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LA MIA INTERVISTA PER L’UNIVERSITA’ IULM DI MILANO

Maggio 2018

Elisa Valsecchi, una studentessa del terzo anno di università iscritta allo Iulm di Milano, mi ha intervistata per il Laboratorio di Giornalismo.

Crederci sempre, arrendersi mai: intervista a Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga è esuberante e determinata, ha poco più di 40 anni e da 20 è su una sedia a rotelle a causa di un tragico incidente stradale. Dopo aver superato il trauma, ha ripreso a girare il mondo ed è diventata una travel blogger per stimolare le persone diversamente abili a viaggiare. Quest’anno ha pubblicato il libro “La mia seconda vita. Il mondo raccontato da una sedia a rotelle”. Il suo motto è: “Crederci sempre, arrendersi mai!”.

Pamela mi accoglie in casa sua a Valmadrera (LC) e sono subito circondata da souvenir, cartoline e foto dei suoi viaggi. A oggi, ha visitato 48 nazioni e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

In questo tuo primo libro cosa c’è di Pamela e cosa manca?
“C’è tutto di Pamela, lo scopo è stato proprio quello di raccontarmi completamente per spronare le persone che, come me, sono cadute nel baratro. Il racconto parte dalla mia infanzia e arriva a questa mia seconda vita, che ho raggiunto dopo l’incidente e il percorso di analisi, quando sono rinata e ho aperto il mio blog di viaggi: ilmondodipamela.it.”

Com’è nata la tua passione?
“Mi è sempre piaciuto viaggiare, anche se ho iniziato a intraprendere i primi tour a lungo raggio relativamente tardi, a 18 anni, perché prima dell’incidente, lavorando, avevo molto meno tempo. Dopo la riabilitazione ho ricominciato subito a viaggiare e adesso, in media, faccio due viaggi l’anno: uno per piacere e uno per lavoro.”

Quante nazioni hai visitato nella tua vita? C’è un numero preciso che vuoi raggiungere?
“Per il momento sono stata in 48 nazioni diverse ma io vorrei vederle tutte e 196. So che molto probabilmente non ci riuscirò (per esempio alcuni paesi del Medio Oriente sono off-limits) ma spero di visitarne comunque il più possibile. Almeno questa è la sfida che ho con me stessa, non è una questione numerica, è molto di più. Sono sempre alla ricerca di nuove culture, luoghi e foto, anche se poi le immagini migliori le custodisco nella mia mente.”

Qual è stato il tuo viaggio preferito?
“È una scelta difficile, mi viene in mente l’ultimo tour in Argentina-Patagonia ma anche l’Australia è stata stupenda e includerei anche il Coast to Coast in USA e New York, che è la città che prediligo. Ma il viaggio preferito per eccellenza è stato in India perché più che un itinerario è stata un’esperienza di vita. Lì ho visto persone che stavano molto peggio di me ma che mi salutavano sempre con un sorriso e mi sono entrate nel cuore. Quello che mi ha lasciato è davvero indescrivibile, spero di tornarci in futuro.”

Nel libro scrivi che all’inizio viaggiavi per fuggire da una realtà che non ti piaceva: negli anni il tuo approccio al viaggio è cambiato?
“Assolutamente sì. Dopo l’incidente stradale ho lottato contro i miei demoni, pensavo che tutti i miei problemi personali potessero svanire e la mia vita migliorare semplicemente andando via, il più lontano possibile. Con il tempo ho imparato che è il contrario: per andare dove si vuole bisogna prima stare bene con se stessi. Oggi viaggio per il piacere di conoscere e sicuramente non scappo più!”

E adesso viaggi anche per lavoro. Com’è nata la collaborazione con Go4All?
“In modo inaspettato. Il titolare ha scoperto il mio blog e mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere report dettagliati sui viaggi che avevo intrapreso. Io ho accettato e, grazie alla mia memoria fotografica, ho ricostruito i dettagli dei tour passati e abbiamo lanciato Go4All, un tour operator per persone con disabilità, e adesso viaggio per allargare l’offerta delle destinazioni. Nel sito inseriamo attentamente solo i viaggi che io ho testato di persona, così da non mandare i clienti allo sbaraglio ma cercare di informare e consigliare il più possibile su quello che troveranno.”

Scrivi anche per la rivista online Agenda Viaggi?
“Per Agenda Viaggi curo una rubrica bimensile che si chiama Viaggi Senza Barriere, con riferimento alle barriere architettoniche incontrate durante le mie esperienze. Con il direttore ho fatto anche radio e adesso tengo dirette Facebook, sia da casa sia durante i miei viaggi (le ho inaugurate dall’Argentina e dalla Repubblica Dominicana) per coinvolgere il pubblico.”

Com’è cambiato il tuo modo di viaggiare da quando scrivi per gli altri?
“Mi accorgo di prestare ancora più attenzione ai dettagli e a tutto quello che c’è intorno a me. Cerco sempre di ricordare e annotare tutto, dalle strutture ricettive agli aiuti in loco per superare le barriere architettoniche, così da essere maggiormente di aiuto a chi mi leggerà al mio ritorno.”

