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CINQUE RAGIONI PER CUI INVESTO IN VIAGGI, NON IN OGGETTI

Novembre 2017

Sono pienamente d’accordo con questa viaggiatrice E voi, come la pensate? Commentate con le vostre opinioni!

Articolo preso dal sito www.huffingtonpost.it

La vita è troppo breve, e le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono le avventure e i bei ricordi

Se mia madre leggesse questo post, probabilmente non mi parlerebbe per molto tempo. Mia suocera ci ha affettuosamente definiti “i maniaci del viaggio”. E lo capisco. Sono sicura che la loro generazione, in generale, sia cresciuta con valori diversi. Casa, macchina, mobili, gioielli e risparmi erano tutti di primaria importanza e un modo per mostrare il proprio status, il successo e i traguardi raggiunti. Non fraintendetemi, tutte queste cose sono ancora importanti (e vorrei che più persone potessero permettersi i piaceri materiali di questa vita senza sacrifici e pianificazione del budget). Tuttavia, la mia generazione inizia gradualmente ad avvicinarsi a un altro tipo di mentalità – dove le esperienze contano più delle cose. Le priorità stanno passando dall’accumulare oggetti all’accumulare esperienze.

o e mio marito siamo solo una coppia qualunque con un reddito medio, che cerca di vivere al massimo e creare dei ricordi che dureranno per sempre. Data la scelta e i limiti di budget, preferirei guidare una semplice utilitaria ma andare in vacanza quattro volte all’anno, anziché dire no ad un viaggio e passare i prossimi dieci anni a pagarmi una Mercedes, solo per fare sfoggio del mio status. Inoltre, abbiamo stabilito fin da subito che preferiremmo spendere un occhio della testa in un ristorante tre stelle Michelin, anziché sprecare soldi per scambiarci dei regali.

Penserete che la mia sia un’ossessione, e forse avete anche ragione. Io preferisco definirla passione. In entrambi i casi, i sintomi sono chiari: mi sento soffocare se resto nello stesso posto per più di tre mesi; ho bisogno delle mie fughe durante il weekend (vicine o lontane); pianifico le vacanze per uno o due anni; mi dedico ad una ricerca meticolosa e preparo itinerari dettagliati per ogni viaggio; CondeNast Traveler, Culture Trip, National Geographic e Travel + Leisure sono diventati le mie bibbie; frequento anche siti come booking.com solo per sognare ad occhi aperti tutte quelle meravigliose destinazioni sparse per il mondo.

Dunque, perché ho deciso d’investire nei viaggi e non nelle cose? I motivi sono semplici:

AMPLIARE LA MIA PROSPETTIVA

Come disse giustamente Mark Twain, il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale. Due anni di incarico diplomatico ad Haiti mi hanno aperto la mente su un piano completamente diverso. Certo, si possono vedere le difficoltà dei paesi in via di sviluppo in TV, ma finché non le tocchi con mano, non potrai mai comprendere davvero le battaglie quotidiane di quella gente. Per fortuna, le nostre condizioni di vita ad Haiti non avevano nulla a che vedere con quelle di chi vive nella povertà più assoluta. Tuttavia, lì iniziai ad apprezzare anche le cose più semplici come le strade asfaltate, i semafori, i supermercati, i cinema e i centri commerciali – in pratica, tutto ciò che prima davo per scontato.

FARE NUOVE AMICIZIE

Ammirare le principali attrazioni del luogo non è abbastanza per me. Resto sempre a bocca aperta quando penso a quelle persone che, pur vivendo da anni in un altro paese, non hanno amici del posto. Non credo si possa imparare qualcosa su una nazione e sulla sua cultura senza interagire con la gente del luogo. Il coinvolgimento multiculturale è la chiave per capire la bellezza di questo mondo, ed avere tanti amici sparsi per il pianeta mi fa sentire ricca. Oltre a permetterti di conoscere le persone del paese ospitante, il viaggio ti offre anche l’opportunità d’interagire con altre nazionalità e scoprire qualcosa in più sulla loro cultura. Ricorda, ogni persona che incontri durante i tuoi viaggi ha una storia da raccontare.

