Tag Archives: Ushuaia

TERRA DEL FUOCO: USHUAIA, LA FIN DEL MUNDO!

21 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Dopo Buenos Aires e La Penisola di Valdés, il mio viaggio in Argentina prosegue nella punta più a sud della Patagonia, a Ushuaia, dove finisce il mondo!

Ushuaia è la città più a sud del mondo, dopodiché il nulla, se non la Penisola Antartica. La punta più estrema della Patagonia argentina è chiamata “Terra del fuoco” perché Magellano, quando la intravvide dalla barca, scorse della terra col fuoco acceso. La mia emozione è stata tanta, già dall’aereo mi scoppiava il cuore durante il momento dell’atterraggio in questo luogo incantato sperduto tra le Ande.

Irrinunciabile scattare una fotografia col cartello della fine del mondo situato al porto, da dove partono le imbarcazioni per l’Antartide e per la navigazione del Canale di Beagle. Ho acquistato due escursioni in internet sul sito www.argentina4u.com, agenzia argentina più economica rispetto a tante altre. Nello stesso giorno ho esplorato il Parco Nazionale della Terra del Fuoco e navigato il Canale di Beagle. Argentina4u mi ha consigliato di effettuare un’escursione privata del parco (155 dollari a testa), per essere maggiormente seguita data la mia sedia a rotelle. Abbiamo raggiunto i punti principali del parco con un’auto spaziosa scendendo ad ogni tappa. All’interno del parco vi è un piccolo pontile di legno dove marchiano il passaporto con il timbro della fin del mundo! Immaginatevi la fila di persone che c’è ogni giorno! Io ed i miei compagni di viaggio abbiamo effettuato anche il giro col treno della fin del mundo. Il biglietto è escluso dal prezzo del tour e lo si può acquistare direttamente alla stazione. Per il disabile e l’accompagnatore c’è una riduzione sul prezzo. Le carrozze del treno non sono quelle originali, ma sono state ben ricostruite. Inoltre ne hanno aggiunte alcune adattate alle sedie a rotelle con la rampa per salire e scendere.La mia carrozzina però non è riuscita a passare attraverso la porta del treno in quanto troppo stretta. Questo è il treno più australe del mondo ed ha una storia molto triste alle sue spalle. A cavallo tra l’800 e il 900 la Terra del Fuoco era popolata da diversi aborigeni, anche se in questa zona si erano già insediate alcune missioni. Nel 1883 il presidente Julio Argentino Roca presenta presso il Congresso della Nazione un progetto di legge al fine di creare una colonia penale al sud della Repubblica. Successivamente, nel 1896, in uno stabilimento precario, fatto di zinco e legno, si inaugura il Carcere dei Recidivi. Tra il 1909 e il 1910 si hanno registri dei primi movimenti ferroviari. Dalla città partiva il carico di prigionieri che giungeva all’interno di quello che oggi è il parco. I carcerati erano costretti a tagliare moltissimi alberi ed a caricare i vagoni con la legna che venivano utilizzati per scaldare gli ambienti ma anche per generare elettricità. Oggi si possono effettuare solo gli ultimi 7 km di quel percorso, il giro dura un’ora ed il panorama è davvero incantevole! Vi consiglio di prendere prima il treno e poi di visitare il parco in tutta calma. Vi sono diversi punti di ristoro dove si trovano anche bagni per disabili. In alcune zone il terreno del parco risulta sabbioso o sconnesso quindi difficile da percorrere in sedia a rotelle.

Dopo quattro ore trascorse nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco tra laghi e montagne innevate, la guida ci accompagna al porto. Da qui ci imbarchiamo per la navigazione del Canale di Beagle (73 dollari a testa costo dell’escursione). La navigazione avviene con dei piccoli catamarani che non hanno la pedana accessibile, bisogna superare un grosso gradino per salirci sopra e non dispongono di bagni per disabili a bordo. Il personale navale aiuta negli spostamenti. Il giro dura tre ore e, durante la rotta, si possono vedere da vicino cormorani e leoni marini felicemente spiaggiati su delle rocce che emergono dalle acque. Il faro bianco e rosso “Les Eclaireus” è l’attrazione principale di questa escursione. Segna il punto di separazione tra la Patagonia argentina e quella cilena ed è il punto d’incontro tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico.