Le persone con disabilità cosa ti chiedono?
Mi chiedono principalmente se possono viaggiare da soli e quanto è faticoso, dato che non tutti i viaggi sono uguali: ci sono quelli rilassanti e quelli più dinamici. A me osano domandare quello che magari a un mio collega normodotato non chiedono per timore, come per esempio la presenza di bagni per disabili, che non è mai scontata.”

Quali difficoltà hai incontrato durante i tuoi tour?
“A volte succede che non sia tutto fattibile, in passato è capitato che ci fossero posti che mi hanno rifiutata per mancanza d’infrastrutture. Per esempio, mi sarebbe piaciuto tantissimo andare a Varanasi, in India, ma l’operatore turistico dell’epoca non mi aveva accettata perché -secondo lui- era un posto troppo affollato e con troppi gradini per me. Tuttavia, adesso il modo di viaggiare è un po’ cambiato: tante agenzie mettono a disposizione un assistente in loco, che aiuta a superare le barriere architettoniche. È logico che bisogna conoscere anche i propri limiti, se per esempio un tempio ha 100 gradini all’entrata, magari mi accontento di vederlo dal basso, ma in genere sono testarda. Voglio provare tutto, o almeno il più possibile e ti dico che da disabile ho fatto tante cose, che magari anche chi cammina, non sempre sceglie di fare.”

Per esempio?
“Ho cavalcato un elefante due volte, in India e in Thailandia, ho navigato su qualsiasi imbarcazione in Cambogia e mi sono lanciata da un elicottero a quota 4000 metri. Insomma il mio motto è Crederci sempre, arrendersi mai!”

Qual è stato il paese più ospitale e preparato all’accoglienza di una persona con disabilità?
“Gli Stati Uniti e l’Australia sono sicuramente i più preparati: si può viaggiare da soli, si trovano passerelle ovunque e servizi per disabili, ma li è anche più difficile chiedere aiuto, nel senso che ognuno pensa ai fatti suoi. L’Asia, invece, ha molte barriere architettoniche ma gli abitanti, pur di farti visitare tutto quello che vuoi, ti portano anche in spalla. Ci sono queste due civiltà a confronto per ospitalità e per preparazione all’accoglienza ma si trova comunque il modo per visitarle entrambe.”

Qual è il consiglio che daresti a una persona disabile che vuole viaggiare?
“Sicuramente le direi di non avere paura. I timori iniziali sono naturali e comprensibili ma adesso, rivolgendoci a noi di Go4All o a tante altre strutture, si può viaggiare in tutta tranquillità. Poter dire “io con la mia sedia a rotelle sono riuscita ad arrivare fino a qua” è una soddisfazione enorme. Per questo mi sento di consigliare a tutti di partire perché è una sfida da vincere con se stessi, accresce l’autostima e la capacità di gestirsi e di adattarsi.”

E la tua prossima partenza?
Ecuador e isole Galapagos. Poi chissà, magari capiterà qualche altra meta inattesa. Alla fine, il bello è proprio non sapere cosa mi aspetta.”

 

LE DIECI METE EMERGENTI DEL 2018

Gennaio 2018

Sudafrica destinazione top, Russia dei mondiali di calcio da scoprire, Vietnam meta emergente per la gastronomia, La Valletta capitale europea della cultura

