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LE DIECI METE EMERGENTI DEL 2018

Gennaio 2018

Sudafrica destinazione top, Russia dei mondiali di calcio da scoprire, Vietnam meta emergente per la gastronomia, La Valletta capitale europea della cultura

Una vacanza attiva ma allo stesso tempo rilassante, destinazioni lontane dal turismo di massa ma comunque sicure e attrezzate. E poi esperienze autentiche, a contatto con la natura e la cultura dei luoghi, con un interesse spiccato per le tradizioni culinarie. Sono queste le caratteristiche del “viaggio perfetto” per gli italiani secondo CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, la prima a portare in Italia queste figure specializzate proprio nel conciliare tutte le esigenze e i desideri dei viaggiatori confezionando vacanze su misura, personalizzate in ogni aspetto. Secondo Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, per l’anno appena iniziato si possono scorgere alcuni trend: «Il 2018 –afferma Romano – sarà all’insegna della scoperta di mete poco conosciute dagli italiani, come il Sudafrica e la Russia centrale e orientale, ma anche della riscoperta, con percorsi alternativi, di aree già care ai nostri connazionali come il sud-est asiatico, dove emergono Indonesia e Vietnam, e i Caraibi, dove la meta di tendenza è Aruba. Non si arresta l’ascesa dell’Islanda, sempre più gettonata da qualche anno a questa parte e, per restare nell’ambito dei climi freddi, si afferma sempre di più il Canada».
Ecco quindi le dieci mete emergenti secondo i dati CartOrange con le esperienze più originali da poter vivere in questi paesi.
Sudafrica: la natura e i vini che non ti aspetti – È la destinazione top 2018 perché offre esperienze molto varie, dall’avvistamento della fauna alle e degustazioni enogastronomiche. «In Sudafrica si possono esplorare ambienti naturali diversissimi –spiega Gianpaolo Romano–. La Riserva Naturale di Stony Point ospita una delle colonie di pinguini africani più grandi del mondo e lungo il tragitto è possibile avvistare le balene che si avvicinano alla costa (da giugno a novembre). A Hermanus, cittadina incastonata tra le montagne e il mare, si possono ammirare anche da terra le balene franche australi, che si avvicinano alla costa nei mesi dell’inverno australe». Non solo, i dintorni di Città del Capo riservano sorprese agli amanti del vino. «La Elgin Valley, con le sue aziende vinicole a conduzione familiare e i suoi “Farm Stall”, tipici punti vendita diretti al pubblico delle aziende agricole locali, è un luogo ideale per un’esperienza enogastronomica» consiglia sempre Romano.
Bali (Indonesia): sport e tradizioni a contatto con i popoli locali – È tra le mete di tendenza del 2018 per la possibilità di fare turismo attivo ma allo stesso tempo rilassante. Tra le esperienze consigliate da CartOrange: trekking/cycling tra le risaie e i villaggi rurali di Bali e passeggiata a cavallo lungo le spiagge vulcaniche di Saba; rafting nella valle di Ayung e pranzo panoramico a Ubud con vista sulle più belle risaie del mondo (Jatiluwih). «L’Indonesia è un paese di grande cultura e tradizione che non mancherà di affascinare chi è interessato alla vita autentica delle popolazioni locali –spiega Romano–. Fra le esperienze più apprezzate dai nostri viaggiatori c’è la visita al villaggio di Tabanan, con il suo mercato e il Museo Subak dedicato agli strumenti agricoli tradizionali. Qui proponiamo anche la visita alla scuola primaria e un’esperienza in una casa tradizionale, da dove si parte poi per imparare a coltivare il riso ed esplorare le piantagioni».
Thailandia: romanticismo in primo piano – È in questa top ten perché gli italiani la apprezzano ormai da anni per il suo “lusso accessibile”. «Questa destinazione è perfetta per un viaggio romantico –consiglia Romano–. Sulle spiagge di Koh Samui gli innamorati possono godersi cene romantiche in spiaggia, passare giornate in barca alla scoperta di splendidi fondali e di una natura incontaminata, crociere al tramonto, trattamenti benessere; perfetto per le coppie anche il lusso urbano di Bangkok». L’esperienza più bella secondo CartOrange? «Le immersioni ad Hat Yai Island, accessibile dalla costa di Trang, dove si trovano incredibili caverne sottomarine; esplorarne gli interni misteriosi è un’esperienza indimenticabile, con stalattiti incombenti di più di 30 metri che scendono dal soffitto».
Canada: natura incontaminata e un carnevale alternativo – È una meta emergente soprattutto per chi ricerca una natura incontaminata ma vuole anche scoprire un Paese con un indice di benessere elevato. «Le due facce del Canada garantiscono diversi tipi di esperienze –spiega Gianpaolo Romano–, soprattutto a contatto con la fauna dei parchi, come l’escursione in Zodiac (una speciale imbarcazione) da Tofino con avvistamento di orsi e cetacei, e a contatto con gli abitanti del luogo, come l’esperienza alla Sucrerie tra Montreal e Quebec». Ed è una destinazione interessante non solo d’estate: «Una chicca da non perdere –secondo Romano– è il carnevale invernale di Quebec City che si svolge fin dal 1954, dalla fine di gennaio alla metà di febbraio: è l’occasione di divertirsi con sfilate notturne, gare con slitte trainate dai cani, rafting e canoa sulla neve, pesca sul ghiaccio, competizioni in motoslitta, serate di gala con danze in costume e molto altro».
