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QUITO, LA CAPITALE DELL’ECUADOR DIVISA DAI DUE EMISFERI

Febbraio 2018

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Quito è situata ai piedi delle Ande ad un’altezza di 2850 metri. E’ possibile ammirare tutta la città dall’alto prendendo il teleferico più alto del mondo. Bisogna raggiungere la zona ovest della città per accedere alla teleferica che, da 2900 metri, raggiunge la Cruz Loma a quota 4100. Appena fuori dalla biglietteria c’è un posteggio gratuito. Il disabile paga il biglietto ridotto e la funicolare è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa mobile che viene posizionata al momento. In dieci minuti si raggiunge la piattaforma di osservazione da dove è possibile vedere le 14 cime dei vulcani che circondano la capitale dell’Ecuador. Da lassù la vista è davvero mozzafiato! Preparatevi ad un possibile calo repentino delle temperature e ad una eventuale faticosa respirazione se non siete abituati a queste altezze.

Il centro storico è interamente percorribile a piedi lungo le strade acciottolate dove sono presenti rampe piuttosto ripide per salire e scendere dai marciapiedi. A pochi passi dal mio hotel si trova Piazza Grande, dove i lustrascarpe attendono i loro clienti e i venditori ambulanti tentano di rifilarti qualche souvenir. E’ la piazza principale della città, tanto da essere contornata dal Palazzo presidenziale, da quello dell’arcivescovado, dal municipio e dalla cattedrale. Quest’ultima è un magnifico esempio di architettura tardo-cinquecentesca spagnola in Sudamerica e vale la pena entrare al suo interno (anche se non vi sono scivoli ma solo gradini) per ammirare le magnifiche navate decorate e una curiosa scena della Natività dove al posto del bue e dell’asinello si trovano un lama e un cavallo!

Dalla Cattedrale di Quito ho proseguito verso la chiesa più suggestiva della capitale: la Compania de Jesus, bellezza barocca nota per i suoi interni intarsiati e dorati. E’ una delle poche chiese di Quito accessibili in carrozzina. Chiedere ad una guarda di farsi aprire i cancelli sul lato sinistro della facciata dove non vi sono gradini. La sua facciata decadente la rende ancora più affascinante!

Da qui si continua verso Sucre in direzione della Piazza dove sorge l’omonimo Convento di San Francisco. E’ un complesso romano-cattolico risalente al sedicesimo secolo. Purtroppo nemmeno questi interni sono visitabili in sedia a rotelle a causa dei tanti gradini. Nelle giornate limpide è possibile vedere il vulcano Pichincha a occhio nudo sullo sfondo. Se si prosegue per Bolivar e si gira a destra in Garcia Moreno si accede alla pittoresca via La ronda, con le casette coloniali con i balconi fioriti, le gallerie e i tanti negozi.

Da La Ronda ho girato a sinistra per giungere alla Piazza di Santo Domingo dove sorge l’omonima chiesa con le sue cupole settecentesche. Oltre alla famosa iglesia, anch’essa inaccessibile in sedia a rotelle, non c’è molto da vedere in questa piazza che però brulica di gente a tutte le ore del giorno. Sono molti anche i banchetti di street food. Da Piazza Santo Domingo si procede a nord lungo la via Flores fino a raggiungere Piazza del Teatro. Non ho visitato il teatro internamente.

Da questa vivace piazza ho continuato a piedi fino alla Basilica del Voto National,chiesa monumentale del XIX secolo in stile neogotico elaborato con torri a vista sulla città. L’ingresso per disabili è sul lato sinistro della facciata principale. La rampa d’accesso è piuttosto ripida. Questa basilica è considerata la più grande chiesa neo-gotica del mondo ed è uno spettacolo di bellezza già dall’esterno!

La mia ultima tappa per concludere la visita della Città Vecchia di Quito è Piazza di San Biagio, la mia preferita. Ho avuto la fortuna di capitare proprio il 3 Febbraio, in occasione della festa patronale. I canti e i balli che si sono svolti nella piazza sono stati molto folkloristici ed originali. Nemmeno questa chiesa ha l’accesso per le sedie a rotelle.

E’ possibile effettuare tutto l’itinerario in una intera giornata. Da molti punti della città è ben visibile la statua dell’angelo situata su El Panecillo, collina di origine vulcanica alta 200 metri situata tra la parte sud ed il centro di Quito.

 

 

 

TERRA DEL FUOCO: USHUAIA, LA FIN DEL MUNDO!

