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BRUGES, LA CULLA DEI MAESTRI FIAMMINGHI, A NATALE E’ PURA MAGIA!

Belgio, Novembre 2019

Bruges è una città decisamente romantica dove la bellezza dei suoi canali e il suo centro medioevale affascinano in maniera incredibile! Se aggiungiamo anche l’atmosfera natalizia tutto questo diventa pura magia! Cosa fare tre giorni nella capitale delle Fiandre Occidentali? La città è a misura di disabile, così come le numerosissime attrazione che ho visitato. A seguito un itinerario senza barriere per scoprire una Bruges inclusiva e allo stesso tempo strepitosa!!!!

Ci sono luoghi capaci di toccarti nel profondo, per quanto tu non riesca a comprenderli del tutto. Bruges, città culturale, cosmopolita, artistica, misteriosamente medioevale e appartenente al Patrimonio UNESCO, è uno di quei luoghi!

COME RAGGIUNGERLA DA BRUXELLES Una volta atterrati all’aeroporto di Bruxelles Zavantem prendete l’ascensore e recatevi al piano – 1. Appena scesi vi troverete direttamente in stazione dove il treno vi condurrà a Bruges in un’ora e mezza di viaggio. Uno dei tanti assistenti che circolano nei pressi delle fermate vi aiuterà a salire sul mezzo mediante una pedana mobile (presente su ogni treno) che viene posizionata al momento di fronte all’accesso della carrozza. Al ritorno, sempre alla stazione di Stationplein, troverete una colonnina, collocata sul lato sinistro dell’entrata, utile per chiamare l’assistenza che verrà a recuperarvi.

E proprio nei pressi della Stationsplein parte un percorso luminoso (consigliato la sera quando le luci allietano il buio) interamente accessibile in sedia a rotelle che conduce al Minnewater, piccolo laghetto rettangolare soprannominato “Lago dell’amore” dove si trova anche la pista di pattinaggio. Questo è senza dubbio uno dei luoghi più romantici dell’intera Bruges! Dal ponte Minnewaterbrug si gode di un panorama meraviglioso! La passeggiata, la pista di pattinaggio e le altre differenti attività natalizie sono incluse nel “Bagliore invernale“, un festival di fine anno ricco di eventi molto particolari!

Le fotografie migliori del canale di Bruges vengono scattate dal Rozenhoedkaai, uno degli scorci panoramici più caratteristici della città. Collega il Belfort, la Torre Civica ed i canali, le vere arterie della cittadina fiamminga. In autunno il salice piangente assume dei bellissimi colori ramati mentre la sera, illuminato, rende questa banchina, se possibile, ancora più spettacolare.

Il must per eccellenza è il suo vivace centro con la caratteristica Piazza Markt, dove i mercatini di Natale si susseguono nel mezzo mentre le case colorate dai tetti a punta fanno da contorno. Il Markt è dominato dal Belfort, torre civica campanaria che con i suoi 83 metri di altezza risulta essere l’edificio più alto del centro storico. Purtroppo gli interni non sono accessibili in sedia a rotelle a causa dei suoi 366 gradini. Le campane del Belfort, azionate da un carillon, suonano ogni quarto d’ora da più di sette secoli e mezzo. Vi consiglio vivamente di fermarvi qui per qualche istante con una cioccolata calda in mano… Vi sembrerà di stare all’interno di un libro di fiabe. Inoltre il Markt è anche il luogo fisso di stazionamento delle carrozze.

Ma Bruges possiede ben ben due cuori pulsanti, ed il secondo prende il nome di Burg. Da oltre 600 anni viene amministrato dal suo maestoso municipio risalente al XIV secolo. Credo che in nessun altro luogo si possa esprimere la ricchezza di Bruges con così tanta imponenza! Questa minuscola piazza ospita anche la Basilica del Sacro Sangue, accessibile in carrozzina tramite ascensore. La chiesa, che ha mantenuto caratteristiche romaniche, contiene la Reliquia del Santo Cuore che venne trasportata dalla Terra Santa dal conte di Fiandra nel 1147. Molti sono i pellegrini che la affollano ogni giorno. Il mercoledì al Burg è giorno di mercato. Tra le bancarelle potete acquistare fiori, pesce fresco e prodotti tipici alimentari.