Una vacanza attiva ma allo stesso tempo rilassante, destinazioni lontane dal turismo di massa ma comunque sicure e attrezzate. E poi esperienze autentiche, a contatto con la natura e la cultura dei luoghi, con un interesse spiccato per le tradizioni culinarie. Sono queste le caratteristiche del “viaggio perfetto” per gli italiani secondo CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, la prima a portare in Italia queste figure specializzate proprio nel conciliare tutte le esigenze e i desideri dei viaggiatori confezionando vacanze su misura, personalizzate in ogni aspetto. Secondo Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, per l’anno appena iniziato si possono scorgere alcuni trend: «Il 2018 –afferma Romano – sarà all’insegna della scoperta di mete poco conosciute dagli italiani, come il Sudafrica e la Russia centrale e orientale, ma anche della riscoperta, con percorsi alternativi, di aree già care ai nostri connazionali come il sud-est asiatico, dove emergono Indonesia e Vietnam, e i Caraibi, dove la meta di tendenza è Aruba. Non si arresta l’ascesa dell’Islanda, sempre più gettonata da qualche anno a questa parte e, per restare nell’ambito dei climi freddi, si afferma sempre di più il Canada».
Ecco quindi le dieci mete emergenti secondo i dati CartOrange con le esperienze più originali da poter vivere in questi paesi.
Sudafrica: la natura e i vini che non ti aspetti – È la destinazione top 2018 perché offre esperienze molto varie, dall’avvistamento della fauna alle e degustazioni enogastronomiche. «In Sudafrica si possono esplorare ambienti naturali diversissimi –spiega Gianpaolo Romano–. La Riserva Naturale di Stony Point ospita una delle colonie di pinguini africani più grandi del mondo e lungo il tragitto è possibile avvistare le balene che si avvicinano alla costa (da giugno a novembre). A Hermanus, cittadina incastonata tra le montagne e il mare, si possono ammirare anche da terra le balene franche australi, che si avvicinano alla costa nei mesi dell’inverno australe». Non solo, i dintorni di Città del Capo riservano sorprese agli amanti del vino. «La Elgin Valley, con le sue aziende vinicole a conduzione familiare e i suoi “Farm Stall”, tipici punti vendita diretti al pubblico delle aziende agricole locali, è un luogo ideale per un’esperienza enogastronomica» consiglia sempre Romano.
Bali (Indonesia): sport e tradizioni a contatto con i popoli locali – È tra le mete di tendenza del 2018 per la possibilità di fare turismo attivo ma allo stesso tempo rilassante. Tra le esperienze consigliate da CartOrange: trekking/cycling tra le risaie e i villaggi rurali di Bali e passeggiata a cavallo lungo le spiagge vulcaniche di Saba; rafting nella valle di Ayung e pranzo panoramico a Ubud con vista sulle più belle risaie del mondo (Jatiluwih). «L’Indonesia è un paese di grande cultura e tradizione che non mancherà di affascinare chi è interessato alla vita autentica delle popolazioni locali –spiega Romano–. Fra le esperienze più apprezzate dai nostri viaggiatori c’è la visita al villaggio di Tabanan, con il suo mercato e il Museo Subak dedicato agli strumenti agricoli tradizionali. Qui proponiamo anche la visita alla scuola primaria e un’esperienza in una casa tradizionale, da dove si parte poi per imparare a coltivare il riso ed esplorare le piantagioni».
Thailandia: romanticismo in primo piano – È in questa top ten perché gli italiani la apprezzano ormai da anni per il suo “lusso accessibile”. «Questa destinazione è perfetta per un viaggio romantico –consiglia Romano–. Sulle spiagge di Koh Samui gli innamorati possono godersi cene romantiche in spiaggia, passare giornate in barca alla scoperta di splendidi fondali e di una natura incontaminata, crociere al tramonto, trattamenti benessere; perfetto per le coppie anche il lusso urbano di Bangkok». L’esperienza più bella secondo CartOrange? «Le immersioni ad Hat Yai Island, accessibile dalla costa di Trang, dove si trovano incredibili caverne sottomarine; esplorarne gli interni misteriosi è un’esperienza indimenticabile, con stalattiti incombenti di più di 30 metri che scendono dal soffitto».
Canada: natura incontaminata e un carnevale alternativo – È una meta emergente soprattutto per chi ricerca una natura incontaminata ma vuole anche scoprire un Paese con un indice di benessere elevato. «Le due facce del Canada garantiscono diversi tipi di esperienze –spiega Gianpaolo Romano–, soprattutto a contatto con la fauna dei parchi, come l’escursione in Zodiac (una speciale imbarcazione) da Tofino con avvistamento di orsi e cetacei, e a contatto con gli abitanti del luogo, come l’esperienza alla Sucrerie tra Montreal e Quebec». Ed è una destinazione interessante non solo d’estate: «Una chicca da non perdere –secondo Romano– è il carnevale invernale di Quebec City che si svolge fin dal 1954, dalla fine di gennaio alla metà di febbraio: è l’occasione di divertirsi con sfilate notturne, gare con slitte trainate dai cani, rafting e canoa sulla neve, pesca sul ghiaccio, competizioni in motoslitta, serate di gala con danze in costume e molto altro».
Islanda: paesaggi da film e relax nelle sorgenti calde – Considerata per anni fuori dalle rotte più battute, sta vivendo un momento di grande scoperta da parte dei turisti, ma rimane ancora la meta ideale per chi ricerca una vacanza lontano dalla civiltà, a contatto con la natura e paesaggi quasi “lunari”, dove sono stati girati numerosi film e serie tv, come Game of Thrones. Ma non è solo un ambiente ostile per viaggiatori estremi: «Chi teme di stancarsi presto del freddo potrà trovare relax nei moltissimi bagni termali alimentati dalle sorgenti calde –spiega Romano –. I viaggiatori possono rilassarsi in affascinanti terme all’esterno e godersi la vita cittadina di Rejkjavik, conosciuta proprio per la sua vitalità.
Namibia: nel deserto, sotto le stelle – Spicca fra le destinazioni africane perché sicura e accessibile. Offre molto dal punto di vista naturalistico, «Ma la differenza può farla anche la struttura presso cui soggiornare –sostiene Gianpaolo Romano–. Noi proponiamo per esempio il Sossusvlei Desert Lodge, nei pressi del deserto del Namib, che è uno dei lodge migliori al mondo per servizi ma anche cura dei dettagli: dall’arredamento alla qualità della cucina oltre all’estrema professionalità del personale». Qui, dieci bungalow addossati alla montagna e affacciati sul deserto sono costruiti in pietra locale e perfettamente integrati nel paesaggio. All’interno del lodge il deserto è sempre presente grazie alle grandi vetrate. Anche sopra il tetto c’è un ampio lucernario per poter ammirare di notte il cielo stellato che, in questa zona della Namibia, è particolarmente interessante, tant’è che all’interno della struttura si trova un osservatorio astronomico.
Vietnam: profumi, colori e street food – È la meta emergente del 2018 per la gastronomia, la natura incontaminata e le popolazioni accoglienti. Secondo Gianpaolo Romano, «Hanoi è la città ideale per gustare i più svariati generi di street food mangiando come gli abitanti locali lungo le strade della città, passeggiando tra le vie del quartiere vecchio, colmo di negozietti di fortuna, motorini, venditori ambulanti, colori, suoni e profumi invitanti». Altre esperienze proposte da CartOrange che coniugano gastronomia e cultura sono le escursioni ai mercati galleggianti, come quello di Cai Rang, o il giro in bicicletta a Cai Thia, con pranzo a casa di un abitante del paese.
Russia: un Paese ancora tutto da esplorare – La Russia è una destinazione affascinante e sconosciuta a molti. Oltre alla Russia occidentale con le mete classiche –San Pietroburgo, Mosca e l’Anello D’Oro– esistono paesaggi quasi inesplorati, silenziosi e mistici, «Come il lago Bajkal, dove le onde si ghiacciano in movimento, e le aree incontaminate della Carelia, dell’Altay e del Krasnoyarsk» spiega Romano. Vladivostok, con le sue case colorate che fanno da contrasto con una luce sempre fioca e un’atmosfera cupa, si raggiunge grazie a un viaggio indimenticabile lungo la Transiberiana. I mondiali di calcio 2018 possono essere un ottimo momento per scoprire questo paese.
Aruba: un concentrato di esperienze diverse – Aruba è un’isola dalle molte facce: un lato caraibico con Eagle Beach, spiaggia tranquilla e non affollata, e un lato coloniale con la capitale Oranjestad. «Si tratta di una nazione poco estesa, che offre in piccolo tante esperienze che possono accontentare tutti –spiega Gianpaolo Romano–. La parte più occidentale dell’isola offre tutti i comfort con hotel imponenti, spiagge attrezzate e un’importante zona commerciale. Infine c’è una parte più selvaggia, mistica e desertica, non adatta alla balneazione ma perfetta per le avventure nella natura».
Malta: a tutta cultura – Fra le destinazioni top 2018 non poteva mancare quella dove si trova la capitale europea della cultura designata per quest’anno: Malta, con La Valletta. «Tantissimi eventi movimenteranno quest’isola durante il 2018 –spiega Romano–. Dalla musica, al teatro, all’arte e alla letteratura. I momenti imperdibili sono il carnevale di febbraio, il Malta International Music Festival tra aprile e maggio e il Valletta Green Festival, quando la Piazza San Gorg si trasformerà in una serra a cielo aperto. Non mancheranno le settimane dedicate a vari temi a movimentare la città, tra moda, rock, jazz, arte». Ma c’è anche l’opportunità di soggiornare in tranquillità: l’isola di Gozo offre il mare più bello e un’atmosfera caratteristica e autentica.
Articolo preso dal sito www.affaritaliani.it

