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IN UZBEKISTAN SULLA VIA DELLA SETA

Ottobre 2017

ASSALOMU ALEYKUM

Con il saluto nella lingua locale inizia l’avventura di tutti i viaggiatori che si recano in Uzbekistan, Stato dell’Asia centrale divenuto indipendente dall’URSS nel 1991. Quanto ho ambito vedere questi luoghi da sogno!!! Il mio desiderio l’ha realizzato Go4all, tour operator che si occupa di viaggi per disabili col quale collaboro.

Questo tour è conosciuto anche come “via della seta” proprio perché in passato vi facevano sosta le carovane che partivano dalla Cina e si protraevano fino a Costantinopoli ed oltre portando con loro sete bellissime e pregiate. Sono in molti a pensare che di bello da vedere ci sia solo Samarcanda, ma vi assicuro che non è così. L’Uzbekistan è tutto meraviglioso, come nei libri delle Mille e Una Notte che si leggono da bambini. Accostavo spesso le maestose costruzioni composte da Madrasse (antiche scuole coraniche), moschee e minareti ai palazzi di Aladino disegnati nelle favole. Ogni piccolo pezzettino di muro è un capolavoro tanto che ogni volta che riguardi una costruzione ti sembra di scoprire particolari che prima non avevi notato. Il mio itinerario è iniziato da Khiva, col suo compatto ed affascinante centro storico attorniato da una fortezza che le da il soprannome di “cittadella”. Poi è proseguito attraverso il fiume Amu-Darya e l’affascinante deserto rosso il cui nome, Kyzilkum, significa “le sabbie rosse”.  Bukhara, una delle più antiche città del mondo. In passato Bukhara fiorì come centro commerciale e scientifico dell’Asia Centrale. Durante l’invasione dei Mongoli, nel 1219, la città fu distrutta, ma oggi rimane uno dei maggiori centri industriali ed economici del Paese. Dopo il deserto è la volta delle steppa, dove si incontrano mandrie di animali e cammelli e dromedari che sostano vicino alla strada principale. Visita alla città natale di Tamerlano, Shakhrisabz, uno dei centri culturali più importanti del XIV e XV secolo. Tamerlano viene considerato un eroe a tal punto da dedicargli tre statue in tre differenti città. Ed è arrivata la volta di Samarcanda, punto cruciale delle strade che conducevano in Persia, India e Cina. Piazza Registan tutta illuminata di sera mi ha lasciata senza fiato! Per raggiungere la Regione e la città di Samarcanda ho attraversato il passo Kitob Takhta Koracha  passando tramite le sontuose montagne che lo circondano. In cima vi è un pittoresco mercato della frutta secca da dove si ammira la gigantesca scritta in bianco della Regione di Samarqand. La mia ultima tappa è stata la capitale Tashkent, la città che mi è piaciuta di meno. E’ stata interamente ricostruita dai russi ed il loro imprinting lo si riconosce nei palazzoni grigi e squadrati tipici di quel Paese.

ACCESSIBILITA’ GENERALI IN SEDIA A ROTELLE ammetto che non è semplicissimo visitare questo Paese per una persona che, come me, ha problemi di mobilità ridotta. Non vi sono barriere enormi, ma piccoli gradini sparsi qua e là in tutte le città dove mi sono recata. Le rampe non sono inesistenti, ma nemmeno presenti dappertutto e spesso sono troppo ripide e scivolose da percorrere. E’ divertente vedere i bambini che le utilizzino come scivoli per giocare… Una persona in sedia a rotelle non riesce ad effettuare questo tour autonomamente, ma con i giusti aiuti ce la si fa benissimo. Go4all mette a disposizione assistenti in loco che accompagnano il disabile durante l’intero viaggio e che lo aiutano a superare queste difficoltà permettendogli di vedere il più possibile. Per questo motivo vi incito a non scoraggiarvi, ma a buttarvi in questo fantastico viaggio che merita di essere effettuato! Inoltre la popolazione uzbeka è meravigliosa nell’ aiutare il disabile senza volere nulla in cambio. In questo Paese l’ospitalità è sacra ed il turista viene prima di tutto! Appena vedevano il mio assistente in difficoltà le persone locali si apprestavano a dare una mano per farmi superare i vari ostacoli E questo è uno dei motivi principali per cui vi suggerisco di recarvi in Uzbekistan.

