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MAR MORTO, IL PUNTO PIU’ BASSO DELLA TERRA

Aprile 2019  ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

A volte bisogna scendere molto in basso per trovare qualcosa di veramente speciale. Il Mar Morto ne è una riprova, dato che si trova letteralmente nel punto più basso del pianeta. Qui il concetto stesso di fare il bagno acquista un nuovo significato, perché la sua acqua satura di sali vi terrà a galla come un tappo di sughero, consentendovi al massimo qualche bracciata. Il fango del Mar Morto poi è un famoso prodotto di bellezza naturale della pelle; potete beneficiare delle sue proprietà anche con dei trattamenti in una delle tante spa sulla costa.

Ed è proprio sulla costa nord-orientale che si trovano i resort più lussuosi dove regalarvi trattamenti e ammirare i bagliori del tramonto sull’acqua, abbracciando con lo sguardo la Cisgiordania e le luci di Gerusalemme sulla sponda opposta.

Non perdetevi l’occasione di galleggiare nel punto più basso della terra, 398 metri sotto il livello del mare! Sarà un’esperienza davvero unica!

Io ho soggiornato al Ramada Resort Dead Sea, totalmente privo di barriere architettoniche quindi completamente accessibile in sedia a rotelle, se non per raggiungere la spa dove per accedervi bisogna superare sette/otto gradini. L’altro problemino l’ho incontrato in spiaggia, accessibile in sedia a rotelle tramite una navetta gratuita che ogni cinque minuti parte dal resort. La navetta ti lascia davanti ai lettini riservati per gli ospiti dell’hotel, ma poi per raggiungere il mare ci sono circa 200 metri di sabbia e sassi. Per fortuna il bagnino mi ha gentilmente aiutata a raggiungere la riva con la carrozzina, altrimenti non sarei stata in grado di farlo da sola.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

 

MADABA E LA STRADA DEI RE, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO:AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

La Strada dei Re corre lungo la spina dorsale dell’altopiano centrale della Giordania, interrotto dallo spettacolare Wadi Mujib. Con i suoi luoghi biblici in posizione panoramica, i raffinati mosaici romani e i ben conservati castelli dei crociati, la regione centrale del paese offre un’ampia varietà di siti davvero affascinanti. Madaba, con le sue chiese decorate da mosaici che riflettono la ricca eredità cristiana, costituisce la base ideale per esplorare l’intera zona. Da qui potete partire per visitare il castello di Shobak e il punto da cui si dice che Mosè abbia visto per la prima volta la Terra Promessa sul Terra Promessa.

La cittadina di Madaba è celebre soprattutto per i suoi mosaici di epoca bizantina: il più famoso raffigura una carta geografica che riveste il pavimento della Chiesa di San Giorgio. L’entrata dal cancello di quest’ultima non presenta barriere, mentre per accedere all’interno della chiesa bisogna superare un piccolo gradino. L’ingresso è gratuito per il disabile. Questa chiesa greco-ortodossa del XIX secolo dall’aspetto piuttosto modesto custodisce un tesoro degli arbori della cristianità. Il mosaico in oggetto fu realizzato nel 560 d.C. è corredato da 157 scritte in greco che indicano i principali luoghi biblici del Medio Oriente, dall’Egitto alla Palestina. Il venerdì e la domenica mattina la chiesa apre i battenti alle ore 7.00 per la messa alla quale possono partecipare anche i visitatori. Durante la funzione, però, non è possibile vedere il mosaico.

Il vasto Wadi Mujib è orgogliosamente definito “il Grand Canyon della Giordania” e attraversa il paese dalla Strada del Deserto al Mar Morto per più di 70 km. Oltre che per le sue dimensioni spettacolari, il wadi è degno di nota in quanto storicamente rappresentava il confine tra il regno degli amoriti (a nord) e quello dei moabiti (a sud). La Strada dei Re ne attraversa le propaggini superiori. La gola è profonda 1 km e larga 4 ma occorrono 18 km di tornanti sulla Strada dei Re per scendere lungo la parete del Wadi, superare la diga che si trova in fondo e risalire dall’altra parte. Le vedute più belle si ammirano dal bordo settentrionale del wadi, 3 km dopo la cittadina di Dhiban. Questo è il punto perfetto per scattare alcune fotografie!

