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Sulle orme degli animali più rari al mondo

Agosto 2018

Siete amanti degli animali? Il viaggio per voi significa anche andare alla scoperta degli esseri viventi più particolari al mondo? Leggi questo articolo preso dal sito www.travelweare.com

Musetti tenerissimi, code strane, orecchie enormi, temibili spire e versi sconosciuti: viaggiare è anche il modo per scoprire una natura incontaminata  e, perché no, una fauna quasi sconosciuta. Animali strani oppure pericolossissimi che solo in pochi luoghi al mondo è possibile osservare. Perché non approfittare per fare del viaggio un’occasione per trasformarsi in moderni Charles Darwin e andare a caccia (metaforicamente parlando) delle più originali specie del pianeta?

foto presa da Google

Olinguito – Equador e Colombia

Cominciamo dall’olinguito, tenerissimo essere peloso, a metà strada tra un orso ed un cagnolino. E’ il primo mammifero carnivoro ad essere stato scoperto in America negli ultimi 35 anni. Lo potete trovare nelle foreste pluviali di Ecuador e Colombia.

Tragulida – India

Altrettanto raro e buffo, forse anche vagamente inquietante, il tragulida è famoso anche con il nome di “topo – cervo” per via del suo corpo da ratto e zampe simili ad un cerbiatto.   Vive nelle foreste tropicali ed in particolare nell’India meridionale: buon nuotatore, si nutre di frutti caduti e fogliame.

foto presa da Google

Tartaruga delle Galapagos – Isole Galapagos

Spostiamoci invece alle isole Galapagos, patria delle tartarughe che hanno reso questo angolo di mondo un paradiso. La tartaruga delle Galapagos o tartaruga gigante delle Galapagos è una tartaruga della famiglia Testudinidae, endemica dell’arcipelago, che può raggiungere i 300 kg di peso e quasi due metri di lunghezza. L’aspettativa media di vita stimata di un esemplare di questa specie è di 150-200 anni: un vero museo a quattro zampe!

foto presa da Google

Jerboa – Arabia, Africa, Asia

Immaginate ora un piccolo topolino peloso di colore bianco-grigio, ma con delle enormi orecchie da Dumbo. Fatto? E’ il jerboa, roditore diffuso nelle zone aride e semiaride dell’ Arabia, Africa, Medio Oriente e Asia centrale. Ha zampette robuste sempre pronte a saltare, soprattutto nel deserto.

foto presa da Google

Wombat – Australia

Si riconosce dal naso peloso il wombat, piccolo marsupiale proveniente dall’Australia, ritenuto la specie più rara al mondo. Diffuso nelle regioni più fredde e più umide dell’Australia meridionale e orientale, vive anche nelle regioni montuose, spingendosi verso nord fino al Queensland meridionale; ancora più rara la sottospecie dello stretto di Bass che vive solamente sull’isola di Flinders, a nord della Tasmania. Nel 1996 la sua popolazione venne stimata sui 4000 esemplari e ancora oggi viene considerata vulnerabile dall’Environment Protection and Biodiversity Conservation Act del 1999.

foto presa da Google

Baiji – Cina

Sembra uscito da un film di fantascienza il baiji: si tratta di un delfino d’acqua dolce che popolava le acque del fiume Yangtze in Cina, caratterizzato da un lungo rostro leggermente all’insù. Dichiarato estinto nel 2006, è stato avvistato nuovamente il 30 agosto 2007. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo riferisce che ha un corpo tozzo delle dimensioni di un uomo.

foto presa da Google

Pipistrello delle Seychelles – Isole Seychelles

Si ritiene in via di estinzione (ne rimarrebbero solo 100 esemplari) il pipistrello delle Seychelles. Specie rarissima, vive nelle zone disabitate delle suddette isole, concentrati principalmente su Silhouette island. Le ragioni del suo declino non sono note. Si sospetta che l’introduzione  nell’isola del barbagianni “Tyto Alba” fosse il probabile responsabile di tale declino.

foto presa da Google

Rinoceronte di Giava – Indonesia

Anch’esso a rischio di estinzione, il rinoceronte di Giava è’ una delle tre specie di rinoceronti presenti in Asia, in particolare in Indonesia e in Vietnam dove sembra si dia estinto nel 2011. Del tutto simile al rinoceronte indiano, ha una lunghezza di circa 3 metri ed un peso che va da 1400 e 1600 kg. E’ dotato di un solo corno, molto corto (quasi 30 cm). Abita le foreste tropicali, all’estremità occidentale di Giava. Si tratta del rinoceronte a maggior rischio di estinzione  in assoluto: oggi ne restano 65-70 esemplari nel parco nazionale di Ujung Kulon.

foto presa da Google

Ghiro coda di topo – Turchia

Dulcis in fundo un altro animale rarissimo, sacro Graal di qualsiasi fotografo naturalista: il ghiro coda di topo sarebbe stato avvistato e fotografato in Turchia. Questo piccolo roditore – che si distingue dal ghiro classico (foto) per avere una coda sottile con poca peluria bianca nettamente divisa dal mando del corpo che è invece di colore rossastro – è stato classificato come “vulnerabile” nella lista rossa della International Union for Conservation of Nature.

foto presa da Google

In un periodo in cui i pericoli per il mondo animale non hanno limiti geografici, viaggiare per conoscere e imparare a rispettare specie rare e preziose può essere il modo migliore per essere cittadini del mondo e per dare una mano a quanti si adoperano per la conservazione della fauna.

