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GUAYAQUIL, LA PORTA SUL PACIFICO

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Alcuni la considerano soltanto un punto di passaggio prima di raggiungere le meravigliose isole Galapagos ma Santiago de Guayaquil, nota solo come Guayaquil, è ritenuta una delle realtà più importanti dell’Ecuador. Da molti anni è divenuta un porto di spicco di tutto il Sudamerica e si è ritagliata un posto di tutto rispetto nel mercato del turismo rivelandosi una delle destinazione emergenti da tenere d’occhio.

biblioteca

E’ nota anche come “La porta del Pacifico” per la sua posizione che la vede affacciarsi sull’Oceano Pacifico ed il suo clima favorevole rende ogni visita piacevole! Dal mio hotel raggiungo il Malecon 2000, passeggiata di circa tre km in riva al fiume Guayas, dove si susseguono giostre, ristoranti, negozi e bancarelle. Tutto il percorso è accessibile in sedia a rotelle. E’ risultato difficile trovare un posteggio nei paraggi (anche a pagamento) a causa del tanto traffico cittadino.

Malecon 2000

A rapire lo sguardo sono anche La Bahia, mercato che comprende interi isolati di locali dove si possono acquistare articoli a prezzi scontati, ed ancora il monumento al poeta José Joaquin de Olmedo. Spostandosi più a nord si approda al Cerro Sant’Ana. Dalla strada sembra una colorata favela brasiliana. Accanto, sempre in cima alla collina, sorge l’imperdibile quartiere coloniale Las Penas che, grazie ad un progetto di riqualificazione urbana, si è lasciato alle spalle la fama di realtà degradata e pericolosa per divenire una tappa di grande appeal. I suoi edifici colorati, le strade acciottolate e le chiese riccamente decorate la rendono unica ed intrigante! Purtroppo gli oltre 400 gradini non permettono la visita di questi due quartieri alle persone che come me si muovono in sedia a rotelle. Mi sono dovuta accontentare di ammirare le case coloniali colorate dal basso!

Dal lato opposto si snoda il centro storico, dove svettano chiese con guglie appuntite come la Cattedrale Metropolitana (accessibile in sedia a rotelle), sede dell’arcidiocesi di Guayaquil. La facciata è molto bella e curata, mentre gli interni lasciano un pò a desiderare. Di fronte alla cattedrale vi è il Parco Seminario conosciuto da tutti come “parco delle iguane” per via delle tante giganti iguane terrestri che vi abitano. L’entrata è gratuita e non vi sono barriere architettoniche. E’ severamente vietato toccare le iguane ma ci si può divertire scattando fotografie insieme!

Cattedrale

A pochi passi da qui si può ammirare il Palazzo Municipale e visitare il Museo Antropologico e di Arte Contemporanea. Molto bella e multicolor è anche la biblioteca della città, sempre nei dintorni della cattedrale.

Guayaquil è la tappa ideale anche per coloro che, come me, dall’Ecuador desiderano volare alle Galapagos… Nei miei prossimi articoli vi racconterò tutto sul vero paradiso terrestre…

 

 

 

 

QUITO, LA CAPITALE DELL’ECUADOR DIVISA DAI DUE EMISFERI

Febbraio 2018

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quito è situata ai piedi delle Ande ad un’altezza di 2850 metri. E’ possibile ammirare tutta la città dall’alto prendendo il teleferico più alto del mondo. Bisogna raggiungere la zona ovest della città per accedere alla teleferica che, da 2900 metri, raggiunge la Cruz Loma a quota 4100. Appena fuori dalla biglietteria c’è un posteggio gratuito. Il disabile paga il biglietto ridotto e la funicolare è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa mobile che viene posizionata al momento. In dieci minuti si raggiunge la piattaforma di osservazione da dove è possibile vedere le 14 cime dei vulcani che circondano la capitale dell’Ecuador. Da lassù la vista è davvero mozzafiato! Preparatevi ad un possibile calo repentino delle temperature e ad una eventuale faticosa respirazione se non siete abituati a queste altezze.

