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MARRAKECH, ACCESSIBILITA’ E ATTRAZIONI DI UNA CITTA’ MAGICA

Dicembre 2018

Tre giorni pieni a Marrakech, città del Marocco considerata il più importante centro turistico culturale di tutto il nord Africa. Cosa fare?

Marrakech porta con se mille anni di storia che hanno lasciato il segno ed oggi questa meravigliosa città si presenta ai suoi visitatori piena di atmosfera, colori, profumi e sapori. E’ caratterizzata dalla Medina, molto estesa e trafficata, e da una parte nuova in crescita contornata da eleganti complessi ricettivi.

Il mio racconto di viaggio inizia proprio dalla Medina, cuore geografico e spirituale dalla città rossa. Ho deciso di pernottare in uno dei tanti riad sparsi nel suo intrinseco di vie. La Medina è un vero e proprio museo a cielo aperto che si estende per 700 ettari e che è entrata a far parte del Patrimonio UNESCO. Non è facile orientarsi al suo interno: le stradine sembrano tutte uguali, non sono segnalate e sono davvero pochissimi i cartelli che indicano le attrazioni della zona. La sua pavimentazione è acciottolata, a tratti rotta o con terreno sabbioso, ma non è impossibile percorrerla in sedia a rotelle anche se sarebbe meglio essere muniti di ruotino elettrico. All’interno della Medina non vi sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi e quasi tutti i negozi e bar presenti hanno un gradino da superare all’entrata. Nonostante ciò è bellissimo perdersi nei coloratissimi souk, pieni di spezie, oli di Argan, tessuti, tappeti, orecchini e abiti tradizionali. Gli acquisti sono d’obbligo ma ricordatevi di contrattare… SEMPRE! Il simbolo della Medina è senza dubbio la Moschea della Kutubiyya(quattro gradini all’ingresso), principale edificio religioso della città, col suo minareto decorato che raggiunge i 69 metri d’altezza. I giardini e gli esterni della moschea non presentano barriere architettoniche. Altro luogo imperdibile è la famosa Piazza Jemaa el Fna, considerata il centro vitale di Marrakech. Ospita numerosi banchetti dove assaggiare lo street-food, giocolieri e incantatori di serpenti attirano i tanti turisti con i loro spettacoli, tatuatrici di henné propongono disegni da imprimere sulla pelle e venditori ambulanti cercano di guadagnarsi la giornata richiamando a se più persone possibile. I serpenti e le scimmiette, per chi fosse interessato, sono situati nella zona della piazza che conduce al viale della Moschea Kutubiyya. La piazza da il meglio di se al tramonto, quando il sole la illumina di arancio! Per ammirare al meglio questo spettacolo della natura bisogna salire su una delle tante terrazze dei bar che fanno da cornice alla piazza. Purtroppo nessun locale è munito di ascensore quindi bisogna trovare qualcuno che sia disponibile a portarti su di peso. Nei pressi di Jemaa el Fna si trova la kashbah fortificata simboleggiata dall’imponente porta a ferro di cavallo Bab Agnaou. Dietro la Moschea Moulay El-Yazid si trovano le meravigliose tombe Sa’diane, sepolcri reali custoditi in stanze con stucchi e mosaici ricercati. L’ingresso per il disabile è gratuito. Per accedervi vi è un corridoio piuttosto stretto ma fruibile con la carrozzina. Per visitare le tombe dei reali bisogna superare un gradino, mentre per ammirare le lapidi della servitù non vi sono barriere. Nei pressi di questo complesso vi sono i famosi palazzi El Badi e El Bahia ma purtroppo non ho potuto constatare le loro accessibilità in quanto sono arrivata alla biglietteria in prossimità della chiusura (ore17).

La Medina di Marrakech è incomparabile… E’ caotica, sporca, polverosa, rumorosa, ma tanto tanto affascinante! Non puoi fare a meno di perderti nelle sue vie e non riesci a smettere di visitarla… Se sei in sedia a rotelle devi prestare molta attenzione ai carretti e alla biciclette che sfrecciano a tutta velocità a tutte le ore del giorno! Bisogna viaggiare sempre sul lato destro della strada altrimenti si rischia di scontrarsi con qualcuno!

