da regalare è stata una buona idea, eravamo sempre circondate da onde di bambini. Sembrava dessimo loro chissà cosa, alla fine sono stati loro a donare tanto a noi! Abbiamo scattato diverse foto con le loro macchine fotografiche e cellulari che avrebbero poi conservato come trofei da mostrare ad amici e parenti in quanto immortalati con persone dalla pelle chiara.

occhi che rapiscono
occhi che rapiscono

Il fatto di essere solo tre persone con una guida privata ci ha favorite, in quanto abbiamo avuto la possibilità di trascorrere più tempo nei luoghi dove desideravamo ed abbiamo inserito cose che non erano nel programma, visto che gestivamo il tempo a nostro piacere. Una di queste è stata la visita ad una mensa comune per i bisognosi accanto al tempio di Bangla Sahib a New Delhi, dove ogni giorno vengono offerti migliaia di pasti gratuiti. Visitando la cucina mi accorgo che tutto è immenso: le pentole, i fornelli, la zona per fare il famoso pane naan dove le donne lo stendono e lo tirano come delle vere panettiere. Accanto alla cucina vi è una sala enorme dove i bisognosi, tutti seduti per terra nella posizione di loto, consumano il loro pasto.
Che meravigliosa esperienza! Mi sarebbe piaciuto rimanere lì ad aiutare, ma il mio viaggio doveva proseguire!


Dopo dieci giorni di tour nel nord del paese, con un volo interno ci siamo spinte a Calcutta. L’impatto è stato fortissimo, come un pugno nello stomaco. Ci siamo trovate davanti ad una realtà triste e molto cruda che noi non siamo abituati a conoscere. Oltre ai vari Ghat sul Gange, dove si vede veramente di tutto, la parte più devastante si trova nella zona vecchia della città e prende il nome di Kalighat, dal tempio della Dea Kalì che sorge in fondo alla via. La gente qui vive per terra, senza un tetto che le protegga, senza cucina e senza bagno. I più fortunati hanno una specie di capanna fatta con teli e bambù dove si riparano la notte. Calcutta è anche “rinomata” per le fogne a cielo aperto, di conseguenza l’igiene è inesistente.
Bambini sporchissimi giocano in mezzo alla strada con cani spelacchiati. Uomini cavallo magrissimi e dall’apparenza vecchissimi aspettano i clienti seduti sui loro carrettini.


La cosa che mi ha colpito ancora di più di tutto questo sono stati i loro volti, rassegnati a vivere quel tipo di vita. Probabilmente perché non conoscono altri modi, o anche perché le caste non gli permettono di vivere in maniera differente. Oltre alla fame, soffrono la mancanza d’amore e vivono l’abbandono. Nonostante questo racconto consiglio di andare a Calcutta, in primis per vivere un’esperienza di vita unica e per rendersi conto della fortuna che abbiamo e che molto spesso non riconosciamo. Molto importante, da non dimenticare, un pellegrinaggio alla tomba di Madre Teresa. Le Sorelle Missionarie della carità sono fantastiche nel portare avanti il loro lavoro con tanto amore a tanta devozione. La Casa Madre è un luogo di pace assoluta. Davanti alla tomba mi sono commossa, Madre Teresa per me è un grande esempio e l’ho seguita fin da piccola. Mi sono sentita molto onorata di poter dire una preghiera nel primo luogo da lei fondato. A pochi metri da qui, sulla stessa via, vi si trova l’orfanotrofio, uno dei primi ad essere fondato, gestito sempre dalle Sorelle e dai volontari che arrivano da tutto il mondo.

Consiglio di visitare l’India nei mesi che vanno da Dicembre a Marzo, quando il clima non è troppo caldo, non c’è umidità e non ci sono monsoni. Ai viaggiatori disabili suggerirei di prendere una persona del posto che faccia da assistente per riuscire a vedere e a visitare il più possibile in quanto, oltre alle spiegazioni, aiuta ad abbattere le barriere architettoniche.
In questo modo io sono riuscita a salire in cima a templi e a palazzi che non avrei visto a causa dei tantissimi scalini.
Per quanto riguarda le strade se ne incontrano di tutte i tipi: asfaltate, sterrate, infangate… anche qui serve aiuto. I marciapiedi sono impraticabili perché occupati dalla gente del posto che ci vive.
Gli hotel vanno scelti accuratamente ma se ne trovano di accessibili con bagni adeguati.
Bisogna avere un po’ di spirito di adattamento, ma tutto quello che si vede, vale assolutamente la pena di viverlo.
Concludo con la consapevolezza di aver vissuto due tipi differenti di viaggio: il primo, nel nord e nel Rajasthan ricco di meraviglie da visitare, pieno di colori e anche di allegria. Il secondo, durato solo quattro giorni, il viaggio nel viaggio, quello a Calcutta, scioccante, rattristante e pieno di diverse emozioni. Si dice che l’India non ti lascia indifferente…o la sia ama o la si odia. Mi sento di ringraziarla per tutto quello che mi ha dato, sono tornata a casa più arricchita che mai.