Il centro storico è interamente percorribile a piedi lungo le strade acciottolate dove sono presenti rampe piuttosto ripide per salire e scendere dai marciapiedi. A pochi passi dal mio hotel si trova Piazza Grande, dove i lustrascarpe attendono i loro clienti e i venditori ambulanti tentano di rifilarti qualche souvenir. E’ la piazza principale della città, tanto da essere contornata dal Palazzo presidenziale, da quello dell’arcivescovado, dal municipio e dalla cattedrale. Quest’ultima è un magnifico esempio di architettura tardo-cinquecentesca spagnola in Sudamerica e vale la pena entrare al suo interno (anche se non vi sono scivoli ma solo gradini) per ammirare le magnifiche navate decorate e una curiosa scena della Natività dove al posto del bue e dell’asinello si trovano un lama e un cavallo!

Dalla Cattedrale di Quito ho proseguito verso la chiesa più suggestiva della capitale: la Compania de Jesus, bellezza barocca nota per i suoi interni intarsiati e dorati. E’ una delle poche chiese di Quito accessibili in carrozzina. Chiedere ad una guarda di farsi aprire i cancelli sul lato sinistro della facciata dove non vi sono gradini. La sua facciata decadente la rende ancora più affascinante!

Da qui si continua verso Sucre in direzione della Piazza dove sorge l’omonimo Convento di San Francisco. E’ un complesso romano-cattolico risalente al sedicesimo secolo. Purtroppo nemmeno questi interni sono visitabili in sedia a rotelle a causa dei tanti gradini. Nelle giornate limpide è possibile vedere il vulcano Pichincha a occhio nudo sullo sfondo. Se si prosegue per Bolivar e si gira a destra in Garcia Moreno si accede alla pittoresca via La ronda, con le casette coloniali con i balconi fioriti, le gallerie e i tanti negozi.

Da La Ronda ho girato a sinistra per giungere alla Piazza di Santo Domingo dove sorge l’omonima chiesa con le sue cupole settecentesche. Oltre alla famosa iglesia, anch’essa inaccessibile in sedia a rotelle, non c’è molto da vedere in questa piazza che però brulica di gente a tutte le ore del giorno. Sono molti anche i banchetti di street food. Da Piazza Santo Domingo si procede a nord lungo la via Flores fino a raggiungere Piazza del Teatro. Non ho visitato il teatro internamente.

Da questa vivace piazza ho continuato a piedi fino alla Basilica del Voto National,chiesa monumentale del XIX secolo in stile neogotico elaborato con torri a vista sulla città. L’ingresso per disabili è sul lato sinistro della facciata principale. La rampa d’accesso è piuttosto ripida. Questa basilica è considerata la più grande chiesa neo-gotica del mondo ed è uno spettacolo di bellezza già dall’esterno!

La mia ultima tappa per concludere la visita della Città Vecchia di Quito è Piazza di San Biagio, la mia preferita. Ho avuto la fortuna di capitare proprio il 3 Febbraio, in occasione della festa patronale. I canti e i balli che si sono svolti nella piazza sono stati molto folkloristici ed originali. Nemmeno questa chiesa ha l’accesso per le sedie a rotelle.

E’ possibile effettuare tutto l’itinerario in una intera giornata. Da molti punti della città è ben visibile la statua dell’angelo situata su El Panecillo, collina di origine vulcanica alta 200 metri situata tra la parte sud ed il centro di Quito.

 

 

 

DA TALLINN A HELSINKI IN TRAGHETTO

Ottobre 2018                                     VilniusRigaTallinn-Helsinki 

Ultima tappa del mio tour delle capitali baltiche: Helsinki. Il modo più economico per raggiungere la capitale della Finlandia è quello di prendere il traghetto da Tallinn. Ho preso i biglietti on line sul sito della Direct Ferries al prezzo di 17 euro cad. e la nave è totalmente accessibile in sedia a rotelle con bagno per disabili a bordo.

In due ore si raggiunge Helsinki, città moderna che si affaccia sul Golfo di Finlandia. Oltre ai suoi sessanta musei, la città dispone di spazi verdi, chiese e palazzi adibiti a centri commerciali. Cosa vedere in due mezze giornate?

