ZANZIBAR

Febbraio 2007                                ZANZIBAR               (viaggio di nove gg)

L’isola di Zanzibar, facente parte della Repubblica Unita della Tanzania e bagnata dall’Oceano Indiano, unisce il blu profondo delle sue acque a bianche spiagge ricche di vegetazione. Una delle parti più divertenti del viaggio è l’aeroporto dell’isola. Piccolino, con una minuscola tettoia che ripara dall’eventuale pioggia, senza aria condizionata, senza nastro per i bagagli e con la dogana da superare dopo lunghe code. Da questa mia descrizione sembrerebbe un’incubo, invece per me è stata un’esperienza nuova che mi ha fatto sorridere. Le valigie vengono sistemate su un bancone e il personale legge a voce alta il nome del proprietario. Può capitare che ti aprono il bagaglio lasciandoti proseguire il viaggio previo mancia. A me è successo al ritorno ed ho dovuto regalare una pashmina alla donna controllore perché mi lasciasse andare. Nei paesi poveri queste cose, purtroppo, accadono frequentemente. Il tragitto al pulmino che porta al villaggio non è facile dato che si viene attorniati da ragazzi locali che propongono l’acquisto di oggetti vari, ma questo è il primo contatto con la vera realtà di Zanzibar. Dal finestrino del pullman ci si accorge della povertà che regna sovrana sull’isola. Capanne adibite ad abitazioni, bambini che giocano per la strada e donne che portano anfore piene d’acqua sulla loro testa. Purtroppo l’acqua è un elemento mancante per loro, che la considero molto importante, fonte principale per cucinare e anche per lavarsi. Oltre alla mancanza di acqua sono privi di elettricità, quindi la sera sono costretti a vivere al buio. Non ero mai stata in Africa ma la prima impressione è stata proprio quella di trovarmi all’interno di un documentario visto in televisione riguardante il continente nero.tanzania_9qwdt.T0

Completamente l’opposto sono i numerosi villaggi turistici posizionati su spiagge borotalco che offrono ogni comfort possibile ed immaginabile. Scelsi di soggiornare nella parte sud-est dell’isola, al Karafuu Beach Resort, proprio di fronte alla barriera corallina. Durante la bassa marea, è possibile raggiungere a piedi una piscina naturale ed avvicinarsi alla barriera. Dalla spiaggia vi è una passerella di legno, percorribile anche i sedia a rotelle, da dove ci si può immergere. Fortemente consigliato il ristorante di pesce a pagamento, dove mangiai delle freschissime aragoste.

Il Karafuu Beach Resort ospita disabili essendo tutto posizionato su una superficie piana ed avendo come camere dei bunglaw di 65 mq con letti a baldacchino, bagni enormi e sono munite inoltre di cabine armadio. Non ho incontrato nessuna difficoltà in sedia a rotelle, tranne che per uno o due gradini per l’accesso alla piscina. Questo villaggio è completamente sorvegliato dai Masai, che evitano l’avvicinarsi di estranei sia durante il giorno ma soprattutto la notte. Difficile interagire con loro dato che non parlano inglese ma solo lo swahili. Invece il personale africano che lavora all’interno della struttura spiaccica anche qualche parola di italiano. Per me fu piacevole  imparare delle parole in swahili come Jambo (ciao), hakuna matata ( non c’è problema) e pole pole (con calma, piano piano). Quest’ultima veniva spesso usata dagli zanzibarini che sono abituati a svolgere le loro mansioni senza nessuna fretta. Sono persone straordinarie di una gentilezza e simpatia che non incontri dappertutto. Una sera prenotai una tipica cena Masai un un piccolo villaggio vicino al mio resort. Tavoli di legno erano apparecchiati all’aperto, sopra di noi il cielo buio e stellato, sotto una tenda i Masai cucinavano carni e verdure… esperienza fantastica!

cena Masai
cena Masai

Per tutti coloro volessero interagire con questa popolazione ed immergersi nel completo clima africano consiglio di partecipare ad una serata di questo tipo. Si possono prenotare direttamente dal villaggio turistico.

