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Turismo accessibile, sei mete per tutti

Sono 10 milioni solo in Italia, sono i viaggiatori con esigenze speciali che scelgono di viaggiare. Turisti con disabilità che chiedono ai tour operatori destinazioni più o meno insolite: dalle spiagge incontaminate allo sci d’alta quota, dalla visita alle città d’arte agli sport estremi.

Turismo accessibile, una definizione coniata recentemente per delineare un turismo indirizzato verso viaggiatori con esigenze speciali: persone con disabilità motorie (croniche o temporanee) sensoriali, intellettive e relazionali. Secondo alcune stime in Europa si parla di circa 60 milioni (i numeri variano a seconda dei Paesi a causa dei differenti metodi di catalogazione), la metà dei quali potenziali turisti.

Ognuno di loro solitamente si muove con un accompagnatore o con la famiglia, così da far lievitare il dato fino a 100 milioni, per un indotto stimato di circa 166 miliardi di euro annui. Secondo i dati dell’istituto Doxa (luglio 2015), il mercato del turismo accessibile italiano coinvolge, oggi, 10 milioni di persone, quasi il 16,4 per cento delle famiglie in Italia. Un dato “allargato” che comprende chiunque abbia particolari esigenze in vacanza, dagli ammalati cronici agli anziani: il giro d’affari, secondo le stime, è di 27,8 miliardi di euro. Ma, sempre secondo la ricerca, generalmente le richieste di questi turisti rimangono in gran parte inevase.

Una situazione a cui il Ministero della cultura e del turismo (Mibac) sta cercando di porre rimedio attraverso la commissione per la promozione e il sostegno al turismo accessibile, di cui è presidente Flavia Coccia. “Stiamo lavorando sulla nuova classificazione delle strutture alberghiere”, spiega la presidente. “Ogni albergo per poter accedere alla classificazione da 1 a 5 stelle dovrà rispondere a 10 domande riguardanti i servizi alle persone con disabilità: gli obblighi di legge diamo per scontato che siano stati assolti”. Un’azione culturale che comprende la formazione del personale e la presa di coscienza di problematiche specifiche. “Inoltre la commissione sta stilando alcune linee guida sul turismo accessibile da inserire nel piano strategico che il Mibac dovrebbe pubblicare a luglio”.

Ma non solo sono sempre di più i tour operator che si specializzano anche in questa “fetta di mercato” proponendo destinazioni in Europa, ma anche all’estero come Stati Uniti, Canada, Brasile e tanta, tanta, Africa.

Scopri sei mete rese accessibili!

Fernando de Noronha: il paradiso non ha barriere
“Il paradiso è qui”, si dice abbia esclamato Amerigo Vespucci sbarcando per la prima volta a Fernando de Noronha. Come altro definire chilometri di spiagge dorate lambite da acque turchesi, una fitta vegetazione che si inerpica fin sopra le alture, una fauna marina che attrae appassionati da tutto il mondo? Fernando si trova a 350 chilometri da Recife, in Brasile, un puntino in mezzo all’Atlantico, così ricco di bellezza e attrattive da essere stato inserito nel 2001 nel Patrimonio dell’Umanità. Una natura tanto generosa meritava di essere salvaguardata: l’accesso sull’isola, che dà il nome anche all’arcipelago, infatti è limitato a non più di 420 persone al giorno. Non è raro vedere tra i turisti anche persone con disabilità. Sì, questo paradiso è accessibile a tutti. Lo Stato del Pernambuco ha investito ingenti risorse nel progetto Sem Barreiras per eliminare le barriere architettoniche, costruire rampe e bagni adattati, dotare le spiagge di Sueste, di Porto de Galinhas e di Boa Viagem di una sedia anfibia e di personale qualificato per facilitare l’accesso in acqua. Sono stati creati lungo tutta l’isola itinerari adatti a persone con mobilità ridotta, inserite passerelle in legno sospese, le cosiddette trilhas, che consentono a chiunque di accedere ai punti  panoramici. Gli amanti delle attività subacquee potranno rivolgersi ad Atlantis Divers, che fornisce attrezzature e istruttori per i disabili. Prima di lasciare Fernando de Noronha è d’obbligo una sosta al belvedere di Boldrò per ammirare il tramonto, quando il cielo si tinge di rosso, mentre il sole scompare tra i faraglioni gemelli ribattezzati Dois Irmaos (i due fratelli).
Indirizzi utili: pernambuco.com/turismo/capa_turismo, pousadatriboju.com.br

