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COMPLESSO WEARE CADAQUES A BAYAHIBE, REPUBBLICA DOMINICANA

30 Gennaio 2018

NOME Weare Cadaques Bayahibe

LUOGO Bayahibe, Repubblica Dominicana

INDIRIZZO Carretera a Bayahibe, 23000 Repubblica Dominicana

TELEFONO +1 809-237-2000

POSIZIONE Struttura sul mare nella zona dei villaggi turistici di Bayahibe, a nove km dall’aeroporto de La Romana

Il Cadaques Resort e Villas è una struttura posizionata direttamente sul mar dei Caraibi con un ristorante e un bar, oltre a due piscine scoperte, una spa, una boutique, un piccolo market e un parco acquatico per bambini. C’è la possibilità si scegliere tra la formula all- inclusive dell’hotel oppure l’affitto di uno degli appartamenti dalle diverse metrature.

Io ho optato per l’affitto dell’appartamento 103 nella palazzina Caracol, a circa 200 metri dal mare. Sei posti letto, 72 metri quadri con balcone, a piano terra. Il complesso è totalmente privo di barriere architettoniche e, davanti ad ogni palazzina, vi è la rampa d’accesso. L’entrata dell’appartamento non presenta barriere. La sala e cucina, un open-space luminoso e molto spazioso, sono munite di due divano-letto, un grande tavolo centrale con sedie, tv schermo piatto, wireless (a pagamento), cucina con penisola. La camera, con letto matrimoniale, armadio e cassettiera, è agevole per la sedia a rotelle. L’unica nota negativa di quando si affitta un appartamento e si è in carrozzina è il bagno. Ovviamente non si può pretendere che il bagno sia adattato alle esigenze di una persona che non deambula. Il lavandino è troppo alto per una persona seduta e non ha lo spazio vuoto per appropinquarsi con la sedia. Il wc, privo di maniglioni e doccetta, ha un’altezza standard. La doccia, adattabile con una sedia di plastica, è circondata da un gradino alto dieci cm. La carrozzina arriva fino al bordo del gradino, dopodiché bisogna farsi aiutare a fare il passaggio. Il balcone è fruibile tramite porte finestre ma c’è un piccolo dosso da superare per uscire. Ho visto le fotografie dell’appartamento sul sito web dove ho prenotato e l’host, gentilissima, mi ha spiegato ogni minimo dettaglio non solo dell’alloggio ma anche dell’intera struttura. Sono partita sapendo esattamente a quello che andavo incontro. Inoltre, in loco, c’è la preziosissima Lucia, una signora italiana che vive lì e che segue l’ospite durante tutta la permanenza per qualsiasi esigenza. Se avete bisogno di prezzi o info chiedetemi in privato il suo recapito.

Mi sono trovata molto bene in questo complesso dove non è mancato nulla, eccetto un mini-market più rifornito. Nell’unico situato all’interno del resort si possono acquistare acqua, bibite, gelati, creme solari e poco altro. Per la spesa consiglio di recarvi a La Romana dove ci sono dei centri commerciali ( Jumbo, Plaza Lama) con all’interno grandi supermercati. Se non volete pagare un taxi per il tragitto a La Romana ( circa 20 km dal Cadaques ) potete recarvi al Bayahibe Dominucus, villaggio a tre km di distanza con negozi di souvenir e banca per prelevare ( la più vicina ) dove si trova il piccolo supermercato Mya, gestito da un italiano che consegna la spesa a domicilio senza aggiunta di costi.

Nel complesso Weare Cadaques c’è un parco acquatico con scivoli per bambini situato vicino alla reception. La reception è priva di barriere architettoniche e, al suo interno, trovate il banco escursioni ( prezzi troppo elevati, meglio affidarsi ai locali ). Come già scritto all’inizio di questo post, tutto è a misura di disabile, persino la spiaggia raggiungibile tramite una passerella di legno. No sedia job. I ragazzi dell’animazione (molto soft) aiutano ad entrare in mare (pulitissimo, cristallino e turchese) o ad andare sulla sabbia con la propria carrozzina. Anche il molo è accessibile. Solo la spa e la piccola chiesa presentano scale all’entrata.

