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Cose da non fare in Giappone: tradizioni e usanze da non sottovalutare

Luglio 2018

foto scaricata da Google

Sono tante le cose da non fare in Giappone, una terra ricca di tradizioni e usanze antichissime, che ancora oggi regnano sovrane, nonostante le nuove generazioni tentino di ribellarsi a questo sistema di regole millenario, estremamente rigido. Ricordatevi che alla base della cultura giapponese vi sono due principi: il rispetto degli altri e dell’ambiente, e la riservatezza, pertanto, evitate gesti eclatanti, comportamenti che possano risultare volgari e tenete sempre a bada il volume della vostra voce e del vostro cellulare. Assunte queste prime regole, possiamo addentrarci meglio nel cuore degli usi e costumi del lontanissimo Giappone.

1- Innanzitutto, come appena accennato, in Giappone ricordatevi di non parlare mai ad alta voce, soprattutto sui mezzi di trasporto pubblici. A Tokyo, ad esempio, durante il giorno gli autobus, le metro e i treni sono affollatissimi, se tutti parlassero con tono sostenuto contemporaneamente, si rischierebbe di scendere con un terribile mal di testa. Quindi evitate, nel limite del possibile, di rispondere al cellulare e soprattutto ricordatevi di metterlo in modalità silenzioso!

2 – Non soffiatevi il naso in pubblico: per i giapponesi è un brutto gesto da non fare assolutamente in mezzo alla gente. Loro sono abituati a tirare su con il naso e quando hanno un forte raffreddore, indossano le classiche mascherine bianche, per non infettare gli altri, ma anche per evitare che si vedano spiacevoli perdite dal naso…

3 – È vietato fumare mentre camminate per la strada: in Giappone ci sono delle aree riservate ai fumatori, all’esterno delle stazioni e in prossimità dei parchi. Sono ovviamente munite di posaceneri e spesso hanno anche una tettoia di copertura.

4 – Non buttate mai spazzatura o mozziconi di sigarette per terra. Anche se questa dovrebbe essere una buona norma civile rispettata da ogni parte, in Giappone è come un comandamento. A Tokyo, vedrete coi vostri occhi, quanto tutto sia pulito e ordinato: strade, treni, bagni pubblici, bar e negozi.

5 – Ricordatevi che è maleducazione mangiare e bere per la strada e in treno. Da noi è del tutto normale gustarsi un gelato passeggiando per le vie del centro, oppure bere una bibita o della semplice acqua su un mezzo pubblico. Se doveste farlo in Giappone tutti vi guarderebbero male!

6 – Fate attenzione agli orari. Se avete preso un appuntamento (non solo di lavoro), fate in modo di non arrivare mai in ritardo, nemmeno dei canonici cinque minuti. Le banali scuse del traffico, qui, non sono bene accette!

7 – Se avete intenzione di fare visita ad una persona, ricordatevi di avvertirla almeno con due giorni di anticipo. Non presentatevi mai a sorpresa!

8 – Quando vi recate a casa di qualcuno, ricordatevi di non entrare mai con le scarpe!E’ un gesto estremamente maleducato. In Giappone le scarpe rimangono sempre fuori dalla porta.

9 – Quando dovete salutare una persona non datele la mano ed evitate di abbracciarla, un semplice inchino è la cosa migliore. Tendenzialmente i giapponesi sono molto riservati e non amano contatti fisici in pubblico, lo fanno solo con persone molto intime.

10 – Non toccate, accarezzate o salutate un bambino, a meno che non siate membri della famiglia.

11 – Al ristorante, non infilzate mai il cibo con la bacchetta tenuta verticalmente sul piatto (è una cosa che ricorda la morte!). Evitate di farlo anche in casa, è comunque sempre considerato un gesto sconveniente.

12 – Sempre a proposito di cibo, ricordatevi di non trattenere i rumori mentre mangiate il ramen…è considerata maleducazione!

