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BRUGES, LA CULLA DEI MAESTRI FIAMMINGHI, A NATALE E’ PURA MAGIA!

Belgio, Novembre 2019

Bruges è una città decisamente romantica dove la bellezza dei suoi canali e il suo centro medioevale affascinano in maniera incredibile! Se aggiungiamo anche l’atmosfera natalizia tutto questo diventa pura magia! Cosa fare tre giorni nella capitale delle Fiandre Occidentali? La città è a misura di disabile, così come le numerosissime attrazione che ho visitato. A seguito un itinerario senza barriere per scoprire una Bruges inclusiva e allo stesso tempo strepitosa!!!!

Ci sono luoghi capaci di toccarti nel profondo, per quanto tu non riesca a comprenderli del tutto. Bruges, città culturale, cosmopolita, artistica, misteriosamente medioevale e appartenente al Patrimonio UNESCO, è uno di quei luoghi!

COME RAGGIUNGERLA DA BRUXELLES Una volta atterrati all’aeroporto di Bruxelles Zavantem prendete l’ascensore e recatevi al piano – 1. Appena scesi vi troverete direttamente in stazione dove il treno vi condurrà a Bruges in un’ora e mezza di viaggio. Uno dei tanti assistenti che circolano nei pressi delle fermate vi aiuterà a salire sul mezzo mediante una pedana mobile (presente su ogni treno) che viene posizionata al momento di fronte all’accesso della carrozza. Al ritorno, sempre alla stazione di Stationplein, troverete una colonnina, collocata sul lato sinistro dell’entrata, utile per chiamare l’assistenza che verrà a recuperarvi.

E proprio nei pressi della Stationsplein parte un percorso luminoso (consigliato la sera quando le luci allietano il buio) interamente accessibile in sedia a rotelle che conduce al Minnewater, piccolo laghetto rettangolare soprannominato “Lago dell’amore” dove si trova anche la pista di pattinaggio. Questo è senza dubbio uno dei luoghi più romantici dell’intera Bruges! Dal ponte Minnewaterbrug si gode di un panorama meraviglioso! La passeggiata, la pista di pattinaggio e le altre differenti attività natalizie sono incluse nel “Bagliore invernale“, un festival di fine anno ricco di eventi molto particolari!

Le fotografie migliori del canale di Bruges vengono scattate dal Rozenhoedkaai, uno degli scorci panoramici più caratteristici della città. Collega il Belfort, la Torre Civica ed i canali, le vere arterie della cittadina fiamminga. In autunno il salice piangente assume dei bellissimi colori ramati mentre la sera, illuminato, rende questa banchina, se possibile, ancora più spettacolare.

Il must per eccellenza è il suo vivace centro con la caratteristica Piazza Markt, dove i mercatini di Natale si susseguono nel mezzo mentre le case colorate dai tetti a punta fanno da contorno. Il Markt è dominato dal Belfort, torre civica campanaria che con i suoi 83 metri di altezza risulta essere l’edificio più alto del centro storico. Purtroppo gli interni non sono accessibili in sedia a rotelle a causa dei suoi 366 gradini. Le campane del Belfort, azionate da un carillon, suonano ogni quarto d’ora da più di sette secoli e mezzo. Vi consiglio vivamente di fermarvi qui per qualche istante con una cioccolata calda in mano… Vi sembrerà di stare all’interno di un libro di fiabe. Inoltre il Markt è anche il luogo fisso di stazionamento delle carrozze.

Ma Bruges possiede ben ben due cuori pulsanti, ed il secondo prende il nome di Burg. Da oltre 600 anni viene amministrato dal suo maestoso municipio risalente al XIV secolo. Credo che in nessun altro luogo si possa esprimere la ricchezza di Bruges con così tanta imponenza! Questa minuscola piazza ospita anche la Basilica del Sacro Sangue, accessibile in carrozzina tramite ascensore. La chiesa, che ha mantenuto caratteristiche romaniche, contiene la Reliquia del Santo Cuore che venne trasportata dalla Terra Santa dal conte di Fiandra nel 1147. Molti sono i pellegrini che la affollano ogni giorno. Il mercoledì al Burg è giorno di mercato. Tra le bancarelle potete acquistare fiori, pesce fresco e prodotti tipici alimentari.

