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HOTEL KOLPING, BRASOV

NOME Hotel Kolping

LUOGO Brasov, Romania

INDIRIZZO Sandor Petofi nr.37

RAGGIUNGIBILITA’ E POSIZIONE A circa un Km dalla famosa Piazza del Consiglio. Si raggiunge tramite salite piuttosto impegnative (da soli col Triride o similari non si riesce a scendere in centro né tanto meno a tornare in hotel).

ENTRATA PRINCIPALE Con rampa per accedere alla reception totalmente pianeggiante. Ascensore per raggiungere i piani superiori.

CAMERA Numero 101 al primo piano. Stanza spaziosa con letto matrimoniale. Armadio, scrivania, tv a schermo piatto, bollitore per caffè e tè. Pavimentazione: moquette.

BAGNO Handicap-friendly con wc rialzato con un maniglione ma senza doccetta laterale. Piano doccia con piletta raso terra e maniglione (chiedere una seggiola di plastica in reception per lavarsi), lavabo vuoto sotto per avvicinarsi al meglio con la carrozzina. Pavimentazione: piastrelle.

PULIZIA Voto 9

SERVIZI Due ristoranti (accessibili), parcheggio gratuito, wi-fi gratis, reception h24

NOTE Ottimo hotel per soggiornare a Brasov. Se non siete muniti di l’auto e se siete in sedia a rotelle vi suggerisco di pernottare più in centro.

SIGHISOARA, SPLENDIDA CITTADINA FORTIFICATA DELLA TRANSILVANIA

ITINERARTIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Da Biertan ho raggiunto la bellissima Sighisoara (30 km). Durante tutta la durata del mio tour, tranne a Bucarest, ho noleggiato un’auto con autista sul sito web www.eurocars.ro

Sighisoara è una cittadina così bella da riuscire a sorprendere anche i viaggiatori più incalliti. Entro le mure fortificate, le viuzze acciottolate sono fiancheggiate da case color pastello un tempo abitate da ricchi mercanti. Dichiarata Patrimonio dell’ Umanità dall’UNESCO, Sighisoara è anche la città natale del sovrano più famoso della Transilvania, il principe valacco Vlad Tepes, la cui casa natale è oggi aperta al pubblico. Considerato un’eroe nazionale da molti romeni per la sua lotta contro l’avanzata turca, Tepes è meglio noto come Vlad l’impalatore, o Dracula, ed è una persona costante sui souvenirs a tema vampiresco.

Esco dall’hotel Mercure Sighisoara Binderbubi col mio Triride e percorro circa 500 mt per raggiungere la cittadella medioevale fortificata. Incontro alcune salite e dei pezzi di strada acciottolata ma nulla di così impegnativo da non riuscire ad arrivare in cima. Entro dalla porta principale e mi ritrovo in un piccolo paese dei balocchi. La pavimentazione presenta un’acciottolato piuttosto importante e a tratti sconnesso ma col mio ruotino elettrico riesco a visitare il tutto in autonomia. Proseguo lungo le tranquille viuzze adornate da torri, bastioni e abitazioni colorate. Dritto, sul lato destro, c’è la casa di Vlad Tepes, ovvero il Conte Dracula, che nacque nel 1431 e ci visse fino all’età di quattro anni. Oggi è completamente restaurata e convertita in un ristorante. Pagando circa un euro il personale fa visitare la sua camera da letto ma è inaccessibile a noi rotellati causa scala.

Pochi metri più avanti svetta la torre principale, nonché la più particolare, della cittadella di Sighisoara: la Torre dell’Orologio. E’ ritenuta il punto d’accesso principale al centro antico mentre io sono entrata dalla torre di fronte, quella dei sarti che costituiva l’ingresso posteriore. La Torre dell’Orologio è sormontata da un tetto rivestito di tegole multicolori ed è ritenuta l’edificio più bello della cittadella. Se non avete problemi di mobilità ridotta potete salire in cima per ammirare meravigliose vedute dall’alto.

Da qui giro a destra dove trovo la Chiesa del Monastero Dominicano, chiusa al pubblico per restauro. Di fianco hanno posizionato la statua dedicata a Vlad Tepes. Continuo sulla strada fino ad arrivare alla Torre dei Calzolai. In realtà nell’ultimo tratto la pavimentazione peggiora e non riesco ad avvicinarmi troppo alla torre. Scatto una foto da lontano e giro nuovamente a destra. Arrivo, chiudendo il cerchio, nella coloratissima Piata Cetatii, il cuore della città vecchia dove anticamente si tenevano i mercati e da dove ho iniziato il mio tour.