13 – In Giappone, la tradizione vuole che si omaggino i defunti con un solo fiore, pertanto se intendete regalare dei fiori a qualcuno (che sia vivo!), fate attenzione a regalarne sempre in quantità maggiore di uno!

14 – In Giappone dovete fare estrema attenzione anche alle parole che utilizzate: evitate i numeri 4 e 9, la loro pronuncia significa rispettivamente anche ‘morte’ e ‘dolore’. Proprio per questa ragione, anche gli alberghi tradizionali di solito non hanno stanze con questi numeri!

15 – Tutti sono convinti che i giapponesi sappiano parlare benissimo l’inglese: niente di più falso. All’infuori di Tokyo e degli uffici turistici sono pochissime le persone che sono in grado di parlare l’inglese e anche chi lo conosce abbastanza bene ha difficoltà nella pronuncia. Quindi attrezzatevi imparando qualche parola utile in giapponese!

16 – Mai scambiare i giapponesi per cinesi! Potrebbero davvero arrabbiarsi, anche se non è nel loro costume mostrare sentimenti, soprattutto di ostilità.

17 – Evitate di bere birra direttamente dalla bottiglia, si usa piuttosto versarla agli altri commensali, che a loro volta la verseranno a voi.

18 – Non chiamate mai le persone per nome se non avete dei rapporti più che stretti di amicizia o parentela, usate invece il cognome più il suffisso San.

19 – Importantissimo! Non brindate mai dicendo il classico ‘Cin cin’ (che in giapponese significa ‘pene’!), usate invece la parola ‘Kampai’.

20 – Un ultimo consiglio: evitate pure di salire sulla Tokyo Tower, non è nient’altro che una (brutta) copia arancione della Tour Eiffel. Il panorama è piuttosto deludente, non vale certo i 1,420 yen del biglietto e le lunghe attese per gli ascensori. Se siete in cerca di una vista mozzafiato su Tokyo, salite sul terrazzo della Mori Tower (238 metri). Ne rimarrete affascinati.

Articolo preso dal sito www.viaggi.nanopress.it

Paese che vai, fauna che trovi: 10 viaggi per ammirare gli animali

Luglio 2018

Non solo giraffe, leoni e zebre. Per chi ama gli animali esistono alternative ai safari tradizionali. Viaggi da nord a sud a vedere pinguini, farfalle, beluga e bisonti. Durante le migrazioni, quando sono radunati in grandissimi branchi

Pinguini, farfalle, macachi o beluga. Ci sono luoghi al mondo in cui questi animali si raggruppano in determinati periodi dell’anno. Un’occasione per fare le valigie e partire, come racconta Travel+Leisure. Verso gli Stati Uniti o lo Zambia, il Giappone o il Messico. Terre famose (e visitate) per svariati motivi. Non sempre per gli animali che le popolano. Ecco perché può essere un’idea andare in vacanza nel periodo delle grandi migrazioni, mettendo per una volta da parte le mete più gettonate e tradizionali.

Niente leoni, zebre e giraffe. In queste destinazioni i protagonisti sono i macachi e i pinguini, i beluga e le farfalle, le tartarughe di mare e i panda. Animali in alcuni casi in via d’estinzione, in altri no. In ogni caso esemplari la cui osservazione vale il viaggio. Per lasciarsi stupire, per l’ennesima volta, dalle straordinarie leggi che regolano l’incantevole mondo della natura.

La Cina è la meta ideale per vedere i panda giganti. Sfortunatamente questi animali sono pochi e presenti in un numero limitato di luoghi. Una parte vive nella Riserva naturale di Wolong.

Il Messico è il Paese ideale per chi vuole vedere le farfalle Monarca. Nella Riserva della Biosfera delle Farfalle Monarca, a 60 miglia da Città del Messico, ogni anno, in autunno, arrivano milioni di questi insetti. Ai visitatori lo spettacolo appare incredibile: i rami addirittura si piegano sotto il peso degli animali.