CONOSCERE NUOVE CULTURE

Potrebbe essere una festa alle Hawaii, una visita alla Grande Muraglia cineseuna notte trascorsa in un tempio buddista in Giappone, un’immersione a Saint Kittsun torneo di sumo a Tokyo, un safari nel deserto a Dubai: le possibilità d’immergersi nella cultura locale della meta prescelta sono infinite. L’emozione di vedere da vicino come vivono i popoli di altre nazioni, e provare le stesse esperienze che fanno battere i loro cuori, è incomparabile. Mentre giri per il mondo alla ricerca di nuovi odori, panorami e suoni, la comprensione profonda del mondo e delle nuove culture, così diverse dalla tua, ti apre la mente e ti arricchisce.

SCOPRIRE NUOVE PERLE CULINARIE.

Non è un segreto che amo il buon cibo e m’impegno sempre a provare la cucina locale ovunque io vada. Per quanto si tenti di ricreare le ricette originali, le pietanze non saranno mai buone come nel paese d’origine, semplicemente perché i prodotti locali e le spezie non possono essere riprodotti dappertutto. Il Khachapuri non sarà mai buono come quello preparato nella cucina di mia madre a Tblisi, il cibo thai non avrà mai lo stesso sapore che ha in Thailandia, e quello indiano non ti farà mai venire l’acquolina in bocca come in India. Ricordo ancora il nostro “food tour” da capogiro a San Juan, dove gustammo le specialità locali girando per le strade acciottolate. La nostra esperienza più recente è stata provare la cucina del Sichuan in un piccolo chiosco alla buona di uno sconosciuto villaggio cinese, sulla strada verso la Città Proibita. Era economico, semplice, ma strepitoso.

PER NON GUARDARMI INDIETRO E CHIEDERMI: “E SE…?”

La vita è troppo breve e, alla fin fine, le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono tutte le avventure vissute e i bei ricordi condivisi con le persone amate. Non voglio rimandare niente che non possa fare oggi, questo mese o quest’anno. Non voglio guardarmi indietro e avere dei rimpianti o pensare “Vorrei essere stata lì, aver fatto questo, ecc…”. A dirla tutta, non credo che questa passione per i viaggi mi abbandonerà mai. Avrò sempre quel desiderio di fare le valigie e prenotare un volo per una destinazione esotica. Non credo esistano risposte giuste o sbagliate sul modo di vivere la propria vita. Fare ciò che ci sembra giusto in un momento preciso è la risposta migliore probabilmente, perché non sappiamo cosa ci riserverà il domani.

E voi cosa ne pensate della sfida viaggi contro oggetti? Cosa scegliereste?

“VIAGGIARE AIUTA A CRESCERE”: LA STORIA DEL PICCOLO ALFRED

Dicembre 2016

I tempi sono cambiati… E per fortuna! I bambini di oggi viaggiano, conoscono Paesi stranieri fin da piccoli e si imbattono in esperienze che qualcuno di noi probabilmente non vivrà mai. Con questo post vi racconto la storia di Alfred, che a soli sei anni ha già preso 100 aerei e visitato 24 Paesi del mondo toccando quattro continenti…

Susannah e Kevin sono una coppia inglese che, quando sei anni fa nacque il loro piccolo Alfred, decisero di cambiare totalmente la loro vita lasciando il lavoro ed iniziando a girare il mondo. Il motivo principale? Dare una migliore educazione al figlio!

Alfred ha un bagaglio culturale enorme per la sua età, è cresciuto in una scuola materna malese fino all’età di quattro anni, ha scalato le montagne del Nepal, alloggiato in una casa sull’albero in Cambogia, costruito castelli di sabbia in Thailandia e fatto trekking sui vulcani in Asia. Ma, secondo la madre, l’esperienza più educativa l’ha vissuta in India lo scorso anno, comprendendo la fortuna che possiede rispetto ai bimbi indiani.

La regola principale di questi tre viaggiatori singolare è “niente hotel e resort di lusso e nessun mezzo privato”, questo per far mescolare Alfred con le popolazioni locali facendogli toccare con mano le loro abitudini ed i loro stili di vita. Per questo motivo la coppia prenota solo il volo poi, una volta arrivati a destinazione, si avventurano nella ricerca di un alloggio.

Alcune famiglie, dopo aver conosciuto la loro storia, hanno espresso il loro scetticismo a riguardo, pensando ai pericoli che Alfred potrebbe correre. Ma i genitori assicurano che, per loro, il piccolo Alfred è la cosa più importante e che non permetterebbero mai che gli accadesse nulla. Per far conoscere le proprie esperienze di famiglia viaggiatrice hanno aperto una comunità on line dove dispensano consigli a quelli che come loro desiderano intraprendere questo stile di vita nomade.

Che dire… Tanta ammirazione ed un pochino di sana invidia!