Da Piata Cetatii, girando a destra, si giunge alla Scala degli Scolari che con i suoi 176 gradini di pietra, è considerata un’altro simbolo della città. Una volta arrivati in cima potete visitare la Chiesa sulla Collina dove al suo interno vi sono arredi rinascimentali e un altare gotico. Almeno così ho letto, dato che sono stata impossibilitata a raggiungerla :))))

Perdersi tra i vicoli di Sighisoara è stato a dir poco sognante e meraviglioso!

MEDIAS E BIERTAN, TRANSILVANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Da Sibiu mi dirigo a Medias (55km). Durante tutto il tour, a parte la visita della città di Bucarest, ho noleggiato un auto con autista sul sito web www.eurocars.ro

Medias è un’incantevole piccolo municipio situato nella storica regione della Transilvania. La città si trova lungo il corso del fiume Tarnava Grande. Il suo centro merita una visita anche se breve in quanto basta mezzora per ammirare questa bomboniera caratterizzata da casette a punta e dalla Torre di Trombettieri. Fu costruita nel XIII secolo e raggiunge l’altezza di 70 metri. In mezzo al centro di epoca medioevale la Torre dei Trombettieri, eretta come punto di avvistamento, presenta una caratteristica unica al mondo! All’inizio della via pedonale vi è un posteggio per disabili. Poi lasciatevi trascinare dalla bellezza di questo luogo e fatevi un giro nella piccola piazza. Il suo giardino centrale è visitabile in quanto accessibile tramite rampe. Medias fa parte delle sette più importanti cittadelle fortificate sassoni che diede il nome alla Transilvania.

Da Media, in 30 minuti di auto (27 km), arrivo a Biertan. L’attrazione principale è la Chiesa Fortificata, costruita in stile gotico tra il 1493 e il 1522. Risulta essere la più grande ed imponente tra le chiese fortificate della Transilvania ed è attorniata da una tripla cerchia di mura fiancheggiata da torri. Non so se consigliarvi la visita se siete in sedia a rotelle. Purtroppo l’accesso avviene soltanto mediante superamento di numerosi gradini. All’ingresso mi hanno suggerito di seguire il perimetro delle mura e di verificare se fosse possibile entrare da un altro ingresso. Ad un certo punto mi sono imbattuta in un sentiero talmente ripido che da sola con mio Triride non sono riuscita a scalare. Magari con l’aiuto di qualcuno avrei potuto scoprire se almeno si sarebbe potuto accedere all’interno della mura… L’unica fotografia che sono riuscita a scattare è questa…

SIBIU, ROMANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Da Curtea de Arges ho raggiunto Sibiu (83 km). Per tutti i quattro gg del mio tour, esclusa la visita di Bucarest, ho noleggiato una macchina con autista sul sito web www.erocars.ro

Elegante e signorile, Sibiu, nel corso dei secoli ha plasmato l’architettura cittadina con la sua presenza sassone, ricca di edifici art nouveau e di chiese dalle raffinate lavorazioni in oro. La splendida struttura di questa cittadina fa da cornice ad un’atmosfera piacevolmente bohémienne. Ho avuto la fortuna di visitarla la sera, con le illuminazioni natalizie già accese, e me ne sono innamorata a prima vista!

Esco con il mio Triride dal Ramada Sibiu Hotel. Se fosse stato possibile attraversare la strada che fronteggia il mio hotel, in due minuti avrei preso la via che conduce al centro storico. Ma come già scritto per Bucarest, spesso ci si imbatte in sottopassaggi che risultano inaccessibili a noi viaggiatori in sedia a rotelle. Quindi allungo il giro prendendo la prima strada a sinistra appena fuori dall’hotel, percorro circa 200 metri e svolto a destra, dove imbocco la salita che mi porta dritta in Piata Mare (o Piazza Grande). Già piena di casette di legno pronte per i mercatini natalizi e con un grande albero acceso nel mezzo, questa piazza non è solo la più grande di Sibiu, ma è quella che ti affascina maggiormente. Trovo chiusa, vista l’ora, la chiesa cattolica in stile barocco sita accanto al museo Btukenthal. Dal lato opposto svettano il Municipio, altri palazzi in stile barocco e alcuni musei.

