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BUENOS AIRES

16 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Il mio tour in Argentina non può che iniziare dalla sua capitale Buenos Aires. E’ una città piena di fascino che mi ha entusiasmata moltissimo. Dall’aeroporto al mio hotel, sito nel cuore della città, esattamente nel Microcentro (circa 30 km), ho contattato Uber, servizio di trasporto automobilistico privato che si richiede attraverso un’app sul cellulare e che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti permettendo al cliente di spendere molto meno rispetto al taxi. Il problema è stato quello di far entrare tre persone, tre valigie, la mia sedia a rotelle e il Triride. Ma ce l’abbiamo fatta. Durante la prenotazione bisogna specificare che si necessita di un’auto spaziosa.

Credo non basti una vita per assaporare al meglio Buenos Aires, dato che ogni angolo di questa città offre scorci che vale la pena di fermarsi ad ammirare. Io ho avuto a disposizione solo due giornate intere, ma ho cercato di visitare il più possibile sfruttando tutte le ore a disposizione. Buenos Aires detiene il primato di città con la strada più larga al mondo: l’Avenida 9 de Julio. E’ lunga 1 km, larga 140 metri, fu inaugurata nel 1937 e per la sua costruzione furono demoliti cinque isolati nel centro della città. Questa strada prende il nome dal giorno della dichiarazione dell’Indipendenza dell’Argentina. E’ stato divertente attraversarla in sedia a rotelle… In ogni corsia ci sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi.

Le facilità per i disabili non mancano nell’intera Buenos Aires… A parte le strade rotte ed i marciapiedi non sempre regolari (facilmente percorribili col Triride), ho trovato rampe ovunque. Devo ammettere che gli argentini sono molto attenti ai bisogni dei diversamente abili. L’unica cosa strana è l’accesso ai pullman: tutti hanno il simbolo della sedia a rotelle ma nessuno di loro ha la pedana. Come salire? L’autista del bus abbassa il mezzo per facilitare la salita della carrozzina, ma senza rampa bisogna comunque farsi dare una mano ad impennare la sedia e a superare il gradino. Una volta all’interno c’è lo spazio riservato alla sedia a rotelle.

Ogni quartiere mi ha lasciato un pezzo di se… Iniziamo proprio dal Microcentro, dove Plaza de Mayo e la Casa Rosada fanno da padrone all’intera zona. Su questa piazza si affaccia la Cattedrale (accessibile in sedia a rotelle tramite rampe), la sede del Governo Cittadino e il banco de la Nacion Argentina. In una delle vie che conducono alla piazza si trova il Cafè Tortoni, (entrata con rampa)dove è obbligo fare tappa. Questo luogo è un must di Buenos Aires non solo per gustare un ottimo caffè, ma anche per vedere tutte le foto, le tappezzerie e le decorazioni di questo bar che rientra tra i dieci più belli del mondo. Aprì i battenti nel 1858 e fu visitato da molti personaggi illustri tra i quali Re Juan Carlo I di Spagna. Tra le varie sale vi è anche quella dove poter assistere ad un “Tango Show“, ovvero uno spettacolo di tango. Io lo spettacolo di tango l’ho prenotato direttamente a Buenos Aires (si trovano varie proposte in hotel, nelle agenzie turistiche o addirittura per strada). Ho scelto quello con la cena a base di empanadas e carne al Cafè de los  Angelitos (entrata senza barriere poi un gradino per accedere alla sala dove si cena. No bagno per disabili). Prezzo circa 40 euro a testa ma vi assicuro che solo lo spettacolo vale il costo del biglietto. Non ho mai visto nessuno ballare in quel modo! Credo che il tango sia uno dei balli più sensuali e coinvolgenti del mondo.

La foto migliore che ho scattato è quella con la B e la A , iniziali della città riprodotte in formato gigante e composte con l’erba del prato. Simboleggiano i giochi olimpici giovanili estivi che si terranno a Buenos Aires dal 6 al 18 Ottobre di quest’anno.

Il quartiere che ho preferito è, senza dubbio, quello de La Boca. Il suo nome deriva dal fatto che il quartiere sorge sulla “bocca” del Rio Riachuelo nel punto dove si immette nel Rio de la Plata. Quando alla fine del XIX secolo gli immigrati italiani iniziarono ad arrivare a Buenos Aires, La Boca era un semplice porto e tutti si fermavano lì. La sua peculiarità sono le casette colorate, dipinte con la pittura avanzata per dipingere le barche. La via più famosa de La Boca, e anche quella più percorsa dai turisti, prende il nome di “Caminito“. Difficile immaginare un quartiere più vivace e colorato di questo! Io l’ho adorato. Inoltre vi consiglio di fare shopping qui dato che i souvenirs costano molto meno rispetto alle altre parti della città. Le case pittoresche di questo quartiere sono state trasformate in ristoranti, bar e negozi ed è consuetudine spendere tante ore passeggiando in questa zona. Le strade sono ridotte piuttosto male a causa di ciottoli irregolari e di pezzi rotti (non ho fatto fatica in sedia solo perché ho utilizzato il Triride). A pochi passi da il Caminito vi è lo stadio de La Bombonera, dove gioca la squadra del Boca Junior. Diego Armando Maradona e altri giocatori famosi argentini hanno iniziato proprio qui la loro carriera.

