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RIGA, LA PARIGI DELLA LETTONIA

Ottobre 2018                        Vilnius-Riga-Tallinn-Helsinki

Da Vilnius raggiungo Riga, capitale della Lettonia, con un bus della Ecolines. Alla stazione dei bus prendo un taxi che mi conduce all’Hotel Ibis Centre Riga. L’hotel è a pochi passi dal centro storico, che raggiungo con la sedia a rotelle e il Triride senza prendere mezzi. La città vecchia è piuttosto piccola ed è visitabile in mezza giornata.

Prima di entrare nel cuore di questa pittoresca città lettone mi imbatto nella particolarissima Chiesa Luterana di San Pietro, con l’accesso per la sedia a rotelle sul suo lato posteriore. Il suo alto campanile, che si vede da ogni angolazione, non è accessibile in carrozzina. Di fronte alla facciata di questa chiesa c’è il ristorante Felicità, di proprietà di Al Bano Carrisi. Vi sono dei gradini da superare per entrare, ma il personale aiuta negli spostamenti.    I prezzi non sono elevati e vi è una vasta cantina di vini provenienti direttamente da Cellino San Marco.

La old-town di Riga è tutelata dal Patrimonio UNESCO grazie alle bellezze che la contornano e alle sue stradine fiabesche. Il mio itinerario parte da piazza Ratslaukums (Piazza del Municipio), raffigurata in quasi tutte le cartoline e fotografie grazie alla celebre Casa delle Teste Nere. Questo edificio di origine medioevale un tempo era la sede delle corporazioni cittadine è stato ricostruito dopo la seconda guerra mondiale. Spicca per la sua maestosità, il suo colore e la sua padronanza sulla piazza. Non ho visitato l’edificio internamente.

Casa del gatto

Da questa piazza partono le due vie più vivaci della città: Kaleju Iela e Marstau Iela, costellate da pub, ristoranti e negozi di souvenirs. Percorrendo la seconda via si incappa nella Casa del Gatto, palazzo di colore giallo in stile Art Nouveau con una scultura in bronzo raffigurante un gatto sulla punta del tetto. A fianco si trovano la Grande e Piccola Gilda, palazzo neogotico la prima e piccolo castello la seconda. In questo angolo è d’obbligo scattare una fotografia con queste tre palazzine meravigliose come sfondo!

 

 

 

 

 

 

 

 

Proseguendo il percorso su Kaleju Iela si arriva alla piccola piazza Livu Laukums dove fanno da cornice sontuosi palazzi settecenteschi trasformati in ristoranti. Al centro vi sono numerosi mercatini coperti dove acquistare i gadget più particolari di tutta Riga. Nei pressi di questa colorata piazza svetta il Duomo di Riga, accessibile in sedia a rotelle sul lato destro della costruzione. E’ la principale cattedrale protestante della città nonché la più grande delle Repubbliche Baltiche.

Il giorno seguente raggiungo, sempre in sedia a rotelle, il Castello di Riga. Purtroppo gran parte del castello è stato distrutto da un incendio nel 2013 ed il complesso è ancora in fase di ristrutturazione. Gli interni non sono visitabili. Vicino al castello sorge una piccola chiesa colorata che sembra uscita da un libro di fiabe. Si tratta della Chiesa della Madonna Addolorata, non accessibile in sedia a rotelle. Per concludere il tour nella zona vecchia della città percorro la via Tornea Iela dove trovo una ex caserma color beige/crema, ora anch’essa trasformatasi in ristorante. Alla fine di questa via spicca la Torre delle Polveri, unica torre rimasta intatta risalente al ZIV secolo. Tutta la parte vecchia di Riga presenta una pavimentazione acciottolata.

Cosa fare per concludere la giornata? Nel pomeriggio decido di scoprire la parte nuova di Riga, quella che si estende oltre il fossato dei parchi. Devo ammettere che non lascia a bocca aperta come la zona vecchia, che al contrario mi ha affascinata particolarmente. Il punto di divisione dalla città vecchia a quella nuova è segnato dal Monumento della Libertà, soprannominato “Milda” dalla popolazione lettone. Il monumento è in marmo e raffigura una donna che tiene in mano una stella.

In quest’area vi sono numerose zone verdi come il Pilseras Kanal (che divide la città in due parti) e il Parco Esplanade. Quest’ultimo, oltre agli alberi secolari e a statue datate, ospita la bellissima cattedrale ortodossa della Natività di Cristo, sede dell’eparchia di Riga. Si tratta della chiesa ortodossa più importante della Lettonia e al suo interno vi sono tantissime icone d’orate. Purtroppo non è possibile entrarci in sedia a rotelle a causa dei numerosi gradini presenti.

Cattedrale ortodossa

La parte nuova di Riga è costellata anche da imponenti palazzi dallo stile architettonico Art Nouveau. Passeggiando tra le sue vie è possibile fare shopping o cenare in uno dei ristoranti tipici.

Riga, Capitale della Cultura 2014, mi è piaciuta moltissimo!! E’ una delle città sul Mar Baltico che vi consiglio vivamente di visitare almeno una volta nella vita. Proseguo il mio viaggio per Tallinn prendendo un bus della Ecolines…

 

VILNIUS, CAPITALE DELLE LITUANIA

Ottobre 2018                         Vilnius-Riga-Tallinn-Helsinki

Il mio tour delle capitali baltiche della durata di una settimana è iniziato da Vilnius. Ho trascorso qui un giorno e mezzo visitando tutto quello che mi ero programmata. A mio avviso, la capitale della Lituania, è la meno interessante rispetto alle altre visitate. Vi consiglio di inserirla in un itinerario con altre città perché non credo valga la pena di organizzare un week end solo per questa capitale.