Mi rincresce abbandonare la piazza e le sue bellezze ma proseguo girando a destra ritrovandomi nella incantevole Piazza Huet dove si ammira la bellissima Chiesa Evangelica di Santa Maria, in stile gotico. Dal torrione principale di questa chiesa luterana si può godere di una visuale a 360 gradi della città di Sibiu. Peccato vi siano solo scalini per salirci.

Passo attraverso un arco di muro e mi ritrovo a Piazza Mica. Da qui si può ammirare, ed anche salire, sul Ponte delle Bugie (io da sola non sono riuscita a salire sul ponte a causa di un gradino piuttosto alto). Questo ponte in ferro risale al 1858 ed è soprannominato “Ponte delle Bugie” in riferimento agli infidi mercanti che erano soliti incontrarsi qui per concludere affari. La leggenda narra che chi dice una bugia mentre è sul ponte è destinato ad essere smascherato in quanto la struttura inizierebbe a scricchiolare.

Ripercorro la via principale per rientrare in hotel, ma prima mi fermo in uno dei tanti ristorantini tipici. Difficile trovare locali che abbiano l’accesso senza barriere e impossibile trovare bagni per disabili. Tutta la pavimentazione stradale di questa zona centrale è composta da larghe pietre lisce e uniformi facilmente percorribili in sedia a rotelle. Sibiu fu eletta capitale europea della cultura nel 2007.

CURTEA DE ARGES, ROMANIA

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA

Novembre 2019

Dopo aver visitato Bucarest mi dirigo verso Curtea de Arges (153Km), seconda tappa del mio tour in Romania e Transilvania. Ho noleggiato un’auto con autista sul sito web www.eurocars.ro per tutti i quattro giorni restanti. Nicolai, l’autista, è stato gentilissimo e mi ha accompagnata ovunque cercando di farmi vedere il più possibile nonostante la mia condizione. Unico neo è che non parla l’inglese molto bene ma ci siamo intesi comunque.

Dopo circa due ore di tragitto in auto l’autista mi lascia in un posteggio nei pressi della Cattedrale e del Monastero di Curtea de Arges (sono praticamente posizionati uno accanto all’altro). La strada è coperta di sassi alternati a ghiaia ma col mio ruotino elettrico Triride riesco a farmi il giro delle due bellissime attrazioni da sola. Questo complesso è considerato uno dei siti religiosi più importanti della Romania. Il monastero è un’importante necropoli reale, al suo interno vi sono numerose lapidi tra cui quelle in marmo bianco di Re Carlo I e della moglie Elisabetta. Al primo colpo d’occhio sembra accessibile in sedia a rotelle visto che su entrambi i lati del monastero vi sono le rampe. Ma una volta superata la rampa ci si imbatte in due gradini per entrare.

A pochi metri di distanza, attraversando una via piena di sassi, si arriva alla cattedrale. La chiesa originale fu costruita per volere di Neagoe Basarab, regnante dal 1512 al 1521 ed è ricca di marmi e mosaici provenienti da Costantinopoli. Mentre l’edificio odierno fu realizzato nel 1875, quando l’architetto francese André Lecomte du Nouy venne chiamato a salvare il monastero ormai in procinto di crollare. Inaccessibile in sedia a rotelle internamente.

L’ultima visita a Curtea de Arges è stata alla Corte Principesca dove al centro sorge l’attrattiva principale: la Chiesa di San Nicola. Conserva molti affreschi originali visibili ad occhio nudo dall’esterno. La corte è visitabile in carrozzina mentre l’accesso alla chiesa avviene solo mediante superamento di scalini.

Curtea de Arges fu una delle prime capitali della Valacchia, è di una bellezza modesta ma gradevole ed i suoi pregevoli edifici risalenti al XIV secolo meritano di sicuro una visita se vi trovate nei dintorni.

COME VISITARE BUCAREST IN SEDIA A ROTELLE

Novembre 2019

ITINERARIO: BUCAREST, CURTEA DE ARGES, SIBIU, MEDIAS, BIERTAN, SIGHISOARA, VISCRI, BRASOV, BRAN, SINAIA.

Ho raggiunto la capitale della Romania con un volo della Ryanair partito da Orio al Serio e atterrato a Otopeni. Il servizio navetta del Capitol Hotel, dove ho soggiornato, mi è venuto a prendere con un’auto al costo di 25 euro.