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A Tenerife tra parapendio e moto d’acqua. La più grande e dinamica delle isole Canarie, che regala giornate di sole tutto l’anno, dista solo 300 chilometri dall’Africa. La mitezza del suo clima, con una media di 24 gradi durante l’inverno, ha portato a un’impennata delle presenze e Tenerife si è attrezzata sempre di più per accogliere turisti con esigenze speciali. Non ci si è limitati però a eliminare le barriere architettoniche dagli hotel: si offre alle persone con disabilità una vacanza ricca di possibilità. A partire dalla fruizione delle spiagge. Ce ne sono molte, specialmente nel sud, come la Playa de las Vistas o del Dunque, dotate di stampelle per la sabbia, di sedie a rotelle in plastica per entrare in acqua, di rampe in legno che consentono alle carrozzine di muoversi agevolmente, di spogliatoi di ampie dimensioni. Sono favoriti anche gli sport. A Puerto Colon, la Power Jet Ski & Boat noleggia moto d’acqua con un’assistenza specifica per chi ha problemi motori. Chi invece preferisce il brivido del volo può rivolgersi alla Fly2Fun: gli istruttori, quasi tutti italiani, sempre presenti nel parapendio in tandem, hanno imbragature specifiche per le persone che non deambulano o hanno protesi agli arti. Il volo, che dura circa un’ora, sorvola la verdeggiante valle dell’Orotava e prevede l’atterraggio sulla spiaggia di Santa Cruz. La partenza è da Izana, nel cuore del Parco Nazionale del Teide, patrimonio dell’Umanità. Un paesaggio straordinario, cesellato dalla lava pietrificata, su cui domina il picco del Teide che, con i suoi 3.718 metri, è il più alto della Spagna. Per osservarlo da vicino si può prendere la teleferica, accessibile ai disabili, così come i due centri per visitatori che dispongono anche di bagni adattati. Vale la pena di prendersi un po’ di tempo per godersi tutti i colori del parco: il nero residuo dell’intensa attività vulcanica, il rosso del tajinaste, arbusto dalla tipica forma a lancia che può raggiungere anche i 2 metri d’altezza. E poi il verde azzurro degli azulejos, formazioni laviche che per la presenza di ossido di ferro assumono questa intensa colorazione. Una colorazione accesa che poi si può rivivere anche nelle cittadine che punteggiano l’isola, dal più tranquillo nord al più modaiolo sud.
Indirizzi utili: Spagna per tutti

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Sestriere no limits Adagiata tra la Val Chisone e la Val di Susa, Sestriere deve la sua fortuna di destinazione turistica a Giovanni Agnelli (1866-1945), che la attrezzò di impianti sportivi e ricettivi già a partire dagli anni Trenta. A quel periodo risalgono le due torri di impostazione razionalistica, sedi di due hotel, che settano sulla cittadina. A Sestriere le persone disabili hanno la possibilità di
vivere la montagna in estate e in inverno praticando gli sport più diversi. Il merito è dell’associazione Free White. “Lo sport è per tutti. Abbiamo reso un ambiente aspro come la montagna accessibile in tutte le stagioni – racconta il presidente, Gianfranco Martin -. Del resto Sestriere si era già attrezzata ospitando nel 2006 i Giochi paraolimpici invernali. Molti degli impianti costruiti per quell’evento sono ancora utilizzabili”. Se d’inverno lo sport più praticato è, naturalmente, lo sci, l’estate offre tante opportunità open air. Le settimane multisport organizzate da Freewhite (quest’anno dal 10 luglio al 26 agosto) prevedono infatti proposte come downhill, bike, handbike, tandem, tennis, ping pong, golf, piscina e tiro con l’arco. Tutte le attività sportive, grazie al contributo di Fiat Autonomy, sono gratuite per i disabili che le praticano per la prima volta; a pagamento c’è solo l’albergo (quello convenzionato è l’Hotel Lago Losetta, 55 € al giorno a persona in pensione completa).

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Vienna con le ruote Era il 21 novembre 1916. In una fredda serata invernale si spegneva per le complicanze di una polmonite, all’età di 86 anni, l’imperatore Francesco Giuseppe, dopo aver regnato ininterrottamente per ben 68 anni. Vienna celebra il centenario della sua morte con la mostra itinerante Franz Joseph 1830-1916, ma anche con eventi culturali, rappresentazioni teatrali, concerti. È l’occasione giusta per conoscere la capitale austriaca, che molto ha fatto in questi anni perché tutti potessero godere delle sue bellezze e dei suoi tesori. A partire dai trasporti, con l’intera rete metropolitana accessibile a chi è in sedia a rotelle. L’ente del turismo inoltre ha raccolto sul sito wien.info le strutture alberghiere, i musei, i locali, i bagni accessibili presenti in città e i nomi delle guide turistiche specializzate in tour per visitatori con esigenze speciali. Alla reggia di Schönbrunn, dove l’imperatore nacque e morì, in occasione della mostra per la prima volta saranno visitabili le stanze del piano terra, che sono sempre rimaste chiuse. I locali dove Francesco Giuseppe lavorava e viveva rivelano la sua sobrietà, i suoi gusti semplici, quasi spartani. Unica eccezione all’essenzialità degli arredi sono le tante foto di famiglia, che ritraggono la moglie Elisabetta e i quattro figli in momenti felici e spensierati.  Se si vuole conoscere più a fondo la quotidianità dell’imperatore occorre recarsi al Museo del mobile Hofmobiliendepot, una delle più grandi collezioni di mobili del
mondo, con i suoi 165 mila pezzi. Qui si trovano tutti gli arredi utilizzati dalla corte imperiale, ma anche oggetti personali, troni da viaggio… In una delle stanze si può ammirare lo splendido letto intagliato nel legno dove morì, nella tenuta di Mayerling nel 1889, Rodolfo, l’unico figlio maschio di Francesco Giuseppe. Da allora nulla fu più come prima: Elisabetta si vestì a lutto per tutta la vita e cercò di svagarsi con numerosi viaggi; l’imperatore dal canto suo, sempre più solo, non perse mai quel velo di tristezza che gli offuscava lo sguardo.