Nel Parco Pingüino Rey, in Cile, il pinguino reale è il grande protagonista. Qui c’è l’unica colonia di questi animali, protetti dal 2010 proprio con l’istituzione del parco.

Per vedere i leoni marini bisogna andare a San Diego, in California, nella piccola spiaggia di La Jolla Cove. Qui vive un branco di questi animali, così sedentari da non lasciare mai il litorale. Avvistarli, dunque, è una garanzia.

 

 

 

 

 

La Repubblica Democratica del Congo, insieme all’Uganda e al Ruanda, è la destinazione ideale per vedere i gorilla di montagna, animali a rischio d’estinzione. Per avvistarli bisogna camminare diverse ore e il permesso per il trekking è molto costoso. Il risultato, però, vale la spesa.

La vacanza ideale per chi vuole vedere le tartarughe di mare? In Florida. Ogni anno, da marzo a ottobre, le spiagge dello Stato americano diventano un meraviglioso hotspot per i rettili. Da non perdere anche il Turtle Hospital a Marathon, dove i visitatori possono dare da mangiare alle tartarughe in riabilitazione.

Destinazione South Dakota, negli Stati Uniti, per una vacanza che ha i bisonti come protagonisti. All’interno del Custer State Park, infatti,  c’è una delle comunità più grandi – circa 1300 – di questi animali.

Il Lower Zambezi National Park, in Zambia, è l’habitat ideale per vedere gli ippopotami. Non è raro avvistarne una sessantina che fa il bagno, nelle acque del fiume Luangwa. Secondo i dati, ci sono circa un centinaio di ippopotami per ogni miglia del corso d’acqua.

Ogni estate, circa 2.000 beluga  si radunano nel Cunningham Inlet, in Canada, per quattro settimane. Si tratta di uno dei raduni di beluga più grandi al mondo. Ci stanno fino ad agosto, quando proseguono nella migrazione. In questo periodo i visitatori possono nuotare con loro e sentirne l’inconfondibile verso.

Chi vuole vedere i macachi dalla faccia rossa deve andare in Giappone. Nel Paese del Sol Levante, all’interno del Parco Jigokudani, i macachi si riposano negli onsen e fanno il bagno ignorando completamente i visitatori.

Articolo preso dal sito web https://viaggi.corriere.it

CINQUE RAGIONI PER CUI INVESTO IN VIAGGI, NON IN OGGETTI

Novembre 2017

Sono pienamente d’accordo con questa viaggiatrice E voi, come la pensate? Commentate con le vostre opinioni!

Articolo preso dal sito www.huffingtonpost.it

La vita è troppo breve, e le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono le avventure e i bei ricordi

Se mia madre leggesse questo post, probabilmente non mi parlerebbe per molto tempo. Mia suocera ci ha affettuosamente definiti “i maniaci del viaggio”. E lo capisco. Sono sicura che la loro generazione, in generale, sia cresciuta con valori diversi. Casa, macchina, mobili, gioielli e risparmi erano tutti di primaria importanza e un modo per mostrare il proprio status, il successo e i traguardi raggiunti. Non fraintendetemi, tutte queste cose sono ancora importanti (e vorrei che più persone potessero permettersi i piaceri materiali di questa vita senza sacrifici e pianificazione del budget). Tuttavia, la mia generazione inizia gradualmente ad avvicinarsi a un altro tipo di mentalità – dove le esperienze contano più delle cose. Le priorità stanno passando dall’accumulare oggetti all’accumulare esperienze.

o e mio marito siamo solo una coppia qualunque con un reddito medio, che cerca di vivere al massimo e creare dei ricordi che dureranno per sempre. Data la scelta e i limiti di budget, preferirei guidare una semplice utilitaria ma andare in vacanza quattro volte all’anno, anziché dire no ad un viaggio e passare i prossimi dieci anni a pagarmi una Mercedes, solo per fare sfoggio del mio status. Inoltre, abbiamo stabilito fin da subito che preferiremmo spendere un occhio della testa in un ristorante tre stelle Michelin, anziché sprecare soldi per scambiarci dei regali.