Pare che il Monte Nebo sia il luogo da cui Mosè contemplò per la prima volta la Terra Promessa, che non riuscì mai ad aggiungere. Secondo la Bibbia, il patriarca morì all’età di 120 anni e fu sepolto nei pressi del monte, ma gli studiosi non concordano su dove si trovi esattamente la sua tomba. Sulla cima del Siwagha (significa “monastero”) è stato eretto il Memoriale di Mosè, la cui vista spazia sul Mar Morto e oltre, fino a Israele e ai Territori Palestinesi. L’entrata per il disabile è gratuita. C’è una salita piuttosto ripida da percorrere, meglio avere con se un ruotino elettrico. Io col mio Triride non ho avuto problemi. Il Memoriale segna il punto in cui Mosè contemplò la Terra Promessa. Accanto è stata posizionata una croce in bronzo, realizzata da un artista italiano, che simboleggia la sofferenza e la morte di Gesù sulla croce. Nei pressi del Memoriale di Mosè, sulla cima del Monte Nebo, sorge la Chiesa del Memoriale, una basilica che fu eretta nel 597 d.C. intorno alle fondamenta di una chiesa del IV secolo. La chiesa è stata resa accessibile in sedia a rotelle mediante delle rampe, e custodisce mosaici di grande importanza risalenti al 530 d.C. Prima di terminare il giro ci si imbatte nell’ulivo che piantò Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita sul Monte Nebo nell’anno 2000. L’intero percorso esterno non presenta barriere architettoniche.

L’ultima tappa è stato il castello crociato di Shobak, circondato da un paesaggio remoto e selvaggio. Non ho visitato internamente il castello perché le rovine rimaste lo rendono inaccessibile in carrozzina. Fu costruito su un piccolo poggio al limitare di un altopiano e appare particolarmente imponente, soprattutto se visto da lontano. Il Castello di Shobak fu costruito per volere del re crociato Baldovino I nel 1115. Subì numerosi attacchi da parte delle armate di Saladino prima di soccombere nel 1189. Nel XIV secolo venne occupato dai Mamelucchi che lo riedificarono e lo ampliarono.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

CAPO VERDE NO STRESS

Aprile 2017

Premetto che non avrei mai pensato di andare a Capo Verde. Non mi ispirava come destinazione. Mi è sempre stato riferito che il vento tira talmente forte da non riuscire a stare sdraiati in spiaggia.

Poi una settimana di ferie e un pò di stanchezza arretrata mi hanno indotta a pensare a una meta di mare. Dove andare per trovare caldo senza fare troppe ore di volo?

La scelta è ricaduta sull’Isola di Sal, la più turistica di tutto l’arcipelago di Capo Verde.

Devo ammettere che mi sono ricreduta e che ho trascorso una settimana, la prima di Aprile, fantastica! Merito anche del clima caldo e del poco vento che ho trovato che hanno inciso positivamente sulla vacanza. Ho alloggiato in un hotel con formula all inclusive a Santa Maria, paesino pittoresco dove sono situate tutte le strutture turistiche. L’Hotel Creoula è stato adattato per le sedie a rotelle con rampe e scivoli ovunque. Una persona con problemi di disabilità motoria è in grado di muoversi in completa autonomia. Vi sono però alcune mancanze: – la spiaggia senza la presenza di una passerella (siamo in Africa e non possiamo pretendere troppo) – il bagno nelle camere senza maniglioni accanto al wc e con la doccia, ma per accedervi bisogna superare 20 cm di gradino, o la vasca – alcuni gradini per raggiungere il bar della piscina.