TRADIZIONI il popolo uzbeko vive di antiche tradizioni che ancora oggi vengono rispettate e portate avanti dai più giovani. Il patriottismo è molto forte, e lo si percepisce in ogni luogo. Mi è piaciuto parecchio il significato della loro bandiera, per questo lo voglio condividere con voi. Il colore verde rappresenta la natura, quello bianco è simbolo di aria e di pace, mentre il blu equivale al cielo aperto. Le due righe rosse orizzontali simboleggiano la vita, la mezza luna è l’emblema della luna crescente e le dodici stelle costituiscono il numero delle province uzbeke.

Ma riprendiamo a parlare di tradizioni. Nei mesi di Settembre ed Ottobre, attraversando le varie città, si possono scorgere numerose donne che raccolgono il cotone nei campi. E’ un lavoro piuttosto faticoso, sia per via del sole cocente che picchia sulle loro teste, sia per la posizione che devono mantenere durante la raccolta. Ma è una pratica molto importante e produttiva che si tramanda da generazione in generazione. Il matrimonio: sacro per gli uzbeki. Il fidanzamento ufficiale deve durare almeno un anno prima di convolare a nozze ed è fondamentale arrivare vergini al matrimonio. Per richiedere la mano della sposa i genitori del ragazzo devono visitare i futuri suoceri tre volte prima di ottenere il consenso. Strano ma allo stesso tempo affascinante sentire i racconti riguardanti il loro matrimonio e o fidanzamento. Il popolo delle donne dai denti d’oro: le donne più anziane sfoggiano un sorriso a 24 carati. Per loro è simbolo di bellezza nonché motivo di ostentazione. Le signore uzbeke indossano l’abito tradizionale composto dalla tunica khan-atlante e da pantaloni. Un foulard avvolge il copricapo lasciando però scoperto il volto. I giovani invece si vestono all’occidentale con jeans e magliette. L’usanza del thè: il thè viene servito in una teiera di porcellana finemente decorata. Prima di berlo viene versato nella piccola tazza e riversato nella teiera per ben tre volte. Il motivo? Il thè, in questo modo, si miscela meglio. La tazzina deve essere riempita solo a metà poiché colma viene considerato segno di maleducazione. Una tazza piena di thé spinge l’ospite ad andarsene dopo averla bevuta, mentre una mezza piena lo incita a rimanere per berne dell’altro. A Khiva le donne fanno delle babbucce di lana caldissime con i ferri da maglia. Interessante osservarle e comprare le babbucce come souvenir da portare in Italia.

COSA MANGIARE anche il cibo è delizioso! Non piccante né speziato. Ho adorato la loro cucina! I pranzi e le cene sono composti da ben quattro portate. Gli antipasti di verdure miste. Poi una zuppa: di brodo e carne, legumi o verdure e riso. Il piatto principale sempre con carne morbidissima e la frutta o il dessert. Per un pasto completo con bevande si arriva a spendere dagli 8 ai 10 euro. Anche questo è un ottimo motivo per recarsi in Uzbekistan! Uno dei loro piatti tipici nazionali è il Plov, creato con riso pilaf, le carote a julienne e la carne a pezzetti. Altra gustosa ricetta, tipica di Bukhara, è il Lagman: strisce di sfoglia sottile, carne tagliata a pezzettini come il ragù, carote, patate, peperoni, cipolle e pomodori. Assomiglia alla nostra pasta! Non dimentichiamoci dei profumati Shashlyk, ovvero spiedini di carne che vengono cucinati a qualsiasi ora del giorno. Il pane Non, pane tradizionale uzbeko che veniva usato secoli fa anche come moneta tanto che tutt’oggi ciascuna provincia usa stamparlo al centro con un simbolo proprio. Servito caldo è irresistibile! Come dessert ho prediletto il Baklava, simile a quello turco ma meno zuccherato. Gli uzbeki sono per la maggior parte di religione islamica, ma non sono praticanti dato che sotto l’impero russo era vietato l’Islam. Per questo motivo tutti mangiano carne e bevono alcolici.

