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PER L’EXPO 2020 DUBAI STA COSTRUENDO ALTRE DUE ISOLE ARTIFICIALI

Agosto 2017

Dubai rientra spesso nei miei post. E’ una città dai mille volti sempre in continua evoluzione.

Tra l’altro è facilmente visitabile in sedia a rotelle, a parte la zona antica del Creek dove le barriere architettoniche sono ancora evidenti. Non è per nulla difficile trovare hotel handicap-friendly sia nel centro della città che nella zona delle spiagge. Se siete interessati ad un viaggio a Dubai interamente organizzato per disabili motori visitate il sito www.go4all.it

Vi riporto l’articolo preso dal sito web www.turistacurioso.it che racconta i nuovi progetti di costruzione entro il 2020, anno dove a Dubai sarà ospitato l’EXPO.

La capitale degli Emirati Arabi è pronta ad arricchire la propria offerta turistica con due nuove isole artificiali sulle quali verranno realizzati resort di lusso ed attrazioni mozzafiato. Curiosi di conoscerne caratteristiche e data di inaugurazione?

Due nuove isole per ospitare un turismo trasversale
Le isole annunciate dallo sceicco Al Maktoum dovrebbero essere pronte entro il 2020, allorquando Dubai sarà chiamata ad ospitare l’Esposizione Universale. Le due piattaforme artificiali sorgeranno alle spalle del “Burj al Arab”, il celebre grattacielo con l’aspetto di una vela nel quale già da qualche anno è situato uno dei pochissimi alberghi sette stelle al mondo. Le isole dovrebbero chiamarsi “Marsa Al Arab” e faranno da splendida cornice all’imponente struttura. Secondo il progetto potranno ospitare fino a venti milioni di visitatori. Numeri da capogiro che saranno possibili grazie alle strutture extra lusso e alle incredibili attrazioni che renderanno l’offerta turistica della città ancora più appetibile.

Un parco divertimenti ed un’area residenziale
Una delle nuove isole di Dubai sarà dedicata esclusivamente alle vacanze e al divertimento. Ospiterà un grande parco acquatico per tutta la famiglia, alcune enormi vasche all’interno delle quali verranno accolte diverse specie di animali marini ed un teatro con una capienza di oltre 1700 spettatori. L’isola gemella, invece, verrà destinata alla creazione di un’ampia area residenziale dotata di 150 ville, di un eliporto e di una marina nella quale poter attraccare con imbarcazioni e yacht di ogni dimensione. Al centro dell’isola sorgerà anche un grande boutique hotel di lusso, dotato di piscine, aree verdi e di una grande spiaggia privata. Entrambe le isole disporranno di piste ciclabili e sentieri immersi nella natura. In appendice ad una delle isole e collegato tramite un istmo, si eleverà anche un museo dedicato alle perle, con tanto di esposizioni di esemplari rari ed antichi.

Expo 2020
Per prepararsi al meglio ed ospitare l’Esposizione Universale del 2020, Dubai oggi si presenta come un enorme cantiere, ricco di progetti in divenire ed opere di dimensioni faraoniche. Insieme alle nuove isole artificiali, verrà realizzato anche l’ampliamento della metropolitana ed un nuovo aeroporto pensato per servire un traffico aereo in grande espansione. Entro la data in questione dovrebbero sorgere anche altri due chilometri di spiagge, in grado di rendere la costa della capitale degli Emirati ancora più godibile. Ad oggi Dubai è una delle città più visitate del mondo, capace di incrementare gli arrivi ad un ritmo pari al 12% annuo. Nel 2020 potrebbe guidare definitivamente questa classifica.

LE CITTA’ ITALIANE PIU’ VISITATE A PASQUA

Aprile 2017

Pasqua è alle porte e molti turisti stranieri si apprestano a visitare le nostre meravigliose città italiane. eDreams ha condotto una ricerca su quali saranno quelle più gettonate per la Pasqua 2017. 

Dall’indagine effettuata ecco la classifica delle destinazioni più popolari tra i visitatori europei:

al primo posto troviamo lei, la città eterna nonché la più amata di sempre: Roma. Risultava prima tra le città italiane più visitate anche a Pasqua dello scorso anno.