Uno dei protagonisti principali dell’Isola di Sal è il mare, da me paragonato a quello dei Caraibi. Le spiagge sono lunghe e ampie come distese di borotalco.

Ma sarebbe un vero peccato limitarsi al mare, l’Isola di Sal offre molto e con un tour di una sola giornata si riesce a visitarla interamente. Ho scelto di non aggregarmi al gruppo organizzato dall’hotel optando per un’escursione privata in pick up con un beach boy. Risultato: maggior tempo a disposizione, soste non programmate per scattare foto e tanto aiuto con la sedia a rotelle sui terreni non sempre consoni.

Siete curiosi di sapere cosa visitare a Sal? Eccovi accontentati:

saline di Pedra de Lume, saline naturali di origine vulcanica ospitate nel cratere di un vulcano spento. Dopo che l’attività del vulcano terminò, l’acqua marina iniziò ad infiltrarsi creando un lago salato naturale. L’effetto ottico è spettacolare! Vi consiglio di portare il costume da bagno per raggiungere la riva ed immergervi nell’acqua densa di sale. Rimarrete a galla come nel Mar Morto. Luogo dotato di rampe e scivoli per disabili.

Palmeira, villaggio di pescatori situato nella parte nord-ovest dell’isola. Colori vivaci e donne senegalesi con in testa cestini colmi di souvenir da vendere animano questo paesino dove si è soliti recarsi per aspettare i pescatori che tornano con le reti piene zeppe di pesce. Impossibile scendere al porto in sedia a rotelle a causa di numerosi gradini.

Espargos, capoluogo dell’Isola. Non vi è nulla di particolare da vedere, ma fatevi portare alle favelas vicine per toccare con mano la crudele realtà di molti abitanti poveri e sfortunati.

Buracona, piscina naturale dove godersi la vista delle onde che si infrangono sulle rocce. Si visita tramite delle passerelle di legno posizionate sopra la sabbia e gli scogli. Accanto alla natural pool vi è una grotta della profondità di 12 metri dove è possibile scorgere l’Olho Azul, spettacolo unico creato dai raggi del sole quando quest’ultimo si mette allo zenit.

Deserto di Terra Boa, caratterizzato da sabbia chiara mischiata a granelli di terra nera. In mezzo al deserto, quando il sole è a picco, sembra di scorgere in lontananza un lago d’acqua che invece non esiste. Questo fenomeno è chiamato “Il Miraggio“.

– Spiagge visitate: Kite Beach, dove le vele dei kite surf svettano colorate nel cielo blu. Baia di Murdeira situata sulla costa ovest. Spiaggia di Ponta Preta con le onde più alte che abbia mai visto in vita mia! Spiaggia di Santa Maria, a mio avviso la più bella dell’isola, dove spicca il suo vecchio molo, ritrovo di surfisti e pescatori. Shark Bay dove, con un pò di fortuna, si possono incontrare piccoli squali gatto a riva.

CURIOSITA’ L’arcipelago di Capo Verde è situato a 500 km dalle coste del Senegal. L’Isola di Sal inizialmente era conosciuta come Ilha Plana (isola piatta) per poi cambiare il nome in “Isola del Sale” dopo la scoperta dei depositi di sale da cucina. Fu scoperta nel 1460 dai portoghesi e tutt’oggi il mix di culture africane e portoghesi è ben evidente sia nei luoghi che nelle persone.

Concludo il mio articolo confidandovi che mi sono innamorata di quest’isola e che a pochi giorni dal mio ritorno a casa sento una nostalgia fortissima. I capoverdiani sono persone deliziose, capaci di strapparti un sorriso in ogni momento della giornata. Non sono invadenti né appiccicosi. Hanno un solo ed unico difetto: fanno le cose con molta calma… Ma si sa, CAPO VERDE NO STRESS!