Non si può menzionare Bruges senza collegarla all’arte… Davvero moltissime sono le opere da vedere e diversi i musei da visitare. Inizio dall’antico Ospedale di San Giovanni che copre ben otto secoli di storia. I primi documenti risalgono al 1188 e raccontano di religiosi che si prendevano cura dei poveri, dei pellegrini e dei malati mentre in parecchi giungevano in questo luogo per morire. Una leggenda vuole che anche il pittore Memling vi fu ricoverato e donò quattro sue opere ai benefattori in cambio di gratitudine. Nel XIX secolo si aggiunsero altri due dipinti per cui oggi è possibile ammirare ben sei suoi capolavori! Nella piazzetta acciottolata si possono visitare il giardino delle erbe e la farmacia (non accessibile). La principale entrata fruibile in sedia a rotelle è situata in Mariastraat. Superato l’ingresso, con un montascale situato sul lato destro, si scende al piano delle opere. Bagno per disabili.

Il museo più celebre della città è il Groeninge. Accessibile in sedia a rotelle mediante rampe con bagno per disabili al suo interno. La bravissima guida Kaat mi ha spiegato in modo molto dettagliato e preciso la storia e i capolavori dei pittori fiamminghi primitivi, primo fra tutti Jan van Eyck. Durante il Medioevo Bruges era una città cosmopolita e un crogiolo di attività commerciali. Con il declino dell’industria tessile la città rivolse la sua attenzione alla produzione di beni di lusso come oro, manoscritti illuminati, merletti e dipinti. Questi beni di lusso avevano mercato in ogni angolo d’Europa. Come conseguenza delle complesse strategie matrimoniali dei Borgogna, Bruges entrò a far parte della contea delle Fiandre. I duchi di Borgogna trovavano questa città piacevole e amavano trascorrere il loro tempo nel lussuoso Prinsenhof (ora divenuto hotel cinque stelle Duke’s Palace). Gli esuberanti duchi commissionarono le loro opere ai pittori più rinomati, tra i quali proprio Jan van Eyck, che si trasferì a Bruges e divenne il pittore di corte del Duca Filippo il Buono. Il 2020 sarà “l’anno di Van Eyck” e si porterà avanti il tema dei Borgogna e dei pittori primitivi fiamminghi. La sua mostra sarà esposta al Museo Groeninge dal 12 Marzo al 12 Luglio 2020. Dopo aver visitato gli esterni e gli interni del museo, Kaat mi ha condotta fino a quella che fu l’abitazione degli ultimi dieci anni che Jan van Eyck trascorse a Bruges. La casa è collocata accanto al ponte Torenbrug. Qui sposò Margherita e realizzo il suo studio dove ricevette molte personalità di spicco. E’ probabile che gran parte delle sue opere siano state dipinte proprio in questa dimora. Inoltre la precisissima Kaat mi ha spiegato come e perché la Borsa nacque proprio in questa pittoresca cittadina delle Fiandre e mi ha portata alla Jan van Eyckplein. Questa piazza, dove al centro spicca la statua del famigerato pittore, era paragonata alla Manhattan della Borgogna, il luogo dove tutto accadeva. Era qui, al vecchio porto, che attraccavano le navi, si caricava, scaricava e si pagava il dazio. Ogni transazione era immancabilmente accompagnata da qualche parola in fiammingo, per questo era necessaria la presenza di un mediatore locale al quale andava ovviamente una commissione. Grazie alla fantastica Kaat sono uscita dai soliti circuiti turistici e ho scoperto una Bruges diversa dalle immagini alla quale ero abituata.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE Tutti i bus sono muniti di pedana per salire e scendere in sedia a rotelle. La pavimentazione dell’intero centro storico è acciottolata, vi consiglio (se potete) di visitarlo con un propulsore elettrico. Farete meno fatica e ci impiegherete meno tempo. I marciapiedi presentano rampe sempre e ovunque. Purtroppo il Museo Gruuthuse, recentemente ristrutturato e riaperto dopo cinque anni, risulta tuttora inaccessibile internamente. La struttura è talmente antica che pare non siano riusciti ad intervenire sulle accessibilità. E’ comunque possibile visitare i suoi meravigliosi esterni. Nemmeno l’autentico birrificio De Halve Maan è visitabile in carrozzina. Mentre sparsi in città vi sono diversi bagni per disabili: all’interno della stazione ferroviaria Stationplein, in Steenstraat ai numeri civici 73/75, nella piazza Markt al numero 7, negli uffici del Municipio della piazza al civico 1, al Municipal Music Academy in Sint-Jakobsstraat 23, alla libreria De Biekorf in Kuiperstraat al numero 3, in Annuntiatenstraat al 34 e nei pressi del Parking Centrum in ‘t Zand 21.