PREZZI Ho pagato 924 dollari per l’appartamento affittandolo due settimane compreso di wirless e pulizia. Si può usufruire gratuitamente delle piscine e delle sdraio in spiaggia e sul molo. A pagamento solo la spa, il bar e i ristoranti. Il ristorante chiede 16 dollari a testa per la prima colazione (a buffet) e circa 20 a testa per la cena, sempre a buffet. La colazione è ricca con della squisita frutta fresca, frullati, dolci e varietà di cibi salati. Mentre il buffet della cena è piuttosto ripetitivo. Se amate il pesce vi consiglio di mangiarlo al ristorante Commodoro a Bayahibe, a La Casita a La Romana e a La Cueva al Dominucus Americanos.

Questo complesso è consigliato agli amanti del mare bello, del clima caldo anche in inverno, della tranquillità e del relax.

CURIOSITA’: QUALI SONO LE ISOLE PIU’ BELLE AL MONDO?

Molte persone amano rilassarsi su isole paradisiache che offrono panorami da cartolina, mare cristallino e spiagge borotalco. Ma non solo… Altri preferiscono scenari selvaggi e luoghi da scoprire.

Quali sono le isole più belle al mondo? Un sondaggio ha stillato le prime dodici in classifica. Alcune sono raggiungibili facilmente tramite voli aerei o barche, altre sono in posizioni più difficoltose ma, nonostante questo, vale la pena di faticare per arrivarci.

1 ARUBA, MAR DEI CARAIBI (PAESI BASSI)aruba

Situata al nord del Venezuela, nel Mar dei Caraibi, al contrario di molte altre isole caraibiche ha poca vegetazione e clima secco. Proprio queste caratteristiche hanno favorito lo sviluppo del turismo. Aruba conquista, tra gli altri aspetti, proprio per il suo clima perfetto. Con Curacao e Bonaire fa parte delle Antille Olandesi.

2 BALI, INDONESIAbali

Se andate sull’isola di Bali dovete sapere che ci sono alcuni luoghi assolutamente sacri. La calma e la serenità regnano sovrane. Paradiso amato da visitatori e turisti che giungono da tutto il mondo, è incastonato sulle acque dell’Oceano Indiano a pochi km dalla costa di un’altra isola, quella di Giava.

3 BARBADOS, MAR DEI CARAIBIbarbados

Barbados vanta 60 spiagge che formano 110 km di costa offrendo scenari incontaminati e naturali. Appartiene alle Piccole Antille ed è situata sul confine tra il Mar dei Caraibi e l‘Oceano Atlantico. Romanticismo e avventura si fondono nell’aria in questa lussuriosa isola delle Indie Occidentali dei Caraibi.

4 HAVELOCK ISLAND, ISOLE ANDAMANE havelock

Lagune che hanno colori di un acquario davanti alla barriera corallina dove “vive” la spiaggia più bella dell’Asia. Situata nel Golfo del Bengala, tra India, Birmania e Thailandia. Qui il vero lusso è poter fare a meno di tutto!

 

5 CAPRI, ITALIAcapri

Isola del Golfo di Napoli situata di fronte alla penisola sorrentina. Di origine calcarea, Capri è l’isola mediterranea che ha visto transitare nel tempo intellettuali, artisti e scrittori, tutti rapiti dalla sua magica bellezza. Ospita inoltre i famosissimi Faraglioni che hanno dato vita al Mito di Capri.

6 WHITSUNDAY ISLAND. AUSTRALIAwhitsunday

Le Whitsunday islands sono un insieme di isole continentali di varie dimensioni situate al largo della costa centrale del Queensland, a circa 900 km a nord di Brisbane. Le coste sono frastagliate e le acque sono facilmente distinguibili dalle barriere coralline e dagli incantevoli tratti del mare cristallino.

7 ISOLA DI PASQUA, CILEisola di pasqua

In lingua nativa Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”, è immersa nell‘Oceano Pacifico e si trova al largo delle coste del Cile. Il suo nome è dovuto al fatto che l’isola è stata scoperta il giorno di Pasqua del 1722 dall’esploratore olandese Jacob Roggeveen. Sparsi lungo l’intero territorio ci sono le statue moai, enormi busti monolitici.