Quando vado in un posto mi piace girare in continuazione per vedere il più possibile. Questo è viaggiare, scoprire nuove culture e imparare usi e costumi. Desidero tornare a casa con il mio bagaglio arricchito. Purtroppo durante questo viaggio non mi sono mossa spesso dal villaggio dato che era un periodo molto triste e particolare della mia vita e non avevo lo spirito giusto. Ma le persone che vengono a Zanzibar, oltre ad avere la possibilità di girare numerose spiagge e baie, possono anche visitare Stone Town, ovvero la parte vecchia della capitale, il Mnarani Marine Turtle Conservation Pond, laguna naturale dove dei pescatori assistono con cura le tartarughe, la Casa delle Meraviglie, un tempo palazzo del sultano e la Foresta di Jozani dove si va principalmente per vedere una specie di scimmia chiamata colobo rosso di Kirk che vive solo sull’isola. Ci si deve inoltre addentrare nei vari mercati con le loro bancarelle colorate che vendono ogni tipo di oggetto di artigianato. Io comprai delle statue Masai ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Anche collane ed orecchini in legno sono molto carini e particolari.

Portate delle magliette, matite e quaderni da regalare ai ragazzini, saranno felicissimi.

Ultimo, non certo per importanza, non dimenticate di bere almeno uno zanzibarino, tipico cocktail locale a base di frutta poco alcolico.

LIKIZO NZUR!

ZANZIBAR

 

URBINO

Agosto 2013                                      URBINO                        (viaggio di tre gg)

Ho avuto la fortuna di vincere un week end ad Urbino al bellissimo hotel Mamiani, a pochi passi dal centro storico. Sono andata al mare a Fano, nelle Marche, per tanti anni consecutivi senza mai visitare la città di Urbino che sorge a pochi km di distanza… che vergogna! Fortunatamente ho avuto la possibilità di goderla al meglio per tre giorni anche se ho fatto piuttosto fatica in sedia a rotelle. Adagiata in cima ad un monte di media altezza è completamente posizionata su salite e discese molto ripide. Essendo in possesso del tagliando disabili per l’auto, ho registrato la targa in comune che mi ha concesso di accedere con la macchina nel centro pedonale. Questo ha facilitato non solo me ma anche la persona che mi ha aiutata a spingermi dato che, posteggiando all’interno, si raggiungono più facilmente i luoghi che si desidera visitare. Al contrario, non ho incontrato nessuna difficoltà nel soggiornare all’hotel Mamiami, completamente accessibile in sedia a rotelle ospita un favoloso centro termale e un ristorante dove si mangiano solo prodotti tipici della zona in porzioni abbondanti! Fortemente consigliato anche per la calma, la tranquillità e per la vista rilassante sulle colline circostanti. Inoltre il personale è ottimo!

Capoluogo con Pesaro della provincia di Pesaro e Urbino conserva l’eredità architettonica del Rinascimento italiano ed il centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO.

Uno dei luoghi più interessanti è il Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche. Ha l’accesso preferenziale per le carrozzine e i suoi interni meritano di essere visti. Proprio di fianco vi è il bellissimo Duomo realizzato in stile neoclassico. Quest’ultimo è stato una delle attrazioni che più ho apprezzato. L’ho ammirato a lungo pranzando di fronte in una piadineria. Ma Urbino è più famosa per la crescia, tipo di focaccia sfogliata da mangiare con salumi, formaggi e verdure. Buonissima!

crescia
crescia

Percorrendo le viuzze del centro si scovano scorci della città molto particolari da fotografare. Ma il più fotografato della città è il Monastero di Santa Chiara ed è anche il più visibile dato che lo si riesce ad intravvedere da diverse angolazioni. Imponente sovrasta la piazza e l’intera Urbino ed uno dei monumenti principali nonché uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale.

Urbino è giovane e questo è dovuto soprattutto alle numerose università esistenti che la rendono un ateneo simbolo delle città universitarie italiane. E’ ricca di Chiese  e di Oratori. Non tutti hanno l’accesso per disabili ma i marchigiani sono disponibilissimi nell’aiutare a sopperire ogni barriera. Questo mi è accaduto durante la visita alla Casa di Raffaello. Una volta entrata, una lunga e ripida rampa di scale mi si presentava davanti agli occhi. Studenti volontari in loco mi hanno fatto percorrere ogni singolo gradino con la mia sedia a rotelle in modo da rendermi possibile la visita. Ho molti amici nelle Marche e reputo questa Regione accogliente e abitata da persone gentili e molto più disponibili di noi settentrionali. Tornando agli Oratori, sono riuscita a visitare quello di San Giovanni Battista, uno dei principali. L’interno è completamente affrescato lasciando a bocca aperta i suoi visitatori e da una finestra è possibile ammirare il panorama di parte della città.