Penserete che la mia sia un’ossessione, e forse avete anche ragione. Io preferisco definirla passione. In entrambi i casi, i sintomi sono chiari: mi sento soffocare se resto nello stesso posto per più di tre mesi; ho bisogno delle mie fughe durante il weekend (vicine o lontane); pianifico le vacanze per uno o due anni; mi dedico ad una ricerca meticolosa e preparo itinerari dettagliati per ogni viaggio; CondeNast Traveler, Culture Trip, National Geographic e Travel + Leisure sono diventati le mie bibbie; frequento anche siti come booking.com solo per sognare ad occhi aperti tutte quelle meravigliose destinazioni sparse per il mondo.

Dunque, perché ho deciso d’investire nei viaggi e non nelle cose? I motivi sono semplici:

AMPLIARE LA MIA PROSPETTIVA

Come disse giustamente Mark Twain, il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale. Due anni di incarico diplomatico ad Haiti mi hanno aperto la mente su un piano completamente diverso. Certo, si possono vedere le difficoltà dei paesi in via di sviluppo in TV, ma finché non le tocchi con mano, non potrai mai comprendere davvero le battaglie quotidiane di quella gente. Per fortuna, le nostre condizioni di vita ad Haiti non avevano nulla a che vedere con quelle di chi vive nella povertà più assoluta. Tuttavia, lì iniziai ad apprezzare anche le cose più semplici come le strade asfaltate, i semafori, i supermercati, i cinema e i centri commerciali – in pratica, tutto ciò che prima davo per scontato.

FARE NUOVE AMICIZIE

Ammirare le principali attrazioni del luogo non è abbastanza per me. Resto sempre a bocca aperta quando penso a quelle persone che, pur vivendo da anni in un altro paese, non hanno amici del posto. Non credo si possa imparare qualcosa su una nazione e sulla sua cultura senza interagire con la gente del luogo. Il coinvolgimento multiculturale è la chiave per capire la bellezza di questo mondo, ed avere tanti amici sparsi per il pianeta mi fa sentire ricca. Oltre a permetterti di conoscere le persone del paese ospitante, il viaggio ti offre anche l’opportunità d’interagire con altre nazionalità e scoprire qualcosa in più sulla loro cultura. Ricorda, ogni persona che incontri durante i tuoi viaggi ha una storia da raccontare.

CONOSCERE NUOVE CULTURE

Potrebbe essere una festa alle Hawaii, una visita alla Grande Muraglia cineseuna notte trascorsa in un tempio buddista in Giappone, un’immersione a Saint Kittsun torneo di sumo a Tokyo, un safari nel deserto a Dubai: le possibilità d’immergersi nella cultura locale della meta prescelta sono infinite. L’emozione di vedere da vicino come vivono i popoli di altre nazioni, e provare le stesse esperienze che fanno battere i loro cuori, è incomparabile. Mentre giri per il mondo alla ricerca di nuovi odori, panorami e suoni, la comprensione profonda del mondo e delle nuove culture, così diverse dalla tua, ti apre la mente e ti arricchisce.

SCOPRIRE NUOVE PERLE CULINARIE.

Non è un segreto che amo il buon cibo e m’impegno sempre a provare la cucina locale ovunque io vada. Per quanto si tenti di ricreare le ricette originali, le pietanze non saranno mai buone come nel paese d’origine, semplicemente perché i prodotti locali e le spezie non possono essere riprodotti dappertutto. Il Khachapuri non sarà mai buono come quello preparato nella cucina di mia madre a Tblisi, il cibo thai non avrà mai lo stesso sapore che ha in Thailandia, e quello indiano non ti farà mai venire l’acquolina in bocca come in India. Ricordo ancora il nostro “food tour” da capogiro a San Juan, dove gustammo le specialità locali girando per le strade acciottolate. La nostra esperienza più recente è stata provare la cucina del Sichuan in un piccolo chiosco alla buona di uno sconosciuto villaggio cinese, sulla strada verso la Città Proibita. Era economico, semplice, ma strepitoso.