Premetto che non è stato semplicissimo girare a Bucarest in sedia a rotelle (senza prendere alcun mezzo di trasporto) perché alcuni marciapiedi presentano rampe molto molto ripide, altre hanno l’asfalto rotto, davanti ad alcuni attraversamenti pedonali vi è addirittura il gradino da superare e spesso bisogna fare dei giri lunghissimi per raggiungere il luogo prestabilito in quanto non vi sono strisce pedonali sulle strade ma solo sottopassaggi inaccessibili a causa dei numerosi gradini. Nonostante tutto questo e nonostante il fatto che fossi sola me la sono cavata bene. Merito sicuramente del mio Triride, diventato insostituibile nei miei viaggi e anche dell’aiuto delle persone davvero gentili che ho incrociato sulla mia strada che si sono rese disponibili nell’aiutarmi.

IL MIO ITINERARIO DURATO CIRCA 8 ORE.

Esco dal Capitol Hotel e mi dirigo al Giardino Cismigiu (700 mt) dove passo sentieri ombreggiati, un laghetto centrale e tanti alberi e fiori che circondano il tutto. I vari sentieri sono accessibili in carrozzina.

Dal giardino si intravvede il Palazzo del Parlamento dove ho prenotato anticipatamente una visita guidata. Per prenotare una visita nella lingua che desiderate dovete telefonare (in inglese) al numero 0040 0733-558102. Il disabile non paga. Il Palazzo del Parlamento di Bucarest risulta essere il secondo edificio amministrativo del mondo per estensione dopo il Pentagono. E’ ritenuta la creazione più tristemente nota del dittatore Nicolae Ceausescu. L’ingresso si trova sul lato nord dell’edificio in B-dul Natiunile Unite ed è munito di rampa. All’interno vi sono un bar e i servizi igienici (no bagno per disabili). Una volta mostrato il documento d’identità e passato il metal detector si inizia la visita. I primi numerosi scalini vengono evitati grazie a un montascale dove però non c’è spazio per il ruotino elettrico. Tutto il resto del Palazzo è collegato tramite ascensori. Inaccessibile in sedia a rotelle solo la terrazza ed i cunicoli sotterranei che in realtà non sono visitabili perché appartenenti ai Servizi Segreti. Nonostante lo sfarzo, i marmi ed il lusso utilizzato per abbellire il Palazzo ho sentito un senso di vuoto e tanta tanta freddezza. Ma vi consiglio di effettuare lo stesso la visita per approfondire e conoscere una buona parte di storia della Romania di quegli anni.

Da qui mi sposto verso il cuore della città (1,8 km), conosciuto come quartiere Lipscani, un intrico di strade dove vi sono negozi, bar, ristoranti e gallerie d’arte. In centro si incontra la Vecchia Corte Principesca, visitabile solo esternamente. Fu fatta costruire da Vlad Tepes (il personaggio letterario di Dracula) nel XV secolo. Accanto trovate la graziosa Curtea Veche, chiesa accessibile in carrozzina mediante rampa. I suoi interni sono impreziositi da icone d’oro.

A soli 350 mt ci si imbatte nella piccola ma affascinante chiesa ortodossa Stavropoles che ha resistito nel tempo i diversi terremoti. Essendo situata a solo un isolato di distanza da alcune vie principali, al primo colpo d’occhio sembra un pò fuori luogo. Il cortile esterno, costellato di lapidi, è accessibile, mentre gli interni della chiesa no.

Proseguendo per circa 800 mt arrivo davanti alla chiesa Cretulescu, situata in un angolo di Piazza della Rivoluzione. Costituita da mattoni rossicci risale al 700 ed è inaccessibile in sedia a rotelle a causa di numerosi gradini. Continuando ancora per 800 trovo sulla sinistra il Teatro Nazionale di Bucarest, uno dei più grandi d’Europa. Questo teatro ha sostituito quello vecchio distrutto durante la seconda guerra mondiale. Di fronte all’ingresso vi è un curioso gruppo di statue.

Ho lasciato per ultimo la visita alla Cattedrale Patriarcale nonché fulcro della fede ortodossa, distante 1,8 km dal teatro, per vederla illuminata di sera. Sorge su una piccola collina, è di origine seicentesca e presenta mosaici sia sulla facciata esterna che su quella interna. Accessibile mediante una rampa collocata sul lato destro.