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Il punto di partenza? Saint Jean Pied de Port, l’ultimo paese francese prima della catena dei Pirenei: da qui si percorrono 820 chilometri fino a Santiago de Compostela. Occorre circa un mese, con tappe di 30 chilometri al giorno. Il nord della Spagna regala paesaggi, borghi antichi, eccellenze gastronomiche: si inizia dalla Navarra e dalla frenesia di Pamplona, per proseguire con la regione della Rioja per un assaggio dei suoi vini più famosi, e poi la Cantabria, con le sue spiagge di sabbia fine e, ancora, l’antica Burgos in Castiglia. Da Burgos il panorama diventa
più piatto: per circa 180 chilometri si viaggia nell’altopiano Meseta, a 900 metri d’altezza, con un caldo torrido di giorno e un freddo intenso di notte, l’orizzonte come unica compagnia. Si arriva nella bellissima città di León, dopo aver raggiunto la Cruz de Hierro e la successiva salita al monte Cebreiro, da cui si entra in Galizia. Cambia nuovamente il paesaggio: boschi millenari, querce, grandi distese di eucalipto. La cultura galiziana è stata segnata dal passaggio delle civiltà celtiche, romane e cristiane. Ma è lo stile di vita della popolazione che più rimane impresso: dal rapporto con gli animali alla vita di mare. Con le forze che rimangono, ci si trascina sino all’ultima tappa: la Plaza Do Obradoiro, a Santiago De Compostela. Qui l’immensità della Cattedrale permette di raccogliersi, di mettere ordine nel turbinio di emozioni e riavvolgere il filo dei ricordi.
Indirizzi utiliFree Wheels Onlus.

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Nella pace della Sacra di San Michele
Austera e inaccessibile per secoli, la Sacra di San Michele è un luogo mistico di rara bellezza. Appoggiata come il nido di un’aquila su uno sprone roccioso a quasi mille metri di altezza, è stata per secoli crocevia e difesa lungo un percorso di pellegrini che collegava tra loro due luoghi di culto di San Michele, il principe degli angeli fedeli a Dio. Così intimamente legata a Sacra di San Michele e al Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, così tanto distante dai fasti e dal clamore di quei luoghi. Si trova quasi esattamente al centro del percorso. Un “miracolo” considerato che la fondazione del convento che si erge sulla sommità del monte Pirchiriano è stato fondato sul finire del 900 dai Benedettini che lo edificarono su un preesistente castrum romano. Un luogo di pace in cui sognare tempi lontani, magari bui come il primo e il tardo medioevo. Un po’ come fece Umberto Eco ne Il nome della rosa. E forse non è un caso che Eco soggiornò proprio alle pendici di questo monte. Se penso a Guglielmo da Baskerville, non posso che immaginarmelo a dorso di un mulo inerpicarsi lungo le parte della montagna fino alla sommità. Vi ricordate l’incipit del libro? EccoloEra una bella mattina di fine novembre. Nella notte aveva nevicato un poco, ma il terreno era coperto di un velo fresco non più alto di tre dita. Al buio, subito dopo le laudi, avevamo ascoltato la messa in un villaggio a valle. Poi ci eravamo messi in viaggio verso le montagne, allo spuntar del sole. Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l’abbazia”. Oggi ne possiamo ammirare sono una parte, l’antica biblioteca fu trasformata in bastione difensivo e cannoneggiata da Napoleone nella sua discesa in Italia. E la si può ammirare grazie a tre ascensori costruiti per le paralimpiadi di Torino (serve però un’energica spinta per superare un dislivello di una ventina di metri).È meglio telefonare per pianificare la visita http://www.sacradisanmichele.com/ita/

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Insieme, a Santiago
Se per alcuni la vacanza è sinonimo di sole, relax e cocktail a bordo piscina, per altri è il terreno di prova per misurare la propria capacità di sopportare le difficoltà e la fatica. È l’occasione per mettersi in strada, come facevano i pellegrini, per esplorare nuove terre, ma anche conoscere più a fondo sé stessi. Un’esperienza che sembra preclusa a un disabile, ma che in realtà è pienamente fattibile, come testimonia Pietro Scidurlo  nel suo libro Guida al cammino di Santiago per tutti (ed.Terre di Mezzo, 20 €). L’autore, paraplegico, ha ideato due itinerari adatti sia a chi si muove in sedia a rotelle (con un ausilio per le strade sterrate), sia a chi utilizza l’handbike. La guida è corredata da mappe, altimetrie, accessibilità dei luoghi da visitare e delle strutture ricettive.

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Articolo tratto dal sito web viaggi.corriere.it

I PAESI EUROPEI PIU’ ECONOMICI DA VISITARE NEL 2017

Gennaio 2017

Buon anno nuovo a tutti! Il 2017 è arrivato e c’è chi, come me del resto, pensa già alle possibili destinazioni da visitare durante l’anno…

Facendo una ricerca on line ho scoperto quali sono le mete europee più economiche da vedere nel corso di quest’anno. Ecco la lista:

– SLOVACCHIA con la sua capitale Bratislava ricca di cultura e di fascino, ma non solo! La Slovacchia, situata tra le montagne dell’Europa centrale, offre paesaggi mozzafiato, ben nove parchi nazionali e otto chiese di legno dei Carpazi che appartengono al Patrimonio dell’Umanità.