DAL CANADA ALL’ARGENTINA CORRENDO

Maggio 2017

Non è la prima volta che vi racconto storie particolari da me definite “avventure da Guinness dei Primati“!

Quella di Jamie Ramsey è davvero un’impresa più unica che rara. E’ il primo uomo che, correndo dal Canada all’Argentina, ha percorso ben 17.000 km. Vi ricorda qualcuno? Ma certo, il famigerato Forrest Gump che, nell’omonimo film, ha interpretato un uomo dallo sviluppo cognitivo inferiore alla norma che ha corso per più di tre anni passando da una costa all’altra dell’America.

Ed è proprio a lui che Jamie Ramsey si è ispirato. Nel 2014 è partito da Vancouver in Canada ed ha attraversato gli Usa, il Messico, il Guatemala, El Salvador, l’Honduras, il Nicaragua, il Costa Rica, Panama, la Colombia, l’Ecuador, il Perù ed il Cile fino a raggiungere l’Argentina. Il suo viaggio durò 17 mesi.

Come ha pianificato la sua corsa Mr. Ramsey? In molti pensano che per affrontare una sfida del genere serva non solo tanta determinazione, ma anche e soprattutto una buona organizzazione. Ma non secondo Ramsey, che afferma di aver deciso solo il punto di partenza e quello di arrivo. Vivere all’avventura gli ha permesso di conoscere molte persone e di vivere le loro abitudini. Che dire, ci vuole sicuramente tanto coraggio! Ma in questo modo ha realizzato il suo desiderio…

In molti vorrebbero dare una svolta alla propria vita ma credono di non farcela…

Prendiamo esempio da quest’uomo normalissimo che è diventato straordinario seguendo semplicemente il suo cuore…

RESOCONTI DI EXPO 2015

L’esposizione universale ha chiuso da poco i battenti a Milano. In primis ci tengo a stillare una mia personale classifica riguardante i padiglioni che più mi hanno entusiasmata tra i 42 che ho visitato. Sul podio, al primo posto, metto senza ombra di dubbio il Kazakhstan. La terza sala che ospita il teatro in movimento mostra in 3D tutto ciò che di bello ha da offrire questo Paese. Al secondo posto piazzo Palazzo Italia dove spiccano le “sale degli specchi”. Mentre il terzo posto lo riservo al Giappone, col personale accogliente e con le sale interattive e all’avanguardia.

DA NON PERDERE anche la foresta all’aria aperta dell’Austria, il Sultanato dell’Oman, il Kuwait con le sue tende del deserto, la Cina, la Colombia, la Repubblica di Corea, l’Angola, la Russia, il Marocco, la Germania, Israele e l’Azerbaijan.

I PADIGLIONI SOPRAVVALUTATI sono, sempre a mio parere, gli Emirati Arabi, l’Argentina e la Svizzera. Troppe code per padiglioni non spettacolari.

I PADIGLIONI CHE MI HANNO DELUSA sono quello del Brasile, eccetto la tenda nient’altro, quello degli USA e quello dell‘Indonesia.

Mi sono documentata un pò per fornirvi alcune classifiche e statistiche riguardanti i padiglioni che sono stati i protagonisti principali di Expo 2015. Più di 21 milioni sono stati i visitatori dei quali l’88% hanno rilasciato un parere positivo e dei quali un terzo proveniva dall’estero. 60 sono i capi di stato che sono stati in visita all’Expo. Il Padiglione più apprezzato in assoluto è stato quello del Giappone, distanziato da Kazakhstan e Cina. La maggior parte delle persone che si sono recate all’Expo ha colto l’occasione di visitare anche Milano e il nord d’Italia.

I PADIGLIONI PIU’ ATTINENTI AL TEMA” NUTRIRE IL PIANETA” SONO: Padiglione Zero, Svizzera, Israele, Corea, Germania, Emirati Arabi, Giappone, Kazakhastan e Francia.

I PADIGLIONI PER LA MOVIDA SERALE sono Repubblica Ceca, Belgio, Argentina, Olanda, Spagna, Messico e Germania.

I PADIGLIONI CHE HANNO PRESENTATO MEGLIO I LORO PAESI SONO: Colombia, Thailandia, Estonia, Turkmenistan, Ecuador, Oman, Marocco, Angola, Belgio, Azerbaijan e Slovacchia.

