CIPRO

Agosto 2005                                          CIPRO              (viaggio di otto gg)

Isola situata nel Mar Mediterraneo, Cipro è divisa in due: la maggior parte della superficie è sotto il controllo della Repubblica di Cipro, quindi greca, mentre la zona nord fa parte della Turchia. Le poche fotografie che sono riuscita a recuperare non le rendono giustizia, Cipro è molto più bella, con un mare cristallino e tante attrazioni interessanti da vedere.img069

Quando visitai la capitale, Nicosia, mi resi conto della bellezza delle chiese bizantine dove l’accesso è consentito solo con pantaloni lunghi e spalle coperte. Dei foulard appesi all’esterno venivano prestati ai turisti che non erano vestiti in modo consono. Ricordo molto bene il museo bizantino e l’interno delle chiese tappezzate con icone d’oro e lampadari preziosi. Dentro l’Arcivescovato ortodosso si trovano la Cattedrale di San Giovanni e il museo che ripercorre la storia della città. Con la mia amica e compagna in questo viaggio raggiunsi il confine turco che divide non solo l’isola ma anche la stessa Nicosia. Non potemmo oltrepassarlo perché bisognava possedere un visto speciale, non sò se ancora oggi è così o qualcosa è cambiato. Ma salendo in cima ad un osservatorio riuscimmo a vedere la parte turca.

Quest’isola offre parecchio ai suoi visitatori, purtroppo però molte attrazioni non sono accessibili a disabili quindi non riuscii a vedere tutto quello che avrei voluto. Per gli spostamenti usai i taxi o i pullman anche se questi ultimi non sono muniti di pedana. Fortunatamente i ciprioti mi aiutarono gentilmente a salire e a scendere dai mezzi pubblici. Proprio in bus raggiungemmo Larnaca, importante centro balneare e turistico sulla costa meridionale dell’isola. Come prima cosa passeggiammo sul lungomare attorniato da palme, con spiagge affollate e con il solito mare super bello, caratteristica di Cipro. Proseguimmo con la visita alla chiesa di San Lazzaro e con la vicina Moschea Hala Sultan Tekkesi. Parte di quest’ultima ha l’accesso per le sedie a rotelle. A Larnaca vi è il Forte, fortino eretto dai Turchi che, prima dell’invasione, divideva il quartiere greco da quello turco. Ospita grandi cannoni e dall’interno si può ammirare il lungomare.

Lungomare Larnaca
Lungomare Larnaca

Tutti coloro che amano il mare, come me del resto, possono visitare diverse spiagge che sono una più bella dell’altra. La parte nord dell’isola è meno turistica risultando così molto più tranquilla. Per i giovani e per le persone che vogliono invece divertirsi e che cercano anche una vita notturna consiglio di recarsi ad Ayia Napa, sulla costa meridionale. E’ proprio qui che pernottai perché , specialmente quando ero più giovane, amavo far tardi la sera e mescolarmi in mezzo al casino. Ad Ayia Napa ci sono moltissimi bar e locali a tema davvero di ogni genere e per tutti i gusti. Di italiani ce sono davvero pochi, in questa zona si incontrano soprattutto inglesi. I cocktail sono ottimi e costano poco rispetto che in Italia.

uno dei locali a tema di Ayia Napa
uno dei locali a tema di Ayia Napa

Oggi mi sentirei fuori luogo, ma nove anni fa mi divertii tantissimo. Tornando alle spiagge, quella di Ayia Napa è lunga e color borotalco. Ricordo le piacevoli dormite post pranzo sotto l’ombrellone dopo essermi abbuffata di pesce e dopo aver bevuto l’ouzo. Trattasi di distillato ad alta gradazione alcolica. Lo si trova da ogni parte in Grecia. Se decidete di andare a Cipro optate per un bed and breakfast o per un hotel nel trattamento di sola prima colazione in quanto si mangia divinamente ovunque ad una cifra irrisoria. Una delle migliori spiagge è Nissi Beach dove è possibile fare sport acquatici e dove il bar Napa Beach delizia la vostra permanenza con party sulla sabbia e musica alta. Unico punto negativo è la calca di ragazzini che disturbano la tranquillità e che lasciano lattine e bottiglie vuote da ogni parte. In Agosto le spiagge sono sicuramente più caotiche rispetto agli altri mesi estivi.

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Una sera ci fermammo in hotel per assistere a dei balletti tipici grechi. Ragazzi e ragazze con costumi locali hanno intrattenuto gli ospiti con spettacoli folkloristici e canti tradizionali.

W la Grecia e tutte le sue fantastiche isole!

Me ne mancano ancora molte all’appello, in futuro vedrò di rimediare.

FIRENZE E SIENA

Chi non è mai stato nel capoluogo della Toscana? Firenze, importante centro universitario e patrimonio dell’umanità UNESCO, è considerata  il luogo d’origine del Rinascimento nonché riconosciuta come città dell’arte e dell’architettura grazie ai suoi numerosi monumenti e musei. La visitai a Pasqua dell’anno 2008 riuscendo ad assistere al tradizionale Lancio della Colombina con lo  Scoppio del Carro che avviene in Piazza del Duomo. Durante la Messa di mezzogiorno, il Prete che la celebra accende un razzo a forma di colomba che viene sparato attraverso un filo che arriva fino al carro imbottito di fuochi d’artificio. L’assordante scoppio rappresenta la distribuzione del fuoco benedetto a tutta la città. Ricordo la folla di persone che gremiva la piazza e gli applausi allo scoppio del carro. Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, è un vero e proprio capolavoro  che incanta chiunque la osservi. Il biglietto permette l’accesso ai vari monumenti del complesso: Cupola di Brunelleschi, Campanile di Giotto, Battistero di San Giovanni, Santa Reparata e Museo dell’opera. Non tutto è accessibile in sedia a rotelle, per esempio dovetti rinunciare a salire in cima al Campanile di Giotto. Come tutte le città antiche, di barriere architettoniche se ne incontrano parecchie, ma la cosa che mi rimase più impressa fu la pavimentazione stradale. Composta da grossi ciottoli irregolari non aiuta il disabile negli spostamenti, in più bucai per la prima  volta una ruota della mia carrozzina. Fu abbastanza faticoso girare per la città ma ce la feci lo stesso con l’aiuto degli amici. Di firenze mi è piaciuta ogni singola cosa, da Palazzo Pitti al Giardino di Boboli fino al Ponte Vecchio.

