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Si avvita la crisi delle Maldive. Paesi sconsigliano i viaggi per turismo

Febbraio 2018

Si fa sempre più grave la crisi politica nella Maldive, con pesanti ripercussioni sul turismo, vero motore economico del Paese dell’Oceano Indiano. Diversi Paesi stanno sconsigliando ai loro cittadini di trascorrere le vacanze nel paradiso terrestre piombato nel caos in seguito allo scontro tra il presidente Abdulla Yameen, che ha dichiarato lo stato di emergenza, e la Corte suprema pronta a chiederne l’arresto. Pesano soprattutto gli avvertimenti di India e Cina, principale bacino di turisti per le Maldive, che hanno consigliato ai loro vacanzieri di non visitare l’arcipelago tropicale. Anche la Francia e altre nazioni europee hanno sconsigliato i viaggi non essenziali. Gli Stati Uniti hanno invece suggerito cautela, avvertendo di ulteriori proteste nei prossimi giorni nella capitale Male “in risposta agli sviluppi politici emergenti”. “Evitare le aree di dimostrazioni e fare attenzione se ci si trova in prossimità di grandi raduni, proteste o manifestazioni”, ha scritto l’ambasciata Usa a Colombo nel suo consiglio di viaggio aggiornato oggi.

Gli ultimi sviluppi non fanno presagire miglioramenti in tempi rapidi. Il presidente della Corte Suprema delle Maldive e un altro giudice di alto rango sono stati arrestati martedì durante un raid della polizia all’alba, nell’ottica di un giro di vite del presidente Yameen che ha decretato lo stato emergenza. L’arresto da parte di unità pesantemente armate di Adbulla Saeed e di un altro giudice della Corte Suprema nell’arcipelago dell’Oceano Indiano aggrava il caos politico in cui il Paese è precipitato dalla fine della scorsa settimana.

Il presidente Yameen ha deciso di intensificare la repressione attuata negli ultimi anni contro i suoi oppositori, nonostante le proteste e le pressioni internazionali, offuscando l’immagine di questa meta del turismo di lusso.

Il governo ha lanciato una serie di operazioni di polizia per mantenere il controllo della situazione dopo aver rifiutato di rilasciare prigionieri politici, come ordinato alla Corte Suprema giovedì, e ha dichiarato il regime di eccezione per un periodo di quindici giorni.

Le autorità hanno denunciato accuse di corruzione contro i due giudici della Corte suprema e un capo amministrativo dell’istituzione, anch’egli arrestato. Centinaia di manifestanti riuniti davanti all’edificio sono stati dispersi con i gas lacrimogeni.

Gli arresti arrivano all’indomani di quello dell’ex presidente delle Maldive – che è anche il fratellastro di Abdulla Yameen – Maumoon Abdul Gayoom. Quest’ultimo aveva guidato il Paese con il pugno di ferro per 30 anni, fino alle prime elezioni democratiche del 2008, ma recentemente si è trasferito nel campo dell’opposizione. “Non ho fatto nulla per essere fermato”, ha detto Gayoom in un messaggio video postato su Twitter ai suoi sostenitori poco prima del suo arresto. “Vi chiedo di rimanere fermi e determinati, e non abbandoneremo il lavoro di riforma che stiamo facendo”, ha aggiunto.

Il Dipartimento di Stato Usa ha espresso preoccupazione per lo stato d’emergenza proclamato nelle Maldive, sottolineando che questa misura concede ampi poteri alle forze di sicurezza, impone restrizioni ai viaggi e sospende parte della Costituzione del Paese. Al contempo gli Stati Uniti plaudono alla decisione della Corte Suprema delle Maldive di rilasciare i prigionieri politici e reintegrare i membri eletti del Parlamento. Per il Dipartimento di Stato americano è un “imperativo” l’attuazione della sentenza della Corte. Un messaggio rivolto al “presidente delle Maldive, al governo e ai servizi di sicurezza. Gli Stati Uniti sono inoltre a favore della libertà di espressione per tutti gli abitanti delle Maldive e chiedono al governo il rispetto di questa libertà fondamentale”, si legge ancora nella nota del Dipartimento di Stato.