 

 

 

segue Milano, la cui crescita di preferenze dopo l’Expo sembra non fermarsi.

 

 

al terzo posto si posiziona Venezia, adorata non solo dagli europei ma anche e soprattutto dagli stranieri di tutto il mondo.

 

 

Seguono Napoli, Palermo, Catania, Pisa, Firenze, Bologna e Bari.

Dall’indagine condotta da eDreams emerge che i turisti stranieri presenti in Italia nel periodo pasquale saranno prevalentemente Francesi, seguiti da Tedeschi, Spagnoli, Inglesi e Belgi.

Voi dove trascorrerete Pasqua quest’anno? E quali sono le vostre città italiane preferite?

IL PADIGLIONE URUGUAY ALL’EXPO

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Piccolo ma carino e sostanziale il Padiglione dell’Uruguay partecipa all’esposizione di Milano col tema “La vita cresce in Uruguay“.

PER DISABILI: entrata pianeggiante e ascensore interno.

Nella prima sala il pubblico riceve delle informazioni sull’Uruguay. Schermi e voci mostrano diversi tipi di scenografie e di rumori: da quello del mare fino a quello della natura passando attraverso lo scoppiettio del fuoco.

Ma è la seconda sala che offre al visitatore lo spettacolo migliore. Qui viene proiettato un cortometraggio su schermi giganti tenuti da braccia meccaniche che avanzano e indietreggiano di fronte al pubblico. La storia racconta di un bambino che arriva in Uruguay nel lontano passato quando i tempi erano semplici e le persone lavoravano nei campi attorniati dal bestiame e si divertivano col ballo e col calcio. Pian piano si arriva ai giorni nostri con le energie alternative che rendono il Paese più sostenibile e col cambiamento anche nel settore del cibo. Ci sono nuove tecnologie che seguono il percorso alimentare partendo dal luogo d’origine fino ad arrivare alla tavola. Oggi si conoscono quali sono e dove sono le ricchezze della terra.

CURIOSITA’: l’educazione pubblica in Uruguay è gratuita per tutti e ad ogni bambino viene consegnato un laptop. Inoltre è il primo Paese al mondo a fornire il pc nelle scuole elementari. L’Uruguay vuole migliorare le tradizioni attraverso la tecnologia.

Così l’Uruguay partecipa per la prima volta all’Expo con un padiglione proprio progettato da architetti uruguaiani.

Il messaggio che passa è quello di un Paese autentico e genuino capace di convivere con la natura raggiungendo buoni traguardi puntando sulla qualità dei prodotti e della vita!

Al ristorante uruguaiano si assaggiano specialità tipiche e carni alla griglia.

PALAZZO ITALIA

IMG_9355 Palazzo Italia è il padiglione con più code all’entrata di tutto l’intero sito espositivo di Expo Milano 2015.

Ci sarà una ragione se l’attesa è pari ad un paio d’ore di fila, perlomeno in questo mese di Agosto… Riuscendo a visitarlo ho capito il perché… Perché è semplice ma essenziale, mostra tutte le bellezze che il nostro Paese ha da offrire e anche perché, nonostante sia immenso, non annoia i visitatori.

Ben cinque sono i piani del sito, tre dedicati alle mostre mentre gli ultimi due ospitano il ristorante e la terrazza col bar. Posizionato alla fine del Cardo, proprio accanto all’Albero della Vita e a Lake Arena è l’unico padiglione che resterà dov’è dopo la fine dell’Expo. Il Palazzo Italia rappresenta lo Stato ed il Governo Italiano.

TEMA DELLA PARTECIPAZIONE: “Vivaio della vita”

Al primo piano 21 persone, una per Regione, tra imprenditori e professionisti raccontano le loro storie e le loro imprese di successo. Si parte dalla potenza del saper fare attraverso viaggi spaziali sul vino, olio, liquirizia etc.

Secondo il mio punto di vista, la mostra del secondo piano è straordinaria e sbalorditiva!! Puntando sulle bellezze dell’Italia, una sala a specchi mostra, in diverse prospettive, 21 capolavori architettonici sparsi qua e la lungo lo Stivale. Seguendo il tema de “La potenza della bellezza” si possono ammirare prima le immagini dei capolavori esterni poi, successivamente, quelli interni.