CINQUE RAGIONI PER CUI INVESTO IN VIAGGI, NON IN OGGETTI

Novembre 2017

Sono pienamente d’accordo con questa viaggiatrice E voi, come la pensate? Commentate con le vostre opinioni!

Articolo preso dal sito www.huffingtonpost.it

La vita è troppo breve, e le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono le avventure e i bei ricordi

Se mia madre leggesse questo post, probabilmente non mi parlerebbe per molto tempo. Mia suocera ci ha affettuosamente definiti “i maniaci del viaggio”. E lo capisco. Sono sicura che la loro generazione, in generale, sia cresciuta con valori diversi. Casa, macchina, mobili, gioielli e risparmi erano tutti di primaria importanza e un modo per mostrare il proprio status, il successo e i traguardi raggiunti. Non fraintendetemi, tutte queste cose sono ancora importanti (e vorrei che più persone potessero permettersi i piaceri materiali di questa vita senza sacrifici e pianificazione del budget). Tuttavia, la mia generazione inizia gradualmente ad avvicinarsi a un altro tipo di mentalità – dove le esperienze contano più delle cose. Le priorità stanno passando dall’accumulare oggetti all’accumulare esperienze.

o e mio marito siamo solo una coppia qualunque con un reddito medio, che cerca di vivere al massimo e creare dei ricordi che dureranno per sempre. Data la scelta e i limiti di budget, preferirei guidare una semplice utilitaria ma andare in vacanza quattro volte all’anno, anziché dire no ad un viaggio e passare i prossimi dieci anni a pagarmi una Mercedes, solo per fare sfoggio del mio status. Inoltre, abbiamo stabilito fin da subito che preferiremmo spendere un occhio della testa in un ristorante tre stelle Michelin, anziché sprecare soldi per scambiarci dei regali.