Islanda: paesaggi da film e relax nelle sorgenti calde – Considerata per anni fuori dalle rotte più battute, sta vivendo un momento di grande scoperta da parte dei turisti, ma rimane ancora la meta ideale per chi ricerca una vacanza lontano dalla civiltà, a contatto con la natura e paesaggi quasi “lunari”, dove sono stati girati numerosi film e serie tv, come Game of Thrones. Ma non è solo un ambiente ostile per viaggiatori estremi: «Chi teme di stancarsi presto del freddo potrà trovare relax nei moltissimi bagni termali alimentati dalle sorgenti calde –spiega Romano –. I viaggiatori possono rilassarsi in affascinanti terme all’esterno e godersi la vita cittadina di Rejkjavik, conosciuta proprio per la sua vitalità.
Namibia: nel deserto, sotto le stelle – Spicca fra le destinazioni africane perché sicura e accessibile. Offre molto dal punto di vista naturalistico, «Ma la differenza può farla anche la struttura presso cui soggiornare –sostiene Gianpaolo Romano–. Noi proponiamo per esempio il Sossusvlei Desert Lodge, nei pressi del deserto del Namib, che è uno dei lodge migliori al mondo per servizi ma anche cura dei dettagli: dall’arredamento alla qualità della cucina oltre all’estrema professionalità del personale». Qui, dieci bungalow addossati alla montagna e affacciati sul deserto sono costruiti in pietra locale e perfettamente integrati nel paesaggio. All’interno del lodge il deserto è sempre presente grazie alle grandi vetrate. Anche sopra il tetto c’è un ampio lucernario per poter ammirare di notte il cielo stellato che, in questa zona della Namibia, è particolarmente interessante, tant’è che all’interno della struttura si trova un osservatorio astronomico.
Vietnam: profumi, colori e street food – È la meta emergente del 2018 per la gastronomia, la natura incontaminata e le popolazioni accoglienti. Secondo Gianpaolo Romano, «Hanoi è la città ideale per gustare i più svariati generi di street food mangiando come gli abitanti locali lungo le strade della città, passeggiando tra le vie del quartiere vecchio, colmo di negozietti di fortuna, motorini, venditori ambulanti, colori, suoni e profumi invitanti». Altre esperienze proposte da CartOrange che coniugano gastronomia e cultura sono le escursioni ai mercati galleggianti, come quello di Cai Rang, o il giro in bicicletta a Cai Thia, con pranzo a casa di un abitante del paese.
Russia: un Paese ancora tutto da esplorare – La Russia è una destinazione affascinante e sconosciuta a molti. Oltre alla Russia occidentale con le mete classiche –San Pietroburgo, Mosca e l’Anello D’Oro– esistono paesaggi quasi inesplorati, silenziosi e mistici, «Come il lago Bajkal, dove le onde si ghiacciano in movimento, e le aree incontaminate della Carelia, dell’Altay e del Krasnoyarsk» spiega Romano. Vladivostok, con le sue case colorate che fanno da contrasto con una luce sempre fioca e un’atmosfera cupa, si raggiunge grazie a un viaggio indimenticabile lungo la Transiberiana. I mondiali di calcio 2018 possono essere un ottimo momento per scoprire questo paese.
Aruba: un concentrato di esperienze diverse – Aruba è un’isola dalle molte facce: un lato caraibico con Eagle Beach, spiaggia tranquilla e non affollata, e un lato coloniale con la capitale Oranjestad. «Si tratta di una nazione poco estesa, che offre in piccolo tante esperienze che possono accontentare tutti –spiega Gianpaolo Romano–. La parte più occidentale dell’isola offre tutti i comfort con hotel imponenti, spiagge attrezzate e un’importante zona commerciale. Infine c’è una parte più selvaggia, mistica e desertica, non adatta alla balneazione ma perfetta per le avventure nella natura».
Malta: a tutta cultura – Fra le destinazioni top 2018 non poteva mancare quella dove si trova la capitale europea della cultura designata per quest’anno: Malta, con La Valletta. «Tantissimi eventi movimenteranno quest’isola durante il 2018 –spiega Romano–. Dalla musica, al teatro, all’arte e alla letteratura. I momenti imperdibili sono il carnevale di febbraio, il Malta International Music Festival tra aprile e maggio e il Valletta Green Festival, quando la Piazza San Gorg si trasformerà in una serra a cielo aperto. Non mancheranno le settimane dedicate a vari temi a movimentare la città, tra moda, rock, jazz, arte». Ma c’è anche l’opportunità di soggiornare in tranquillità: l’isola di Gozo offre il mare più bello e un’atmosfera caratteristica e autentica.
Articolo preso dal sito www.affaritaliani.it