Proseguendo ci si imbatte in 21 storie di imprese agricole, agroalimentari o artigianali che spiegano la loro capacità di esprimersi ma soprattutto di produrre su terreni aridi o non fertili.

Il terzo piano ospita 21 tipi di piante rappresentative delle Regioni attraverso un grande vivaio: da questo piano è ben visibile l’Albero della Vita dall’alto.IMG_9364

Prima di lasciare il padiglione ogni visitatore ha la possibilità di firmare una specie di petizione riguardante il cambiamento sulla gestione e distribuzione del cibo.

Palazzo Italia, con l’enorme padiglione italiano che si snoda interamente sul Cardo, rappresenta la rinascita dell’Italia. Per questo motivo credo che sia uno dei primi a dover essere visto!

PER DISABILI: entrata pianeggiante e ascensore per raggiungere i vari piani.

EXPO 2015: PADIGLIONE KAZAKHSTAN

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A mio avviso, quello Kazako, è uno dei padiglioni più belli e interattivi dell’intero Expo di Milano. Con quello del Giappone lo inserisco ai primi posti della mia classifica riguardante i siti espositivi finora visitati. Le lunghe code all’esterno di questo padiglione confermano il suo successo e la voglia, da parte dei visitatori, di essere scoperto.

Tema del Padiglione: “La terra delle opportunità”

Con la partecipazione all’Expo il Kazakhstan vuole far conoscere al resto del mondo le sue risorse agricole e naturali fino ad arrivare alla sua idea di sviluppo eco-sostenibile.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: entrata pianeggiante e ascensori per muoversi all’interno del sito.

Tre sono le sale da visitare: nella prima, tramite uno schermo e con un’artista del Paese, viene raccontata la storia del Kazakhstan. Questo artista ci spiega che la Sua è una terra dalle molte opportunità e che 3000 anni fa le antiche popolazioni lasciarono delle incisioni visibili ancora oggi. Successivamente, nel quindicesimo secolo, si formò il Khanato del Kazach che combatté per secoli per ottenere l’indipendenza. Nel 1731 il Khanato entra in Russia, nel 1920 prende parte alla Repubblica dell’Unione Sovietica per poi finalmente, nel 1991, rendersi indipendente segnando l’inizio di una nuova era.IMG_9342

La seconda sala è divisa in sei argomenti: la scienza agronomica, le risorse naturali, l’uso dell’acqua, le nuove tecniche agricole sostenibili e l’acquacultura. L’unica cosa che non ho apprezzato per niente è stato l’assaggio del latte di cavalla che mi hanno offerto…   In questo reparto si passa dalla mappa interattiva alla descrizione della gomma della steppa, dalla foresta di mele al racconto del lago Aral…  Inoltre vi è una grande vasca circolare con gli storioni del Caspio. Pare che questo ultimi cresceranno di 10 cm durante i sei mesi dell’Expo.

Si sa che le cose migliori vengono tenute per il gran finale! Infatti la terza e ultima sala è il TOP non solo di questo padiglione ma dell’intero sito espositivo: il “teatro in movimento”, sala 3D che mostra tutto quello che di meraviglioso ha il Kazakhstan da offrire! Non sono riuscita a fare le foto proprio perché il pavimento della sala si muove. Vi lascio all’immaginazione nell’attesa che riusciate a visitarlo!

COSA MANGIARE: il ristorante offre specialità tipiche come “insalata di cavallo”, “zuppa dei nomadi”, “lagman” ovvero tagliolini con manzo e “shashlik” di pollo o di manzo.

Sono convinta che questo Paese farà ancora molta strada in futuro, ad oggi è il nono più grande del mondo! E nel 2017 ospiterà l’Expo ad Astana sulle energie del futuro.

IL SULTANATO DELL’OMAN ALL’EXPO DI MILANO

IMG_9088 Sito espositivo su due piani con una terrazza panoramica al primo che si affaccia sul decumano. Entrata posteriore pianeggiante per disabili e ascensore per muoversi tra i piani.

Tema del padiglione: “L’eredità nei raccolti”.