Articolo preso dal sito www.huffingtonpost.it

I CLUSTER DELL’EXPO

Grande novità di questo Expo 2015 sono i Cluster. Trattasi di padiglioni collettivi che raggruppano alcuni Paesi che partecipano senza averne uno proprio. Sono riuniti secondo criteri di identità e filiere alimentari.

Sono nove i temi dei cluster:

RISO, abbondanza e sicurezza

CACAO E CIOCCOLATO, il cibo degli Dei

CAFFE’, l’energia delle idee

FRUTTA E LEGUMI 

IL MONDO DELLE SPEZIE

CEREALI E TUBERI, vecchie e nuove colture

BIO-MEDITERRANEO, salute, bellezza e armonia

ISOLE, MARE E CIBO

L’AGRICOLTURA E L’ALIMENTAZIONE DELLE ZONE ARIDE

Situato sul Decumano, tra il padiglione Argentina e il cluster delle spezie vi è quello della frutta e legumi dove ho visitato due Paesi appartenenti a questo tema. Numerose aiuole sono state posizionate all’esterno per mostrare le variegate raccolte di ortaggi e frutta. Non vi sono punti di ristoro.

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L’Uzbekistan si trova nel centro di 5 mercati più dinamici e crescenti del mondo, quali i mercati del CIS, dell’Asia del sud, del Prossimo Oriente, dell’Europa Centrale e dell’Est. Oggi mantiene i rapporti con 140 nazioni al mondo. Il concetto di questo sito espositivo è quello di provare a portare il sole delle sue lunghe estati che fa maturare i prodotti della sua terra. Varie sono le descrizioni della cucina e dei prodotti ortofrutticoli. Per disabili: totalmente pianeggiante.

IMG_8690-001La lacrima dell’India è famosa nel mondo per l’ospitalità, i beni culturali e quelli ambientali. In esposizione le pietre, il e naturalmente le sue spezie. In un angolo del sito vi è una piccola parte dedicata ai viaggi e ai tour per quest’isola verde immersa nell’Oceano Indiano. Lo scopo della partecipazione all’expo è quella di far provare interesse ai visitatori riguardo le tradizioni, gli aromi e le proprietà medicinali che vengono ricavate dall’isola. per disabili: totalmente pianeggiante.

CURIOSITA’: QUALI SONO LE ISOLE PIU’ BELLE AL MONDO?

Molte persone amano rilassarsi su isole paradisiache che offrono panorami da cartolina, mare cristallino e spiagge borotalco. Ma non solo… Altri preferiscono scenari selvaggi e luoghi da scoprire.

Quali sono le isole più belle al mondo? Un sondaggio ha stillato le prime dodici in classifica. Alcune sono raggiungibili facilmente tramite voli aerei o barche, altre sono in posizioni più difficoltose ma, nonostante questo, vale la pena di faticare per arrivarci.

1 ARUBA, MAR DEI CARAIBI (PAESI BASSI)aruba

Situata al nord del Venezuela, nel Mar dei Caraibi, al contrario di molte altre isole caraibiche ha poca vegetazione e clima secco. Proprio queste caratteristiche hanno favorito lo sviluppo del turismo. Aruba conquista, tra gli altri aspetti, proprio per il suo clima perfetto. Con Curacao e Bonaire fa parte delle Antille Olandesi.

2 BALI, INDONESIAbali

Se andate sull’isola di Bali dovete sapere che ci sono alcuni luoghi assolutamente sacri. La calma e la serenità regnano sovrane. Paradiso amato da visitatori e turisti che giungono da tutto il mondo, è incastonato sulle acque dell’Oceano Indiano a pochi km dalla costa di un’altra isola, quella di Giava.

3 BARBADOS, MAR DEI CARAIBIbarbados

Barbados vanta 60 spiagge che formano 110 km di costa offrendo scenari incontaminati e naturali. Appartiene alle Piccole Antille ed è situata sul confine tra il Mar dei Caraibi e l‘Oceano Atlantico. Romanticismo e avventura si fondono nell’aria in questa lussuriosa isola delle Indie Occidentali dei Caraibi.

4 HAVELOCK ISLAND, ISOLE ANDAMANE havelock

Lagune che hanno colori di un acquario davanti alla barriera corallina dove “vive” la spiaggia più bella dell’Asia. Situata nel Golfo del Bengala, tra India, Birmania e Thailandia. Qui il vero lusso è poter fare a meno di tutto!