Non si può menzionare Bruges senza collegarla all’arte… Davvero moltissime sono le opere da vedere e diversi i musei da visitare. Inizio dall’antico Ospedale di San Giovanni che copre ben otto secoli di storia. I primi documenti risalgono al 1188 e raccontano di religiosi che si prendevano cura dei poveri, dei pellegrini e dei malati mentre in parecchi giungevano in questo luogo per morire. Una leggenda vuole che anche il pittore Memling vi fu ricoverato e donò quattro sue opere ai benefattori in cambio di gratitudine. Nel XIX secolo si aggiunsero altri due dipinti per cui oggi è possibile ammirare ben sei suoi capolavori! Nella piazzetta acciottolata si possono visitare il giardino delle erbe e la farmacia (non accessibile). La principale entrata fruibile in sedia a rotelle è situata in Mariastraat. Superato l’ingresso, con un montascale situato sul lato destro, si scende al piano delle opere. Bagno per disabili.

Il museo più celebre della città è il Groeninge. Accessibile in sedia a rotelle mediante rampe con bagno per disabili al suo interno. La bravissima guida Kaat mi ha spiegato in modo molto dettagliato e preciso la storia e i capolavori dei pittori fiamminghi primitivi, primo fra tutti Jan van Eyck. Durante il Medioevo Bruges era una città cosmopolita e un crogiolo di attività commerciali. Con il declino dell’industria tessile la città rivolse la sua attenzione alla produzione di beni di lusso come oro, manoscritti illuminati, merletti e dipinti. Questi beni di lusso avevano mercato in ogni angolo d’Europa. Come conseguenza delle complesse strategie matrimoniali dei Borgogna, Bruges entrò a far parte della contea delle Fiandre. I duchi di Borgogna trovavano questa città piacevole e amavano trascorrere il loro tempo nel lussuoso Prinsenhof (ora divenuto hotel cinque stelle Duke’s Palace). Gli esuberanti duchi commissionarono le loro opere ai pittori più rinomati, tra i quali proprio Jan van Eyck, che si trasferì a Bruges e divenne il pittore di corte del Duca Filippo il Buono. Il 2020 sarà “l’anno di Van Eyck” e si porterà avanti il tema dei Borgogna e dei pittori primitivi fiamminghi. La sua mostra sarà esposta al Museo Groeninge dal 12 Marzo al 12 Luglio 2020. Dopo aver visitato gli esterni e gli interni del museo, Kaat mi ha condotta fino a quella che fu l’abitazione degli ultimi dieci anni che Jan van Eyck trascorse a Bruges. La casa è collocata accanto al ponte Torenbrug. Qui sposò Margherita e realizzo il suo studio dove ricevette molte personalità di spicco. E’ probabile che gran parte delle sue opere siano state dipinte proprio in questa dimora. Inoltre la precisissima Kaat mi ha spiegato come e perché la Borsa nacque proprio in questa pittoresca cittadina delle Fiandre e mi ha portata alla Jan van Eyckplein. Questa piazza, dove al centro spicca la statua del famigerato pittore, era paragonata alla Manhattan della Borgogna, il luogo dove tutto accadeva. Era qui, al vecchio porto, che attraccavano le navi, si caricava, scaricava e si pagava il dazio. Ogni transazione era immancabilmente accompagnata da qualche parola in fiammingo, per questo era necessaria la presenza di un mediatore locale al quale andava ovviamente una commissione. Grazie alla fantastica Kaat sono uscita dai soliti circuiti turistici e ho scoperto una Bruges diversa dalle immagini alla quale ero abituata.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE Tutti i bus sono muniti di pedana per salire e scendere in sedia a rotelle. La pavimentazione dell’intero centro storico è acciottolata, vi consiglio (se potete) di visitarlo con un propulsore elettrico. Farete meno fatica e ci impiegherete meno tempo. I marciapiedi presentano rampe sempre e ovunque. Purtroppo il Museo Gruuthuse, recentemente ristrutturato e riaperto dopo cinque anni, risulta tuttora inaccessibile internamente. La struttura è talmente antica che pare non siano riusciti ad intervenire sulle accessibilità. E’ comunque possibile visitare i suoi meravigliosi esterni. Nemmeno l’autentico birrificio De Halve Maan è visitabile in carrozzina. Mentre sparsi in città vi sono diversi bagni per disabili: all’interno della stazione ferroviaria Stationplein, in Steenstraat ai numeri civici 73/75, nella piazza Markt al numero 7, negli uffici del Municipio della piazza al civico 1, al Municipal Music Academy in Sint-Jakobsstraat 23, alla libreria De Biekorf in Kuiperstraat al numero 3, in Annuntiatenstraat al 34 e nei pressi del Parking Centrum in ‘t Zand 21.