Davvero molto scenografica è la ricostruzione di una cittadina che evoca l’architettura caratteristica del sultanatoIMG_9095

L’Oman è un paese arido e molto caldo quindi per la popolazione, l’acqua ed il suo utilizzo sono fonte di vita. L’estate sembra essere la stagione preferita dagli omaniti che catturano l’acqua dai monsoni e “iniziano a vivere”!

” Di tutti i doni con cui Dio ci ha benedetto, l’acqua è il più prezioso. Essa deve essere salvaguardata e tutelata nell’interesse comune”… …con questa frase inizia la visita al padiglione del Sultanato dell’Oman!

Al piano terra, a destra dell’entrata, viene raccontata la storia delle api e della produzione del miele. L’Oman è molto forte in questo settore tanto da esportarlo in Kuwait e in Arabia Saudita. Proseguendo ci si trova di fronte alla riproduzione di una palma da dattero. La coltivazione dei datteri è una lunga tradizione agricola e si sviluppa in armonia con l’ambiente e con la natura circostante.IMG_9105

“Le persone in casa senza datteri sono persone affamate”

“Spezzare il digiuno mangiando datteri è come purificarsi”

Successivamente viene spiegato il processo per la produzione dell’acqua di rose di Akhdar, che crescono sull’altopiano della Jebel Akhdar, uno dei pochi luoghi del Golfo Persico dove la popolazione la produce con un processo artigianale tramandato da generazione in generazione da tanti secoli.

Salendo al primo piano mi dirigo immediatamente sulla terrazza panoramica. Se si chiudono gli occhi per un momento, sembra di trovarsi in una tenda sperduta nel deserto. Qui, tramite delle letture, si può sapere si più sugli aflaj, ovvero dei canali sotterranei che sfruttano la gravità terrestre per distribuire l’acqua dove necessita. Alcuni di questi canali sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco.

Sempre sulla terrazza hanno riprodotto tre giganteschi cannocchiali che simulano una distanza di 5097 mostrando ai visitatori degli scorci dell’Oman.

All’uscita dell’esposizione, di nuovo a piano terra, una grande fontana accompagna e accoglie i visitatori al ristorante tipico omanita.

EXPO 2015: PADIGLIONE CINA

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Tema del padiglione: Terra di speranza, cibo per la vita”.

CIELO (HEAVEN): attraverso dispositivi multimediali interattivi come “la raccolta dei suoni”, si raccontano le quattro stagioni e i principali periodi del calendario lunare cinese.

La Cina presenta così il suo sito espositivo tra la terra ed il cibo.

Questo grande Paese mostra nei dettagli la sua politica agricola, la storia e le innovazioni per il futuro. Pare che quella cinese sia tra le figure di maggior successo dell’Expo con oltre 500.000 biglietti venduti dai soli Tour Operator cinesi. Il governo cinese ha lanciato la sfida di sfamare 1,3 miliardi di persone presentando il passato, il presente ed il futuro della sua agricoltura. Inoltre per la prima volta la Cina partecipa ad una esposizione universale con un padiglione Self- Built, simbolo dell’impegno del Paese. E sempre per la prima volta ci sono anche imprese cinesi in propri padiglioni sempre Self-Built.

Dopo quello della Germania è proprio il padiglione Cinese a salire sul podio per dimensione: 4.590 mq di superficie. I visitatori si catapulteranno attraverso l’ambiente, l’agricoltura, l’alimentazione, la natura e lo sviluppo sostenibile attraversando cinque diverse sale. All’entrata degli schermi LCD accolgono le persone che possono così iniziare ad esplorare il sito. Proseguiranno poi nell’area “Human”, “Terra” e “Armonia”.IMG_8927

Lungo il percorso delle sculture di argilla presentano dieci fasi principali per la preparazione dell’anatra laccata.

Dopodiché ci si può pesare su una bilancia che mostrerà la propria alimentazione equilibrata.

L’ultimo step ospita un teatro che regala un filmato sul capodanno cinese.

Il progetto architettonico del padiglione riproduce delle onde di grano dove il paesaggio naturale si mischia allo skyline urbano. Il tetto in bambù filtra la luce naturale permettendo così di abbassare i consumi energetici.

Piatto tipico: RAMEN, famosa zuppa a base di carne, uova e noodle. Questo piatto è di origine cinese ma è stato poi diffuso anche in Giappone.

