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Sulle orme degli animali più rari al mondo

Agosto 2018

Siete amanti degli animali? Il viaggio per voi significa anche andare alla scoperta degli esseri viventi più particolari al mondo? Leggi questo articolo preso dal sito www.travelweare.com

Musetti tenerissimi, code strane, orecchie enormi, temibili spire e versi sconosciuti: viaggiare è anche il modo per scoprire una natura incontaminata  e, perché no, una fauna quasi sconosciuta. Animali strani oppure pericolossissimi che solo in pochi luoghi al mondo è possibile osservare. Perché non approfittare per fare del viaggio un’occasione per trasformarsi in moderni Charles Darwin e andare a caccia (metaforicamente parlando) delle più originali specie del pianeta?

foto presa da Google

Olinguito – Equador e Colombia

Cominciamo dall’olinguito, tenerissimo essere peloso, a metà strada tra un orso ed un cagnolino. E’ il primo mammifero carnivoro ad essere stato scoperto in America negli ultimi 35 anni. Lo potete trovare nelle foreste pluviali di Ecuador e Colombia.

Tragulida – India

Altrettanto raro e buffo, forse anche vagamente inquietante, il tragulida è famoso anche con il nome di “topo – cervo” per via del suo corpo da ratto e zampe simili ad un cerbiatto.   Vive nelle foreste tropicali ed in particolare nell’India meridionale: buon nuotatore, si nutre di frutti caduti e fogliame.

foto presa da Google

Tartaruga delle Galapagos – Isole Galapagos

Spostiamoci invece alle isole Galapagos, patria delle tartarughe che hanno reso questo angolo di mondo un paradiso. La tartaruga delle Galapagos o tartaruga gigante delle Galapagos è una tartaruga della famiglia Testudinidae, endemica dell’arcipelago, che può raggiungere i 300 kg di peso e quasi due metri di lunghezza. L’aspettativa media di vita stimata di un esemplare di questa specie è di 150-200 anni: un vero museo a quattro zampe!

foto presa da Google

Jerboa – Arabia, Africa, Asia

Immaginate ora un piccolo topolino peloso di colore bianco-grigio, ma con delle enormi orecchie da Dumbo. Fatto? E’ il jerboa, roditore diffuso nelle zone aride e semiaride dell’ Arabia, Africa, Medio Oriente e Asia centrale. Ha zampette robuste sempre pronte a saltare, soprattutto nel deserto.

foto presa da Google

Wombat – Australia

Si riconosce dal naso peloso il wombat, piccolo marsupiale proveniente dall’Australia, ritenuto la specie più rara al mondo. Diffuso nelle regioni più fredde e più umide dell’Australia meridionale e orientale, vive anche nelle regioni montuose, spingendosi verso nord fino al Queensland meridionale; ancora più rara la sottospecie dello stretto di Bass che vive solamente sull’isola di Flinders, a nord della Tasmania. Nel 1996 la sua popolazione venne stimata sui 4000 esemplari e ancora oggi viene considerata vulnerabile dall’Environment Protection and Biodiversity Conservation Act del 1999.

foto presa da Google

Baiji – Cina

Sembra uscito da un film di fantascienza il baiji: si tratta di un delfino d’acqua dolce che popolava le acque del fiume Yangtze in Cina, caratterizzato da un lungo rostro leggermente all’insù. Dichiarato estinto nel 2006, è stato avvistato nuovamente il 30 agosto 2007. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo riferisce che ha un corpo tozzo delle dimensioni di un uomo.

foto presa da Google

Pipistrello delle Seychelles – Isole Seychelles

Si ritiene in via di estinzione (ne rimarrebbero solo 100 esemplari) il pipistrello delle Seychelles. Specie rarissima, vive nelle zone disabitate delle suddette isole, concentrati principalmente su Silhouette island. Le ragioni del suo declino non sono note. Si sospetta che l’introduzione  nell’isola del barbagianni “Tyto Alba” fosse il probabile responsabile di tale declino.