 

5 CAPRI, ITALIAcapri

Isola del Golfo di Napoli situata di fronte alla penisola sorrentina. Di origine calcarea, Capri è l’isola mediterranea che ha visto transitare nel tempo intellettuali, artisti e scrittori, tutti rapiti dalla sua magica bellezza. Ospita inoltre i famosissimi Faraglioni che hanno dato vita al Mito di Capri.

6 WHITSUNDAY ISLAND. AUSTRALIAwhitsunday

Le Whitsunday islands sono un insieme di isole continentali di varie dimensioni situate al largo della costa centrale del Queensland, a circa 900 km a nord di Brisbane. Le coste sono frastagliate e le acque sono facilmente distinguibili dalle barriere coralline e dagli incantevoli tratti del mare cristallino.

7 ISOLA DI PASQUA, CILEisola di pasqua

In lingua nativa Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”, è immersa nell‘Oceano Pacifico e si trova al largo delle coste del Cile. Il suo nome è dovuto al fatto che l’isola è stata scoperta il giorno di Pasqua del 1722 dall’esploratore olandese Jacob Roggeveen. Sparsi lungo l’intero territorio ci sono le statue moai, enormi busti monolitici.

8 ISOLA REUNION, ISOLE MASCARENE reunion

La Réunion è un’isola dell’arcipelago delle isole Mascarene che si trova nell‘Oceano Indiano. Non lontana dal Madagascar e dalla repubblica di Mauritius, amministrativamente costituisce sia una regione che un dipartimento d’oltremare della Francia. Essendo posizionata appena sotto il tropico del Capricorno regna una perenne estate.

9 LORD HOWE ISLAND, AUSTRALIAlord howe

Inclusa nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco ha bellezze e biodiversità uniche al mondo. E’ una piccola isola dell’Oceano Pacifico situata a 600 km a est dell’Australia. Un vero paradiso naturale!

10 IHURO ISLAND, MALDIVEihuro island

Ihuro è un’isola incantevole, raffigurazione perfetta delle Maldive, quella che nel nostro immaginario rappresenta l’icona perfetta dell’arcipelago. Di forma circolare è ricca di verde vegetazione, ospita candide spiagge ed è posizionata nell’atollo di Malè Nord, a soli 20 minuti di motoscafo dalla capitale.

11 SANTORINI, GRECIAsantorini

E l’isola più carismatica delle Cicladi, con le sue case bianche che, con le porte e le finestre blu formano un anfiteatro riflettendo la terra nera bruciata dall’isola stessa. Indimenticabili le foto di Santorini con vista sul tramonto.

12 ZANZIBAR, TANZANIAzanzibar

L’Oceano Indiano bagna l’isola di Zanzibar fondendo il blu profondo delle sue acque con le bianche spiagge.  E’ una parte della repubblica della Tanzania e il suo nome deriva dal persiano ZANI che significherebbe “Terra dei Neri”. E’ uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili.

 

 

 

 

MALDIVE

Maldive, Malé Sud                 Maggio 2003                        (viaggio di due settimane)

Ora non riuscirei più a stare ferma due settimane consecutive al mare ma, durante questo viaggio fatto più di dieci anni fa, vi assicuro che non mi annoiai. Probabilmente perché sapevo a quello a cui andavo incontro. Chi prenota una vacanza in uno dei tanti atolli che formano queste isole deve essere un’ amante del mare, del sole e anche del relax. E deve sapere che ci si può spostare solo in barca senza avere modo di visitare molto.

Atterrai a Malé, una delle capitali più piccole al mondo dove vi è l’aeroporto, o meglio un’unica pista di atterraggio circondata dall’Oceano Indiano. Da qui partono aliscafi e idrovolanti che portano i turisti sugli isolotti dove hanno scelto di trascorrere le loro vacanze. Io soggiornai al Club Rannalhi, distante 45 minuti di motoscafo. All’arrivo, dalla barca, si è potuto vedere l’isolotto per intero e, mano a mano che ci si avvicinava si scopriva tutta la sua  vegetazione rigogliosa.