I DIECI PAESI PIU’ FELICI DEL MONDO

Giugno 2017

Articolo preso da http://www.105.net/news/tutto-news/235037/i-10-paesi-piu-felici-del-mondo.html

È la Norvegia il Paese più felice del mondo. Lo sostiene l’edizione 2017 del Rapporto Mondiale sulla Felicità, pubblicato dal Sustainable Development Solutions Network (Sdsn). Secondo la rete per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, lo stato nordeuropeo recupera tre posizioni rispetto al 2016 grazie alla crescita su tutti i principali parametri della classifica: cura, libertà, generosità, onestà, salute, reddito e buona governance. In particolare, sostiene la Sdsm, la Norvegia, principale produttore di petrolio dell’Europa occidentale, passa al vertice nonostante il calo del prezzo del greggio. Ciò perché, spiegano i ricercatori, lo stato nordico è felice non per la sua ricchezza petrolifera, ma a prescindere da essa. Non è un caso che lo scorso aprile la premier conservatrice Erna Solberg abbia annunciato di tirare fuori il Paese da una vita di rendita dovuta alle riserve di oro nero e di impiegare le risorse del fondo sovrano in investimenti comuni.

Subito dietro la Norvegia si piazzano la Danimarca, l’Islanda, la Svizzera, la Finlandia, l’Olanda, il Canada, la Nuova Zelanda, l’Australia e la SveziaL’Italia è solamente 48esima dietro l’Uzbekistan e davanti, di una sola posizione rispetto alla Russia. Il nostro paese è uno dei tre europei (insieme a Spagna e Grecia) considerati fra i 10 più perdenti a livello globale.

LE NUOVE SETTE MERAVIGLIE DEL MONDO

Marzo 2017

Sapete quali sono le sette meraviglie del mondo? Vi sono le meraviglie del mondo antiche e quelle moderne… Oggi vi descrivo quelle classificate “nuove”, ovvero costruite tra il XIX e il XX secolo.