IMPERDIBILE Chiesa della Nostra Signora (accessibile mediante rampa), situata accanto al Museo Groeninge. Al suo interno rimarrete estasiati davanti alla statua della Madonna col Bambino di Michelangelo. Begginaggio, nei pressi del lago Minnewater. Gli esterni sono accessibili mentre gli interni no. Fu eretto nel 1245 ed era abitato dalle beghine, donne nubili per scelta riunite in una comune religiosa. Oggi al loro posto vi sono alcune suore dell’ordine di San Benedetto. Non è difficile farsi un’idea di come si viveva in questo posto nel XVII secolo: il vasto cortile interno, le facciate imbiancate ed un sereno silenzio. Le porte di accesso vengono chiuse ogni giorno alle 18.30 senza eccezioni! Cripta nell’hotel Crowne Plaza nei pressi del Burg. Dalla hall si raggiunge la cripta in ascensore. Bagno per disabili. Questa risulta essere una vera e propria chicca di Bruges: delle rovine composte da vecchie strutture risalenti al periodo medievale scoperte e conservate durante la costruzione dell’hotel. Vi sono dei segnali informativi lungo i corridoi e alcuni cimeli da guardare. Ultimo, non di certo per importanza, il Concertgebouw, palazzo dei concerti in stile moderno situato ai piedi del centro storico. Ho avuto la fortuna di effettuare una visita guidata al suo interno (l’intero stabile è accessibile in sedia a rotelle con bagni per disabili) e di accedere alla terrazza dalla quale si ha la vista più completa del centro di Bruges.

CURIOSITA’ La leggenda narra che nel IX secolo, quando Baldovino Braccio di Ferro, primo conte di Fiandra, visitò per la prima volta la città si imbattè in un enorme orso bruno coperto di neve. Dopo una lotta feroce, Baldovino riuscì a uccidere l’animale e, per onorarne la memoria, lo elesse subito a simbolo della città. Oggi, nelle occasioni speciali, l’effige dell’orso all’interno della nicchia sulla Loggia dei Borghesi, viene vestito a festa.

DOVE MANGIARE Ristorante Den Heerd, per un’ottima e curata cena di pesce accompagnata da un buon vino californiano proveniente dalla Napa Valley. L’ambiente è molto chic ed il personale altamente qualificato. L’accesso per disabili è collocato sul retro dell’edificio. Bagno accessibile con maniglioni. Veranda ristorante dell’hotel Portinari. Accesso per carrozzine e bagno per disabili. Ambiente piccolo ed accogliente con scelta di cibi tipici fiamminghi. Non potete uscire da qui se non avete assaggiato la loro cioccolata calda sormontata da panna e da piccole meringhe! Brasserie Forestiere. L’accesso avviene superando un piccolo gradino. Bagno per disabili. Ambiente informale ma allo stesso tempo raffinato. Piatto consigliato: tagliolini ai peperoni con anatra alla piastra! Davvero squisito!

DOVE DORMIRE Martin’s Hotel Bruges. La sua posizione è ottima, a solo 200 metri dal Markt. La camera numero 707 al piano della reception è totalmente handicap-friendly. Il personale è gentile e pronto ad aiutare tutti ma specialmente chi, come me, viaggia da sola in sedia a rotelle. La colazione a buffet è talmente vasta da non sapere più cosa assaggiare. Croassant e pane fresco, spremute, acque detox, latte e cereali di ogni genere, frutta secca e cibi salati. Servizi dell’hotel: cocktail bar (due gradini per accedervi), parcheggio privato, reception h24, wi-fi gratuito. Vivamente consigliato!

Ringrazio con tutto il cuore l’Ente del Turismo della Fiandre per avermi organizzato un viaggio accessibile, culturale e ricco di attrattive!

Il mio ringraziamento va anche a VisitBruges


MAR MORTO, IL PUNTO PIU’ BASSO DELLA TERRA

Aprile 2019  ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

A volte bisogna scendere molto in basso per trovare qualcosa di veramente speciale. Il Mar Morto ne è una riprova, dato che si trova letteralmente nel punto più basso del pianeta. Qui il concetto stesso di fare il bagno acquista un nuovo significato, perché la sua acqua satura di sali vi terrà a galla come un tappo di sughero, consentendovi al massimo qualche bracciata. Il fango del Mar Morto poi è un famoso prodotto di bellezza naturale della pelle; potete beneficiare delle sue proprietà anche con dei trattamenti in una delle tante spa sulla costa.

Ed è proprio sulla costa nord-orientale che si trovano i resort più lussuosi dove regalarvi trattamenti e ammirare i bagliori del tramonto sull’acqua, abbracciando con lo sguardo la Cisgiordania e le luci di Gerusalemme sulla sponda opposta.

Non perdetevi l’occasione di galleggiare nel punto più basso della terra, 398 metri sotto il livello del mare! Sarà un’esperienza davvero unica!