Ponte Vecchio
Ponte Vecchio

Quest’ultimo è uno dei ponti più famosi al mondo dove sotto scorre l’altrettanto famigerato fiume Arno. Passeggiando sopra di esso ci si imbatte in bellissime botteghe orafe ed imperdibile è attraversarlo la sera quando, col calare del sole, l’atmosfera diventa ancora più suggestiva e romantica. Essendo disabile ho avuto la fortuna, se così la vogliamo chiamare, di evitare le lunghe code all’esterno della Galleria degli Uffizi. La sicurezza mi permise l’ingresso immediato con le altre due compagne di viaggio, così ci godemmo in pieno la visione di opere d’arte uniche come la Primavera di Botticelli o la Venere di Urbino. Mentre nella Galleria dell’Accademia ho ammirato la statua del David di Michelangelo, opera che porta fama a questo luogo che la ospita. Ma arriviamo a uno dei momenti più belli di un viaggio…La cena! Impossibile non mangiare la fiorentina, bistecca con l’osso che viene servita in tutte le trattorie, ristoranti ed osterie della città. C’è un altro piatto tipicamente toscano che assaggiai per la prima volta proprio a Firenze… Trattasi della ribollita: tipica zuppa di pane raffermo e verdure. Gustosissima!

Ma veniamo a Siena. La conosco meno rispetto a Firenze dato che vi trascorsi solo una giornata. La città è conosciuta principalmente per il Palio che, se devo essere sincera, non ho mai amato particolarmente. Piazza del Campo, dove si svolge quest’ultimo, è molto caratteristica e la si può ammirare interamente solo dall’alto della Torre del Mangia. Ma vi assicuro che è molto bella anche visitandola dal basso visto che, essendo un punto di passaggio obbligato, è colma di negozietti e ristoranti.  Le stradine della cittadina sono un continuo saliscendi però ricordo che la pavimentazione ha un ciottolato più sottile e facilmente percorribile in sedia a rotelle rispetto a quella di Firenze. Proseguendo da Piazza del Campo si arriva al Duomo di Siena,

Duomo
Duomo

altra bellezza maestosa con la sua facciata dove prevalgono i colori del bianco e del nero. L’interno è un susseguirsi di simboli tradizionali di importante valore. Percorrendo a piedi le viuzze è impossibile non notare i negozi e le boutique tutti all’ultima moda! Da fare strage di shopping! I senesi sono carinissimi, come del resto tutti gli abitanti della Toscana. La loro parlata mi diverte e la loro simpatia mi piace! Altro luogo dove il cibo è motivo di immenso piacere, si può gustare dalla chianina ai pici fino ai fagioli all’uccelletto per concludere con dolci come i ricciarelli e i cantucci. L‘Italia è il numero uno per la cucina, e la Toscana è una delle Regioni dove si mangia meglio e in modo semplice. Adoro accompagnare gli aperitivi e le cene con un buon bicchiere di vino rosso come il Brunello di Montalcino o il Chianti. Ecco altri validi motivi per visitare la Toscana!

 

RIO DE JANEIRO

Gennaio 2006                                 RIO DE JANEIRO                   (viaggio di 13 gg)

Se penso al viaggio a Rio de Janeiro, meravigliosa città del Brasile, mi viene in mente una sola cosa: allegria! I carioca, ovvero i nativi di Rio, sono pieni di gioia e la trasmettono a tutti i numerosi turisti che affollano le sue strade e le spiagge. Anche io fui completamente assorbita da questa energia positiva che la città emana e tornai a casa ricaricata ma anche piena di saudade. Scelsi un hotel fronteggiante la spiaggia di Copacabana… la vista dal tredicesimo piano sulla terrazza panoramica era da mozzare il fiato!img042 img044 img041

Per i brasiliani Gennaio è periodo di vacanza, così le spiagge erano pienissime di gente che le animava rendendole ancora più vivaci. Fa parte della cultura della città vedere donne con costumi ridottissimi camminare sulla sabbia bollente, bere birra sotto l’ombrellone, comprare gamberetti crudi per farseli cucinare al momento, acquistare costumi e ciabatte da venditori ambulanti e ascoltare musicisti che passano cantando e suonando tra i turisti.  Copacabana a Gennaio è tutto questo. Ho sentito dire che, durante le nostre ferie estive, chi va a Rio non trova le stesse cose perché da loro è inverno e le spiagge sono deserte! Per me sarebbe stato motivo di tristezza infinita! La sabbia è bianchissima, l’ampiezza della spiaggia notevole ma il mare non è tra i più belli al mondo anche se credo che questo sia irrilevante. Ovvero, chi viene in questa città del Brasile deve sapere prima che non troverà un mare cristallino e piatto anzi, in alcuni giorni era impossibile entrare in acqua dalle enormi onde che si formavano a riva. Ma Le spiagge di Copacabana sono talmente uniche che il mare passa in secondo piano. La sua passeggiata è punteggiata non solo da alberghi ma anche da bar, locali notturni e ristoranti. Il marciapiede ha un motivo tipico di onde che dispiega su entrambi i lati per tutta la lunghezza del quartiere.