THAILANDIA, IL PAESE DEL SORRISO

Ottobre 2016

Sono rientrata da qualche giorno in Italia dopo aver trascorso un meraviglioso viaggio in Thailandia, nel sud-est asiatico. Per maggiori informazioni e dettagli cercate il mio diario di viaggio giornaliero nelle categorie “Asia” e “go4all” di questo blog. Troverete tutte le descrizioni dettagliate del tour.

Non è facile visitare l’Asia in sedia a rotelle, le barriere architettoniche e gli ostacoli sono sempre molti. Ma in Thailandia, a mio avviso, sono stati minori. Con questo non voglio scrivere che non ho incontrato nessuna difficoltà, anzi sono necessari degli aiuti per facilitarci il viaggio. Per questo www.go4all.it, tour operator specializzato in viaggi per disabili, mette a disposizione un’assistente in loco che accompagna e segue la persona disabile aiutandola a superare gradini e barriere, oltre che a salire a a scendere dai mezzi di trasporto. Detto questo, rispetto ad altri paesi d’oriente, ho trovato i siti e le attrazioni thailandesi più accessibili in carrozzina. La maggior parte di essi si snodano su un terreno pianeggiante con pochissimi piccoli dossi da superare. E molti altri sono stati resi totalmente accessibili tramite l’aggiunta di rampe e di ascensori.

La Thailandia è soprannominata “Il Paese del Sorriso“… Concordo pienamente! Le persone del posto, prevalentemente di religione buddista, incantano con i loro sorrisi e i loro inchini di saluto. Ho incontrato gente eccezionale, sempre pronta ad aiutarmi e sempre gentile nei modi. I thailandesi ti fanno innamorare del loro Paese! Unica pecca è che non tutti conoscono la lingua inglese.

La vita in Thailandia costa davvero poco rispetto alla nostra. Si mangia con pochi euro negli street food delle città, lungo le numerose bancarelle dei mercati e nei ristoranti locali che propongono svariati piatti di pesce tra cui l’aragosta. Uno dei piatti tipici locali sono le tagliatelle di riso condite con salsa di soia con l’aggiunta di pollo o gamberetti. Davvero deliziose!

IMPERDIBILE: il mercato notturno di Chiang Mai, aperto fino a mezzanotte. Lo Sky Bar al 64esimo piano del Lebua Tower a Bangkok, da dove si ammira il meraviglioso panorama della città. Andateci la sera, quando le luci dei grattacieli illuminano la Manhattan della Thailandia. Il villaggio di Mae Sai, sul confine col Myanmar. Si vede a occhio nudo il confine che delimita la fine della Thailandia e l’inizio del Myanmar.

Se siete interessati a visitare la Thailandia e avete problemi di mobilità ridotta visitate il sito internet www.go4all.it e troverete il tour che ho testato personalmente con la mia sedia a rotelle. Tutti gli hotel proposti sono totalmente accessibili e adatti ad ospitare disabili.

Sognavo questo viaggio da molti, moltissimi anni, ma per varie peripezie l’ho sempre rimandato. Io credo però che nella vita ci sia un momento per tutto, e questo è stato il mio momento giusto per visitare la Thailandia. Sono tornata soddisfatta e appagata da questa esperienza fantastica nel Paese del sorriso. Il bagaglio culturale che ti regala un viaggio te lo porti con te per tutta la vita!

 

MY LIVE TRIP: DA CHIANG RAI AL TRIANGOLO D’ORO, THAILANDIA

25 Settembre

Sono arrivata a Chiang Rai, cittadina cresciuta sulla riva sud del fiume Kok. Nonostante da alcuni anni si stia rilanciando come centro turistico, continua a vivere all’ombra di Chiang Mai. Durante il giorno la città è tranquilla, ma la sera, quando i turisti rientrano dalle loro gite, le luci al neon si accendono e i negozi e i ristoranti si affollano.

Mi sposto a nord di Chiang Rai fino a raggiungere il villaggio di Mae Sai, sul confine birmano. Solitamente i turisti giungono qui per lo shopping, per i km di bancarelle di pacchiani souvenir. Il centro abitato più settentrionale della Thailandia non offre nient’altro, tuttavia esercita un notevole fascino per la sua posizione sul confine col Myanmar.