Io ho soggiornato al Ramada Resort Dead Sea, totalmente privo di barriere architettoniche quindi completamente accessibile in sedia a rotelle, se non per raggiungere la spa dove per accedervi bisogna superare sette/otto gradini. L’altro problemino l’ho incontrato in spiaggia, accessibile in sedia a rotelle tramite una navetta gratuita che ogni cinque minuti parte dal resort. La navetta ti lascia davanti ai lettini riservati per gli ospiti dell’hotel, ma poi per raggiungere il mare ci sono circa 200 metri di sabbia e sassi. Per fortuna il bagnino mi ha gentilmente aiutata a raggiungere la riva con la carrozzina, altrimenti non sarei stata in grado di farlo da sola.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

 

GUAYAQUIL, LA PORTA SUL PACIFICO

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Alcuni la considerano soltanto un punto di passaggio prima di raggiungere le meravigliose isole Galapagos ma Santiago de Guayaquil, nota solo come Guayaquil, è ritenuta una delle realtà più importanti dell’Ecuador. Da molti anni è divenuta un porto di spicco di tutto il Sudamerica e si è ritagliata un posto di tutto rispetto nel mercato del turismo rivelandosi una delle destinazione emergenti da tenere d’occhio.

biblioteca

E’ nota anche come “La porta del Pacifico” per la sua posizione che la vede affacciarsi sull’Oceano Pacifico ed il suo clima favorevole rende ogni visita piacevole! Dal mio hotel raggiungo il Malecon 2000, passeggiata di circa tre km in riva al fiume Guayas, dove si susseguono giostre, ristoranti, negozi e bancarelle. Tutto il percorso è accessibile in sedia a rotelle. E’ risultato difficile trovare un posteggio nei paraggi (anche a pagamento) a causa del tanto traffico cittadino.

Malecon 2000

A rapire lo sguardo sono anche La Bahia, mercato che comprende interi isolati di locali dove si possono acquistare articoli a prezzi scontati, ed ancora il monumento al poeta José Joaquin de Olmedo. Spostandosi più a nord si approda al Cerro Sant’Ana. Dalla strada sembra una colorata favela brasiliana. Accanto, sempre in cima alla collina, sorge l’imperdibile quartiere coloniale Las Penas che, grazie ad un progetto di riqualificazione urbana, si è lasciato alle spalle la fama di realtà degradata e pericolosa per divenire una tappa di grande appeal. I suoi edifici colorati, le strade acciottolate e le chiese riccamente decorate la rendono unica ed intrigante! Purtroppo gli oltre 400 gradini non permettono la visita di questi due quartieri alle persone che come me si muovono in sedia a rotelle. Mi sono dovuta accontentare di ammirare le case coloniali colorate dal basso!

Dal lato opposto si snoda il centro storico, dove svettano chiese con guglie appuntite come la Cattedrale Metropolitana (accessibile in sedia a rotelle), sede dell’arcidiocesi di Guayaquil. La facciata è molto bella e curata, mentre gli interni lasciano un pò a desiderare. Di fronte alla cattedrale vi è il Parco Seminario conosciuto da tutti come “parco delle iguane” per via delle tante giganti iguane terrestri che vi abitano. L’entrata è gratuita e non vi sono barriere architettoniche. E’ severamente vietato toccare le iguane ma ci si può divertire scattando fotografie insieme!

Cattedrale

A pochi passi da qui si può ammirare il Palazzo Municipale e visitare il Museo Antropologico e di Arte Contemporanea. Molto bella e multicolor è anche la biblioteca della città, sempre nei dintorni della cattedrale.

Guayaquil è la tappa ideale anche per coloro che, come me, dall’Ecuador desiderano volare alle Galapagos… Nei miei prossimi articoli vi racconterò tutto sul vero paradiso terrestre…

 

 

 

 

QUITO, LA CAPITALE DELL’ECUADOR DIVISA DAI DUE EMISFERI

Febbraio 2018

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quito è situata ai piedi delle Ande ad un’altezza di 2850 metri. E’ possibile ammirare tutta la città dall’alto prendendo il teleferico più alto del mondo. Bisogna raggiungere la zona ovest della città per accedere alla teleferica che, da 2900 metri, raggiunge la Cruz Loma a quota 4100. Appena fuori dalla biglietteria c’è un posteggio gratuito. Il disabile paga il biglietto ridotto e la funicolare è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa mobile che viene posizionata al momento. In dieci minuti si raggiunge la piattaforma di osservazione da dove è possibile vedere le 14 cime dei vulcani che circondano la capitale dell’Ecuador. Da lassù la vista è davvero mozzafiato! Preparatevi ad un possibile calo repentino delle temperature e ad una eventuale faticosa respirazione se non siete abituati a queste altezze.