Penserete che la mia sia un’ossessione, e forse avete anche ragione. Io preferisco definirla passione. In entrambi i casi, i sintomi sono chiari: mi sento soffocare se resto nello stesso posto per più di tre mesi; ho bisogno delle mie fughe durante il weekend (vicine o lontane); pianifico le vacanze per uno o due anni; mi dedico ad una ricerca meticolosa e preparo itinerari dettagliati per ogni viaggio; CondeNast Traveler, Culture Trip, National Geographic e Travel + Leisure sono diventati le mie bibbie; frequento anche siti come booking.com solo per sognare ad occhi aperti tutte quelle meravigliose destinazioni sparse per il mondo.

Dunque, perché ho deciso d’investire nei viaggi e non nelle cose? I motivi sono semplici:

AMPLIARE LA MIA PROSPETTIVA

Come disse giustamente Mark Twain, il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale. Due anni di incarico diplomatico ad Haiti mi hanno aperto la mente su un piano completamente diverso. Certo, si possono vedere le difficoltà dei paesi in via di sviluppo in TV, ma finché non le tocchi con mano, non potrai mai comprendere davvero le battaglie quotidiane di quella gente. Per fortuna, le nostre condizioni di vita ad Haiti non avevano nulla a che vedere con quelle di chi vive nella povertà più assoluta. Tuttavia, lì iniziai ad apprezzare anche le cose più semplici come le strade asfaltate, i semafori, i supermercati, i cinema e i centri commerciali – in pratica, tutto ciò che prima davo per scontato.

FARE NUOVE AMICIZIE

Ammirare le principali attrazioni del luogo non è abbastanza per me. Resto sempre a bocca aperta quando penso a quelle persone che, pur vivendo da anni in un altro paese, non hanno amici del posto. Non credo si possa imparare qualcosa su una nazione e sulla sua cultura senza interagire con la gente del luogo. Il coinvolgimento multiculturale è la chiave per capire la bellezza di questo mondo, ed avere tanti amici sparsi per il pianeta mi fa sentire ricca. Oltre a permetterti di conoscere le persone del paese ospitante, il viaggio ti offre anche l’opportunità d’interagire con altre nazionalità e scoprire qualcosa in più sulla loro cultura. Ricorda, ogni persona che incontri durante i tuoi viaggi ha una storia da raccontare.

CONOSCERE NUOVE CULTURE

Potrebbe essere una festa alle Hawaii, una visita alla Grande Muraglia cineseuna notte trascorsa in un tempio buddista in Giappone, un’immersione a Saint Kittsun torneo di sumo a Tokyo, un safari nel deserto a Dubai: le possibilità d’immergersi nella cultura locale della meta prescelta sono infinite. L’emozione di vedere da vicino come vivono i popoli di altre nazioni, e provare le stesse esperienze che fanno battere i loro cuori, è incomparabile. Mentre giri per il mondo alla ricerca di nuovi odori, panorami e suoni, la comprensione profonda del mondo e delle nuove culture, così diverse dalla tua, ti apre la mente e ti arricchisce.

SCOPRIRE NUOVE PERLE CULINARIE.

Non è un segreto che amo il buon cibo e m’impegno sempre a provare la cucina locale ovunque io vada. Per quanto si tenti di ricreare le ricette originali, le pietanze non saranno mai buone come nel paese d’origine, semplicemente perché i prodotti locali e le spezie non possono essere riprodotti dappertutto. Il Khachapuri non sarà mai buono come quello preparato nella cucina di mia madre a Tblisi, il cibo thai non avrà mai lo stesso sapore che ha in Thailandia, e quello indiano non ti farà mai venire l’acquolina in bocca come in India. Ricordo ancora il nostro “food tour” da capogiro a San Juan, dove gustammo le specialità locali girando per le strade acciottolate. La nostra esperienza più recente è stata provare la cucina del Sichuan in un piccolo chiosco alla buona di uno sconosciuto villaggio cinese, sulla strada verso la Città Proibita. Era economico, semplice, ma strepitoso.

PER NON GUARDARMI INDIETRO E CHIEDERMI: “E SE…?”

La vita è troppo breve e, alla fin fine, le uniche “cose” che resteranno con me per sempre sono tutte le avventure vissute e i bei ricordi condivisi con le persone amate. Non voglio rimandare niente che non possa fare oggi, questo mese o quest’anno. Non voglio guardarmi indietro e avere dei rimpianti o pensare “Vorrei essere stata lì, aver fatto questo, ecc…”. A dirla tutta, non credo che questa passione per i viaggi mi abbandonerà mai. Avrò sempre quel desiderio di fare le valigie e prenotare un volo per una destinazione esotica. Non credo esistano risposte giuste o sbagliate sul modo di vivere la propria vita. Fare ciò che ci sembra giusto in un momento preciso è la risposta migliore probabilmente, perché non sappiamo cosa ci riserverà il domani.

E voi cosa ne pensate della sfida viaggi contro oggetti? Cosa scegliereste?