– ROMANIA il tour dei castelli della Transilvania è un must! Bucarest, la sua capitale, non vi annoierà. La Romania è un mix di natura e palazzi maestosi. Consigliato il giro in barca sul Delta del Danubio!

– MALTA le sue acque cristalline, i siti archeologici e le temperature miti tutto l’anno fanno di quest’isola una meta ambita da molti turisti. E’ considerata una delle perle del Mediterraneo e con la sua capitale La Valletta entra anch’essa a far parte del Patrimonio Unesco.

– BELGIO il Belgio è un Paese bellissimo ma poco conosciuto. In questa terra si fondono modernità e tradizione e la sua cultura è antica ed affascinante allo stesso tempo. Oltre a Bruxelles, dove ha sede il Parlamento Europeo, il Belgio ospita due delle città più caratteristiche d’Europa: Bruges e Anversa. Qui è d’obbligo assaggiare il cioccolato!

– SERBIA grazie alla posizione strategica nei Balcani, la Serbia è un mix di culture. Belgrado, la capitale, ospita la chiesa ortodossa più grande del mondo, la Cattedrale di San Sava. In queste zone è d’obbligo concedersi un giro sul treno Nostalgjia che porta dritto al cuore del parco naturale di Sargan-Mokra-Gora.

– UNGHERIA rinomata per i suoi centri benessere e non solo. Potete iniziare da Budapest, deliziosa cittadina, nonché capitale dell’Ungheria, posizionata sulle rive del fiume Danubio e divisa in due parti: Buda e Pest. Ma la natura in questo paese la fa da padrona! Escursioni a cavallo, grotte carsiche, laghi e paesini caratteristici!

POLONIA budget contenuto per luoghi incredibili! Varsavia, Cracovia, Breslavia e Danzika vi faranno immergere nella reale cultura polacca. Non perdetevi la miniera di sale di Wieliczka e la villa in cui nacque ChopinZelazowa Wola. Potrete inoltre pensare di fare tappa ad Auschwitz, meta che fa riflettere.

Non vi resta che partire! Buon viaggio

MY LIVE TRIP: AYUTTHAYA, THAILANDIA

21 Settembre 2016

Secondo giorno in Thailandia. Destinazione: Ayutthaya!

A circa 70 km di distanza da Bangkok si trova Ayutthaya, che fu la capitale fiorente del regno del Siam dal XIV al XVIII secolo. Secondo una credenza, il riflesso del sole sulle decorazioni d’oro dei templi si ripercuoteva fino a 5 km di distanza! Oggi gran parte di questo sito è occupato da spazi erbosi e le grandiose rovine rimaste formano un cimitero di templi. La città è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO il 13 Dicembre 1991.

IMPERDIBILE: Wat Phra Mahathat, resti di un monastero le cui origini sono difficili da datare. Tra i miei preferiti in assoluto spicca la testa di Buddha incastonata tra i rami degli alberi, e Viharn Phra Mongkol Bophit, somigliante al Grand Palazzo Reale di Bangkok ma in realtà tempio buddista. Al suo interno vi è una enorme statua del Buddha che, con i suoi 19 metri di altezza, risulta uno dei più grandi di tutta la Thailandia.

Le statue di Buddha sono veramente numerose qui ad Ayutthaya. Da quello disteso di Wat Yai Chaya Mongkol alle centinaia rivestite di stupa giallo chedis. 

ACCESSIBILITA’ GENERALE IN SEDIA A ROTELLE: solo pochissime e minime barriere. La maggior parte dei siti è pianeggiante e sono presenti molte rampe. In alcuni punti il terreno è dissestato e non asfaltato.

Il modo migliore per visitare Ayutthaya è quello di unirvi a un’escursione giornaliera da Bangkok. Potete scegliere di vedere il meglio delle rovine storiche prendendo un tuk-tuk, noleggiando una bicicletta o facendo il giro sul dorso di un elefante.

Domani un volo interno mi condurrà a…. STAY TUNED!

Viaggio go4all, www.go4all.it  tour operator specializzato in viaggi per disabili

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LA PRIMA CITTA’ DEGLI USA DIVENTATA PATRIMONIO DELL’UNESCO. 

Febbraio 2015

Lo scorso Novembre, Philadelphia, quinta città per popolazione degli Stati Uniti d’America, nonché la più importante dello stato della Pennsylvania, è entrata a far parte nell’elenco dell’Unesco come patrimonio dell’umanità.  E’ la prima città degli Usa, con altre 266 sparse in tutto il mondo, a ricevere questa prestigiosa nomina. Philadelphia possiede un ricco valore storico, culturale e artistico.images (1)

Fu fondata nel 1682 da William Penn ed oggi risulta essere una delle più antiche città degli Stati Uniti. Già nel 1979, l’Unesco riconobbe patrimonio dell’umanità l’Indipendence Hall, edificio monumento dove, nel 1776, venne firmata la costituzione degli Stati Uniti.

A sole due ore di pullman da New York City, Philadelphia offre moltissimo ai suoi visitatori: grattacieli di vetro moderni si mischiano a casette più antiche a due piani fatte con mattoni rossi. Giardini e parchi curati da una parte e musei e gallerie d’arte dall’altra. Ospita inoltre uno dei più grandi musei d’America, il Museum of Art. Per accedervi, bisogna percorrere i 72 gradini della rinomata scalinata percorsa dall’attore Sylvester Stallone durante le riprese del film Rocky. In cima, proprio di fronte all’entrata principale, vi è anche una statua che rappresenta l’attore.