Il centro storico è interamente percorribile a piedi lungo le strade acciottolate dove sono presenti rampe piuttosto ripide per salire e scendere dai marciapiedi. A pochi passi dal mio hotel si trova Piazza Grande, dove i lustrascarpe attendono i loro clienti e i venditori ambulanti tentano di rifilarti qualche souvenir. E’ la piazza principale della città, tanto da essere contornata dal Palazzo presidenziale, da quello dell’arcivescovado, dal municipio e dalla cattedrale. Quest’ultima è un magnifico esempio di architettura tardo-cinquecentesca spagnola in Sudamerica e vale la pena entrare al suo interno (anche se non vi sono scivoli ma solo gradini) per ammirare le magnifiche navate decorate e una curiosa scena della Natività dove al posto del bue e dell’asinello si trovano un lama e un cavallo!

Dalla Cattedrale di Quito ho proseguito verso la chiesa più suggestiva della capitale: la Compania de Jesus, bellezza barocca nota per i suoi interni intarsiati e dorati. E’ una delle poche chiese di Quito accessibili in carrozzina. Chiedere ad una guarda di farsi aprire i cancelli sul lato sinistro della facciata dove non vi sono gradini. La sua facciata decadente la rende ancora più affascinante!

Da qui si continua verso Sucre in direzione della Piazza dove sorge l’omonimo Convento di San Francisco. E’ un complesso romano-cattolico risalente al sedicesimo secolo. Purtroppo nemmeno questi interni sono visitabili in sedia a rotelle a causa dei tanti gradini. Nelle giornate limpide è possibile vedere il vulcano Pichincha a occhio nudo sullo sfondo. Se si prosegue per Bolivar e si gira a destra in Garcia Moreno si accede alla pittoresca via La ronda, con le casette coloniali con i balconi fioriti, le gallerie e i tanti negozi.

Da La Ronda ho girato a sinistra per giungere alla Piazza di Santo Domingo dove sorge l’omonima chiesa con le sue cupole settecentesche. Oltre alla famosa iglesia, anch’essa inaccessibile in sedia a rotelle, non c’è molto da vedere in questa piazza che però brulica di gente a tutte le ore del giorno. Sono molti anche i banchetti di street food. Da Piazza Santo Domingo si procede a nord lungo la via Flores fino a raggiungere Piazza del Teatro. Non ho visitato il teatro internamente.

Da questa vivace piazza ho continuato a piedi fino alla Basilica del Voto National,chiesa monumentale del XIX secolo in stile neogotico elaborato con torri a vista sulla città. L’ingresso per disabili è sul lato sinistro della facciata principale. La rampa d’accesso è piuttosto ripida. Questa basilica è considerata la più grande chiesa neo-gotica del mondo ed è uno spettacolo di bellezza già dall’esterno!

La mia ultima tappa per concludere la visita della Città Vecchia di Quito è Piazza di San Biagio, la mia preferita. Ho avuto la fortuna di capitare proprio il 3 Febbraio, in occasione della festa patronale. I canti e i balli che si sono svolti nella piazza sono stati molto folkloristici ed originali. Nemmeno questa chiesa ha l’accesso per le sedie a rotelle.

E’ possibile effettuare tutto l’itinerario in una intera giornata. Da molti punti della città è ben visibile la statua dell’angelo situata su El Panecillo, collina di origine vulcanica alta 200 metri situata tra la parte sud ed il centro di Quito.

 

 

 

DA TALLINN A HELSINKI IN TRAGHETTO

Ottobre 2018                                     VilniusRigaTallinn-Helsinki 

Ultima tappa del mio tour delle capitali baltiche: Helsinki. Il modo più economico per raggiungere la capitale della Finlandia è quello di prendere il traghetto da Tallinn. Ho preso i biglietti on line sul sito della Direct Ferries al prezzo di 17 euro cad. e la nave è totalmente accessibile in sedia a rotelle con bagno per disabili a bordo.

In due ore si raggiunge Helsinki, città moderna che si affaccia sul Golfo di Finlandia. Oltre ai suoi sessanta musei, la città dispone di spazi verdi, chiese e palazzi adibiti a centri commerciali. Cosa vedere in due mezze giornate?

Dopo l’arrivo al porto, da dove prendo un taxi (van spazioso con pedana per sedie a rotelle euro 32 per fare un km), arrivo al mio hotel. Fuori dal Clarion Hotel prendo il tram, totalmente accessibile, e scendo in centro di fronte alla Kampii Chapel (cappella del silenzio). L’entrata è gratuita e non vi sono barriere per le carrozzine. L’esterno è paragonabile ad un grande nave ellittica arancione, mentre gli interni sono molto spogli, semplici e lineari, totalmente diversi alle altre chiese presenti in città. La cappella del silenzio accoglie le persone di tutte le religioni che pregano, ognuno a modo suo, in assoluto silenzio.

cappella del silenzio

Poco distante da qui si raggiunge a piedi la maestosa stazione ferroviaria di Helsinki Centrale, nodo principale del trasporto pubblico della città. Dalla stazione inizia una via ricca di negozi, bar e centri commerciali dove spicca per importanza lo Stockmann, enorme store su più piani dedicato a questo marchio finlandese di alta qualità.