PER NON GUARDARMI INDIETRO E CHIEDERMI: “E SE…?”

La vita è troppo breve e, alla fin fine, le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono tutte le avventure vissute e i bei ricordi condivisi con le persone amate. Non voglio rimandare niente che non possa fare oggi, questo mese o quest’anno. Non voglio guardarmi indietro e avere dei rimpianti o pensare “Vorrei essere stata lì, aver fatto questo, ecc…”. A dirla tutta, non credo che questa passione per i viaggi mi abbandonerà mai. Avrò sempre quel desiderio di fare le valigie e prenotare un volo per una destinazione esotica. Non credo esistano risposte giuste o sbagliate sul modo di vivere la propria vita. Fare ciò che ci sembra giusto in un momento preciso è la risposta migliore probabilmente, perché non sappiamo cosa ci riserverà il domani.

E voi cosa ne pensate della sfida viaggi contro oggetti? Cosa scegliereste?

DORMIRE IN UNA LIBRERIA? IN GIAPPONE E’ POSSIBILE!

Agosto 2017

Siete appassionati di libri a tal punto da non riuscire a staccarvi dalla lettura nemmeno la notte? I giapponesi hanno risolto il vostro problema!

Nelle due cittadine principali di Tokyo e Kyoto sono sorti due “Book and Bed“, ovvero librerie dove è possibile pernottare la notte.

L’obiettivo dei creatori di queste singolari strutture ricettive è quello di offrire un’esperienza unica a tutti gli appassionati di libri e di viaggi! Al prezzo di 44 euro a notte, il cliente può riposare tra migliaia di libri a sua disposizione.

Non si tratta di alloggi di lusso, ma di semplici ambienti ristretti ricavati dagli scaffali della libreria. La comodità non sarà di certo assicurata, ma in molti esulteranno al solo pensiero di dormire tra numerosi volumi.

I posti letto sono circa trenta,tutti muniti di tendina, lampada per leggere ed un piccolo vano riservato ai bagagli. In questi due Book and Bed si ha la possibilità di fermarsi anche solo per poche ore durante il giorno, giusto il tempo di rifocillarsi e, perché no, di leggere un buon libro.

Tutti i libri presenti non sono in vendita, ma solamente a disposizione dei clienti!

Un connubio ottimo per chi ama la lettura e il Giappone!

E’ possibile prenotare i “Book and Bed” direttamente sul sito Booking.com

BUON VIAGGIO E BUONA LETTURA!

IL PONTE PIU’ PERICOLOSO DEL MONDO

Gennaio 2016

Qual è il ponte ritenuto più pericoloso nel mondo? Sono diverse le ipotesi formulate… Chi assicura si trovi in Russia, chi in Turchia e chi suppone sia in Giappone.

Ma guardando alcune fotografie pare proprio che il ponte più pericoloso al mondo si trovi in Pakistan. Il ponte Hussaini (che prende il nome dal villaggio omonimo), attraversa il fiume Hunza ed è un ponte tibetano mobile malfermo e malmesso le cui corde ed i pezzi di legno, ormai consumati, sono resistiti a diverse intemperie che li ha resi deboli ed inaffidabili. Nella giornate di vento la caduta è assicurata!Ponte-Hussaini-in-Pakistan

C’è qualche temerario che vuole provare ad attraversarlo?

 

IL RISTORANTE DI “KISS ME LICIA” A MILANO

Novembre 2015

Tutti quelli che, come me, sono cresciuti negli anni 80 ricordano sicuramente un cartone animato cult dell’epoca. Mi riferisco a “Kiss me Licia“, uno dei più seguiti ed amati di quegli anni. Il fortunato cartoon, accompagnato dall’omonima sigla televisiva cantata da Cristina D’Avena, nacque in Giappone e venne trasmesso per la prima volta in Italia il primo Marzo 1983.