Dove mangiare a Ushuaia: ristorante da Isabel, cocina al disco. Questo locale molto chic e raffinato ha la vista sul porto. La sua specialità e la cucina al disco, ovvero la carne o il pesce prescelti vengono cucinati all’interno di una pentola che ha la forma di un vecchio disco di vinile.

La mia prossima tappa? I ghiacciai di El Calafate

Penisola di Valdés, PATAGONIA

18 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Da Buenos Aires, mia prima tappa in Argentina, ho volato a Trelew. Ho effettuato tutti i voli, intercontinentali ed interni, con Aerolinas Argentina. Da Trelew a Puerto Madryn, dove avevo l’hotel, ci sono circa 65 km. In aeroporto, con i miei compagni di viaggio, ho noleggiato una macchina per raggiungere la destinazione. (il costo del noleggio equivale al prezzo del taxi. Vi è anche un servizio bus ma i pullman non sono accessibili in sedia a rotelle)

Puerto Madryn appartiene alla Patagonia argentina del nord. E’ una cittadina di mare non molto frequentata dai turisti, che sono soliti appoggiarsi qui solo per visitare la vicina Penisola di Valdès. Al contrario, le sue spiagge piuttosto scure e il suo mare non proprio cristallino, sono affollate dalla gente del posto. Il suo lungomare è pieno di bar e locali sulla spiaggia. Tutta la strada che costeggia il litorale è provvista di rampe per salire e scendere dai larghi marciapiedi pedonali. Per un aperitivo servito direttamente sulla sabbia recatevi al Coral Resto y Cafeteria.

 

Ho acquistato l’escursione della Penisola di Valdés in internet direttamente a questo sito www.argentina4u.com al prezzo di 99 dollari a testa. Sono molto soddisfatta di questa agenzia argentina che mi ha consigliata molto bene riguardo alle escursioni da effettuare e mi ha dato delle dritte in quanto viaggiatrice in sedia a rotelle. L’entrata della riserva naturale di Valdés, esclusa dal pacchetto dell’escursione, è risultata gratuita per me e per l’accompagnatore. Bisogna però portare con se dall’Italia il certificato di invalidità.

La riserva naturale della Penisola di Valdès è molto importante a livello faunistico ed è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1999. La visita viene effettuata con un van (non accessibile in sedia a rotelle, ma sono stata aiutata a salire e a scendere dal mezzo dall’autista) e si fa tappa ad ogni attrazione prevista dall’itinerario. Non credevo saremmo riusciti a visitare tutta Valdès, invece l’escursione è durata circa 12 ore e abbiamo girato la penisola in lungo e in largo. Ho avuto la fortuna di vedere i guanaco, camelidi diffusi in gran parte del Sudamerica. Ha le sembianze di uno struzzo ma il colore del suo pelo lo compara ad un cervo senza corna. Oltre ai guanaco sono davvero molti gli animali ed i mammiferi marini che si possono apprezzare trascorrendo un’intera giornata a Valdès: armadilli, pinguini di Magellano, leoni marini sudamericani, foche sudamericane, elefanti marini. Da Maggio a Novembre si può effettuare il whale-watching.

Tramite passerelle di legno ci si può avvicinare loro il più possibile, senza toccarli ovviamente,e si possono scattare divertenti selfie insieme. La natura è meravigliosa in questa penisola situata di fronte a Puerto Madryn e le sue coste sono spettacolari tanto che le fotografie che ho scattato sembrano cartoline!

