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CUENCA, LA CITTA’ DELL’ECUADOR RINOMATA PER IL CAPPELLO PANAMA

Febbraio 2019

ITINERARIO: Midad del Mundo, Otavalo, Quito, Laguna di Quilotoa, Parque National Cajas, Cuenca, Guayaquil, isole Galapagos

Dalla Laguna di Quilotoa ho raggiunto Cuenca attraversando il Parque National El Cajas, distante 35 km dalla famosa cittadina ecuatoriana. E’ situato a 4000 metri sul livello del mare, il suo paesaggio è simile a quello della steppa asiatica e il suo pàramo andino è considerato uno degli ecosistemi più particolari del Paese. Il paesaggio è molto affascinante con colori che variano dal verde al beige fino alle sfumature più tenui del grigio. Nonostante l’aspetto arido del parco c’è una grande abbondanza di acqua, dovuta alle pioggerelline frequenti, che si raccoglie in splendide lagune chiamate “cajas“. Lungo il percorso mi sono fermata a fotografare i lama, famosi camelidi originari del Sudamerica, che giravano indisturbati tra le lagune e lungo la strada. Se siete in auto fate attenzione a non investirli mentre attraversano la strada davanti a voi!

Cuenca sorge a 2500 metri s.l.m. ed il suo centro storico, dal tipico aspetto coloniale e ancora ben conservato, è stato inserito nei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. E’ ricco di chiese, edifici storici e musei, anche se una delle cose più piacevoli da fare a Cuenca è passeggiare nelle viuzze acciottolate, sedersi in una delle tante piazze e rilassarsi. Dal mio hotel in pochi minuti raggiungo la piazza principale, Parque Calderon, dominata dalla Cattedrale dell’Immacolata Concezione conosciuta anche con il nome di “cattedrale nuova”. Le sue enormi cupole di colore azzurro risaltano rispetto ai mattoni dell’edificio. Non vi è la rampa d’accesso per le sedie e rotelle, ma solo gradini. Al suo esterno c’erano due guardie ecuadoriane che si sono offerte di alzarmi di peso e di farmi visitare la chiesa internamente. Sul lato opposto sorge quella che era la vecchia cattedrale, El Sagrario. Di colore bianca fu costruita nel 1557 durante la fondazione della città. Ora l’edificio ospita un museo di arte sacra e una sala concerti ma io l’ho trovata chiusa. Nella piazza ci sono spesso bancarelle di libri usati o altri banchetti con oggetti d’antiquariato.

cattedrale nuova

A soli due isolati dalla cattedrale si trova un’altra bellissima iglesia, quella di San Francisco. Dall’entrata principale della cattedrale nuova bisogna girare l’angolo subito a destra e poi a sinistra alla prima traversa. La chiesa cattolica di San Francisco, in stile neoclassico con la torre in stile barocco si affaccia sull’omonima piazza dove spicca in rosso la scritta “Cuenca”. Tutt’attorno vi sono negozietti e bancarelle di souvenirs. Sia la chiesa che la piazza sono accessibili in sedia a rotelle. L’altare della chiesa è ricoperto di foglie d’oro.

le cupole blu della cattedrale nuova

Proseguendo sul lato sinistro si giunge ad un’altra incantevole piccola piazza dove svetta bianca la chiesa di San Sebastian, accessibile in sedia a rotelle. E’ una delle chiese più antiche della città e nella piazzetta in antichità si svolgevano le corride dei tori. A pochi passi da qui si trova il Museo di Arte Moderna.

San Sebastian

In pochi sanno che il famoso cappello Panama, che prende il nome dalla cittadina del centro America, in realtà è commercializzato a Cuenca. Viene prodotto a Montecristi, vicino a Cuenca, ma porta il nome della città di Panama perché per secoli è stata il suo principale scalo commerciale. Simbolo del caldo e dei Tropici è nato come copricapo per ripararsi dal sole cocente per poi essere reso immortale dallo scrittore Hernest Hemingway. Nel 2012 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Cuenca ha dedicato un vero a proprio quartiere a questo cappello: El vado. Quest’ultimo ha caratteristiche bohémienne con gallerie d’arte, piccoli caffè e botteghe artigianali che riparano o vendono il Panama. Questa zona, a mio avviso, non è tenuta benissimo e non sempre si trovano rampe per salire e scendere dai marciapiedi.

El Vado

Se volete acquistare il Panama, o semplicemente conoscere la sua storia o come viene assemblato vi consiglio vivamente una visita guidata alla fabbrica di Homero Ortega. Questo famosissimo laboratorio artigianale mette a disposizione gratuitamente del personale che ti segue durante la visita spiegandoti tutto, dal materiale usato, alla tintura dei colori fino alle variegate forme che gli vengono date. Alla fine del giro è d’obbligo acquistare almeno un cappello… Peccato non avere molto spazio in valigia, mi sarei persa lì dentro! La struttura viene resa totalmente accessibile in sedia a rotelle tramite delle rampe mobili che vengono posizionate sopra i gradini al momento della visita. La fabbrica non si trova nel centro di Cuenca ma leggermente in periferia.

da Homero Ortega

Dal quartiere El Vado mi spingo verso l’ultima tappa di questa graziosa cittadina. Scendo il marciapiede fino ad arrivare al Rio Tomebamba, il fiume che scorre nel centro città contornato dagli edifici coloniali. Il suo “paseo” non mi ha entusiasmata molto, tra l’altro il percorso è in parte sterrato ed in parte acciottolato con salite e discese piuttosto ripide…

Cuenca è un vero gioiello coloniale dell’Ecuador… Vivace e attiva mi ha affascinata moltissimo!