Oggi, a distanza di più di trent’anni, apre a Milano il Maido, ristorante giapponese ispirato al  cartone animato e gestito da Marrabbio, papà di Licia. Il nuovo locale situato in via Savona al numero 15 offre la possibilità ai più nostalgici di assaggiare, tra le altre specialità, le “okonomiyaki”, famose frittelle che venivano golosamente mangiate dal piccolo Andrea e dal suo gatto Giuliano. 

Il ristorante ha 20 coperti in tutto, un design essenziale ed un arredamento shabby ovvero dall’apparenza dimesso ma invece molto curato. Il tutto è attorniato da piastre teppan dove si cucina riso, carne e pesce fumanti. Essendo anche uno street food è possibile ordinare cibo da asporto.

Il Maido sta riscuotendo un ottimo successo dimostrando quanto gli anni 80 non siano poi un ricordo così lontano. Assolutamente da provare!kiss-me-licia-2

 

 

 

 

 

RESOCONTI DI EXPO 2015

L’esposizione universale ha chiuso da poco i battenti a Milano. In primis ci tengo a stillare una mia personale classifica riguardante i padiglioni che più mi hanno entusiasmata tra i 42 che ho visitato. Sul podio, al primo posto, metto senza ombra di dubbio il Kazakhstan. La terza sala che ospita il teatro in movimento mostra in 3D tutto ciò che di bello ha da offrire questo Paese. Al secondo posto piazzo Palazzo Italia dove spiccano le “sale degli specchi”. Mentre il terzo posto lo riservo al Giappone, col personale accogliente e con le sale interattive e all’avanguardia.

DA NON PERDERE anche la foresta all’aria aperta dell’Austria, il Sultanato dell’Oman, il Kuwait con le sue tende del deserto, la Cina, la Colombia, la Repubblica di Corea, l’Angola, la Russia, il Marocco, la Germania, Israele e l’Azerbaijan.

I PADIGLIONI SOPRAVVALUTATI sono, sempre a mio parere, gli Emirati Arabi, l’Argentina e la Svizzera. Troppe code per padiglioni non spettacolari.

I PADIGLIONI CHE MI HANNO DELUSA sono quello del Brasile, eccetto la tenda nient’altro, quello degli USA e quello dell‘Indonesia.

Mi sono documentata un pò per fornirvi alcune classifiche e statistiche riguardanti i padiglioni che sono stati i protagonisti principali di Expo 2015. Più di 21 milioni sono stati i visitatori dei quali l’88% hanno rilasciato un parere positivo e dei quali un terzo proveniva dall’estero. 60 sono i capi di stato che sono stati in visita all’Expo. Il Padiglione più apprezzato in assoluto è stato quello del Giappone, distanziato da Kazakhstan e Cina. La maggior parte delle persone che si sono recate all’Expo ha colto l’occasione di visitare anche Milano e il nord d’Italia.

I PADIGLIONI PIU’ ATTINENTI AL TEMA” NUTRIRE IL PIANETA” SONO: Padiglione Zero, Svizzera, Israele, Corea, Germania, Emirati Arabi, Giappone, Kazakhastan e Francia.

I PADIGLIONI PER LA MOVIDA SERALE sono Repubblica Ceca, Belgio, Argentina, Olanda, Spagna, Messico e Germania.

I PADIGLIONI CHE HANNO PRESENTATO MEGLIO I LORO PAESI SONO: Colombia, Thailandia, Estonia, Turkmenistan, Ecuador, Oman, Marocco, Angola, Belgio, Azerbaijan e Slovacchia.