Atterro all’aeroporto di Vilnius alle 15.00 e mi reco al mio hotel, che dista circa 4,5 km, con un bus munito di pedana preso appena fuori dagli arrivi. Una volta arrivati al capolinea raggiungo in carrozzina l’Hotel Panorama che si trova ad appena 100 metri. Alle 16.00 con un taxi mi reco nel quartiere di Uzupis, distante 3,8 km dall’hotel. In lituano Uzupis significa “dall’altro lato del fiume”, infatti questo distretto si trova al di là del fiume Vilnia. Data la sua atmosfera bohemien e i numerosi e stravaganti artisti di strada Uzupis fu comparato a Montmartre a Parigi e a Christiania a Copenaghen. E’ divenuto una repubblica indipendente il 1 Aprile1997.

Cosa vedere a Uzupis: la statua dell’Angelo Gabriele che suona la tromba è situata nella piazza principale – la chiesa di Sant’Anna, in stile gotico e adiacente al convento delle suore benedettine. Accessibile in carrozzina – il ponte che separa Uzupis dalla città è completamente ricoperto di lucchetti. Accessibile in carrozzina. A parte queste tre attrazioni principali non c’è molto da vedere, ma in questo quartiere è bello perdersi nelle stradine e catturare scorci particolari. La pavimentazione è acciottolata e non ci sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi. Sono riuscita ad effettuare il giro completo usando il Triride.

Dove mangiare a Uzupis: Ristorante Prie Angelo per gustare un freschissimo salmone.

Il giorno seguente esco a piedi dall’hotel e in circa 10 minuti di cammino raggiungo la Porta dell’Aurora, limite meridionale di Vilnius e parte della sua fortificazione. In passato era utilizzata come porta di difesa mentre oggi è divenuta un simbolo religioso grazie al dipinto della Vergine Maria custodito nella Cappella interna alla torre.

Purtroppo, a causa della rampa di scale, non è possibile vedere in sedia a rotelle il dipinto da vicino, ma lo si può comunque ammirare ad occhio nudo dalla strada. Dalla Porta dell’Aurora inizia una delle vie più antiche di Vilnius: Didziogi gatte. E’ lunga circa 1 km ed è adornata da botteghe artigianali, negozi di souvenir, bar e ristoranti.  Qui le chiese la fanno da padrona dato che se ne incontrano una dietro l’altra. La pavimentazione è acciottolata. Una volta percorsa questa strada vi troverete nel centro storico, Patrimonio UNESCO. A pochi passi si trova Piazza della Cattedrale (Katedros aikste) dove svetta bianca e maestosa la Cattedrale di Vilnius. Sorge su quello che era considerato il luogo del culto pagano del Dio del tuono ed è considerata il simbolo nazionale della città. Vi sono della rampe per accedere al piano della cattedrale, mentre l’entrata disabili è posizionata sul suo lato destro. Il campanile è inaccessibile in carrozzina.

Di fianco alla cattedrale troviamo il Palazzo Reale, oggi residenza e sede del Presidente della Lituania. Purtroppo non ho potuto constatare l’accessibilità dei suoi interni in quanto alle 16.30 mi è stato vietato di entrare perché mezzora dopo avrebbe chiuso. Proseguendo sul lato destro di Piazza della Cattedrale, attraversando parte del parco, ci si trova all’entrata della collina Gediminas, che con i suoi 48 mt è il punto più alto della città. Per salire in cima alla collina c’è la funicolare ma in quei giorni era fuori servizio. L’altro modo per raggiungere il punto panoramico è quello di percorrere una ripida salita a ciottoli ma a causa della sua pendenza e scivolosità non sono riuscita a salire nemmeno col Triride. La foto dall’alto della collina Gediminas è stata scattata dalla mia compagnia di viaggio.

Ritorno sulla stessa strada, sempre attraversando parte del parco e mi reco all’università di Vilnius, che dista dalla cattedrale circa 500 mt. Risulta essere la biblioteca più antica della Lituania ma sono i suoi 13 cortili, tutti collegati tra loro, a renderla una della maggiori attrazioni della città. Non sono riuscita a visitare nemmeno la biblioteca dato che era domenica ed era giorno di chiusura. Concludo la visita di Vilnius recandomi nella parte nuova della città dove vi sono parchi verdi e larghi viali. Dalla cattedrale proseguo dritto e mi trovo in Gemidinas Avenue, dove negozi e musei sfilano uno dietro l’altro per circa 1 km.

Lascio Vilnius e proseguo il mio itinerario a Riga prendendo un bus della Ecolines.

CATANIA: COSA VEDERE NELLA CITTA’ SICILIANA SITUATA AI PIEDI DELL’ETNA

Settembre 2018

Mi sono fermata soltanto un giorno a Catania, non riuscendo a vedere tutte le attrazioni che offre questa città della Sicilia orientale. Quello che state per leggere è soltanto un’infarinatura di ciò che si può fare avendo a disposizione poco tempo.