IMPERDIBILE Chiesa della Nostra Signora (accessibile mediante rampa), situata accanto al Museo Groeninge. Al suo interno rimarrete estasiati davanti alla statua della Madonna col Bambino di Michelangelo. Begginaggio, nei pressi del lago Minnewater. Gli esterni sono accessibili mentre gli interni no. Fu eretto nel 1245 ed era abitato dalle beghine, donne nubili per scelta riunite in una comune religiosa. Oggi al loro posto vi sono alcune suore dell’ordine di San Benedetto. Non è difficile farsi un’idea di come si viveva in questo posto nel XVII secolo: il vasto cortile interno, le facciate imbiancate ed un sereno silenzio. Le porte di accesso vengono chiuse ogni giorno alle 18.30 senza eccezioni! Cripta nell’hotel Crowne Plaza nei pressi del Burg. Dalla hall si raggiunge la cripta in ascensore. Bagno per disabili. Questa risulta essere una vera e propria chicca di Bruges: delle rovine composte da vecchie strutture risalenti al periodo medievale scoperte e conservate durante la costruzione dell’hotel. Vi sono dei segnali informativi lungo i corridoi e alcuni cimeli da guardare. Ultimo, non di certo per importanza, il Concertgebouw, palazzo dei concerti in stile moderno situato ai piedi del centro storico. Ho avuto la fortuna di effettuare una visita guidata al suo interno (l’intero stabile è accessibile in sedia a rotelle con bagni per disabili) e di accedere alla terrazza dalla quale si ha la vista più completa del centro di Bruges.

CURIOSITA’ La leggenda narra che nel IX secolo, quando Baldovino Braccio di Ferro, primo conte di Fiandra, visitò per la prima volta la città si imbattè in un enorme orso bruno coperto di neve. Dopo una lotta feroce, Baldovino riuscì a uccidere l’animale e, per onorarne la memoria, lo elesse subito a simbolo della città. Oggi, nelle occasioni speciali, l’effige dell’orso all’interno della nicchia sulla Loggia dei Borghesi, viene vestito a festa.

DOVE MANGIARE Ristorante Den Heerd, per un’ottima e curata cena di pesce accompagnata da un buon vino californiano proveniente dalla Napa Valley. L’ambiente è molto chic ed il personale altamente qualificato. L’accesso per disabili è collocato sul retro dell’edificio. Bagno accessibile con maniglioni. Veranda ristorante dell’hotel Portinari. Accesso per carrozzine e bagno per disabili. Ambiente piccolo ed accogliente con scelta di cibi tipici fiamminghi. Non potete uscire da qui se non avete assaggiato la loro cioccolata calda sormontata da panna e da piccole meringhe! Brasserie Forestiere. L’accesso avviene superando un piccolo gradino. Bagno per disabili. Ambiente informale ma allo stesso tempo raffinato. Piatto consigliato: tagliolini ai peperoni con anatra alla piastra! Davvero squisito!

DOVE DORMIRE Martin’s Hotel Bruges. La sua posizione è ottima, a solo 200 metri dal Markt. La camera numero 707 al piano della reception è totalmente handicap-friendly. Il personale è gentile e pronto ad aiutare tutti ma specialmente chi, come me, viaggia da sola in sedia a rotelle. La colazione a buffet è talmente vasta da non sapere più cosa assaggiare. Croassant e pane fresco, spremute, acque detox, latte e cereali di ogni genere, frutta secca e cibi salati. Servizi dell’hotel: cocktail bar (due gradini per accedervi), parcheggio privato, reception h24, wi-fi gratuito. Vivamente consigliato!

Ringrazio con tutto il cuore l’Ente del Turismo della Fiandre per avermi organizzato un viaggio accessibile, culturale e ricco di attrattive!

Il mio ringraziamento va anche a VisitBruges


SIBIU, ROMANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Da Curtea de Arges ho raggiunto Sibiu (83 km). Per tutti i quattro gg del mio tour, esclusa la visita di Bucarest, ho noleggiato una macchina con autista sul sito web www.erocars.ro

Elegante e signorile, Sibiu, nel corso dei secoli ha plasmato l’architettura cittadina con la sua presenza sassone, ricca di edifici art nouveau e di chiese dalle raffinate lavorazioni in oro. La splendida struttura di questa cittadina fa da cornice ad un’atmosfera piacevolmente bohémienne. Ho avuto la fortuna di visitarla la sera, con le illuminazioni natalizie già accese, e me ne sono innamorata a prima vista!

Esco con il mio Triride dal Ramada Sibiu Hotel. Se fosse stato possibile attraversare la strada che fronteggia il mio hotel, in due minuti avrei preso la via che conduce al centro storico. Ma come già scritto per Bucarest, spesso ci si imbatte in sottopassaggi che risultano inaccessibili a noi viaggiatori in sedia a rotelle. Quindi allungo il giro prendendo la prima strada a sinistra appena fuori dall’hotel, percorro circa 200 metri e svolto a destra, dove imbocco la salita che mi porta dritta in Piata Mare (o Piazza Grande). Già piena di casette di legno pronte per i mercatini natalizi e con un grande albero acceso nel mezzo, questa piazza non è solo la più grande di Sibiu, ma è quella che ti affascina maggiormente. Trovo chiusa, vista l’ora, la chiesa cattolica in stile barocco sita accanto al museo Btukenthal. Dal lato opposto svettano il Municipio, altri palazzi in stile barocco e alcuni musei.