Cosa c’entra lo stilista parigino Yves Saint Laurent con Marrakech? Durante un viaggio nel lontano 1966, YSL ed il suo compagno scoprirono un complesso di giardini botanici progettati dall’artista Jacques Majorelle nel 1931. Se ne innamorarono e decisero di acquistarli insieme alla villa presente all’interno. Oggi “Le Jardin de Majorelle” attira più di 600.000 visitatori l’anno. Le ceneri di YSL sono state cosparse nel roseto della villa ed il 3 Dicembre 2011 è stato inaugurato il museo berbero. L’entrata per disabili è accanto alla biglietteria. Il disabile e l’accompagnatore non pagano (meglio essere muniti di fotocopia del certificato d’invalidità). Gli interni sono accessibili. Nonostante vi sia qualche gradino sparso qua e là, le lunghe e lisce stradine permettono ai visitatori in sedia a rotelle di arrivare dappertutto. Il blu de Majorelle mischiato alle piante che addobbano i giardini formano un tripudio di eleganza e raffinatezza!

Circa 200 metri più avanti dei giardini si trova il Museo YSL, inaugurato nel Settembre 2017. Il biglietto lo si acquista alla biglietteria de “Le Jardin de Majorelle”. Se siete amanti della moda vi consiglio una tappa anche qui, dove potete ripercorrere la vita e la carriera del famigerato stilista. Il museo è totalmente accessibile in carrozzina con ascensore e bagno per disabili. Questa zona è più nuova, presenta rampe per salire e scendere dai marciapiedi e le strade sono meno rotte. Non ho trovato né qui né altrove locali con bagni per disabili.

Dove e cosa mangiare a Marrakech? Quando sono all’estero mi piace sperimentare, quindi assaggio tutto quello che mi viene proposto. Un MUST in Marocco è sicuramente il cous cous, servito con verdure e/o con carne. Altro piatto che ho adorato è il tajine di pollo, pietanza tradizionale che prende il nome dal piatto di terracotta in cui avviene la cottura. Nel Riad Dar Mamouni, dove ho pernottato, ho assaggiato la pastille, sostanzioso sformato di carne e verdure servito solitamente come antipasto. Consiglio vivamente la cena reale presso il riad Al Kadar, gestito dall’italiano Michele. Dopo una serie di antipasti di verdure viene servito lo sfa, piatto unico composto da spaghetti fini fini, uvette e pollo! Impossibile non mangiare il loro buonissimo pane,il Batbout, servito caldo con salse e/o marmellate.

 

VOI SCEGLIETE DI ANDARE IN VACANZA IN BASE AL CIBO? IO NO!

Giugno 2018

Dimmi cosa mangi e ti dirò che viaggiatore sei: secondo una ricerca 6 turisti su 10 scelgono la loro meta in base alla cucina del luogo

Relax, avventura, spiagge, arte, sport: i classici ingredienti che entrano nel frullatore quando dobbiamo decidere dove andare in vacanza, ognuno in base ai suoi gusti. Ma ce n’è un altro che sta diventando sempre più importante per i turisti, e non si tratta certo di una sorpresa: il cibo locale. Lo conferma un sondaggio del portale Booking.com, che ha raccolto indicazioni e preferenze di oltre 50mila viaggiatori di tutto il mondo.

QUANTO CONTA IL CIBO NEL VIAGGIO 
È emerso che per il 61% dei viaggiatori la qualità dell’offerta gastronomica è un fattore decisivo nella scelta della meta: il cibo è considerato sempre di più una componente fondamentale della vacanza e non un semplice “companatico”, tanto da far pendere l’ago della bilancia in favore di una località piuttosto che un’altra. Anzi, il 34% (nei millennial si sale al 40%) ha in programma un viaggio incentrato specificamente sul cibo. Cresce anche la voglia di sperimentare tradizioni e sapori diversi: il 49% (e il 60% dei millennial) ha intenzione di avere un approccio alle cucine locali più avventuroso nei suoi viaggi del 2018. Il 64% ha dichiarato che in vacanza mangerà più piatti tipici di quanto faceva in passato.

I CONSIGLI FOOD DI BOOKING 
Partendo dalle recensioni sul suo sito, Booking ha individuato alcune delle mete più gettonate e interessanti per chi desidera andare alla scoperta di nuove esperienze gastronomiche. Va forte l’Asia: Ipoh in Malesia, Kaohsiung a Taiwan, Nagoya in Giappone, Johor Bahru in Malesia, Ho Chi Minh in Vietnam. In Europa ecco Catania, Sarajevo, Belgrado e Colmar (Francia), in Sud America invece João Pessoa in Brasile e Lima in Perù.