Ma oggi è il giorno del triangolo d’oro, un luogo diventato mitico! Qui il fiume Mekong e la cittadina di Sop Ruak si incontrano creando un confine naturale tra tre paesi: Thailandia, Myanmar e Laos. E’ un punto panoramico da dove si vede scorrere proprio il Mekong, fiume lungo ed importante di tutto il sud-est asiatico. Il triangolo d’oro non rappresenta solo un confine, un fiume e tre nazioni, ma prende il nome dalla produzione mondiale di oppio di queste ultime che formavano un luogo strategico per il commercio tra i contrabbandieri. E la visita al “museo dell’oppio” e’ d’obbligo per apprendere quanto sia diventata famosa quest’area per la coltivazione e lo smercio di questa droga, negli anni Sessanta e Settanta, che risultava essere illegale in Thailandia.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: rampe per il panorama del triangolo d’oro e per il museo dell’oppio

Ora devo scappare, un volo mi aspetta… Dove sarò domani? Seguitemi e lo scoprirete!

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MY LIVE TRIP: CHIANG MAI, THAILANDIA

23 Settembre 2016

Il mio diario di viaggio oggi vi porta a Chiang Mai, la capitale culturale del nord della Thailandia.

TEMPLI VISITATI: tempio buddista di Wat Phra That, situato sulla montagna di Doi Suthep da dove è possibile ammirare uno splendido panorama della città. Questo è il tempio più spettacolare che si trova nella zona. Purtroppo risulta essere anche il più affollato dai turisti. Wat Suan Dok o “Tempio del giardino fiorito“, circondato dalle mura delle fortificazioni di Chiang Mai. Wat Phra Singh, il complesso di edifici più suggestivo di tutta la città! Non è sempre facile girare per templi in sedia a rotelle, ma nelle visite di oggi non ho riscontrato molte barriere. La funicolare che porta alla pagoda d’oro e al tempio sulla collina è accessibile ai disabili.

Ho trovato Chiang Mai una città moderna che ancora conserva un po’ dell’atmosfera dell’antico insediamento. La popolazione è composta da gente giovane, per lo più studenti, e le persone sono più rilassate (rispetto a Bangkok) ed ancora più accoglienti ed ospitali.

La mia giornata a Chiang Mai prosegue con la visita alla fattoria delle orchidee. Sono rimasta stupita nel vedere così tante varietà di orchidee dai mille colori ed ho visitato il piccolo padiglione delle farfalle. ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: totalmente accessibile!

Ultima tappa del giorno: centro artigianale di San Kampheng. Trattasi di un villaggio con mercato artigianale rinomato in Thailandia per la lavorazione a telaio di lucenti filati di seta per la realizzazione di tessuti pregiati. Lungo le vie, nei piccoli laboratori artigianali, i residenti locali lavorano ancora i fili di seta sui tradizionali telai in legno. La provincia di Chiang Mai è la maggior produttrice di tessuti manufatti di seta naturale in Thailandia.

Domani farò incontri ravvicinati con gli elefanti

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MY LIVE TRIP: WIANG KUM KAM, THAILANDIA

22 Settembre 2016

Il mio tour in Thailandia procede alla grande. Questo paese mi sta affascinando sempre di più…

Questa mattina, con un volo da Bangkok della durata di 55 minuti, ho raggiunto Chiang Mai, città situata a circa 600 km a nord dalla capitale thailandese.

Da qui mi sono recata a Wiang kum Kam, antica cittadina poco frequentata, di conseguenza poco turistica, con rovine molto ben conservate. Fu la prima capitale del Regno Lanna, costruita dal Re Mangrai alla fine del tredicesimo secolo. Ma Wiang Kum Kan non rimase capitale a lungo a causa delle frequenti inondazioni del fiume Ping che fecero si che i suoi abitanti la abbandonassero.

Passarono tanti, tantissimi anni fino a quando, nel 1984, la città tornò alla luce grazie agli scavi promossi dal Dipartimento delle belle arti. Nonostante i numerosi reperti rinvenuti, le ricerche continuano ancora oggi.

In questo celebre sito archeologico, circondato da mura fortificate, sono stati recuperati 11 templi, circa la metà degli originali, tra cui una lastra di pietra incisa, unico esemplare dell’alfabeto da cui derivò la moderna scrittura thai.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: ottima, a parte qualche piccolissimo ostacolo da superare.

Qui ho avuto modo di toccare con mano la vera Thai attraverso le case e gli abitanti di questo antico villaggio. La maggior parte di essi sono birmani che hanno scelto di superare il confine per trovare lavoro. Un tempo clandestini, oggi sono obbligati a dichiararsi al governo. Sono più poveri rispetto ai thailandesi che vivono in città, ma ognuno di loro possiede il terreno sul quale vive e dove coltiva spezie e piante di frutta.