Mi rincresce abbandonare la piazza e le sue bellezze ma proseguo girando a destra ritrovandomi nella incantevole Piazza Huet dove si ammira la bellissima Chiesa Evangelica di Santa Maria, in stile gotico. Dal torrione principale di questa chiesa luterana si può godere di una visuale a 360 gradi della città di Sibiu. Peccato vi siano solo scalini per salirci.

Passo attraverso un arco di muro e mi ritrovo a Piazza Mica. Da qui si può ammirare, ed anche salire, sul Ponte delle Bugie (io da sola non sono riuscita a salire sul ponte a causa di un gradino piuttosto alto). Questo ponte in ferro risale al 1858 ed è soprannominato “Ponte delle Bugie” in riferimento agli infidi mercanti che erano soliti incontrarsi qui per concludere affari. La leggenda narra che chi dice una bugia mentre è sul ponte è destinato ad essere smascherato in quanto la struttura inizierebbe a scricchiolare.

Ripercorro la via principale per rientrare in hotel, ma prima mi fermo in uno dei tanti ristorantini tipici. Difficile trovare locali che abbiano l’accesso senza barriere e impossibile trovare bagni per disabili. Tutta la pavimentazione stradale di questa zona centrale è composta da larghe pietre lisce e uniformi facilmente percorribili in sedia a rotelle. Sibiu fu eletta capitale europea della cultura nel 2007.

NEW YORK: QUALI MUSEI VISITARE?

New York City

Quanti sono i musei di New York? Quali prediligere? Ma soprattutto, con quale criterio sceglierli?

Difficile quantificare i musei presenti nella grande mela. Inizio con descrivervi i tre da me visitati.

MOMA, Museum of Modern Art. Il Museo di Arte Moderna si trova a Midtown sulla 53a strada tra la Quinta e la Sesta Avenue. La collezione di questo museo presenta un’esposizione di arte moderna e contemporanea mondiale mentre la sua biblioteca e gli archivi raccolgono oltre 300.000 libri e le schede personali di oltre 70.000 artisti. Tra la sua collezione, definita uno dei capolavori di arte moderna nel mondo, vi sono opere di Paul Cézanne, Salvador Dali, Claude Monet, Pablo Picasso, Vincent van Gogh e Vasily Kandinsky, sono per citarne alcuni. Inoltre il MoMa possiede una collezione di fotografie d’arte nota in tutto il mondo.

GUGGENHEIM Il Solomon R. Guggenheim Museum è un museo di arte moderna e contemporanea sito al numero 1071 della Quinta Strada. La sua sede, considerata tra le più importanti archittetture del XX secolo, è un’opera di Frank Lloyd Wright. La sua particolare forma a spirale capovolta è, per Lloyd Wright, il simbolo di continuità assoluta e può essere vista come una Torre di Babele rovesciata. Tra i pittori di maggior importanza troviamo Amedeo Modigliani, Renoir, Degas e Gauguin. Spesso ospita mostre permanenti come quella che visitai a capodanno 2012 dell’artista Maurizio Cattelan.

AMERICAN MUSEUM OF NATURAL HISTORY , visitato nel mese di Agosto 2019. E’ considerato uno dei principali musei di New York situato nell’Upper West Side della Central Park West tra la 79esima Strada ed il parco. Avete mai visto i dinosauri nella Big Apple? Questo è il posto che fa per voi! Un’esperienza esilarante che vi farà tornare un po bambini, una specie di Jurassic Park con una gloriosa storia americana. Il complesso si sviluppa su cinque piani, tutti molto interattivi! Nel 2006 hanno ambientato il famoso film “Una notte al museo” che ha poi avuto ben due sequel!

Questi tre musei di NYC, come mi auguro anche tutti gli altri, sono accessibili in sedia a rotelle tramite rampe e ascensori e hanno bagni per disabili distribuiti su diversi piani.

Quali altri musei avete visitato? E quali mi consigliereste di visitare la prossima volta che mi recherò nella grande mela?

CONEY ISLAND, LA SPIAGGIA PREFERITA DAI NEWYORKESI

Coney Island, Brooklyn

Raggiungibile in metropolitana da New York, Coney Island è un quartiere residenziale di Brooklyn che d’estate si trasforma in una destinazione adatta al relax e al divertimento.