Per lo street food (di cui andrà a caccia il 51% dei turisti del sondaggio), i consigli segnalano Jeonju in Corea del Sud, Hsinchu a Taiwan, Marrakech in Marocco, New York e Città del Messico. Categoria emergente, infine, i food truck: le città su cui puntare sono Portland, San Paolo, Istanbul, Seul e Bangkok.

Articolo preso dal sito www.quotidiano.net

LA CITTA’ PREFERITA DAI VIAGGIATORI DI TUTTO IL MONDO

Marzo 2017

Il Global Destination Cities Index, pubblicato da Mastercard per il settimo anno consecutivo, ha eletto la città preferita dei viaggiatori dell’intero globo.

Con più di 21 milioni di visitatori l’anno Bangkok sale sul podio di questa classifica aggiudicandosi il primo posto. Segue Londra che, nonostante la Brexit, ha accolto quasi 20 milioni di persone lo scorso anno. Al terzo posto Parigi con 18 milioni.

Molti di voi, me compresa, si chiederanno:”Perché Bangkok? Così inquinata e così caotica?”

Nonostante i rumori assordanti ed il traffico assurdo a qualsiasi ora del giorno e della notte, la capitale della Thailandia offre un mix di modernità e di tradizione. Il bellissimo Palazzo Reale, attrazione numero uno al mondo per numero di visitatori, il Wat Pho o Buddha Sdraiato e il Wat Traimit o Budda d’Oro sono veramente imperdibili.

Ma Bangkok è molto più di questo… Lo shopping sfrenato, dai mercatini in strada ai lussuosi centri commerciali, il fantastico street food, i locali notturni e la gentilezza delle persone la rendono particolare ed affascinante!

Ma la mia amatissima New York? Nel 2016 ad accolto solo, si fa per dire, 12,7 milioni di turisti.

 

THAILANDIA, IL PAESE DEL SORRISO

Ottobre 2016

Sono rientrata da qualche giorno in Italia dopo aver trascorso un meraviglioso viaggio in Thailandia, nel sud-est asiatico. Per maggiori informazioni e dettagli cercate il mio diario di viaggio giornaliero nelle categorie “Asia” e “go4all” di questo blog. Troverete tutte le descrizioni dettagliate del tour.

Non è facile visitare l’Asia in sedia a rotelle, le barriere architettoniche e gli ostacoli sono sempre molti. Ma in Thailandia, a mio avviso, sono stati minori. Con questo non voglio scrivere che non ho incontrato nessuna difficoltà, anzi sono necessari degli aiuti per facilitarci il viaggio. Per questo www.go4all.it, tour operator specializzato in viaggi per disabili, mette a disposizione un’assistente in loco che accompagna e segue la persona disabile aiutandola a superare gradini e barriere, oltre che a salire a a scendere dai mezzi di trasporto. Detto questo, rispetto ad altri paesi d’oriente, ho trovato i siti e le attrazioni thailandesi più accessibili in carrozzina. La maggior parte di essi si snodano su un terreno pianeggiante con pochissimi piccoli dossi da superare. E molti altri sono stati resi totalmente accessibili tramite l’aggiunta di rampe e di ascensori.

La Thailandia è soprannominata “Il Paese del Sorriso“… Concordo pienamente! Le persone del posto, prevalentemente di religione buddista, incantano con i loro sorrisi e i loro inchini di saluto. Ho incontrato gente eccezionale, sempre pronta ad aiutarmi e sempre gentile nei modi. I thailandesi ti fanno innamorare del loro Paese! Unica pecca è che non tutti conoscono la lingua inglese.

La vita in Thailandia costa davvero poco rispetto alla nostra. Si mangia con pochi euro negli street food delle città, lungo le numerose bancarelle dei mercati e nei ristoranti locali che propongono svariati piatti di pesce tra cui l’aragosta. Uno dei piatti tipici locali sono le tagliatelle di riso condite con salsa di soia con l’aggiunta di pollo o gamberetti. Davvero deliziose!

IMPERDIBILE: il mercato notturno di Chiang Mai, aperto fino a mezzanotte. Lo Sky Bar al 64esimo piano del Lebua Tower a Bangkok, da dove si ammira il meraviglioso panorama della città. Andateci la sera, quando le luci dei grattacieli illuminano la Manhattan della Thailandia. Il villaggio di Mae Sai, sul confine col Myanmar. Si vede a occhio nudo il confine che delimita la fine della Thailandia e l’inizio del Myanmar.