21 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Dopo Buenos Aires e La Penisola di Valdés, il mio viaggio in Argentina prosegue nella punta più a sud della Patagonia, a Ushuaia, dove finisce il mondo!

Ushuaia è la città più a sud del mondo, dopodiché il nulla, se non la Penisola Antartica. La punta più estrema della Patagonia argentina è chiamata “Terra del fuoco” perché Magellano, quando la intravvide dalla barca, scorse della terra col fuoco acceso. La mia emozione è stata tanta, già dall’aereo mi scoppiava il cuore durante il momento dell’atterraggio in questo luogo incantato sperduto tra le Ande.

Irrinunciabile scattare una fotografia col cartello della fine del mondo situato al porto, da dove partono le imbarcazioni per l’Antartide e per la navigazione del Canale di Beagle. Ho acquistato due escursioni in internet sul sito www.argentina4u.com, agenzia argentina più economica rispetto a tante altre. Nello stesso giorno ho esplorato il Parco Nazionale della Terra del Fuoco e navigato il Canale di Beagle. Argentina4u mi ha consigliato di effettuare un’escursione privata del parco (155 dollari a testa), per essere maggiormente seguita data la mia sedia a rotelle. Abbiamo raggiunto i punti principali del parco con un’auto spaziosa scendendo ad ogni tappa. All’interno del parco vi è un piccolo pontile di legno dove marchiano il passaporto con il timbro della fin del mundo! Immaginatevi la fila di persone che c’è ogni giorno! Io ed i miei compagni di viaggio abbiamo effettuato anche il giro col treno della fin del mundo. Il biglietto è escluso dal prezzo del tour e lo si può acquistare direttamente alla stazione. Per il disabile e l’accompagnatore c’è una riduzione sul prezzo. Le carrozze del treno non sono quelle originali, ma sono state ben ricostruite. Inoltre ne hanno aggiunte alcune adattate alle sedie a rotelle con la rampa per salire e scendere.La mia carrozzina però non è riuscita a passare attraverso la porta del treno in quanto troppo stretta. Questo è il treno più australe del mondo ed ha una storia molto triste alle sue spalle. A cavallo tra l’800 e il 900 la Terra del Fuoco era popolata da diversi aborigeni, anche se in questa zona si erano già insediate alcune missioni. Nel 1883 il presidente Julio Argentino Roca presenta presso il Congresso della Nazione un progetto di legge al fine di creare una colonia penale al sud della Repubblica. Successivamente, nel 1896, in uno stabilimento precario, fatto di zinco e legno, si inaugura il Carcere dei Recidivi. Tra il 1909 e il 1910 si hanno registri dei primi movimenti ferroviari. Dalla città partiva il carico di prigionieri che giungeva all’interno di quello che oggi è il parco. I carcerati erano costretti a tagliare moltissimi alberi ed a caricare i vagoni con la legna che venivano utilizzati per scaldare gli ambienti ma anche per generare elettricità. Oggi si possono effettuare solo gli ultimi 7 km di quel percorso, il giro dura un’ora ed il panorama è davvero incantevole! Vi consiglio di prendere prima il treno e poi di visitare il parco in tutta calma. Vi sono diversi punti di ristoro dove si trovano anche bagni per disabili. In alcune zone il terreno del parco risulta sabbioso o sconnesso quindi difficile da percorrere in sedia a rotelle.

Dopo quattro ore trascorse nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco tra laghi e montagne innevate, la guida ci accompagna al porto. Da qui ci imbarchiamo per la navigazione del Canale di Beagle (73 dollari a testa costo dell’escursione). La navigazione avviene con dei piccoli catamarani che non hanno la pedana accessibile, bisogna superare un grosso gradino per salirci sopra e non dispongono di bagni per disabili a bordo. Il personale navale aiuta negli spostamenti. Il giro dura tre ore e, durante la rotta, si possono vedere da vicino cormorani e leoni marini felicemente spiaggiati su delle rocce che emergono dalle acque. Il faro bianco e rosso “Les Eclaireus” è l’attrazione principale di questa escursione. Segna il punto di separazione tra la Patagonia argentina e quella cilena ed è il punto d’incontro tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico.

Dove mangiare a Ushuaia: ristorante da Isabel, cocina al disco. Questo locale molto chic e raffinato ha la vista sul porto. La sua specialità e la cucina al disco, ovvero la carne o il pesce prescelti vengono cucinati all’interno di una pentola che ha la forma di un vecchio disco di vinile.

La mia prossima tappa? I ghiacciai di El Calafate