Dopo l’arrivo al porto, da dove prendo un taxi (van spazioso con pedana per sedie a rotelle euro 32 per fare un km), arrivo al mio hotel. Fuori dal Clarion Hotel prendo il tram, totalmente accessibile, e scendo in centro di fronte alla Kampii Chapel (cappella del silenzio). L’entrata è gratuita e non vi sono barriere per le carrozzine. L’esterno è paragonabile ad un grande nave ellittica arancione, mentre gli interni sono molto spogli, semplici e lineari, totalmente diversi alle altre chiese presenti in città. La cappella del silenzio accoglie le persone di tutte le religioni che pregano, ognuno a modo suo, in assoluto silenzio.

cappella del silenzio

Poco distante da qui si raggiunge a piedi la maestosa stazione ferroviaria di Helsinki Centrale, nodo principale del trasporto pubblico della città. Dalla stazione inizia una via ricca di negozi, bar e centri commerciali dove spicca per importanza lo Stockmann, enorme store su più piani dedicato a questo marchio finlandese di alta qualità.

Girando a sinistra ci si trova sulle Esplanadi, le due vie principali dello shopping del centro città. All’andata percorro la Pohjoisesplanadi fino in fondo e mi trovo di fronte al mercato Kauppatori che si sviluppa in una parte del grande porto di Helsinki, precisamente in piazza del mercato. Si può acquistare di tutto, dal cibo finlandese fino ai souvenir più particolari! Il Palazzo Presidenziale e il City Hall sono posizionati adiacenti a questa piazza. Proseguita fino alla fine della piazza verso sinistra e vi troverete di fronte alla Cattedrale ortodossa della Dormizione, ovvero la Uspenskin Katedraali. I suoi mattoni rossi rossi sono visibili da diverse parti in quanto la cattedrale è rialzata su una collina. Non ho verificato l’accessibilità per disabili.

cattedrale della dormizione

Torno indietro e ripercorro la Esplanadi ma questa volta giro a destra a metà via per visitare Piazza del Senato dove si affaccia la Tuomiokirkko, ovvero la famosa cattedrale bianca simbolo di Helsinki (accessibile in sedia a rotelle). Di fronte alla cattedrale si trova la statua dell’imperatore russo Alessandro II mentre su un lato della piazza c’è il palazzo del governo.

Piazza del Senato con la cattedrale bianca

Da questo punto torno a piedi alla cappella del silenzio e, seguendo le indicazioni, inizio la salita che mi conduce al quartiere di Toolo dove si trova la particolarissima Temppeliaukion Jirkko, chiesa luterana scavata nella roccia e tipico esempio di architettura rupestre. Sfortunatamente sono giunta qui alle 18 e la chiesa era già chiusa così non ho potuto visitare i suoi interni.

chiesa scavata nella roccia

Il giorno seguente, prima di riprendere il traghetto per Tallinn, prendo un taxi e su consiglio di un amico vado a Eira, distretto a sud di Helsinki con circa 1000 abitanti. Arrivata qui ho fatto un giro sul lungomare, molto affascinante anche in inverno, per poi spingermi senza meta precisa verso il centro. Le case colorate, i giardini curati e le chiese appuntite rendono questo quartiere in stile Art Nouveau elegante e raffinato. Inoltre i migliori ristoranti della capitale hanno sede a Eira. Ho girato per qualche ora attorno alle sue vie e mi sono goduta la pace e la tranquillità di questa zona. Ad un certo punto noto una chiesa dal campanile simile alla punta dell’Empire State Building di NY. Incuriosita cerco la rampa d’ingresso ed entro silenziosamente. Scopro che si tratta della chiesa di Mikael Agricola e all’interno stanno celebrando una funzione. Sono rimasta piacevolmente colpita nel vedere il prete tatuato (non uno e due tatuaggi ma le braccia completamente coperte di tatoo) con i capelli lunghi e le scarpe da ginnastica che stava predicando. Ho immediatamente pensato:”In Finlandia sono troppo avanti!”.

Ho trovato Helsinki molto pulita, ordinata, a misura di disabile e… Molto cara!

 

MARGY BEACH, SPIAGGIA ACCESSIBILE TRAMITE RAMPA A DESENZANO DEL GARDA

Giugno 2018

Margy Beach, sulla spiaggia Feltrinelli a Desenzano del Garda, è una spiaggetta privata accessibile in sedia a rotelle tramite delle rampe.

