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Jill Paider: “Ho visitato 102 Paesi solo con un bagaglio a mano. La gente si stupisce che una donna viaggi da sola”

Marzo 2018

La fotografa Jill Paider ha girato ogni angolo del mondo con la sua macchina fotografica, pubblicando poi il libro “Carry-On Only”

Si può viaggiare da Nord a Sud e da Est a Ovest del globo terrestre portando con sé solo un piccolo trolley? Per quanto possa sembrare impossibile, Jill Paider ci è riuscita. Questa fotografa americana, infatti, per lavoro ha visitato ben 102 Paesi, immortalando gli scorci più suggestivi di Cile, Bolivia, India, Sudafrica, Giordania e degli altri luoghi in cui ha scelto di portare la sua curiosità. Jill è una professionista che ha ottenuto numerosi riconoscimenti di prestigio, specializzandosi nella fotografia di design, architettura, gastronomia (e viaggi in generale) e pubblicando diversi libri che raccolgono gli scatti più belli e affascinanti della sua collezione.

 La macchina fotografica, perciò, è un must-have nei suoi spostamenti. Ma se già l’attrezzatura è pesante di per sé, come limitare la scomodità del viaggio se non scegliendo di affidarsi a un solo bagaglio a mano? Per raccontare gli itinerari che ha tracciato nel corso degli ultimi anni, Jill di recente ha dato alle stampe il volume Carry-On Only. Confessions from 100 Countries (ovvero “Solo con il bagaglio a mano. Confessioni da 100 Paesi”), donando minuziosi consigli a chi, come lei, non riesce proprio a non sognare di visitare ogni angolo della Terra.

Iniziamo dal principio, Jill. Come e quando hai scoperto la tua forte passione per i viaggi?

Tutto ha avuto inizio nelle scuole superiori, quando ho fatto una prima vacanza importante in Spagna. Mi sono subito innamorata del viaggiare in sé e da allora sono in cerca di sempre nuove esperienze .

Quanti Paesi hai visitato e qual è stato il luogo che ti ha davvero stregato?

Ne ho visitati 102, un bel numero. È sempre difficile sceglierne uno di speciale, ognuno mi ha dato qualcosa. Direi che la mia top 5 è composta dalla Namibia, dal Sudafrica, dalla Nuova Zelanda, le Fiji e il Cile.

Hai scritto un libro dal titolo Solo con il bagaglio a mano (Carry-On Only), una sorta di memoir sui tuoi viaggi, pieno di bellissime foto. Il titolo spiega la tua abitudine a viaggiare con un solo, piccolo bagaglio. Come riesci in questa “impresa”? Hai mai desiderato portanti una valigia più grande?

Carry-On Only raccoglie i miei viaggi da fotografa professionista e le pubblicazioni che ho fatto nel corso di più di 10 anni. È un volume pieno di scatti e include delle schede per ogni Paese, con focus sull’architettura, il design, il cibo e i panorami del luogo. La maggior parte dei miei spostamenti sono riuscita a farli con un solo bagaglio a mano, seguendo il principio del “meno è più”. Nel corso del tempo, ho iniziato a capire cosa mi era essenziale e cosa no per i miei spostamenti.

Che cos’è che non può mai mancare nella tua valigia? E cos’è la cosa inutile da inserire?

Nel mio bagaglio non può mai mancare la fotocamera, mentre a mio avviso è inutile portare un vasto assortimento di un medesimo oggetto. Basta uno di tutto.

Perché hai deciso di scrivere questo libro?

Ho scoperto nel tempo che a volte le persone sono sorprese dal vedere una donna che viaggia da sola. Non c’è assolutamente alcuna ragione per cui le donne non possano spostarsi senza compagnia. Ho voluto documentare i miei viaggi intorno al mondo comprendendo tutti gli aspetti, in modo da condividere il racconto con gli altri. Mi auguro che questo volume possa ispirare le persone a viaggiare di più – con o senza un partner. Credo, inoltre, che viaggiare sia il metodo migliore per connettersi col mondo.

È utile avere l’occhio della fotografa quando si viaggia? Cosa riesci a vedere dei posti che visiti che un comune turista non riuscirebbe a cogliere?

Credo che sia molto utile essere fotografi per viaggiare. Presto molta attenzione alla luce e ai dettagli di un luogo e faccio grandi sforzi per catturare qualsiasi cosa possa rendere unico un determinato ambiente.

Hai mai avuto difficoltà nel viaggiare da sola, specialmente in Paesi dove non c’è parità di genere?

Sì, penso che ci siano volte in cui è impegnativo viaggiare da soli, specie in Paesi dove le donne non hanno ottenuto la parità di genere e dove gli abitanti del luogo non sono abituati a vedere persone che viaggiano senza nessun’altro. In questi casi, prendo sempre delle precauzioni extra nel prenotare l’alloggio e gli spostamenti, per assicurarmi di essere il più sicura possibile. Benché isolate, queste esperienze possono anche essere più arricchenti e valide per ricordarci quanto siamo fortunati ad avere i diritti e i privilegi che possediamo.

Cosa consigli a chi vuole fare il giro del mondo come te?