Scrivendo a proposito dei protagonisti di questo Expo di Milano non si può non citare lui, il più fotografato dell’estate: l’albero della vita.E la bella notizia giunta da poco è che quest’ultimo, insieme a Palazzo Italia e al Padiglione Zero resteranno lì dove sono. Così ha dichiarato Giuseppe Sala, il commissario di Expo. A partire dalla primavera 2016 questi tre colossi saranno riaperti ed accoglieranno tutti i visitatori che avranno voglia di vederli o di rivisitarli.

EXPO MILANO: PADIGLIONE COLOMBIA

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Visitando questo padiglione mi è venuta voglia di andare in Colombia! Le immagini di questo Paese meraviglioso e ricco di straordinarie bellezze della natura arrivano al cuore del visitatore.

Tema della partecipazione: “Naturalmente sostenibile”

La Colombia si posiziona geograficamente vicino all’equatore e per questo le stagioni non cambiano notevolmente l’una dall’altra come nelle altre parti del mondo. E grazie proprio alla sua ubicazione raggiunge un perfetto equilibrio tra l’uomo e la natura.

All’entrata ci si imbatte in una grande cartina multimediale del Paese.IMG_9330

Cinque sono i piani termici che la Colombia presenta nel suo intero sito espositivo: dal caldo al freddo.

Tramite uno schermo televisivo che occupa una intera parete si inizia il viaggio dalla crosta terreste fino alla formazione delle città e della natura circostante.

Ecco alcune notizie e curiosità che si apprendono dal lungo e suggestivo filmato:

– dopo la furia della formazione dei vulcani i territori hanno assunto altezze differenti.

– i giaguari e le anaconde nascono qui.

– numerosi sono i giacimenti di oro e smeraldo.

– questa Terra ha preso il nome del famoso navigatore Cristoforo Colombo.

Cartagena è una città testimonianza di storia.

– l’80% del piano termico del Paese è caldo.

– a sud, nell’Amazzonia, gli alberi sono altissimi e frutta, pesci giganti e riso al cocco si trovano in abbondanza. Molte sono le comunità indigene ancora presenti. Si esportano cioccolato,caffè e banane. 560.000 famiglie vivono proprio sull’esportazione di caffè. La natura qui è fonte di purezza.

– sulla cordigliera il clima è più freddo, circa 17 gradi. Numerose sono le ditte tecnologiche e di pellame, circa 28.000, ed anche l’industria cinematografica sta facendo passi da gigante.

Bogotà si trova a 2600 metri di altitudine e con i suoi 8000 abitanti è la capitale geografica ed economica del Paese.

– L’Uciuva è un frutto, simile a un fiore, ricco di antiossidanti che si trova nelle regioni del Pacifico.

Nell’ultima parte del sito si percorre un altro viaggio virtuale, quello tra i microclimi.IMG_9335

Questo filmato finale mostra laghi ghiacciati e nevi perenni, l’aria da queste parti è più pulita e sembra che la pace si rifletta sul mondo!

PER DISABILI: pianeggiante con ascensore.

Molto soddisfatta di questo padiglione che ho apprezzato maggiormente tra quelli appartenenti al Sud America che hanno partecipato all’Expo Milano 2015.

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Il Padiglione Colombia non è l’unico che aderisce all’esposizione universale esibendo foto o poster di esponenti del proprio Paese.

 

I PADIGLIONI PIU’ VISITATI DELL’EXPO

08/05/2015

Ad una settimana esatta dall’apertura dell’EXPO a Milano la domanda più frequente è questa:

quali sono i padiglioni più visitati?

Pare che tra i primi posti ci sia quello della Cina, situato a metà percorso vicino a quello della Colombia. Lo hanno chiamato “Terra di speranza, cibo per la vita” ed è formato da una struttura in acciaio e bambù che richiama il profilo della città di Pechino. La fila per l’entrata è abbastanza scorrevole e al suo interno non ci sono zone con numero limitato di persone per l’accesso.

Altro padiglione visitatissimo è quello del Nepal. Il suo percorso di accesso richiama un sentiero del trekking con alla fine la costruzione di un tempio caratterizzato da una sovrapposizione di tetti. Trattasi della Pagoda. Ed è proprio sotto la Pagoda che si vedono tutti i segni dei lavori in corso. Purtroppo questo padiglione non è ancora stato terminato. Undici lavoratori nepalesi sono tornati in patria dopo il disastroso terremoto. Per consentire la sua ultimazione, gli operai degli altri paesi si sono resi disponibili a lavorare gratuitamente. Gesto di grande umanità!

I Paesi più piccoli che non hanno potuto partecipare da soli per questioni economiche si possono esibire nei “cluster“. Non sono organizzati per Stati ma per filiere di prodotti. In tutto sono nove: in primis il più goloso, ovvero quello del cacao e del cioccolato. Poi quello del riso, caffè, frutta e legumi, spezie, cereali e tuberi, bio-mediterraneo, isole mare e cibo e zone aride.

Quali sono i vostri preferiti?images (2)