Non posso che concludere affermando che è stato un viaggio affascinante, misterioso, fantastico ed irripetibile. Sicuramente l’accoglienza della popolazione uzbeka ha contribuito alla riuscita di questo meraviglioso tour dato che i loro sorrisi mi hanno accompagnata durante il corso dell’intera settimana. Le sue bellezze architettoniche sono uniche al mondo e non possono mancare nel curriculum di un viaggiatore. Visitate l’Uzbekistan, non ve ne pentirete!

THAILANDIA, IL PAESE DEL SORRISO

Ottobre 2016

Sono rientrata da qualche giorno in Italia dopo aver trascorso un meraviglioso viaggio in Thailandia, nel sud-est asiatico. Per maggiori informazioni e dettagli cercate il mio diario di viaggio giornaliero nelle categorie “Asia” e “go4all” di questo blog. Troverete tutte le descrizioni dettagliate del tour.

Non è facile visitare l’Asia in sedia a rotelle, le barriere architettoniche e gli ostacoli sono sempre molti. Ma in Thailandia, a mio avviso, sono stati minori. Con questo non voglio scrivere che non ho incontrato nessuna difficoltà, anzi sono necessari degli aiuti per facilitarci il viaggio. Per questo www.go4all.it, tour operator specializzato in viaggi per disabili, mette a disposizione un’assistente in loco che accompagna e segue la persona disabile aiutandola a superare gradini e barriere, oltre che a salire a a scendere dai mezzi di trasporto. Detto questo, rispetto ad altri paesi d’oriente, ho trovato i siti e le attrazioni thailandesi più accessibili in carrozzina. La maggior parte di essi si snodano su un terreno pianeggiante con pochissimi piccoli dossi da superare. E molti altri sono stati resi totalmente accessibili tramite l’aggiunta di rampe e di ascensori.

La Thailandia è soprannominata “Il Paese del Sorriso“… Concordo pienamente! Le persone del posto, prevalentemente di religione buddista, incantano con i loro sorrisi e i loro inchini di saluto. Ho incontrato gente eccezionale, sempre pronta ad aiutarmi e sempre gentile nei modi. I thailandesi ti fanno innamorare del loro Paese! Unica pecca è che non tutti conoscono la lingua inglese.

La vita in Thailandia costa davvero poco rispetto alla nostra. Si mangia con pochi euro negli street food delle città, lungo le numerose bancarelle dei mercati e nei ristoranti locali che propongono svariati piatti di pesce tra cui l’aragosta. Uno dei piatti tipici locali sono le tagliatelle di riso condite con salsa di soia con l’aggiunta di pollo o gamberetti. Davvero deliziose!

IMPERDIBILE: il mercato notturno di Chiang Mai, aperto fino a mezzanotte. Lo Sky Bar al 64esimo piano del Lebua Tower a Bangkok, da dove si ammira il meraviglioso panorama della città. Andateci la sera, quando le luci dei grattacieli illuminano la Manhattan della Thailandia. Il villaggio di Mae Sai, sul confine col Myanmar. Si vede a occhio nudo il confine che delimita la fine della Thailandia e l’inizio del Myanmar.

Se siete interessati a visitare la Thailandia e avete problemi di mobilità ridotta visitate il sito internet www.go4all.it e troverete il tour che ho testato personalmente con la mia sedia a rotelle. Tutti gli hotel proposti sono totalmente accessibili e adatti ad ospitare disabili.

Sognavo questo viaggio da molti, moltissimi anni, ma per varie peripezie l’ho sempre rimandato. Io credo però che nella vita ci sia un momento per tutto, e questo è stato il mio momento giusto per visitare la Thailandia. Sono tornata soddisfatta e appagata da questa esperienza fantastica nel Paese del sorriso. Il bagaglio culturale che ti regala un viaggio te lo porti con te per tutta la vita!