Raggiungendo la Fortezza Albornoz, si ha la vista dell’intera città. La strada per raggiungere questo luogo è piuttosto sconnessa ma con pazienza vi si arriva anche in sedia a rotelle. In macchina l’accesso è vietato. Zona verde e tranquilla è adatta per passeggiate e picnic.

Non aspettate troppo come ho fatto io, sbrigatevi a visitare Urbino! In più potete aggiungere qualche giorno di sole nelle spiagge vicine. Buona vacanza!

 

BARCELLONA

Maggio 2010                                      BARCELLONA        ( viaggio di quattro gg)

Barcellona è la città europea che preferisco in assoluto. Mi piace la gente, il suo stile di vita, il cibo ma soprattutto è piena di attrazioni interessantissime! E’ una meta molto visitata tutto l’anno, ma io preferisco andarci in tarda primavera o fine estate quando la calura è passata ma si può usufruire ancora delle sue vivaci spiagge. Ricordo di averla trovata quasi completamente accessibile in sedia a rotelle, sia sui bus che in metropolitana, ed anche riguardo le entrate nei posti da visitare. E’ molto bello riuscire a muoversi senza problemi, rende il viaggio ancora più piacevole.

Credo che il simbolo più famoso della città sia Las Ramblas,  lungo viale che collega Placa de Catalunya con il porto, dove attraccano barche a vela e navi da crociera. Frequentatissima dalla mattina alla sera è un luogo d’incontro per i turisti che vogliono mangiare tapas e paella sorseggiando una buona sangria. Già perché sulla Ramblas si trovano diversi tipi di locali che offrono cibo tipico spagnolo.

Las Ramblas
Las Ramblas

Il viale è inoltre affollato da artisti di strada che, con i loro spettacolini, cercano di guadagnarsi la giornata. I soggetti migliori li ho visti proprio qui. Sono molto curati nei loro abiti e nei particolari. Las Ramblas ospita  anche il favoloso mercato de La Boqueria, il più grande della Catalogna con più di 300 bancarelle. La frutta è posizionata come un mosaico, i succhi mille gusti sono fantastici, inoltre si può comprare pesce e salumi ma anche prodotti alimentari difficili da reperire.

Questa meravigliosa città non è solo da visitare, ma è anche e soprattutto da vivere. Passeggiando si respira un’aria vivace che caratterizza la Spagna e i suoi abitanti. E’ una città giovane ed accogliente con lunghe spiagge di sabbia fine sempre affollate. Ristorantini e locali alla moda si snodano lungo la via del mare, imperdibile quindi è l’aperitivo in uno di essi con vista panoramica.

Rilassante è attraversare il Parco della Cittadella dove c’è la possibilità di fermarsi sulle panchine o di sostare sui suoi prati verdi.

Scrivendo a proposito di Barcellona è doveroso ricordare Antoni Gaudi’, famoso architetto spagnolo autore di molte famigerate opere.  In primis la Sagrada Familia, suo opera incompiuta. Poi Parc Guell, magico parco con bellissime costruzioni dove all’interno vi è la sua vecchia abitazione( quest’ultima non accessibile a disabili). Arriviamo alla mia preferita, Casa Batllo’ con tutte le piastrelle colorate e con la combinazione di disegni originali e lavori in pietra. Merita la visita anche degli interni. Ultima, non per importanza, è Casa Milà, più comunemente chiamata La Pedrera, ovvero cava di pietra. Molto bella esternamente ma deludente all’interno. Gaudì ha sicuramente influenzato tutta la città con le sue opere conosciute e apprezzate da molti.

Non dimentichiamo che Barcellona è piena di negozi alla moda dove potersi sbizzarrire con lo shopping. Altra tappa obbligatoria è il quartiere di Barceloneta. Un tempo era abitato da pescatori, mentre oggi è un incrocio di viette con case tipiche e barettini. Vi consiglio di inoltrarvi nelle varie viuzze per scoprire negozi di artigianato o piazzette fiorite.