8 ISOLA REUNION, ISOLE MASCARENE reunion

La Réunion è un’isola dell’arcipelago delle isole Mascarene che si trova nell‘Oceano Indiano. Non lontana dal Madagascar e dalla repubblica di Mauritius, amministrativamente costituisce sia una regione che un dipartimento d’oltremare della Francia. Essendo posizionata appena sotto il tropico del Capricorno regna una perenne estate.

9 LORD HOWE ISLAND, AUSTRALIAlord howe

Inclusa nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco ha bellezze e biodiversità uniche al mondo. E’ una piccola isola dell’Oceano Pacifico situata a 600 km a est dell’Australia. Un vero paradiso naturale!

10 IHURO ISLAND, MALDIVEihuro island

Ihuro è un’isola incantevole, raffigurazione perfetta delle Maldive, quella che nel nostro immaginario rappresenta l’icona perfetta dell’arcipelago. Di forma circolare è ricca di verde vegetazione, ospita candide spiagge ed è posizionata nell’atollo di Malè Nord, a soli 20 minuti di motoscafo dalla capitale.

11 SANTORINI, GRECIAsantorini

E l’isola più carismatica delle Cicladi, con le sue case bianche che, con le porte e le finestre blu formano un anfiteatro riflettendo la terra nera bruciata dall’isola stessa. Indimenticabili le foto di Santorini con vista sul tramonto.

12 ZANZIBAR, TANZANIAzanzibar

L’Oceano Indiano bagna l’isola di Zanzibar fondendo il blu profondo delle sue acque con le bianche spiagge.  E’ una parte della repubblica della Tanzania e il suo nome deriva dal persiano ZANI che significherebbe “Terra dei Neri”. E’ uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili.

 

 

 

 

MESSICO

Gennaio 2001                                        MESSICO                (viaggio di due settimane)

La Cucaracha

La Cucaracha, la Cucaracha,

Ya no puede caminar

Porque le falta, porque le falta…               Voglio iniziare con questa famosissima canzone messicana l’articolo sulla terra dei Maya 

Dopo un volo diretto lungo dodici ore atterrai a Cancun. Come località turistica è molto rinomata, sorge sulla penisola dello Yucatan e si affaccia sul golfo del Messico. Ma di messicano ha davvero poco anzi, secondo il mio punto di vista, somiglia molto di più ad una città americana. I numerosi hotel sono composti da grattacieli giganti di ogni forma, le strade sono piuttosto larghe e percorse da auto di grossa cilindrata e di gran numero sono anche i centri commerciali di diverso genere. Girovagando in uno di questi mi imbattei nello store della Warner Bros… La parte messicana arriverà più tardi… dovete aspettare e leggere ancora un pochino a proposito di Cancun e dei suoi locali notturni. Si perché questa città è la regina delle feste e vi offre un’infinità di scelta per andare a bere o a ballare. Io optai per il Coco Bongo, night club dove girarono il film The Mask. In questo locale si balla ovunque, basta lasciarsi andare e scatenarsi. In più, a seconda delle serate, vi sono spettacoli con versioni musical dei film più famosi, sosia dei cantanti più noti ed importanti dj. Imperdibile!!!

Solitamente inserisco le fotografie delle località che descrivo, purtroppo quelle di questo viaggio sono andate perse. :((

I tour in Messico risultano molto complicati per una persone in sedia a rotelle come me. Davvero tante sono le difficoltà da superare ma altrettante sono le meravigliose rovine da vedere. Ci sono due opzioni per un disabile: organizzare un tour nel Chapas e nello Yucatan con diversi aiutanti e accontentarsi di visitare i siti con minor numero di barriere architettoniche oppure stabilirsi in un punto fermo e partire ogni giorno per un’escursione diversa. Io consiglio il tour dato che le escursioni sono davvero molto costose e non credo proprio ne valga la pena.

Il Re del tour è in assoluto Chichén Itza, complesso archeologico maya situato nella penisola dello Yucatan.