pavimentazione Copacabana
pavimentazione Copacabana

Camminando su questa originale pavimentazione ci si imbatte in corridori, ciclisti e anche baretti dove fare un break per sorseggiare bibite fresche. A questo proposito è doveroso citare la Caipirinha, cocktail tipicamente brasiliano a base dell’omonimo liquore, lime, zucchero e rum. Ottima per l’aperitivo, durante e dopo i pasti. Che rilassanti e piacevoli erano i massaggi sulla spiaggia… Insomma a Rio de Janeiro non manca proprio nulla!img048

In città ci sono diverse attrazioni imperdibili! Prima fra tutti il Cristo Redentore, simbolo non solo della città ma dell’intero Brasile. La statua sorge in cima alla montagna Corcovado, all’interno del Parco Nazionale di Tjiuca, e domina tutta la città dall’alto offrendo un fantastico panorama. Uno dei modi più caratteristici per arrivare in cima al monte è quello di prendere il suggestivo treno che parte dal basso, risale la montagna e attraversa la foresta di Tijuca. Ma essendo in sedia a rotelle non ero sicura riguardo all’accessibilità così decisi di arrivarci con un taxi. Anche se non tutte le cose sono accessibili per disabili, i brasiliani fanno in modo che lo diventino. Molto gentili e disponibili mi aiutarono a raggiungere il mare attraversando le larghe spiagge e anche in quest’ultima occasione non persero tempo a farmi salire sulle scale mobili che permettono di avvicinarsi alla statua del Cristo. Inserita fra le sette meraviglie del mondo è di una bellezza davvero singolare.

Da quassù si vede ad occhio nudo il rinomato stadio Maracanà. Rimasi colpita nel vedere neo mamme portare i loro bambini davanti alla statua per farli benedire. Sono stata più di due ore ad ammirare il Cristo Redentore non avendo la minima voglia di andarmene via.

In città la vista la si può ammirare anche dal Pan di Zucchero, colle che si estende su una penisola  dall’estremo di una baia che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Secondo la mia opinione è molto meglio il Corcovado.

Pan di Zucchero
Pan di Zucchero

L’erscursione che ho apprezzato moltissimo e che scelsi di fare con una visita guidata a causa della possibile pericolosità fu quella fatta all’interno della favela di Rocinha. Per chi non lo sapesse, le favelas sono tipiche zone con le abitazioni delle persone più povere. Quella di Rocinha è la più grande del Brasile e forma un quartiere a sud della città di Rio. Partimmo in otto a bordo di una jeep cabrio e ci inoltrammo in questa “grande città” nella città che merita di essere visitata non come un’attrazione turistica, ma come un lato del Brasile che è giusto conoscere. Non ha senso andare a Rio e vedere solo spiagge, panorami e le altre bellezze che il luogo offre. La favela è una parte integrante e va vissuta. La guida ci disse di non dare soldi a nessuno, ma di comprare dei souvenir per aiutare queste persone a vivere più dignitosamente. E così feci. Ricordo di aver comprato un  cd musicale con canzoni tipiche brasiliane e delle ciabatte. Portai sacchetti di caramelle da distribuire ai vari bambini che ti corrono incontro circondandoti. Il degrado delle case salta subito all’occhio, i tanti fili della luce scoperti, murales a ogni lato delle strade e polvere dappertutto. Visitammo la scuola ed anche il mercato che probabilmente fu la cosa che più mi shoccò. Carni appese all’aperto con mosche appiccicate sopra e frutta mezza marcia che maturava ulteriormente al sole. Non mi sentii per niente in pericolo, anche se durante questo tour la guida non sempre ci permise di scendere dalla jeep. Probabilmente loro conoscono questi luoghi molto bene e sanno quali sono i punti di maggior pericolo. Ripeto, non consiglio di andarci da soli ma auguro alle persone di vivere un’esperienza simile per comprendere e vivere lo stato d’animo di questa gente tanto cordiale. A distanza di otto anni da Rocinha, lo scorso Febbraio andai in India e mi fermai quattro giorni anche a Calcutta. Rispetto alla prima, Calcutta è 1000 volte peggio. Credo che come l’India non ci sia nulla di paragonabile, ma credo anche che vedere e toccare con mano luoghi di questo tipo aiuti sempre a far comprendere la fortuna che abbiamo.

Scendendo dalla favela ci portarono a visitare una scuola di samba. Stavano lavorando per il famosissimo carnevale che si sarebbe svolto il mese dopo e così ebbi la fortuna di vedere e toccare i meravigliosi costumi che avrebbero indossato le ballerine. Per i brasiliani il ballo è un culto, come anche il calcio. Prima di rientrare da questa gita giornaliera passammo davanti allo stadio dove Ronaldo iniziò la sua carriera calcistica.  Sono molto orgogliosi dei calciatori brasiliani che hanno successo nel mondo.

Nei pressi di un’altra rinomatissima spiaggia, quella di Ipanema, si trova un caratteristico mercatino di artigianato hippie. Davvero molto carino e colorato ma obbligatoria è la contrattazione.

mercatino hippie Ipanema
mercatino hippie Ipanema

Ipanema è una delle zone più ricche della città carioca e le sue spiagge sono animate e cariche di vivacità come quelle della vicina Copacabana, anche se sono ritenute più chic.

Ultima non certo per importanza, è la scalinata Selaron, opera architettonica decorata da un artista cileno come tributo al popolo brasiliano. Di diversi colori è meta scelta soprattutto per scattare fotografie.

Concludo questo mio articolo su Rio de Janeiro scrivendo a proposito del cibo. Ho mangiato divinamente durante tutta la mia permanenza variando tra pesce e carne. Le churrascherie sono da includere nel viaggio. Le migliori sono abbastanza care ma mangerete una enorme quantità di carne da fare indigestione. Ne ho provate diverse, ma le  top della città sono la Porcao Rio Flamengo e la Marius Churrascaria. Si inizia la cena con un buffet di pesce crudo freschissimo… dalle ostriche ai gamberetti fino al sushi,  il tutto accompagnato da verdure per proseguire con  spade di carne di ogni tipo. Ricordo di essere tornata da questo viaggio con una pancia gonfissima. Ma cosa c’è di meglio che associare una fantastica vacanza al buon cibo?

