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CAPO VERDE NO STRESS

Aprile 2017

Premetto che non avrei mai pensato di andare a Capo Verde. Non mi ispirava come destinazione. Mi è sempre stato riferito che il vento tira talmente forte da non riuscire a stare sdraiati in spiaggia.

Poi una settimana di ferie e un pò di stanchezza arretrata mi hanno indotta a pensare a una meta di mare. Dove andare per trovare caldo senza fare troppe ore di volo?

La scelta è ricaduta sull’Isola di Sal, la più turistica di tutto l’arcipelago di Capo Verde.

Devo ammettere che mi sono ricreduta e che ho trascorso una settimana, la prima di Aprile, fantastica! Merito anche del clima caldo e del poco vento che ho trovato che hanno inciso positivamente sulla vacanza. Ho alloggiato in un hotel con formula all inclusive a Santa Maria, paesino pittoresco dove sono situate tutte le strutture turistiche. L’Hotel Creoula è stato adattato per le sedie a rotelle con rampe e scivoli ovunque. Una persona con problemi di disabilità motoria è in grado di muoversi in completa autonomia. Vi sono però alcune mancanze: – la spiaggia senza la presenza di una passerella (siamo in Africa e non possiamo pretendere troppo) – il bagno nelle camere senza maniglioni accanto al wc e con la doccia, ma per accedervi bisogna superare 20 cm di gradino, o la vasca – alcuni gradini per raggiungere il bar della piscina.

Uno dei protagonisti principali dell’Isola di Sal è il mare, da me paragonato a quello dei Caraibi. Le spiagge sono lunghe e ampie come distese di borotalco.

Ma sarebbe un vero peccato limitarsi al mare, l’Isola di Sal offre molto e con un tour di una sola giornata si riesce a visitarla interamente. Ho scelto di non aggregarmi al gruppo organizzato dall’hotel optando per un’escursione privata in pick up con un beach boy. Risultato: maggior tempo a disposizione, soste non programmate per scattare foto e tanto aiuto con la sedia a rotelle sui terreni non sempre consoni.

Siete curiosi di sapere cosa visitare a Sal? Eccovi accontentati:

saline di Pedra de Lume, saline naturali di origine vulcanica ospitate nel cratere di un vulcano spento. Dopo che l’attività del vulcano terminò, l’acqua marina iniziò ad infiltrarsi creando un lago salato naturale. L’effetto ottico è spettacolare! Vi consiglio di portare il costume da bagno per raggiungere la riva ed immergervi nell’acqua densa di sale. Rimarrete a galla come nel Mar Morto. Luogo dotato di rampe e scivoli per disabili.

Palmeira, villaggio di pescatori situato nella parte nord-ovest dell’isola. Colori vivaci e donne senegalesi con in testa cestini colmi di souvenir da vendere animano questo paesino dove si è soliti recarsi per aspettare i pescatori che tornano con le reti piene zeppe di pesce. Impossibile scendere al porto in sedia a rotelle a causa di numerosi gradini.

Espargos, capoluogo dell’Isola. Non vi è nulla di particolare da vedere, ma fatevi portare alle favelas vicine per toccare con mano la crudele realtà di molti abitanti poveri e sfortunati.

Buracona, piscina naturale dove godersi la vista delle onde che si infrangono sulle rocce. Si visita tramite delle passerelle di legno posizionate sopra la sabbia e gli scogli. Accanto alla natural pool vi è una grotta della profondità di 12 metri dove è possibile scorgere l’Olho Azul, spettacolo unico creato dai raggi del sole quando quest’ultimo si mette allo zenit.

Deserto di Terra Boa, caratterizzato da sabbia chiara mischiata a granelli di terra nera. In mezzo al deserto, quando il sole è a picco, sembra di scorgere in lontananza un lago d’acqua che invece non esiste. Questo fenomeno è chiamato “Il Miraggio“.

– Spiagge visitate: Kite Beach, dove le vele dei kite surf svettano colorate nel cielo blu. Baia di Murdeira situata sulla costa ovest. Spiaggia di Ponta Preta con le onde più alte che abbia mai visto in vita mia! Spiaggia di Santa Maria, a mio avviso la più bella dell’isola, dove spicca il suo vecchio molo, ritrovo di surfisti e pescatori. Shark Bay dove, con un pò di fortuna, si possono incontrare piccoli squali gatto a riva.