Girando a sinistra ci si trova sulle Esplanadi, le due vie principali dello shopping del centro città. All’andata percorro la Pohjoisesplanadi fino in fondo e mi trovo di fronte al mercato Kauppatori che si sviluppa in una parte del grande porto di Helsinki, precisamente in piazza del mercato. Si può acquistare di tutto, dal cibo finlandese fino ai souvenir più particolari! Il Palazzo Presidenziale e il City Hall sono posizionati adiacenti a questa piazza. Proseguita fino alla fine della piazza verso sinistra e vi troverete di fronte alla Cattedrale ortodossa della Dormizione, ovvero la Uspenskin Katedraali. I suoi mattoni rossi rossi sono visibili da diverse parti in quanto la cattedrale è rialzata su una collina. Non ho verificato l’accessibilità per disabili.

cattedrale della dormizione

Torno indietro e ripercorro la Esplanadi ma questa volta giro a destra a metà via per visitare Piazza del Senato dove si affaccia la Tuomiokirkko, ovvero la famosa cattedrale bianca simbolo di Helsinki (accessibile in sedia a rotelle). Di fronte alla cattedrale si trova la statua dell’imperatore russo Alessandro II mentre su un lato della piazza c’è il palazzo del governo.

Piazza del Senato con la cattedrale bianca

Da questo punto torno a piedi alla cappella del silenzio e, seguendo le indicazioni, inizio la salita che mi conduce al quartiere di Toolo dove si trova la particolarissima Temppeliaukion Jirkko, chiesa luterana scavata nella roccia e tipico esempio di architettura rupestre. Sfortunatamente sono giunta qui alle 18 e la chiesa era già chiusa così non ho potuto visitare i suoi interni.

chiesa scavata nella roccia

Il giorno seguente, prima di riprendere il traghetto per Tallinn, prendo un taxi e su consiglio di un amico vado a Eira, distretto a sud di Helsinki con circa 1000 abitanti. Arrivata qui ho fatto un giro sul lungomare, molto affascinante anche in inverno, per poi spingermi senza meta precisa verso il centro. Le case colorate, i giardini curati e le chiese appuntite rendono questo quartiere in stile Art Nouveau elegante e raffinato. Inoltre i migliori ristoranti della capitale hanno sede a Eira. Ho girato per qualche ora attorno alle sue vie e mi sono goduta la pace e la tranquillità di questa zona. Ad un certo punto noto una chiesa dal campanile simile alla punta dell’Empire State Building di NY. Incuriosita cerco la rampa d’ingresso ed entro silenziosamente. Scopro che si tratta della chiesa di Mikael Agricola e all’interno stanno celebrando una funzione. Sono rimasta piacevolmente colpita nel vedere il prete tatuato (non uno e due tatuaggi ma le braccia completamente coperte di tatoo) con i capelli lunghi e le scarpe da ginnastica che stava predicando. Ho immediatamente pensato:”In Finlandia sono troppo avanti!”.

Ho trovato Helsinki molto pulita, ordinata, a misura di disabile e… Molto cara!

 

MARGY BEACH, SPIAGGIA ACCESSIBILE TRAMITE RAMPA A DESENZANO DEL GARDA

Giugno 2018

Margy Beach, sulla spiaggia Feltrinelli a Desenzano del Garda, è una spiaggetta privata accessibile in sedia a rotelle tramite delle rampe.

In questa zona la sabbia è rimpiazzata dai sassi ma niente paura, potete accedervi con l’aiuto del gentilissimo personale in loco che noleggia sdraio, ombrelloni e pedalò. Non vi sono passerelle di legno e non c’è la seggiolina job.

Il costo giornaliero del lettino è di 4 euro feriali e 6 euro festivi.

Trovate Margy Beach sul lungomare Cesare Battisti al numero 45 a Desenzano del Garda.

EL CALAFATE E I GHIACCIAI PIU’ BELLI DELLA PATAGONIA ARGENTINA

22 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Da Ushuaia ho volato a El Calafate, graziosa cittadina posta sulla sponde del lago Argentino nonché porta d’ingresso dei ghiacciai più famosi della Patagonia Argentina.