LONDRA Il Crystal Palace, palazzo di vetro in stile vittoriano costruito nel 1851, fu progettato da Joseph Paxton per ospitare la Grande Fiera delle Opere e delle Industrie di tutte le Nazioni. Terminata la manifestazione, il palazzo fu ricostruito in un sobborgo di Londra ma venne distrutto da un incendio nel 1936.

 

 

PARIGI La Tour Eiffel fu progettata da Gustave Eiffel, dal quale prese il nome, in occasione dell’Esposizione Universale. Venne realizzata nel 1889 ed oltre ad essere considerata il primo grattacielo mai costruito è divenuta anche il simbolo dell’intera Francia nel mondo! E’ alta 324 metri e la sua cima è raggiungibile tramite 1665 scalini o due ascensori.

NEW YORK Dal 1931, anno della sua costruzione, l’Empire State Building è il grattacielo più celebre della grande mela. E’ alto 381 metri, 443 metri con l’antenna, è visitato da circa 50.000 persone al giorno. I suoi 103 piani sono facilmente raggiungibili tramite ascensori ad alta velocità.

 

SAN FRANCISCO Il Golden Gate Bridge fu inaugurato nel 1937 e prende il nome dal Golden Gate, stretto che collega l’Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco. Ha una lunghezza di oltre 2000 metri, è stato costruito in soli quattro anni ed ha resistito a quattro terremoti. Fu il primo ponte sospeso ad essere realizzato sopra un tratto di mare così esteso.

 

PANAMA Il Canale di Panama è situato nell’America Centrale. E’ lungo 81 km, ha una profondità massima di 12 metri e collega l’Oceano Atlantico a quello Pacifico. A causa di alcune difficoltà ambientali furono impiegati ben 11 anni per la sua realizzazione.

 

 

TRANSIBERIANA Trattasi della ferrovia più grande del mondo realizzata in Russia nel 1904 per volere dello Zar Alessandro III. E’ lunga quasi 10.000 km e collega due continenti attraversando sette fusi orari.

 

NEW YORK La seconda “nuova meraviglia” che si aggiudica la big apple è la Statua della Libertà. Realizzata nel 1886 dallo scultore Frederic Bartholdi fu eretta per commemorare l’indipendenza degli Stati Uniti diventando il simbolo della libertà per eccellenza. E’ alta 93 metri, raffigura una donna che indossa una toga mentre tiene nella mano destra una fiaccola. Nella mano sinistra ha invece un libro dove c’è la data dell’indipendenza americana e porta ai piedi della catene spezzate che simboleggiano la liberazione dal potere sovrano. In testa ha una corona con sette punte, simbolo dei sette mari.

Informazioni prese dal sito www.curiositaeperche.it

 

 

 

IL PONTE PIU’ PERICOLOSO DEL MONDO

Gennaio 2016

Qual è il ponte ritenuto più pericoloso nel mondo? Sono diverse le ipotesi formulate… Chi assicura si trovi in Russia, chi in Turchia e chi suppone sia in Giappone.

Ma guardando alcune fotografie pare proprio che il ponte più pericoloso al mondo si trovi in Pakistan. Il ponte Hussaini (che prende il nome dal villaggio omonimo), attraversa il fiume Hunza ed è un ponte tibetano mobile malfermo e malmesso le cui corde ed i pezzi di legno, ormai consumati, sono resistiti a diverse intemperie che li ha resi deboli ed inaffidabili. Nella giornate di vento la caduta è assicurata!Ponte-Hussaini-in-Pakistan

C’è qualche temerario che vuole provare ad attraversarlo?

 

RESOCONTI DI EXPO 2015

L’esposizione universale ha chiuso da poco i battenti a Milano. In primis ci tengo a stillare una mia personale classifica riguardante i padiglioni che più mi hanno entusiasmata tra i 42 che ho visitato. Sul podio, al primo posto, metto senza ombra di dubbio il Kazakhstan. La terza sala che ospita il teatro in movimento mostra in 3D tutto ciò che di bello ha da offrire questo Paese. Al secondo posto piazzo Palazzo Italia dove spiccano le “sale degli specchi”. Mentre il terzo posto lo riservo al Giappone, col personale accogliente e con le sale interattive e all’avanguardia.