Non siete curiosi di scoprire questa città dai mille volti? Per viaggi per disabili negli Usa www.go4all.it

 

IL SULTANATO DELL’OMAN ALL’EXPO DI MILANO

IMG_9088 Sito espositivo su due piani con una terrazza panoramica al primo che si affaccia sul decumano. Entrata posteriore pianeggiante per disabili e ascensore per muoversi tra i piani.

Tema del padiglione: “L’eredità nei raccolti”.

Davvero molto scenografica è la ricostruzione di una cittadina che evoca l’architettura caratteristica del sultanatoIMG_9095

L’Oman è un paese arido e molto caldo quindi per la popolazione, l’acqua ed il suo utilizzo sono fonte di vita. L’estate sembra essere la stagione preferita dagli omaniti che catturano l’acqua dai monsoni e “iniziano a vivere”!

” Di tutti i doni con cui Dio ci ha benedetto, l’acqua è il più prezioso. Essa deve essere salvaguardata e tutelata nell’interesse comune”… …con questa frase inizia la visita al padiglione del Sultanato dell’Oman!

Al piano terra, a destra dell’entrata, viene raccontata la storia delle api e della produzione del miele. L’Oman è molto forte in questo settore tanto da esportarlo in Kuwait e in Arabia Saudita. Proseguendo ci si trova di fronte alla riproduzione di una palma da dattero. La coltivazione dei datteri è una lunga tradizione agricola e si sviluppa in armonia con l’ambiente e con la natura circostante.IMG_9105

“Le persone in casa senza datteri sono persone affamate”

“Spezzare il digiuno mangiando datteri è come purificarsi”

Successivamente viene spiegato il processo per la produzione dell’acqua di rose di Akhdar, che crescono sull’altopiano della Jebel Akhdar, uno dei pochi luoghi del Golfo Persico dove la popolazione la produce con un processo artigianale tramandato da generazione in generazione da tanti secoli.

Salendo al primo piano mi dirigo immediatamente sulla terrazza panoramica. Se si chiudono gli occhi per un momento, sembra di trovarsi in una tenda sperduta nel deserto. Qui, tramite delle letture, si può sapere si più sugli aflaj, ovvero dei canali sotterranei che sfruttano la gravità terrestre per distribuire l’acqua dove necessita. Alcuni di questi canali sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco.

Sempre sulla terrazza hanno riprodotto tre giganteschi cannocchiali che simulano una distanza di 5097 mostrando ai visitatori degli scorci dell’Oman.

All’uscita dell’esposizione, di nuovo a piano terra, una grande fontana accompagna e accoglie i visitatori al ristorante tipico omanita.

EXPO MILANO 2015: ECUADOR

IMG_9182-001 TEMA DEL PADIGLIONE: “Viaggio al centro della vita” L’Ecuador può essere considerato il centro della vita data la sua posizione geografica “centrale nel pianeta”- ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: entrata pianeggiante e ascensore per muoversi all’interno del sito espositivo. La visita a questo padiglione a tre piani di 800 mq è stata una piacevole scoperta e ha superato di gran lunga le mie aspettative.

La biodiversità è strutturata in quattro regioni: Amazzonia, costa, Sierra o tratto andino e isole Galapagos.  Sempre quattro sono le tappe da percorrere per esplorare il padiglione Ecuador. Nella prima sala, sul pavimento, è disegnata la cartina del Paese con i suoi climi e le varie regioni. In più, quattro monitor mostrano i differenti paesaggi delle quattro regioni: – COSTA dove si producono e si esportano banane, tonno, gamberi, caffè e ottimo cacao. In minor quantità vengono esportati anche ananas, mango, papaia e canna da zucchero. Anche il cappello “panama” viene prodotto in Ecuador per omaggiare gli operai del Canale. Per ogni copricapo vengono impiegati tre mesi di lavorazione. – GALAPAGOS isole patrimonio dell’umanità dal 1978. Distano 50.000 km dalla costa e, dopo le Hawaii, risultano essere il secondo luogo del mondo per attività vulcanica. – ANDE la zona più fredda dell’Ecuador. Vengono coltivate patate, broccoli, mele e fragole. Gli abiti delle persone sono colorati e variopinti, le rose delle Ande sono il fiore per eccellenza, uno dei vulcani è ancora in attività e la natura è associata alla “madre terra”. – AMAZZONIA terra che nasconde grandi tesori e che è in grado di produrre una “farmacia naturale”.

Nella seconda area viene spiegato come si prepara un piatto ecuadoregno tramite una selezione si prodotti tipici. La terza area accoglie i visitatori con immagini e suoni. Mentre nell’ultima parte troverete il ristorante ed uno spazio multimediale. QUALCHE CURIOSITA’: le quattro Regioni messe insieme superano di tre volte la superficie della Corea del Sud e sette volte quella della Svizzera. Quito, la capitale, possiede il centro storico miglior conservato del Sud America. Il clima ed il suolo di questo Paese sono molto favorevoli. La sua frutta e i suoi ortaggi sono richiesti da ogni parte del mondo. Dalla pianta del cacao arriba si ricava uno dei più buoni cioccolati del pianeta. Dal 2017 produrrà energia pulita ricavata dalla forza dei fiumi. 10.000 giovani universitari stanno contribuendo a promuovere la conoscenza di tutto ciò che appartiene all’Ecuador.