foto presa da Google

Rinoceronte di Giava – Indonesia

Anch’esso a rischio di estinzione, il rinoceronte di Giava è’ una delle tre specie di rinoceronti presenti in Asia, in particolare in Indonesia e in Vietnam dove sembra si dia estinto nel 2011. Del tutto simile al rinoceronte indiano, ha una lunghezza di circa 3 metri ed un peso che va da 1400 e 1600 kg. E’ dotato di un solo corno, molto corto (quasi 30 cm). Abita le foreste tropicali, all’estremità occidentale di Giava. Si tratta del rinoceronte a maggior rischio di estinzione  in assoluto: oggi ne restano 65-70 esemplari nel parco nazionale di Ujung Kulon.

foto presa da Google

Ghiro coda di topo – Turchia

Dulcis in fundo un altro animale rarissimo, sacro Graal di qualsiasi fotografo naturalista: il ghiro coda di topo sarebbe stato avvistato e fotografato in Turchia. Questo piccolo roditore – che si distingue dal ghiro classico (foto) per avere una coda sottile con poca peluria bianca nettamente divisa dal mando del corpo che è invece di colore rossastro – è stato classificato come “vulnerabile” nella lista rossa della International Union for Conservation of Nature.

foto presa da Google

In un periodo in cui i pericoli per il mondo animale non hanno limiti geografici, viaggiare per conoscere e imparare a rispettare specie rare e preziose può essere il modo migliore per essere cittadini del mondo e per dare una mano a quanti si adoperano per la conservazione della fauna.

LONELY PLANET LANCIA UNA GUIDA ON LINE PER I VIAGGIATORI DISABILI. ED E’ GRATUITA!

Maggio 2018

Da disabile vi confesso che è faticoso recuperare le mille informazioni necessarie per comporre un itinerario di viaggio senza barriere. Sono molti i diversamente abili che rinunciano a muoversi proprio per questo motivo.

Io credo che la mancanza di informazione sull’accessibilità dei luoghi che si desidera visitare sia la prima barriera da sconfiggere!

Fortunatamente, Lonely Planet, specializzata in libri ed in guide di viaggio, ha pubblicato sul suo sito una guida totalmente accessibile per i viaggiatori affetti da disabilità.

E’ possibile scaricarla gratuitamente in versione pdf dallo shop on line della LP.

L’autore di “Accessible Travel Online Resources“, questo è il nome dato alla guida, è Marting Heng, abitante di Melbourne in Australia nonché viaggiatore in sedia a rotelle. Heng collabora con Lonely Planet ed insieme, in questa utilissima guida, hanno inserito 40 tour operator di Paesi differenti, esperienze di viaggio prese da blog di tutto il mondo, associazioni per disabili, organizzazioni turistiche e le risorse dei governi locali e nazionali. Inoltre sono stati aggiunti i suggerimenti più importanti da viaggiatori disabili esperti.

Lonely Planet sostiene che nessuno debba rinunciare a viaggiare! Nemmeno i ciechi, i sordi e le persone in sedia a rotelle!

La guida verrà continuamente aggiornata! Stay Tuned!

 

LA MIA INTERVISTA PER L’UNIVERSITA’ IULM DI MILANO

Maggio 2018

Elisa Valsecchi, una studentessa del terzo anno di università iscritta allo Iulm di Milano, mi ha intervistata per il Laboratorio di Giornalismo.

Crederci sempre, arrendersi mai: intervista a Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga è esuberante e determinata, ha poco più di 40 anni e da 20 è su una sedia a rotelle a causa di un tragico incidente stradale. Dopo aver superato il trauma, ha ripreso a girare il mondo ed è diventata una travel blogger per stimolare le persone diversamente abili a viaggiare. Quest’anno ha pubblicato il libro “La mia seconda vita. Il mondo raccontato da una sedia a rotelle”. Il suo motto è: “Crederci sempre, arrendersi mai!”.