DA NON PERDERE anche la foresta all’aria aperta dell’Austria, il Sultanato dell’Oman, il Kuwait con le sue tende del deserto, la Cina, la Colombia, la Repubblica di Corea, l’Angola, la Russia, il Marocco, la Germania, Israele e l’Azerbaijan.

I PADIGLIONI SOPRAVVALUTATI sono, sempre a mio parere, gli Emirati Arabi, l’Argentina e la Svizzera. Troppe code per padiglioni non spettacolari.

I PADIGLIONI CHE MI HANNO DELUSA sono quello del Brasile, eccetto la tenda nient’altro, quello degli USA e quello dell‘Indonesia.

Mi sono documentata un pò per fornirvi alcune classifiche e statistiche riguardanti i padiglioni che sono stati i protagonisti principali di Expo 2015. Più di 21 milioni sono stati i visitatori dei quali l’88% hanno rilasciato un parere positivo e dei quali un terzo proveniva dall’estero. 60 sono i capi di stato che sono stati in visita all’Expo. Il Padiglione più apprezzato in assoluto è stato quello del Giappone, distanziato da Kazakhstan e Cina. La maggior parte delle persone che si sono recate all’Expo ha colto l’occasione di visitare anche Milano e il nord d’Italia.

I PADIGLIONI PIU’ ATTINENTI AL TEMA” NUTRIRE IL PIANETA” SONO: Padiglione Zero, Svizzera, Israele, Corea, Germania, Emirati Arabi, Giappone, Kazakhastan e Francia.

I PADIGLIONI PER LA MOVIDA SERALE sono Repubblica Ceca, Belgio, Argentina, Olanda, Spagna, Messico e Germania.

I PADIGLIONI CHE HANNO PRESENTATO MEGLIO I LORO PAESI SONO: Colombia, Thailandia, Estonia, Turkmenistan, Ecuador, Oman, Marocco, Angola, Belgio, Azerbaijan e Slovacchia.

Scrivendo a proposito dei protagonisti di questo Expo di Milano non si può non citare lui, il più fotografato dell’estate: l’albero della vita.E la bella notizia giunta da poco è che quest’ultimo, insieme a Palazzo Italia e al Padiglione Zero resteranno lì dove sono. Così ha dichiarato Giuseppe Sala, il commissario di Expo. A partire dalla primavera 2016 questi tre colossi saranno riaperti ed accoglieranno tutti i visitatori che avranno voglia di vederli o di rivisitarli.

IL PADIGLIONE DELLA FEDERAZIONE RUSSA ALL’EXPO DI MILANO

 

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All’esterno del Padiglione della Federazione Russa, prima dell’entrata principale, sono stati posizioni tre simpatici orsi che simboleggiano il Paese e che sono così diventati la mascotte di questo sito espositivo. I loro nomi sono Mishka, Mishka mother e Mishka father e la loro base è tondeggiante, quasi a ricordare una matrioska, altro simbolo della Russia.

Tema della partecipazione:”Crescere per il Pianeta. Coltivare per il futuro”.

L’intero sito si snoda su tre piani. PER DISABILI: entrata pianeggiante, ascensore interno.

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A piano terra uno schermo mostra le Terre russe, spiega quanto siano fertili e quanto siano vaste le distese di cereali e di molte altre agro culture grazie alla più grande riserva d’acqua nel mondo. E per mezzo di quattro elementi quali l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra la Russia ha la più grande varietà dei climi del pianeta.

Proseguendo si accede alla sala più grande di tutto il padiglione. Una enorme esposizione è stata dedicata allo scienziato russo N.I.Vavilov che fu il fondatore della più vasta collezione mondiale di semi. Attorno alle pareti vi sono raffigurati 323 mila campioni di piante appartenenti alla raccolta ma oltre il 30% sono già scomparse. E mescolando queste piante che crescono dal Caucaso alla Kamchatka con l’acqua delle aree ecologicamente pulite si ottengono le bevande tradizionali nazionali. Queste ultime vengono gentilmente offerte a tutti i visitatori che si recano all’acqua bar- laboratorio presente in questa stanza.