TERRA SANTA

Maggio 2011 TERRA SANTA (viaggio di 8 gg)

Tra le esperienze più belle della mia vita, ritengo che un pellegrinaggio in Terra Santa debba essere compiuto assolutamente durante l’arco di una vita intera. Al di là di ogni credo si vive un’atmosfera irreale in una dimensione differente. Si percepiscono delle presenze e ci si rende conto che qualcosa e qualcuno sono realmente esistiti.

Viaggio sicuramente pieno di difficoltà per un disabile, le rampe sono veramente poche mentre i gradini sono moltissimi. Avendolo fatto con un gruppo di 18 persone, ho trovato cortese disponibilità fra i partecipanti. Risulta impegnativo e con tantissime cose da vedere, tanto è vero che alla fine della settimana quasi non mi ricordavo quello che avevo visto all’inizio!
Gli hotel, al contrario, accettano disabili essendo muniti di camere e di bagni attrezzati.
Sono zone “calde” a causa delle guerre e delle continue manifestazioni che sono sempre dietro l’angolo, ma quando si arriva in loco la paura scompare lasciando il posto a pace e serenità.
Atterro in Israele, più precisamente a Tel Aviv. Situata sulla costa del Mar Mediterraneo, è il centro dell’area metropolitana più grande e popolosa in Israele, nonché centro economico.
Molto vivace e giovanile è anche considerata la località del divertimento. Il detto popolare israeliano dice che Gerusalemme prega e Tel Aviv si diverte.26
Questo pellegrinaggio è iniziato in Israele, proseguito in Palestina e in Cisgiordania per poi concludersi di nuovo ad Israele.
Non mi piace elencare tutti i luoghi visitati e descriverli come se fossi una guida turistica o un tour operator. Preferisco annotare qualche ricordo di esperienza particolare vissuta.
Per esempio, in Galilea, ho visitato per la prima volta un kibbutz, quello di Lavi. Quelli di oggi non sono certamente gli stessi di 100 anni fa, ma il modello di un kibbutz era ed è ancora puramente socialista: i beni sono in comune e il kibbutz provvede ai bisogni dei suoi membri i quali lavorano in esso secondo le proprie capacità. I bisogni sono elementari… cibo, vestiti e abitazione.

Kibbutz di Lavi
Kibbutz di Lavi

Tra i vari servizi condivisi ci sono la mensa, la lavanderia, l’abitazione, l’asilo e la sanità.
L’unica cosa che, per quel che mi riguarda, non sarai mai riuscita a condividere è il marito. Ebbene sì, pare che nei kibbutz bisogna scambiarsi nonché condividere anche quello.
Nazareth mi ha lasciata basita… sembrava fossi tornata indietro nel tempo… le persone e le strade mi parevano simili a quelle descritte nel Vangelo e a quelle che studiai in passato a religione.
Al contrario, hanno costruito basiliche sopra ogni luogo Sacro… credo lo abbiano fatto per accogliere i pellegrini che giungono numerosi da diverse parti del mondo e anche per proteggere dalle intemperie. Se penso alla traversata del lago di Tiberiade mi viene da ridere!

lago di Tiberiade
lago di Tiberiade
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lago di Tiberiad

Mentre eravamo sul traghetto è arrivato un fortissimo acquazzone ma, per non perdermi il paesaggio, decisi di non entrare a ripararmi. Sono arrivata dall’altro lato inzuppata come un pulcino! Molto emozionante è stato rinnovare le promesse battesimali alla sorgente del fiume Giordano. Luogo silenzioso offre ai visitatori cascatelle e verdi cespugli…magico!
Nel mese di Maggio, durante la mia visita, ho trovato ogni luogo fiorito, con tante e diverse qualità di fiori colorati che abbellivano ancora di più il tutto.