In questa zona la sabbia è rimpiazzata dai sassi ma niente paura, potete accedervi con l’aiuto del gentilissimo personale in loco che noleggia sdraio, ombrelloni e pedalò. Non vi sono passerelle di legno e non c’è la seggiolina job.

Il costo giornaliero del lettino è di 4 euro feriali e 6 euro festivi.

Trovate Margy Beach sul lungomare Cesare Battisti al numero 45 a Desenzano del Garda.

EL CALAFATE E I GHIACCIAI PIU’ BELLI DELLA PATAGONIA ARGENTINA

22 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Da Ushuaia ho volato a El Calafate, graziosa cittadina posta sulla sponde del lago Argentino nonché porta d’ingresso dei ghiacciai più famosi della Patagonia Argentina.

Il ghiacciaio più conosciuto e visitato è, senza ombra di dubbio, il Perito Moreno. La sua superficie è superiore a quella della città di Buenos Aires, pensate quindi alla maestosità di questo ghiacciaio che si trova all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares. La sua lingua anteriore si estende per ben cinque km, mentre le sue pareti raggiungono un’altezza massima di 70 metri. Ci sono due modi per osservare questo spettacolo della natura: dalle passerelle o dalla barca. In entrambi i casi bisogna pagare il biglietto d’entrata al parco. Il costo è di 500 pesos argentino, circa 22/23 euro, ma il disabile in possesso del certificato d’invalidità non paga. Una volta arrivati alle passerelle ci si trova dinnanzi a due percorsi, quello nord totalmente accessibile in sedia a rotelle, e quello sud, al contrario inaccessibile a causa dei gradini. Sono rimasta quattro ore ad osservare il ghiacciaio in tutta la sua bellezza, scattando fotografie e attendendo che “cantasse”, ovvero che facesse rumore quando i suoi pezzi di ghiaccio giganteschi cadevano nelle acque sottostanti.

Per quanto riguarda la navigazione del Perito Moreno vi sono, anche qui, diverse possibilità. La prima è quella di prendere la barca che effettua solo il giro di questo ghiacciaio. Il punto di partenza si trova sulla destra poco prima di raggiungere le passerelle. Oppure, come ho fatto io, si può compiere una crociera di nove ore attorno ai bracci del lago Argentino dove ci si ferma davanti ai ghiacciai più importanti. Si parte da Puerto Bandera col catamarano Maria Turquesa, che dispone di una passerella accessibile in carrozzina per salire e bagno per disabili a bordo. Tra i vari ghiacciai spicca lo Spegazzini, che ha preso il nome da un biologo italiano e che ha le pareti più alte tra tutti i ghiacciai di questo lago, e l’Upsala, il più vasto di tutti per dimensioni. Attraversando il canale di Upsala si passa accanto ad un gigantesco iceberg. In ultimo si arriva fin sotto la parete nord del Perito Moreno.

Ma a e da El calafate è possibile fare altre escursioni. Il mio consiglio è quello di visitare una estancia, ovvero una fattoria tipica sudamericana dove allevano il bestiame. La più famosa è la Estancia Cristina, mentre io mi sono recata alla Estancia 25 de Mayo. E’ divertente assistere alla tosatura di una pecora o guardare i cuccioli di animali mentre vengono nutriti col biberon.

Dove mangiare a El Calafate: ristorante Mako, sulla via principale e ristorante El Pichion da dove si ammira la città dall’alto.

Ultima tappa cascate di Iguazù

MAIA BEF E TAS

Settembre 2017

Il “Maia bef e tas” è un locale situato in via kennedy 1 ad Oggiono, in provincia di Lecco. Il ristorante, hamburgheria e bar è facile da trovare essendo sito in prossimità della curva che da Oggiono porta verso Annone Brianza.

Mi ha colpita la gentilezza di Matteo, il proprietario, che ci ha coccolatI con il suo aperitivo. Dalle 17.30 alle 19.30 ogni giorno è possibile usufruire de l’ “URA CUNTENTA” che consiste in un cocktail o birra più affettati, tartine con lardo, salame, olive, formaggio con marmellate fatte in casa e pane. Pensate di aver mangiato a sufficienza? Vi sbagliate! Matteo propone i primi piatti del giorno e ve ne porta uno a scelta che, nel mio caso, si è trattato di casoncelli alla bergamasca. Il tutto alla modica cifra di otto euro a testa!