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Non decisi di stare in questo resort solamente per la sua bellezza, ma lo scelsi anche per le accessibilità riguardo ai disabili. Il Rannalhi ha camere adatte per le sedie a rotelle, con bagni e docce adeguati. Il mio bungalow era immerso nella foresta ma con l’accesso diretto al mare. E che mare! L’entrata alla camera da letto era facilitata da una piccola rampa, mentre per girare l’isola, che è interamente di sabbia, c’era una carrozzina speciale messa a disposizione dal resort. Mi pare si chiami JOB e, date le sue grosse ruote, aiuta a muoversi sulla sabbia senza problemi. Inoltre è possibile entrare in acqua con tutta la sedia. Davvero utile a noi disabili! Una lunga rampa era posizionata anche per salire al ristorante che si trovava sopra delle palafitte di legno. Non ho incontrato nessuna difficoltà sull’isola, al contrario quasi tutte le sere, al tramonto, amavo fare il giro di tutto l’isolotto per terminare al bar posizionato direttamente sull’Oceano. Verso le 18, proprio mentre assaporavo l’aperitivo, vedevo volare dei pipistrelli volpe sopra la mia testa. Pare siano ospiti giornalieri ma non si avvicinano e non procurano danni. Non posso dire la stessa cosa delle gazze ladre che, al mattino, schernivano i turisti rubandogli le torte e i dolcetti dai tavolini. Stare in mezzo alla natura è bello, bisogna però imparare a convivere anche con i suoi abitanti. Fuori dal bungalow trovavo spessi gechi che si arrampicavano lungo le pareti. Mi facevano sorridere, anche perché sembra che il fatto di vederli sia di buon auspicio.

Il Club Rannalhi è formato da lingue di sabbia e da calette, mentre la spiaggia più grande di tutta l’isola era adibita a campo da volleyball e per altri giochi di squadra. Ricordo il dispiacere delle ragazze in viaggio di nozze che venivano lasciate sole al tramonto dai loro neo sposi che preferivano andare a fare una partita con gli amici. Per quanto riguarda le sistemazioni, oltre ai bungalow, vi sono le camere over water, posizionate sull’acqua con parte del pavimento di vetro per la vista dei pesci. Spettacolari! Per gli amanti della barriera corallina c’è da sbizzarrirsi. Il centro diving del resort organizzava uscite subacquee ogni giorno, ma anche per chi si limita a fare snorkeling lo scenario è meraviglioso! Le varie specie di pesci colorati si vedono anche a occhio nudo solamente stando sulla passerella dell’attracco delle barche.img085

Fate attenzione al sole che scotta veramente tanto! Munitevi di crema solare al alta protezione, cappello e maglietta se siete bianchi bianchi. Oltre alle immersioni, al mare cristallino, alla sabbia borotalco e al sole caldo, alle Maldive si può pescare. A giorni prefissati si esce in barca ed il pesce pescato viene cucinato al ristorante del Rannalhi e servito ai loro proprietari. La pesca non è soltanto diurna ma vengono organizzate anche uscite notturne.img086

Con una imbarcazione tipica maldiviana chiamata Dhoni andai in escursione sull’isola di Maafushi. E’ abitata unicamente da pescatori e dalle loro famiglie che ci hanno accolti con molta benevolenza. Appena scesa dalla barca mi attendeva un ragazzo maldiviano che mi accompagnò per tutta l’isola facendomi da assistente. Solamente da questo fatto compresi che questa popolazione è molto accogliente e cordiale. Visitammo il centro con i suoi negozietti per comprare ciabattine di legno, parei e souvenir. Proseguimmo entrando nella casa di un pescatore dove la moglie era ansiosa di accoglierci per farci assaggiare dolcetti fatti in casa. La guida ci fece notare che la casa tipica del pescatore è formata da coralli. Poco distante da qui vi è la scuola e una moschea dove non ci fu permessa l’entrata così mi limitai a curiosare dalla porta principale. Durante questa giornata trascorsa con la gente del posto imparai diverse usanze e tradizioni. Per questo consiglio questa gita a tutti quelli che vanno alle Maldive. Oltre ai bellissimi resort c’è un mondo a parte che merita di essere conosciuto. Qualche anno dopo venni a sapere che, proprio sull’isola di Maafishi, i maldiviani hanno aperto delle Guest House per accogliere ed ospitare i turisti. Bisogna solo  avere delle accortezze come per esempio non bere alcolici e non girovagare in costume da bagno.  Ma credo che per un giorno si possa evitare tutto ciò.