AMSTERDAM E I PAESI DEL NORD

Capodanno 2010                                       PAESI BASSI        (viaggio di sei gg)

Ma quanto è bella l’Olanda?! E’ una meta che ho apprezzato parecchio e che vorrei rifare, magari in primavera per non patire il freddo gelido dell’inverno e per ammirare i campi di tulipani variopinti. Questo mio viaggio inizia da Amsterdam, capitale nonché maggiore città dei Paesi Bassi. Davvero moltissimi sono i luoghi di interesse da visitare. Primo fra tutti, veramente imperdibile, è il Museo Van Gogh, uno tra i più belli che abbia visto! Contiene la più grande collezione di opere del celebre pittore olandese. Ricordo che, col resto degli amici, prenotammo i biglietti on line da casa per evitare le lunghe code che si formano ogni giorno fuori dall’entrata.

Museo Van Gogh
Museo Van Gogh

La città è famosissima per i suoi canali, circa 165 tra i principali e i secondari. Molto belli da vedere e da fotografare mentre si passeggia lungo le vie e i corsi che si incontrano e si intrecciano facendoli apparire tutti simili tra di loro. I canali sono i simboli assoluti di Amsterdam, di grande valore culturale e storico contribuiscono all’aggiunta di fascino tanto da farle guadagnare l’appellativo di “Venezia del nord”. Ogni canale è costellato da almeno un ponte, circa 1300 in totale! Sono molto differenti uno dall’altro, alcuni sono romantici, altri sono opere ingegneristiche e altri ancora semplicemente strani. La sera, illuminati, regalano un fascino particolare.

L’Olanda è il paese delle biciclette per eccellenza, credo che nessuna città al mondo possa vantare un numero così alto di ciclisti. Questo mezzo di trasporto consente di spostarsi liberamente attraverso le strade e i ponti del centro. Purtroppo, data la mia disabilità, non ho potuto usufruirne, però devo ammettere che è stato facile girare in sedia a rotelle. Non ho trovato particolari barriere architettoniche e sono riuscita a visitare tutto ciò che mi interessava. L’unica attrazione dove non sono potuta accedere all’interno è stata la casa di Anna Frank, dove la ragazza scrisse il diario e si nascose assieme alla sua famiglia per più di due anni. Mi sono dovuta accontentare di vederla dall’esterno dati i numerosi gradini interni. Oggi è diventata una specie di museo con fotografie, oggetti personali e citazioni del suo famoso diario.

la Casa di Anna Frank nel centro di Amsterdam
la Casa di Anna Frank nel centro di Amsterdam

Avendo scelto di trascorrere il Capodanno in questa fantastica città, eravamo dubbiosi sul fatto di festeggiarlo in Piazza Dam, una delle principali e vero e proprio centro di Amsterdam. Molto bella, con nel mezzo la statua del Museo Nazionale commemorativa della Seconda Guerra Mondiale, la ritenemmo pericolosa in quanto avevamo sentito dire di lanci di bottiglie di vetro vuote e atti vandalici. Scegliemmo così di passare la notte più famosa dell’anno nella più piccola Piazza Rembrandt. Tutto attorno la vita pullula, sia di giorno che di notte essendo un connubio di ristoranti, club, discoteche e negozi. Mi è piaciuto davvero tanto sia per la compagnia che per il luogo in sé.

Durante queste meravigliose giornate pernottai in uno splendido hotel proprio di fronte al Mercato Dei Fiori. Bulbi, fiori di ogni genere e piante riempiono le numerose bancherelle che, in ogni periodo dell’anno, hanno sempre fiori freschi di stagione. Una meraviglia per gli occhi! Comprai diverse buste di bulbi di tulipani olandesi dai colori variopinti che sbocciarono però soltanto una stagione. Sarà stata colpa del clima o molto probabilmente del mio pollice che non è poi così verde!

Mercato dei Fiori
Mercato dei Fiori

Nonostante la neve ed il clima davvero rigido ricordo di aver attraversato a piedi il Vondelpark, parco in stile inglese in posizione centrale vicino ai musei. Non ci soffermammo molto ad osservare le varie attrazioni che erano, tra le altre cose, completamente innevate.

Molto curiose e strane sono le barche galleggianti. I canali sono strapieni di questo tipo di abitazione davvero particolare. Mi sarebbe piaciuto visitarne una ma non hanno l’accesso per le sedie a rotelle. Per tutti coloro che sono alla ricerca di una sistemazione diversa dal solito c’è la possibilità di prenotarle per pernottare sull’acqua.

Non è possibile citare Amsterdam senza spendere qualche riga sul quartiere a luci rosse, più conosciuto come Red Light District. Prende il nome dalle luci al neon delle vetrine dove le prostitute posano in attesa dei clienti. Secondo la mia opinione bisogna fare un giro anche in questa zona, fa comunque parte della città e non è troppo lontana dai principali luoghi d’interesse.

quartiere a luci rosse
quartiere a luci rosse

Da Amsterdam, con un pulmino, ci siamo spinti fino ad alcune città più a nord. Sono felice di esserci andata in pieno inverno per la particolarità dei posti innevati e per aver visto Amsterdam con gli addobbi natalizi, ma il freddo non lo posso proprio dimenticare! A Volendam, villaggio e porto peschereccio sul Mare del Nord che era totalmente ghiacciato, tirava un vento forte e gelido da farci tremare ma, nonostante ciò, abbiamo visitato questo paesino davvero carino! Costruito intorno al porticciolo molto ben conservato ospita case di pescatori, strade strette, viuzze e originali casette con ponti levatoi dove vi sono dei piccoli zoccoli appesi fuori dalla porta. Pranzammo in un ristorante sul lungomare cogliendo così l’occasione di riscaldarci un pò.