Se siete interessati a visitare la Thailandia e avete problemi di mobilità ridotta visitate il sito internet www.go4all.it e troverete il tour che ho testato personalmente con la mia sedia a rotelle. Tutti gli hotel proposti sono totalmente accessibili e adatti ad ospitare disabili.

Sognavo questo viaggio da molti, moltissimi anni, ma per varie peripezie l’ho sempre rimandato. Io credo però che nella vita ci sia un momento per tutto, e questo è stato il mio momento giusto per visitare la Thailandia. Sono tornata soddisfatta e appagata da questa esperienza fantastica nel Paese del sorriso. Il bagaglio culturale che ti regala un viaggio te lo porti con te per tutta la vita!

 

BRUXELLES

Febbraio 2016

Bruxelles, capitale del Belgio, è poco considerata come città europea da visitare. Tutti noi la lasciamo per ultimo decidendo di andarci dopo aver visto tante altre capitali d’Europa più importanti e conosciute. E’ ritenuta la “capitale di fatto” dell’Unione Europea perché ospita sedi di alcune delle più importanti istituzioni tra cui la Commissione Europea. Ma Bruxelles ha molto di più ed offre molto di più di questo!

SIMBOLO DELLA CITTA’: statua di bronzo alta circa 50 cm situata nel centro storico di Bruxelles rappresentante un bambino che sta urinando. Il suo nome, Manneken- Pis, in dialetto fiammingo significa proprio “ragazzetto che fa la pipì”. E’ il simbolo dell’indipendenza di spirito degli abitanti di questa città. Il Manneken-Pis viene vestito in base alle occasioni speciali o alle feste tradizionali. Il suo guardaroba vanta 800 abiti.

GRAND PLACE: altra icona della città… Bellissima piazza centrale, maestosa e circondata da case e palazzi delle corporazioni. E’ entrata nella lista del patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1988 ed è considerata una delle piazze più belle del mondo. Ogni due anni, durante il mese di Agosto, viene posizionato un magnifico tappeto di fiori multicolore della grandezza di 188 mq. Vengono impiegati  un milione di fiori freschi lavorati da decine di artigiani.  Questa bellezza particolare può essere ammirata dal balcone del Municipio che viene aperto per l’occasione ai visitatori.

Salendo a piedi verso il Palazzo Reale si scovano scorci meravigliosi. Casette colorate a punta, giardini curatissimi, botteghe di artigianato e, sul lato sinistro, la Cattedrale di Notre Dame. Il panorama dall’alto, al tramonto, è sensazionale!

ATOMIUM: simbolo di Expo Bruxelles 1958. Si trova in periferia, nel parco Heysel vicino allo stadio. E’ una costruzione in acciaio che rappresenta i nove atomi di un cristallo di ferro in riferimento alle scienze e agli usi dell’atomo. Ascensore interno per accedere ai singoli atomi, che oggi ospitano musei, e all’osservatorio in cima.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: la pavimentazione è quasi tutta a ciottoli risultando faticosa da percorrere. Ma il resto è accessibile. Non ho riscontrato troppe barriere architettoniche e sono stata felice di constatare che i mezzi pubblici hanno quasi tutti l’accesso per il trasporto dei disabili. Da Bruxelles si raggiungono in treno Anversa e Bruges. Direttamente alla biglietteria delle stazione si può richiedere l’assistenza per salire e scendere dai treni.

SPECIALITA’ CULINARIE: cosa mangiare in Belgio? Il piatto più gettonato sono le cozze, proposte da tutti i ristoranti della città. In ogni angolo ci si imbatte anche nelle “friterie”, le patatine fritte sono un’invenzione belga. Molto rinomati anche gli stufati di carne. Assolutamente da provare la birra bianca, a mio avviso molto buona. Altra istituzione di Bruxelles sono le praline di cioccolato, si ingrassa alla sola vista. Dolce da street food il waffle caldo servito con gelato, con cioccolato o con frutta fresca.

Considero Bruxelles una città vivibile. Bello anche solo passeggiare per ammirare le persone che girano la città in bicicletta, le luci delle facciate delle case che cambiano col passare della giornata e le diverse piazzette dove si concentrano i bar e i ristoranti.

DIMENTICAVO: per gli amanti dello shopping consiglio le Gallerie Reali! Prezzi alti per prodotti eccellenti e all’ultima moda!