Chichén Itza
Chichén Itza

Il sito è stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1988 e comprende numerosi edifici tra i quali spiccano la piramide di Kukulkan, l‘osservatorio astronomico e il Tempio dei Guerrieri.

Queste attrazioni sono visibili solo esternamente da persone in sedia a rotelle poiché le entrate sono formate da cunicoli stretti e da scalini in pietra. All’interno della piramide di Kukulkan ve ne è un’altra che fui impossibilitata a visitare. Mentre i gradini esterni delle quattro facciate sono complessivamente 365, quanti sono i giorni di un anno. Chi salì in cima alla piramide disse di aver avuto una completa visione di tutta l’aria circostante.

Circa 65 km dividono Tulum da Playa del Carmen, favolose località marine con le spiagge più belle. Tulum, oltre ad essere un incredibile sito archeologico, è incorniciato da acque cristalline e sabbia bianca come borotalco. Davvero una splendida combinazione! Ancora più turistica è la cittadina di Playa del Carmen, anch’essa situata sulla costa caraibica. Trattasi di un vecchio villaggio di pescatori che, nel corso degli anni, ha avuto un enorme sviluppo nel turismo. Se Cancun è paragonata ad una piccola Miami e Tulum è più gradita al turismo ecologico, Playa del Carmen è molto bel collegata con qualsiasi sito archeologico e tour della penisola. Qui lo stile è molto giovanile ed informale nonostante ci siano moltissimi villaggi all inclusive di alto livello. Passeggiando per il centro notai i fili dell’elettricità sospesi sopra le case che si intrecciavano tra di loro, tipico dei paesi più poveri. La gente è cordiale e gentile, sempre allegra pronta a sorridere e a cantare. La loro ospitalità non la si può di certo dimenticare.

Da Playa del Carmen raggiunsi Xcaret, paradiso segreto del Messico.E’ un parco in mezzo alla natura circondato dalla bellezza del Mar dei Caraibi dove si possono sperimentare attività acquatiche, attrazioni culturali e spettacoli. Tra le varie attrazioni naturali ci sono il padiglione delle farfalle, l’acquario della barriera corallina, un autentico cimitero messicano ed anche il museo di arte popolare che espone il lavoro degli artigiani messicani. L’entrata è un po’ costosa ma i luoghi sono talmente incontaminati che non ci si pente del prezzo pagato. Proprio qui, per la prima volta in vita mia, ho visto i tapiri, animali erbivori e più grandi mammiferi primitivi esistenti. Non credo si riesca a visitare l’intero parco in una giornata a causa della sua grandezza e per le numerose attrazioni da vedere e cose da fare. E’ possibile nuotare insieme ai delfini, dar da mangiare ai coccodrilli, visitare le tante specie di animali o assistere a curiosi spettacoli. Io mi fermai ad osservare una insolita partita di calcio chiamata “il lancio de la pelota”. Questo gioco ha origini antiche e i giocatori possono usare palette o racchette per colpire la palla oppure si può giocare a mani nude. Si svolse in un campo aperto e mi sembrò di assistere ad una partita di calcio ambientata in un’altra epoca.

La cucina messicana è piccante ed alcuni piatti non sono riuscita a mangiarli! Non amo in modo particolare il cibo piccante ma, anche se potrebbe sembrare una contraddizione, adoro il cibo messicano! La birra del luogo è un’ottima bevanda per accompagnare i pasti mentre la sera, dopo cena, non mancate di ordinare una tequila, famosissima nell’intero Messico.

Tornai a casa soddisfattissima del viaggio ma allo stesso tempo delusa di non aver visto nessuna iguana gigante da vicino. A molte persone può sembrare strano ma ho un debole per le iguane tanto è vero che mi sarebbe piaciuta prenderne una da tenere a casa. Ne ho viste di diverse anche in altre parti del mondo ma il mio desiderio in questo viaggio era quello di trovarmi faccia a faccia con una di notevoli dimensioni… NEXT TIME!