Questo padiglione self-built, esternamente, presenta facciate ricche di colori che rappresentano la metafora della filosofia del “Buen Vivir“. L’Ecuador è un Paese che ama la vita e che ascolta l’eco delle proprie origini. Niente male, vero?

PISA

Ho visitato per la prima volta Pisa, capoluogo dell’omonima provincia Toscana. Per coloro non lo sapessero, questa città costituisce anche il cosiddetto vertice del “triangolo industriale” formato con i due comuni di Livorno e Collesalvetti. Inoltre Pisa ospita il più importante aeroporto delle regione. il ” Galileo Galilei” che vanta collegamenti nazionali e intercontinentali diretti.

Nonostante molte persone pensano che l’unica attrazione di Pisa sia Piazza dei Miracoli, a me è piaciuta molto! La reputo una città contemporanea, soprattutto per il fatto che è sede di ben tre tra le maggiori istituzioni universitarie d’Italia e d’Europa: l’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna.

DOVE DORMIRE: Hotel San Ranieri, via Filippo Mazzei 2, a dieci minuti dal centro. Hotel chic e moderno, totalmente accessibile in sedia a rotelle. Situato in una zona tranquilla permette di godersi la pace e il relax nei vari giardini che la struttura mette a disposizione degli ospiti. Nella categoria ” recensioni” del mio blog trovate la descrizione completa.

DOVE MANGIARE: il Ristoro la Bottega del Parco sulla via Aurelia. Menù molto vasto di specialità toscane: dai salumi, ai formaggi per concludere con il filetto di angus accompagnato da radicchio e aceto balsamico.  Ristorante dell’hotel San Ranieri: cena a la carte. Piatto consigliato: ombrina al forno con verdure grigliate da accompagnare con vini tipici toscani.

ATTRAZIONI: tra i monumenti più importanti spicca la celebre Piazza dei Miracoli, dichiarata patrimonio dell’umanità, col Duomo, il Battistero e la Torre pendente, campanile del XII secolo alta 56 metri che risulta essere uno dei monumenti italiani più conosciuti al mondo a causa della sua inclinazione che iniziò dieci anni dopo l’inizio della sua costruzione. Questa zona di Pisa risulta essere accessibile ai disabili. Tutte le attrazioni sono state munite di scivoli e di rampe. La pavimentazione è piuttosto irregolare e difficile da percorrere in carrozzina ma questo è tipico dei centri storici. Da non perdere anche la visita al Camposanto monumentale, cimitero storico di Pisa che chiude il lato nord della piazza. Ultimo, ma non per importanza, tengo a citare il palazzo delle carovana, uno degli edifici situato su Piazza dei Cavalieri. Dal 1846 è la sede della Scuola normale superiore.

TENERIFE

Maggio 2005                                 TENERIFE                 (viaggio di otto gg)

Tenerife, isola situata nell’Oceano Atlantico e meta di molti surfisti, è la più grande dell’arcipelago delle Canarie nonché la più cosmopolita e popolata della Spagna.

La capitale dell’isola e della provincia omonima è Santa Cruz de Tenerife che, insieme con Las Palmas de Gran Canaria, è anche la capitale delle Isole Canarie.

Come le altre isole, Tenerife è circondata da spiagge molto belle. Nella zona sud, dove risiedevo, sono per lo più di colore scuro (formate da sabbia lavica nera), ma non per questo meno affascinanti rispetto alle “spiagge-borotalco”. Però non feci il bagno primo perché in Maggio l’Oceano è ancora piuttosto freddo, e secondo a causa delle onde a volte molto potenti. Ma l’isola offre anche spiagge più chiare, come quella di Las Teresitas, situata a soli 5 km da Santa Cruz che raggiunsi in macchina. L’ideale è noleggiare un’auto o un motorino per girare e per scovare tutte le meraviglie del posto. Tornando a Playa de Las Teresitas, si estende per quasi un km e mezzo ed è circondata di palme, come la maggior parte di tutte le spiagge. E’ considerata una delle migliori nel nord dell’isola ed è l’ideale per rilassarsi.

Playa de Las Teresitas
Playa de Las Teresitas

Ricordo che per accedere ad alcune spiagge ci sono delle passerelle, come documentato nelle fotografie qui sotto, mentre altre erano difficilmente raggiungibili in sedia a rotelle.

passerella per raggiungere una spiaggia
passerella per raggiungere una spiaggia

Non ho incontrato particolari difficoltà girando in carrozzina anche se non riuscii a salire sul Teide, vulcano posto a 3718 metri sul livello del mare. Il Parco Nazionale del Teide occupa la parte più alta dell’isola ed è Patrimonio dell’umanità dell’ UNESCO.

Ho visitato invece, senza trovare particolari barriere architettoniche, il Loro Parque, un‘oasi naturale che raccoglie una fauna ed una flora spettacolare inserite in un contesto rispettoso della natura e degli animali. All’entrata del parco sorge il Pueblo Thai, simbolo della stretta unione tra Tenerife e la Thailandia. Oltre a scoprire gli incroci culturali del Pueblo Thai, ho visitato il museo di pappagalli in porcellana che raccoglie le opere di artisti del genere degli ultimi tre secoli. Ma, a mio parere, il bello di questo parco è la natura, il suo giardino botanico e le tante specie di animali ed uccelli che si vedono.