Dopo aver lasciato l‘aeroporto Fontanarossa, dove ho noleggiato l’auto, mi sono recata direttamente al ristorante Cutì, sul lungomare di Catania. Se volete farvi una scorpacciata di pesce questo è il posto che fa per voi!       Inoltre dalla terrazza si ha una magnifica veduta sul mare! Il locale non presenta barriere architettoniche e dispone di bagno per disabili.

Se desiderate rilassarvi e prendere un pò di sole vi sono delle spiaggette attorno dove potersi fermare.

Io invece mi sono spostata nel centro storico, titolato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ed ho iniziato il mio itinerario a piedi ( con carrozzina e Triride) da Piazza del Duomo dove svetta imponente la cattedrale metropolitana di Sant’ Agata, principale luogo di culto cattolico di Catania. Contrariamente alle altre chiese della Sicilia, raggiungibili solo tramite lunghe scalinate, nella cattedrale di Sant’ Agata vi è l’accesso per le carrozzine sul lato sinistro della facciata. Anche internamente sono presenti delle piccole rampe per salire sull’altare. Ed è proprio sull’altare che è conservata la tomba del musicista catanese Vincenzo Bellini.

In mezzo alla piazza è collocata la Fontana dell’Elefante, “u Liotru” in catanese, costituita da una statua di basalto nero che raffigura proprio un elefante trasportante un obelisco. E’ considerata l’emblema della città ed il suo nome è legato alla figura di Eliodoro, nobile catanese vissuto nel VIII secolo. Invece alcune leggende considerano l’elefante della statua il protettore delle eruzioni dell’Etna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fontana dell’Elefante è circondata dal Municipio (Palazzo degli Elefanti), dal Palazzo dei Chierici che è attaccato alla Cattedrale e dalla Fontana dell’Amenano. Quest’ultima riversa la sua acqua nel fiume sottostante  producendo un suggestivo “effetto lenzuolo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Piazza Duomo ho percorso quella che è definita la via più scenografica di Catania, Via Etnea. Prende il nome dal fatto che si dirige verso l’Etna ed è in parte pedonale con rampe per salire e scendere dal marciapiede. Come Sant’Agata, tutti i palazzi e le chiese presenti su questa via sono di stile barocco, ma contrariamente alla Cattedrale non sono accessibili in sedia a rotelle. Su entrambi i lati di questa via vi sono numerosi negozi. Alla fine di Via Etnea, sul lato sinistro, si trova la storica Pasticceria Savia, che dal lontano 1897 vende arancini, pizzette, cannoli e tante altre prelibatezze siciliane. Per entrare bisogna superare un gradino.

Di fronte alla Pasticceria Savia trovate il Giardino Bellini, accessibile in sedia a rotelle tramite rampe laterali. E’ uno dei quattro giardini più antichi di Catania e contiene statue, fontane, vasche, voliere e chioschi.

Ripercorro la stessa via per tornare a Piazza Duomo, sul lato destro, faccio tappa all’Anfiteatro Romano. Gli scavi sono visibili da un marciapiede dove manca la rampetta d’accesso. Tornata in Piazza Duomo mi fermo al Bar Prestipino per gustare una freschissima granita! Entrata con un gradino, bagno per disabili all’interno.

La mia prossima tappa sarà Piazza Armerina. Follow me, please!

 

 

BLED, IL LAGO FIABESCO DELLA SLOVENIA

Settembre 2018

Nella mia ultima tappa in Slovenia mi sono recata all’incantevole lago di Bled, situato a nord ovest del Paese e a  meno di un’ora di auto dalla capitale Lubiana. A Bled sembra di vivere all’interno di un libro di fiabe illustrato dove si fondono magia e romanticismo.

Questo posto è molto conosciuto e frequentato soprattutto dalle coppie alla ricerca di un luogo passionale, ma anche da famiglie e da escursionisti. Insomma, qui il turismo spopola, e proprio per questo i prezzi sono piuttosto elevati. Difficile trovare una camera handicap-friendly a meno di 200/250 euro a notte. Io ho scelto di dormire a Lubiana, e di recarmi a Bled il mattino presto.

Purtroppo ci sono pochissimi posteggi nei pressi del lago, perciò risulta davvero difficile parcheggiare l’auto. Non si trovano nemmeno posteggi per disabili. Bisogna tassativamente posteggiare in una delle tante aree adiacenti dove vi sono dei parking a pagamento. 5 euro due ore, 10 euro tutta la giornata.

Ma veniamo al lago, protagonista principale di Bled, cittadina ai piedi delle Alpi Giulie, meta perfetta per il turismo green e terza località al mondo da visitare nel 2018 secondo la Lonely Planet. Il lago ospita al suo interno una deliziosa isoletta dove sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta attorniata da una fitta vegetazione. Da diversi punti del lago partono imbarcazioni di legno a remi che conducono alla piccola isola. Purtroppo nessuna barca è accessibile in sedia a rotelle e nemmeno la chiesa dell’isola, dato che per accedervi ci sono ben 99 gradini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ possibile effettuare il giro completo del lago (6 km) seguendo una passeggiata che lo costeggia interamente da dove si possono ammirare scorci mozzafiato e scattare foto da cartolina. Non tutto il percorso è asfaltato, vi sono punti dove la strada è sterrata, ma è fattibile anche in sedia a rotelle. Io l’ho perlustrato interamente col Triride.