FLORIDA

Gennaio 2008                                         FLORIDA                 (viaggio di 12 gg)

Ho apprezzato e apprezzo tuttora la Florida, come il resto degli Stati Uniti d’America. Gli habitué del mio blog avranno letto riguardo la mia passione per gli USA quindi, tutto quello che vedo e che visito in quelle zone, mi piace davvero molto. Scelsi di andarci quando in Italia è inverno dato che in Florida il sole splende alto tutto l’anno e in più ero sicura di evitare i mesi monsonici. Dopo undici ore di volo atterro a Miami. Chi non conosce, anche solo per sentito dire, Miami Beach coi suoi svariati km di spiagge e con le sue acque splendide e trasparenti del Mar dei Caraibi!?!

Miami Beach
Miami Beach

A volte risulta difficile arrivare fino alla riva del mare data l’ampiezza della spiaggia, ma niente paura! Per i più pigri e per i disabili sono disponibili macchinette simili a quelle del gioco del polo che accompagnano fino al punto in cui ci si vuole fermare. Inoltre tutte le spiagge sono munite di passerelle di legno che favoriscono l’accesso. L‘America è sempre attenta alle disabilità.

Passerelle di legno sono posizionate anche alle spalle della spiaggia dove, seguendo la linea del mare, è possibile correre, camminare, andare in bici, pattinare o semplicemente restare in relax a fissare le acque azzurre. Gli abitanti di Miami amano molto lo sport ed è normalissimo vedere persone la mattina presto fare jogging sulla sabbia. Anzi, credo che sia una loro abitudine. Parallela alla spiaggia, dall’altro lato della strada, si incontra la famigerata Ocean Drive piena di hotel e ristoranti tutti in stile Art Deco. E’, infatti, la via più rappresentativa dell’Art Deco District dove diversi palazzi sono tutelati. Fra i tanti è nota la ex- villa di Gianni Versace, dove lo stilista risiedeva e dove fu assassinato. Ora pare sia diventata un club di lusso. Quando andai a visitarla riuscii solo a  fotografarla dal cancello, non saprei dire se ora è aperta al pubblico.

ex-villa Versace
ex-villa Versace

In un punto di questa famosa strada sono state girate alcune scene del film Scarface con Al Pacino così decisi di cenare nell’hotel che ne fu il simbolo, ovvero il Colony. Le mille luci al led illuminano Ocean Drive dopo il tramontare del sole rendendola frequentata anche e soprattutto la sera. Si trovano numerosissimi ristoranti dove poter cenare, dall‘Italiano al Cubano, la scelta del cibo è varia. Buono e fresco è sempre il pesce ma vi consiglio inoltre di assaggiare l’alligatore fritto. Di carne bianca è simile al pollo. I cocktail, tenendo conto che viene usato il rum che proviene direttamente dalla vicina Cuba, sono ottimi. Il mojito e il Cuba Libre a Miami sono un MUST!

Abbandonando la zona delle spiagge si raggiunge il downtown della città dove svettano grattacieli e palazzi. Si tratta della zona commerciale e rappresenta il cuore finanziario e moderno di Miami.

Mi costa ammetterlo, ma c’è un quartiere di questa meravigliosa city che proprio non mi è piaciuto. Prende il nome di “Little Havana” ed è posto in una zona residenziale. Abitato da molti immigrati cubani è chiamato così in onore della capitale di Cuba. Nel mio immaginario lo avevo pensato più folkloristico, invece sono rimasta delusa in quanto lo trovai piuttosto trascurato. Il cibo però è delizioso e cucinato nell’originale Cuba style.

Lascio Miami per spostarmi più a sud in direzione delle Everglades. Regione paludosa subtropicale ospita il Parco Nazionale delle Everglades, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. E’ meta di naturalisti provenienti da tutto il mondo per il suo ambiente intatto e per la ricchezza della natura. Iniziai il tour a bordo di una lancia, caratteristico mezzo di trasporto in un ambiente di acqua e paludi per gustare in pieno la bellezza del parco.

airboat-lancia al Parco Nazionale delle Everglades
airboat-lancia al Parco Nazionale delle Everglades