Pamela mi accoglie in casa sua a Valmadrera (LC) e sono subito circondata da souvenir, cartoline e foto dei suoi viaggi. A oggi, ha visitato 48 nazioni e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

In questo tuo primo libro cosa c’è di Pamela e cosa manca?
“C’è tutto di Pamela, lo scopo è stato proprio quello di raccontarmi completamente per spronare le persone che, come me, sono cadute nel baratro. Il racconto parte dalla mia infanzia e arriva a questa mia seconda vita, che ho raggiunto dopo l’incidente e il percorso di analisi, quando sono rinata e ho aperto il mio blog di viaggi: ilmondodipamela.it.”

Com’è nata la tua passione?
“Mi è sempre piaciuto viaggiare, anche se ho iniziato a intraprendere i primi tour a lungo raggio relativamente tardi, a 18 anni, perché prima dell’incidente, lavorando, avevo molto meno tempo. Dopo la riabilitazione ho ricominciato subito a viaggiare e adesso, in media, faccio due viaggi l’anno: uno per piacere e uno per lavoro.”

Quante nazioni hai visitato nella tua vita? C’è un numero preciso che vuoi raggiungere?
“Per il momento sono stata in 48 nazioni diverse ma io vorrei vederle tutte e 196. So che molto probabilmente non ci riuscirò (per esempio alcuni paesi del Medio Oriente sono off-limits) ma spero di visitarne comunque il più possibile. Almeno questa è la sfida che ho con me stessa, non è una questione numerica, è molto di più. Sono sempre alla ricerca di nuove culture, luoghi e foto, anche se poi le immagini migliori le custodisco nella mia mente.”

Qual è stato il tuo viaggio preferito?
“È una scelta difficile, mi viene in mente l’ultimo tour in Argentina-Patagonia ma anche l’Australia è stata stupenda e includerei anche il Coast to Coast in USA e New York, che è la città che prediligo. Ma il viaggio preferito per eccellenza è stato in India perché più che un itinerario è stata un’esperienza di vita. Lì ho visto persone che stavano molto peggio di me ma che mi salutavano sempre con un sorriso e mi sono entrate nel cuore. Quello che mi ha lasciato è davvero indescrivibile, spero di tornarci in futuro.”

Nel libro scrivi che all’inizio viaggiavi per fuggire da una realtà che non ti piaceva: negli anni il tuo approccio al viaggio è cambiato?
“Assolutamente sì. Dopo l’incidente stradale ho lottato contro i miei demoni, pensavo che tutti i miei problemi personali potessero svanire e la mia vita migliorare semplicemente andando via, il più lontano possibile. Con il tempo ho imparato che è il contrario: per andare dove si vuole bisogna prima stare bene con se stessi. Oggi viaggio per il piacere di conoscere e sicuramente non scappo più!”

E adesso viaggi anche per lavoro. Com’è nata la collaborazione con Go4All?
“In modo inaspettato. Il titolare ha scoperto il mio blog e mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere report dettagliati sui viaggi che avevo intrapreso. Io ho accettato e, grazie alla mia memoria fotografica, ho ricostruito i dettagli dei tour passati e abbiamo lanciato Go4All, un tour operator per persone con disabilità, e adesso viaggio per allargare l’offerta delle destinazioni. Nel sito inseriamo attentamente solo i viaggi che io ho testato di persona, così da non mandare i clienti allo sbaraglio ma cercare di informare e consigliare il più possibile su quello che troveranno.”

Scrivi anche per la rivista online Agenda Viaggi?
“Per Agenda Viaggi curo una rubrica bimensile che si chiama Viaggi Senza Barriere, con riferimento alle barriere architettoniche incontrate durante le mie esperienze. Con il direttore ho fatto anche radio e adesso tengo dirette Facebook, sia da casa sia durante i miei viaggi (le ho inaugurate dall’Argentina e dalla Repubblica Dominicana) per coinvolgere il pubblico.”

Com’è cambiato il tuo modo di viaggiare da quando scrivi per gli altri?
“Mi accorgo di prestare ancora più attenzione ai dettagli e a tutto quello che c’è intorno a me. Cerco sempre di ricordare e annotare tutto, dalle strutture ricettive agli aiuti in loco per superare le barriere architettoniche, così da essere maggiormente di aiuto a chi mi leggerà al mio ritorno.”

