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MADABA E LA STRADA DEI RE, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO:AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

La Strada dei Re corre lungo la spina dorsale dell’altopiano centrale della Giordania, interrotto dallo spettacolare Wadi Mujib. Con i suoi luoghi biblici in posizione panoramica, i raffinati mosaici romani e i ben conservati castelli dei crociati, la regione centrale del paese offre un’ampia varietà di siti davvero affascinanti. Madaba, con le sue chiese decorate da mosaici che riflettono la ricca eredità cristiana, costituisce la base ideale per esplorare l’intera zona. Da qui potete partire per visitare il castello di Shobak e il punto da cui si dice che Mosè abbia visto per la prima volta la Terra Promessa sul Terra Promessa.

La cittadina di Madaba è celebre soprattutto per i suoi mosaici di epoca bizantina: il più famoso raffigura una carta geografica che riveste il pavimento della Chiesa di San Giorgio. L’entrata dal cancello di quest’ultima non presenta barriere, mentre per accedere all’interno della chiesa bisogna superare un piccolo gradino. L’ingresso è gratuito per il disabile. Questa chiesa greco-ortodossa del XIX secolo dall’aspetto piuttosto modesto custodisce un tesoro degli arbori della cristianità. Il mosaico in oggetto fu realizzato nel 560 d.C. è corredato da 157 scritte in greco che indicano i principali luoghi biblici del Medio Oriente, dall’Egitto alla Palestina. Il venerdì e la domenica mattina la chiesa apre i battenti alle ore 7.00 per la messa alla quale possono partecipare anche i visitatori. Durante la funzione, però, non è possibile vedere il mosaico.

Il vasto Wadi Mujib è orgogliosamente definito “il Grand Canyon della Giordania” e attraversa il paese dalla Strada del Deserto al Mar Morto per più di 70 km. Oltre che per le sue dimensioni spettacolari, il wadi è degno di nota in quanto storicamente rappresentava il confine tra il regno degli amoriti (a nord) e quello dei moabiti (a sud). La Strada dei Re ne attraversa le propaggini superiori. La gola è profonda 1 km e larga 4 ma occorrono 18 km di tornanti sulla Strada dei Re per scendere lungo la parete del Wadi, superare la diga che si trova in fondo e risalire dall’altra parte. Le vedute più belle si ammirano dal bordo settentrionale del wadi, 3 km dopo la cittadina di Dhiban. Questo è il punto perfetto per scattare alcune fotografie!

Pare che il Monte Nebo sia il luogo da cui Mosè contemplò per la prima volta la Terra Promessa, che non riuscì mai ad aggiungere. Secondo la Bibbia, il patriarca morì all’età di 120 anni e fu sepolto nei pressi del monte, ma gli studiosi non concordano su dove si trovi esattamente la sua tomba. Sulla cima del Siwagha (significa “monastero”) è stato eretto il Memoriale di Mosè, la cui vista spazia sul Mar Morto e oltre, fino a Israele e ai Territori Palestinesi. L’entrata per il disabile è gratuita. C’è una salita piuttosto ripida da percorrere, meglio avere con se un ruotino elettrico. Io col mio Triride non ho avuto problemi. Il Memoriale segna il punto in cui Mosè contemplò la Terra Promessa. Accanto è stata posizionata una croce in bronzo, realizzata da un artista italiano, che simboleggia la sofferenza e la morte di Gesù sulla croce. Nei pressi del Memoriale di Mosè, sulla cima del Monte Nebo, sorge la Chiesa del Memoriale, una basilica che fu eretta nel 597 d.C. intorno alle fondamenta di una chiesa del IV secolo. La chiesa è stata resa accessibile in sedia a rotelle mediante delle rampe, e custodisce mosaici di grande importanza risalenti al 530 d.C. Prima di terminare il giro ci si imbatte nell’ulivo che piantò Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita sul Monte Nebo nell’anno 2000. L’intero percorso esterno non presenta barriere architettoniche.

L’ultima tappa è stato il castello crociato di Shobak, circondato da un paesaggio remoto e selvaggio. Non ho visitato internamente il castello perché le rovine rimaste lo rendono inaccessibile in carrozzina. Fu costruito su un piccolo poggio al limitare di un altopiano e appare particolarmente imponente, soprattutto se visto da lontano. Il Castello di Shobak fu costruito per volere del re crociato Baldovino I nel 1115. Subì numerosi attacchi da parte delle armate di Saladino prima di soccombere nel 1189. Nel XIV secolo venne occupato dai Mamelucchi che lo riedificarono e lo ampliarono.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.