Su un lato del lago, a picco su una scogliera, svetta il castello di Bled, raggiungibile in auto ma inaccessibile in sedia a rotelle a causa dei numerosi gradini che conducono all’ingresso. Lo si vede bene ad occhio nudo da diversi punti percorrendo tutto l’anello.

Da Giugno ad Agosto è possibile fare il bagno nel lago ed anche prendere il sole in uno dei tanti punti verdi che lo contornano.

Il lago di Bled è il MUST della Slovenia!

LUBIANA, LA CAPITALE DELLA SLOVENIA

Settembre 2018

Dopo aver visitato le grotte di Postumia,il mio viaggio in Slovenia, è proseguito per Lubiana.

Lubiana, oltre ad essere la capitale della Slovenia, è stata anche nominata la European Green Capital del 2016, riconoscimento ottenuto secondo i criteri dell’eco-sostenibilità della città. E’ rinomata per i suoi vasti spazi verdi, ma anche per le numerose università. Il fiume Ljubljanica divide la zona vecchia della città da quella più commerciale.

Ho avuto un giorno e mezzo a disposizione per visitarla ed ho pernottato all’Hotel Lev, posizionato a pochi passi dal centro storico. Grazie a questo non ho avuto bisogno di muovermi in auto, ma ho visitato il tutto in carrozzina col mio Triride.

Nella prima mezza giornata ho esplorato il centro. Uscendo a piedi dall’hotel Lev ho girato a sinistra per poi svoltare a destra alla fine della strada. Ho proseguito poche centinaia di metri per poi girare nuovamente a sinistra lungo la via dei negozi. Alla fine della strada ci si trova in piazza Presernov Tgv, la principale di Lubiana. E’ di forma quasi circolare e ospita la Chiesa dell’Annunciazione della Vergine che svetta sul lato sinistro della piazza col suo color salmone ed i suoi campanili a punta. Per accedere in questa chiesa francescana in sedia a rotelle bisogna salire la rampa posta sul retro del lato destro. Una volta entrati è possibile visitare soltanto l’altare, da dove si può ammirare il resto della chiesa.

Proprio di fronte alla chiesa si accede ad uno dei simboli di Lubiana, il Ponte Tromostovje, che è stato costruito e suddiviso in tre parti: un ponte centrale e due laterali. Si possono percorrere tutti e tre i ponti a piedi, sia in entrata che in uscita. Pare che il motivo dell’aggiunta dei due ponti laterali attorno agli anni 30 sia dovuto all’incremento del traffico pedonale cittadino. Appena dopo aver oltrepassato il ponte ho girato a destra percorrendo gli argini del fiume dove si susseguono numerosi localini caratteristici. Bellissime le case colorate che si specchiano nell’acqua del Ljubljanica. Lungo questa via si incontrano altri due ponti. Il primo è il Ponte dei Macellai, oggi conosciuto come “ponte dei lucchetti” a causa degli infiniti lucchetti attaccati ovunque. Per salirci sopra vi sono delle rampe. Proseguendo ancora lungo il fiume ci si imbatte nel Ponte dei Draghi, altro simbolo della città. Secondo una leggenda, il drago posto alle estremità muove la coda ogni volta che una ragazza vergine passa sul ponte. Quest’ultimo ponte non è solo pedonale, ma è attraversato anche dalle automobili. Non vi sono barriere di accesso per le sedie a rotelle.

Dal Ponte dei Draghi torno indietro ma, al posto di ripercorrere la via sul fiume, mi addentro in una stradina sulla destra che mi porta sulla via sovrastante. Anche questa è piena zeppa di ristoranti, bar e negozi di souvenir. In fondo a questa strada ci si trova in Piazza Mestni Prg, considerata il cuore della città. Da questa piccola piazza si può accedere alla Cattedrale di San Nicola. Non ho verificato le accessibilità della cattedrale, ma dal retro, tramite una rampa, si arriva dritti dritti al mercato centrale.

La visita del centro storico termina qui. Tutta la pavimentazione è a ciottoli, ma nel complesso non ho avuto problemi di accessibilità. Attorno a questa zona centrale transitano i bus che percorrono la città. Non ne ho mai preso uno, ma ho notato che tutti hanno il simbolo della sedia a rotelle.

Il secondo giorno a Lubiana l’ho passato visitando il castello ed il parco Tivoli. La mattina sono uscita nuovamente col Triride ed ho ripercorso tutta la strada del centro fino al Ponte dei Draghi. Subito dietro il ponte ci si trova di fronte alla funicolare, unico modo per raggiungere il castello in sedia a rotelle dato che, salendo a piedi, si incontrano tantissimi gradini. La funicolare è totalmente accessibile ed in un minuto ti porta a destinazione. Il castello di Lubiana è carino, e dall’alto si ha la possibilità di vedere i tetti delle case, ma non è accessibile internamente. Appena scesi dalla funicolare si prende l’ascensore che conduce al punto di informazione. Qui viene distribuita la mappa del castello dove mi sono stati segnati i luoghi visitabili in carrozzina: si trovano nel punto 5 e sono il cannone da campo austroungarico M 75 ed il museo delle marionette. Tutto il resto presenta scale. Nonostante questo, tutto il percorso esterno dispone di rampe e di bagni per disabili sparsi qua e la. Tramite una lunga rampa è possibile uscire dal castello e percorrere il perimetro esterno in carrozzina. In alcuni punti il terreno è sconnesso e vi sono alcune salite e discese non troppo impegnative.