CURIOSITA’ L’arcipelago di Capo Verde è situato a 500 km dalle coste del Senegal. L’Isola di Sal inizialmente era conosciuta come Ilha Plana (isola piatta) per poi cambiare il nome in “Isola del Sale” dopo la scoperta dei depositi di sale da cucina. Fu scoperta nel 1460 dai portoghesi e tutt’oggi il mix di culture africane e portoghesi è ben evidente sia nei luoghi che nelle persone.

Concludo il mio articolo confidandovi che mi sono innamorata di quest’isola e che a pochi giorni dal mio ritorno a casa sento una nostalgia fortissima. I capoverdiani sono persone deliziose, capaci di strapparti un sorriso in ogni momento della giornata. Non sono invadenti né appiccicosi. Hanno un solo ed unico difetto: fanno le cose con molta calma… Ma si sa, CAPO VERDE NO STRESS!

RIO DE JANEIRO

Gennaio 2006                                 RIO DE JANEIRO                   (viaggio di 13 gg)

Se penso al viaggio a Rio de Janeiro, meravigliosa città del Brasile, mi viene in mente una sola cosa: allegria! I carioca, ovvero i nativi di Rio, sono pieni di gioia e la trasmettono a tutti i numerosi turisti che affollano le sue strade e le spiagge. Anche io fui completamente assorbita da questa energia positiva che la città emana e tornai a casa ricaricata ma anche piena di saudade. Scelsi un hotel fronteggiante la spiaggia di Copacabana… la vista dal tredicesimo piano sulla terrazza panoramica era da mozzare il fiato!img042 img044 img041

Per i brasiliani Gennaio è periodo di vacanza, così le spiagge erano pienissime di gente che le animava rendendole ancora più vivaci. Fa parte della cultura della città vedere donne con costumi ridottissimi camminare sulla sabbia bollente, bere birra sotto l’ombrellone, comprare gamberetti crudi per farseli cucinare al momento, acquistare costumi e ciabatte da venditori ambulanti e ascoltare musicisti che passano cantando e suonando tra i turisti.  Copacabana a Gennaio è tutto questo. Ho sentito dire che, durante le nostre ferie estive, chi va a Rio non trova le stesse cose perché da loro è inverno e le spiagge sono deserte! Per me sarebbe stato motivo di tristezza infinita! La sabbia è bianchissima, l’ampiezza della spiaggia notevole ma il mare non è tra i più belli al mondo anche se credo che questo sia irrilevante. Ovvero, chi viene in questa città del Brasile deve sapere prima che non troverà un mare cristallino e piatto anzi, in alcuni giorni era impossibile entrare in acqua dalle enormi onde che si formavano a riva. Ma Le spiagge di Copacabana sono talmente uniche che il mare passa in secondo piano. La sua passeggiata è punteggiata non solo da alberghi ma anche da bar, locali notturni e ristoranti. Il marciapiede ha un motivo tipico di onde che dispiega su entrambi i lati per tutta la lunghezza del quartiere.

pavimentazione Copacabana
pavimentazione Copacabana

Camminando su questa originale pavimentazione ci si imbatte in corridori, ciclisti e anche baretti dove fare un break per sorseggiare bibite fresche. A questo proposito è doveroso citare la Caipirinha, cocktail tipicamente brasiliano a base dell’omonimo liquore, lime, zucchero e rum. Ottima per l’aperitivo, durante e dopo i pasti. Che rilassanti e piacevoli erano i massaggi sulla spiaggia… Insomma a Rio de Janeiro non manca proprio nulla!img048

In città ci sono diverse attrazioni imperdibili! Prima fra tutti il Cristo Redentore, simbolo non solo della città ma dell’intero Brasile. La statua sorge in cima alla montagna Corcovado, all’interno del Parco Nazionale di Tjiuca, e domina tutta la città dall’alto offrendo un fantastico panorama. Uno dei modi più caratteristici per arrivare in cima al monte è quello di prendere il suggestivo treno che parte dal basso, risale la montagna e attraversa la foresta di Tijuca. Ma essendo in sedia a rotelle non ero sicura riguardo all’accessibilità così decisi di arrivarci con un taxi. Anche se non tutte le cose sono accessibili per disabili, i brasiliani fanno in modo che lo diventino. Molto gentili e disponibili mi aiutarono a raggiungere il mare attraversando le larghe spiagge e anche in quest’ultima occasione non persero tempo a farmi salire sulle scale mobili che permettono di avvicinarsi alla statua del Cristo. Inserita fra le sette meraviglie del mondo è di una bellezza davvero singolare.

Da quassù si vede ad occhio nudo il rinomato stadio Maracanà. Rimasi colpita nel vedere neo mamme portare i loro bambini davanti alla statua per farli benedire. Sono stata più di due ore ad ammirare il Cristo Redentore non avendo la minima voglia di andarmene via.