Il mio suggerimento è quello di iniziare cercando online le destinazioni che si vogliono raggiungere e connettendosi con alti viaggiatori che hanno già visitato quei posti. Raccomando inoltre di far affidamento a un bravo agente di viaggio per gli itinerari del giro del mondo – sono una risorsa incredibile e vi aiuteranno a pianificare gli spostamenti con molta più sicurezza.

Articolo preso dal sito web www.huffingtonpost.it

I SITI DIVENTATI PATRIMONIO DELL’UNESCO NEL 2015

L’UNESCO, ovvero l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione per promuovere “il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentale”. Questa organizzazione è stata fondata durante la Conference of Allied Ministers of Education (CAME), tra il primo e il 16 Novembre 1945. La Costituzione dell’UNESCO è stata firmata il 16 Novembre 1946 per poi entrare in vigore il quattro Novembre 1946, dopo la ratifica da parte di 20 Stati. La sede mondiale si trova a Parigi.

Una delle missioni principali dell’UNESCO consiste nell’identificazione, nella protezione, nella tutela e nella trasmissione dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo alle generazioni future. La Commissione per il Patrimonio Mondiale ha riconosciuto, fino ad oggi, un totale di 1031 siti, 802 culturali, 197 naturali e 32 misti, presenti in 163 Paesi nel mondo. Attualmente, la nostra bellissima Italia detiene il maggior numero di siti, ben 51, inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Dopo di lei segue la Cina con 48 siti, la Spagna con 44 e la Francia con 41.

SITI DIVENUTI PATRIMONIO DELL’UNESCO NEL 2015: la Giamaica entra per la prima volta con le Blue Mountains. Le catacombe di Bet She’ arim a Gerusalemme, luogo dove avvenne il battesimo di Gesù a Betania, in Giordania. E ancora la Francia con alcune Regioni vitivinicole della Borgogna e la Champagne, le missioni spagnole in Texas, due siti appartenenti all’Iran, Efeso e Diyarbakir in Turchia. Altri due siti anche in Danimarca, Messico ed in Corea del Sud. La Cina si aggiudica la zona dei leader tribali “Tusi” mentre la Spagna quest’anno ottiene solo l’estensione del Cammino di San Giacomo di Compostela. Ultima, non di certo per importanza, l’Italia con l’aggiunta di ben sette siti: la Cattedrale di Monreale, la Cattedrale di Cefalù ed una cattedrale, un ponte, due palazzi e tre chiese a Palermo.

Quali siti UNESCO avete visitato?

 

 

TERRA SANTA

Maggio 2011 TERRA SANTA (viaggio di 8 gg)

Tra le esperienze più belle della mia vita, ritengo che un pellegrinaggio in Terra Santa debba essere compiuto assolutamente durante l’arco di una vita intera. Al di là di ogni credo si vive un’atmosfera irreale in una dimensione differente. Si percepiscono delle presenze e ci si rende conto che qualcosa e qualcuno sono realmente esistiti.

Viaggio sicuramente pieno di difficoltà per un disabile, le rampe sono veramente poche mentre i gradini sono moltissimi. Avendolo fatto con un gruppo di 18 persone, ho trovato cortese disponibilità fra i partecipanti. Risulta impegnativo e con tantissime cose da vedere, tanto è vero che alla fine della settimana quasi non mi ricordavo quello che avevo visto all’inizio!
Gli hotel, al contrario, accettano disabili essendo muniti di camere e di bagni attrezzati.
Sono zone “calde” a causa delle guerre e delle continue manifestazioni che sono sempre dietro l’angolo, ma quando si arriva in loco la paura scompare lasciando il posto a pace e serenità.
Atterro in Israele, più precisamente a Tel Aviv. Situata sulla costa del Mar Mediterraneo, è il centro dell’area metropolitana più grande e popolosa in Israele, nonché centro economico.
Molto vivace e giovanile è anche considerata la località del divertimento. Il detto popolare israeliano dice che Gerusalemme prega e Tel Aviv si diverte.26
Questo pellegrinaggio è iniziato in Israele, proseguito in Palestina e in Cisgiordania per poi concludersi di nuovo ad Israele.
Non mi piace elencare tutti i luoghi visitati e descriverli come se fossi una guida turistica o un tour operator. Preferisco annotare qualche ricordo di esperienza particolare vissuta.
Per esempio, in Galilea, ho visitato per la prima volta un kibbutz, quello di Lavi. Quelli di oggi non sono certamente gli stessi di 100 anni fa, ma il modello di un kibbutz era ed è ancora puramente socialista: i beni sono in comune e il kibbutz provvede ai bisogni dei suoi membri i quali lavorano in esso secondo le proprie capacità. I bisogni sono elementari… cibo, vestiti e abitazione.