L’ultima tappa è stata la visita al piccolo nucleo abitato Puerto Piràmides, dove è possibile acquistare qualche souvenirs o bere una birra guardando l’oceano.

Nell’isola sono presenti bagni per disabili nei vari punti d’osservazione.

Nel mio prossimo articolo vi porterò a Ushuaia

BUENOS AIRES

16 Febbraio 2018

Viaggio in Argentina e Patagonia di due settimane: Buenos Aires, Penisola di Valdés, Ushuaia, El Calafate, Iguazù.

Il mio tour in Argentina non può che iniziare dalla sua capitale Buenos Aires. E’ una città piena di fascino che mi ha entusiasmata moltissimo. Dall’aeroporto al mio hotel, sito nel cuore della città, esattamente nel Microcentro (circa 30 km), ho contattato Uber, servizio di trasporto automobilistico privato che si richiede attraverso un’app sul cellulare e che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti permettendo al cliente di spendere molto meno rispetto al taxi. Il problema è stato quello di far entrare tre persone, tre valigie, la mia sedia a rotelle e il Triride. Ma ce l’abbiamo fatta. Durante la prenotazione bisogna specificare che si necessita di un’auto spaziosa.

Credo non basti una vita per assaporare al meglio Buenos Aires, dato che ogni angolo di questa città offre scorci che vale la pena di fermarsi ad ammirare. Io ho avuto a disposizione solo due giornate intere, ma ho cercato di visitare il più possibile sfruttando tutte le ore a disposizione. Buenos Aires detiene il primato di città con la strada più larga al mondo: l’Avenida 9 de Julio. E’ lunga 1 km, larga 140 metri, fu inaugurata nel 1937 e per la sua costruzione furono demoliti cinque isolati nel centro della città. Questa strada prende il nome dal giorno della dichiarazione dell’Indipendenza dell’Argentina. E’ stato divertente attraversarla in sedia a rotelle… In ogni corsia ci sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi.

Le facilità per i disabili non mancano nell’intera Buenos Aires… A parte le strade rotte ed i marciapiedi non sempre regolari (facilmente percorribili col Triride), ho trovato rampe ovunque. Devo ammettere che gli argentini sono molto attenti ai bisogni dei diversamente abili. L’unica cosa strana è l’accesso ai pullman: tutti hanno il simbolo della sedia a rotelle ma nessuno di loro ha la pedana. Come salire? L’autista del bus abbassa il mezzo per facilitare la salita della carrozzina, ma senza rampa bisogna comunque farsi dare una mano ad impennare la sedia e a superare il gradino. Una volta all’interno c’è lo spazio riservato alla sedia a rotelle.

Ogni quartiere mi ha lasciato un pezzo di se… Iniziamo proprio dal Microcentro, dove Plaza de Mayo e la Casa Rosada fanno da padrone all’intera zona. Su questa piazza si affaccia la Cattedrale (accessibile in sedia a rotelle tramite rampe), la sede del Governo Cittadino e il banco de la Nacion Argentina. In una delle vie che conducono alla piazza si trova il Cafè Tortoni, (entrata con rampa)dove è obbligo fare tappa. Questo luogo è un must di Buenos Aires non solo per gustare un ottimo caffè, ma anche per vedere tutte le foto, le tappezzerie e le decorazioni di questo bar che rientra tra i dieci più belli del mondo. Aprì i battenti nel 1858 e fu visitato da molti personaggi illustri tra i quali Re Juan Carlo I di Spagna. Tra le varie sale vi è anche quella dove poter assistere ad un “Tango Show“, ovvero uno spettacolo di tango. Io lo spettacolo di tango l’ho prenotato direttamente a Buenos Aires (si trovano varie proposte in hotel, nelle agenzie turistiche o addirittura per strada). Ho scelto quello con la cena a base di empanadas e carne al Cafè de los  Angelitos (entrata senza barriere poi un gradino per accedere alla sala dove si cena. No bagno per disabili). Prezzo circa 40 euro a testa ma vi assicuro che solo lo spettacolo vale il costo del biglietto. Non ho mai visto nessuno ballare in quel modo! Credo che il tango sia uno dei balli più sensuali e coinvolgenti del mondo.