Con un pullman raggiunsi il Montjuic, ovvero un monte con in cima un castello da dove si può ammirare la vista sul porto. Il castello è carino ma niente di esilarante, ma la cosa che mi è piaciuta di questo luogo è stato il ritorno con la teleferica. Non ho avuto nessun problema nel prenderla in sedia a rotelle ed il panorama della città è mozzafiato! Vi posto alcune fotto sotto che possono rendere l’idea.

Ricapitolando, questa città ha tutto ciò che una persona come me desidererebbe, per questo sento che mi appartiene. Ha il mare, sfruttabile molti mesi l’anno dato il suo clima mite, è piena di arte, di storia, è affollata nei luoghi più comuni ma tranquilla nelle aree verdi e fuori dal centro città. Il cibo è ottimo e la vita notturna offre parecchie possibilità per rimanere fuori il più possibile. Insomma, perché non vivere a Barcellona?

SATURNIA E LE SUE TERME

Ma quanto è bella la Toscana?!? Con i suoi colli, i borghi, e il mare il tutto accompagnato da ottimo cibo e da buon vino! Purtroppo la conosco poco, e questo è un punto a mio sfavore essendo ora una blogger proprio di viaggi ma… il mio punto di vista è sempre lo stesso, ovvero visitare l’estero il più possibile per poi rimanere in Italia da vecchia, quando le forze non mi permetteranno più di affrontare tante ore di aereo.

Lo scorso anno  a Giugno trascorsi qualche giorno a Saturnia, frazione del comune di Manciano, nell’entroterra collinare della Maremma. In poche parole uno spettacolo! Saturnia è molto famosa per le terme. Le più comuni sono di sicuro le Cascatelle, così chiamate perché si originano da una roccia scavata dalla cascata di acque solfuree termali, sgorgando accanto a un mulino all’interno di un prato. Queste piccole piscine naturali si riempiono in continuazione di acqua che giunge dalla cascata più alta creando uno scenario molto particolare.

Luogo scelto da molti turisti e gente del posto per rilassarsi e per godere di relax e tranquillità, offre un panorama ricco di suggestione sia il giorno che la notte. Le Cascatelle sono gratuite, vicino ci sono un bar e un parcheggio sempre aperti ed è possibile restare tutto il giorno facendo dei picnic nel grande prato vicino. Le sue acque sono piacevoli e molto calde, per questo molti visitatori decidono di andarci anche in inverno. Non ho avuto nessuna difficoltà a raggiungerle in sedia a rotelle in quanto dal parcheggio vi si accede tramite una discesa di asfalto. Ricordo di aver trascorso delle ore intense tra queste acque davvero rigeneranti!

Nel pomeriggio, proseguii la mia visita al centro benessere Resort Terme di Saturnia Spa e Golf della cittadina. Pagando, ho usufruito delle piscine termali, idromassaggi e percorsi vascolari. E’ un complesso molto grande ed accogliente all’interno di un parco alberato e di un giardino per gli ospiti.  Queste terme ricevono le acque dalle famose proprietà curative della vicina sorgente termale. Ricordo la mia pelle liscia e morbidissima la sera dopo la doccia.

Durante questi giorni pernottai in un bed and breakfast di Montemerano, grazioso borgo anch’esso situato sulle colline maremmane. Mi viene l’acquolina in bocca pensando  alle torte fatte in casa dalla proprietaria che mangiavo la mattina per colazione. Si perchè queste giornate, oltre ad essere state rilassanti, sono state anche ingrassanti. Con le mie compagne di viaggio ho fatto un vero e proprio tour culinario. Ottima la chianina, i ravioli al finocchietto selvatico, il vino rosso… potrei proseguire per ore. Adoro il buon cibo.

chianina
chianina

Montemerano è un luogo tranquillo e girando in macchina il panorama è davvero molto bello e rilassante. Mi piaceva svegliarmi col rumore degli uccellini ed uscire dalla camera avendo la visione del verde circostante. Sicuramente la zona è ricca di posti suggestivi e anche un po’  romantici come questo. Nei miei tre giorni di permanenza non sono riuscita e visitare di più ma vedrò di rimediare in fururo.

Ricordo con piacere questo week end che mi ha giovata nell’aspetto e nella mente.

 

SI VIAGGIARE…

Le città sono sempre state come le persone,

esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore.