Non molto lontano da questa località vi è Edam, anch’essa un tempo porto di pescatori per la caccia delle balene è nota in tutto il mondo per l’omonimo formaggio. Che fatica girare per le strade completamente ricoperte di neve e di ghiaccio. I miei amici avevano paura di scivolare e di cadere mentre io temevo di ribaltarmi. Ma ne è valsa davvero la pena, sembrava di essere nel villaggio di Babbo natale!

Come ho accennato poco sopra, Edam è famosa soprattutto per il suo formaggio “eddammer“. Cogliemmo così l’occasione di visitare un caseificio dove il personale veste con costumi originali e dove danno una dimostrazione professionale della produzione del formaggio ed anche della costruzione di zoccoli in legno. Utilizzando l’attrezzatura necessaria e fornendo una spiegazione dettagliata in diverse lingue, aiutano i turisti a respirare da vicino sia l’arte casearia che l’attività del calzolaio partendo da un tronco fino ad arrivare allo zoccolo.

L’ultima tappa è stata a Zaanse Schans situata sulla banchina del fiume Zaan. In passato fu un’area industriale con più di 700 mulini a vento. Molti di questi sono ancora in ottimo stato e rappresentano una forte attrazione turistica. Bellissimi da vedere, sembrano sfilare uno dietro l’altro.

Non avrei voluto dilungarmi così tanto ma le cose da raccontare erano davvero molte. In ogni caso è sempre meglio andarci di persona per vivere al meglio il tutto.

Arrivederci a presto Olanda!

MADRID

Dicembre 2010                                               MADRID                (viaggio di quattro gg)

Capitale della Spagna e sua città più grande, Madrid offre molto ai suoi visitatori. Il clima, di tipo continentale, ha estati molto calde ma inverni non rigidissimi. Nonostante sia piena zeppa di arte, di palazzi sontuosi, ha una movida frenetica ed offre cibo buonissimo è la città europea che meno mi è piaciuta tra quelle visitate fino ad oggi. Non mi ha lasciato nulla una volta tornata a casa. DE GUSTIBUS NON EST DISPUTANDUM… Io preferisco mille volte Barcellona, ma ovviamente questo è soltanto il mio parere.

E’ stato comunque molto importante far visita nei suoi luoghi di maggior interesse. Uno dei simboli di Madrid è il Museo Nacional del Prado, pinacoteca dove vi sono esposte, tra le altre, opere dei maggiori artisti italiani e spagnoli tra cui Botticelli, Caravaggio, Goya, Rembrant e Velazquez. La tela che mi è piaciuta di più si trova invece esposta nel Museo Nacional de Arte Reina Sofia… Stò parlando del Guernica di Picasso. Imponente e maestoso spicca su una enorme parete bianca. Davvero unico nel suo genere!

Sono convinta che alcune città assumano un tocco in più nel periodo natalizio, che le rende ancora più allettanti. Io visitai Madrid durante il ponte dell’Immacolata Concezione a Dicembre e gli addobbi erano già stati messi attorno ai negozi, nelle vie e nelle piazze per abbellirle. Di belle piazze questa città ne è piena, a partire da Plaza Mayor che simboleggia il cuore della città. Di pianta quadrata ospita edifici colorati che la circondano. All’interno vi erano diversi mercatini di Natale e alcuni personaggi travestiti da cartone animato si aggiravano per far divertire i più piccoli. A pochi passi vi è  Puerta del Sol, che un tempo era il castello e l’ingresso della città. Da questo punto si calcolano le distanze di tutto il Paese e nel suo interno si trova la statua di orso che mangia le bacche di Corbezzolo, simbolo di Madrid.

Tappa d’obbligo è il visitatissimo Palazzo Reale, noto come residenza ufficiale della famiglia reale spagnola, che però risiede nel Palazzo della Zarzuela. Proprio all’interno di esso si tengono tutte le manifestazioni ufficiali e le cerimonie di Stato. Il Palazzo ha più di 3000 stanze ed è amministrato dal Patrimonio Nazionale di Spagna.

Palazzo Reale
Palazzo Reale

Gli interni sono decorati con marmi e stucchi e custodiscono opere preziose. Rimasi impressionata dalla Sala del Trono, davvero bellissima. Avrei voluto sedermi su quel trono, giusto così per provare che effetto mi avrebbe fatto. Se non ricordo male, in alcuni giorni  e in alcune fasce orarie della settimana l’ingresso al Palazzo Reale è gratuito.

Scrivendo a proposito delle accessibilità per disabili, non ricordo di avere incontrato particolari difficoltà. La città si è adeguata molto bene abolendo le barriere esistenti. Durante le visite nei vari musei e palazzi ho avuto modo di constatare che rampe ed ascensori facilitano l’accesso ovunque.

Cosa mangiare a Madrid… sicuramente non morirete mai di fame! Le abbuffate di tapas e paella accompagnate da sangria o da birre sono le cose che ricordo con maggiore piacere. I madrileni mangiano più tardi rispetto agli altri paesi europei. Pranzano tra le 14 e le 15 e cenano tra le 21 e le 22. Le persone amano fare tardi, stare per strada e bere e mangiare con gli amici. Questo fa parte della Movida che cito all’inizio di questo mio articolo. Ci sono anche delle conseguenze sgradevoli a questi fatti, per esempio i locali e i ristoranti sono spesso sporchi e sul pavimento si trova qualsiasi cosa cada dato che non viene raccolta. Pernottai in un hotel sulla Gran Via, strada principale della città, e non la trovai affatto pulita. Nonostante ciò mi piaceva passeggiare in questa lunga via dato che taglia il centro di Madrid in due dando la possibilità di vedere differenti prospettive e scorci eleganti.