Le persone con disabilità cosa ti chiedono?
Mi chiedono principalmente se possono viaggiare da soli e quanto è faticoso, dato che non tutti i viaggi sono uguali: ci sono quelli rilassanti e quelli più dinamici. A me osano domandare quello che magari a un mio collega normodotato non chiedono per timore, come per esempio la presenza di bagni per disabili, che non è mai scontata.”

Quali difficoltà hai incontrato durante i tuoi tour?
“A volte succede che non sia tutto fattibile, in passato è capitato che ci fossero posti che mi hanno rifiutata per mancanza d’infrastrutture. Per esempio, mi sarebbe piaciuto tantissimo andare a Varanasi, in India, ma l’operatore turistico dell’epoca non mi aveva accettata perché -secondo lui- era un posto troppo affollato e con troppi gradini per me. Tuttavia, adesso il modo di viaggiare è un po’ cambiato: tante agenzie mettono a disposizione un assistente in loco, che aiuta a superare le barriere architettoniche. È logico che bisogna conoscere anche i propri limiti, se per esempio un tempio ha 100 gradini all’entrata, magari mi accontento di vederlo dal basso, ma in genere sono testarda. Voglio provare tutto, o almeno il più possibile e ti dico che da disabile ho fatto tante cose, che magari anche chi cammina, non sempre sceglie di fare.”

Per esempio?
“Ho cavalcato un elefante due volte, in India e in Thailandia, ho navigato su qualsiasi imbarcazione in Cambogia e mi sono lanciata da un elicottero a quota 4000 metri. Insomma il mio motto è Crederci sempre, arrendersi mai!”

Qual è stato il paese più ospitale e preparato all’accoglienza di una persona con disabilità?
“Gli Stati Uniti e l’Australia sono sicuramente i più preparati: si può viaggiare da soli, si trovano passerelle ovunque e servizi per disabili, ma li è anche più difficile chiedere aiuto, nel senso che ognuno pensa ai fatti suoi. L’Asia, invece, ha molte barriere architettoniche ma gli abitanti, pur di farti visitare tutto quello che vuoi, ti portano anche in spalla. Ci sono queste due civiltà a confronto per ospitalità e per preparazione all’accoglienza ma si trova comunque il modo per visitarle entrambe.”

Qual è il consiglio che daresti a una persona disabile che vuole viaggiare?
“Sicuramente le direi di non avere paura. I timori iniziali sono naturali e comprensibili ma adesso, rivolgendoci a noi di Go4All o a tante altre strutture, si può viaggiare in tutta tranquillità. Poter dire “io con la mia sedia a rotelle sono riuscita ad arrivare fino a qua” è una soddisfazione enorme. Per questo mi sento di consigliare a tutti di partire perché è una sfida da vincere con se stessi, accresce l’autostima e la capacità di gestirsi e di adattarsi.”

E la tua prossima partenza?
Ecuador e isole Galapagos. Poi chissà, magari capiterà qualche altra meta inattesa. Alla fine, il bello è proprio non sapere cosa mi aspetta.”

 

UNA STORIA FORTE E DI CORAGGIO: QUELLA DI SIMONA ANEDDA, VIAGGIATRICE SENZA BARRIERE

Novembre 2017

“Sono Simona Anedda, nata a Roma nel 1974 e viaggiare è la mia vocazione. Ho iniziato con un Erasmus in Islanda e, dopo la laurea in Belle Arti, mi sono trasferita a Londra, quindi in Danimarca e in Svezia. Nel 2000 sono stata a New York e, infine, a Chicago.

A 25 anni ho iniziato a lavorare come tour leader per Congressi Medici e a 30 sono partita per un viaggio senza meta, di un anno, in Australia. Al ritorno mi sono trasferita in Germania e ho ripreso la mia attività, lavorando per Finmeccanica e l’Agenzia Spaziale Italiana.

Non parlerò dei miei viaggi in Messico, Martinica, Sud Africa, Francia, Cuba, Usa… ti dirò invece che nel 2012, poco prima di partire per un viaggio nella Guaiana Francese, ho iniziato a stare male e al ritorno, dopo molti accertamenti ed esami, mi è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla.