Il pomeriggio me la sono presa comoda visitando in parco Tivoli. Dal mio hotel si gira a sinistra (la parte opposta del centro storico), e dopo circa 300 metri si entra al parco, sempre sul lato sinistro della strada. Tutte le vie del parco sono accessibili e percorribili in sedia a rotelle. Mi sono rilassata godendomi la natura che questo polmone verde mette a disposizione dei suoi visitatori. Vi sono diversi luoghi d’interesse al suo interno: il Castello Tivoli di epoca rinascimentale, il lago rettangolare, il Palazzo Cekin che oggi ospita il Museo di Storia Contemporanea Slovena ed il Tivoli Hall (complesso di due arene).

Bellissima Lubiana! Visitatela se vi trovate nei paraggi!

UN GIORNO A TRIESTE. IL MIO ITINERARIO IN SEDIA A ROTELLE

Agosto 2018

Trieste, città portuale capoluogo del Friuli Venezia Giulia, è situata a pochi passi dal confine sloveno. Proprio per la sua posizione geografica è sempre stata contesa sia dall’Italia che dalla Slovenia. Il suo centro storico presenta quindi influenze italiane e slovene ma anche austro-ungariche. E’ possibile visitarla in una giornata? Certo che si!

Ho parcheggiato l’auto in uno dei posteggi per disabili di fronte al Molo Audace, a pochi passi da Piazza Unità d’Italia. Ho scaricato dalla macchina il mio Triride e ho iniziato il mio itinerario. Dopo aver scattato qualche foto al molo ho attraversato la strada a sinistra e mi sono trovata di fronte ad una delle piazze più affascinanti che abbia mai visto: Piazza Unità d’Italia. Il Municipio, il Palazzo della Giunta del Friuli Venezia Giulia e la Prefettura risplendono elegantemente in questa piazza davvero suggestiva. Risulta essere la più grande d’Europa ed è aperta sul mare. E’ stata completamente ristrutturata tra il 2001 e il 2005 ed i fari blu a led la illuminano magicamente la sera. Proprio di fronte al Municipio è posizionata la Fontana dei Quattro Continenti rappresentante l’Europa, l’America, l’Africa e l’Asia.

Ho proseguito svoltando a sinistra del Municipio continuando dritta in direzione Piazza della Borsa. Tutt’attorno si susseguono negozi e bar. Non arrivo fino all’inizio di Corso Italia ma percorro i portici sulla destra della piazza e giro nuovamente a destra. Passo davanti al Teatro Romano, situato ai piedi del Colle di San Giusto. Non è possibile entrare ma è ben visibile dall’esterno. Poco più avanti del Teatro Romano c’è un parcheggio coperto. Ho saputo in seguito che chi posteggia qui può usufruire dell’ascensore per accedere al Santuario di Santa Maria Maggiore e all’adiacente Basilica di San Silvestro. Chi invece, come me, decide di effettuare il giro in sedia a rotelle si trova i due complessi sopra le proprie teste, e per salire vi sono numerose scale. Non ho potuto quindi appurare se, una volta in alto, vi sono rampe per entrare nel santuario e nella basilica o meno.

Arco di Riccardo

Ho proseguito dritto pochi metri e ho svoltato a sinistra in una stradina dove c’è un ristorante. Ho continuato sulla sinistra (strada in salita a ciottoli irregolari) e mi sono trovata davanti all’Arco di Riccardo, che in passato era una delle porte della Tergeste Romana (nome di Trieste durante l’Impero Romano). Risale al 33 a.C. Piazza Barbacan, dove si trova l’arco, è piccola e piena di dislivelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho girato nuovamente a sinistra ed ho percorso una salita lunga ed a tratti con ciottoli grossi e scivolosi, fastidiosi anche per il mio ruotino elettrico Triride. Sono giunta così sulla sommità del Colle di San Giusto dove si trova l’omonima cattedrale. All’esterno della cattedrale vi sono due posteggi per disabili. La Cattedrale di San Giusto è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa posizionata sul lato sinistro della facciata. L’ingresso alla cattedrale è gratuito. Se l’esterno vi sembra semplice, con solo un rosone decorato di pietra carsica, l’interno è ricco di mosaici ed icone. Accanto alla cattedrale sorge il Castello di San Giusto, dove ha sede il Museo del Castello. L’ho ammirato solo esternamente non informandomi se gli interni siano accessibili in carrozzina o meno. Nei pressi del castello di possono contemplare ad occhio nudo i resti della Basilica Romana ed il Parco della Rimembranza, quest’ultimo accessibile tramite tre gradini.

Sul lato sinistro della cattedrale, dove si trova la rampa d’accesso per disabili, c’è la fermata del pullman. Così ho deciso di tornare in centro in bus, verificandone anche l’accessibilità. L’autista mi ha detto che tutti i pullman di Trieste sono stati resi accessibili con rampe e posto a bordo per la sedia, ma io ne ho preso uno solo, quindi non saprei se la cosa risulti veritiera.