Nonostante non abbia preso nessun mezzo pubblico ho notato che tutti i pullman che passano in città hanno il simbolo delle sedie a rotelle quindi presumo siano accessibili mediante pedana.

LAGO D’ISEO: PERCORRERE IL PERIPLO DI MONTISOLA IN SEDIA A ROTELLE

Giugno 2019

Siamo sul lago d’Iseo, più precisamente a Montisola (o Monte Isola), comune italiano abitato da 1740 anime in provincia di Brescia. Proprio quest’anno è stata eletta terza migliore località turistica europea! Con la sua area totale di quasi 13 km quadrati risulta essere l’isola lacustre più grande d’Italia nonché dell’Europa meridionale e centrale.

Erano parecchi anni che non tornavo sul lago d’Iseo e credo di non aver più visitato Montisola da quando l’incidente mi ha costretta su una sedia a rotelle. Quale migliore occasione di tornare oggi per verificarne le accessibilità?

Con alcune amiche ho scelto di recarmi di lunedì, quando le orde di turisti sono praticamente inesistenti. E infatti è stata un’ottima scelta. Siamo arrivate in auto fino a Sulzano, dove abbiamo preso il battello. Appena prima di scendere all’attracco c’è un posteggio per disabili situato accanto ad un bar. Il biglietto dell’imbarcazione che da Sulzano porta alla fermata di Peschiera Maraglio a Montisola costa 6 euro a testa andata e ritorno ma è gratuito per il disabile. Per accedere all’attracco c’è una rampa posta sul lato sinistro mentre per salire sul battello vi è la pedana.

Dopo pochi minuti di navigazione si scende a Montisola. Le automobili non hanno il permesso di circolare ma bisogna comunque prestare attenzione alle moto e agli ape car che sfrecciano a tutta velocità lungo le strette vie. Una delle escursioni più gettonate è il “periplo dell’isola“, ovvero il giro completo dell’anello che contorna Montisola percorrendo i 9 km di strada litoranea tra uliveti, borghi e scorci pittoreschi. L’ho testato col mio ruotino elettrico Triride e devo ammettere che non ho incontrato nessun tipo di barriera. In alcuni punti si presentano dolci salite e discese ma nulla di difficilmente percorribile. La pavimentazione è composta da asfalto e in alcune parti da ciottoli regolari.

Una volta sbarcate a Peschiera Maraglio abbiamo appositamente scelto di procedere a destra, verso Carzano,in modo da avere il sole alle spalle approfittandone per percorrere i primi tre km passando davanti alla stazione di servizio, quella dei Vigili del Fuoco e al cantiere delle barche. In questa zona facciamo tappa al Blue-Lake, locale in riva al lago accessibile in carrozzina con bagno per disabili.

Salendo da Carzano si raggiunge l’antico borgo medievale Monte Isola. Nascosto tra piante di ulivo, castagno e boschi cedui è costituito da case costruite con muri di conci squadrati di medolo, portali ad arco a pieno centro, piccole volte, balconi in legno e tetti spioventi. Nel 2018 ha partecipato al concorso “Il borgo dei borghi“, lanciato dalla trasmissione televisiva di Rai 3 “Alle Falde del Kilimangiaro“, aggiudicandosi il quinto posto. Qui il tempo sembra essersi fermato tanto da percepirne la pace e la tranquillità. Decidiamo di rimanere nel borgo per il pranzo, optando per il ristorante “Da Tina“. Vi è la rampa d’accesso ma il bagno è al piano di sopra raggiungibile solo tramite scala.

Scendendo per le viuzze del borgo proseguiamo verso il lungolago Sensole, nei pressi del Barracuda Caffè. E’ giunta l’ora del relax, così ci mettiamo comode sul prato per rigenerarci un pochino. Dopo un’oretta di meritata sosta terminiamo il periplo salendo al bellissimo Castello di Oldofredi. Le salite sono piuttosto ripide, tanto che ho bisogno di aiuto nonostante il mio propulsore elettrico. Ma una volta arrivate in cima la vista è impagabile! Questa residenza storica immersa tra ulivi secolari domina il borgo di pescatori Peschiera Maraglio, dove è iniziato il nostro itinerario. Il bar offre uno dei panorami più spettacolari dei dintorni dell’isola, così ci fermiamo qui per l’aperitivo. Il Castello Oldofredi è una vera location da sogno con piscina, ristorante e camere, adatto anche per banchetti e per matrimoni.