A seconda delle città e del viaggiatore,

può scoccare un amore reciproco, o un’antipatia,

un’amicizia o inimicizia.

Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no,

dove siamo amati e dove siamo rifiutati.

(Roman Payne)viaggi

FLORIDA

Gennaio 2008                                         FLORIDA                 (viaggio di 12 gg)

Ho apprezzato e adoro tuttora la Florida, come il resto degli Stati Uniti d’America. Gli habitué del mio blog avranno captato questa mia passione per gli USA dato che, tutto quello che vedo e che visito in quelle zone, mi appaga davvero molto. Scelsi di andarci quando in Italia è inverno dato che in Florida il sole splende alto tutto l’anno e in più ero sicura di evitare i mesi monsonici. Dopo undici ore di volo atterro a Miami. Chi non conosce, anche solo per sentito dire, Miami Beach coi suoi svariati km di spiagge e con le sue acque splendide e trasparenti del Mar dei Caraibi!?! Miami Beach è un’isola collegata al sud della Florida da diversi ponti.

Miami Beach
Miami Beach

A volte risulta difficile arrivare fino alla riva del mare data l’ampiezza della spiaggia, ma niente paura! Per i più pigri e per i disabili sono disponibili macchinette simili a quelle del gioco del polo che ti portano fino al punto in cui ci si vuole fermare. Inoltre tutte le spiagge sono munite di passerelle di legno che favoriscono l’accesso alle sedie a rotelle, ma non si prolungano fino alla riva dell’oceano.

Passerelle di legno sono posizionate anche alle spalle della spiaggia dove, seguendo la linea del mare, è possibile correre, camminare, andare in bici, pattinare o semplicemente restare in relax a fissare le acque azzurre. Gli abitanti di Miami amano molto lo sport ed è normalissimo vedere persone la mattina presto fare jogging sulla sabbia. Anzi, credo che sia una loro abitudine. Parallela alla spiaggia, dall’altro lato della strada, si incontra la famigerata Ocean Drive piena di hotel e ristoranti tutti in stile Art Deco. E’, infatti, la strada più rappresentativa dell’Art Deco District dove diversi palazzi sono tutelati e riconosciuti dalle lucine al neon colorate. Fra i tanti è nota la ex- villa di Gianni Versace, dove lo stilista risiedeva e dove fu assassinato. Ora pare sia diventata l’ hotel di lusso “The Villa Casuarina

ex-villa Versace
ex-villa Versace

In un punto di questa famosa strada sono state girate alcune scene del film Scarface con Al Pacino così decisi di cenare nell’hotel che ne fu il simbolo, ovvero il Colony (hotel non accessibile in sedia a rotelle).      Le mille luci al led illuminano Ocean Drive dopo il tramontare del sole rendendola frequentata anche e soprattutto la sera. Vi si trovano numerosissimi ristoranti dove poter cenare, dall‘Italiano al Cubano, la scelta del cibo è varia. Buono e fresco è sempre il pesce ma vi consiglio di assaggiare anche l’alligatore fritto, simile al pollo. I cocktail, tenendo conto che viene usato il rum che proviene direttamente dalla vicina Cuba, sono ottimi. Il mojito e il Cuba Libre a Miami sono un MUST!

Abbandonando la zona delle spiagge si raggiunge il downtown della città dove svettano grattacieli e palazzi. Si tratta della zona commerciale e rappresenta il cuore finanziario e moderno di Miami.

Mi costa ammetterlo, ma c’è un quartiere di questa meravigliosa city che proprio non mi è piaciuto. Prende il nome di “Little Havana” ed è posto in una zona residenziale. Abitato da molti immigrati cubani è chiamato così in onore della capitale di Cuba. Nel mio immaginario lo avevo pensato più folkloristico, invece sono rimasta delusa in quanto lo trovai piuttosto trascurato. Il cibo però è delizioso e cucinato nell’originale Cuba style.