“VIAGGIARE AIUTA A CRESCERE”: LA STORIA DEL PICCOLO ALFRED

Dicembre 2016

I tempi sono cambiati… E per fortuna! I bambini di oggi viaggiano, conoscono Paesi stranieri fin da piccoli e si imbattono in esperienze che qualcuno di noi probabilmente non vivrà mai. Con questo post vi racconto la storia di Alfred, che a soli sei anni ha già preso 100 aerei e visitato 24 Paesi del mondo toccando quattro continenti…

Susannah e Kevin sono una coppia inglese che, quando sei anni fa nacque il loro piccolo Alfred, decisero di cambiare totalmente la loro vita lasciando il lavoro ed iniziando a girare il mondo. Il motivo principale? Dare una migliore educazione al figlio!

Alfred ha un bagaglio culturale enorme per la sua età, è cresciuto in una scuola materna malese fino all’età di quattro anni, ha scalato le montagne del Nepal, alloggiato in una casa sull’albero in Cambogia, costruito castelli di sabbia in Thailandia e fatto trekking sui vulcani in Asia. Ma, secondo la madre, l’esperienza più educativa l’ha vissuta in India lo scorso anno, comprendendo la fortuna che possiede rispetto ai bimbi indiani.

La regola principale di questi tre viaggiatori singolare è “niente hotel e resort di lusso e nessun mezzo privato”, questo per far mescolare Alfred con le popolazioni locali facendogli toccare con mano le loro abitudini ed i loro stili di vita. Per questo motivo la coppia prenota solo il volo poi, una volta arrivati a destinazione, si avventurano nella ricerca di un alloggio.

Alcune famiglie, dopo aver conosciuto la loro storia, hanno espresso il loro scetticismo a riguardo, pensando ai pericoli che Alfred potrebbe correre. Ma i genitori assicurano che, per loro, il piccolo Alfred è la cosa più importante e che non permetterebbero mai che gli accadesse nulla. Per far conoscere le proprie esperienze di famiglia viaggiatrice hanno aperto una comunità on line dove dispensano consigli a quelli che come loro desiderano intraprendere questo stile di vita nomade.

Che dire… Tanta ammirazione ed un pochino di sana invidia!

THAILANDIA, IL PAESE DEL SORRISO

Ottobre 2016

Sono rientrata da qualche giorno in Italia dopo aver trascorso un meraviglioso viaggio in Thailandia, nel sud-est asiatico. Per maggiori informazioni e dettagli cercate il mio diario di viaggio giornaliero nelle categorie “Asia” e “go4all” di questo blog. Troverete tutte le descrizioni dettagliate del tour.

Non è facile visitare l’Asia in sedia a rotelle, le barriere architettoniche e gli ostacoli sono sempre molti. Ma in Thailandia, a mio avviso, sono stati minori. Con questo non voglio scrivere che non ho incontrato nessuna difficoltà, anzi sono necessari degli aiuti per facilitarci il viaggio. Per questo www.go4all.it, tour operator specializzato in viaggi per disabili, mette a disposizione un’assistente in loco che accompagna e segue la persona disabile aiutandola a superare gradini e barriere, oltre che a salire a a scendere dai mezzi di trasporto. Detto questo, rispetto ad altri paesi d’oriente, ho trovato i siti e le attrazioni thailandesi più accessibili in carrozzina. La maggior parte di essi si snodano su un terreno pianeggiante con pochissimi piccoli dossi da superare. E molti altri sono stati resi totalmente accessibili tramite l’aggiunta di rampe e di ascensori.

La Thailandia è soprannominata “Il Paese del Sorriso“… Concordo pienamente! Le persone del posto, prevalentemente di religione buddista, incantano con i loro sorrisi e i loro inchini di saluto. Ho incontrato gente eccezionale, sempre pronta ad aiutarmi e sempre gentile nei modi. I thailandesi ti fanno innamorare del loro Paese! Unica pecca è che non tutti conoscono la lingua inglese.

La vita in Thailandia costa davvero poco rispetto alla nostra. Si mangia con pochi euro negli street food delle città, lungo le numerose bancarelle dei mercati e nei ristoranti locali che propongono svariati piatti di pesce tra cui l’aragosta. Uno dei piatti tipici locali sono le tagliatelle di riso condite con salsa di soia con l’aggiunta di pollo o gamberetti. Davvero deliziose!

IMPERDIBILE: il mercato notturno di Chiang Mai, aperto fino a mezzanotte. Lo Sky Bar al 64esimo piano del Lebua Tower a Bangkok, da dove si ammira il meraviglioso panorama della città. Andateci la sera, quando le luci dei grattacieli illuminano la Manhattan della Thailandia. Il villaggio di Mae Sai, sul confine col Myanmar. Si vede a occhio nudo il confine che delimita la fine della Thailandia e l’inizio del Myanmar.

Se siete interessati a visitare la Thailandia e avete problemi di mobilità ridotta visitate il sito internet www.go4all.it e troverete il tour che ho testato personalmente con la mia sedia a rotelle. Tutti gli hotel proposti sono totalmente accessibili e adatti ad ospitare disabili.