La sera rientrai al Rannalhi più che soddisfatta. Ma dovetti sbrigarmi. La serata pareo ci attendeva al ristorante! Ogni ospite del resort doveva indossare un pareo per la cena tipica maldiviana. Veramente divertente! Il cibo maldiviano è un pò troppo piccante e speziato per i miei gusti, mentre durante il resto del soggiorno fu ottimo con piatti che variavano tra carne, pesce e gustosi primi. Dopo cena ci si ritrovava al bar con la terrazza sull’Oceano da dove vedevamo uscire dall’acqua dei piccoli granchi che si rincorrevano sulla sabbia. Le mie preferite però rimangono le iguanine che attraversavano il cammino durante il nostro passaggio.

Non posso dimenticarmi di scrivere che nel resort vi era anche un piccolo centro massaggi, dove quelli ayurvedici andavano per la maggiore. L’ultima sera trovammo il tavolo apparecchiato in maniera singolare… era il loro modo per salutarci!img104

Cosa desiderare di più?

ZANZIBAR

Febbraio 2007                                ZANZIBAR               (viaggio di nove gg)

L’isola di Zanzibar, facente parte della Repubblica Unita della Tanzania e bagnata dall’Oceano Indiano, unisce il blu profondo delle sue acque a bianche spiagge ricche di vegetazione. Una delle parti più divertenti del viaggio è l’aeroporto dell’isola. Piccolino, con una minuscola tettoia che ripara dall’eventuale pioggia, senza aria condizionata, senza nastro per i bagagli e con la dogana da superare dopo lunghe code. Da questa mia descrizione sembrerebbe un’incubo, invece per me è stata un’esperienza nuova che mi ha fatto sorridere. Le valigie vengono sistemate su un bancone e il personale legge a voce alta il nome del proprietario. Può capitare che ti aprono il bagaglio lasciandoti proseguire il viaggio previo mancia. A me è successo al ritorno ed ho dovuto regalare una pashmina alla donna controllore perché mi lasciasse andare. Nei paesi poveri queste cose, purtroppo, accadono frequentemente. Il tragitto al pulmino che porta al villaggio non è facile dato che si viene attorniati da ragazzi locali che propongono l’acquisto di oggetti vari, ma questo è il primo contatto con la vera realtà di Zanzibar. Dal finestrino del pullman ci si accorge della povertà che regna sovrana sull’isola. Capanne adibite ad abitazioni, bambini che giocano per la strada e donne che portano anfore piene d’acqua sulla loro testa. Purtroppo l’acqua è un elemento mancante per loro, che la considero molto importante, fonte principale per cucinare e anche per lavarsi. Oltre alla mancanza di acqua sono privi di elettricità, quindi la sera sono costretti a vivere al buio. Non ero mai stata in Africa ma la prima impressione è stata proprio quella di trovarmi all’interno di un documentario visto in televisione riguardante il continente nero.tanzania_9qwdt.T0

Completamente l’opposto sono i numerosi villaggi turistici posizionati su spiagge borotalco che offrono ogni comfort possibile ed immaginabile. Scelsi di soggiornare nella parte sud-est dell’isola, al Karafuu Beach Resort, proprio di fronte alla barriera corallina. Durante la bassa marea, è possibile raggiungere a piedi una piscina naturale ed avvicinarsi alla barriera. Dalla spiaggia vi è una passerella di legno, percorribile anche i sedia a rotelle, da dove ci si può immergere. Fortemente consigliato il ristorante di pesce a pagamento, dove mangiai delle freschissime aragoste.

Il Karafuu Beach Resort ospita disabili essendo tutto posizionato su una superficie piana ed avendo come camere dei bunglaw di 65 mq con letti a baldacchino, bagni enormi e sono munite inoltre di cabine armadio. Non ho incontrato nessuna difficoltà in sedia a rotelle, tranne che per uno o due gradini per l’accesso alla piscina. Questo villaggio è completamente sorvegliato dai Masai, che evitano l’avvicinarsi di estranei sia durante il giorno ma soprattutto la notte. Difficile interagire con loro dato che non parlano inglese ma solo lo swahili. Invece il personale africano che lavora all’interno della struttura spiaccica anche qualche parola di italiano. Per me fu piacevole  imparare delle parole in swahili come Jambo (ciao), hakuna matata ( non c’è problema) e pole pole (con calma, piano piano). Quest’ultima veniva spesso usata dagli zanzibarini che sono abituati a svolgere le loro mansioni senza nessuna fretta. Sono persone straordinarie di una gentilezza e simpatia che non incontri dappertutto. Una sera prenotai una tipica cena Masai un un piccolo villaggio vicino al mio resort. Tavoli di legno erano apparecchiati all’aperto, sopra di noi il cielo buio e stellato, sotto una tenda i Masai cucinavano carni e verdure… esperienza fantastica!