IL RISTORANTE DI “KISS ME LICIA” A MILANO

Novembre 2015

Tutti quelli che, come me, sono cresciuti negli anni 80 ricordano sicuramente un cartone animato cult dell’epoca. Mi riferisco a “Kiss me Licia“, uno dei più seguiti ed amati di quegli anni. Il fortunato cartoon, accompagnato dall’omonima sigla televisiva cantata da Cristina D’Avena, nacque in Giappone e venne trasmesso per la prima volta in Italia il primo Marzo 1983.

Oggi, a distanza di più di trent’anni, apre a Milano il Maido, ristorante giapponese ispirato al  cartone animato e gestito da Marrabbio, papà di Licia. Il nuovo locale situato in via Savona al numero 15 offre la possibilità ai più nostalgici di assaggiare, tra le altre specialità, le “okonomiyaki”, famose frittelle che venivano golosamente mangiate dal piccolo Andrea e dal suo gatto Giuliano. 

Il ristorante ha 20 coperti in tutto, un design essenziale ed un arredamento shabby ovvero dall’apparenza dimesso ma invece molto curato. Il tutto è attorniato da piastre teppan dove si cucina riso, carne e pesce fumanti. Essendo anche uno street food è possibile ordinare cibo da asporto.

Il Maido sta riscuotendo un ottimo successo dimostrando quanto gli anni 80 non siano poi un ricordo così lontano. Assolutamente da provare!kiss-me-licia-2

 

 

 

 

 

EXPO: PADIGLIONE OLANDA

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TEMA DELLA PARTECIPAZIONE: “Condividere, crescere, vivere”

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: totalmente pianeggiante

Il Padiglione olandese, disposto su un’area di 2.300 metri quadri, è divertente, somiglia ad un luna park, è tutto open-air  e vende moltissimi piatti culinari tipici dei Paesi Bassi.

Punta molto sulla gastronomia olandese vendendo meatballs, fried duck e dolci di ogni genere, rendendolo così uno street food gigante. Ovviamente la birra è venduta in quantità industriale!

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CONDIVIDERE: Gli olandesi sono soliti collaborare. Il loro Paese necessita continuamente di trovare nuove soluzioni che possono essere sviluppate e realizzate con successo solo col lavoro di gruppo. Come esempio portano le soluzioni create per la bonifica dei terreni, il miglioramento delle colture e la gestione dell’acqua.

CRESCERE: Nella classifica riguardanti le popolazioni, i Paesi Bassi si trovano al 63esimo posto. Sono i secondi esportatori mondiali di cibo e diverse aziende olandesi sono leader mondiali in differenti settori legati al cibo. Svolgono un ruolo molto importante nella ricerca delle soluzioni per le sfide mondiali legate alla sicurezza alimentare e all’uso sostenibile dell’acqua, dell’energia e di altre risorse.

VIVERE; Tutti noi cerchiamo di vivere la nostra vita migliorandone la qualità. Questo è possibile condividendo, sviluppando, crescendo e vivendo: questa è l’attitudine olandese! Si può migliorare sempre di più la nostra vita!

LE ATTRAZIONI PIU’ PARTICOLARI: – “find solution”, labirinto di specchi con scritte significative. – ruota panoramica

Questo padiglione risulta meno impegnativo e molto più spassoso rispetto a molti altri!

EXPO 2015: PADIGLIONE THAILANDIA

Padiglione Thailandia: la cucina sul mondo!IMG_8884

Il suo tema: “Nutrire e deliziare il mondo in modo sostenibile”.

La forma del sito espositivo rappresenta il NGOB, cappello tradizionale dei coltivatori di riso thailandesi. Questo tipo di copricapo è tipico del Paese dato che esiste solamente in Thailandia e viene utilizzato dai contadini fin dai tempi remoti. Esprime la conoscenza del contadino stesso e la saggezza del luogo. Accanto a questo nucleo sono invece ritratti i “NAGA“, creature divine con busto umano e coda di serpente. Sono associati all’acqua venendo definiti i protettori delle sorgenti e dei fiumi. Inoltre dispensano fertilità alle donne e mandano le piogge durante i mesi di siccità.

Quattro sono i filoni che i visitatori affronteranno recandosi in questo padiglione:

Sala 1: Innovazioni tempestive, servire un sogno. Si entra in un “cinema virtuale” con proiezioni a 360 gradi. Video ed immagini mostrano come combattere la fame nel mondo. La terra emerge dal mare, soltanto il 10% di essa è fertile e la pioggia, per i loro abitanti, è equivalente a “grande raccolto”.