Qual’è la vostra opinione riguardo Madrid?

LA FILASTROCCA DEL VIAGGIATORE

Viaggio all’andata, viaggio al ritorno,

giorno di notte, notte di giorno.

Il tempo gira all’incontrario

non c’è più sonno, non c’è più orario,

non c’è più sonno ma c’è più fame.

Casa è lontana, senti il legame

il mondo è grande ma non sei solo,

anche il coraggio ti segue in volo.

Bello partire, bello arrivare,

ma soprattutto bello viaggiare!

Di SABRINA GIARRATANAIMG_3077

 

ZANZIBAR

Febbraio 2007                                ZANZIBAR               (viaggio di nove gg)

L’isola di Zanzibar, facente parte della Repubblica Unita della Tanzania e bagnata dall’Oceano Indiano, unisce il blu profondo delle sue acque a bianche spiagge ricche di vegetazione. Una delle parti più divertenti del viaggio è l’aeroporto dell’isola. Piccolino, con una minuscola tettoia che ripara dall’eventuale pioggia, senza aria condizionata, senza nastro per i bagagli e con la dogana da superare dopo lunghe code. Da questa mia descrizione sembrerebbe un’incubo, invece per me è stata un’esperienza nuova che mi ha fatto sorridere. Le valigie vengono sistemate su un bancone e il personale legge a voce alta il nome del proprietario. Può capitare che ti aprono il bagaglio lasciandoti proseguire il viaggio previo mancia. A me è successo al ritorno ed ho dovuto regalare una pashmina alla donna controllore perché mi lasciasse andare. Nei paesi poveri queste cose, purtroppo, accadono frequentemente. Il tragitto al pulmino che porta al villaggio non è facile dato che si viene attorniati da ragazzi locali che propongono l’acquisto di oggetti vari, ma questo è il primo contatto con la vera realtà di Zanzibar. Dal finestrino del pullman ci si accorge della povertà che regna sovrana sull’isola. Capanne adibite ad abitazioni, bambini che giocano per la strada e donne che portano anfore piene d’acqua sulla loro testa. Purtroppo l’acqua è un elemento mancante per loro, che la considero molto importante, fonte principale per cucinare e anche per lavarsi. Oltre alla mancanza di acqua sono privi di elettricità, quindi la sera sono costretti a vivere al buio. Non ero mai stata in Africa ma la prima impressione è stata proprio quella di trovarmi all’interno di un documentario visto in televisione riguardante il continente nero.tanzania_9qwdt.T0

Completamente l’opposto sono i numerosi villaggi turistici posizionati su spiagge borotalco che offrono ogni comfort possibile ed immaginabile. Scelsi di soggiornare nella parte sud-est dell’isola, al Karafuu Beach Resort, proprio di fronte alla barriera corallina. Durante la bassa marea, è possibile raggiungere a piedi una piscina naturale ed avvicinarsi alla barriera. Dalla spiaggia vi è una passerella di legno, percorribile anche i sedia a rotelle, da dove ci si può immergere. Fortemente consigliato il ristorante di pesce a pagamento, dove mangiai delle freschissime aragoste.

Il Karafuu Beach Resort ospita disabili essendo tutto posizionato su una superficie piana ed avendo come camere dei bunglaw di 65 mq con letti a baldacchino, bagni enormi e sono munite inoltre di cabine armadio. Non ho incontrato nessuna difficoltà in sedia a rotelle, tranne che per uno o due gradini per l’accesso alla piscina. Questo villaggio è completamente sorvegliato dai Masai, che evitano l’avvicinarsi di estranei sia durante il giorno ma soprattutto la notte. Difficile interagire con loro dato che non parlano inglese ma solo lo swahili. Invece il personale africano che lavora all’interno della struttura spiaccica anche qualche parola di italiano. Per me fu piacevole  imparare delle parole in swahili come Jambo (ciao), hakuna matata ( non c’è problema) e pole pole (con calma, piano piano). Quest’ultima veniva spesso usata dagli zanzibarini che sono abituati a svolgere le loro mansioni senza nessuna fretta. Sono persone straordinarie di una gentilezza e simpatia che non incontri dappertutto. Una sera prenotai una tipica cena Masai un un piccolo villaggio vicino al mio resort. Tavoli di legno erano apparecchiati all’aperto, sopra di noi il cielo buio e stellato, sotto una tenda i Masai cucinavano carni e verdure… esperienza fantastica!

cena Masai
cena Masai

Per tutti coloro volessero interagire con questa popolazione ed immergersi nel completo clima africano consiglio di partecipare ad una serata di questo tipo. Si possono prenotare direttamente dal villaggio turistico.

Quando vado in un posto mi piace girare in continuazione per vedere il più possibile. Questo è viaggiare, scoprire nuove culture e imparare usi e costumi. Desidero tornare a casa con il mio bagaglio arricchito. Purtroppo durante questo viaggio non mi sono mossa spesso dal villaggio dato che era un periodo molto triste e particolare della mia vita e non avevo lo spirito giusto. Ma le persone che vengono a Zanzibar, oltre ad avere la possibilità di girare numerose spiagge e baie, possono anche visitare Stone Town, ovvero la parte vecchia della capitale, il Mnarani Marine Turtle Conservation Pond, laguna naturale dove dei pescatori assistono con cura le tartarughe, la Casa delle Meraviglie, un tempo palazzo del sultano e la Foresta di Jozani dove si va principalmente per vedere una specie di scimmia chiamata colobo rosso di Kirk che vive solo sull’isola. Ci si deve inoltre addentrare nei vari mercati con le loro bancarelle colorate che vendono ogni tipo di oggetto di artigianato. Io comprai delle statue Masai ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Anche collane ed orecchini in legno sono molto carini e particolari.

Portate delle magliette, matite e quaderni da regalare ai ragazzini, saranno felicissimi.