Dal bus scendo nuovamente sul Molo Audace, ma questa volta mi sposto verso il Borgo Teresiano, quartiere di Trieste posto sulle sponde del Canal Grande. In realtà il canale non è poi così grande, anzi somiglia ad un rigolo d’acqua dove alcune vecchie barche sostano indisturbate. Bello però il gioco di specchi che fanno le case mentre riflettono nell’acqua. In questa zona vi sono un paio di ponti da dove si riesce a fotografare bene la Chiesa di Sant’Antonio. Proseguo fin qui ma non visito la chiesa in quanto chiusa (non ho notato nessuna rampa d’ingresso). Giro a destra e mi imbatto nel bellissimo tempio Serbio Ortodosso di San Spiridione. Gli esterni sono davvero molto particolari, ma il tempio non è visitabile internamente.

La mia giornata a Trieste di conclude qui. Il mio tour prosegue in Slovenia. Prima tappa Grotte di Postumia.

BUENOS AIRES

16 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Il mio tour in Argentina non può che iniziare dalla sua capitale Buenos Aires. E’ una città piena di fascino che mi ha entusiasmata moltissimo. Dall’aeroporto al mio hotel, sito nel cuore della città, esattamente nel Microcentro (circa 30 km), ho contattato Uber, servizio di trasporto automobilistico privato che si richiede attraverso un’app sul cellulare e che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti permettendo al cliente di spendere molto meno rispetto al taxi. Il problema è stato quello di far entrare tre persone, tre valigie, la mia sedia a rotelle e il Triride. Ma ce l’abbiamo fatta. Durante la prenotazione bisogna specificare che si necessita di un’auto spaziosa.

Credo non basti una vita per assaporare al meglio Buenos Aires, dato che ogni angolo di questa città offre scorci che vale la pena di fermarsi ad ammirare. Io ho avuto a disposizione solo due giornate intere, ma ho cercato di visitare il più possibile sfruttando tutte le ore a disposizione. Buenos Aires detiene il primato di città con la strada più larga al mondo: l’Avenida 9 de Julio. E’ lunga 1 km, larga 140 metri, fu inaugurata nel 1937 e per la sua costruzione furono demoliti cinque isolati nel centro della città. Questa strada prende il nome dal giorno della dichiarazione dell’Indipendenza dell’Argentina. E’ stato divertente attraversarla in sedia a rotelle… In ogni corsia ci sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi.

Le facilità per i disabili non mancano nell’intera Buenos Aires… A parte le strade rotte ed i marciapiedi non sempre regolari (facilmente percorribili col Triride), ho trovato rampe ovunque. Devo ammettere che gli argentini sono molto attenti ai bisogni dei diversamente abili. L’unica cosa strana è l’accesso ai pullman: tutti hanno il simbolo della sedia a rotelle ma nessuno di loro ha la pedana. Come salire? L’autista del bus abbassa il mezzo per facilitare la salita della carrozzina, ma senza rampa bisogna comunque farsi dare una mano ad impennare la sedia e a superare il gradino. Una volta all’interno c’è lo spazio riservato alla sedia a rotelle.

Ogni quartiere mi ha lasciato un pezzo di se… Iniziamo proprio dal Microcentro, dove Plaza de Mayo e la Casa Rosada fanno da padrone all’intera zona. Su questa piazza si affaccia la Cattedrale (accessibile in sedia a rotelle tramite rampe), la sede del Governo Cittadino e il banco de la Nacion Argentina. In una delle vie che conducono alla piazza si trova il Cafè Tortoni, (entrata con rampa)dove è obbligo fare tappa. Questo luogo è un must di Buenos Aires non solo per gustare un ottimo caffè, ma anche per vedere tutte le foto, le tappezzerie e le decorazioni di questo bar che rientra tra i dieci più belli del mondo. Aprì i battenti nel 1858 e fu visitato da molti personaggi illustri tra i quali Re Juan Carlo I di Spagna. Tra le varie sale vi è anche quella dove poter assistere ad un “Tango Show“, ovvero uno spettacolo di tango. Io lo spettacolo di tango l’ho prenotato direttamente a Buenos Aires (si trovano varie proposte in hotel, nelle agenzie turistiche o addirittura per strada). Ho scelto quello con la cena a base di empanadas e carne al Cafè de los  Angelitos (entrata senza barriere poi un gradino per accedere alla sala dove si cena. No bagno per disabili). Prezzo circa 40 euro a testa ma vi assicuro che solo lo spettacolo vale il costo del biglietto. Non ho mai visto nessuno ballare in quel modo! Credo che il tango sia uno dei balli più sensuali e coinvolgenti del mondo.

La foto migliore che ho scattato è quella con la B e la A , iniziali della città riprodotte in formato gigante e composte con l’erba del prato. Simboleggiano i giochi olimpici giovanili estivi che si terranno a Buenos Aires dal 6 al 18 Ottobre di quest’anno.