Sala 2: Tradizioni, le radici della qualità. Su ampi schermi scorrono fotografie riguardanti le coltivazioni del riso e le origini del cibo thailandese, dalle varietà fertili alla ricerca continua fino al controllo sicurezza e all’innovazione.

Sala 3: Sostenibilità per l’equilibrio della vita. All’interno di un cineteatro un video della durata di 10 minuti fa apprendere al pubblico gli sforzi che il Re della Thailandia ha fatto in passato fino ai giorni nostri per sostenere i contadini. Anche attorno al Palazzo reale vi sono terrazze di riso e altre coltivazioni. Sua Maestà lavora sempre, anche con la pioggia.

Sala 4: Sapori, vie e aromi Thai. In questa ultima parte il cibo di strada, lo street food molto in voga in Thailandia, è messo a disposizione per gli ospiti visitatori. Entrando in una specie di market è possibile acquistare ciò che più si desidera mangiare, farlo cuocere dal personale per poi consumarlo all’esterno dell’area seduti su un muretto. Tutto ciò per simulare le strade thailandesi dove le persone sono solite mangiare e bere mentre chiacchierano in compagnia.

Accessibilità in sedia a rotelle: entrata con rampa, interno con altri scivoli per la salita e la discesa.

Cosa ne pensate del padiglione Thailandia? IMG_8882

A presto con altre descrizioni sull’Expo Milano 2015!

EXPO MILANO 2015: EMIRATI ARABI, ISRAELE E GALLERIA ESTONIA

Prosegue il mio tour in sedia a rotelle tra i padiglioni dell’expo.

EMIRATI ARABI:  Delle scansioni 3D di superfici di dune del deserto sono state riprodotte sulle pareti per creare un’autentica realtà. Il suo tema: “Cibo per la mente – Delineare e condividere il futuro“. Esplora le sfide riguardanti la terra, il cibo, l’energia e l’acqua e racconta la sostenibilità alimentare nel futuro. A causa del clima secco e arido oggi, negli Emirati Arabi, per l’utilizzo dell’acqua viene effettuata la desalinizzazione di quella marina, mentre l’energia in combustibile  viene tratta dalle alghe del deserto. Nell’ultima parte del padiglione si scoprono i progetti per il prossimo EXPO 2020. Costruiranno alleanze con un preciso obbiettivo: unire le menti, creare il futuro. Imperdibile  la proiezione di “The family tree“, cortometraggio dove la generazione di oggi incontra quella del passato riflettendo sul futuro. Per disabili: entrata ed uscita con rampa.

ISRAELE: il suo tema: “ I campi di domani“. Lo scopo è quello di enfatizzare l’importanza della tecnologia, della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile. Diversi video in quattro differenti aree ci mostrano alcuni dati sul Paese, ci raccontano metodi e tecnologie e ci svelano delle curiosità. Israele ha una superficie pari alla distanza tra Milano e Roma. Nel 20esimo secolo ha moltiplicato il numero degli alberi. Il suo cibo è un mix tra l’arabo, il greco, lo spagnolo, il francese e l’italiano. I pomodorini ciliegia sono una invenzione israeliana. Le sue terre, nonostante siano aride, producono quantità industriali di frutta e verdura ma più di tutto di frumento. Oggi hanno sistemi per l’agricoltura moderna in collaborazione con l‘Asia. Per disabili: totalmente pianeggiante. Per mangiare: il ristorante offre prodotti tipici della cucina israeliana. Musica di sottofondo.

GALLERIA ESTONIA: il suo tema: ” Galleria di”. Il padiglione presenta questo Paese del Nord Europa come giovane, dinamico e di rapido sviluppo. La natura incontra le antiche tradizioni. Sviluppato su tre piani di blocchi di legno accumulati uno sopra l’altro come scatole e, sui vari livelli vi sono delle altalene dove si può salire. Al primo piano è allestita una mostra riguardanti i maggiori settori estoni. Il secondo piano è addobbato con alberi e piante dei Paesi del Nord, mentre a piano terra vi è il ristorante che propone street food. Tra i vari piatti stinco con contorno a 16 euro. Per disabili: entrata pianeggiante e ascensore per spostarsi e raggiungere i vari piani.

A presto con nuove descrizioni sull‘Expo!