Ricordo la velocità della barca e il vento che quasi ci offuscava la vista. Ci munirono di un k-way bianco, con disegnati gli alligatori, da indossare per ripararci dall’aria. Su queste imbarcazioni fanno salire disabili senza la propria sedia a rotelle e ricordo la mia paura nell’attraversare le acque a tutta velocità seduta su miseri seggiolini di legno. Ora, al pensiero, rido come una matta. Al termine di questa avventura vengono mostrati dei piccoli alligatori ed io colsi la palla al balzo offrendomi di accarezzarne uno da vicino. Il tour prevede anche una visita al villaggio indiano e al Museo Storico del parco. Passeggiando da una zona all’altra mi rendo conto di essere circondata da alligatori di ogni taglia, fortunatamente recintati! Bellissima esperienza questa vissuta alle Everglades, la consiglio a tutti! Anche ai bambini.

Scendendo ancora più a sud,  attraversando lunghissimi ponti sull’oceano, si accede alle Isole Keys. Caratteristico il viaggio in auto che permette di fermarsi, facendo più tappe, dando modo di conoscere una ad una queste meravigliose isole. Il mare da queste parti ha sfumature che vanno dal blu intenso al verde smeraldo e le spiagge sono circondate da palme ondeggianti e da mangrovie che contraddistinguono il paesaggio tropicale delle Keys. Arrivando da Miami la prima isola che si incontra si chiama Key Largo, famosa per le sue immersioni. Poi Islamorada, rinomata per la pesca sportiva e per le gallerie d’arte. A metà dell’arcipelago troviamo Marathon, isola adatta per famiglie con bambini per via del centro di ricerca di tartarughe e delfini. Arriviamo alla Lower Key dove ogni anno a Luglio ha sede il Festival della Musica Sottomarina. Ed infine si giunge alla perla dell’arcipelago, ovvero la famosissima Key West dove mi fermai tre giorni. Qui visse Ernest Hemingway e tutta l’isola gode del suo riflesso. Quest’isola, situata a metà tra l‘Oceano Atlantico e il Golfo del Messico, è amata da tutti i turisti ma soprattutto dai giovani per via dei bar nei dintorni della centralissima Mallory Square.

Mallory Square, Key West
Mallory Square, Key West

A pochi passi dalla piazza si trova la casa di Hemingway che è possibile visitare pagando un biglietto. Tenuto molto bene il giardino circostante pieno di fiori colorati e di piante. Salendo al piano di sopra (vi si accede tramite una scalinata) sono esposti gli oggetti che lo scrittore adoperò durante la sua lunga carriera. Rimasi colpita particolarmente da una sua macchina da scrivere. Hemingway influenzò, tra le altre cose, anche un saloon dell’isola che prende il nome di “Sloppy Joe’s“. All’interno, appese alle pareti, numerose fotografie dello scrittore fanno da contorno a questo immenso locale dove il cibo non è niente di speciale, ma l’aria che si respira è veramente particolare.

Come potete vedere Key West non è solo spiagge e mare, ma è vita, storia e cultura. Inoltre è rinomata per le chele di granchio e i crostacei. Fidatevi, li ho mangiati più volte e sono davvero deliziosi! Non scegliete l’escursione che, da Miami, vi porta a Key West in giornata, ma decidete di trascorrervi qualche giorno per poterla vivere al meglio!

Eccomi a chiudere un nuovo articolo e un altro viaggio… Una leggera malinconia mi assale sempre durante la stesura di un viaggio fatto in passato. Ma guardiamo avanti. Quale sarà la prossima meta?

CURACAO

Gennaio 2011 CURACAO (viaggio di nove gg)