Kibbutz di Lavi
Kibbutz di Lavi

Tra i vari servizi condivisi ci sono la mensa, la lavanderia, l’abitazione, l’asilo e la sanità.
L’unica cosa che, per quel che mi riguarda, non sarai mai riuscita a condividere è il marito. Ebbene sì, pare che nei kibbutz bisogna scambiarsi nonché condividere anche quello.
Nazareth mi ha lasciata basita… sembrava fossi tornata indietro nel tempo… le persone e le strade mi parevano simili a quelle descritte nel Vangelo e a quelle che studiai in passato a religione.
Al contrario, hanno costruito basiliche sopra ogni luogo Sacro… credo lo abbiano fatto per accogliere i pellegrini che giungono numerosi da diverse parti del mondo e anche per proteggere dalle intemperie. Se penso alla traversata del lago di Tiberiade mi viene da ridere!

lago di Tiberiade
lago di Tiberiade
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lago di Tiberiad

Mentre eravamo sul traghetto è arrivato un fortissimo acquazzone ma, per non perdermi il paesaggio, decisi di non entrare a ripararmi. Sono arrivata dall’altro lato inzuppata come un pulcino! Molto emozionante è stato rinnovare le promesse battesimali alla sorgente del fiume Giordano. Luogo silenzioso offre ai visitatori cascatelle e verdi cespugli…magico!
Nel mese di Maggio, durante la mia visita, ho trovato ogni luogo fiorito, con tante e diverse qualità di fiori colorati che abbellivano ancora di più il tutto.


I paesaggi cambiavano in continuazione, si passava da vegetazioni abbondanti a deserti, da rocce a campi coltivati. La Cisgiordania, in particolare, ha un outback desertico e ospita parte del famosissimo Mar Morto. Le sue acque sono oleose ed è veritiero che si sta a galla senza saper nuotare. Uno dei siti più conosciuti e visitati in questo Stato è quello di Qumran, vicino a Gerico.

Qumran
Qumran

E’ diventato famoso per la scoperta delle Sacre Scritture. Numerosi infatti sono stati i ritrovamenti dei testi di traduzioni apocrife ed alcuni sono appesi e visibili al passaggio.
Ai piedi di questo sito vi sono delle rovine considerate resti di una fortificazione romana. Tutta questa parte è munita di pedane in legno e di varie rampe, rendendola accessibile anche in sedia a rotelle senza bisogno di aiuto. Da una collinetta è possibile vedere il Mar Morto a occhio nudo e anche le coste della Giordania.
Passando da Gerico è impossibile non comprare dei pompelmi…sono enormi e gustosissimi!

Qumran
Qumra

A volte capita di vedere posti che pare aver già visto in altre parti del mondo.
Per me è stato così passando attraverso il deserto di Giuda. Zona arida e quasi completamente disabitata rifugiò Gesù durante i 40 giorni. Si consiglia di portare con sé dell’acqua.
E’ molto simile alla Dead Valley del Nevada. Alcune foto scattate sembrano confondere le due attrazioni. Questo deserto ospita anche alcuni accampamenti beduini, interessanti da visitare. In una parte invece sorge il Monastero di San Giorgio, situato a strapiombo su un canyon.

Natività
Natività

Arrivare a Betlemme è stato come vedere un presepio vivente. La sera specialmente, non si potevano non notare le luci delle tante case poste se delle collinette sparse qua e là.
Ho trovato molto povera la Palestina rispetto agli altri Stati visitati e ancora diversi sono i pastori che la abitano. Tra le diverse cose meravigliose spicca la Basilica e la Grotta della Natività.
Quest’ultima con la mangiatoia di fianco fa rivivere il momento della nascita di Gesù.
Dopo averla visitata abbiamo pranzato a Casa Nova, convitto francescano.
Col gruppo abbiamo simulato il giorno di Natale, pranzando tutti insieme e scambiandoci dei regali.
Non mi sembrava vero di vivere esperienze così toccanti!
Non tralascio di scrivere riguardo tutti gli altri luoghi perché meno belli, emozionanti o importanti, ma non basterebbero 20/30 fogli di Word per farlo. Aggiungo numerose foto, in questo modo è possibile capire maggiormente tutto il percorso con i siti visitati.
La ciliegina sulla torta di questo tour è stata senza dubbio Gerusalemme, capitale dello stato di Israele. E’ una meta mistica, culturale, particolare e dai mille aspetti.

Muro del pianto
Muro del pianto

Le sensazioni crescono sempre di più alla visita di ogni cosa: dal muro del pianto all’orto del Getzemani, al Monte degli Olivi al Cenacolo, dalla Spianata del tempio con la sua Moschea di Omar alla via Crucis. E’ stato davvero parecchio complicato per me partecipare a tutte le Stazioni della via Crucis in quanto le strade sono tutte in salita e tutte formate da gradini.
D’altro canto è imperdibile proprio per la sua importanza e il suo valore. Qui, più che in ogni luogo, ho avuto bisogno di numerosi aiutanti che si sono dati il cambio per permettermi di arrivare in cima.

Sono riuscita così a visitare anche la Basilica della Resurrezione che ospita il Santo Sepolcro.
Questo luogo mi ha dato le emozioni più forti di tutto il viaggio. Entrando ho sentito profumo di fiori e sono uscita stordita, come se la mia mente si fosse azzerata.

Come avrete intuito, le emozioni non mancano. Vi resta solo di partire e di condividere con me le vostre sensazioni al vostro ritorno…