Scrivendo a proposito dei protagonisti di questo Expo di Milano non si può non citare lui, il più fotografato dell’estate: l’albero della vita.E la bella notizia giunta da poco è che quest’ultimo, insieme a Palazzo Italia e al Padiglione Zero resteranno lì dove sono. Così ha dichiarato Giuseppe Sala, il commissario di Expo. A partire dalla primavera 2016 questi tre colossi saranno riaperti ed accoglieranno tutti i visitatori che avranno voglia di vederli o di rivisitarli.

EXPO 2015: PADIGLIONE KAZAKHSTAN

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A mio avviso, quello Kazako, è uno dei padiglioni più belli e interattivi dell’intero Expo di Milano. Con quello del Giappone lo inserisco ai primi posti della mia classifica riguardante i siti espositivi finora visitati. Le lunghe code all’esterno di questo padiglione confermano il suo successo e la voglia, da parte dei visitatori, di essere scoperto.

Tema del Padiglione: “La terra delle opportunità”

Con la partecipazione all’Expo il Kazakhstan vuole far conoscere al resto del mondo le sue risorse agricole e naturali fino ad arrivare alla sua idea di sviluppo eco-sostenibile.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: entrata pianeggiante e ascensori per muoversi all’interno del sito.

Tre sono le sale da visitare: nella prima, tramite uno schermo e con un’artista del Paese, viene raccontata la storia del Kazakhstan. Questo artista ci spiega che la Sua è una terra dalle molte opportunità e che 3000 anni fa le antiche popolazioni lasciarono delle incisioni visibili ancora oggi. Successivamente, nel quindicesimo secolo, si formò il Khanato del Kazach che combatté per secoli per ottenere l’indipendenza. Nel 1731 il Khanato entra in Russia, nel 1920 prende parte alla Repubblica dell’Unione Sovietica per poi finalmente, nel 1991, rendersi indipendente segnando l’inizio di una nuova era.IMG_9342

La seconda sala è divisa in sei argomenti: la scienza agronomica, le risorse naturali, l’uso dell’acqua, le nuove tecniche agricole sostenibili e l’acquacultura. L’unica cosa che non ho apprezzato per niente è stato l’assaggio del latte di cavalla che mi hanno offerto…   In questo reparto si passa dalla mappa interattiva alla descrizione della gomma della steppa, dalla foresta di mele al racconto del lago Aral…  Inoltre vi è una grande vasca circolare con gli storioni del Caspio. Pare che questo ultimi cresceranno di 10 cm durante i sei mesi dell’Expo.

Si sa che le cose migliori vengono tenute per il gran finale! Infatti la terza e ultima sala è il TOP non solo di questo padiglione ma dell’intero sito espositivo: il “teatro in movimento”, sala 3D che mostra tutto quello che di meraviglioso ha il Kazakhstan da offrire! Non sono riuscita a fare le foto proprio perché il pavimento della sala si muove. Vi lascio all’immaginazione nell’attesa che riusciate a visitarlo!

COSA MANGIARE: il ristorante offre specialità tipiche come “insalata di cavallo”, “zuppa dei nomadi”, “lagman” ovvero tagliolini con manzo e “shashlik” di pollo o di manzo.

Sono convinta che questo Paese farà ancora molta strada in futuro, ad oggi è il nono più grande del mondo! E nel 2017 ospiterà l’Expo ad Astana sulle energie del futuro.

EXPO 2015: PADIGLIONE CINA

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Tema del padiglione: Terra di speranza, cibo per la vita”.

CIELO (HEAVEN): attraverso dispositivi multimediali interattivi come “la raccolta dei suoni”, si raccontano le quattro stagioni e i principali periodi del calendario lunare cinese.

La Cina presenta così il suo sito espositivo tra la terra ed il cibo.

Questo grande Paese mostra nei dettagli la sua politica agricola, la storia e le innovazioni per il futuro. Pare che quella cinese sia tra le figure di maggior successo dell’Expo con oltre 500.000 biglietti venduti dai soli Tour Operator cinesi. Il governo cinese ha lanciato la sfida di sfamare 1,3 miliardi di persone presentando il passato, il presente ed il futuro della sua agricoltura. Inoltre per la prima volta la Cina partecipa ad una esposizione universale con un padiglione Self- Built, simbolo dell’impegno del Paese. E sempre per la prima volta ci sono anche imprese cinesi in propri padiglioni sempre Self-Built.