Un medico mi disse: “È meglio che rimanga a riposo e lontana dal caldo”. E io risposi: “E se partissi per il Brasile, come la vede?”. Insomma, alla notizia ho reagito partendo da sola per un viaggio di due mesi nel mondo carioca, nel gennaio 2013.

Non cammino più, non muovo le braccia, non respiro bene. Ma è inutile piangere. Dal 2014 sono in sedia a rotelle e – tra una terapia e l’altra – ho ripreso a viaggiare e ad essere indipendente, nonostante tutto. Così sono partita per l’Islanda e, a giugno 2016, sono stata a Miami, un viaggio di “allenamento” in vista della mia attuale sfida. Sento che non avrò una vita lunga.”

Con queste frasi Simona si presenta all’interno del suo seguitissimo blog, In viaggio con Simona Avevo già sentito parlare di lei e seguivo le sue attività quando un giorno, un amico in comune, ci mise in contatto. Ho molta stima di questa ragazza che ha voglia di vivere la vita al 100% nonostante le sue condizioni. Diciamo che mi rivedo parecchio in lei, perché anche io sono una combattiva ma soprattutto anche io sono una grande amante dei viaggi!

Quindi ho deciso di dedicarle questo articolo sul mio blog perché da parte mia è sempre tanta la voglia di far conoscere “storie speciali”.

Simona ha iniziato a star male nel 2012, senza capire bene per dieci lunghi mesi cosa le stesse accadendo. Cadeva in continuazione e non si sentiva più padrona del suo corpo comprendendo che qualcosa stava cambiando.  Fu un duro colpo quando ricevette la diagnosi di sclerosi multipla primaria progressiva a evoluzione rapida. Del resto come darle torto, nessuno prenderebbe bene una notizia del genere!

Ma l’indole di Simona è diversa da come si sente lei in quei momenti bui successivi l’accaduto. Simona è una combattente e non ha nessuna intenzione di arrendersi, ma soprattutto non ha nessuna intenzione di smettere di viaggiare. Il viaggio la aiuta a farle dimenticare la sua malattia e la fa sentire viva! Nonostante i medici le consigliarono di stare a riposo, nel Gennaio 2013 parte per il Brasile. Non confessa a nessuno la sua malattia perché ha paura che qualcuno possa mettere fine alla sua esperienza carioca della durata di due mesi. Una ragazza tosta e caparbia, una vera numero uno!

Purtroppo, al rientro dal Brasile, le sue condizioni iniziarono a peggiorare e continuarono a farlo fino a quando la costrinsero ad usare una sedia a rotelle. Difficile accettare una condizione come questa quando non si ha mai voluto stabilire dei contratti nella vita, ma al contrario si ama la libertà a 360 gradi.

All’inizio del 2017 Simona ha coronato uno dei suo sogni: girare l’India, il Nepal e l’Indonesia per un totale di cinque mesi. Tutto questo si è avverato grazie ad un progetto di crowdfunding che ha lanciato con l’aiuto di amici. Nonostante questi paesi non siano ancora del tutto consoni ad ospitare un disabile, soprattutto per così tanto tempo, Simona ha trovato una grande disponibilità nei suoi confronti da parte di queste popolazioni. Tutta questa meravigliosa esperienza è documentata, giorno per giorno, nel suo blog.

Non so cosa abbia in mente Simona per il futuro, ma non mi stupirei se fosse in partenza per qualche altro posto nuovo tutto da scoprire. Il suo motto è: “Se pensi di avere delle potenzialità segui il tuo sogno senza paura”.

Io e Simona facciamo parte dell’associazione ESSERE’ ONLUS, si tratta di una OdV (organizzazione di volontariato) con oggetto sociale ampio, ma focalizzato  principalmente sull’attività di reinserimento sociale di persone con disabilità e con limitazione della libertà personale.