Dove e come divertirsi a Tenerife? Non è difficile trovare locali, ciringuiti e bar sulla spiaggia o nei luoghi più cool dell’isola! Io ricordo di essermi divertita parecchio anche perché la Spagna è piena di gente allegra e vivace! La maggior parte dei turisti italiani si recano a Playa de Las Americas, un’animata località nella costa sud che è considerata il cuore festoso dell’isola. Qui l’atmosfera di festa vige 24 ore su 24 e la zona, che si estende per un chilometro, è costellata da discoteche, bar con musica dal vivo, ristoranti e negozi. La passeggiata che costeggia il mare è molto romantica da fare al tramonto. Se cercate tranquillità questa non è la zona che fa per voi.

Con stupore mi resi conto che lo shopping a Tenerife va per la maggiore! Ci sono numerosi negozi e marchi alla moda a prezzi ribassati rispetto all’Italia. Enfatizzo ancora una volta, come in tutti i miei precedenti articoli sulle isole o città della Spagna, che il cibo è ottimo. Con pochi euro si possono gustare piatti tipici come la paella. Io sarò di parte, ma a mio parere, la cucina mediterranea è la migliore.

Allora non vi resta che rilassarvi in uno dei maestosi resort dell’isola, senza dimenticare di visitarla il più possibile. Questo significa conoscere usi e costumi del loco… Questo significa viaggiare!

Rimasi sorpresa nell’appurare quanti disabili, specialmente in sedia a rotelle, ci fossero. Sull’isola, nella parte nord, c’è un centro di riabilitazione per disabili piuttosto importante. Bene, vorrei che i miei viaggi fossero davvero per TUTTI!

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ASSISI

Assisi è conosciuta per essere la città in cui nacquero, vissero e morirono San Francesco e Santa Chiara. Qui è custodito un enorme patrimonio storico e artistico non solo in superficie ma anche nei sotterranei. Le principali attrazioni riguardano Basiliche, Chiesemonumenti. Il luogo d’interesse più conosciuto è infatti la Basilica di San Francesco.10320591_10203803684200966_5522533776310158025_n

Dal 1230 conserva e custodisce le spoglie del santo serafico. Mentre nell’anno 2000, insieme ad altri siti francescani, è stata inserita nella lista del patrimonio dell’umanità dell‘UNESCO.

Ho sempre sentito parlare di questa città e di questa basilica come luoghi di pace, di serenità e di calma assoluta. Sfortunatamente io non sono riuscita a vivere questa esperienza in tale contesto dato che ricorreva proprio in quei giorni la Canonizzazione dei due Papi a Roma e i centinaia di pullman che dall’estero e dalle altre parti d’Italia si stavano recando in Lazio facevano tappa qui per spezzare il loro viaggio. Immaginate ondate di persone in giro per il piccolo centro di Assisi. Caos, spintoni, file interminabili e schiamazzi mi accompagnarono anche durante la visita alla basilica. Provai a concentrarmi ma non riuscii ad immaginarmi in un luogo Santo e Sacro. Per questo motivo ci terrei a rivisitarla meglio.

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Tornando alla basilica, il suo aspetto attuale è quello di un edificio composto da due chiese sovrapposte. Quella superiore di tipo gotico e luminosa, mentre quella inferiore è bassa e austera. Per noi disabili vi è l’accesso a parte. Tramite una salita esterna, evitando così le scale, si riesce a visualizzare anche la facciata principale. Questa zona, come il resto della città, è tutto un saliscendi e le salite e le discese sono piuttosto ripide. Con un piccolo aiuto si riesce ad arrivare quasi dappertutto. 1660230_10203803693241192_3327106379275034349_nL’unico punto che non riuscii a raggiungere fu la cripta in stile neoclassico che contiene, come già scritto precedentemente, le spoglie di San Francesco.

L’ interno della basilica ospita straordinari affreschi di Giotto. Sarei stata lì più tempo per ammirare tutte le meraviglie che offre, ma c’erano due Messe e non riuscii a girarla come avrei desiderato.

Lasciata questa basilica spettacolare e proseguendo per Via San Francesco si raggiunge la Piazza del Comune dove spicca il Tempio di Minerva. Uscendo dalla piazza e scendendo sulla destra vi troverete davanti alla Chiesa Nuova che è stata realizzata sulla casa natale di San Francesco. Costeggiando la chiesa si giunge all‘Oratorio di San Francesco Piccolino. Poi, una volta trovatovi in Piazza Santa Chiara vedrete davanti a voi l’omonima basilica dove è possibile ammirare i resti della Santa ed il crocifisso ligneo che, secondo la leggenda, parlò a San Francesco.

Insomma, chi volesse andare ad Assisi si confronterà con tutte queste attrazioni che sono entrate a far parte della storia. Per quelli che desiderassero spendere più tempo nella zona, oltre alle principali, ci sono altre interessanti tappe da scoprire. Potrei citare la Rocca Maggiore, unico castello esistente ad Assisi da dove si può ammirare un panorama mozzafiato. Mentre spostandosi dal centro vi è l’Eremo delle Carceri che, situato sulle pendici del Monte Subasio, era il luogo preferito del Santo.