Un quartiere che, secondo il mio punto di vista, è sopravvalutato da molte persone è quello di Palermo. Sicuramente più chic e raffinato rispetto a La Boca, con tanti locali dove fare serata e con un vasto mercatino dove acquistare prodotti artigianali di ogni genere. Ma non mi ha esaltata molto.

Molto caratteristico invece è San Telmo, dove oltre al suo mercatino d’antiquariato La Feria, è possibile assistere ai ballerini di tango che si esibiscono per strada e nella piazza. La piazza in questione prende il nome Plaza Dorrego ed è possibile percorrerla in sedia a rotelle superando una rampa.

Altra zona dove trascorrere interi pomeriggi sdraiati sui suoi prati verdi è Recoleta, uno dei quartieri residenziali della città. E’ famoso soprattutto per il suo cimitero, Cemeterio della Recoleta, una specie di Pere-Lachaise di Buenos Aires dove riposano molti personaggi storici. Il cimitero ha varie entrate ma nessuna ha l’accesso per l carrozzine.

Ultimo, ma non per importanza, è il vecchio porto abbandonato Puerto Madero, che oggi è stato rimpiazzato da grattacieli e da loft costosissimi che lo rendono uno dei quartieri più cool di Buenos Aires. L’ho visitato di sera, tutto illuminato da luci al neon, tanto da assomigliare ad una città americana. Qui ho cenato al ristorante Siga La Vaca, super consigliato agli amanti di carne. In questa griglieria si può mangiare tutta la carne che si desidera, accompagnata da un buffet di torte salate e di verdure, al costo di circa 20 euro a testa compresa una bottiglia di vino a persona!

Mentre se si desidera mangiare le empanadas più buone di tutta Buenos Aires vi consiglio di recarvi al ristorante Los Inmortales. Le empanadas sono una pietanza tipica argentina, panzerotti di pasta ripieni di carne, verdure o prosciutto e formaggio.

Da Buenos Aires è tutto, ma non perdete il mio prossimo articolo riguardante la Penisola di Valdés.

 

 

LA FIABESCA SINTRA

Novembre 2017

Sintra, comune portoghese del distretto di Lisbona, è diventata la più apprezzata gita giornaliera da parte dei visitatori che si recano qualche giorno nella capitale del Portogallo. I suoi scenari, abbelliti da edifici storici, sono comparabili ad una città fiabesca.

Dalla stazione di Lisbona Rossio, ogni 30/40 minuti circa, parte un treno per Sintra. La stazione ha l’accesso per disabili sul lato destro. Tutti i treni hanno un vagone riservato alle sedie a rotelle. Non è necessario fare richiesta di assistenza in anticipo come in Italia, al contrario basta posizionarsi sulla banchina in attesa che un addetto venga a togliere la pedana elettrica per salire e scendere. In tre quarti d’ora di viaggio si giunge alla stazione di Sintra.

Le salite e le discese la accomunano a Lisbona, ma a Sintra basta prendere il bus 434 che parte dalla stazione ed effettua il giro completo delle attrazioni più importanti. Si può quindi salire e scendere a proprio piacimento dove si desidera. Unico neo la rampa del pullman, forse troppo ripida da superare in autonomia.

Attrazioni visitate: Palacio Nacional de Sintra. La biglietteria lo “vende” come accessibile, ma io lo ridefinirei “parzialmente accessibile” per via di qualche gradino che spunta qua e la tra una stanza e l’altra. Oggi, quello che un tempo era il Palazzo Reale, appartiene allo stato portoghese e la sua architettura presenta tracce medioevali. Ha come caratteristica comignoli gemelli bianchi a forma di cono.

strada castelo dos Mouro

Castelo dos Mouro, accessibile solo la strada panoramica molto ripida (percorsa col Triride) che porta alla biglietteria. Da li in poi inaccessibile.

Palacio Nacional de Pena, accessibili sono gli esterni. All’ingresso vi è lo shop col bagno per disabili, mentre al secondo piano, tramite l’ascensore, si accede bar e alla terrazza. Nonostante non sia riuscita ad apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature, questo sontuoso palazzo mi ha incantata coi suoi colori e con le sue forme. La salita che porta all’entrata è ripida, ho fatto fatica ad arrivare in cima nonostante il Triride, ma lo sforzo è stato ripagato dalla bellezza del palazzo/castello che è entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco nel 1995, mentre nel 2007 è stato eletto una delle sette meraviglie del Portogallo.

 

Un vero peccato visitare Lisbona senza recarsi a Sintra…

LISBONA

Novembre 2017

Week end a Lisbona a fine Novembre. Mai avrei pensato di trovare 24 gradi! Sole e caldo come in primavera…

Inoltre questo è stato il mio primo viaggio col Triride, ruotino elettrico da attaccare alla sedia a rotelle. Mai più senza! Comodissimo per girare la città, superare le salite e le discese caratteristiche della capitale portoghese e sovrastare l’acciottolato tipico dei centri storici.