Hotel consigliato The Gates Hotel South Beach – A Double Tree by Hilton

Lascio Miami per spostarmi più a sud in direzione delle Everglades. Regione paludosa subtropicale ospita il Parco Nazionale delle Everglades, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. E’ meta di naturalisti provenienti da tutto il mondo per il suo ambiente intatto e per la ricchezza della natura. Iniziai il tour a bordo di una lancia, caratteristico mezzo di trasporto in un ambiente di acqua e paludi per gustare in pieno la bellezza del parco.

airboat-lancia al Parco Nazionale delle Everglades
airboat-lancia al Parco Nazionale delle Everglades

Ricordo la velocità della barca ed il vento che quasi ci offuscava la vista. Ci munirono di un k-way bianco, con disegnati gli alligatori, da indossare per ripararci dall’aria. Su queste imbarcazioni fanno salire disabili senza la propria sedia a rotelle (sono stata presa in braccio in quanto queste imbarcazioni non hanno l’accesso per le sedie a rotelle) e ricordo la mia paura nell’attraversare le acque a tutta velocità seduta su miseri seggiolini di legno senza appoggio per la schiena.  Al termine di questa avventura vengono mostrati dei piccoli alligatori ed io colsi la palla al balzo offrendomi di accarezzarne uno da vicino. Il tour prevede anche una visita al villaggio indiano e al Museo Storico del parco, totalmente accessibile con bagni per disabili. Passeggiando da una zona all’altra mi rendo conto di essere circondata da alligatori di ogni taglia, fortunatamente recintati! Bellissima esperienza questa vissuta alle Everglades, la consiglio a tutti! Anche ai bambini.

Proseguendo ancora più a sud, attraversando li lunghissimo ponte sull’oceano Seven Mile Bridge , si accede alle Isole Keys. Bello il viaggio in auto che permette di fermarsi, facendo più tappe, dando modo di conoscere una ad una queste meravigliose isole. Il mare da queste parti ha sfumature che vanno dal blu intenso al verde smeraldo e le spiagge sono circondate da palme ondeggianti e da mangrovie che contraddistinguono il paesaggio tropicale delle Keys. Arrivando da Miami la prima isola che si incontra si chiama Key Largo, famosa per le sue immersioni. Poi Islamorada, rinomata per la pesca sportiva e per le gallerie d’arte. A metà dell’arcipelago troviamo Marathon, isola adatta per famiglie con bambini per via del centro di ricerca di tartarughe e delfini. Arriviamo alla Lower Key dove ogni anno a Luglio ha sede il Festival della Musica Sottomarina. Ed infine si giunge alla perla dell’arcipelago, ovvero la famosissima Key West dove mi fermai tre giorni. Qui visse Ernest Hemingway e tutta l’isola gode del suo riflesso. Quest’isola, situata a metà tra l‘Oceano Atlantico e il Golfo del Messico, è amata da tutti i turisti ma soprattutto dai giovani per via dei bar nei dintorni della centralissima Mallory Square.

Mallory Square, Key West
Mallory Square, Key West

A pochi passi dalla piazza si trova la casa di Hemingway che è possibile visitare pagando un biglietto. Tenuto molto bene il giardino circostante pieno di fiori colorati e di piante. Salendo al piano di sopra (vi si accede tramite una scalinata) sono esposti gli oggetti che lo scrittore adoperò durante la sua lunga carriera. Hemingway influenzò, tra le altre cose, anche un saloon dell’isola che prende il nome di “Sloppy Joe’s“. All’interno, appese alle pareti, numerose fotografie dello scrittore fanno da contorno a questo immenso locale dove il cibo non è niente di speciale, ma l’aria che si respira è veramente particolare. Il locale è accessibile in sedia a rotelle con bagno per disabili.

Key West non è solo spiagge e mare, ma è vita, storia e cultura. Inoltre è rinomata per le chele di granchio e i crostacei. Fidatevi, li ho mangiati più volte e sono davvero deliziosi! Non scegliete l’escursione che, da Miami, vi porta a Key West in giornata, ma decidete di trascorrervi qualche giorno per poterla vivere al meglio!                          Le spiagge di Key West non hanno passerelle di legno per l’accesso alle carrozzine.

Hotel consigliato Hyatt Centric Key West Resort & Spa

Eccomi a chiudere un nuovo articolo e un altro viaggio… Una leggera malinconia mi assale sempre durante la stesura di un viaggio fatto in passato. Ma guardiamo avanti. Quale sarà la prossima meta?