Domani visiterò Chiang Mai… Non perdete il mio diario di viaggio!

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MY LIVE TRIP: AYUTTHAYA, THAILANDIA

21 Settembre 2016

Secondo giorno in Thailandia. Destinazione: Ayutthaya!

A circa 70 km di distanza da Bangkok si trova Ayutthaya, che fu la capitale fiorente del regno del Siam dal XIV al XVIII secolo. Secondo una credenza, il riflesso del sole sulle decorazioni d’oro dei templi si ripercuoteva fino a 5 km di distanza! Oggi gran parte di questo sito è occupato da spazi erbosi e le grandiose rovine rimaste formano un cimitero di templi. La città è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO il 13 Dicembre 1991.

IMPERDIBILE: Wat Phra Mahathat, resti di un monastero le cui origini sono difficili da datare. Tra i miei preferiti in assoluto spicca la testa di Buddha incastonata tra i rami degli alberi, e Viharn Phra Mongkol Bophit, somigliante al Grand Palazzo Reale di Bangkok ma in realtà tempio buddista. Al suo interno vi è una enorme statua del Buddha che, con i suoi 19 metri di altezza, risulta uno dei più grandi di tutta la Thailandia.

Le statue di Buddha sono veramente numerose qui ad Ayutthaya. Da quello disteso di Wat Yai Chaya Mongkol alle centinaia rivestite di stupa giallo chedis. 

ACCESSIBILITA’ GENERALE IN SEDIA A ROTELLE: solo pochissime e minime barriere. La maggior parte dei siti è pianeggiante e sono presenti molte rampe. In alcuni punti il terreno è dissestato e non asfaltato.

Il modo migliore per visitare Ayutthaya è quello di unirvi a un’escursione giornaliera da Bangkok. Potete scegliere di vedere il meglio delle rovine storiche prendendo un tuk-tuk, noleggiando una bicicletta o facendo il giro sul dorso di un elefante.

Domani un volo interno mi condurrà a…. STAY TUNED!

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MY LIVE TRIP: BANGKOK, THAILANDIA

Bangkok, 20 Settembre 2016

Il mio viaggio in Thailandia non poteva che iniziare da Bangkok, capitale dell’esotico Siam e città caotica e cosmopolita per eccellenza. Il grande fiume Chao Phraya, spina dorsale di una rete di canali, la divide in due. Proprio per questo motivo Bangkok ha assunto il titolo di “Venezia dell’Est“.

PRIMO PERSONALE IMPATTO: incasinata ed intrigante allo stesso tempo

CALDO?: Pensavo più umido visto il periodo non proprio ottimale

ATTRAZIONE PRINCIPALE: Gran Palazzo Reale. E’ la cinquantesima attrazione più visitata al mondo! Fu inaugurato nel 1785 e sancì la fondazione della capitale con la conseguente rinascita della nazione thai dopo l’invasione birmana. Per visitarlo è necessario indossare abiti appropriati: pantaloni lunghi per gli uomini e gonne sotto al ginocchio per le donne. Bandite le canottiere e le maglie smanicate. Punto di forza: Buddha di Smeraldo, il tempio buddista più sacro del Paese. Accessibilità in sedia a rotelle: scivolo e rampe ma anche qualche gradino da superare.

IMPERDIBILE: Wat Pho. Il colossale Buddha Coricato attrae moltissimi visitatori che si fermano ad osservarlo. Il mio consiglio è di andare oltre, per percorrere l’intero complesso animato e disordinato composto da campi di basket, aule scolastiche e un laghetto con le tartarughe.

Bangkok non offre solo templi ai turisti che giungono da ogni parte del mondo: mercati colorati, vita notturna, crociere sul fiume, incontri di Thai boxe e musei solo solo alcune delle cose che potete fare una volta arrivati nella capitale thailandese. Cosa aspettate?

Seguitemi domani… sarò a…

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MAHANAKHON, IL GRATTACIELO PIU’ ALTO DI BANGKOK

downloadSettembre 2016

Lo scorso 29 Agosto a Bangkok, in Thailandia, è stato inaugurato il grattacielo più alto della città e dell’intero Paese: il Mahanakhon. Il lussuoso skyscraper si trova in Narathiwat  Ratchanakharin Road, il quartiere centrale degli affari, ed al suo interno ospita il “The Ritz Carlton Residences and Edition Hotel“. L’intero progetto fu presentato nel 2009 ed i lavori iniziarono nel 2011 e sono terminati a Maggio 2016.