Purtroppo il nostro giro è terminato, le ore sono trascorse così velocemente e nessuna di noi ha la minima intenzione di rientrare a casa. Così, sulla via del ritorno, ci fermiamo a Paratico, affascinante località della Franciacorta anch’essa posta sulle sponde del lago d’Iseo. Dopo un breve giro sul lungolago scegliamo di cenare all’Hotel Ristorante Stazione per gustare un’ottimo pesce ammirando contemporaneamente il lago sottostante dalla veranda all’aperto.

 

 

JERASH, LA POMPEI DELLA GIORDANIA

Aprile 2019 ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH 

Le rovine di Jerash, descritte come la “Pompei dell’Asia“, sono una delle principali attrazioni della Giordania del nord. Quando si giunge nella moderna città, con le sue strade di provincia e i piccoli orti dove si vendono frutta e verdura, è difficile sospettare l’illustre passato. Ma non appena si attraversa l’imponente Arco di Adriano, che segna il confine tra la parte antica della città e quella nuova, si capisce immediatamente che non era un semplice centro di provincia ma una città prospera e potente.

Ho visitato Jerash muovendomi in sedia a rotelle con l’aggiunta del mio Triride ma, col senno di poi, non credo lo rifarei. Non alludo alla bellezza del luogo, quella è indiscutibile, ma alla difficoltà del percorso. La visita delle rovine in carrozzina, che impiega almeno tre ore, può sembrare semplice all’inizio, ma diventa sempre più difficoltosa mano a mano che si prosegue. Si accede alla biglietteria tramite un classico suq arabo, dove è anche possibile rifocillarsi in un bar all’aperto. L’entrata per il disabile è gratuita. A destra della biglietteria vi è la rampa d’accesso per raggiungere l’Arco di Adriano, alto 13 metri e costruito per commemorare la visita dell’imperatore. Si prosegue verso il Tempio di Artemide, della della caccia e della fertilità. Tramite rampe e percorsi più o meno sterrati si arriva al Foro, una piazza dall’insolita forma ellittica delimitata da colonne slanciate. Attraverso una porta di legno tra gli archi si accede al Teatro Sud. Dal basso è visibile il Tempio superiore di Zeus, non raggiungibile in sedia a rotelle. Fino a qui nessun problema (col ruotino elettrico). Poi la pavimentazione si fa sempre più sconnessa e rotta, e alterna buche a zone di saliscendi dove ho rischiato più volte di ribaltare. Attraversare il Cardo Massimo è stata un’impresa! Questa superba via colonnata lunga 800 metri è stata davvero un incubo per me! Ho terminato alla Porta Sud, dopodiché bisogna obbligatoriamente tornare dallo stesso percorso.

Nonostante sia stato davvero molto faticoso visitarle, le rovine di Jerash costituiscono il sito romano più vasto e interessante della Giordania e richiamano frotte di turisti.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.

 

PETRA E PICCOLA PETRA, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO: AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

Petra, la magnifica Città Antica seminascosta nel paesaggio spazzato dal vento della Giordania meridionale, è uno dei più celebri siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Proclamata una delle “Sette Nuove Meraviglie del Mondo” da un sondaggio popolare nel 2007, ha conservato intatto il suo fascino nonostante i momenti difficili di cui la regione circostante è stata teatro.

Il nome Petra è indissolubilmente legato a quello dei nabatei, la tribù nomade proveniente dall’Arabia occidentale cui si deve gran parte dei monumenti della Città Antica giunti fino a noi. Questo popolo tuttavia non fu il primo ad abitare la regione. Nei wadi (valli o letti fluviali formati da corsi d’acqua) e sulle colline nei dintorni di Petra sono state rinvenute testimonianze di villaggi neolitici risalenti al 7000 a.C.