Il ghiacciaio più conosciuto e visitato è, senza ombra di dubbio, il Perito Moreno. La sua superficie è superiore a quella della città di Buenos Aires, pensate quindi alla maestosità di questo ghiacciaio che si trova all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares. La sua lingua anteriore si estende per ben cinque km, mentre le sue pareti raggiungono un’altezza massima di 70 metri. Ci sono due modi per osservare questo spettacolo della natura: dalle passerelle o dalla barca. In entrambi i casi bisogna pagare il biglietto d’entrata al parco. Il costo è di 500 pesos argentino, circa 22/23 euro, ma il disabile in possesso del certificato d’invalidità non paga. Una volta arrivati alle passerelle ci si trova dinnanzi a due percorsi, quello nord totalmente accessibile in sedia a rotelle, e quello sud, al contrario inaccessibile a causa dei gradini. Sono rimasta quattro ore ad osservare il ghiacciaio in tutta la sua bellezza, scattando fotografie e attendendo che “cantasse”, ovvero che facesse rumore quando i suoi pezzi di ghiaccio giganteschi cadevano nelle acque sottostanti.

Per quanto riguarda la navigazione del Perito Moreno vi sono, anche qui, diverse possibilità. La prima è quella di prendere la barca che effettua solo il giro di questo ghiacciaio. Il punto di partenza si trova sulla destra poco prima di raggiungere le passerelle. Oppure, come ho fatto io, si può compiere una crociera di nove ore attorno ai bracci del lago Argentino dove ci si ferma davanti ai ghiacciai più importanti. Si parte da Puerto Bandera col catamarano Maria Turquesa, che dispone di una passerella accessibile in carrozzina per salire e bagno per disabili a bordo. Tra i vari ghiacciai spicca lo Spegazzini, che ha preso il nome da un biologo italiano e che ha le pareti più alte tra tutti i ghiacciai di questo lago, e l’Upsala, il più vasto di tutti per dimensioni. Attraversando il canale di Upsala si passa accanto ad un gigantesco iceberg. In ultimo si arriva fin sotto la parete nord del Perito Moreno.

Ma a e da El calafate è possibile fare altre escursioni. Il mio consiglio è quello di visitare una estancia, ovvero una fattoria tipica sudamericana dove allevano il bestiame. La più famosa è la Estancia Cristina, mentre io mi sono recata alla Estancia 25 de Mayo. E’ divertente assistere alla tosatura di una pecora o guardare i cuccioli di animali mentre vengono nutriti col biberon.

Dove mangiare a El Calafate: ristorante Mako, sulla via principale e ristorante El Pichion da dove si ammira la città dall’alto.

Ultima tappa cascate di Iguazù

MAIA BEF E TAS

Settembre 2017

Il “Maia bef e tas” è un locale situato in via kennedy 1 ad Oggiono, in provincia di Lecco. Il ristorante, hamburgheria e bar è facile da trovare essendo sito in prossimità della curva che da Oggiono porta verso Annone Brianza.

Mi ha colpita la gentilezza di Matteo, il proprietario, che ci ha coccolatI con il suo aperitivo. Dalle 17.30 alle 19.30 ogni giorno è possibile usufruire de l’ “URA CUNTENTA” che consiste in un cocktail o birra più affettati, tartine con lardo, salame, olive, formaggio con marmellate fatte in casa e pane. Pensate di aver mangiato a sufficienza? Vi sbagliate! Matteo propone i primi piatti del giorno e ve ne porta uno a scelta che, nel mio caso, si è trattato di casoncelli alla bergamasca. Il tutto alla modica cifra di otto euro a testa!

Ma il suo menù varia dai maxi hamburger a carni di manzo selezionate e da affettati provenienti dal salumificio Marco d’Oggiono ai primi piatti. Per la colazione domenicale la proposta è: cappuccio, pancakes fatti in casa più succo d’arancia al prezzo di cinque euro.

Il locale è totalmente accessibile in sedia a rotelle. Presenta una rampa all’ingresso e l’entrata principale è priva di ostacoli. All’interno vi è il bagno per disabili. Il piano superiore, dove ci sono altri tavoli, è inaccessibile. Ai clienti è riservato l’ampio posteggio gratuito all’interno del cortile dove si trova il ristorante.

Seguite la pagina facebook di Maia bef e tas per essere sempre informati sulle nuove proposte del menù.

Questo ristorante molto semplice e spartano è ideale per chi è amante della buona cucina e delle chiacchiere con gli amici. D’estate è possibile cenare anche all’aperto. Ottimo rapporto qualità/prezzo!

DA CAROZZI ABBUFFATA DI FORMAGGI A 10 EURO

Agosto 2017

Pasturo, Valsassina.