Nonostante questo ausilio indispensabile ho trovato difficoltà a muovermi da un luogo all’altro.I mezzi pubblici non sono tutti accessibili in sedia a rotelle tanto che a volte bisogna effettuare percorsi tortuosi, cambiando pullman per trovare quelli con la rampa, per giungere alla meta prevista. Le metropolitane hanno un piano treno alto circa 10 cm che si può superare tranquillamente con aiuto, ma non sempre gli ascensori posizionati nella stazioni definite “accessibili” funzionano. Per questo motivo prendere la metro è un terno al lotto. I tram storici che girano in città sono inaccessibili. Vi consiglio quindi di studiare bene il percorso di ogni itinerario.

Detto questo ho apprezzato molto Lisbona, città davvero incantevole! Ho pernottato in centro, proprio accanto all’Elevador de Santa Justa (accessibile), e da qui ho raggiunto il Barrio Alto senza prendere nessun mezzo. Devo ammettere che ho fatto fatica anche col Triride per via delle salite impervie e delle strade mezze rotte. Ma una volta raggiunta la cima la vista della città è davvero impagabile! La Cattedrale del Sé non ha la rampa all’ingesso ma solo gradini..

Da qui sono scesa col Triride ed ho raggiunto i quartieri di Baxia e Alfama. Le viette, tutte acciottolate, sono piene zeppe di negozi e pasticcerie. Almeno una tappa è d’obbligo per assaggiare i Pasteles de Nata, pasticcini portoghesi a base di pasta sfoglia e uova. Sempre senza utilizzare mezzi pubblici mi sono spostata a Praca Do Comercio che si affaccia sul fiume Tago. Un tempo, sulla piazza, ergeva il Palazzo Reale Ribeira ma, nel 1755 fu distrutto dal terremoto. Molto frequentata in città è anche Piazza Del Rossio, centro nevralgico di Lisbona che confina col parte del quartiere Baixa. La pavimentazione ad onde bianche e grigie della piazza mi ha ricordato il lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro.

L’appartamento Design Chiado dove mi sono appoggiata per questo week end confina con il Convento do Carmo, posizionato tra il quartiere Rossio e il Castelo de Sao Jorge. Gli interni del convento sono stati resi accessibili tramite un monta scale posizionato all’ingresso. Peccato che il giorno che mi sono recata per visitarlo ho trovato il monta scale rotto! Per un disabile è importantissimo, anzi fondamentale, trovare ascensori, rampe elettriche e monta carichi in funzione! Purtroppo non è sempre così…

E’ stato complicato raggiungere due luoghi molto visitati e riconosciuti come i simboli della città: il quartiere di Belém ed il ponte 25 de Abril, considerato la copia del Golden Gate Bridge di San Francisco.                                Il monastero di Jeronimos a Belém è sul lato destro della strada, quindi l’ho raggiunto facilmente con un bus preso a Praca do Comercio. Il monastero è accessibile solo a piano terra, dopodiché ci sono solo scale per salire al primo piano. Mentre la torre di Belém, il Padrao dos Descobrimentos ed il ponte (situati tutti nella stessa zona) si trovano sul lato opposto, quello del fiume. Non ci crederete ma è stato difficilissimo raggiungerli. In mezzo alla strada passa il treno e non vi è nessun modo di oltrepassare i binari in sedia a rotelle. Per i normodotati è molto più semplice, basta arrivare al Museo Maat e attraversare a piedi i numerosi gradini che sovrastano la strada sottostante. Ma per noi disabili nemmeno un ascensore… Strano ma vero! Come fare? L’unico modo possibile è quello di prendere la metropolitana a Cais do Sodré in direzione mare e scendere ad Algés, dove c’è il sottopassaggio con rampa, per poi tornare a piedi fino alle attrazioni di Belém. Se avete voglia di fare una lunga passeggiata arriverete fino al ponte rosso. La torre e il Padrao dos Descobrimentos non sono accessibili internamente.

Se vi avanza del tempo e avete voglia di riprendere la metro vi consiglio di visitare Parque das Nacoes, situato nella zona orientale di Lisbona e costruito in occasione di Expo 1998. E’ sicuramente la zona più moderna della capitale dove sorge la bellissima stazione Oriente, progettata da Calatrava, una funivia, l’Oceanario, un lussuoso hotel 5 stelle e delle esposizioni sull’acqua posizionate tra i vari giardini. Quest’area è totalmente pianeggiante anche se a tratti la strada è parecchio dissestata. Alla fine della passeggiata si scorge il nuovissimo ponte Vasco da Gama, che con i suoi 12,3 km risulta essere il più lungo d’Europa.

Lisbona è una città abbastanza economica rispetto ad altre capitali europee, il cibo è buono (consiglio di provare il bacalao) e la vita notturna di certo non manca… Dovrebbero renderla più accessibile a tutti,ma confido nel futuro…