Il quartiere che ho preferito è, senza dubbio, quello de La Boca. Il suo nome deriva dal fatto che il quartiere sorge sulla “bocca” del Rio Riachuelo nel punto dove si immette nel Rio de la Plata. Quando alla fine del XIX secolo gli immigrati italiani iniziarono ad arrivare a Buenos Aires, La Boca era un semplice porto e tutti si fermavano lì. La sua peculiarità sono le casette colorate, dipinte con la pittura avanzata per dipingere le barche. La via più famosa de La Boca, e anche quella più percorsa dai turisti, prende il nome di “Caminito“. Difficile immaginare un quartiere più vivace e colorato di questo! Io l’ho adorato. Inoltre vi consiglio di fare shopping qui dato che i souvenirs costano molto meno rispetto alle altre parti della città. Le case pittoresche di questo quartiere sono state trasformate in ristoranti, bar e negozi ed è consuetudine spendere tante ore passeggiando in questa zona. Le strade sono ridotte piuttosto male a causa di ciottoli irregolari e di pezzi rotti (non ho fatto fatica in sedia solo perché ho utilizzato il Triride). A pochi passi da il Caminito vi è lo stadio de La Bombonera, dove gioca la squadra del Boca Junior. Diego Armando Maradona e altri giocatori famosi argentini hanno iniziato proprio qui la loro carriera.

Un quartiere che, secondo il mio punto di vista, è sopravvalutato da molte persone è quello di Palermo. Sicuramente più chic e raffinato rispetto a La Boca, con tanti locali dove fare serata e con un vasto mercatino dove acquistare prodotti artigianali di ogni genere. Ma non mi ha esaltata molto.

Molto caratteristico invece è San Telmo, dove oltre al suo mercatino d’antiquariato La Feria, è possibile assistere ai ballerini di tango che si esibiscono per strada e nella piazza. La piazza in questione prende il nome Plaza Dorrego ed è possibile percorrerla in sedia a rotelle superando una rampa.

Altra zona dove trascorrere interi pomeriggi sdraiati sui suoi prati verdi è Recoleta, uno dei quartieri residenziali della città. E’ famoso soprattutto per il suo cimitero, Cemeterio della Recoleta, una specie di Pere-Lachaise di Buenos Aires dove riposano molti personaggi storici. Il cimitero ha varie entrate ma nessuna ha l’accesso per l carrozzine.

Ultimo, ma non per importanza, è il vecchio porto abbandonato Puerto Madero, che oggi è stato rimpiazzato da grattacieli e da loft costosissimi che lo rendono uno dei quartieri più cool di Buenos Aires. L’ho visitato di sera, tutto illuminato da luci al neon, tanto da assomigliare ad una città americana. Qui ho cenato al ristorante Siga La Vaca, super consigliato agli amanti di carne. In questa griglieria si può mangiare tutta la carne che si desidera, accompagnata da un buffet di torte salate e di verdure, al costo di circa 20 euro a testa compresa una bottiglia di vino a persona!

Mentre se si desidera mangiare le empanadas più buone di tutta Buenos Aires vi consiglio di recarvi al ristorante Los Inmortales. Le empanadas sono una pietanza tipica argentina, panzerotti di pasta ripieni di carne, verdure o prosciutto e formaggio.

Da Buenos Aires è tutto, ma non perdete il mio prossimo articolo riguardante la Penisola di Valdés.

 

 

LA FIABESCA SINTRA

Novembre 2017

Sintra, comune portoghese del distretto di Lisbona, è diventata la più apprezzata gita giornaliera da parte dei visitatori che si recano qualche giorno nella capitale del Portogallo. I suoi scenari, abbelliti da edifici storici, sono comparabili ad una città fiabesca.

Dalla stazione di Lisbona Rossio, ogni 30/40 minuti circa, parte un treno per Sintra. La stazione ha l’accesso per disabili sul lato destro. Tutti i treni hanno un vagone riservato alle sedie a rotelle. Non è necessario fare richiesta di assistenza in anticipo come in Italia, al contrario basta posizionarsi sulla banchina in attesa che un addetto venga a togliere la pedana elettrica per salire e scendere. In tre quarti d’ora di viaggio si giunge alla stazione di Sintra.

Le salite e le discese la accomunano a Lisbona, ma a Sintra basta prendere il bus 434 che parte dalla stazione ed effettua il giro completo delle attrazioni più importanti. Si può quindi salire e scendere a proprio piacimento dove si desidera. Unico neo la rampa del pullman, forse troppo ripida da superare in autonomia.

Attrazioni visitate: Palacio Nacional de Sintra. La biglietteria lo “vende” come accessibile, ma io lo ridefinirei “parzialmente accessibile” per via di qualche gradino che spunta qua e la tra una stanza e l’altra. Oggi, quello che un tempo era il Palazzo Reale, appartiene allo stato portoghese e la sua architettura presenta tracce medioevali. Ha come caratteristica comignoli gemelli bianchi a forma di cono.

strada castelo dos Mouro

Castelo dos Mouro, accessibile solo la strada panoramica molto ripida (percorsa col Triride) che porta alla biglietteria. Da li in poi inaccessibile.

Palacio Nacional de Pena, accessibili sono gli esterni. All’ingresso vi è lo shop col bagno per disabili, mentre al secondo piano, tramite l’ascensore, si accede bar e alla terrazza. Nonostante non sia riuscita ad apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature, questo sontuoso palazzo mi ha incantata coi suoi colori e con le sue forme. La salita che porta all’entrata è ripida, ho fatto fatica ad arrivare in cima nonostante il Triride, ma lo sforzo è stato ripagato dalla bellezza del palazzo/castello che è entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco nel 1995, mentre nel 2007 è stato eletto una delle sette meraviglie del Portogallo.