Per viaggi per disabili a Miami e nel resto degli Usa www.go4all.it

LA NOSTRA BELLAGIO

Ieri ho trascorso la serata al Lido di Bellagio, bellissima location dove assaporare un aperitivo, gustare una buona cena o dove trascorrere il dopo cena accompagnati da musica. Il tutto in riva al lago con una vista mozzafiato sulla sponda di Menaggio. Dal Lido si ammirano panorami e tramonti meravigliosi come nella foto postata qui sotto.

tramonto a Bellagio
tramonto a Bellagio

Per tutti quelli che non abitano nelle mie zone, Bellagio è una favolosa cittadina situata sul lago di Como. Pochi sono i posti più belli e più romantici di Bellagio, conosciuta anche come “la Perla del Lago”. Proprio qui si trovano alberghi e ristoranti di gran classe, molto eleganti ed esclusivi con boutique fashion. La zona più antica prende il nome di “vecchio Borgo”, dove si susseguono vicoli a ciottoli, caratteristiche scalinate e negozi con prodotti artigianali di ottima qualità. Questa zona è difficile da percorrere in sedia a rotelle ma è possibile, anche se a volte con fatica, raggiungere i punti di incontro principali.

Tra gli hotel più lussuosi vi è il Villa Serbelloni, luogo scelto da personaggi del jet-set internazionale per trascorrere le proprie vacanze. Già, perchè Bellagio è molto più conosciuta a apprezzata all’estero che in Italia. Basti pensare che a Las Vegas hanno costruito un hotel-casinò che non solo prende il suo nome, ma è stato progettato imitando la nostra bella cittadina del lago di Como. Da un lato ci fa onore che gli stranieri vengano da noi e amino passare del tempo qui, ma dall’altro è triste che un posto speciale come questo sia poco valorizzato da noi Italiani.

I ristoranti offrono squisiti menù soprattutto a base di pesce di lago. Uno dei piatti più rinomati è il famoso risotto al pesce persico. Accompagnato da un buon vino bianco è la cena ideale di ogni visitatore. Assolutamente da provare!

Bellagio è raggiungibile in auto o tramite battelli che fanno il giro delle sponde del lago proprio per far ammirare ai turisti le bellezze delle ville sulle sponde attorniate dalle montagne. Meta ideale delle coppiette, data la sua romanticità, è da visitare almeno una volta nella vita.

Ma credo che, vista una volta, sia impossibile non tornarci! Quindi pubblicizziamo Bellagio! Se non ci siete ancora stati non perdete tempo, e se avete intenzione di raggiungere Milano in vista dell’EXPO 2015, be’… una tappa a Bellagio direi che è assolutamente obbligatoria! Venite presto!

SCOZIA

Agosto 2014                                               SCOZIA                   (viaggio di otto gg)

ITINERARIO: Glasgow, Lowlands, Stirling, Oban, valle del Glencoe, isola di Skye, Inverness, Highlands, Loch Ness, Aberdeen, Stoneheven, St. Andrews, Edimburgo

Sono rientrata pochi giorni fa da questo bellissimo tour della Scozia che ho organizzato assieme ad alcuni amici. Pensavo di patire freddo e di prendere tanta pioggia sapendo che, nel nord d’Europa, il clima è praticamente così tutto l’anno. Invece mi sono dovuta ricredere perché il sole ci ha accompagnati sette giorni su otto, facendoci bagnare da una pioggerellina leggera unita a  molto vento soltanto un solo giorno. Ero incredula di fronte alla visione di un cielo così azzurro e di un sole forte che risplendeva sui castelli e sulla natura circostante.19

In sei persone con un pulmino abbiamo iniziato il viaggio dalla città di Glasgow proseguendo verso nord lungo la costa ovest dell’isola, a mio parere più bella di quella opposta. Il panorama non stanca mai forse a causa del suo continuo mutamento. Si susseguono un’alternanza di foreste, colline, boschi, prati verdi, dove pecore e mucche pascolano in tutta tranquillità, e bellissime cittadine caratteristiche. Dalle Lowlands, ovvero terre basse, si raggiungono le Highlands, terre più alte a nord dell’isola. Da queste ultime siamo scesi in direzione St. Andrews per terminare a Edimburgo. Ho sorriso alla vista delle mucche scozzesi, di caratteristica diversa dalle Frisone. Di pelame lungo, folto e ispido sono di colore rossiccio, hanno lunghe ciglia e delle ciocche di peli sulla fronte paragonabili a una frangetta. Portano anche delle corna sulla testa, per questo sono facilmente confondibili con altri animali.27