Sognavo questo viaggio da molti, moltissimi anni, ma per varie peripezie l’ho sempre rimandato. Io credo però che nella vita ci sia un momento per tutto, e questo è stato il mio momento giusto per visitare la Thailandia. Sono tornata soddisfatta e appagata da questa esperienza fantastica nel Paese del sorriso. Il bagaglio culturale che ti regala un viaggio te lo porti con te per tutta la vita!

 

MY LIVE TRIP: DA CHIANG RAI AL TRIANGOLO D’ORO, THAILANDIA

25 Settembre

Sono arrivata a Chiang Rai, cittadina cresciuta sulla riva sud del fiume Kok. Nonostante da alcuni anni si stia rilanciando come centro turistico, continua a vivere all’ombra di Chiang Mai. Durante il giorno la città è tranquilla, ma la sera, quando i turisti rientrano dalle loro gite, le luci al neon si accendono e i negozi e i ristoranti si affollano.

Mi sposto a nord di Chiang Rai fino a raggiungere il villaggio di Mae Sai, sul confine birmano. Solitamente i turisti giungono qui per lo shopping, per i km di bancarelle di pacchiani souvenir. Il centro abitato più settentrionale della Thailandia non offre nient’altro, tuttavia esercita un notevole fascino per la sua posizione sul confine col Myanmar.

Ma oggi è il giorno del triangolo d’oro, un luogo diventato mitico! Qui il fiume Mekong e la cittadina di Sop Ruak si incontrano creando un confine naturale tra tre paesi: Thailandia, Myanmar e Laos. E’ un punto panoramico da dove si vede scorrere proprio il Mekong, fiume lungo ed importante di tutto il sud-est asiatico. Il triangolo d’oro non rappresenta solo un confine, un fiume e tre nazioni, ma prende il nome dalla produzione mondiale di oppio di queste ultime che formavano un luogo strategico per il commercio tra i contrabbandieri. E la visita al “museo dell’oppio” e’ d’obbligo per apprendere quanto sia diventata famosa quest’area per la coltivazione e lo smercio di questa droga, negli anni Sessanta e Settanta, che risultava essere illegale in Thailandia.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: rampe per il panorama del triangolo d’oro e per il museo dell’oppio

Ora devo scappare, un volo mi aspetta… Dove sarò domani? Seguitemi e lo scoprirete!

Viaggio go4all, www.go4all.it tour operator specializzato in viaggi per disabili

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MY LIVE TRIP: CHIANG MAI, THAILANDIA

23 Settembre 2016

Il mio diario di viaggio oggi vi porta a Chiang Mai, la capitale culturale del nord della Thailandia.

TEMPLI VISITATI: tempio buddista di Wat Phra That, situato sulla montagna di Doi Suthep da dove è possibile ammirare uno splendido panorama della città. Questo è il tempio più spettacolare che si trova nella zona. Purtroppo risulta essere anche il più affollato dai turisti. Wat Suan Dok o “Tempio del giardino fiorito“, circondato dalle mura delle fortificazioni di Chiang Mai. Wat Phra Singh, il complesso di edifici più suggestivo di tutta la città! Non è sempre facile girare per templi in sedia a rotelle, ma nelle visite di oggi non ho riscontrato molte barriere. La funicolare che porta alla pagoda d’oro e al tempio sulla collina è accessibile ai disabili.

Ho trovato Chiang Mai una città moderna che ancora conserva un po’ dell’atmosfera dell’antico insediamento. La popolazione è composta da gente giovane, per lo più studenti, e le persone sono più rilassate (rispetto a Bangkok) ed ancora più accoglienti ed ospitali.

La mia giornata a Chiang Mai prosegue con la visita alla fattoria delle orchidee. Sono rimasta stupita nel vedere così tante varietà di orchidee dai mille colori ed ho visitato il piccolo padiglione delle farfalle. ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: totalmente accessibile!

Ultima tappa del giorno: centro artigianale di San Kampheng. Trattasi di un villaggio con mercato artigianale rinomato in Thailandia per la lavorazione a telaio di lucenti filati di seta per la realizzazione di tessuti pregiati. Lungo le vie, nei piccoli laboratori artigianali, i residenti locali lavorano ancora i fili di seta sui tradizionali telai in legno. La provincia di Chiang Mai è la maggior produttrice di tessuti manufatti di seta naturale in Thailandia.

Domani farò incontri ravvicinati con gli elefanti

Viaggio go4ll, www.go4all.it tour operator specializzato in viaggi per disabili

 

MY LIVE TRIP: WIANG KUM KAM, THAILANDIA

22 Settembre 2016

Il mio tour in Thailandia procede alla grande. Questo paese mi sta affascinando sempre di più…

Questa mattina, con un volo da Bangkok della durata di 55 minuti, ho raggiunto Chiang Mai, città situata a circa 600 km a nord dalla capitale thailandese.

Da qui mi sono recata a Wiang kum Kam, antica cittadina poco frequentata, di conseguenza poco turistica, con rovine molto ben conservate. Fu la prima capitale del Regno Lanna, costruita dal Re Mangrai alla fine del tredicesimo secolo. Ma Wiang Kum Kan non rimase capitale a lungo a causa delle frequenti inondazioni del fiume Ping che fecero si che i suoi abitanti la abbandonassero.