Ultimo, non certo per importanza, non dimenticate di bere almeno uno zanzibarino, tipico cocktail locale a base di frutta poco alcolico.

LIKIZO NZUR!

ZANZIBAR

 

URBINO

Agosto 2013                                      URBINO                        (viaggio di tre gg)

Ho avuto la fortuna di vincere un week end ad Urbino al bellissimo hotel Mamiani, a pochi passi dal centro storico. Sono andata al mare a Fano, nelle Marche, per tanti anni consecutivi senza mai visitare la città di Urbino che sorge a pochi km di distanza… che vergogna! Fortunatamente ho avuto la possibilità di goderla al meglio per tre giorni anche se ho fatto piuttosto fatica in sedia a rotelle. Adagiata in cima ad un monte di media altezza è completamente posizionata su salite e discese molto ripide. Essendo in possesso del tagliando disabili per l’auto, ho registrato la targa in comune che mi ha concesso di accedere con la macchina nel centro pedonale. Questo ha facilitato non solo me ma anche la persona che mi ha aiutata a spingermi dato che, posteggiando all’interno, si raggiungono più facilmente i luoghi che si desidera visitare. Al contrario, non ho incontrato nessuna difficoltà nel soggiornare all’hotel Mamiami, completamente accessibile in sedia a rotelle ospita un favoloso centro termale e un ristorante dove si mangiano solo prodotti tipici della zona in porzioni abbondanti! Fortemente consigliato anche per la calma, la tranquillità e per la vista rilassante sulle colline circostanti. Inoltre il personale è ottimo!

Capoluogo con Pesaro della provincia di Pesaro e Urbino conserva l’eredità architettonica del Rinascimento italiano ed il centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO.

Uno dei luoghi più interessanti è il Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche. Ha l’accesso preferenziale per le carrozzine e i suoi interni meritano di essere visti. Proprio di fianco vi è il bellissimo Duomo realizzato in stile neoclassico. Quest’ultimo è stato una delle attrazioni che più ho apprezzato. L’ho ammirato a lungo pranzando di fronte in una piadineria. Ma Urbino è più famosa per la crescia, tipo di focaccia sfogliata da mangiare con salumi, formaggi e verdure. Buonissima!

crescia
crescia

Percorrendo le viuzze del centro si scovano scorci della città molto particolari da fotografare. Ma il più fotografato della città è il Monastero di Santa Chiara ed è anche il più visibile dato che lo si riesce ad intravvedere da diverse angolazioni. Imponente sovrasta la piazza e l’intera Urbino ed uno dei monumenti principali nonché uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale.

Urbino è giovane e questo è dovuto soprattutto alle numerose università esistenti che la rendono un ateneo simbolo delle città universitarie italiane. E’ ricca di Chiese  e di Oratori. Non tutti hanno l’accesso per disabili ma i marchigiani sono disponibilissimi nell’aiutare a sopperire ogni barriera. Questo mi è accaduto durante la visita alla Casa di Raffaello. Una volta entrata, una lunga e ripida rampa di scale mi si presentava davanti agli occhi. Studenti volontari in loco mi hanno fatto percorrere ogni singolo gradino con la mia sedia a rotelle in modo da rendermi possibile la visita. Ho molti amici nelle Marche e reputo questa Regione accogliente e abitata da persone gentili e molto più disponibili di noi settentrionali. Tornando agli Oratori, sono riuscita a visitare quello di San Giovanni Battista, uno dei principali. L’interno è completamente affrescato lasciando a bocca aperta i suoi visitatori e da una finestra è possibile ammirare il panorama di parte della città.

Raggiungendo la Fortezza Albornoz, si ha la vista dell’intera città. La strada per raggiungere questo luogo è piuttosto sconnessa ma con pazienza vi si arriva anche in sedia a rotelle. In macchina l’accesso è vietato. Zona verde e tranquilla è adatta per passeggiate e picnic.

Non aspettate troppo come ho fatto io, sbrigatevi a visitare Urbino! In più potete aggiungere qualche giorno di sole nelle spiagge vicine. Buona vacanza!

 

BARCELLONA

Maggio 2010                                      BARCELLONA        ( viaggio di quattro gg)

Barcellona è la città europea che preferisco in assoluto. Mi piace la gente, il suo stile di vita, il cibo ma soprattutto è piena di attrazioni interessantissime! E’ una meta molto visitata tutto l’anno, ma io preferisco andarci in tarda primavera o fine estate quando la calura è passata ma si può usufruire ancora delle sue vivaci spiagge. Ricordo di averla trovata quasi completamente accessibile in sedia a rotelle, sia sui bus che in metropolitana, ed anche riguardo le entrate nei posti da visitare. E’ molto bello riuscire a muoversi senza problemi, rende il viaggio ancora più piacevole.

Credo che il simbolo più famoso della città sia Las Ramblas,  lungo viale che collega Placa de Catalunya con il porto, dove attraccano barche a vela e navi da crociera. Frequentatissima dalla mattina alla sera è un luogo d’incontro per i turisti che vogliono mangiare tapas e paella sorseggiando una buona sangria. Già perché sulla Ramblas si trovano diversi tipi di locali che offrono cibo tipico spagnolo.

Las Ramblas
Las Ramblas

Il viale è inoltre affollato da artisti di strada che, con i loro spettacolini, cercano di guadagnarsi la giornata. I soggetti migliori li ho visti proprio qui. Sono molto curati nei loro abiti e nei particolari. Las Ramblas ospita  anche il favoloso mercato de La Boqueria, il più grande della Catalogna con più di 300 bancarelle. La frutta è posizionata come un mosaico, i succhi mille gusti sono fantastici, inoltre si può comprare pesce e salumi ma anche prodotti alimentari difficili da reperire.