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I DIECI PAESI PIU’ FELICI DEL MONDO

Giugno 2017

Articolo preso da http://www.105.net/news/tutto-news/235037/i-10-paesi-piu-felici-del-mondo.html

È la Norvegia il Paese più felice del mondo. Lo sostiene l’edizione 2017 del Rapporto Mondiale sulla Felicità, pubblicato dal Sustainable Development Solutions Network (Sdsn). Secondo la rete per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, lo stato nordeuropeo recupera tre posizioni rispetto al 2016 grazie alla crescita su tutti i principali parametri della classifica: cura, libertà, generosità, onestà, salute, reddito e buona governance. In particolare, sostiene la Sdsm, la Norvegia, principale produttore di petrolio dell’Europa occidentale, passa al vertice nonostante il calo del prezzo del greggio. Ciò perché, spiegano i ricercatori, lo stato nordico è felice non per la sua ricchezza petrolifera, ma a prescindere da essa. Non è un caso che lo scorso aprile la premier conservatrice Erna Solberg abbia annunciato di tirare fuori il Paese da una vita di rendita dovuta alle riserve di oro nero e di impiegare le risorse del fondo sovrano in investimenti comuni.

Subito dietro la Norvegia si piazzano la Danimarca, l’Islanda, la Svizzera, la Finlandia, l’Olanda, il Canada, la Nuova Zelanda, l’Australia e la SveziaL’Italia è solamente 48esima dietro l’Uzbekistan e davanti, di una sola posizione rispetto alla Russia. Il nostro paese è uno dei tre europei (insieme a Spagna e Grecia) considerati fra i 10 più perdenti a livello globale.

SEMPRE IN VIAGGIO PER PAPA’

Luglio 2017

Perché si viaggia? I motivi sono molti e talvolta inusuali come quello che vi sto per raccontare in questo mio nuovo post.

L’indiano Arun Narayan Sabnis, che oggi ha 77 anni, ha realizzato quello che era il grande sogno di suo padre.

La famiglia di Arun vivena a Nashik, nello stato del Maharashtra a 180 km da Bombay. Un giorno, rovistando nei cassetti di suo padre, Arun trovò delle fotografie rappresentanti luoghi magici del mondo. E così suo papà gli confessò il desiderio, mai realizzato, di visitare i paesi più belli ed affascinanti della terra.

Arun aveva quattro fratelli, ed in India le famiglie numerose non si possono permettere nulla… E’ già molto se riescono a sfamare tutti i figli!

Ma il bravo Arun si laureò dopodiché ricevette due ammissioni a college americani che però non poté permettersi di pagare. Subito dopo la Ford Foundation gli offrì una borsa di studio e fu così che nel 1973, Aron, fu il primo membro della famiglia ad espatriare dall’India per recarsi in Gran Bretagna.

Ma era solo l’inizio, e l’anno successivo Arun si recò in Europa dove rimase turbato dallo stile di vita completamente differente da quello del suo Paese. Quella che suo padre aveva solo potuto immaginare, Arun lo tramutò in realtà. Australia, Stati Uniti, Canada, Islanda, Africa e addirittura Antartide, continente che in pochi riescono a visitare!

Oggi, a 77 anni suonati, Arun ha visitato ben 75 Paesi! Come ha fatto? Semplicemente dedicando il suo tempo ad organizzare itinerari, far combaciare date e periodi ideali senza omettere quella passione che solo chi viaggia possiede!

Sua moglie non è mai stata d’accordo sui viaggi avventurosi del marito, anche se lui è riuscito a convincerla a volare in Gran Bretagna e Islanda per il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio.

Arun, nonostante l’età, non si vuole fermare! Le sue prossime mete? Mongolia e Siberia!

Non ci resta che augurargli buon viaggio!

IL GIRO DEL MONDO A PIEDI

Novembre 2016

Io per prima vorrei fare il giro del mondo, prendermi un anno di pausa e viaggiare da una parte all’altra del globo senza fermarmi. Banale? No, per i viaggiatori sognatori come me, ma sicuramente si per Masahito Yoshida.