 

MY LIVE TRIP: DA CHIANG RAI AL TRIANGOLO D’ORO, THAILANDIA

25 Settembre

Sono arrivata a Chiang Rai, cittadina cresciuta sulla riva sud del fiume Kok. Nonostante da alcuni anni si stia rilanciando come centro turistico, continua a vivere all’ombra di Chiang Mai. Durante il giorno la città è tranquilla, ma la sera, quando i turisti rientrano dalle loro gite, le luci al neon si accendono e i negozi e i ristoranti si affollano.

Mi sposto a nord di Chiang Rai fino a raggiungere il villaggio di Mae Sai, sul confine birmano. Solitamente i turisti giungono qui per lo shopping, per i km di bancarelle di pacchiani souvenir. Il centro abitato più settentrionale della Thailandia non offre nient’altro, tuttavia esercita un notevole fascino per la sua posizione sul confine col Myanmar.

Ma oggi è il giorno del triangolo d’oro, un luogo diventato mitico! Qui il fiume Mekong e la cittadina di Sop Ruak si incontrano creando un confine naturale tra tre paesi: Thailandia, Myanmar e Laos. E’ un punto panoramico da dove si vede scorrere proprio il Mekong, fiume lungo ed importante di tutto il sud-est asiatico. Il triangolo d’oro non rappresenta solo un confine, un fiume e tre nazioni, ma prende il nome dalla produzione mondiale di oppio di queste ultime che formavano un luogo strategico per il commercio tra i contrabbandieri. E la visita al “museo dell’oppio” e’ d’obbligo per apprendere quanto sia diventata famosa quest’area per la coltivazione e lo smercio di questa droga, negli anni Sessanta e Settanta, che risultava essere illegale in Thailandia.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: rampe per il panorama del triangolo d’oro e per il museo dell’oppio

Ora devo scappare, un volo mi aspetta… Dove sarò domani? Seguitemi e lo scoprirete!

Viaggio go4all, www.go4all.it tour operator specializzato in viaggi per disabili

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MY LIVE TRIP: WAT RONG KHUN, IL TEMPIO BIANCO NEL NORD DELLA THAILANDIA

24 Settembre

Il mio viaggio riparte da Chiang Mai in direzione Chiang Rai, e proprio a 15 km da quest’ultima si trova il meraviglioso e stravagante Wat Rong Khun, meglio conosciuto come “Tempio bianco“. La tappa qui è d’obbligo… Come altre meraviglie sparse nel mondo, anche questo tempio ha la capacità di lasciare i suoi visitatori a bocca aperta!

E’ un’opera dell’artista contemporaneo Chalermchai Kositpipat che, scoprendo il buddismo nel 1992 attraverso esperienze monacali, decide di iniziare la ristrutturazione del Wat Rong Khun nel 1997. Ma quello che non sapevo è che il tempio non è stato ancora del tutto completato. Chalermchai sta istruendo alcuni suoi discepoli affinché possano completarlo dopo la sua morte.

Di sicuro non ci si trova davanti ai classici templi thailandesi dorati o dai colori sgargianti. Il colore bianco è stato scelto dall’artista per rappresentare la purezza del Buddha e i suoi intarsi fatti a mano sono curati nei minimi particolari. Il “Tempio bianco” è stato ispirato da elementi del buddismo come i naga, i fiori di loto e gli elementi lanna. L’artista li ha sviluppati e modellati arricchendoli di ornamenti.

Infine, questa splendida costruzione, è stata circondata da vasche, fontane e ponti di mattonelle di vetro trasparente che simboleggiano la saggezza del Buddha. All’interno il tempio ospita una statua di cera dell’abate del wat accompagnata da musica pop-thai a tutto volume.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: totalmente accessibile

Potrei scrivere pagine e pagine sul mio blog riguardanti il Wat Rong Khun, ma nessuna immagine o descrizione può essere paragonata alla sua visita dal vivo…

Domani mi spingerò fino al confine col Myanmar… Continuate a seguirmi!

Viaggio go4all, www.go4all.it  tour operator specializzato in viaggi per disabili

MY LIVE TRIP: CAMPO DEGLI ELEFANTI DI MAESA, THAILANDIA

24 Settembre 2016

Per i thailandesi l’elefante ha una grande importanza spirituale derivante dalle mitologie induista e buddista. Nei templi antichi di tutto il paese vi sono statue rappresentanti Ganesh, il dio indù con la testa d’elefante. Questo gigante buono fu molto importante soprattutto nel passato, quando i re di Ayutthaya fecero affidamento su di loro per combattere contro i birmani.

Detto ciò, consiglio l’esperienza che ho vissuto oggi al “The Elephant Camp” di Maesa, nel nord della Thailandia. La visita comprende il giro di un’ora sul dorso d’elefante, una dimostrazione di elefanti al lavoro e il bamboo rafting sul fiume Mae Ping.

Anche noi disabili in sedia a rotelle possiamo sederci sul baldacchino posto sopra il dorso d’elefante. Come? Facendoci aiutare dai gentilissimi ragazzi che li conducono e che si occupano di loro. Questa non è stata la mia prima esperienza, avevo già fatto una camminata seduta sul d’orso d’elefante nel 2014 durante un viaggio in India. Il mio consiglio è quello di stare molto attaccati, soprattutto durante le discese. Se non avete troppa paura osate, il paesaggio è molto rigoglioso e in questo modo si ha l’occasione di ammirare tutti i punti più nascosti della natura circostante.

Non ho avuto l’impressione che gli elefanti siano sfruttati o maltrattati, tutt’altro! Il campo e gli animali sono puliti e ben conservati! Divertente vederli giocare a calcio oppure dipingere con le tavolozze come dei veri artisti! Questi elefanti sono tutti ammaestrati e lo spettacolo che si vede è ben lontano da quelli proposti al circo.

STAY TUNED… Tra poco sarò in visita al tempio bianco

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MY LIVE TRIP: PHUKET, THAILANDIA

dal 26 al 28 Settembre 2016

Il mio viaggio in Thailandia termina a Phuket, l’isola più grande nonché provincia più florida del Paese. Affacciata sul Mare delle Andamane è una dei tanti paradisi dell’ “isola del sorriso“. Spiagge stupende, mare fantastico, divertimento e cortesia della gente si fondono con i colori e le tradizioni thailandesi.

Senza dubbio la Thailandia offre isole ancora più belle, selvagge e soprattutto meno turistiche, ma in questi tre giorni post tour ho scelto di godere il mare, il relax e i fantastici massaggi thai senza fare escursioni da altre parti.

Non potevo però venire a Phuket senza visitare Patong, centro nevralgico del divertimento notturno. In questa cittadina situata nel centro dell’isola si susseguono bar, ristoranti e discoteche. Il tutto è concentrato nella via principale, Bangla Road dove, purtroppo, il mercato del sesso è sempre molto gettonato. Dopo gli spettacoli delle ladies locali, non c’è da meravigliarsi nel vedere i turisti terminare la loro serata con una di loro.

A Patong ci si può rilassare nelle numerose spiagge della zona ma ho avuto modo di appurare che quelle più belle si trovano a sud dell’isola. Vi consiglio Kata Beach o Karon Beach, la sabbia è più bianca e il mare più pulito e cristallino.

A Phuket la gente viene anche per fare snorkeling ed immersioni. In questi giorni, con la mia sedia a rotelle, ho recensito e testato un centro diving accessibile a disabili. Anche noi abbiamo il diritto di vivere e viaggiare nel miglior modo possibile. Per maggiori info sul dive center contattatemi!

Goodbye Thailand!

Viaggio go4all, www.go4all.it tour operator specializzato in viaggi per disabili

 

MANIFESTAZIONE SPORTIVA PER DISABILI A CERNOBBIO

Giugno 2016

Dal 24 al 26 Giugno, in piazza Risorgimento a Cernobbio, si è svolta una manifestazione dedicata allo sport delle persone disabili. Numerose sono state le associazioni che hanno partecipato all’evento, tra cui la HSA Italia.IMG_4248

HSA Italia, handicapped Scuba association International, con sede a Milano si occupa di attività subacquee alla portata di tutti. Ovvero organizza immersioni subacquee ricreative per persone con disabilità fisica e visiva.IMG_4257

Sono in contatto col presidente di questa associazione, il Sign. Aldo Torti, in quanto, in veste di consulente go4all, sto promuovendo e proponendo alla sua associazione dei resort e villaggi turistici all’estero accessibili in sedia a rotelle ma non solo… Con anche il diving usufruibile privo di barriere architettoniche e la seggiolna job per muoversi senza problemi sulla sabbia e in acqua. Per info visitate il sito www.go4all.it

LA STORIA DI HSA: l’organizzazione è stata voluta, fondata e promossa da Aldo Torti fin dal 1981, unitamente a tantissimi amici che hanno condiviso e continuano a condividere le motivazioni di fondo. Questo ha permesso di superare lo scetticismo e le tante difficoltà iniziali creando le condizioni per lo sviluppo dell’associazione che oggi è diventata un ampio e strutturato movimento costituito da istruttori, tecnici, medici, terapisti, accompagnatori, volontari e supporter. Hsa, con oltre 30 anni di impegno nelle attività subacquee per le persone disabili è il naturale riferimento del settore ed ha specializzato centinaia di istruttori che a loro volta hanno brevettato moltissimi subacquei disabili tra i quali anche molti non vedenti. Nel corso degli anni ha promosso eventi coinvolgendo l’opinione pubblica con lo scopo di far conoscere a tutti le possibilità offerte dalle attività subacquee, anche come forti momenti di integrazione e solidarietà. Risulta essere la prima organizzazione al mondo per il numero di subacquei disabili brevettati.IMG_4247

Per maggiori informazioni sui corsi, rilascio del brevetto e per corsi per accompagnatori visitate il sito web www.hsaitalia.it oppure scrivete a info@hsaitalia.it

A seguire alcune foto della dimostrazione eseguita domenica 26 Giugno a Cernobbio da parte di alcuni sub disabili facenti parte dell’associazione HSA ITALIA.

 

IL MIO VIAGGIO IN VIETNAM E CAMBOGIA (prima parte)

Maggio 2016

Sono rientrata da poco da un viaggio meraviglioso in Indocina, più precisamente in Vietnam e Cambogia. E’ stato il mio primo viaggio Go4all. Per coloro non lo sapessero, Go4all è un tour operator con sede ad Ancona che si occupa di viaggi per disabili. Ed essendo in sedia a rotelle sono stata mandata a verificare non solo gli hotel, ma anche il tour, per capire le difficoltà e le barriere architettoniche  che una persona diversamente abile potrebbe trovare. Potete trovare tutti i viaggi che proponiamo sul sito www.go4all.it

Sono sincera, è un viaggio impegnativo e ci vuole parecchio spirito di adattamento, ma con i giusti aiuti lo si può fare. Go4ll mette a disposizione una guida, un’autista e un assistente, ovvero una persona che sta tutto il giorno accanto al disabile per aiutarlo a superare le varie difficoltà che si trovano nei Paesi asiatici. In questo modo, sono riuscita a fare tutto, anzi, di tutto e di più!

ITINERARIO: Hanoi, Halong Bay, Ho Chi Minh, delta del Mekong, Chau Doc, trasferimento a Phnon Penh via fiume, Siem Reap

Dopo il volo continentale durato circa 14 ore con stopover a Singapore sono atterrata ad Hanoi. Se penso alle città vietnamita che ho visitato, Hanoi è quella che ho apprezzato maggiormente. E’ la capitale del Vietnam e sorge sulla riva destra del fiume Rosso. La prima cosa che mi ha colpito è il numero esagerato di motorini che circolano per le strade. Il traffico è assurdo e ci si impiega molto tempo solo a passare da un lato all’altro della città. Ho ritenuto Hanoi ancora autentica, poco sfruttata dal turismo e antica. Bella la Pagoda ad un solo Pilastro, il Tempio della Letteratura e l’Antica Università, attrazioni che ho ammirato con piacere. Ma mi è piaciuto ancora di più vedere le persone locali vivere sui marciapiedi la loro giornata quotidiana mangiando frutta o addirittura tagliandosi i capelli. Questo modi di vivere è lontano dal nostro, forse per questo mi affascina così tanto. In molti pensano che Hanoi si presenti come una tipica città francese dato il retaggio della dominazione coloniale. Io invece ho scovato ed enfatizzato solo gli aspetti che richiamano la secolare cultura asiatica.

Dopo la visita di Hanoi ho trascorso due giorni in barca nella baia di Halong. Le imbarcazioni tipiche per la navigazione si chiamano “giunche“, dette così perché uno dei principali legni utilizzati per la costruzione è il giunco. Questo tipo di barca non ha l’accesso per le sedie a rotelle ed anche al suo interno risulta difficile muoversi in carrozzina. Il piano del ristorante e della reception sono accessibili, mentre per accedere alle camere e alla terrazza panoramica si necessita di aiuto. Ma nessun problema! Il personale a bordo si è offerto di aiutarmi facendomi trascorrere due giorni meravigliosamente bene! Pensate che sono riuscita ad effettuare anche le due escursioni in programma. Ogni volta bisogna spostarsi su una barca più piccola che funge da “tender” con la quale si raggiungono i vari punti d’interesse. Chi non se la sente di effettuare escursioni può rimanere tranquillamente sulla giunca ed ammirare il panorama con le sue isole calcaree, le falesie e le numerose grotte carsiche. Prima di scendere definitivamente a terra mi hanno portata a visitare un villaggio galleggiante. Sono stata trasferita senza carrozzina su una “barca cesto“, piccolissima barchetta sei posti dove una donna vietnamita ha pagaiato lungo una parte della baia. Esperienza unica e fantastica allo stesso tempo per me. Il punto negativo è che questa piccola barchetta non ha i seggiolini dove appoggiarsi, ma solo delle assi di legno dove potersi sedere. Il cibo in barca è stato ottimo, tutto a base di pesce. Ho approfittato per provare la jellyfish, ovvero la medusa.

Non mi voglio soffermare troppo su Ho Chi Minh, la vecchia Saigon. L’ho trovata troppo moderna, con un’impronta americana. Luci al led per le strade e grattacieli. Dall’oriente io cerco altro. Ma da questa città abbiamo raggiunto i famosi tunnel sotterranei di Cu Chi, davvero IMPERDIBILI! La strada che si snoda per raggiungere i vari cunicoli è piuttosto tortuosa e non asfaltata. Questa rete sotterranea di gallerie racconta la storia della guerra del Vietnam ed alcuni filmati e racconti della guida fanno venire la pelle d’oca! Consiglio a tutti questa visita. Questo è uno dei pochi luoghi che dispone di bagno per disabili.

Il mio orgoglio… Aver navigato il Delta del famigerato fiume Mekong! Anche l’imbarcazione usata in questa occasione non dispone di accesso per le sedia a rotelle. Ma in oriente le persone sono talmente gentili e premurose che,ripeto, ti permettono di effettuare tutto quello che si desidera fare. Le tappe lungo il fiume sono state molte, quindi su e giù dalla barca. Visita a fattorie galleggianti per l’allevamento di pesce, mercati galleggianti delimitati da alberi di papaia e di cocco, assaggi di frutta, liquori tipici locali… Ma quello che più mi è rimasto nel cuore è stato vedere con occhi e toccare con mano la vera vita di questi villaggi, gli usi dei suoi abitanti e le tradizioni portate avanti negli anni dalle generazioni precedenti. Per esempio come preparano le caramelle al cocco, il thé al miele o i loro elettrodomestici per la casa costruiti con tronchi di noce di cocco. Durante la visita abbiamo pranzato in una casa locale. Grosso problema per me dato che per raggiungere questa casa si doveva attraversare uno stretto ponte tibetano… Come fare? Ma nessun problema! Sono stata trasportata sulle spalle del mio aiutante lungo tutto il ponte accedendo così al ristorantino tipico!