cena Masai
cena Masai

Per tutti coloro volessero interagire con questa popolazione ed immergersi nel completo clima africano consiglio di partecipare ad una serata di questo tipo. Si possono prenotare direttamente dal villaggio turistico.

Quando vado in un posto mi piace girare in continuazione per vedere il più possibile. Questo è viaggiare, scoprire nuove culture e imparare usi e costumi. Desidero tornare a casa con il mio bagaglio arricchito. Purtroppo durante questo viaggio non mi sono mossa spesso dal villaggio dato che era un periodo molto triste e particolare della mia vita e non avevo lo spirito giusto. Ma le persone che vengono a Zanzibar, oltre ad avere la possibilità di girare numerose spiagge e baie, possono anche visitare Stone Town, ovvero la parte vecchia della capitale, il Mnarani Marine Turtle Conservation Pond, laguna naturale dove dei pescatori assistono con cura le tartarughe, la Casa delle Meraviglie, un tempo palazzo del sultano e la Foresta di Jozani dove si va principalmente per vedere una specie di scimmia chiamata colobo rosso di Kirk che vive solo sull’isola. Ci si deve inoltre addentrare nei vari mercati con le loro bancarelle colorate che vendono ogni tipo di oggetto di artigianato. Io comprai delle statue Masai ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Anche collane ed orecchini in legno sono molto carini e particolari.

Portate delle magliette, matite e quaderni da regalare ai ragazzini, saranno felicissimi.

Ultimo, non certo per importanza, non dimenticate di bere almeno uno zanzibarino, tipico cocktail locale a base di frutta poco alcolico.

LIKIZO NZUR!

ZANZIBAR

 

BALI

Aprile 2012 BALI (viaggio di 13 gg)

Come mio primo viaggio in Oriente, su suggerimento della mia agente di viaggi, ho scelto di andare nell’isola più famosa dell’arcipelago indonesiano: Bali.
Facente parte delle isole della Sonda, soprannominata anche “isola degli Dei”, Bali è un paradiso che affascina tutti i suoi visitatori. E’ il luogo perfetto per chi desidera una vacanza all’insegna del mare, del sole, del relax, del divertimento, ma anche per chi vuole visitare e conoscere differenti culture. La temperatura media annuale è di 30 gradi, ma è consigliabile visitarla nei mesi che vanno da Aprile ed Ottobre per evitare le forti e lunghe piogge.

Tempio di Mengwi
Tempio di Mengwi

L’oriente, a differenza delle Americhe e dell’Australia, presenta più barriere architettoniche e per un disabile non sempre è facile muoversi, specialmente da solo. Al contrario, secondo la mia opinione, quello che ti lascia dentro l’oriente, rispetto all’occidente, è davvero magico! Accantonando le varie bellezze paesaggistiche che se ne trovano di differenti e di particolari in ogni parte del mondo, la spiritualità che si trova in questi paesi si avvicina al misticismo. Come in India, anche qui ho prenotato da casa una persona del posto che mi ha aiutata a superare tutte le difficoltà. Ho trovato estremamente gentili i balinesi, non facevo in tempo a chiedere che mi venivano in aiuto. Col mio assistente, con una guida parlante italiano e con l’autista del pulmino abbiamo iniziato il nostro tour dell’isola.


Di diverso tipo sono i templi, grande novità per me non essendo mai stata in Asia in passato.
Difficile giudicare quale sia il più bello o il più maestoso, ma il mio preferito in assoluto è stato il Tanah Lot. Affacciato sull’Oceano Indiano, è uno spettacolo per i suoi visitatori che lo ammirano soprattutto al tramonto. Il terreno circostante è molto sconnesso e non è facile da raggiungere in sedia a rotelle. Ma tramite una rampa che raggiunge una piccola terrazza lo si può vedere in tutto il suo splendore dall’alto.