Il mangiare è il cielo del popolo!

EXPO 2015: PADIGLIONE AZERBAIJAN

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Tema del padiglione: “Tresure of Biodiversity“, protezione dei cibi biologici e della biodiversità per le generazioni future.

La bellissima struttura in vetro, acciaio e legno è stata disegnata in Italia da un team di ingegneri e architetti napoletani. Tre sfere ecosostenibili sospese nel nulla, una in ogni livello, ospitano video, riproduzioni sonore, realtà virtuali ed una APP per scoprire tutti i tesori di questo Paese.

La forma sferica rappresenta la metafora di un Paese aperto. Punto simbolico tra oriente e occidente, l’Azerbaijan si trova nella regione del Caucaso ed è da sempre considerato un crocevia naturalistico, biologico, geografico, culturale e storico. L’agricoltura e la cucina si sono arricchite di diverse influenze nel tempo. Gli itinerari tematici di questo padiglione enfatizzano la produzione e l’esportazione di prodotti alimentari sani e biologici e promuovono le immense tradizioni storiche e culturali.IMG_8980

A pianoterra i visitatori vengono accolti dalla “Music Wall“, parete interattiva somigliante a un pentagramma che asserisce l’importanza della musica nella vita di un azero.

La prima biosfera, al primo piano, evoca la geomorfologia del Paese con i paesaggi, la storia e il patrimonio culturale e naturale azero. Sono state riprodotte delle aiuole colorate con fiori che si accendono al solo tocco della mano.

La seconda biosfera ospita l‘albero della biodiversità, struttura in legno da dove spuntano rami di melograno, frutto simbolo dell’Azerbaijan che esprime la ricchezza e le varietà azere. Nella parte inferiore dell’albero diversi schermi mostrano dei video riguardanti uomini e donne azere che con le loro dichiarazioni forniscono uno spaccato del Paese. Questo Paese possiede nove delle aree climatiche delle undici del mondo e possiede un’enorme ricchezza legata alla biodiversità.

Nella terza sfera è presente un albero capovolto dove, nella parte iniziale, tramite tre schermi, è possibile conoscere Baku, la capitale dell’Azerbaijan. Si possono fare tour virtuali della città in elicottero, barca o semplicemente a piedi.

All’ultimo piano vi è il ristorante con terrazza.

SPECIALITA’ DELLA CUCINA AZERA: pollo durmez in piadina lavash e succo di melograno.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: entrata pianeggiante. I tre piani per raggiungere le sfere sono collegati da scale mobili e da ascensori.

Il padiglione dell’Azerbaijan è considerato uno dei 25 maggiori hub di biodiversità nel mondo. E’ la prima volta che partecipa ad una esposizione universale e, al termine dell’Expo, verrà smontato e rimontato in un grande parco di Baku, città simbolo dell’innovazione del Paese.

 

EXPO MILANO 2015: EMIRATI ARABI, ISRAELE E GALLERIA ESTONIA

Prosegue il mio tour in sedia a rotelle tra i padiglioni dell’expo.

EMIRATI ARABI:  Delle scansioni 3D di superfici di dune del deserto sono state riprodotte sulle pareti per creare un’autentica realtà. Il suo tema: “Cibo per la mente – Delineare e condividere il futuro“. Esplora le sfide riguardanti la terra, il cibo, l’energia e l’acqua e racconta la sostenibilità alimentare nel futuro. A causa del clima secco e arido oggi, negli Emirati Arabi, per l’utilizzo dell’acqua viene effettuata la desalinizzazione di quella marina, mentre l’energia in combustibile  viene tratta dalle alghe del deserto. Nell’ultima parte del padiglione si scoprono i progetti per il prossimo EXPO 2020. Costruiranno alleanze con un preciso obbiettivo: unire le menti, creare il futuro. Imperdibile  la proiezione di “The family tree“, cortometraggio dove la generazione di oggi incontra quella del passato riflettendo sul futuro. Per disabili: entrata ed uscita con rampa.