Cosa mangiare in Umbria? Immancabili sono gli antipasti locali a base di formaggi e salumi. Come primo piatto è invece molto utilizzata la pasta fatta in casa. Tra due dei protagonisti principali troviamo l’olio d’oliva e il vino locale.

Concludo scrivendo, come già fatto in altri miei post, che l’Italia è piena di cose belle e andrebbe valorizzata di più! Purtroppo per me, che sono su una sedia a rotelle e per tutti i diversamente abili, non è facile affrontare e superare le barriere architettoniche che nel nostro Paese sono ancora numerose. Ma almeno proviamoci!

 

FIRENZE E SIENA

Chi non è mai stato nel capoluogo della Toscana? Firenze, importante centro universitario e patrimonio dell’umanità UNESCO, è considerata  il luogo d’origine del Rinascimento nonché riconosciuta come città dell’arte e dell’architettura grazie ai suoi numerosi monumenti e musei. La visitai a Pasqua dell’anno 2008 riuscendo ad assistere al tradizionale Lancio della Colombina con lo  Scoppio del Carro che avviene in Piazza del Duomo. Durante la Messa di mezzogiorno, il Prete che la celebra accende un razzo a forma di colomba che viene sparato attraverso un filo che arriva fino al carro imbottito di fuochi d’artificio. L’assordante scoppio rappresenta la distribuzione del fuoco benedetto a tutta la città. Ricordo la folla di persone che gremiva la piazza e gli applausi allo scoppio del carro. Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, è un vero e proprio capolavoro  che incanta chiunque la osservi. Il biglietto permette l’accesso ai vari monumenti del complesso: Cupola di Brunelleschi, Campanile di Giotto, Battistero di San Giovanni, Santa Reparata e Museo dell’opera. Non tutto è accessibile in sedia a rotelle, per esempio dovetti rinunciare a salire in cima al Campanile di Giotto. Come tutte le città antiche, di barriere architettoniche se ne incontrano parecchie, ma la cosa che mi rimase più impressa fu la pavimentazione stradale. Composta da grossi ciottoli irregolari non aiuta il disabile negli spostamenti, in più bucai per la prima  volta una ruota della mia carrozzina. Fu abbastanza faticoso girare per la città ma ce la feci lo stesso con l’aiuto degli amici. Di firenze mi è piaciuta ogni singola cosa, da Palazzo Pitti al Giardino di Boboli fino al Ponte Vecchio.

Ponte Vecchio
Ponte Vecchio

Quest’ultimo è uno dei ponti più famosi al mondo dove sotto scorre l’altrettanto famigerato fiume Arno. Passeggiando sopra di esso ci si imbatte in bellissime botteghe orafe ed imperdibile è attraversarlo la sera quando, col calare del sole, l’atmosfera diventa ancora più suggestiva e romantica. Essendo disabile ho avuto la fortuna, se così la vogliamo chiamare, di evitare le lunghe code all’esterno della Galleria degli Uffizi. La sicurezza mi permise l’ingresso immediato con le altre due compagne di viaggio, così ci godemmo in pieno la visione di opere d’arte uniche come la Primavera di Botticelli o la Venere di Urbino. Mentre nella Galleria dell’Accademia ho ammirato la statua del David di Michelangelo, opera che porta fama a questo luogo che la ospita. Ma arriviamo a uno dei momenti più belli di un viaggio…La cena! Impossibile non mangiare la fiorentina, bistecca con l’osso che viene servita in tutte le trattorie, ristoranti ed osterie della città. C’è un altro piatto tipicamente toscano che assaggiai per la prima volta proprio a Firenze… Trattasi della ribollita: tipica zuppa di pane raffermo e verdure. Gustosissima!

Ma veniamo a Siena. La conosco meno rispetto a Firenze dato che vi trascorsi solo una giornata. La città è conosciuta principalmente per il Palio che, se devo essere sincera, non ho mai amato particolarmente. Piazza del Campo, dove si svolge quest’ultimo, è molto caratteristica e la si può ammirare interamente solo dall’alto della Torre del Mangia. Ma vi assicuro che è molto bella anche visitandola dal basso visto che, essendo un punto di passaggio obbligato, è colma di negozietti e ristoranti.  Le stradine della cittadina sono un continuo saliscendi però ricordo che la pavimentazione ha un ciottolato più sottile e facilmente percorribile in sedia a rotelle rispetto a quella di Firenze. Proseguendo da Piazza del Campo si arriva al Duomo di Siena,

Duomo
Duomo

altra bellezza maestosa con la sua facciata dove prevalgono i colori del bianco e del nero. L’interno è un susseguirsi di simboli tradizionali di importante valore. Percorrendo a piedi le viuzze è impossibile non notare i negozi e le boutique tutti all’ultima moda! Da fare strage di shopping! I senesi sono carinissimi, come del resto tutti gli abitanti della Toscana. La loro parlata mi diverte e la loro simpatia mi piace! Altro luogo dove il cibo è motivo di immenso piacere, si può gustare dalla chianina ai pici fino ai fagioli all’uccelletto per concludere con dolci come i ricciarelli e i cantucci. L‘Italia è il numero uno per la cucina, e la Toscana è una delle Regioni dove si mangia meglio e in modo semplice. Adoro accompagnare gli aperitivi e le cene con un buon bicchiere di vino rosso come il Brunello di Montalcino o il Chianti. Ecco altri validi motivi per visitare la Toscana!