La metropolitana accessibile a tutte le persone con mobilità ridotta è quella che si trova a Times Square proprio sotto la torre “One Times Square“, che in 45 minuti, senza cambiare, raggiunge Coney Island (fermata di Coney Island-Stillwell Avenue agibile in sedia a rotelle).

La lunga passeggiata che costeggia la spiaggia è raggiungibile mediante delle rampe. Lungo il percorso si incontrano svariati fast food e il famosissimo Luna-Park, inaugurato nel 1903 e aperto da fine Marzo ad Halloween. Tra le numerose attrazioni vi sono Extreme Thrill, la ruota panoramica Wonder Wheel, Moderate Thrill e le montagne russe The Cyclone, le più antiche degli Usa (ma ancora funzionanti) inaugurate nel 1927.

Come accedere alla spiaggia? Lungo la passeggiata vi sono delle rampe che permettono alle carrozzine di raggiungere la sabbia ma poi non vi sono passerelle che conducono alla riva del mare. Nei pressi delle rampe vi sono anche i bagni per disabili.

UN’ISTITUZIONE A CONEY ISLAND: non potete recarvi a Coney Island senza mangiare un hod-dog o un hamburger da “Nathan’s Famous“. Da più di cento anni, in occasione del 4 Luglio, Nathan’s Famous organizza una gara dove i partecipanti si sfidano ad ingoiare quanti più possibili hot-dog in dieci minuti. Le file alla cassa, nel periodo estivo, sono lunghissime, ma mangiare da Nathan’s a Coney Island è una delle tradizioni più consolidate di New York.

L’atmosfera eccentrica di Coney Island con gli artisti da strada, i murales e le spiagge affollate (nonostante l’Oceano Atlantico non sia così cristallino in questa zona) la rende un must per i viaggiatori che si recano nella Grande Mela!

Viaggio per disabili effettuato con www.go4all.it

IL MERCATO ARTIGIANALE DI OTAVALO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Dopo aver lasciato la Midad del Mundo mi sono recata a Otavalo (94 km, circa due ore in auto), città della provincia dell’Imbabura situata a 100 km a nord di Quito.

Otavalo ospita il mercato artigianale più grande del Sudamerica e la sua popolazione è composta prevalentemente da indigeni kichwa degli Otavalos, famosi per la loro abilità nel settore tessile e commerciale. Buona parte della città (Plaza de los Ponchos) è bloccata al traffico perché questo enorme mercato all’aperto occupa numerose vie dove i visitatori vengono risucchiati da odori, colori e lingue che si mischiano diventando un tutt’uno.

Il sabato questo mercato assume dimensioni eccezionali (con centinaia di bancarelle) ed io l’ho inserito nell’itinerario proprio di sabato, riuscendo a fatica a visitarlo tutto! La prima cosa che mi colpisce sono loro, gli Otavalos, che vestono ancora abiti tradizionali e indossano cappelli neri a tesa larga. Questa etnia amerindia ha saputo imporsi, grazie al duro lavoro e al senso del commercio, sull’infame destino che ha causato la sottomissione e la scomparsa delle popolazioni autoctone americane. Non vogliono essere fotografati, se non dietro alla ricompensa di un dollaro. Quindi prima di immortalarli nelle vostre fotografie siete pregati di chiedere sempre il permesso!

Non si sa da che parte iniziare il giro dato che le coloratissime bancarelle sembrano chiamarti a se ogni volta si passa davanti ad una di loro. I prodotti esposti sono davvero vari e variegati: cappelli, tappeti, sciarpe di alpaca, coperte, ponchos, maglioni, soprammobili in legno, calzature tipiche, caramelle alla coca (per combattere l’altitudine) e altro ancora. I prezzi sono ottimi, ma vi consiglio di contrattare sempre e comunque!

Le strade che ospitano questo mercato sono asfaltate ma spesso e volentieri vi sono buche non segnalate o tratti dove lo sterrato esce dall’asfalto. Sono poche le rampe presenti per salire e scendere dai marciapiedi e la maggior parte di esse sono occupate dalle bancarelle. Nonostante questo si riesce a passare in mezzo alle vie e tra un banchetto e l’altro in sedia a rotelle. Non vi sono bagni per disabili nei paraggi. Se dovete posteggiare la macchina vi sono dei parcheggi nei pressi delle vie del mercato (no per disabili).

 

 

MIDAD DEL MUNDO, ECUADOR

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Il mio viaggio in Ecuador inizia da la ” Midad del Mundo“, monumento costruito nel luogo in cui un esploratore francese delineò la linea dell’equatore nel 1736. Si trova a San Antonio de Pichincha a 30,6 km da Quito (ci si impiega circa 50 minuti in auto).

Il monumento “Midad del Mundo” fa di Quito l’esempio più famoso di città divisa tra due emisferi.