Ma il suo menù varia dai maxi hamburger a carni di manzo selezionate e da affettati provenienti dal salumificio Marco d’Oggiono ai primi piatti. Per la colazione domenicale la proposta è: cappuccio, pancakes fatti in casa più succo d’arancia al prezzo di cinque euro.

Il locale è totalmente accessibile in sedia a rotelle. Presenta una rampa all’ingresso e l’entrata principale è priva di ostacoli. All’interno vi è il bagno per disabili. Il piano superiore, dove ci sono altri tavoli, è inaccessibile. Ai clienti è riservato l’ampio posteggio gratuito all’interno del cortile dove si trova il ristorante.

Seguite la pagina facebook di Maia bef e tas per essere sempre informati sulle nuove proposte del menù.

Questo ristorante molto semplice e spartano è ideale per chi è amante della buona cucina e delle chiacchiere con gli amici. D’estate è possibile cenare anche all’aperto. Ottimo rapporto qualità/prezzo!

DA CAROZZI ABBUFFATA DI FORMAGGI A 10 EURO

Agosto 2017

Pasturo, Valsassina.

La formaggeria Carozzi produce i migliori formaggi tipici DOP provenienti dalla Valsassina: Quartirolo Lombardo,Taleggio, Gorgonzola e formaggini di capra. Questa azienda da oltre 50 anni porta avanti il rispetto di una tradizione culinaria con prodotti di prima qualità.

Si trova a Pasturo, in provincia di Lecco, sulla Via Provinciale numero 14/A. Per maggiori info visitate il sito www.carozzi.com

Da poco, di fianco alla storica azienda, hanno aperto un punto di ristoro per l’aperitivo serale. Costo? 7 euro col drink analcolico, 10 euro con quello alcolico. Accanto al bancone del bar vi è posizionato il buffet dove si ha la scelta tra svariati tipi di formaggi, ovviamente tutti rigorosamente freschi! In aggiunta vengono serviti pizzoccheri e polenta taragna.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE Si arriva in auto fino al posteggio di fronte alla struttura. La zona dove viene servito l’aperitivo, parzialmente all’aperto, è interamente accessibile in sedia a rotelle. Il bagno è grande a sufficienza per entrare in carrozzina ma non vi sono maniglioni accanto al wc. Inoltre anche il negozio di spaccio aziendale aperto dal 2015 non presenta nessuna barriera architettonica all’entrata.

entrata spaccio aziendale

 

 

Un must per gli amanti dei formaggi! Provare per credere!

SOFIA,BULGARIA

Giugno 2017

Pochi sanno che Sofia, capitale della Bulgaria, con i suoi 1.200.000 abitanti è la terza città più antica d’Europa dopo Atene e Roma. I resti della vecchia città sono tuttora ben visibili.

Dall’aeroporto al centro città si passa attraverso la grigia periferia con i suoi palazzoni a più piani che intristiscono al solo colpo d’occhio. Purtroppo ci troviamo nell’Europa dell’est in un Paese uscito da pochi anni dal comunismo e questo fattore incide tutt’oggi su diversi aspetti.

Il cuore della città non è mantenuto benissimo: marciapiedi rotti, case diroccate e palazzi decadenti. Inoltre non vi è nulla, ma proprio nulla, accessibile in sedia a rotelle. Un marciapiede giallo, detto “miglio giallo” per via del colore della pavimentazione, indica l’itinerario dove si snodano le principali attrazioni cittadine.

Il simbolo religioso della città e anche della liberazione attuata dai russi a sfavore della dominazione turca è la Cattedrale di Aleksandar Nevskij. Sarei stata ore ed ore ad ammirare questo gioiello le cui cupole placate in oro, le cinque navate ed il campanile con 12 campane attirano turisti provenienti da tutto il mondo. Fu eretta nei primi del Novecento e risulta essere la cattedrale ortodossa più grande della regione dei Balcani. E’ in stile bizantino e solo la sua visita merita l’intero viaggio! Per entrare bisogna superare dieci scalini posti davanti l’entrata. Non vi sono rampe né scivoli.