Dopo quello della Germania è proprio il padiglione Cinese a salire sul podio per dimensione: 4.590 mq di superficie. I visitatori si catapulteranno attraverso l’ambiente, l’agricoltura, l’alimentazione, la natura e lo sviluppo sostenibile attraversando cinque diverse sale. All’entrata degli schermi LCD accolgono le persone che possono così iniziare ad esplorare il sito. Proseguiranno poi nell’area “Human”, “Terra” e “Armonia”.IMG_8927

Lungo il percorso delle sculture di argilla presentano dieci fasi principali per la preparazione dell’anatra laccata.

Dopodiché ci si può pesare su una bilancia che mostrerà la propria alimentazione equilibrata.

L’ultimo step ospita un teatro che regala un filmato sul capodanno cinese.

Il progetto architettonico del padiglione riproduce delle onde di grano dove il paesaggio naturale si mischia allo skyline urbano. Il tetto in bambù filtra la luce naturale permettendo così di abbassare i consumi energetici.

Piatto tipico: RAMEN, famosa zuppa a base di carne, uova e noodle. Questo piatto è di origine cinese ma è stato poi diffuso anche in Giappone.

Il mangiare è il cielo del popolo!

EXPO MILANO 2015: INIZIANDO DALL’INDONESIA PROSEGUENDO VERSO IL GIAPPONE PER TERMINARE IN ARGENTINA

INDONESIA: padiglione piccolo ma essenziale. Il suo tema: ” Il palcoscenico del mondo“. Questa rappresentazione di una casa indonesiana racconta il nesso tra l’interconnessione degli agricoltori con le comunità di pescatori tramite uno strumento utilizzato per pescare, la Bubu, e il Lumburg ovvero un metodo tradizionale per immagazzinare il raccolto. Il simbolo di questo padiglione è rappresentato dal rinoceronte di Giava. Per disabili: entrata pianeggiante ed uscita con rampa. Per mangiare: buffet a 20 euro o fast food a 10 euro.

GIAPPONE: a mio avviso il più bello in assoluto! Il suo tema: “Viaggiare verso la diversità armoniosa“. Questo padiglione è stato composto con 17mila pezzi di legno incastonati tra di loro in modo da permettere alla luce solare di penetrare. Al primo step ci si trova immersi tra giganti petali bianchi che danno forma ad un giardino sensazionale! Proseguendo è necessario scaricare l’APP del padiglione se si vuole far apparire delle tipiche ricette giapponesi sul cellulare. Ultimo, non di certo per importanza, è il ristorante del futuro dove, accomodandosi, si pranza virtualmente. Cucinare in giapponese significa “maneggiare con cura”. Entrata per disabili: pianeggiante, ascensore interno e uscita con rampa. Per mangiare: cibo preparato da una catena di ristoranti specializzati in bocconcini di pesce e riso. Da 12 euro.

ARGENTINA: è il paese dell’America Latina che ha partecipato a più Esposizioni Universali. Il suo Tema: “L‘Argentina ti nutre“, una vetrina che enfatizza i risultati raggiunti nel campo della tecnologia e dell’innovazione. In mostra vi è una macchina che rappresenta dal lavoro manuale dell’uomo fino all’utilizzo delle macchine. Le pareti sono sostituite da schermi giganti raffiguranti storie dell’immigrazione del dopo guerra fino ai giorni nostri. Per disabili: entrata con rampa o ascensore. Per mangiare: panini con bistecca di carne 6 euro, spiedini di manzo 12 euro. Ampia scelta di vini.

Nessuna coda all’entrata per gli ospiti disabili. A presto con le descrizioni dei prossimi padiglioni.

TO BE CONTINUED…