ISRAELE: il suo tema: “ I campi di domani“. Lo scopo è quello di enfatizzare l’importanza della tecnologia, della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile. Diversi video in quattro differenti aree ci mostrano alcuni dati sul Paese, ci raccontano metodi e tecnologie e ci svelano delle curiosità. Israele ha una superficie pari alla distanza tra Milano e Roma. Nel 20esimo secolo ha moltiplicato il numero degli alberi. Il suo cibo è un mix tra l’arabo, il greco, lo spagnolo, il francese e l’italiano. I pomodorini ciliegia sono una invenzione israeliana. Le sue terre, nonostante siano aride, producono quantità industriali di frutta e verdura ma più di tutto di frumento. Oggi hanno sistemi per l’agricoltura moderna in collaborazione con l‘Asia. Per disabili: totalmente pianeggiante. Per mangiare: il ristorante offre prodotti tipici della cucina israeliana. Musica di sottofondo.

GALLERIA ESTONIA: il suo tema: ” Galleria di”. Il padiglione presenta questo Paese del Nord Europa come giovane, dinamico e di rapido sviluppo. La natura incontra le antiche tradizioni. Sviluppato su tre piani di blocchi di legno accumulati uno sopra l’altro come scatole e, sui vari livelli vi sono delle altalene dove si può salire. Al primo piano è allestita una mostra riguardanti i maggiori settori estoni. Il secondo piano è addobbato con alberi e piante dei Paesi del Nord, mentre a piano terra vi è il ristorante che propone street food. Tra i vari piatti stinco con contorno a 16 euro. Per disabili: entrata pianeggiante e ascensore per spostarsi e raggiungere i vari piani.

A presto con nuove descrizioni sull‘Expo!

UN SABATO SERA SUI NAVIGLI MILANESI

Inizio questo mio nuovo articolo confidandovi che mi piace molto Milano e amo visitare i suoi quartieri nei diversi periodi dell’anno. Vista la stagione ho deciso di trascorrere un sabato sera ai Navigli. Ma cosa sono i Navigli?

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I Navigli sono un sistema di canali navigabili che mette in comunicazione i principali bacini idrici e fiumi della Lombardia con la città di Milano. I Navigli milanesi sono:

Naviglio Grande                                             – Naviglio Pavese

Naviglio Martesana                                       – Naviglio di Paderno

Naviglio di Bereguardo.         Lo scorso sabato ho visitato il Naviglio Grande, che sorge nel Parco del Ticino e termina alla darsena di Milano, in zona Porta Genova.

Non ci venivo da troppi anni e, osservando da blogger disabile, ho avuto l’occhio più acuto e professionale. La passeggiata lungo il canale è percorribile senza problemi in sedia a rotelle, questo grazie ad una striscia di asfalto liscia incastonata tra la pavimentazione a ciottoli.IMG_8530

La potete vedere nella foto qui a fianco. Credo che non siano soltanto le carrozzine a trarne vantaggio, ma anche le mamme coi passeggini, gli anziani col bastone etc. Ho notato proprio durante la serata di sabato che più di una persona deambulava con le stampelle e questo pezzo di strada non sconnessa aiuta sicuramente rispetto all’acciottolato.IMG_8537

Mentre i vari ponti che permettono l’attraversamento ed il passaggio da un lato all’altro non sono accessibili, vi sono troppi gradini.

Numerosi sono negozi, ristoranti e bar che si snodano lungo il Naviglio. La scelta del cibo spazia tra la classica “cotoletta alla milanese” a vari piatti della cucina italiana ma si trovano facilmente anche cibi di diversa etnia.

Lo scorso Aprile è stata inaugurata la nuova darsena,  giusto in tempo e per l’occasione dell’apertura dell‘EXPO. Nell’antico porto milanese ora l’acqua è tornata a scorrere dopo 18 mesi di lavori e l’ambiente circostante appare ancora più bello.

La passeggiata è piacevole e non vi sono particolari barriere architettoniche se non per accedere al ponte che divide i due lati.

A mio parere questo è uno dei luoghi più suggestivi di Milano, dove i giovani si ritrovano con la chitarra a cantare e a ballare, dove girano chioschi permanenti con bibite fresche e dove anche il turista vi passa per una semplice visita.

In vista dell’Expo consiglio di recarvi ai Navigli, vi sembrerà di respirare una boccata di aria fresca nel centro di una metropoli!