In città la vista la si può ammirare anche dal Pan di Zucchero, colle che si estende su una penisola  dall’estremo di una baia che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Secondo la mia opinione è molto meglio il Corcovado.

Pan di Zucchero
Pan di Zucchero

L’erscursione che ho apprezzato moltissimo e che scelsi di fare con una visita guidata a causa della possibile pericolosità fu quella fatta all’interno della favela di Rocinha. Per chi non lo sapesse, le favelas sono tipiche zone con le abitazioni delle persone più povere. Quella di Rocinha è la più grande del Brasile e forma un quartiere a sud della città di Rio. Partimmo in otto a bordo di una jeep cabrio e ci inoltrammo in questa “grande città” nella città che merita di essere visitata non come un’attrazione turistica, ma come un lato del Brasile che è giusto conoscere. Non ha senso andare a Rio e vedere solo spiagge, panorami e le altre bellezze che il luogo offre. La favela è una parte integrante e va vissuta. La guida ci disse di non dare soldi a nessuno, ma di comprare dei souvenir per aiutare queste persone a vivere più dignitosamente. E così feci. Ricordo di aver comprato un  cd musicale con canzoni tipiche brasiliane e delle ciabatte. Portai sacchetti di caramelle da distribuire ai vari bambini che ti corrono incontro circondandoti. Il degrado delle case salta subito all’occhio, i tanti fili della luce scoperti, murales a ogni lato delle strade e polvere dappertutto. Visitammo la scuola ed anche il mercato che probabilmente fu la cosa che più mi shoccò. Carni appese all’aperto con mosche appiccicate sopra e frutta mezza marcia che maturava ulteriormente al sole. Non mi sentii per niente in pericolo, anche se durante questo tour la guida non sempre ci permise di scendere dalla jeep. Probabilmente loro conoscono questi luoghi molto bene e sanno quali sono i punti di maggior pericolo. Ripeto, non consiglio di andarci da soli ma auguro alle persone di vivere un’esperienza simile per comprendere e vivere lo stato d’animo di questa gente tanto cordiale. A distanza di otto anni da Rocinha, lo scorso Febbraio andai in India e mi fermai quattro giorni anche a Calcutta. Rispetto alla prima, Calcutta è 1000 volte peggio. Credo che come l’India non ci sia nulla di paragonabile, ma credo anche che vedere e toccare con mano luoghi di questo tipo aiuti sempre a far comprendere la fortuna che abbiamo.

Scendendo dalla favela ci portarono a visitare una scuola di samba. Stavano lavorando per il famosissimo carnevale che si sarebbe svolto il mese dopo e così ebbi la fortuna di vedere e toccare i meravigliosi costumi che avrebbero indossato le ballerine. Per i brasiliani il ballo è un culto, come anche il calcio. Prima di rientrare da questa gita giornaliera passammo davanti allo stadio dove Ronaldo iniziò la sua carriera calcistica.  Sono molto orgogliosi dei calciatori brasiliani che hanno successo nel mondo.

Nei pressi di un’altra rinomatissima spiaggia, quella di Ipanema, si trova un caratteristico mercatino di artigianato hippie. Davvero molto carino e colorato ma obbligatoria è la contrattazione.

mercatino hippie Ipanema
mercatino hippie Ipanema

Ipanema è una delle zone più ricche della città carioca e le sue spiagge sono animate e cariche di vivacità come quelle della vicina Copacabana, anche se sono ritenute più chic.

Ultima non certo per importanza, è la scalinata Selaron, opera architettonica decorata da un artista cileno come tributo al popolo brasiliano. Di diversi colori è meta scelta soprattutto per scattare fotografie.

Concludo questo mio articolo su Rio de Janeiro scrivendo a proposito del cibo. Ho mangiato divinamente durante tutta la mia permanenza variando tra pesce e carne. Le churrascherie sono da includere nel viaggio. Le migliori sono abbastanza care ma mangerete una enorme quantità di carne da fare indigestione. Ne ho provate diverse, ma le  top della città sono la Porcao Rio Flamengo e la Marius Churrascaria. Si inizia la cena con un buffet di pesce crudo freschissimo… dalle ostriche ai gamberetti fino al sushi,  il tutto accompagnato da verdure per proseguire con  spade di carne di ogni tipo. Ricordo di essere tornata da questo viaggio con una pancia gonfissima. Ma cosa c’è di meglio che associare una fantastica vacanza al buon cibo?