Per tutti coloro non lo conoscessero, Masahito Yoshida è un ragazzo giapponese di 32 anni che ha effettuato il giro del mondo in una maniera davvero singolare. E’ partito nel capodanno 2009 da Pechino ed ha percorso 40.000 km a piedi compiendo praticamente il giro del mondo.images-1

Questo coraggioso ragazzo ha completato la sua impresa in quattro anni durante il quale ha spinto a piedi un carrello con sopra i suoi bagagli. Secondo Yoshida il viaggio in aereo o in treno gli avrebbe fatto perdere molti posti da visitare… E come dargli torto!

Durante la sua prima tappa, da Shanghai a Cape Roca in Portogallo, ha percorso 16.000 km. Dopodiché si è arreso a prendere un volo per raggiungere gli Stati Uniti ed ha camminato da Atlantic City fino a Vancouver. Il suo percorso è proseguito poi a Singapore e in Australia.

Durante il viaggio ha terminato i soldi così ha cercato dei lavoretti saltuari che gli hanno permesso di proseguire la sua avventura. Dopo aver compiuto questa magnifica esperienza dichiarò di essersi sentito in pericolo in alcune occasioni ma Yoshida sostiene che “nella vita non puoi ottenere senza prenderti dei rischi”.

Ragazzo da Guiness dei primati!images

ST. PATRICK’S DAY

17 Marzo

La festa di San Patrizio è di origine cristiana e si celebra ogni anno il 17 di Marzo in onore di San Patrizio, patrono d’Irlanda. Non viene celebrata solo in Irlanda, ma anche in Canada, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia, in Argentina, in Nuova Zelanda e pare anche in alcuni luoghi italiani. Molto caratteristiche sono le sue parate, ovvero delle sfilate che si svolgono nelle città. La più imponente e conosciuta è quella di Dublino, seguita da quelle di Montreal e da quelle svolte negli USA più precisamente a New York, Boston e Chicago.

Come ho scritto qui sopra, e come potete ammirare dalle fotografie, le celebrazioni avvengono un po’ in tutto il mondo, non solo nelle comunità irlandesi. Durante il giorno delle festa di San Patrizio tutto deve essere svolto usando il colore verde, simbolo dell’Irlanda. Bisogna vestirsi di verde, avere il trifoglio sugli abiti o sul cappello, mangiare solo cibi di colore verde ed anche il fiume Chicago, a Chicago, viene tinto di verde per l’occasione.Il Saint Patrick’s day cade spesso durante la quaresima ed in passato è successo anche che capitasse durante la Settimana Santa.

ALTRE CURIOSITA’ SULL’EVENTO: San Patrizio, vescovo e primo missionario cattolico dell’Irlanda, è morto il 17 Marzo dell’anno 461. Ci sono più persone con radici irlandesi negli Stati Uniti che nell’Irlanda stessa. Il trifoglio, simbolo della festa, veniva utilizzato dal Santo nei suoi sermoni per spiegare il concetto della Santissima Trinità. All’inizio il colore della festa era il blu, poi cambiato in verde. Quando la festa di San Patrizio cade nel periodo della quaresima è assolutamente consentito interrompere il periodo di privazioni. Pare che vengano tinte anche le birre di verde!

CURIOSITA’: QUALI SONO LE ISOLE PIU’ BELLE AL MONDO?

Molte persone amano rilassarsi su isole paradisiache che offrono panorami da cartolina, mare cristallino e spiagge borotalco. Ma non solo… Altri preferiscono scenari selvaggi e luoghi da scoprire.

Quali sono le isole più belle al mondo? Un sondaggio ha stillato le prime dodici in classifica. Alcune sono raggiungibili facilmente tramite voli aerei o barche, altre sono in posizioni più difficoltose ma, nonostante questo, vale la pena di faticare per arrivarci.

1 ARUBA, MAR DEI CARAIBI (PAESI BASSI)aruba

Situata al nord del Venezuela, nel Mar dei Caraibi, al contrario di molte altre isole caraibiche ha poca vegetazione e clima secco. Proprio queste caratteristiche hanno favorito lo sviluppo del turismo. Aruba conquista, tra gli altri aspetti, proprio per il suo clima perfetto. Con Curacao e Bonaire fa parte delle Antille Olandesi.