Questa meravigliosa città non è solo da visitare, ma è anche e soprattutto da vivere. Passeggiando si respira un’aria vivace che caratterizza la Spagna e i suoi abitanti. E’ una città giovane ed accogliente con lunghe spiagge di sabbia fine sempre affollate. Ristorantini e locali alla moda si snodano lungo la via del mare, imperdibile quindi è l’aperitivo in uno di essi con vista panoramica.

Rilassante è attraversare il Parco della Cittadella dove c’è la possibilità di fermarsi sulle panchine o di sostare sui suoi prati verdi.

Scrivendo a proposito di Barcellona è doveroso ricordare Antoni Gaudi’, famoso architetto spagnolo autore di molte famigerate opere.  In primis la Sagrada Familia, suo opera incompiuta. Poi Parc Guell, magico parco con bellissime costruzioni dove all’interno vi è la sua vecchia abitazione( quest’ultima non accessibile a disabili). Arriviamo alla mia preferita, Casa Batllo’ con tutte le piastrelle colorate e con la combinazione di disegni originali e lavori in pietra. Merita la visita anche degli interni. Ultima, non per importanza, è Casa Milà, più comunemente chiamata La Pedrera, ovvero cava di pietra. Molto bella esternamente ma deludente all’interno. Gaudì ha sicuramente influenzato tutta la città con le sue opere conosciute e apprezzate da molti.

Non dimentichiamo che Barcellona è piena di negozi alla moda dove potersi sbizzarrire con lo shopping. Altra tappa obbligatoria è il quartiere di Barceloneta. Un tempo era abitato da pescatori, mentre oggi è un incrocio di viette con case tipiche e barettini. Vi consiglio di inoltrarvi nelle varie viuzze per scoprire negozi di artigianato o piazzette fiorite.

Con un pullman raggiunsi il Montjuic, ovvero un monte con in cima un castello da dove si può ammirare la vista sul porto. Il castello è carino ma niente di esilarante, ma la cosa che mi è piaciuta di questo luogo è stato il ritorno con la teleferica. Non ho avuto nessun problema nel prenderla in sedia a rotelle ed il panorama della città è mozzafiato! Vi posto alcune fotto sotto che possono rendere l’idea.

Ricapitolando, questa città ha tutto ciò che una persona come me desidererebbe, per questo sento che mi appartiene. Ha il mare, sfruttabile molti mesi l’anno dato il suo clima mite, è piena di arte, di storia, è affollata nei luoghi più comuni ma tranquilla nelle aree verdi e fuori dal centro città. Il cibo è ottimo e la vita notturna offre parecchie possibilità per rimanere fuori il più possibile. Insomma, perché non vivere a Barcellona?

SATURNIA E LE SUE TERME

Ma quanto è bella la Toscana?!? Con i suoi colli, i borghi, e il mare il tutto accompagnato da ottimo cibo e da buon vino! Purtroppo la conosco poco, e questo è un punto a mio sfavore essendo ora una blogger proprio di viaggi ma… il mio punto di vista è sempre lo stesso, ovvero visitare l’estero il più possibile per poi rimanere in Italia da vecchia, quando le forze non mi permetteranno più di affrontare tante ore di aereo.

Lo scorso anno  a Giugno trascorsi qualche giorno a Saturnia, frazione del comune di Manciano, nell’entroterra collinare della Maremma. In poche parole uno spettacolo! Saturnia è molto famosa per le terme. Le più comuni sono di sicuro le Cascatelle, così chiamate perché si originano da una roccia scavata dalla cascata di acque solfuree termali, sgorgando accanto a un mulino all’interno di un prato. Queste piccole piscine naturali si riempiono in continuazione di acqua che giunge dalla cascata più alta creando uno scenario molto particolare.

Luogo scelto da molti turisti e gente del posto per rilassarsi e per godere di relax e tranquillità, offre un panorama ricco di suggestione sia il giorno che la notte. Le Cascatelle sono gratuite, vicino ci sono un bar e un parcheggio sempre aperti ed è possibile restare tutto il giorno facendo dei picnic nel grande prato vicino. Le sue acque sono piacevoli e molto calde, per questo molti visitatori decidono di andarci anche in inverno. Non ho avuto nessuna difficoltà a raggiungerle in sedia a rotelle in quanto dal parcheggio vi si accede tramite una discesa di asfalto. Ricordo di aver trascorso delle ore intense tra queste acque davvero rigeneranti!

Nel pomeriggio, proseguii la mia visita al centro benessere Resort Terme di Saturnia Spa e Golf della cittadina. Pagando, ho usufruito delle piscine termali, idromassaggi e percorsi vascolari. E’ un complesso molto grande ed accogliente all’interno di un parco alberato e di un giardino per gli ospiti.  Queste terme ricevono le acque dalle famose proprietà curative della vicina sorgente termale. Ricordo la mia pelle liscia e morbidissima la sera dopo la doccia.

Durante questi giorni pernottai in un bed and breakfast di Montemerano, grazioso borgo anch’esso situato sulle colline maremmane. Mi viene l’acquolina in bocca pensando  alle torte fatte in casa dalla proprietaria che mangiavo la mattina per colazione. Si perchè queste giornate, oltre ad essere state rilassanti, sono state anche ingrassanti. Con le mie compagne di viaggio ho fatto un vero e proprio tour culinario. Ottima la chianina, i ravioli al finocchietto selvatico, il vino rosso… potrei proseguire per ore. Adoro il buon cibo.

chianina
chianina

Montemerano è un luogo tranquillo e girando in macchina il panorama è davvero molto bello e rilassante. Mi piaceva svegliarmi col rumore degli uccellini ed uscire dalla camera avendo la visione del verde circostante. Sicuramente la zona è ricca di posti suggestivi e anche un po’  romantici come questo. Nei miei tre giorni di permanenza non sono riuscita e visitare di più ma vedrò di rimediare in fururo.

Ricordo con piacere questo week end che mi ha giovata nell’aspetto e nella mente.