BON BINI ! Significa benvenuto in Papiamento, un misto di spagnolo e portoghese, lingua parlata nelle Antille Olandesi.
E’ proprio qui che si trova Curacao, la più grande delle tre isole che formano l’arcipelago caraibico appartenente al gruppo delle Piccole Antille.2
Situata di fronte al Venezuela, a sud del mar dei Caraibi, è una delle destinazioni molto interessanti da scoprire.
Premetto che amo molto le isole caraibiche perché ritengo allegre le persone che le popolano e anche perché permettono di godersi il caldo nei nostri mesi invernali.
La scelta è caduta su Curacao anziché sulla più nota Aruba perché credo che la prima sia meno turistica, ancora molto selvaggia e meno costruita.5
Pochi sono i villaggi turistici, più numerosi invece gli hotel.
Totalmente accessibile in sedia a rotelle è il Breezes Curacao resort spa and casinò, dove ho trascorso la mia vacanza trovandomi divinamente bene.
Le spiagge dell’isola sono formate da sabbia importata o da coralli frantumati, ma questo non offusca la loro bellezza e naturalezza.
Girovagando l’isola ne ho scoperte di meravigliose con acque verde smeraldo: la numero uno è certamente Playa Kenepa. Circondata da scogliere è raggiungibile attraverso una scalinata dal posteggio delle auto. Proprio il posteggio ospita una terrazza dalla quale la si può ammirare dall’alto in tutto il suo splendore e la si può fotografare interamente!


La vegetazione rigogliosa che sta alle sue spalle testimonia quanto sia ancora poco sfruttata la costruzione di mattoni in questa zona.

Serve aiuto per poter scendere, le scala è di legno e la discesa non è per niente facile.
Accessibile ai disabili senza nessuna barriera è invece Playa Cas Abao.

Plata Cas Abao
Plata Cas Abao

Sembra uscita da una cartolina con la sua sabbia bianchissima e il mare cristallino ideale per lo snorkeling. Attrezzata con lettini e ombrelloni e circondata da alte palme ospita un baretto dove, oltre a rifocillarsi,vi si trovano spogliatoi e docce.
Il bello delle spiagge, comprese queste, è che non sono mai troppo affollate.
Ci si diverte molto a fare il bagno nelle calde acque di Curacao e non ci si sente mai soli.
Diversi gruppi di pesci colorati ti accompagnano dalla riva fino al largo facendoti nuotare in un grande acquario variopinto! Da tenere presente che ci sono più di 60 punti di immersione da scegliere e non ci sono periodi preferiti per optare per questa meta.
Essendo fuori dalle zone degli uragani, la temperatura annuale è di 28 gradi che la rende così gradevole in ogni momento dell’anno.


La capitale dell’isola, Willemstad, di influenza olandese, assomiglia ad Amsterdam, ma molto più colorata. Gli edifici sono di colore blu brillante, arancione, giallo, rosso e verde.
Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ospita diversi negozi di grandi firme che vantano porto franco. Lo shopping è garantito!
Non si può non visitarla almeno una volta! Ci sono diversi musei, il mercato galleggiante di frutta e di pesce e diversi bar che la rendono ancora più caratteristica.
La capitale è divisa in due parti dal ponte più alto di tutti i Caraibi: quello della Regina Juliana.

Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Juliana
Ponte Regina Emma
Ponte Regina Emma

A piedi ho invece attraversato il floating bridge Regina Emma. Si tratta di un ponte mobile che si apre al passare delle barche e che si può percorrere a piedi per raggiungere il lato opposto della cittadina. Giornata trascorsa in maniera curiosa nel centro storico di questa capitale!
All’interno di quest’isola c’è molta savana arida dove crescono cactus molto alti.
Se ne trovano tanti ai lati delle strade. Abitatori frequenti sono le iguane che talvolta raggiungono dimensioni notevoli. Il bello di tutte le isole è che cambiano panorama a seconda di dove ti muovi.9
Spostandomi verso nord incontro zone rocciose battute dal vento e dalle onde dell’oceano che risuonano facendo eco. Nei pressi di Willibrordus ci sono numerosi fenicotteri rosa che si muovono liberi nel lago.17
E’ stata una destinazione azzeccatissima per me che amo il mare, ma non solo quello…ho così avuto la possibilità di girare l’isola, di conoscere nuove lingue, di visitare la capitale simile a quella olandese e anche di gustare frutta freschissima ogni giorno.
La sera mi sbizzarrivo a provare i diversi cocktail che i barman proponevano, ma il più gettonato è senza dubbio il liquore Curacao, ricavato dalle scorze di laraha che è una specie di arancia tipica dell’isola!
Insomma, a Curacao non ci si annoia mai!