Ma Sofia è piena di chiese: Da quella di Santa Sofia che da il nome alla città, alla chiesa russa, uno splendido esempio di arte bizantina circondata da giardini floreali. Nessuna ha l’accesso per le sedie a rotelle.

chiesa russa

La capitale bulgara è una città ricca di arte, con numerosi musei sparsi in ogni angolo della città. L’unico che mi è parso accessibile in carrozzina è l’History Museum raggiungibile dalla strada tramite un ascensore.

Mangiare in Bulgaria è veramente economico. Non vi è una vasta scelta, ma i piatti sono buoni e non si spende più di 7 euro a testa per una porzione di carne con patate accompagnata da birra locale. Vi consiglio di assaggiare le torte a più strati esposte nelle vetrine delle pasticcerie. Lungo Vitosha Boulevard si trovano non solo molti negozi, ma anche diversi ristoranti e locali per mangiare e bere.

Nonostante la sua adesione all’Unione Europea nel 2007, la Bulgaria ha conservato la propria moneta nazionale: il lev bulgaro. Io ho cambiato direttamente in aeroporto al mio arrivo. Il tasso di cambio si aggira a 1,95 lev per un euro.

I taxi sono poco costosi, prestate attenzione però alle truffe. Sono in molti ad approfittare del fatto che si è turisti. Meglio prenotare il taxi o navetta 7 posti direttamente all’hotel. Sembrerà strano ma si spende meno!

Nonostante tutto quello che ho scritto e nonostante le numerose barriere architettoniche devo ammettere che Sofia non mi è dispiaciuta. Non consiglio però di spendere più di un giorno per visitarla. Se vi recate qui avete anche la possibilità di effettuare escursioni in bellissime località vicine.

DOVE DORMIRE trovate la recensione dell’hotel Eart & People and SPA di Sofia della categoria “recensioni” del blog.

 

GITA FUORI PORTA A VERONA

Gennaio 2017

Da Lecco, dove vivo, in due orette di macchina si raggiunge Verona, a mio avviso una delle città più romantiche d’Italia. Mancavo dalla famosa cittadina veneta da qualche anno e devo ammettere che non la ricordavo così accessibile in sedia a rotelle. Non mi sono spostata con i mezzi pubblici, preferendo lasciare la mia auto appena fuori le mura e raggiungere il centro con la carrozzina. Nonostante questo ho verificato che i bus sono muniti di pedana. La pavimentazione stradale, come ogni centro storico, è piena di ciottoli che rendono più faticosa la percorribilità ad un disabile in sedia a rotelle come me. Ho notato invece che tutti i marciapiedi hanno una piccola rampa per facilitare l’accesso non solo ai diversamente abili, ma anche alle mamme con i passeggini e agli anziani.

La mia visita a Verona inizia da piazza Bra, la piazza più grande e più rinomata della città soprattutto perché ospita l’Arena. L’Arena di Verona è senza dubbio l’icona di questa provincia del Veneto. Si dice sia l’anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione grazie a tempestivi restauri realizzati fin dal 600. Sono molti gli eventi e le opere liriche che si svolgono nel suggestivo anfiteatro romano e davvero tantissimi sono stati i protagonisti che hanno calcato le scene al suo interno. Ammetto di non aver mai assistito ad un concerto o ad un’opera all’Arena di Verona ma spero di farlo presto in quanto non vi sono barriere architettoniche da superare in sedia a rotelle all’ingresso.

Proseguendo lungo il corso ricco di boutique e di negozi all’ultima moda si giunge in uno dei luoghi che più ho apprezzato. Mi riferisco a piazza Erbe, la più antica di Verona. Sorge sopra l’area del foro romano dato che in passato era il centro della vita politica ed economica. I palazzi colorati, i mercatini con le bancarelle e i ristoranti tipici la rendono davvero incantevole! Inoltre piazza Erbe ospita il palazzo della Ragione, oggi sede della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Proprio qui, in piazza Erbe, ho pranzato in uno dei migliori ristoranti della città: La Teta de Giulieta. Bisogna superare un gradino per accedervi e non vi è il bagno per disabili. Ma il personale è molto cortese e disponibile per qualsiasi necessità. Lo stracotto di Musso all’Amarone con polenta merita di essere assaggiato. Ma il menù presenta altri piatti tipici veronesi davvero squisiti. Ve lo consiglio vivamente!