Cosa vedere a Petra: ci sono oltre 800 siti classificati, di cui circa 500 tombe, ma i più interessanti sono facili da trovare e da raggiungere, anche in sedia a rotelle! Sinceramente pensavo fosse più difficile accedere al “Tesoro” perché mi è sempre stato detto che il sito non era molto accessibile in carrozzina. Invece col mio Triride non ho riscontrato particolari problemi, al contrario mi sono piacevolmente stupita nel constatare la facilità del percorso. Se avete un’intera giornata a vostra disposizione e se siete muniti di un ruotino elettrico potete percorrere senza problemi l’intero Siq passando attraverso le pareti strette delle gole che serpeggiano verso la città nascosta. Tecnicamente il siq, con le sue pareti alte 200 m, non è un canyon ma bensì una faglia geologica prodotta da forze tettoniche. In vari punti si può vedere come le venature della roccia su una parete siano speculari a quelle della parete opposta. Sono tuttora visibili gli antichi canali scavati nella pietra per portare l’acqua a Petra. Alcuni storici ritengono che la funzione primaria del Siq fosse simile a quella della Via Sacra degli antichi greci e romani. La pavimentazione è formata da grandi ciottoli che risultano fastidiosi se vi muovete solo con la carrozzina manuale e da parti lisce più facilmente percorribili. Se invece, come me, avete solo mezza giornata a disposizione potete recarvi al Petra Visitor Centre e “noleggiare” una macchinetta da polo (con autista) che vi permetterà di raggiungere il “Tesoro” in breve tempo, facendo diverse soste per scattare fotografie e per ammirare le nicchie, le tombe e le gole rosastre che conducono al “Treasury“, la tomba che maggiormente incanta i visitatori.

La facciata ellenistica del “Tesoro” è un capolavoro di maestria. Sebbene scavato in una parete di arenaria ferrosa per ospitare la tomba del re nabateo Aretas III, il Tesoro deve il nome alla leggenda secondo il quale un faraone egizio nascose qui il suo tesoro mentre seguiva gli israeliti. Tutta la zona circostante ha una pavimentazione formata da sabbia (in alcuni tratti battuta ed in altri più soffice) e da sassi.Il momento migliore per fotografare il tesoro è dalle 9 alle 11 del mattino, quando la facciata è completamente esposta al sole. Sempre col mio Triride sono riuscita a raggiungere le altre tombe, anch’esse scavate nella roccia, ed a visitarne un paio internamente. Ho concluso il mio tour di Petra arrivando fino al Teatro, costruito dai nabatei più di 2000 anni fa. La cavea aveva in origine 3000 posti a sedere distribuiti su 45 file. L’orchestra era scavata nella roccia mentre il fondale era costruito in tre ordini di nicchie affrescate e colonne di marmo. Il biglietto d’ingresso al complesso è gratuito per il disabile.

A 14 km di distanza da Petra, attraverso strade curvanti e panorami mozzafiato, sorge Siq Al Barid (Gola Fredda), comunemente chiamata Piccola Petra. Qui ho riscontrato maggiori difficoltà  a causa della tanta sabbia soffice  presente e dei numerosi sassi che rallentano, a volte stoppando, anche il ruotino elettrico. Con una persona che aiuta nella spinta ce la si può fare. Il Siq di Al Barid è lungo 400 m. Nel primo slargo c’è un tempio, mentre nel secondo si trovano quattro triclini, uno a sinistra e tre a destra, che probabilmente erano adibiti a sale da pranzo per rifocillare i mercanti più affamati. Circa 50 m più avanti si incontra la Casa Dipinta, un’altra piccola sala da pranzo cui si accede tramite alcuni gradini esterni. Di fronte si trova una grande cisterna scavata nella roccia. In alcuni punti del Siq si possono vedere anche alcuni canali per l’acqua, ormai erosi. Passando attraverso una gola stretta, ma accessibile in carrozzina, si arriva a Al Beidha, con le sue rovine neolitiche che risalgono a 9000 anni fa. Son particolarmente significativi i resti di circa 65 strutture a pianta circolare che segnano il momento di transizione dalla stile di vita nomade, basato sulla caccia e sulla raccolta, a quello sedentario con lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame. Anche qui l’ingresso è gratuito al disabile.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che realizza viaggi per disabili.

Al seguito alcune foto della strada che da Petra conduce a Piccola Petra:

 

MADABA E LA STRADA DEI RE, GIORDANIA

Aprile 2019  ITINERARIO:AMMAN, MADABA, PETRA E PICCOLA PETRA, WADI RUM, DEAD SEA, JERASH

La Strada dei Re corre lungo la spina dorsale dell’altopiano centrale della Giordania, interrotto dallo spettacolare Wadi Mujib. Con i suoi luoghi biblici in posizione panoramica, i raffinati mosaici romani e i ben conservati castelli dei crociati, la regione centrale del paese offre un’ampia varietà di siti davvero affascinanti. Madaba, con le sue chiese decorate da mosaici che riflettono la ricca eredità cristiana, costituisce la base ideale per esplorare l’intera zona. Da qui potete partire per visitare il castello di Shobak e il punto da cui si dice che Mosè abbia visto per la prima volta la Terra Promessa sul Terra Promessa.