 

Un vero peccato visitare Lisbona senza recarsi a Sintra…

LISBONA

Novembre 2017

Week end a Lisbona a fine Novembre. Mai avrei pensato di trovare 24 gradi! Sole e caldo come in primavera…

Inoltre questo è stato il mio primo viaggio col Triride, ruotino elettrico da attaccare alla sedia a rotelle. Mai più senza! Comodissimo per girare la città, superare le salite e le discese caratteristiche della capitale portoghese e sovrastare l’acciottolato tipico dei centri storici.

Nonostante questo ausilio indispensabile ho trovato difficoltà a muovermi da un luogo all’altro.I mezzi pubblici non sono tutti accessibili in sedia a rotelle tanto che a volte bisogna effettuare percorsi tortuosi, cambiando pullman per trovare quelli con la rampa, per giungere alla meta prevista. Le metropolitane hanno un piano treno alto circa 10 cm che si può superare tranquillamente con aiuto, ma non sempre gli ascensori posizionati nella stazioni definite “accessibili” funzionano. Per questo motivo prendere la metro è un terno al lotto. I tram storici che girano in città sono inaccessibili. Vi consiglio quindi di studiare bene il percorso di ogni itinerario.

Detto questo ho apprezzato molto Lisbona, città davvero incantevole! Ho pernottato in centro, proprio accanto all’Elevador de Santa Justa (accessibile), e da qui ho raggiunto il Barrio Alto senza prendere nessun mezzo. Devo ammettere che ho fatto fatica anche col Triride per via delle salite impervie e delle strade mezze rotte. Ma una volta raggiunta la cima la vista della città è davvero impagabile! La Cattedrale del Sé non ha la rampa all’ingesso ma solo gradini..

Da qui sono scesa col Triride ed ho raggiunto i quartieri di Baxia e Alfama. Le viette, tutte acciottolate, sono piene zeppe di negozi e pasticcerie. Almeno una tappa è d’obbligo per assaggiare i Pasteles de Nata, pasticcini portoghesi a base di pasta sfoglia e uova. Sempre senza utilizzare mezzi pubblici mi sono spostata a Praca Do Comercio che si affaccia sul fiume Tago. Un tempo, sulla piazza, ergeva il Palazzo Reale Ribeira ma, nel 1755 fu distrutto dal terremoto. Molto frequentata in città è anche Piazza Del Rossio, centro nevralgico di Lisbona che confina col parte del quartiere Baixa. La pavimentazione ad onde bianche e grigie della piazza mi ha ricordato il lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro.

L’appartamento Design Chiado dove mi sono appoggiata per questo week end confina con il Convento do Carmo, posizionato tra il quartiere Rossio e il Castelo de Sao Jorge. Gli interni del convento sono stati resi accessibili tramite un monta scale posizionato all’ingresso. Peccato che il giorno che mi sono recata per visitarlo ho trovato il monta scale rotto! Per un disabile è importantissimo, anzi fondamentale, trovare ascensori, rampe elettriche e monta carichi in funzione! Purtroppo non è sempre così…

E’ stato complicato raggiungere due luoghi molto visitati e riconosciuti come i simboli della città: il quartiere di Belém ed il ponte 25 de Abril, considerato la copia del Golden Gate Bridge di San Francisco.                                Il monastero di Jeronimos a Belém è sul lato destro della strada, quindi l’ho raggiunto facilmente con un bus preso a Praca do Comercio. Il monastero è accessibile solo a piano terra, dopodiché ci sono solo scale per salire al primo piano. Mentre la torre di Belém, il Padrao dos Descobrimentos ed il ponte (situati tutti nella stessa zona) si trovano sul lato opposto, quello del fiume. Non ci crederete ma è stato difficilissimo raggiungerli. In mezzo alla strada passa il treno e non vi è nessun modo di oltrepassare i binari in sedia a rotelle. Per i normodotati è molto più semplice, basta arrivare al Museo Maat e attraversare a piedi i numerosi gradini che sovrastano la strada sottostante. Ma per noi disabili nemmeno un ascensore… Strano ma vero! Come fare? L’unico modo possibile è quello di prendere la metropolitana a Cais do Sodré in direzione mare e scendere ad Algés, dove c’è il sottopassaggio con rampa, per poi tornare a piedi fino alle attrazioni di Belém. Se avete voglia di fare una lunga passeggiata arriverete fino al ponte rosso. La torre e il Padrao dos Descobrimentos non sono accessibili internamente.

Se vi avanza del tempo e avete voglia di riprendere la metro vi consiglio di visitare Parque das Nacoes, situato nella zona orientale di Lisbona e costruito in occasione di Expo 1998. E’ sicuramente la zona più moderna della capitale dove sorge la bellissima stazione Oriente, progettata da Calatrava, una funivia, l’Oceanario, un lussuoso hotel 5 stelle e delle esposizioni sull’acqua posizionate tra i vari giardini. Quest’area è totalmente pianeggiante anche se a tratti la strada è parecchio dissestata. Alla fine della passeggiata si scorge il nuovissimo ponte Vasco da Gama, che con i suoi 12,3 km risulta essere il più lungo d’Europa.

Lisbona è una città abbastanza economica rispetto ad altre capitali europee, il cibo è buono (consiglio di provare il bacalao) e la vita notturna di certo non manca… Dovrebbero renderla più accessibile a tutti,ma confido nel futuro…