La Scozia ospita numerosi castelli, uno più bello dell’altro e ognuno con la propria storia e particolarità. Svettano su scogliere, colline, pianure o semplicemente risiedono all’interno di dimore private dove, in alcuni casi, i proprietari vi abitano in case o dependance poste al loro fianco. Alcuni sono mantenuti in ottimo stato e sono contornati da curatissimi giardini fioriti dove si rimane incantati per l’atmosfera fiabesca. All’interno di questi è possibile celebrare matrimoni o festeggiare eventi ma credo che solo in pochi si possano permettere l’affitto che, per sentito dire, è molto costoso. Di grande fascino ho trovato anche i relitti di alcuni castelli abbandonati! L’accessibilità per disabili all’interno di essi è praticamente inesistente. Mi ha fatto piacere riscontrare che hanno ridotto le barriere architettoniche il più possibile permettendomi di arrivare in sedia a rotelle fino alla loro entrata percorrendo rampe posizionate nel migliore dei modi. In generale ho riscontrato particolare attenzione per i portatori di handicap perché ho trovato  ascensori e bagni accessibili ovunque durante le visite delle attrazioni di maggiore importanza. Bisogna però ricordare che le strade della Scozia sono molto ripide e le salite e le discese risultano difficili da percorrere da soli. Si possono tranquillamente prendere i loro taxi, chiamati CAB, dove è possibile salire direttamente con la sedia a rotelle tramite una pedana.

Con grande stupore questo tour si è rivelato anche culinario. Il cibo in Scozia è squisito e abbiamo gustato diversi piatti di carne e di pesce. Rinomato in tutta l’isola è il fish and chips, non solo utilizzando il comune merluzzo ma friggendo anche un altro tipo di pesce più saporito chiamato haddock. Gli stufati di carne che ho mangiato erano divini, accompagnati da patate e da verdure. Porzioni molto abbondanti per un totale di 10/13 euro a testa. L’unico piatto scozzese che non ho voluto provare prende il nome di haggis. Si tratta di un insaccato di interiora di pecora ( cuore, polmone, fegato) macinate con la cipolla, il grasso di rognone, la farina d’avena, sale e spezie il tutto mescolato con brodo e bollite nello stomaco dell’animale.

fish and chips
fish and chips

Degna accompagnatrice per questi piatti è la birra, più maltata e più scura rispetto alla corrispettiva inglese. La mia preferita è stata la Caledonian, ma se ne trovano di tutti i tipi e per tutti i gusti. Mentre come dolci ho ritrovato gli Scones, panini soffici e tondi da farcire con burro e marmellata che avevo mangiato anni fa in Inghilterra. Con il tè delle 17 sono perfetti! Oltre alla birra, la Scozia è anche e soprattutto la patria del buon whisky. Un mattino abbiamo visitato una distilleria, ve ne sono moltissime, c’è l’imbarazzo della scelta! La nostra è ricaduta su quella di Glendfiddich, industria storica nella produzione del whisky. Si possono “comprare” dei tour dove viene spiegato come produrre e conservare il liquore, lo si può assaggiare e volendo acquistare. E’ stato molto interessante e per me è stata un’esperienza fuori dal comune.

Di questo viaggio mi è piaciuto talmente tutto che scriverei pagine e pagine a riguardo. Ma non potendo e non volendo farlo per non annoiarvi troppo, mi soffermo su una cittadina portuale che ha stregato me e il resto del gruppo. Si tratta di Oban, stazione di villeggiatura di epoca vittoriana che si snoda in un’ampia baia. Da qui ci si può imbarcare per le isole che circondano questa zona.

Consiglio questa destinazione agli amanti della natura. In Scozia si vive lontano dallo smog e dal casino e si ha sempre la sensazione di essere tranquilli e sereni. In fondo a questo mio articolo inserisco altre foto riguardanti Edimburgo, ma soprattutto immagini  inerenti al verde dei prati, al blu dei laghi e all’azzurro dei cieli.

Voglio ritornare in Scozia!

Goodbye Scotland

Una settimana, una macchina, tanti km macinati, sole, cielo sempre più blu, castelli, vallate, colline, foreste, cittadine, fish and chips, birra, whisky kilt, cab etc.
La Scozia e’tutto questo e molto di più…
L’articolo completo verrà pubblicato prossimamente.
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