La cittadina di Madaba è celebre soprattutto per i suoi mosaici di epoca bizantina: il più famoso raffigura una carta geografica che riveste il pavimento della Chiesa di San Giorgio. L’entrata dal cancello di quest’ultima non presenta barriere, mentre per accedere all’interno della chiesa bisogna superare un piccolo gradino. L’ingresso è gratuito per il disabile. Questa chiesa greco-ortodossa del XIX secolo dall’aspetto piuttosto modesto custodisce un tesoro degli arbori della cristianità. Il mosaico in oggetto fu realizzato nel 560 d.C. è corredato da 157 scritte in greco che indicano i principali luoghi biblici del Medio Oriente, dall’Egitto alla Palestina. Il venerdì e la domenica mattina la chiesa apre i battenti alle ore 7.00 per la messa alla quale possono partecipare anche i visitatori. Durante la funzione, però, non è possibile vedere il mosaico.

Il vasto Wadi Mujib è orgogliosamente definito “il Grand Canyon della Giordania” e attraversa il paese dalla Strada del Deserto al Mar Morto per più di 70 km. Oltre che per le sue dimensioni spettacolari, il wadi è degno di nota in quanto storicamente rappresentava il confine tra il regno degli amoriti (a nord) e quello dei moabiti (a sud). La Strada dei Re ne attraversa le propaggini superiori. La gola è profonda 1 km e larga 4 ma occorrono 18 km di tornanti sulla Strada dei Re per scendere lungo la parete del Wadi, superare la diga che si trova in fondo e risalire dall’altra parte. Le vedute più belle si ammirano dal bordo settentrionale del wadi, 3 km dopo la cittadina di Dhiban. Questo è il punto perfetto per scattare alcune fotografie!

Pare che il Monte Nebo sia il luogo da cui Mosè contemplò per la prima volta la Terra Promessa, che non riuscì mai ad aggiungere. Secondo la Bibbia, il patriarca morì all’età di 120 anni e fu sepolto nei pressi del monte, ma gli studiosi non concordano su dove si trovi esattamente la sua tomba. Sulla cima del Siwagha (significa “monastero”) è stato eretto il Memoriale di Mosè, la cui vista spazia sul Mar Morto e oltre, fino a Israele e ai Territori Palestinesi. L’entrata per il disabile è gratuita. C’è una salita piuttosto ripida da percorrere, meglio avere con se un ruotino elettrico. Io col mio Triride non ho avuto problemi. Il Memoriale segna il punto in cui Mosè contemplò la Terra Promessa. Accanto è stata posizionata una croce in bronzo, realizzata da un artista italiano, che simboleggia la sofferenza e la morte di Gesù sulla croce. Nei pressi del Memoriale di Mosè, sulla cima del Monte Nebo, sorge la Chiesa del Memoriale, una basilica che fu eretta nel 597 d.C. intorno alle fondamenta di una chiesa del IV secolo. La chiesa è stata resa accessibile in sedia a rotelle mediante delle rampe, e custodisce mosaici di grande importanza risalenti al 530 d.C. Prima di terminare il giro ci si imbatte nell’ulivo che piantò Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita sul Monte Nebo nell’anno 2000. L’intero percorso esterno non presenta barriere architettoniche.

L’ultima tappa è stato il castello crociato di Shobak, circondato da un paesaggio remoto e selvaggio. Non ho visitato internamente il castello perché le rovine rimaste lo rendono inaccessibile in carrozzina. Fu costruito su un piccolo poggio al limitare di un altopiano e appare particolarmente imponente, soprattutto se visto da lontano. Il Castello di Shobak fu costruito per volere del re crociato Baldovino I nel 1115. Subì numerosi attacchi da parte delle armate di Saladino prima di soccombere nel 1189. Nel XIV secolo venne occupato dai Mamelucchi che lo riedificarono e lo ampliarono.

Viaggio effettuato con Go4all, tour operator che organizza viaggi per disabili.