2 BALI, INDONESIAbali

Se andate sull’isola di Bali dovete sapere che ci sono alcuni luoghi assolutamente sacri. La calma e la serenità regnano sovrane. Paradiso amato da visitatori e turisti che giungono da tutto il mondo, è incastonato sulle acque dell’Oceano Indiano a pochi km dalla costa di un’altra isola, quella di Giava.

3 BARBADOS, MAR DEI CARAIBIbarbados

Barbados vanta 60 spiagge che formano 110 km di costa offrendo scenari incontaminati e naturali. Appartiene alle Piccole Antille ed è situata sul confine tra il Mar dei Caraibi e l‘Oceano Atlantico. Romanticismo e avventura si fondono nell’aria in questa lussuriosa isola delle Indie Occidentali dei Caraibi.

4 HAVELOCK ISLAND, ISOLE ANDAMANE havelock

Lagune che hanno colori di un acquario davanti alla barriera corallina dove “vive” la spiaggia più bella dell’Asia. Situata nel Golfo del Bengala, tra India, Birmania e Thailandia. Qui il vero lusso è poter fare a meno di tutto!

 

5 CAPRI, ITALIAcapri

Isola del Golfo di Napoli situata di fronte alla penisola sorrentina. Di origine calcarea, Capri è l’isola mediterranea che ha visto transitare nel tempo intellettuali, artisti e scrittori, tutti rapiti dalla sua magica bellezza. Ospita inoltre i famosissimi Faraglioni che hanno dato vita al Mito di Capri.

6 WHITSUNDAY ISLAND. AUSTRALIAwhitsunday

Le Whitsunday islands sono un insieme di isole continentali di varie dimensioni situate al largo della costa centrale del Queensland, a circa 900 km a nord di Brisbane. Le coste sono frastagliate e le acque sono facilmente distinguibili dalle barriere coralline e dagli incantevoli tratti del mare cristallino.

7 ISOLA DI PASQUA, CILEisola di pasqua

In lingua nativa Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”, è immersa nell‘Oceano Pacifico e si trova al largo delle coste del Cile. Il suo nome è dovuto al fatto che l’isola è stata scoperta il giorno di Pasqua del 1722 dall’esploratore olandese Jacob Roggeveen. Sparsi lungo l’intero territorio ci sono le statue moai, enormi busti monolitici.

8 ISOLA REUNION, ISOLE MASCARENE reunion

La Réunion è un’isola dell’arcipelago delle isole Mascarene che si trova nell‘Oceano Indiano. Non lontana dal Madagascar e dalla repubblica di Mauritius, amministrativamente costituisce sia una regione che un dipartimento d’oltremare della Francia. Essendo posizionata appena sotto il tropico del Capricorno regna una perenne estate.

9 LORD HOWE ISLAND, AUSTRALIAlord howe

Inclusa nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco ha bellezze e biodiversità uniche al mondo. E’ una piccola isola dell’Oceano Pacifico situata a 600 km a est dell’Australia. Un vero paradiso naturale!

10 IHURO ISLAND, MALDIVEihuro island

Ihuro è un’isola incantevole, raffigurazione perfetta delle Maldive, quella che nel nostro immaginario rappresenta l’icona perfetta dell’arcipelago. Di forma circolare è ricca di verde vegetazione, ospita candide spiagge ed è posizionata nell’atollo di Malè Nord, a soli 20 minuti di motoscafo dalla capitale.

11 SANTORINI, GRECIAsantorini

E l’isola più carismatica delle Cicladi, con le sue case bianche che, con le porte e le finestre blu formano un anfiteatro riflettendo la terra nera bruciata dall’isola stessa. Indimenticabili le foto di Santorini con vista sul tramonto.

12 ZANZIBAR, TANZANIAzanzibar

L’Oceano Indiano bagna l’isola di Zanzibar fondendo il blu profondo delle sue acque con le bianche spiagge.  E’ una parte della repubblica della Tanzania e il suo nome deriva dal persiano ZANI che significherebbe “Terra dei Neri”. E’ uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili.