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MUSICA E TURISMO, QUANDO IL VIAGGIO “SUONA BENE”

Dicembre 2018

foto presa da Google

Se amate la musica, avete almeno tre buoni motivi per salire sul primo treno per Montreux. Se siete fan dei Queen è probabile che abbiate già visto Bohemian Rhapsody, biopic firmato da Bryan Singer sulla vita di Freddie Mercury, nelle sale da giovedì. Il film non dice che il cantante dei Queen trascorse gli ultimi, drammatici anni di vita a Montreux, nella suggestiva “duck house” sul lago di Ginevra. A pochi metri da dove ora svetta una statua che lo celebra, esultante com’era al Live at Wembley.

Se siete fedeli al culto di Frank Zappa, martedì 4 dicembre ricorre il 47esimo anniversario del leggendario rogo al Casinò della cittadina svizzera, appiccato da «qualche stupido con un lanciarazzi» proprio in occasione del concerto delle Mothers of Invention. E quest’ultimo episodio vi sarà ancora più caro se i vostri idoli musicali sono i Deep Purple, perché il «fumo sull’acqua» e il «fuoco nel cielo» che si svilupparono a seguito di esso furono trasformati da Ritchie Blackmore e soci nell’epica di Smoke on the Water, probabilmente il brano hard rock con il riff di chitarra più famoso di tutti i tempi. In tutti e tre i casi, non sarete i soli: Montreux è infatti una delle grandi capitali della musica del Novecento e attira visitatori per il prestigioso Jazz Festival che da mezzo secolo organizza a luglio, certo, ma anche perché ha scritto e, anno dopo anno, continua a scrivere la storia delle sette note. Per dire: sei anni fa, alla vigilia di un’esibizione, ci è morto un certo Lucio Dalla. Benvenuti nel meraviglioso mondo del turismo musicale, dei concerti e non solo, dei pellegrinaggi sui luoghi sacri in cui fu scritta quella determinata canzone o si formò quella particolare band, un movimento che negli Stati Uniti, secondo l’ultimo report IbisWorld, alimenta un giro da 28 miliardi di dollari l’anno, mentre in Gran Bretagna siamo a quota 3,5 miliardi.

Tema attualissmo: l’Unesco ha appena riconosciuto il reggae patrimonio dell’umanità, consegnando il Bob Marley Mausoleum, a Nine Mile, Giamaica, a flussi ancora più consistenti di visitatori. Ma ce n’è davvero per tutti i gusti, tra vecchio e nuovo continente.

Partiamo da Liverpool, città che negli anni Sessanta il poeta Allen Ginsberg proclamò «centro di coscienza dell’universo umano». E che oggi vive (in parte) grazie ai Beatles e alle memorie di quel decennio memorabile, tra serate al Cavern (ok, non è proprio lo stesso dei Fab Four), passeggiate a Penny Lane e soste commosse a Strawberry Fields. Obbligatorio il giro sul bus del Magical Mystery Tour. A Londra le tracce beatlesiane e floydiane (gli Abbey Road Studios su tutto) si intrecciano con la storia del punk (Kings Road, dove Malcolm McLaren mise su bottega e s’inventò i Sex Pistols), ma la città è troppo viva per guardare al passato. Si fa ancora musica pure agli Hansa Tonstudios di Berlino dove, quando il muro era bello alto, David Bowie ci regalò gemme come Low, Heroes (1977) e Lodger (1979), magia che seppero ripetere gli ultimi grandi U2 del 1991 con Acthung Baby. Proprio il quartetto irlandese, ai tempi di Rattle and Hum (1988), produsse per i propri fan una specie di guida minima al turismo musicale in terra d’America, infilando luoghi memorabili in cui un vero appassionato, prima o poi, deve andare.

Graceland. Foto presa da Google

Vedi Memphis e ti fermi a Graceland, tempio kitsch di sua maestà Elvis Presley, reggia-campionario di genio e vanità. Ma provi pure l’emozione di toccare la console della Sun Records, etichetta in cui il producer Sam Phillips tenne a battesimo “The Pelvis” e Johnny Cash. Poi c’è la Stax, la Mecca della black music, luogo delle prime incisioni di Otis Redding, accompagnato da una sezione ritmica che sarebbe diventata Booker T. & the MG’s. Medina, per restare in metafora, è a Detroit: è la Motown che qualche anno più tardi scoprirà fuoriclasse del calibro di Marvin Gaye. Tutti luoghi un tempo vitali e oggi, era della musica liquida e globalizzata, derubricati a musei. Gli States, però, quando si parla di musica valgono sempre il viaggio, che si tratti di passeggiare per Storyville, l’ex quartiere a luci rosse di New Orleans dove Satchmo, intrattenendo i clienti delle signorine, inventò il jazz, incrociare i cori Gospel di Harlem o assistere all’Amateur Night dell’Apollo Theater. Visitare la Yasgur’s Farm di Woodstock o Haight-Ashbury, insediamento hippie di San Francisco, è già un po’ roba da nostalgici perché risulta piuttosto improbaile trovarci i Grateful Dead di questi tempi, mentre non lo è affatto assistere ai contest di hip hop che scaldano le notti del Bronx. A voi la scelta. Noi a Greenwood, Mississippi,un fiore sulla tomba in cui è sepolto Robert Johnson andremmo a metterlo volentieri. Quel ragazzo pare abbia venduto l’anima al diavolo in cambio di tre accordi. Senza i quali di sicuro non avreste letto questo articolo.

Articolo preso dal sito www.ilsole24ore.com

LE CASE PIU’ FAMOSE DEL MONDO

Dicembre 2015

Quali sono le case che, viste nei film o durante i viaggi in giro per il mondo, vi hanno appassionato maggiormente? Quali invece quelle che risultano essere le più famose? Ecco una classifica delle abitazioni più famigerate che sono entrate nella storia:

images (5)Al primo posto, senza dubbio, troviamo la “White House“, ovvero la “Casa Bianca” di Washington. E’ stata ed è tuttora la residenza ufficiale di tutti i Presidenti degli Stati Uniti d’America. Fu fatta costruire il 13 Ottobre 1792, a 300 anni esatti dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Più piccola dal vivo che in fotografia, affascina ed incuriosisce allo stesso tempo!

images (4)Rimanendo in tema politico, non si può di certo escludere l’abitazione numero 10 di Downing Street, dove risiede il Primo Ministro inglese a Londra. La sua facciata è la più ripresa dalle televisioni di tutto il mondo. L’intero palazzo è di architettura georgiana.

9bc0ba8d10d97232aff5c03673b23ea0Rimanendo ancora a Londra, più precisamente al 221B di Baker Street, ecco la casa dove lo scrittore Sir Arthur Conan Doyle ambientò Sherlok Holmes. Nonostante sia stata solo l’abitazione immaginaria del famosissimo investigatore, tutt’oggi è ancora il luogo dove i fan indirizzano le loro lettere. Attualmente ospita il Museo di Sherlock Holmes.

images (2)In questa classifica di “case più belle del mondo” è d’obbligo includere Neverland, il ranch del mito americano del pop Micheal Jackson che chiamò come “l’isola che non c’è” di Peter Pan. Trattasi di un vero e proprio parco giochi situato tra Los Angeles e Santa Barbara, in California. Grande più di 11.000 metri quadrati, ospita al suo interno un parco privato, uno zoo, una stazione di treni, diverse piscine, laghetti e campi da tennis.

images (3)Dalla costa ovest degli USA passiamo a quella est dove, a Memphis, si trova Graceland, dimora del Re del Rock Elvis Presley. Dopo la Casa Bianca pare sia lei ad essere la più visitata in America. Elvis la comprò nel 1957 da una coppia che l’aveva chiamata “Graceland” in onore della figlia. Oggi è diventata un museo con tutti i ricordi e la tomba del cantante.

images (1)Torniamo in Europa con ben due case storiche. La prima si trova in Olanda, ad Amsterdam ed è stata l’abitazione-rifugio di Anna Frank. Qui vi abitò e si nascose in soffitta col resto della famiglia durante la persecuzione nazista. E proprio in questa casa scrisse il suo diario divenuto poi famosissimo. Dal 1960 è stata convertita a museo. Impossibile da visitare in sedia a rotelle a causa dei troppi gradini.

imagesConcludiamo la classifica con Casa Milà (la Pedrera) a Barcellona. Bellissima costruzione moderna di Antonio Gaudì è una tra le più visitate della città. A mio avviso è molto più particolare Casa Batlò, d’altronde Gaudì ne ha progettate di bellezze a Barcellona. Vi è solo l’imbarazzo della scelta!

 

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