Subito dopo il bar, sulla parete sinistra, è stata posta la tabella periodica degli alimenti che fu creata da un altro grande scienziato russo, D.I.Mendeleev, nel 19esimo secolo.

Sulla destra invece è stata riprodotta una cucina a vista tipa russa a sottolineare che questo Paese ha grandi tradizioni culinarie. 180 popoli di 11 regioni russe differenti sono il risultato di una ricca varietà culinaria.IMG_9702

Tutti i presenti vengono omaggiati con un assaggio di zuppa con grano saraceno e funghi.

Al secondo piano, tramite fotografie, descrizioni e filmati, è possibile imparare di più sulle tradizioni del Paese e sui risultati raggiunti dalle regioni russe nel campo della sicurezza alimentare. Vi sono inoltre esposti dei quadri e delle sculture di donne mezzobusto.

Si possono assaggiare specialità tipiche nel ristorante a tema “Il vagone”.

Il padiglione russo ha ricorso a un design innovativo e multifunzionale  e a materiali sostenibili che lo hanno reso dinamico e la sua forma svetta verso il cielo.

 

 

EXPO 2015: PADIGLIONE KAZAKHSTAN

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A mio avviso, quello Kazako, è uno dei padiglioni più belli e interattivi dell’intero Expo di Milano. Con quello del Giappone lo inserisco ai primi posti della mia classifica riguardante i siti espositivi finora visitati. Le lunghe code all’esterno di questo padiglione confermano il suo successo e la voglia, da parte dei visitatori, di essere scoperto.

Tema del Padiglione: “La terra delle opportunità”

Con la partecipazione all’Expo il Kazakhstan vuole far conoscere al resto del mondo le sue risorse agricole e naturali fino ad arrivare alla sua idea di sviluppo eco-sostenibile.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: entrata pianeggiante e ascensori per muoversi all’interno del sito.

Tre sono le sale da visitare: nella prima, tramite uno schermo e con un’artista del Paese, viene raccontata la storia del Kazakhstan. Questo artista ci spiega che la Sua è una terra dalle molte opportunità e che 3000 anni fa le antiche popolazioni lasciarono delle incisioni visibili ancora oggi. Successivamente, nel quindicesimo secolo, si formò il Khanato del Kazach che combatté per secoli per ottenere l’indipendenza. Nel 1731 il Khanato entra in Russia, nel 1920 prende parte alla Repubblica dell’Unione Sovietica per poi finalmente, nel 1991, rendersi indipendente segnando l’inizio di una nuova era.IMG_9342

La seconda sala è divisa in sei argomenti: la scienza agronomica, le risorse naturali, l’uso dell’acqua, le nuove tecniche agricole sostenibili e l’acquacultura. L’unica cosa che non ho apprezzato per niente è stato l’assaggio del latte di cavalla che mi hanno offerto…   In questo reparto si passa dalla mappa interattiva alla descrizione della gomma della steppa, dalla foresta di mele al racconto del lago Aral…  Inoltre vi è una grande vasca circolare con gli storioni del Caspio. Pare che questo ultimi cresceranno di 10 cm durante i sei mesi dell’Expo.

Si sa che le cose migliori vengono tenute per il gran finale! Infatti la terza e ultima sala è il TOP non solo di questo padiglione ma dell’intero sito espositivo: il “teatro in movimento”, sala 3D che mostra tutto quello che di meraviglioso ha il Kazakhstan da offrire! Non sono riuscita a fare le foto proprio perché il pavimento della sala si muove. Vi lascio all’immaginazione nell’attesa che riusciate a visitarlo!

COSA MANGIARE: il ristorante offre specialità tipiche come “insalata di cavallo”, “zuppa dei nomadi”, “lagman” ovvero tagliolini con manzo e “shashlik” di pollo o di manzo.

Sono convinta che questo Paese farà ancora molta strada in futuro, ad oggi è il nono più grande del mondo! E nel 2017 ospiterà l’Expo ad Astana sulle energie del futuro.