Il disabile non paga l’ingresso (presentare fotocopia del certificato d’invalidità). Nei pressi della biglietteria vi sono posteggi per disabili. Dalla biglietteria si accede al grande complesso tramite una rampa. Al suo interno vi sono negozi, bar e ristoranti. Non tutti sono accessibili, qualcuno presenta uno o due gradini all’entrata, altri sono muniti di rampa.

Per arrivare alla linea gialla dell’Equatore, e successivamente al monumento, bisogna prendere la lunga rampa sul lato sinistro della strada. Qui ci si diverte a scattare fotografie con un piede nell’emisfero boreale e l’altro in quello australe. Io mi sono messa con due ruote da una parte e due dall’altra 🙂

E’ possibile salire fino all’osservatorio del monumento tramite un ascensore che conduce al secondo piano da dove è possibile ammirare una panoramica degli emisferi nord e sud. Mentre il museo è posto al primo piano ma l’ascensore non ferma a quel livello, purtroppo raggiungibile solo tramite scale.

In questo luogo singolare sono racchiusi anche fisica e magnetismo, dato che viene mostrato come un uovo stia in piedi da solo sulla linea dell’equatore e come l’acqua scorra da parti opposte (in senso orario e antiorario)nei due differenti emisferi.

Nei pressi del monumento di pietra vi è anche una chiesa dove al suo interno, perfettamente allineata alla linea gialla, è posta una grande croce. La chiesa non è accessibile in sedia a rotelle.

I vari ristoranti che contornano il complesso propongono il cuy, piatto tipico ecuadoriano da assaggiare almeno una volta durante il vostro viaggio. Il cuy è un roditore che pesa circa un kg originario della regione andina. Viene cucinato asado ed accompagnato da patate e riso. Ha un sapore simile al coniglio, anche se il suo aspetto lo compara ad un topo!!

cuy asado

Vi sono servizi pubblici sul tragitto per la Midad del Mundo ma non ho trovato bagni per disabili.

GROTTE DI POSTUMIA, SLOVENIA

Agosto 2018

Sono arrivata a Postumia in macchina passando per Trieste, prima tappa del mio itinerario.                                      Per percorrere le autostrade in Slovenia occorre munirsi della vignetta, bollino da attaccare sul cruscotto anteriore dell’auto per tutta la durata del viaggio. Ve ne sono di diversi tipi, dipende dal tempo che ci si ferma in territorio sloveno, e si possono acquistare sul confine prima di entrare in autostrada. Per i miei quattro gg in Slovenia ho pagato 14 euro (la vignetta minima è di una settimana). La vignetta sostituisce il pagamento dei pedaggi autostradali.

Dove alloggiare Hotel Sport, Postumia

I possessori del tagliando disabili possono posteggiare l’auto gratuitamente nel parcheggio principale, ovvero quello dell’accesso alle grotte. In fondo al posteggio, sulla sinistra, c’è la rampa per salire alla biglietteria. Il disabile paga metà biglietto, 13,50 euro al posto di 27. Avevo letto in Internet, sul sito ufficiale delle grotte, che tutto il percorso è accessibile in sedia a rotelle. In parte è così, perché tutte le aree comuni non presentano barriere, i bar ed i negozi sono muniti di rampe d’accesso ed i bagni per disabili sono ovunque. Purtroppo la sorpresa arriva al momento di prendere il trenino per percorrere le grotte. Ma andiamo per ordine.                                                        Le grotte si possono visitare ad ogni ora, con una guida parlante la lingua prescelta. Si viene divisi in gruppi a seconda della nazionalità dopodiché si entra per la visita con la propria guida. La parte visitabile (in totale le grotte sono lunghe 24 km) si riduce in tre km, di cui due percorsi con il trenino, ed il restante un km a piedi.                          Il Il trenino ti lascia al punto dove inizia la visita a piedi e ti aspetta dove termina. Pensavo fosse simile al trenino delle cascate di Uguazù, dove è possibile salire in sedia a rotelle per accedere ai vari percorsi delle cascate. Invece non è stato così. Per salire su questo treno, definito accessibile, bisogna farsi prendere in braccio e farsi mettere sul sedile. In più vi è una piccola barra di ferro laterale che non è possibile alzare, quindi non vi dico la fatica per farmi sedere, tenendo presente che sono magra e che peso solo una cinquantina di kg.

A parte questo inconveniente, non segnalato da nessuna parte, la visita merita parecchio. Le grotte di Postumia risultano essere la cavità del Carso più grande d’Europa, nonché la più visitata! Per non trovare troppa ressa vi consiglio le visite delle 9, 10 e 11 del mattino. In totale si rimane nelle grotte un’ora e mezza, quindi portatevi una giacca perché le temperature si aggirano intorno ai 9 gradi. La parte da percorrere a piedi non ha nessuna barriera, ma in alcuni punti vi sono delle salite e discese piuttosto scivolose a causa dell’acqua che perdono i soffitti delle grotte. Il personale interno aiuta i disabili con le carrozzine a superare le parti più sdrucciolevoli.