 

 

 

 

IN SICILIA NEI LUOGHI DELLA FICTION “IL COMMISSARIO MONTALBANO”

Settembre 2018

E’ possibile effettuare il tour dei luoghi dove hanno girato la fiction “Il commissario Montalbano” in un giorno toccando ben quattro città? Certo che si, basta organizzarsi!

Ma andiamo per ordine… La città di Vigata, citata nella famosa fiction, non esiste. E’ stata creata dallo scrittore Andrea Camilleri appositamente per la serie televisiva ed è immaginaria così come la provincia di Montelusa.

Il mio tour inizia da Ragusa Ibla, uno dei due quartieri che formano il centro storico della città di Ragusa. A Piazza Duomo hanno girato alcune scene della fiction dove fa da sfondo il maestoso Duomo di San Giorgio (inaccessibile in sedia a rotelle). Da questa piazza parte il Trenino Barocco che, in 40 minuti, effettua il giro della città. Non è accessibile in carrozzina e per salire bisogna farsi prendere in braccio. Il costo del biglietto è di 5 euro ma il disabile ha la riduzione. Fare il giro col trenino è l’ideale per chi ha poco tempo a disposizione ma vuole conoscere i gioielli barocchi della città. Durante il tour una voce parlante narra tutto ciò che si visita.

Con l’auto mi sposto a Modica, molto apprezzata per il cioccolato e per la sua architettura barocca. Il centro storico è stato ricostruito dopo il devastante terremoto del 1693. La città è stata inserita nel 2002 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Riprendo il Trenino Barocco che a Modica parte dalla città bassa e conduce fino alla chiesa di San Giorgio dove Montalbano, in una scena, è fermo sulla scalinata ad attendere la sua Livia. Inoltre fuori da questa chiesa hanno girato la scena del funerale di Alberto lo Russo, un artista trovato morto in una puntata della serie. La chiesa di San Giorgio non è accessibile in sedia a rotelle. Mentre per salire e scendere dai marciapiedi della città vi sono le rampe.                                                                                                                          A Modica si trova anche la casa natale di Salvatore Quasimodo, che ho visto solo esternamente dal trenino.          Prima di lasciare la città vi consiglio di fare visita all’Antica Dolceria Bonajuto (entrata con gradino) per acquistare uno dei cioccolati più buoni d’Italia! Potete imbattervi anche nel torrone e nei biscotti artigianali che questo locale  produce dal 1880.

Sempre in auto raggiungo la terza tappa del tour: Scicli. Prima di prendere il Trenino Barocco faccio sosta davanti al Municipio della città, location utilizzata dagli autori della fiction come il commissariato di Montalbano. E’ possibile visitare gli uffici del commissario ma io mi sono dovuta accontentare di vedere gli esterni a causa dei numerosi gradini interni. Scicli, immersa nell’incanto dei Monti Iblei, sembra un presepe vivente. Visitare questa città significa immergersi nel passato tra palazzi, chiese barocche e stradine antiche ed impervie. Per la migliore granita di Scicli fermatevi all’Antico Caffè Gritti nella centralissima Piazza Busacca, non ve ne pentirete!

L’ultima tappa del mio tour di Montalbano non poteva che essere Punta Secca, dove si trova la sua “casa”.            Ma voi sapete che la “casa del commissario” utilizzata nella fiction è un bed & breakfast? Per effettuare visite guidate al suo interno bisogna contattare il sito web ma pare che ci sono parecchi mesi di attesa. E anche parecchi gradini. Ma bisogna attendere anche per scattare una foto davanti all’abitazione, dato che questo luogo è diventato meta di pellegrinaggio per molti turisti. E’ possibile raggiungere la casa di Montalbano dal lungomare di Punta Secca tramite una passeggiata che sovrasta la spiaggia.                                                                                      Mentre per raggiungere la baia di fronte dall’abitazione c’è una rampa al termine della quale vi sono due gradini. Purtroppo la spiaggia si è ritirata un pochino e ad occhio nudo lo si percepisce dato che appare molto più stretta rispetto a quella delle riprese televisive.  Alle spalle della casa svetta il famigerato faro, spesso ripreso durante i ciak della fiction. A pochi passi da qui si trova il ristorante dove il commissario consuma i suoi pranzi: Enzo a Mare. L’entrata presenta dei gradini ma il personale dispone di una rampa mobile per l’accesso delle sedie a rotelle e all’interno c’è il bagno per disabili. Il tavolo numero 6 è quello dove è solito mangiare Montalbano. Qui una foto è d’obbligo…

Il mio tour “sulle tracce del commissario Montalbano” finisce qui… Spero di esservi stata utile e di avervi catapultati per un momento nella famigerata fiction!