Con i suoi 314 metri di altezza risulta essere al sessantaseiesimo posto dei grattacieli più alti al mondo, il trentaquattresimo in Asia ed il più alto della Thailandia. Sopra i 77 piani dell’edificio si trova il bellissimo osservatorio che offre la vista della città a 360 gradi. Con lo skytray, tramite un balcone di vetro a sbalzo che si estende fuori dall’edificio, è possibile camminare in piedi sul cielo. Sia l’osservatorio che il bar sul tetto sono aperti tutti i giorni.

Il nome “Mahanakhon” significa “grande metropoli”. Nome azzeccatizzimo per una tra le città più dinamiche del pianeta. L’edificio è inoltre un punto di riferimento architettonico per Bangkok rappresentando inoltre la sua crescita a livello mondiale!2535_img_main

E’ stato progettato dall’architetto Buro Ole Scheeren che non ha avuto timore di fare pieno uso dello spazio negativo. Una serie di spirali di balconi boxlike crea un aspetto frastagliato unico… Assolutamente da visitare! Ma, come sempre, solo in pochi potranno permettersi un appartamento nel Mahanakhon. Il prezzo? Da 1.100.000 a 17.000.000 di dollari!a8a01fb6-5aa3-4289-9cc7-16e3493aefa1_seven_hundred

 

RESOCONTI DI EXPO 2015

L’esposizione universale ha chiuso da poco i battenti a Milano. In primis ci tengo a stillare una mia personale classifica riguardante i padiglioni che più mi hanno entusiasmata tra i 42 che ho visitato. Sul podio, al primo posto, metto senza ombra di dubbio il Kazakhstan. La terza sala che ospita il teatro in movimento mostra in 3D tutto ciò che di bello ha da offrire questo Paese. Al secondo posto piazzo Palazzo Italia dove spiccano le “sale degli specchi”. Mentre il terzo posto lo riservo al Giappone, col personale accogliente e con le sale interattive e all’avanguardia.

DA NON PERDERE anche la foresta all’aria aperta dell’Austria, il Sultanato dell’Oman, il Kuwait con le sue tende del deserto, la Cina, la Colombia, la Repubblica di Corea, l’Angola, la Russia, il Marocco, la Germania, Israele e l’Azerbaijan.

I PADIGLIONI SOPRAVVALUTATI sono, sempre a mio parere, gli Emirati Arabi, l’Argentina e la Svizzera. Troppe code per padiglioni non spettacolari.

I PADIGLIONI CHE MI HANNO DELUSA sono quello del Brasile, eccetto la tenda nient’altro, quello degli USA e quello dell‘Indonesia.

Mi sono documentata un pò per fornirvi alcune classifiche e statistiche riguardanti i padiglioni che sono stati i protagonisti principali di Expo 2015. Più di 21 milioni sono stati i visitatori dei quali l’88% hanno rilasciato un parere positivo e dei quali un terzo proveniva dall’estero. 60 sono i capi di stato che sono stati in visita all’Expo. Il Padiglione più apprezzato in assoluto è stato quello del Giappone, distanziato da Kazakhstan e Cina. La maggior parte delle persone che si sono recate all’Expo ha colto l’occasione di visitare anche Milano e il nord d’Italia.

I PADIGLIONI PIU’ ATTINENTI AL TEMA” NUTRIRE IL PIANETA” SONO: Padiglione Zero, Svizzera, Israele, Corea, Germania, Emirati Arabi, Giappone, Kazakhastan e Francia.

I PADIGLIONI PER LA MOVIDA SERALE sono Repubblica Ceca, Belgio, Argentina, Olanda, Spagna, Messico e Germania.

I PADIGLIONI CHE HANNO PRESENTATO MEGLIO I LORO PAESI SONO: Colombia, Thailandia, Estonia, Turkmenistan, Ecuador, Oman, Marocco, Angola, Belgio, Azerbaijan e Slovacchia.

Scrivendo a proposito dei protagonisti di questo Expo di Milano non si può non citare lui, il più fotografato dell’estate: l’albero della vita.E la bella notizia giunta da poco è che quest’ultimo, insieme a Palazzo Italia e al Padiglione Zero resteranno lì dove sono. Così ha dichiarato Giuseppe Sala, il commissario di Expo. A partire dalla primavera 2016 questi tre colossi saranno riaperti ed accoglieranno tutti i visitatori che avranno voglia di vederli o di rivisitarli.