Per il resto godetevi questa meraviglia della natura. E’ possibile scattare fotografie, ma solo senza il flash.                  Le sale che più ho apprezzato sono quella degli spaghetti e la sala rosa, ma tutto risulta essere mozzafiato!

A meno di dieci km dalle grotte si trova il castello di Predjama, particolare perché incastonato nella roccia su una parete verticale di 123 metri. Uscendo dal posteggio principale delle grotte si gira a sinistra e si seguono i cartelli che  portano direttamente al castello. Gli interni non sono accessibili in sedia a rotelle, ma questo luogo è talmente peculiare che merita anche solo una breve visita per ammirarlo esternamente. Se non sbaglio dalle grotte parte una navetta che conduce al castello di Predjama ma non ho verificato le accessibilità essendo munita di macchina propria.

Lasciata Postumia mi dirigo a Lubiana, la capitale della Slovenia.

“WoW – Wheels on Waves”: DAL MARE PER I DIRITTI DEI DISABILI

Maggio 2017

In questi ultimi giorni si è sentito molto parlare di “Lo Spirito di Stella“, il catamarano privo di barriere architettoniche salpato da Miami lo scorso 26 Aprile con un equipaggio composto da persone di origine, culture, età e abilità differenti.

Si perché per coloro non lo sapessero, questo catamarano lungo 18 metri e largo quasi otto, è stato adattato in modo da ospitare persone in sedia a rotelle. Al suo interno vi è un montacarichi a scomparsa che permette di scendere alle cabine, anch’esse rese accessibili grazie ad un progetto ricercato alle dinamiche di movimento delle carrozzine, con bagni per disabili. Il catamarano è stato anche dotato di un seggiolino che facilita gli spostamenti delle persone con difficoltà motorie da poppa a prua.

Lo Spirito di Stella attraverserà l’Atlantico in 19 tappe, da Miami a Trieste dove arriverà il prossimo Ottobre per partecipare alla Barcolana 2017. Durante il viaggio della durata di sei mesi verrà trasferita, dal Segretario Generale dell’Onu a Papa Francesco, la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti della persone con disabilità.

Tutto questo è stato voluto da Andrea Stella, velista costretto su una sedia a rotelle nel 2000 mentre si trovava proprio a Miami. La sua famiglia lo ha supportato nella realizzazione del primo catamarano totalmente accessibile a disabili motori. Per promuovere l’esperienza di Spirito di Stella, nel 2003, Andrea fonda la Fondazione lo Spirito di Stella. Per maggiori info www.lospiritodistella.it 

Andrea Stella è volato a Miami per salutare la partenza del primo equipaggio del catamarano. Lui sarà a bordo di Spirito di Stella nelle tappe da New York al Portogallo.

Non mi stancherò mai di raccontare le storie di persone che, come Andrea, hanno saputo rialzarsi alla grande dopo una brutta caduta!

GITA FUORI PORTA A VERONA

Gennaio 2017

Da Lecco, dove vivo, in due orette di macchina si raggiunge Verona, a mio avviso una delle città più romantiche d’Italia. Mancavo dalla famosa cittadina veneta da qualche anno e devo ammettere che non la ricordavo così accessibile in sedia a rotelle. Non mi sono spostata con i mezzi pubblici, preferendo lasciare la mia auto appena fuori le mura e raggiungere il centro con la carrozzina. Nonostante questo ho verificato che i bus sono muniti di pedana. La pavimentazione stradale, come ogni centro storico, è piena di ciottoli che rendono più faticosa la percorribilità ad un disabile in sedia a rotelle come me. Ho notato invece che tutti i marciapiedi hanno una piccola rampa per facilitare l’accesso non solo ai diversamente abili, ma anche alle mamme con i passeggini e agli anziani.

La mia visita a Verona inizia da piazza Bra, la piazza più grande e più rinomata della città soprattutto perché ospita l’Arena. L’Arena di Verona è senza dubbio l’icona di questa provincia del Veneto. Si dice sia l’anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione grazie a tempestivi restauri realizzati fin dal 600. Sono molti gli eventi e le opere liriche che si svolgono nel suggestivo anfiteatro romano e davvero tantissimi sono stati i protagonisti che hanno calcato le scene al suo interno. Ammetto di non aver mai assistito ad un concerto o ad un’opera all’Arena di Verona ma spero di farlo presto in quanto non vi sono barriere architettoniche da superare in sedia a rotelle all’ingresso.