La foto migliore che ho scattato è quella con la B e la A , iniziali della città riprodotte in formato gigante e composte con l’erba del prato. Simboleggiano i giochi olimpici giovanili estivi che si terranno a Buenos Aires dal 6 al 18 Ottobre di quest’anno.

Il quartiere che ho preferito è, senza dubbio, quello de La Boca. Il suo nome deriva dal fatto che il quartiere sorge sulla “bocca” del Rio Riachuelo nel punto dove si immette nel Rio de la Plata. Quando alla fine del XIX secolo gli immigrati italiani iniziarono ad arrivare a Buenos Aires, La Boca era un semplice porto e tutti si fermavano lì. La sua peculiarità sono le casette colorate, dipinte con la pittura avanzata per dipingere le barche. La via più famosa de La Boca, e anche quella più percorsa dai turisti, prende il nome di “Caminito“. Difficile immaginare un quartiere più vivace e colorato di questo! Io l’ho adorato. Inoltre vi consiglio di fare shopping qui dato che i souvenirs costano molto meno rispetto alle altre parti della città. Le case pittoresche di questo quartiere sono state trasformate in ristoranti, bar e negozi ed è consuetudine spendere tante ore passeggiando in questa zona. Le strade sono ridotte piuttosto male a causa di ciottoli irregolari e di pezzi rotti (non ho fatto fatica in sedia solo perché ho utilizzato il Triride). A pochi passi da il Caminito vi è lo stadio de La Bombonera, dove gioca la squadra del Boca Junior. Diego Armando Maradona e altri giocatori famosi argentini hanno iniziato proprio qui la loro carriera.

Un quartiere che, secondo il mio punto di vista, è sopravvalutato da molte persone è quello di Palermo. Sicuramente più chic e raffinato rispetto a La Boca, con tanti locali dove fare serata e con un vasto mercatino dove acquistare prodotti artigianali di ogni genere. Ma non mi ha esaltata molto.

Molto caratteristico invece è San Telmo, dove oltre al suo mercatino d’antiquariato La Feria, è possibile assistere ai ballerini di tango che si esibiscono per strada e nella piazza. La piazza in questione prende il nome Plaza Dorrego ed è possibile percorrerla in sedia a rotelle superando una rampa.

Altra zona dove trascorrere interi pomeriggi sdraiati sui suoi prati verdi è Recoleta, uno dei quartieri residenziali della città. E’ famoso soprattutto per il suo cimitero, Cemeterio della Recoleta, una specie di Pere-Lachaise di Buenos Aires dove riposano molti personaggi storici. Il cimitero ha varie entrate ma nessuna ha l’accesso per l carrozzine.

Ultimo, ma non per importanza, è il vecchio porto abbandonato Puerto Madero, che oggi è stato rimpiazzato da grattacieli e da loft costosissimi che lo rendono uno dei quartieri più cool di Buenos Aires. L’ho visitato di sera, tutto illuminato da luci al neon, tanto da assomigliare ad una città americana. Qui ho cenato al ristorante Siga La Vaca, super consigliato agli amanti di carne. In questa griglieria si può mangiare tutta la carne che si desidera, accompagnata da un buffet di torte salate e di verdure, al costo di circa 20 euro a testa compresa una bottiglia di vino a persona!

Mentre se si desidera mangiare le empanadas più buone di tutta Buenos Aires vi consiglio di recarvi al ristorante Los Inmortales. Le empanadas sono una pietanza tipica argentina, panzerotti di pasta ripieni di carne, verdure o prosciutto e formaggio.

Da Buenos Aires è tutto, ma non perdete il mio prossimo articolo riguardante la Penisola di Valdés.