Ma a Verona c’è un’altra protagonista… La casa di Giulietta. Per chi non lo sapesse, il drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare ha ambientato proprio a Verona la sua tragedia più famosa: Romeo e Giulietta. E’ tuttora una delle storie più popolari al mondo e attira molti turisti che giungono qui per visitare il luogo dove visse la Capuleti. Le code sono spesso lunghe, meglio andarci di mattino presto. Il cortile è acciottolato e faticoso da attraversare in sedia a rotelle. Di fronte all’entrata è posizionata una statua di bronzo di Giulietta. La leggenda suggerisce di toccare il seno destro per ricevere fortuna… Io mi sono limitata a scattare una foto. Gli interni della casa non sono accessibili in carrozzina a causa delle numerose scale. Dal cortile si può tranquillamente ammirare il balcone dove Giulietta era solita affacciarsi.

I miei due giorni a Venezia si concludono con un giro sulle sponde del fiume Adige passando per il ponte Pietra, l’unico rimasto di epoca romana. Attraversandolo si ha di fronte il teatro romano, ben visibile a occhio nudo, e altri scorci molto belli e caratteristici.

Dove dormire a Verona? L’Hotel Fiera Verona è appena fuori dal centro storico. Camere con bagni per disabili. L’intera struttura è priva di barriere architettoniche. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Per maggiori info visitate il sito www.hotelfieraverona.biz

 

DOVE MANGIARE A MONACO DI BAVIERA

Maggio 2016

Questo è solamente l’ultimo dei tanti articoli che dedico alla città di Monaco di Baviera. Nella categoria “Europa” trovate tutti gli altri pubblicati di recente.

Cosa mangiare a Monaco, ma soprattutto, dove mangiare? La cucina bavarese, con grandi tradizioni culinarie, è contraddistinta da piatti abbondanti e consistenti, preparati prevalentemente con la carne. Le salsicce (Wurst) sono le protagoniste assolute in quanto si vendono in ogni angolo della strada e vengono proposte in tutti i ristoranti. I tedeschi amano gustarle anche come semplice snack. Ma i piatti tipici sono davvero molti:

Bauernschmaus, carne di maiale arrosto

Beinfleish, tenera carne di manzo

Kalbshaxe, stinco di vitello rosolato

kalbsrahmbraten, vitello con crema

Spanferkel, maialino arrosto

Wiener Schnitzel, somigliante alla cotoletta alla milanese

Tutti questi gustosi piatti vengono accompagnati da Sauercraut, ovvero da crauti, e da Semmelknodel, tipo di canederli.

Ma in questo post mancano altri due protagonisti principali della cucina bavarese:

– il Bretzel, pane esclusivo dalla forma rotonda usato per accompagnare le pietanze o da mangiare con burro o con prosciutto e formaggio40

la birra, servita in calici da litro o mezzo litro3

Luoghi più rinomati dove assaporare tutte queste bontà:

Hofbrauhaus, la birreria più famosa al mondo! A pianterreno ci si imbatte nella Schwemme, la sala più frequentata dai turisti. Volte affrescate, camerieri con abiti in perfetto stile bavarese, birra a fiumi e lunghe tavolate di legno. L’atmosfera è allegra e vivace accompagnata da musica dal vivo! Accessibile in sedia a rotelle. Aperta tutti i giorni dalle 09.00 alle 24.00.

Augustiner Keller, altro luogo di culto della cittadina bavarese. Inizialmente era adibito alla conservazione della birra. Oggi, nel ristorante famigerato per la cucina tipica, si possono assaggiare anche piatti vegetariani ed internazionali. Non vi sono rampe o accessi per disabili. per raggiungere la sala principale bisogna superare tre gradini.

Wirtshaus rechthaler Hof, situato di fronte alla stazione centrale. In questo ristorante a tema ho gustato piatti ancora più prelibati e curati. Accessibile in sedia a rotelle.

Ora vi saluto, mi è venuto un certo languorino!