Come si mangia e cosa si mangia in Vietnam? Per me questa è stata la nota dolente del viaggio. Il cibo è buono, ma il problema è mangiare sempre le stesse cose per 10 giorni. La cucina vietnamita propone involtini di pollo e verdure, zuppe di ogni tipo con noodle o ravioli, gamberi cucinati in vari modi, carne di maiale cotta al sesamo, pesce gatto e ovviamente tanto riso! Il latte di cocco viene servito anche a colazione!

Come è proseguito il mio fantastico viaggio? Siete curiosi? Troverete la seconda parte del racconto nella categoria “Asia” tra qualche giorno…

Seguitemi! Sempre!

 

BIT 2016: LA FIERA DEL TURISMO DI MILANO

Febbraio 2016

Dall’11 al 13 Febbraio, a Fiera Milano (Rho), si è svolta la BIT, borsa internazionale del turismo. Come tutti gli anni, questa manifestazione regina dei viaggi, ha proposto numerose destinazioni in Italia e nel mondo.

E’ stata divisa in due padiglioni: quello tutto italiano dove ogni Regione mostrava le proprie bellezze e le caratteristiche delle nostre terre. E quello mondiale, con stand molto particolari, eleganti ed a volte eccentrici.

Nelle giornate di giovedì e venerdì la BIT è stata aperta solo agli addetti ai lavori, ovvero tour operators, buyers e agenzie di viaggi, mentre sabato 13 l’hanno potuta visitare tutti coloro hanno una passione per il mondo dei viaggi o sono semplicemente curiosi di vedere il mondo tramite manifesti e fotografie.IMG_1602

Dal 1980 la BIT si tiene ogni anno a Milano in quello che risulta essere il più importante operatore fieristico e congressuale italiano nonché uno dei maggiori al mondo. Fiera Milano è totalmente accessibile in sedia a rotelle, si snoda su un territorio pianeggiante, ospita numerosi bagni per disabili e conta circa 200 posteggi, sempre per disabili, distribuiti nei vari parcheggi attorno agli edifici del polo.

Quest’anno ho partecipato anche io con lo stand di GoWorld, gruppo di tour operators con sede in Ancona. Sul sito www.goworld.it ci si imbatte in GoAsia, dedicato ai viaggi in Medio ed Estremo Oriente, Go Australia e GoPacific per le destinazioni in Oceania, GoAmerica che si occupa degli States e tanti altri. Ultimo, ma non per importanza, è Go4all, tour operator di viaggi per diversamente abili nato dalla mia collaborazione con Ludovico Scortichini, amministratore delegato e fondatore dell’intera holding. All’interno del sito www.go4all.it sono state inserite destinazioni tutte testate personalmente da me quindi già pronte da proporre ad un range di persone con problemi motori. In vece di consulente viaggi do consigli o spiegazioni a tutti coloro che ne necessitano. Ospite dello stand il camion di Overland, simbolo delle omonime spedizioni. Sul loro telaio vengono montati box posteriori differenti in funzione dell’uso specifico di ognuno, in modo da costruire un piccolo villaggio mobile del tutto autonomo.

Lo scorso anno, la BIT ha ospitato 100 Paesi e 200 aziende ed ha accolto 1500 buyers e 61781 visitatori. Chissà quali saranno le cifre del 2016… Le conosceremo a breve!

CERCASI VIDEO DI VIAGGI GIRATI DA PERSONE DISABILI

Dicembre 2015

Dal gruppo GOWORLD, al quale appartengono numerosi tour operator tra i quali i più famosi GOASIA, GOAUSTRALIA e GOAMERICA, è nato GO4ALL per aiutare le persone disabili a muoversi per il mondo. Questo ultimo progetto, a cui partecipo in veste di consulente, vende pacchetti di viaggi tutti testati personalmente da me. Gli hotel e le attrazioni descritte sono visitabili senza bisogno di aiuto e sono quindi privi di barriere architettoniche.

Sono alla ricerca di diversamente abili che hanno viaggiato all’estero (esclusa Europa) e che hanno registrato dei video. Questi video saranno inseriti nel sito internet www.go4all.it dove verrà aggiunta una didascalia col nome del luogo ed anche della persona che lo ha girato.

Se volete partecipare contattatemi!

una mia foto in Jamaica
una mia foto in Jamaica

Pamela