La formaggeria Carozzi produce i migliori formaggi tipici DOP provenienti dalla Valsassina: Quartirolo Lombardo,Taleggio, Gorgonzola e formaggini di capra. Questa azienda da oltre 50 anni porta avanti il rispetto di una tradizione culinaria con prodotti di prima qualità.

Si trova a Pasturo, in provincia di Lecco, sulla Via Provinciale numero 14/A. Per maggiori info visitate il sito www.carozzi.com

Da poco, di fianco alla storica azienda, hanno aperto un punto di ristoro per l’aperitivo serale. Costo? 7 euro col drink analcolico, 10 euro con quello alcolico. Accanto al bancone del bar vi è posizionato il buffet dove si ha la scelta tra svariati tipi di formaggi, ovviamente tutti rigorosamente freschi! In aggiunta vengono serviti pizzoccheri e polenta taragna.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE Si arriva in auto fino al posteggio di fronte alla struttura. La zona dove viene servito l’aperitivo, parzialmente all’aperto, è interamente accessibile in sedia a rotelle. Il bagno è grande a sufficienza per entrare in carrozzina ma non vi sono maniglioni accanto al wc. Inoltre anche il negozio di spaccio aziendale aperto dal 2015 non presenta nessuna barriera architettonica all’entrata.

entrata spaccio aziendale

 

 

Un must per gli amanti dei formaggi! Provare per credere!

SOFIA,BULGARIA

Giugno 2017

Pochi sanno che Sofia, capitale della Bulgaria, con i suoi 1.200.000 abitanti è la terza città più antica d’Europa dopo Atene e Roma. I resti della vecchia città sono tuttora ben visibili.

Dall’aeroporto al centro città si passa attraverso la grigia periferia con i suoi palazzoni a più piani che intristiscono al solo colpo d’occhio. Purtroppo ci troviamo nell’Europa dell’est in un Paese uscito da pochi anni dal comunismo e questo fattore incide tutt’oggi su diversi aspetti.

Il cuore della città non è mantenuto benissimo: marciapiedi rotti, case diroccate e palazzi decadenti. Inoltre non vi è nulla, ma proprio nulla, accessibile in sedia a rotelle. Un marciapiede giallo, detto “miglio giallo” per via del colore della pavimentazione, indica l’itinerario dove si snodano le principali attrazioni cittadine.

Il simbolo religioso della città e anche della liberazione attuata dai russi a sfavore della dominazione turca è la Cattedrale di Aleksandar Nevskij. Sarei stata ore ed ore ad ammirare questo gioiello le cui cupole placate in oro, le cinque navate ed il campanile con 12 campane attirano turisti provenienti da tutto il mondo. Fu eretta nei primi del Novecento e risulta essere la cattedrale ortodossa più grande della regione dei Balcani. E’ in stile bizantino e solo la sua visita merita l’intero viaggio! Per entrare bisogna superare dieci scalini posti davanti l’entrata. Non vi sono rampe né scivoli.

Ma Sofia è piena di chiese: Da quella di Santa Sofia che da il nome alla città, alla chiesa russa, uno splendido esempio di arte bizantina circondata da giardini floreali. Nessuna ha l’accesso per le sedie a rotelle.

chiesa russa

La capitale bulgara è una città ricca di arte, con numerosi musei sparsi in ogni angolo della città. L’unico che mi è parso accessibile in carrozzina è l’History Museum raggiungibile dalla strada tramite un ascensore.

Mangiare in Bulgaria è veramente economico. Non vi è una vasta scelta, ma i piatti sono buoni e non si spende più di 7 euro a testa per una porzione di carne con patate accompagnata da birra locale. Vi consiglio di assaggiare le torte a più strati esposte nelle vetrine delle pasticcerie. Lungo Vitosha Boulevard si trovano non solo molti negozi, ma anche diversi ristoranti e locali per mangiare e bere.

Nonostante la sua adesione all’Unione Europea nel 2007, la Bulgaria ha conservato la propria moneta nazionale: il lev bulgaro. Io ho cambiato direttamente in aeroporto al mio arrivo. Il tasso di cambio si aggira a 1,95 lev per un euro.

I taxi sono poco costosi, prestate attenzione però alle truffe. Sono in molti ad approfittare del fatto che si è turisti. Meglio prenotare il taxi o navetta 7 posti direttamente all’hotel. Sembrerà strano ma si spende meno!

Nonostante tutto quello che ho scritto e nonostante le numerose barriere architettoniche devo ammettere che Sofia non mi è dispiaciuta. Non consiglio però di spendere più di un giorno per visitarla. Se vi recate qui avete anche la possibilità di effettuare escursioni in bellissime località vicine.

DOVE DORMIRE trovate la recensione dell’hotel Eart & People and SPA di Sofia della categoria “recensioni” del blog.