I paesaggi cambiavano in continuazione, si passava da vegetazioni abbondanti a deserti, da rocce a campi coltivati. La Cisgiordania, in particolare, ha un outback desertico e ospita parte del famosissimo Mar Morto. Le sue acque sono oleose ed è veritiero che si sta a galla senza saper nuotare. Uno dei siti più conosciuti e visitati in questo Stato è quello di Qumran, vicino a Gerico.

Qumran
Qumran

E’ diventato famoso per la scoperta delle Sacre Scritture. Numerosi infatti sono stati i ritrovamenti dei testi di traduzioni apocrife ed alcuni sono appesi e visibili al passaggio.
Ai piedi di questo sito vi sono delle rovine considerate resti di una fortificazione romana. Tutta questa parte è munita di pedane in legno e di varie rampe, rendendola accessibile anche in sedia a rotelle senza bisogno di aiuto. Da una collinetta è possibile vedere il Mar Morto a occhio nudo e anche le coste della Giordania.
Passando da Gerico è impossibile non comprare dei pompelmi…sono enormi e gustosissimi!

Qumran
Qumra

A volte capita di vedere posti che pare aver già visto in altre parti del mondo.
Per me è stato così passando attraverso il deserto di Giuda. Zona arida e quasi completamente disabitata rifugiò Gesù durante i 40 giorni. Si consiglia di portare con sé dell’acqua.
E’ molto simile alla Dead Valley del Nevada. Alcune foto scattate sembrano confondere le due attrazioni. Questo deserto ospita anche alcuni accampamenti beduini, interessanti da visitare. In una parte invece sorge il Monastero di San Giorgio, situato a strapiombo su un canyon.

Natività
Natività

Arrivare a Betlemme è stato come vedere un presepio vivente. La sera specialmente, non si potevano non notare le luci delle tante case poste se delle collinette sparse qua e là.
Ho trovato molto povera la Palestina rispetto agli altri Stati visitati e ancora diversi sono i pastori che la abitano. Tra le diverse cose meravigliose spicca la Basilica e la Grotta della Natività.
Quest’ultima con la mangiatoia di fianco fa rivivere il momento della nascita di Gesù.
Dopo averla visitata abbiamo pranzato a Casa Nova, convitto francescano.
Col gruppo abbiamo simulato il giorno di Natale, pranzando tutti insieme e scambiandoci dei regali.
Non mi sembrava vero di vivere esperienze così toccanti!
Non tralascio di scrivere riguardo tutti gli altri luoghi perché meno belli, emozionanti o importanti, ma non basterebbero 20/30 fogli di Word per farlo. Aggiungo numerose foto, in questo modo è possibile capire maggiormente tutto il percorso con i siti visitati.
La ciliegina sulla torta di questo tour è stata senza dubbio Gerusalemme, capitale dello stato di Israele. E’ una meta mistica, culturale, particolare e dai mille aspetti.

Muro del pianto
Muro del pianto

Le sensazioni crescono sempre di più alla visita di ogni cosa: dal muro del pianto all’orto del Getzemani, al Monte degli Olivi al Cenacolo, dalla Spianata del tempio con la sua Moschea di Omar alla via Crucis. E’ stato davvero parecchio complicato per me partecipare a tutte le Stazioni della via Crucis in quanto le strade sono tutte in salita e tutte formate da gradini.
D’altro canto è imperdibile proprio per la sua importanza e il suo valore. Qui, più che in ogni luogo, ho avuto bisogno di numerosi aiutanti che si sono dati il cambio per permettermi di arrivare in cima.

Sono riuscita così a visitare anche la Basilica della Resurrezione che ospita il Santo Sepolcro.
Questo luogo mi ha dato le emozioni più forti di tutto il viaggio. Entrando ho sentito profumo di fiori e sono uscita stordita, come se la mia mente si fosse azzerata.

Come avrete intuito, le emozioni non mancano. Vi resta solo di partire e di condividere con me le vostre sensazioni al vostro ritorno…