Proseguendo lungo il corso ricco di boutique e di negozi all’ultima moda si giunge in uno dei luoghi che più ho apprezzato. Mi riferisco a piazza Erbe, la più antica di Verona. Sorge sopra l’area del foro romano dato che in passato era il centro della vita politica ed economica. I palazzi colorati, i mercatini con le bancarelle e i ristoranti tipici la rendono davvero incantevole! Inoltre piazza Erbe ospita il palazzo della Ragione, oggi sede della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Proprio qui, in piazza Erbe, ho pranzato in uno dei migliori ristoranti della città: La Teta de Giulieta. Bisogna superare un gradino per accedervi e non vi è il bagno per disabili. Ma il personale è molto cortese e disponibile per qualsiasi necessità. Lo stracotto di Musso all’Amarone con polenta merita di essere assaggiato. Ma il menù presenta altri piatti tipici veronesi davvero squisiti. Ve lo consiglio vivamente!

Ma a Verona c’è un’altra protagonista… La casa di Giulietta. Per chi non lo sapesse, il drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare ha ambientato proprio a Verona la sua tragedia più famosa: Romeo e Giulietta. E’ tuttora una delle storie più popolari al mondo e attira molti turisti che giungono qui per visitare il luogo dove visse la Capuleti. Le code sono spesso lunghe, meglio andarci di mattino presto. Il cortile è acciottolato e faticoso da attraversare in sedia a rotelle. Di fronte all’entrata è posizionata una statua di bronzo di Giulietta. La leggenda suggerisce di toccare il seno destro per ricevere fortuna… Io mi sono limitata a scattare una foto. Gli interni della casa non sono accessibili in carrozzina a causa delle numerose scale. Dal cortile si può tranquillamente ammirare il balcone dove Giulietta era solita affacciarsi.

I miei due giorni a Venezia si concludono con un giro sulle sponde del fiume Adige passando per il ponte Pietra, l’unico rimasto di epoca romana. Attraversandolo si ha di fronte il teatro romano, ben visibile a occhio nudo, e altri scorci molto belli e caratteristici.

Dove dormire a Verona? L’Hotel Fiera Verona è appena fuori dal centro storico. Camere con bagni per disabili. L’intera struttura è priva di barriere architettoniche. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Per maggiori info visitate il sito www.hotelfieraverona.biz

 

GUINNESS STOREHOUSE, DUBLINO

Maggio 2016

Sono appena stata a Dublino. Tre giorni di divertimento e di visite. Scrivendo a proposito della capitale irlandese non si può non menzionare la Guinness, birra per eccellenza in Irlanda!

Ma non solo… Proprio a Dublino si trova la fabbrica della Guinness che, tra l’altro, risulta essere al primo posto tra le attrazioni maggiormente visitate nella bella “Isola Smeralda”.

La Guinness Storehouse si snoda su sette piani e la struttura che li ospita ha la forma di una pinta di birra… Ovviamente di quella scura più popolare d’Irlanda.

Il biglietto d’entrata costa 20 euro e include una pinta di birra e tutto il giro del museo interattivo. La mia visita è durata tre ore. Vi assicuro che non vi annoierete anzi, vi appassionerete alla storia dell’invenzione della birra Guinness.

PRIMO PIANO in contenitori giganti sono visibili tutti i componenti necessari della birra. Si possono toccare e odorare da vicino.

SECONDO PIANO si assiste al procedimento di bollitura, fermentazione, maturazione e miscelatura.

TERZO PIANO si impara, tramite l’aiuto di video riproduttivi, l’arte di costruire una botte a mano.IMG_3793

QUARTO PIANO i vari mezzi di trasporto utilizzati

QUINTO PIANO le numerose campagne pubblicitarie, dalla prima a quella più innovativa.

SESTO PIANO la storia di Arthur Guinness e di come è nata la sua birra. Questo piano ospita anche un bar dove è possibile assaporare la pinta in omaggio ma non solo… La si può anche spillare secondo le indicazioni dei birrai della fabbrica. Al termine dell’esperienza viene rilasciato un attestato. Per questo è importante tenere il biglietto fino alla fine. Solo mostrandolo si potrà avere la birra in omaggio. Questa, a mio avviso, è una delle parti più belle del percorso.

SETTIMO PIANO tappa al Gravity Bar con vista panoramica sulla città. La fabbrica della birra chiude alle 19.00 ma l’ultima bevuta di birra la si può effettuare non oltre le 18.00.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE voto 10. Tutto completamente accessibile con rampe, ascensori e bagni per disabili.

Concludo scrivendo che non sono amante delle birre scure, ma la Guinness irlandese è da provare assolutamente! Non perdete l’occasione di far tappa alla Guinness Storehouse!

CHEERS!