Passarono tanti, tantissimi anni fino a quando, nel 1984, la città tornò alla luce grazie agli scavi promossi dal Dipartimento delle belle arti. Nonostante i numerosi reperti rinvenuti, le ricerche continuano ancora oggi.

In questo celebre sito archeologico, circondato da mura fortificate, sono stati recuperati 11 templi, circa la metà degli originali, tra cui una lastra di pietra incisa, unico esemplare dell’alfabeto da cui derivò la moderna scrittura thai.

ACCESSIBILITA’ IN SEDIA A ROTELLE: ottima, a parte qualche piccolissimo ostacolo da superare.

Qui ho avuto modo di toccare con mano la vera Thai attraverso le case e gli abitanti di questo antico villaggio. La maggior parte di essi sono birmani che hanno scelto di superare il confine per trovare lavoro. Un tempo clandestini, oggi sono obbligati a dichiararsi al governo. Sono più poveri rispetto ai thailandesi che vivono in città, ma ognuno di loro possiede il terreno sul quale vive e dove coltiva spezie e piante di frutta.

Domani visiterò Chiang Mai… Non perdete il mio diario di viaggio!

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MY LIVE TRIP: AYUTTHAYA, THAILANDIA

21 Settembre 2016

Secondo giorno in Thailandia. Destinazione: Ayutthaya!

A circa 70 km di distanza da Bangkok si trova Ayutthaya, che fu la capitale fiorente del regno del Siam dal XIV al XVIII secolo. Secondo una credenza, il riflesso del sole sulle decorazioni d’oro dei templi si ripercuoteva fino a 5 km di distanza! Oggi gran parte di questo sito è occupato da spazi erbosi e le grandiose rovine rimaste formano un cimitero di templi. La città è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO il 13 Dicembre 1991.

IMPERDIBILE: Wat Phra Mahathat, resti di un monastero le cui origini sono difficili da datare. Tra i miei preferiti in assoluto spicca la testa di Buddha incastonata tra i rami degli alberi, e Viharn Phra Mongkol Bophit, somigliante al Grand Palazzo Reale di Bangkok ma in realtà tempio buddista. Al suo interno vi è una enorme statua del Buddha che, con i suoi 19 metri di altezza, risulta uno dei più grandi di tutta la Thailandia.

Le statue di Buddha sono veramente numerose qui ad Ayutthaya. Da quello disteso di Wat Yai Chaya Mongkol alle centinaia rivestite di stupa giallo chedis. 

ACCESSIBILITA’ GENERALE IN SEDIA A ROTELLE: solo pochissime e minime barriere. La maggior parte dei siti è pianeggiante e sono presenti molte rampe. In alcuni punti il terreno è dissestato e non asfaltato.

Il modo migliore per visitare Ayutthaya è quello di unirvi a un’escursione giornaliera da Bangkok. Potete scegliere di vedere il meglio delle rovine storiche prendendo un tuk-tuk, noleggiando una bicicletta o facendo il giro sul dorso di un elefante.

Domani un volo interno mi condurrà a…. STAY TUNED!

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MY LIVE TRIP: BANGKOK, THAILANDIA

Bangkok, 20 Settembre 2016

Il mio viaggio in Thailandia non poteva che iniziare da Bangkok, capitale dell’esotico Siam e città caotica e cosmopolita per eccellenza. Il grande fiume Chao Phraya, spina dorsale di una rete di canali, la divide in due. Proprio per questo motivo Bangkok ha assunto il titolo di “Venezia dell’Est“.

PRIMO PERSONALE IMPATTO: incasinata ed intrigante allo stesso tempo

CALDO?: Pensavo più umido visto il periodo non proprio ottimale

ATTRAZIONE PRINCIPALE: Gran Palazzo Reale. E’ la cinquantesima attrazione più visitata al mondo! Fu inaugurato nel 1785 e sancì la fondazione della capitale con la conseguente rinascita della nazione thai dopo l’invasione birmana. Per visitarlo è necessario indossare abiti appropriati: pantaloni lunghi per gli uomini e gonne sotto al ginocchio per le donne. Bandite le canottiere e le maglie smanicate. Punto di forza: Buddha di Smeraldo, il tempio buddista più sacro del Paese. Accessibilità in sedia a rotelle: scivolo e rampe ma anche qualche gradino da superare.

IMPERDIBILE: Wat Pho. Il colossale Buddha Coricato attrae moltissimi visitatori che si fermano ad osservarlo. Il mio consiglio è di andare oltre, per percorrere l’intero complesso animato e disordinato composto da campi di basket, aule scolastiche e un laghetto con le tartarughe.

Bangkok non offre solo templi ai turisti che giungono da ogni parte del mondo: mercati colorati, vita notturna, crociere sul fiume, incontri di Thai boxe e musei solo solo alcune delle cose che potete fare una volta arrivati nella capitale thailandese. Cosa aspettate?

Seguitemi domani… sarò a…

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