Numerose nell’isola sono le terrazze di riso, visibili in diverse zone. Questi terreni vengono chiamati le “scalinate che portano agli Dei” e le ho potute osservare da vicino pranzando in un ristorante locale che si affaccia su alcune di esse.

terrazze di riso
terrazze di riso

Tra una visita e l’altra, si passa attraverso paesini dove, dal pulmino, si può ammirare la differente vegetazione dell’isola, i mercati lungo le strade e le case con i loro tempietti. Ogni abitazione è infatti munita di un tempio privato per pregare. In tutta Bali ci sono, in questo modo, più templi che case. A proposito di case, la guida ce ne ha fatta visitare una tipica balinese.
E’ un’abitazione fatta di pietra con tetti di paglia dove tutt’ora alcune persone locali ci vivono.
Non ha un unico corpo ma è suddivisa in diverse stanze tutte separate tra loro. L’ingresso, la cucina, la camera dei genitori, quella dei figli, il pozzo, il tempietto e il giardino. Strane alcune loro usanze, come quella di sotterrare la placenta dei figli fuori dalla loro stanza . Visitando la cucina noto che la moglie stava preparando delle offerte coi fiori da donare di fronte ai templi. Usanza tipica locale induista.

casa tipica balinese
casa tipica balinese

Mi piace molto mescolarmi con le persone del posto conoscendo i loro usi e costumi. Per me il viaggio deve soprattutto essere questo.
Ho visitato in lungo e in largo quest’isola da sogno arrivando, talvolta con fatica, in quasi tutti i luoghi.
Ma quello che più ricordo con gioia di questo viaggio è stata la gentilezza delle persone, i saluti con i loro inchini, la loro semplicità nel modo di vivere e la devozione alla religione induista.
Mi sento fortunata nell’aver potuto assistere, tre o quattro volte, ai cortei delle cerimonie funebri che incontravo lungo il tragitto. Le strade restavano bloccate così come noi che, dal nostro van, cercavamo, con molta curiosità, di non perdere nessun movimento.
Una bara fasciata di bianco e posta in alto a un carretto apriva il corteo diretto alla cremazione.
Ad ogni rotonda che si incontrava, facevano girare la bara più volte, in modo che l’anima perdesse la via di casa ed entrasse nella vita successiva senza ricordare nulla di quella precedente.
Gli uomini suonavano tamburi, le donne cantavano accompagnate dalla musica e tutto questo spettacolo non ricordava certo una festa d’addio.
Le spezie sono sicuramente l’elemento che accomuna tutte le zone dell’isola.
Per insaporire piatti gustosissimi vengono utilizzati zenzero, curry, zafferano, peperoncino, basilico, aglio etc. etc.


Ho mangiato diversi piatti tipici locali, tra i più famosi ci sono i Bakmi goreng, spaghettini fritti con verdure e il Nasi goreng, riso fritto con pezzettini di carne fritta, gamberetti e uova.
Non mi è mancata la cucina italiana e non mi sono stancata di quella balinese.
Mi è anche capitato di comprare del pesce fresco al mercato di Jimbaran, piccolo villaggio di pescatori sul mare, per poi farmelo cucinare al momento e gustarlo sulla spiaggia.74 78 79
Bali è molto rinomata anche per lo shopping: oltre alle spezie menzionate qui sopra, si trovano oli profumatissimi per massaggi, creme, saponi e bagni schiuma, borse, ciabattine di perline e batik di diversi tipi e colore. Con questi ultimi si possono far confezionare vestiti su misura nel giro di 48 ore.
Se ne trovano tantissimi nei mercati caratteristici all’aperto o nei vari negozi di stoffe. Non vi sono spiagge e mare caraibici sull’isola, anche se ho trovato località balneari molto carine.
Andando controcorrente rispetto a quello che si dice o che si scrive, mi è piaciuta molto Kuta. Diventata un pò troppo turistica negli ultimi anni, offre mare piuttosto bello, spiaggia larga, negozi, numerosi ristoranti e bar. Patria per surfisti, la animano popolando cosi la spiaggia con le loro tavole colorate col loro stile hippie.


Non ho introdotto ogni singolo posto visitato preferendo scrivere qualche curiosità, sensazione ed emozione.

Commentate e condividete le vostre qui sotto…potrebbero essermi utile nel ricordare particolari di viaggio…